Conviene Ancora Investire in BTP?

Investire in BTP è ancora conveniente?

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Articolo aggiornato al 3 ottobre 2017

Investire oggi in BTP non conviene più. Nel 2011 su questo stesso sito sostenevo che comprare titoli di stato italiani fosse un affare. Con lo spread a 500 e i rendimenti alti che i BTP offrivano era il momento di riempirsi le tasche dei buoni del Tesoro. Ora, però, sono di diverso avviso.

Ma andiamo con ordine e vediamo perché investire in BTP oggi non è più conveniente.

Lo stato ha, come te e come me, delle entrate e delle uscite.

  • le entrate sono le tasse (per semplicità)
  • le uscite sono la spesa pubblica

La differenza tra entrate ed uscite rappresenta il deficit (se negativo) o l’avanzo (se positivo) primario. Nonostante la spesa pubblica in Italia sia difficile da ridurre, lo stato riesce a produrre un avanzo primario consistente e ad essere- addirittura – uno dei Paesi più virtuosi d’Europa.

Ma se ci aggiungiamo la spesa per interessi troviamo che lo Stato italiano è in grande sofferenza, perché gli interessi riportano il bilancio pubblico in rosso, il che va ad aumentare il debito pubblico. Gli interessi, a loro volta, aumenteranno il deficit in un circolo vizioso.

Tra un istante di dirò cosa ha a che fare tutto questo con te che ami investire in BTP, ma prima aggiungiamo un pezzo al nostro tassello.

L’immagine che stai per vedere mostra un punteggio di solvibilità di diversi Stati Mondiali. Mano a mano che il punteggio diventa negativo crescono anche i rischi di default. Guarda un po’ dove si trova l’Italia?investire in btpA me fa un po’ rabbrividire il fatto che siamo “poco meglio” dell’Argentina e della Grecia. E a te che effetto fa?

Investire in BTP è sicuro? Abbastanza. Siamo troppo grandi per poter saltare per aria e l’Europa interverrebbe con misure di sostegno per evitare il contagio. Investire oggi in BTP è redditizio? Poco o nulla. Come ti ho detto, comprare BTP all’epoca del Governo Monti era una pacchia. C’era il rischio di default ma si trattava di un rischio più che compensato da rendimenti molto alti.

Mi rendo conto che comprare titoli di stato quando tutti dicevano di starne fuori era complicato, a livello psicologico. Ma chi ha agito con la testa ha ottenuto ottimi rendimenti.

 

LEGGI ANCHE: dove investire oggi che i BTP rendono poco.

 

Oggi le cose stanno diversamente purtroppo.

Dal dicembre 2011 a fine 2014 il rapporto debito/pil è cresciuto del 15,8% (fonte: sole24ore) mentre il rendimento medio dei titoli di stato è passato dal 3,61% del 2011 all’1,35% del 2014.

Ed il minimo storico è ancora stato ritoccato al ribasso nei primi mesi del 2015. A fine 2016 il rapporto tra debito pubblico e Pil era a 132,60.  Siamo secondi solo alla Grecia, purtroppo. Ma allora com’è possibile che il rischio Paese sia aumentato mentre i rendimenti sono sotto le scarpe? Perché tutti vogliono investire in BTP?

 La ragione è molto semplice: c’è una fiducia estrema nel potere “salvifico” della BCE che con il suo quantitative easing sta comprando bond europei a piene mani. Ma sulla base della mia esperienza (di investitore e di esperto) non investirei mai in un attivo finanziario che dia un rendimento troppo basso per il rischio corso.

ATTENZIONE!! Non sto dicendo che l’Italia fallirà e devi portare all’estero i tuoi capitali.

Sto solo dicendo che è opportuno che tu riduca il peso dei tuoi BTP in portafoglio e che non investa più altri soldi in titoli di stato italiani.

Come sempre è questione di proporzioni. Se hai più della metà dei tuoi soldi in BTP allora farai bene a ridurne il peso sul totale fino a riportarlo sotto il 40%. E se non ne hai ancora non correre ad investire in BTP. Ci sono opportunità migliori per investire oggi.

La regola generale che afferma: “investi in strumenti finanziari solo se il loro rendimento ti ripaga dei rischi corsi”  vale sempre. Anche se si tratta di investire in BTP come facevamo tutti fino a pochi anni fa.

