Dove Investire nel 2019

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Investire nel 2019 sarà una grande sfida per tutti: banche, consulenti ed investitori. I mercati azionari provengono da un rally che dura da dieci anni e che, secondo alcuni esperti, inizia a scricchiolare. Le obbligazioni non sono più sicure come una volta: lo sa bene chi sta perdendo con i sicuri BTP o con i bond high yield.

La risposta che gli investitori si danno nelle fasi di incertezza è l’immobilismo. Conosco alcune persone che hanno i soldi fermi sul conto corrente perché attendono il momento migliore per investire, da anni ormai. Ma questa loro indecisione è costata cara, in termini di rendimento perduto.

L’investitore che voglia sapere come e dove investire nel 2019 si trova quindi di fronte uno scenario particolarmente complesso sia a causa dell’incertezza globale sia a causa della battaglia interiore che vive. Da un lato l’investitore  vorrebbe “mettere a reddito” il proprio capitale, dall’altra teme che il 2019 sarà l’anno della nuova crisi finanziaria, che secondo alcuni sta già covando sotto la cenere.

Cosa fare allora? Dove e come investire i soldi nel 2019 in modo redditizio ma al tempo stesso sicuro?

I Mercati Finanziari nel 2019

Scrivere in anticipo cosa ci riserverà il futuro è davvero complesso. Forse inutile. Ma proviamo a fare il punto della situazione oggi per capire insieme cosa potrà attenderci nel prossimo futuro al fine di preparare le adeguate contro mosse. Al termine di questa analisi ti darò anche dei portafogli di riferimento che potrai utilizzare a tuo piacimento.

Le Azioni

Investire in azioni è stato redditizio fino al 2017. Dopo la Grande Crisi del 2007 – 2008 le borse hanno registrato crescite impressionanti che ora però sembra cedano il passo di fronte ad un possibile rallentamento delle economie.

Wall Street: Festa Finita?

Nel 2019 è probabile che l’economia Usa rallenti. Alcuni segnali sono già visibili negli indicatori anticipatori e, se ciò accadrà, la borsa più importante del mondo potrebbe vacillare. Un secondo motivo di preoccupazione sono gli utili aziendali che potrebbero subire una battuta di arresto nella crescita. Infine il rialzo dei tassi deciso dalla Fed rende i bond governativi più interessanti delle azioni, invogliando gli investitori a spostarsi.

A fronte di ciò ci sono alcuni motivi per essere ottimisti. Anzitutto il rapporto Prezzo/Utili dello S&P 500 è sceso a causa della correzione del mese di ottobre. Sebbene esso superi la media storica, ora è stabile ad un valore di 21, il che non esprime certo una sopravvalutazione azionaria. Il rendimento da dividendo è pari al 2%, concorrenziale rispetto al Treasury decennale che rende il 3% a fronte di un “vincolo” piuttosto lungo.

La risalita dei rendimenti brevi potrebbe fare concorrenza alle azioni, spingendo gli investitori verso i titoli pubblici per poi rientrare successivamente in borsa.

Nel 2019 è possibile che si verifichi una correzione a Wall Street e che il ribasso interessi maggiormente le azioni growth dalle valutazioni piuttosto elevate, mentre rischi minori saranno corsi da chi investe in settori meno aggressivi.

Borse Europee: I Best Performer del 2019?

Le borse europee stanno recuperando forza sul finire del 2018. Esse sono rimaste indietro sia rispetto agli Usa sia rispetto agli emergenti, ma il 2019 potrebbe essere l’anno del riscatto, a condizione che non sia in arrivo una recessione globale, per ora da escludere.

Il Price Earning dell’Europa è di 14, in linea con la media storica a dieci anni e decisamente più contenuto rispetto agli Usa. Nel 2019 potrebbe verificarsi ciò che accadde tra il 2012 ed il 2013: gli investitori alla ricerca di migliori opportunità di investimento potrebbero decidere di spostarsi dal Nuovo al Vecchio Continente facendo crescere le quotazioni.

Il rendimento da dividendo è pari al 3,45% ma a differenza degli Usa in Europa la politica monetaria resta accomodante e questo potrebbe favorire il flusso di investimento verso le azioni.

I Mercati Azionari Emergenti

L’universo degli emerging markets è piuttosto variegato, ma nel 2018 ha sofferto le politiche restrittive volute dall’Amministrazione Trump. L’indice rappresentativo della categoria, l’MSCI Emerging Markets, ha perso progressivamente forza sia rispetto gli Usa sia rispetto all’Europa, dopo anni di rendimenti eccezionali. Le valutazioni del comparto non sono elevate, e gli emergenti potranno offrire sorprese positive nel 2019.

La Cina e la Russia sono i Paesi che presentano le valutazioni più attraenti, India ed Indonesia quelli relativamente più cari.

Le Obbligazioni

Investire in obbligazioni nel 2019 potrebbe non essere la scelta migliore. I bassi tassi di interesse spingono gli investitori a cercare alternative allungando le scadenze e assoggettando l’investimento a fluttuazioni del controvalore. Oppure ad indirizzarsi verso bond con alta cedola ma emessi da soggetti economicamente instabili o in valute con forte rischio di deprezzamento.

