I 3 Migliori ETF Settoriali per Investire nel 2019

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Questi tre ETF settoriali ti permetteranno di investire in modo redditizio sui mercati turbolenti e complessi del 2019.

Perché Investire negli ETF Settoriali?

A differenza dei prodotti standard, che sono focalizzati su un mercato o un’area geografica, gli ETF settoriali adottano una politica di investimento “trasversale“.

In altri termini, essi investono in ampie aree geografiche, ma il sottostante sono indici composti da società che operano nello stesso settore merceologico.

Sebbene questi prodotti “abbraccino” più Paesi, essi sono molto correlati al proprio interno per effetto della specializzazione settoriale. Per chiarire il concetto lascia che ti faccia un esempio. Le aziende del settore tecnologico si muoveranno pressappoco tutte nello stesso modo, sia che si tratti di una azienda americana o europea.

Per questo motivo, da soli, gli ETF settoriali non sono adatti per realizzare un investimento diversificato. Essi andranno opportunamente miscelati con altri prodotti per avere una ampia diversificazione.

Tuttavia, acquistare ETF settoriali nei momenti di mercato turbolenti ti permette di concentrare la tua attenzione su quei comparti dell’economia che sono meno esposti al ciclo economico. In questo modo potrai guadagnare anche se ci sarà un rallentamento globale.

Qui di seguito ti propongo tre prodotti particolarmente difensivi ed interessanti per il turbolento 2019.

ETF Food & Beverage

Il settore del cibo e delle bevande è tradizionalmente poco sensibile alle oscillazioni del ciclo economico. Per questa ragione il primo dei tre ETF che andremo ad esaminare è proprio relativo a questo settore merceologico.

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Lyxor STOXX Europe 600 Food & Beverage – ISIN LU1834985845

L’ETF Lyxor mira a replicare l’indice STOXX 600 Europe Food & Beverage. Si tratta di un prodotto settoriale limitato alla sola Europa. La modalità di replica è sintetica, il costo annuo è dello 0,30% e l’ETF è ad accumulazione

Per quanto riguarda l’indice sottostante possiamo dire che:

  • si tratta di un paniere composto da 24 titoli azionari
  • il rendimento da dividendo è del 2,44%
  • il Paese più rappresentato è la Svizzera con il 34,14%. Seguono Regno Unito con il 18,47% e Francia con il 16,26%
  • l’Euro rappresenta il 40,24% dell’esposizione valutaria. Ciò significa che il 60% del controvalore è esposto al rischio di cambio
  • il titolo più importante è Nestlè.

La caratteristica difensiva dell’ETF emerge chiaramente se osservi l’andamento della suo quotazione nell’ultimo anno (linea azzurra), paragonata a quella dell’indice azionario globale (linea blu):

etf-food

Investire in un ETF europeo specializzato nel settore food & beverage potrebbe essere una buona idea per diversificare il tuo portafoglio in previsione di un periodo di turbolenza.

ETF Agribusiness

Il settore agroalimentare è caratterizzato da un trend crescente indotto dalla crescita della popolazione mondiale, soprattutto nei Paesi Emergenti. Oltre a ciò si tratta di un comparto dell’economia poco sensibile alle fasi del ciclo economico.

Per queste ragioni investire in un ETF specializzato nell’agricoltura può essere una buona idea in questo turbolento 2019, nel quale l’economia globale è prevista in rallentamento.

Purtroppo in Italia non sono disponibili ETF che investano in questo settore. Se sei interessato al prodotto di cui sto per parlarti, dovrai acquistarlo sulla borsa di Londra.

iShares Agribusiness – ISIN IE00B6R52143

Con un costo dello 0,55% l’anno è possibile replicare l’andamento dell’indice S&P Commodity Producers Agribusiness . Da un punto di vista tecnico, l’ETF è ad accumulazione (quindi non distribuisce dividendi) ed è a replica fisica. I titoli detenuti in portafoglio sono 74.

Ecco, in dettaglio, le caratteristiche dell’ETF:

  • il rapporto Prezzo/Utili del portafoglio è pari a 14,90, decisamente economico
  • il rapporto Prezzo/Valore contabile è dell’1,72, anch’esso decisamente contenuto
  • il Paese più importante sono gli USA con il 45% del totale. Seguono Canada e Giappone con il 9% circa l’uno
  • il titolo più importante è Deere che rappresenta l’8,92% del totale
  • a causa della presenza massiccia di azioni non appartenenti alla zona Euro, l’ETF comporta il rischio di cambio.

Il grafico che segue mostra come, rispetto all’anno scorso, l’ETF agribusiness abbia offerto rendimenti inferiori rispetto all’indice azionario globale MSCI. Tuttavia la situazione potrebbe cambiare a favore dell’agricoltura nel prossimo futuro:

etf agribusiness

ETF Utilities

Investire nei servizi di pubblica utilità è un altro modo per cercare di mitigare la turbolenza dei mercati azionari, senza per questo rinunciare alla redditività.

Sull’investimento in utilities ho scritto un articolo di approfondimento, al quale ti rimando se vuoi saperne di più. Qui mi limiterò ad indicarti un ETF che puoi utilizzare per diversificare il tuo portafoglio.

XTrackers su MSCI World Utilities – ISIN IE00BM67HQ30

Si tratta di un prodotto a replica fisica, campionaria, che investe nelle azioni che fanno parte dell’indice MSCI World Utilities. Il costo annuo di gestione è dello 0,30% e il prodotto è ad accumulazione.

In dettaglio ecco le caratteristiche dell’ETF:

  • il Paese più rappresentato sono gli Stati Uniti, con il 59,49%. Seguono Spagna con il 6,08% e Regno Unito con il 5,63%
  • l’Euro rappresenta solo il 20% della ripartizione per valuta; l’ETF comporta quindi un notevole rischio di cambio, poiché l’80% delle azioni sono espresse in valute non Euro
  • il titolo più pesante è Nextera Energy con il 7,23% del totale.

Il grafico che segue mostra come le Utilities abbiano reso di più delle azioni globali nell’ultimo anno (2018 – 2019):

etf per investire nelle utilities

Ulteriori Idee per Investire

Se vuoi avere ulteriori ETF in cui investire per creare un portafoglio diversificato, ti consiglio il corso gratuito via email IC Warm Up.

Think different, invest differently.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

2 commenti
  1. Ciao Giacomo, questa mattina ho letto questo tuo interessante post. E tornando stasera a casa ho notato come i locali della mia zona, a Roma, fossero tutti già pieni per un semplice drink o per l’apericena: nessun tavolo libero e posti in piedi. Suppongo che da te a Torino sia la stessa cosa. Quindi il settore tira sempre, e basta vedere le trimestrali di Campari o Diageo, per esempio. E’ anche vero che questi marchi, Nestlè in primis, li ritroviamo nei primi posti nell’Msci Europe o nello Stoxx 600 Europe. Sì, magari in caso di turbolenza (e a me sembra appena iniziata) quei bar, pub e bistrò saranno sempre pieni di clienti, da qui a Parigi e da Madrid a Berlino. Ma alla fine, come dici tu, tutto dipende dalla strategia: e nella parte satellite del portafoglio un etf food & beverage ci può pure stare. Buon lavoro a te e a tutto il team, e complimenti per i tuoi sempre efficaci articoli.

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    1. @ Andrea
      Ti ringrazio per i complimenti. Hai detto una cosa davvero importante: occorre analizzare i prodotti che già abbiamo in portafoglio, prima di inserirne di nuovi, per evitare duplicazioni inutili. Ottima osservazione 🙂 Alla prossima e buona giornata!!

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