Giacomo Saver

Direttore e Fondatore di Segretibancari.com

36 commenti
  1. Forse hai già detto qualcosa a riguardo, ma ti chiedo ugualmente
    se i Bfp sono da ritenere titoli di stato a tutti gli effetti e quindi
    equipararli nel bene e nel male ai BTP.
    Ciao

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    1. Credo che Giacomo faccia riferimento soprattutto al rischio di incappare in perdite in conto capitale più che ad un vero default o haircut. Da questo punto di vista, i Bfp non sono negoziati e quindi non c’è rischio di perdite in conto capitale. Inoltre, se non erro, i Bfp non vengono ‘conteggiati’ come debito pubblico ma godono della garanzia dello stato in caso di problemi da parte di Cdp. Giacomo, dico bene o sbaglio?

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      1. @ Paffuto
        Sì, è tutto esatto, anche se credo che oggi qualche possibilità di haircut si intravveda all’orizzonte. Tra BTP e BFP preferisco in questo momento decisamente i secondi. Grazie per la tua precisazione e a presto…

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    2. Daniele voleva dire che il rischio/rendimento dei Btp non e’ piu’ conveniente, insomma rendono troppo poco per il rischio che ci si assume.
      I bfp hanno la garanzia dello stato e non hanno un mercato regolamentato percio’ sono liquidabili in qualsiasi momento senza perdite in conto capitale, ma il discorso secondo me non cambia perche’ anche qui il rendimento e’ da “caramella” o da “cioccolatino” che suona meglio.
      Per i Btp non credo che ci sia un rischio “tassi” all’orizzonte perche’ la politica della Bce restera’ accomodante almeno sino a quando il malato Europa e cugini non guarira’.
      E speriamo che la medicina funzioni (io sono fiducioso comunque).
      Giginv.

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      1. Certo che vedere l’Italia negli ultimi posti della classifica non fa piacere ma purtroppo è un dato di fatto. Hai ragione Giginv.
        Nella mia asset allocation l’investimento in BFP ha un peso del 80%. I rendimenti certi che ottengo li uso come “cuscinetto” per coprire le eventuali perdite dagli etf azionari.
        Quello che mi fa pensare è che comunque gli interessi dei BFP li vedrò tra dodici anni (ho sottoscritto i BFP 3*4) e saranno del 4.5% annuo netto. Ora, riflettendoci bene, il 4.5% che otterrò da questo tipo d’investimento sarà sicuramente “neutralizzato” dall’inflazione che aumenterà nei prossimi anni.
        Parcheggiare quindi i risparmi per tanti anni per ottenere un rendimento così rosicato, che si sarà già volatilizzato con l’inflazione, è discutibile.
        Penso che aspetterò la scadenza dei primi tre anni per riscuotere gli interessi e poi investirò seguendo le indicazioni che sono state date durante il webinar “la Previdenza Integrativa” da Giacomo.

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        1. Un 4,50% netto (o 4,30% se non avessi considerato il bollo) è un buon rendimento per un buono postale 3X4, sarebbe buono anche per un BTP, visti tassi attuali, certo sono d’accordo che alla scadenza dei primi 3 anni convenga valutare con i tassi che ci saranno se conviene mantenere quei buoni o investire in altro.

          Secondo me sarà difficile avere un’inflazione media del 4,50% nei prossimi 3 anni.

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          1. Il 4.3% annuo d’interessi per un prodotto sicuro e immune dalla volatilità del mercato è un buon rendimento. La mia riflessione era di disinvestire una parte dei buoni e investirli in borsa in etf obbligazionari, ma ragionandoci su e leggendo il tuo post, esporrei il risparmio alla volatilità dei mercati. Così verrebbe a mancare il rendimento sicuro, come calcolato con il piano di asset allocation del libro “l’investimento perfetto” che andrebbe a coprire le eventuali perdite degli investimenti azionari. Sicuramente aumenterò in futuro la parte azionaria sapendo che se ci dovessero esserci delle perdite avrei dodici anni per recuperare.
            Conoscendo già gli interessi che riceverò a scadenza dei bfp 3*4, saprò quando sarà il momento di uscire dal mercato senza perdere il capitale investito perché le perdite saranno compensate dagli interessi ottenuti dei bfp 3*4.
            Grazie a te e a Giginv. per le vostre opinioni

        2. @Giuseppe

          Di nulla Giuseppe, sono felice quando i nostri post creano spunti di riflessione, che non fa mai male,,,
          Giginv.