Le obbligazioni societarie offrono una remunerazione maggiore rispetto ai bond governativi, ma il rischio di default fa impallidire molti investitori. Non solo. Se anche scegli di investire in ETF o in fondi per diversificare il rischio, una crisi di liquidità provocata, ad esempio, da un fallimento importante, farebbe scendere il controvalore dell’intero portafoglio obbligazionario.

Come Investire nel 2019: Linee Guida

Prendere decisioni in condizioni di incertezza non è semplice. Molti investitori non lo accettano, credendo che attraverso tecniche o strumenti miracolosi sia possibile esorcizzare il rischio e ottenere guadagni elevati, comunque vada. Per evitare che tu commetta i due errori classici tanto frequenti tra le persone, ecco alcune linee guida utili prima di esaminare i portafogli.

Ragiona in termina di anni non di mesi

Esistono alcune “leggi” in finanza che è bene tu conosca se vuoi investire con successo. La prima di esse afferma che i mercati azionari, negli anni, hanno offerto rendimenti superiori ai bond ed alla liquidità. Ma i guadagni non sono lineari, perché ci sono delle inevitabili battute di arresto. Se sei disposto a investire non per il 2019 ma per il 2029, allora potrai permetterti una quota importante di azioni in portafoglio, anche se dovrai prepararti ad affrontare le inevitabili fasi di ribasso.

Ricorda che rischio e rendimento viaggiano insieme

Il rischio on è un fantasma astratto. Esso si traduce nelle perdite concrete che ti troverai ad affrontare durante il percorso. Non sopravvalutare la tua capacità di tollerare il rischio, e non recriminare dopo dicendo che ti saresti accontentato del 2% netto offerto da un conto deposito. Per la cronaca conti deposito che rendono così tanto non ne esistono, e se ce ne sono sono a rischio bail in.

Anche con i bond puoi perdere

Se sei disposto a comprare i BTP decennali pensando di tenerli fino alla scadenza se scendono di prezzo, allora il tuo orizzonte temporale è di dieci anni. Ma in questo caso un portafoglio con una maggiore vocazione azionaria sarà più remunerativo.

Se sei un affezionato dei bond riconosci che puoi perdere anche con le obbligazioni.

Dove Investire nel 2019: i Portafogli

Ti offro quattro modelli di portafoglio per investire nel 2019. Per ognuno di essi ti darò le caratteristiche e le modalità di replica, in modo che tu possa muoverti con consapevolezza.

Portafoglio Prudente

Adatto ad investitori che vogliono una volatilità contenuta. il portafoglio è composto per il 20% da azioni globali e per l’80% da obbligazioni euro.

Il rischio valutario sarà presente solo per la parte investita in azioni, mentre le obbligazioni saranno denominate in Euro e andranno cercate sia all’interno del settore pubblico sia privato.

Portafoglio Conservativo

Consigliato per quegli investitori che desiderano aumentare i rendimenti, a fronte di una volatilità più alta. La quota azionaria globale  (emergenti inclusi) è pari al 30% mentre i bond rappresentano il 70% dell’investimento e sono denominati in Euro.

Portafoglio Dinamico

L’investitore alla ricerca di maggiori opportunità potrà investire il 50% del suo capitale in azioni globali sia di mercati sviluppati sia emergenti ed il restante il 50% in obbligazioni in Euro. La volatilità potrà essere marcata, soprattutto se nel 2019 ci sarà una correzione importante, ma i rendimenti nel tempo ripagheranno dei rischi corsi.

Portafoglio Determinato

Se hai una forte tolleranza al rischio e le correzioni non ti spaventano, potrai impiegare il 70% del tuo capitale in azioni globali diversificate e il restante 30% in bond in Euro. Il 2019 potrebbe essere un anno di passione, ma nel tempo i guadagni saranno molto elevati.

Investire nel 2019 ti Preoccupa? Sono qui per Aiutarti

Se questo articolo non ha soddisfatto appieno le tue aspettative e desideri ricevere GRATUITAMENTE il mio aiuto, permettimi di dirti cosa posso fare per te:

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Per le tue domande sono a tua disposizione e ti ringrazio se vorrai condividere questo articolo con le persone cui pensi possa essere utile.

Giacomo Saver – segretibancari.com

20 commenti
  1. Buona serata GIACOMO,sento spesso che il lungo periodo da ottimi risultati specialmente sulla parte azionaria ma non tutti riescono per svariati motivi a rimanere investiti in un mercato che se sbagli il momento di ingresso ci si fa del male,sulla parte obbligazionara siamo con tassi di interessi in alcuni casi negativi,i titoli di stato stanno subendo delle perdite,i conti deposito sono da valutare,conclusioni cosa fare?

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    1. @ Antonio
      Nel lungo periodo una perdita di valore secca sulle azioni è da mettere in conto. Se vuoi limitare i danni devi adottare una strategia efficace di market timing. Essa non funzionerà sempre, ma almeno ti proteggerà nei casi estremi.

