Investire in India nel 2016: la Papera del Dirigente d’Azienda

investire in india

Un uomo che lavora in un’azienda multinazionale come dirigente ha deciso di investire in India basandosi sul fatto che la sua società aprirà uno stabilimento in quella nazione. Ecco i danni che un goffo sistema per investire rischia di provocare.

Investire in un mercato che crediamo di conoscere per ragioni lavorative è prassi molto comune per parecchi investitori. Conosco un tale di Torino che era amico di un dirigente delle Generali e per questo motivo aveva accumulato negli anni talmente tante azioni della compagnia del leone da assoggettare il suo patrimonio alle sorti di quella sola azienda.

La finanza comportamentale studia il ruolo distorsivo delle emozioni nel processo di investimento e ci aiuta a capire come una scarsa razionalità ci conduce a fare scelte costose. La storia che sto per raccontarti è davvero illuminante a questo proposito.

La “distorsione” da familiarità

Il dirigente d’azienda che ha deciso di investire in India nella primavera del 2016 è stato vittima della “distorsione da familiarità“, un errore piuttosto comune che consiste nel collocare i propri soldi laddove riteniamo di aver un maggiore controllo. L’eccesso di fiducia, in questo caso, nasce dalla convinzione che se un’azienda multinazionale decide di aprire uno stabilimento in India SICURAMENTE avrà delle ottime ragioni per farlo.

Noi esseri umani siamo molto pigri; una delle attività più faticose che cerchiamo di evitare ad ogni costo è il “pensare”. Per questa ragione ci affidiamo a delle scorciatoie mentali, dette “euristiche” che ci portano in fretta ad un risultato. Ovviamente non facciamo nessun tipo di verifica su quello che abbiamo ottenuto, né sulla solidità del ragionamento seguito, per cui a volte ci troviamo a Venezia mentre era nostra intenzione andare a Napoli.

Ma quali sono gli errori commessi dal dirigente? E come potrebbe egli investire in modo migliore i propri soldi?

Non dare per scontato che…

Il ragionamento che ha fatto il nostro dirigente è sbagliato sotto due punti di vista:

  • non è detto che le prospettive di crescita del settore in cui la sua azienda opera coinvolgano le società quotate
  • non è detto che il mercato azionario Indiano sia “migliore” di altri.

Cerchiamo di capire meglio questi concetti. Immagina, ad esempio, che l’azienda in cui il nostro uomo lavora operi nel settore delle materie prime, in grande fermento in India. La multinazionale investe in quel mercato perché ci sono effettivamente delle opportunità per lei. Ma il settore delle materie prime pesa solo per l’8,27% sul totale dell’indice MSCI India replicabile da un ETF o attraverso un fondo di investimento low cost.

Se anche il settore crescerà, esso non è “trainante” a livello borsistico perché è poco rappresentato nell’indice. La sensazione di avere tutto sotto controllo si schianta a terra alla prima verifica empirica. Ma il bello deve ancora venire.

E se investire in India non fosse conveniente?

Il mio Team dispone di indicatori efficaci per individuare i mercati che acquistano forza, ossia che offrono rendimenti migliori rispetto alla media. Ma i nostri sistemi tacevano riguardo all’India, ed ora sai che il loro silenzio era giustificato:

ETF-emerging-market

Come puoi vedere nel 2016 l’India ha “performato peggio” degli emergenti nel loro complesso. Nel periodo compreso tra agosto 2015 ed agosto 2016 il mercato indiano ha registrato un progresso del 5,92% contro un rendimento degli emerging del 15,88%. Davvero è ad oggi così conveniente investire in India?

Sei vittima della distorsione da familiarità ogni qual volta ritieni sia opportuno investire in “qualche cosa” che conosci senza aver fatto tutte le dovute verifiche di approfondimento.

Investire in India, per il dirigente, equivaleva a rafforzare la sua sensazione di controllo su un paese che credeva di conoscere. Questo gli ha generato un eccesso di fiducia che ha provocato performance meno interessanti di quelle che avrebbe potuto portare a casa facendo un minimo di analisi.

Non fidarti mai del sentito dire, e non credere in ciò che credi. Fai sempre qualche verifica prima di gettare i tuoi soldi nell’investimento migliore del momento. E privilegia ora i mercati emergenti al Paese orientale. Nel 2016 investire in India non conviene; in futuro chissà. I nostri sistemi ci faranno sapere…

Se vuoi dire la tua sull’argomento scrivi un commento qui sotto, grazie.

Giacomo Saver

Fondatore della Bert Consulting e Direttore di Segretibancari.com

5 commenti
  1. Caro Giacomo, ti ringrazio per i consigli che ci fai pervenire. Purtroppo, nel mio caso, sono consigli che non riesco molto ad elaborare. Ti confesso che sono diplomata in ragioneria e sono in pensione da pochi anni.

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    1. @ Maria
      Posso chiederti perché “non riesci ad elaborare” quello che scrivo? Ci tengo molto ad essere utile e se non ci riesco mi dispiace sempre molto. Fammi sapere, grazie…

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  2. Ciao Giacomo.

    Interessante analogia.

    Ben fatto.

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  3. giacomo ti ringrazio dei consigli, che condivido

    grazie
    Paolo

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    1. @ Paolo
      Grazie a te per la fiducia e l’affetto con cui mi segui…

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