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    3. @ Fabio
      Sì, dal punto di vista “giuridico” sono assolutamente simili avendo entrambi la garanzia dello Stato. Le differenze tecniche sono però sostanziali, ma di questo parleremo in un prossimo post 😉

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  2. Complimenti!!! spero di riuscire ad apprendere segreti per riuscire ad investire.

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    1. @ Luca
      Grazie per i complimenti. Uno dei punti di forza di segretibancari.com è la capacità di spiegare in modo semplice come investire in modo consapevole ed autonomo in modo da prendere il controllo dei propri soldi evitando di pagare costi enormi. Per qualunque cosa sono qui 🙂

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  3. La mia opinione è che guardando la posizione dell’italia nella classifica la fa apparire come un paese in “predefault”, ma niente paura, non fallirà cari lettori perchè la BCE stamperà moneta e coprirà tutti debiti. Non può permettersi che un Paese grosso come l’Italia fallisca, e non può nemmeno permettersi di pagare tutti gli alti interessi pagati fino a pochi anni fa sui tittoli di stato. Di conseguenza l’unico modo sarà quello di aumentare via via nel tempo le tasse sugli investimenti. D’altronde
    che volete fare? mettere i soldi sotto il materasso prendendo nessun interesse? E se molti disinvestissero dove metterebbero i loro soldi con tutta questa liquidità? Voi date per scontato molte cose….

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    1. @ Jollybill
      E’ opinione diffusa che l’Italia non subisca nessun tipo di contraccolpo e condivido anche io che la BCE darà una mano. Ma cosa accadrà nel post Draghi? E tra 10 o più anni quando il debito pubblico sarà ancora più alto ed avrà strangolato del tutto le possibilità di ripresa dell’economia della penisola?

      Ad ogni modo con i rendimenti così bassi oggi non comprerei più BTP perché il guadagno che ‘porto a casa’ non è sufficiente per compensare i rischi corsi. Poi ognuno fa naturalmente le proprie valutazioni e sceglie di conseguenza…

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      1. Come scrivevo nel mio intervento precedente, la mia asset allocation, l’investimento in BFP ha un peso dell’80%. I rendimenti certi che ottengo li uso come “cuscinetto” per coprire le eventuali perdite dagli etf azionari. I BFP 3*4 hanno un rendimento del 4.3% netto. Gli interessi dei BFP li vedrò tra dodici anni.
        Ho letto questi post sul sito, dove già in passato si parlava di BFP serie 3*4.
        https://www.segretibancari.com/doveinvestire/buoni-postali-bpf-3x4non-sono-male-ma/
        https://www.segretibancari.com/doveinvestire/buoni-postali-contro-btp/
        Secondo voi dovrei ridurre la percentuale investita in BFP e investirla in etf obbligazionari/azionari globali? Se da una parte c’è la garanzia dello Stato, in caso di default saremmo tutti rimborsati in caso di default?
        Se si leggono gli interventi delle pagine che ho inserito i link, si scriveva che probabilmente il rimborso, in caso di default, non sarebbe stato completo.
        Il debito pubblico dell’Italia aumenta ogni anno. La BCE sarebbe disposta ancora ad aiutare un paese con un debito così alto e che aumenterà ancora?
        Non capisco molto di finanza. La mia riflessone è che come molte persone come me hanno i risparmi (conti correnti/bfp/btp/ case ecc.) e il lavoro tutti concentrati al paese Italia e vedere che l’Italia è negli ultimi posti spaventa.

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        1. @ Giuseppe
          Non è il caso di farsi prendere dal panico ma solo di diversificare. Di certo oggi il rischio Paese non è pagato ed è questa la vera ragione per cui eviterei i BTP, tutto qui…

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    2. Ciao jollybill, l’Italia ha un debito”monstre”, solo a gennaio 2015 e’ aumentato di oltre 3000 miliardi di euro.
      Per esperienza ti dico che in finanza non esistono certezze, le nostre opinioni non valgono, contano solo i fatti e l’andamento del mercato che regna sovrano.
      In passato gli interessi erano alti ma anche l’inflazione, per cui tirate le somme…
      Le tasse sull’equity sono gia’ alle stelle soprattutto per gli istituzionali.
      Io non do nulla per scontato, osservo soltanto…
      Giginv.
      jinny@libero.it

      Rispondi
      1. E poi jollybill ho dimenticato di dirti:
        che la Bce vuole risanare ed alleggerire i debiti pubblici (tradotto: non pensa a noi);
        i rendimenti spesso sono disallineati perche’ il mercato e’ emotivo ed irrazionale.
        Ci sarebbe da discutere ancora…
        Giginv.