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  2. Chiarissimo Giacomo buongiorno, Ishares euro aggregate bond per la parte obbligazionaria e ishares msci world acc. per le azioni vanno bene? Ovviamente nelle % scelte da ognuno.Liquidità in quale %?
    Massimo

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    1. @ Massimo
      Per costruire un portafoglio efficace due ETF non sono sufficienti, anche se quelli che indichi sono un’ottima base di partenza. La liquidità nel portafoglio non è considerata perché non fa parte dell’investimento ma del “risparmio”, ossia della quota di denaro che non puoi assolutamente permetterti di perdere e che è “extra” portafoglio.

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  3. Quindi per ora sarebbe meglio vendere alcuni etf azionari e comprare etf obbligazionari per poter rientrare successivamente?

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    1. @ Alele
      Cercare di anticipare il mercato può essere inutile e dannoso, specialmente se non disponi di un metodo “robusto” per farlo. Meglio, piuttosto, definire una allocazione di lungo periodo e attenersi a quella.

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  4. Grazie.

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    1. @ Antonio
      Di nulla!!

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  5. Buongiorno, ottimo articolo e come sempre ricco di spunti interessanti. Solo una domanda: nei 4 portafogli non sono contemplate obbligazioni in USD (solo in euro); c’è una ragione specifica (a parte il rischio cambio) ?
    Grazie

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    1. @ Alex
      Sì: il dollaro è già compreso nella parte azionaria. Investire in bond esteri ti espone a rischi inutili. Un caro saluto e a presto.

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  6. Ciao Giacomo , cosa ne pensi dei fondi H2o ? Un piano di accumulo su multibond ad esempio , come lo vedi ? E\’ un fondo obbligazionario che sta concretizzando delle performance davvero di tutto rispetto (21 % annuo su 5 anni ) , ho visto che si concentra su titoli di stato , ed ho notato che ha una duration negativa (- 7 ,46 ) ..
    Insomma , pare sappiano cosa stiano facendo .
    La volatilità è alta su multibond , ma come tu dici , quella è la strada che porta ad ottenere dei rendimenti sopra alla media .
    Ad ogni modo ci sarebbero delle versioni più \”tranquille \” come ad esempio l\’H2o Adagio , che rende molto meno ma con una volatilità nemmeno paragonabile a multibonds ..
    Oggi , non mi risulta che ci siano asset class che , da inizio anno , abbiano dei rendimenti positivi , mentre i fondi sopracitati , hanno avuto rendimenti eccellenti , e soprattutto non correlati ai mercati ( che potrebbe essere interpretata come gestione attiva di successo ) …
    Sarebbe molto interessante un tuo articolo /parere su questi fondi .

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    1. @ Federico
      Ti ringrazio per la segnalazione. Se l’argomento potrà interessare più lettori scriverò un post di approfondimento. Purtroppo non posso risponderti qui perché andremmo fuori tema. Continua a seguirmi, mi raccomando 🙂

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  7. Ciao Giacomo, prima cosa complimenti per il blog. Quando hai tempo un’analisi sulla domanda del lettore sopra (F.do H20) sarebbe molto interessante. Continua così! B.Lavoro!

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    1. @ Marco
      Ti ringrazio per la richiesta. Vedrò cosa posso fare 🙂

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  8. Per chi ha una strategia di medio lungo termine ma ha giustamente paura di entrare nel momento storico dei mercati sbagliato, costruire un portafoglio anche importante mixando Pac x la parte azionaria inserendo anche Bond in valuta diversa da Euro ( sia x Maggiore diversificazione sia considerando possibile rischio Europa e/o Italia) e Pic per quella obbligazionaria Euro ti sembra una buona idea?

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    1. @ Gab
      Il PAC è una delle strategie possibili, ma presenta il grosso limite di non migliorare le performance di lungo periodo. Costantinides esprime dubbi sulla validità della tecnica, mentre il premio Nobel Sharpe ritiene il Pac addirittura “privo di significato economico”, nonostante sia interessante che il costo medio dell’investimento sia minore del prezzo medio.
      Per approfondimenti vai qui.

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  9. Buongiorno Giacomo, per orizzonti temporali di tre anni uno dei quattro profili descritti sopra è applicabile?

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    1. @ Barbara
      Sì. Tenga presente che non ci sono garanzie di ottenere un guadagno positivo al termine del periodo, per cui scelga con attenzione il proprio “profilo”.

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  10. Ho letto l’articolo, molto interessante,ma non capisco perché non si parli dell’oro per il 2019…… secondo me potrebbe dare ottime soddisfazioni. Sia prodotti come etfs physical gold e sia prodotti come black rock gold , anche se con costo di gestione alto ma un costo irrisorio per la quota ai minimi storici da prendere come speculativo e non in ottica di lunghissimo tempo

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    1. @ Luca
      L’oro è una commodity che non va bene per tutti né per tutti i portafogli perché ne altera l’equilibrio complessivo. In questa sede ho preferito fare le cose semplici per non complicare troppo la vita ai lettori.

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