Elezioni Politiche e Dazi USA: Tre Idee per Investire

Dove Investire Dopo il Voto Politico e la Guerra Commerciale

Se il Governatore della Fed mi sussurrasse in un orecchio quale sarà la prossima mossa di politica monetaria, non cambierei di una sola virgola la mia strategia“. Parola di Warren Buffet, uno dei più grandi investitori di tutti i tempi. Ma questa volta è diverso. I dazi negli Usa minacciano una guerra commerciale piuttosto acuta; le elezioni politiche in Italia generano incertezza.

Il modo migliore per investire, in questo contesto, consiste nell’avere nervi saldi, tempi lunghi e una diversificazione ragionata del proprio portafoglio.

The Economy First

I mercati sono volubili. Si lasciano prendere dall’euforia e dal panico, ma alla lunga la ragione prevale sulle emozioni. E la ragione, in termini finanziari, significa l’andamento del sistema economico nel suo complesso. Solo ciò che è in grado di impattare sull’andamento del sistema economico globale è destinato ad avere ripercussioni sui mercati nel lungo termine.

Quelle che sono le notizie del giorno, i dazi imposti dall’Amministrazione Trump e l’incertezza politica apertasi in Italia nel dopo voto, difficilmente avranno un impatto pluriennale sull’andamento delle economie.

Investire in borsa in futuro probabilmente renderà di meno del passato, ma questo non per colpa dei fatti appena accaduti. (Quanto Rende Investire in Borsa).

Mercati Azionari

E’ possibile che riprenda la correzione in essere sui mercati azionari che aveva colpito i listini nel mese di febbraio. Le borse, dopo anni di crescita, “hanno bisogno” di una pausa di consolidamento. Per quanto un ribasso anche forte possa spaventare, esso va preventivamente messo in conto prima di iniziare l’investimento. Chi ha tarato bene la sua asset allocation strategica sulla base delle proprie esigenze finanziarie ed ha impostato un piano di investimento efficace non ha nulla da temere.

Anche chi ha sovradimensionato l’investimento in azioni, per guadagnare nel breve periodo, farà bene a non precipitarsi a vendere.

Le flessioni delle borse del 15% o più accadono mediamente ogni tre anni e mezzo, e durano circa 255 giorni. Ribassi maggiori del 20% accadono più di rado, ogni sei anni circa, e durano mediamente 465 giorni. (Fonte: il Sole 24 Ore).

Il tempo di recovery di una caduta del mercato azionario è quindi solitamente inferiore ai 2 anni, un tempo assolutamente ragionevole per un investitore consapevole che dovrebbe avere un’ottica di almeno 5 – 7 anni prima di trarre conclusioni affrettate e potenzialmente dannose.

Le azioni in futuro dovrebbero offrire rendimenti inferiori rispetto al passato, ma rappresentare comunque una forma di investimento che ripara il capitale dall’inflazione e che offre un guadagno competitivo rispetto ad altre forme di investimento che in passato hanno reso bene. Un portafoglio ben strutturato, con un peso importante di azioni globali, è senz’altro il modo migliore per far fruttare il capitale negli anni a venire.

Mercati Obbligazionari

David Zahn, Head of European Fixed Income di Franklin Templeton, non è stupito dalla fase di incertezza politica che avvolge l’Italia nel dopo voto. In fondo, aggiunge l’esperto, l’incertezza politica è ordinaria amministrazione nel nostro Paese. Ciò non toglie che due nubi nere si addensino sul mercato dei bond:

  • il crescente debito pubblico a livello planetario, dal quale prima o poi si dovrà rientrare
  • l’inesistenza di un margine di ribasso dei tassi di interesse.

Il rendimento delle obbligazioni dipende in buona sostanza da due fattori. Da un lato dal rendimento cedolare che i bond offrono, dall’altro dalla rivalutazione in conto capitale provocata dal ribasso dei tassi di interesse.

Il momento più propizio per investire in obbligazioni  è uno scenario economico caratterizzato da alti tassi di interesse. In quel contesto i bond in circolazione avranno delle cedole elevate, mentre un ribasso “in corsa” dei tassi farà crescere la quotazione dei bond, permettendo agli stessi di offrire rendimenti abnormalmente alti.

Il basso livello raggiunto dai rendimenti dei bond emessi dai Paesi Sviluppati si riflette in cedole piuttosto magre. La mancanza di un margine di discesa dei tassi, invece, impedisce ai bond in circolazione di rivalutarsi.

Se in passato la funzione dei bond era quello di offrire rendimenti discreti con bassi rischi, oggi la loro funzione è piuttosto quella di stabilizzare il rendimento del portafoglio. A meno che non arrivi una nuova crisi finanziaria in grado di comprimere ulteriormente il livello dei tassi, o di portare ad una improbabile discesa dei prezzi (deflazione).

In questo scenario le obbligazioni tornerebbero a “rendere bene”.

Mercato Valutario

La guerra commerciale con gli Usa e i timori di una disgregazione dell’Euro avranno ripercussioni anche sul mercato Forex. Questo apre l’eterno dibattito della necessità di coprire o meno il rischio cambio all’interno dei portafogli finanziari detenuti da investitori domestici. La tenuta del livello di 1,25 del dollaro potrebbe lasciare spazio ad una rivalutazione della moneta verde e delle altre divise mondiali.

Un portafoglio che sia investito per metà al di fuori dall’Euro, è un buon compromesso tra redditività e sicurezza, qualsiasi cosa accada nel prossimo futuro.

Componiamo i Pezzi del Puzzle

Portafogli con più vocazione azionaria e con maggiore internazionalizzazione appaiono la soluzione migliore per l’investitore consapevole. Imparare a costruire uno o più portafogli personalizzati, usando ETF a basso costo, ottimizzando il timing di ingresso/uscita e lavorando sui nostri limiti emotivi è ciò che ti insegnerò ad Investitore Libero.

Giacomo Saver

Segretibancari.com

 

 

4 commenti
  1. Ciao Giacomo, siccome siamo quasi Lla soglia del 1,25 del cambio euro/USD avendo in ptf ETF in USD dici che sarebbe il caso di comprirsi per il riskio cambio? Premetto che il mio orizzonte temporale è molto lungo 15 anni , sto facendo un pacchetto. Grazie

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    1. @ Walter
      Dipende dai tuoi obiettivi di investimento e dalla strategia che stai seguendo. Con un orizzonte così lungo non coprirei il rischio di cambio. Neanche noi lo stiamo facendo: https://www.segretibancari.com/investmentclub/

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  2. Ok grazie mille

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  3. @ Adriana Grazie per la precisazione. Avevo immaginato giusto 🙂 No, i costi della copertura valutaria non si modificano al variare del tasso di cambio. E la valuta estera peraltro si rivaluta, tu perdi quella rivalutazione perché hai scelto di “bloccare il tasso di cambio. Se hai altre domande sono lieto di risponderti.

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