        Rispondi
  4. @Gigi Liquidabili in qualsiasi momento senza perdite in conto capitale? È semplicemente falsoin generale. Intanto oggi i BTP e BTPi si comprano inesorabilmente sopra 100 se si è lontani dalla scadenza e verranno rimborsati a 100 (indicizzazione a parte) e questo causa il rendimento netto ridicolo: quindi si paga in anticipo e poi si storna nel corso della durata del titolo. A questo aggiungiamo che *se* dovessero alzarsi i tassi una variazione di 1% si tradurrebbe inesorabilmente in una perdita in valorizzazione a due cifre sui BTP emessi, che scivolerebbero inesorabilmente sotto 100. Automaticamente non converrebbe più venderli prima della scadenza, pena una sonora perdita in conto capitale. E tenersi magari per 10 anni un BTP con rendimento annuo netto poco sopra 0% come oggi di fatto, sarebbe una grandiosa fregatura. Io personalmente i BTP in portafoglio li terrei almeno fino a metà 2016 e poi considererei se liquidarli ben sopra 100, fatto salvo il fatto che i BTPi potrebbero essere meglio attrezzati in caso di rialzo dell’inflazione. Oggi c’è solo un caso in cui conviene comprare un buon lotto di BTP, comunque: in vista di successione. I titoli di stato sono esenti da tassa di successione, ma parliamo di grandi patrimoni (>1milione), in tutti gli altri casi meglio starne lontani. Diciamo che se non si ha un genitore ottuagenario con grande patrimonio non è il caso 🙂

    Rispondi
    1. Giginvestitoreconsapevole parlava dei BFP (Buoni Fruttiferi Postali), non dei BTP (Buoni Poliennali del Tesoro).

      I Buoni Fruttiferi Postali sono rimborsabili in qualsiasi momento, senza perdita perdita in conto capitale, neanche a causa dell’imposto di bollo, perché la parte di imposta di bollo che creerebbe una perdita in conto capitale verrebbe rimborsata il giorno lavorativo successivo.

      Rispondi
  5. Ciao Giacomo, ho dei pac sui btpi per crearmi una pensione, scadenza 2021,2026 e 2041. mi devo preoccupare?
    Un saluto e sempre un grazie per i tuoi consigli

    Rispondi
    1. @ Massimo
      No, assolutamente. Il mio post è di carattere generale e riguarda chi ha solo titoli di stato (o buoni postali). Se così è nel futuro diversifica maggiormente…

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  6. Quando si parla di btp e simili, tutti si svegliano 🙂
    Solo che adesso parlare di ” btp people” non ha piu’ senso…
    Giginv.

    Rispondi
  7. Salve Sig. Giacomo,
    solo da poco seguo le Sue lezioni come uno studente.
    Sapere soltanto se ho fatto bene. ho tenuto solo i BTP al 4 e 5% e ho venduto gli altri.
    ora provo con gli ETF ma la mia banca on-line è molto avara di indicazioni. Per Lei come andrebbe formato un buon pacchetto nel medio-lungo tempo e con una buona rendita?
    forse chiedo troppo ma mi accontento anche di esempi sulla Sua esperienza.
    grazie Pasquale

    Rispondi
    1. @ Pasquale
      La sua banca è avara di indicazioni perché gli ETF non le rendono nulla e quindi non ‘gradisce’ che i suoi clienti li comprino. Ecco perché non le dà nessun aiuto in questo senso. Per il resto le chiedo scusa ma per motivi di tempo non posso rispondere dando opinioni di investimento qui.

      Se il suo capitale è superiore a 100.000 euro può iscriversi gratuitamente qui per ricevere molto contenuto di valore e sapere quando sarà disponibile il servizio Investment Club che risponde alle domande che le interessano -> https://www.segretibancari.com/doveinvestire/

      Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
  8. chiedo scusa ma non so in quale altra sezione postare, la mia domanda è relativa a ebook “salva la tua pensione” … la strategia è ancora valida ora che sia i conti deposito che i BTPi hanno tassi molto bassi? e quale conto deposito utilizzare per massimizzare il rendimento del montante? possibilmente facendo versamenti mensili per creare appunto questo montante? va bene per me anche vincolare le somme nel caso, se porta benefici utili in termini di resa

    Rispondi
    1. @ Raffaele
      Puoi scrivere le tue domande “generiche” sul Gruppo facebook Investiamo da soli: https://www.facebook.com/groups/investiamodasoli/ dove parliamo di finanza liberamente senza il vincolo di seguire il filo conduttore dei post. Grazie!!

      Rispondi
  9. Grazie, ho fatto richiesta di aggiunta al gruppo

    Rispondi
    1. @ Raffaele
      Grazie a Te. Le discussioni ora si ampliano anche su Facebook 🙂

      Rispondi
  10. Ciao Giacomo, tu cosa consigli? di ridurre il peso dei titoli di stato o di venderli proprio tutti? E’ possibile che, essendo titoli quotati in mercati, i titoli di stato (btp, CCt, ecc) hanno un trend ribassista, nel senso che le quotazioni dei titoli di stato diminuiscono lentamente ma costantemente?

    Ti faccio questa domanda ora (2017) perchè vedeo che i commenti sono tutti fermi al 2015.

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Dipende dai casi. Non c’è mai una risposta univoca a questa domanda. Purtroppo qui non posso andare molto nel dettaglio, ma se sei interessato a ricevere indicazioni di investimento molto più concrete fai riferimento al servizio Investment Club. Grazie.

      Rispondi
  11. comunque vada un btp che paga 1,65% di cedola in carico a 89 con scadenza 2032in un 5% del portafoglio non fa male a nessuno io me lo compero che ne pensi?

    Rispondi
    1. @ Sandro
      La questione è molto più complicata perché bisogna valutare congiuntamente cedola, prezzo di acquisto e durata. A volte il rendimento dei BTP cela delle sorprese…

      Rispondi
  12. Ci troviamo con lo spread a 175 circa e a vedere l’andamento storico, non lontano direi, si intravede un margine di discesa dai minimi molto basso.
    L’osservazione che si può fare per un’investitore “tranquillo” è a mio pare la seguente.
    Rimanendo su durate corte per evitare il “rischio cambio”, ad esempio 4 anni (ricordando che effettivamente di aumento di tassi già se ne comincia a parlare) possiamo considerare il seguente BTP:
    IT00052164910 .35-BTP-01NV21 dal rendimento netto di 0,46%.
    Qualche conto deposito in giro remunera alternativamente ancora all’1% lordo, ovvero allo 0,74% netto, già maggiore del rendimento netto del precedente titolo.
    Pregi e difetti del primo: tasso netto + basso di un deposito, apprezzamento in conto capitale limitato e rischio di tasso non compensato.
    Pregi e difetti del secondo: tasso di rendimento netto già più alto, nessun oscillazione del capitale e liquidabilità più semplice.
    Certo, a meno di questi tassi dei conti di deposito, i rendimenti si assottigliano, ma come giustamente si dice nel post e tutt’ora valido i rischi non sono compensati nemmeno a parità di rendimento…

    Rispondi
    1. BTP o obbligazioni a duration corta, CD e dintorni di questi tempi devono essere considerati solo riserve di liquidità, ovvero stabilizzatori del portafoglio. Parlare del loro rendimento non ha nessun senso, bisogna essere contenti se si ripagano i bolli. I rendimenti non si fanno con questi strumenti, che comunque occorre avere in portafoglio in misura ragionevole rispetto ai propri obbiettivi ed aspettative. Obbligazioni e titoli di stato a duration medio/lunga viceversa non sono semplicemente da acquistare da un investitore privato. Non c’è nemmeno da discuterci su, a mio avviso.

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    2. @ Alex
      I tassi sono già risaliti, purtroppo. prova ne è che l’indice FTSE MTS BTP ha perso, ad un anno, il 2,40% che corrisponde alla svalutazione media di un portafoglio di BTP.
      Sono d’accordo sulle scadenze brevi, in linea di massima, ma ricorda che al risultato occorre togliere l’imposta sul conto titoli…

      Rispondi
  13. salve,ero quasi intenzionato a vendere i miei btp 23/28 con rendimento al 4,75 ed incassare la relativa plusvalenza,ma poi visto che c’è poca alternativa ancora li tengo,considerando che sono anche molto liquido,vedremo come va

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