Paesi Emergenti 2018. Come e Perché Investire nelle azioni dei Mercati Emergenti

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Investire nei Paesi Emergenti rappresenta oggi una opportunità interessante. Le azioni dei mercati emergenti hanno valutazioni inferiori rispetto a quelle dei Pesi sviluppati. La forte crescita economica di molti stati, l’aumento della popolazione che spinge la domanda di beni e servizi e il contenuto disavanzo in percentuale del Pil sono motivi che inducono ad essere ottimisti sulle aree  in via di sviluppo.

Paesi Emergenti 2018: un’ analisi geografica

E’ possibile investire in azioni emergenti sia a livello globale, ossia comprendendo tutti i Paesi, oppure per area geografica, andando a selezionare quella o quelle che secondo l’investitore presentano le prospettive migliori.

Gli indici di riferimento per chi vuole investire in azioni internazionali sono gli indici Morgan Stanley Capital International (MSCI) che rappresentano anche il benchmark, ossia il termine di paragone, di molti fondi di investimento specializzati.

MSCI Emerging Market

E’ composto da 980 azioni dei Paesi in via di Sviluppo. Lo stato più rappresentato è la Cina, che pesa per il 33,49% dell’indice. Seguono la Corea, con il 14,90%, Taiwan con l’11,59% e l’India con l’8,26%.

Il price earning ratio è pari a 13,43, un livello decisamente contenuto soprattutto se paragonato con quello dei mercati sviluppati.

I settori più rappresentati nell’indice sono l‘infomation technology con il 28,16% seguito dalla finanza con il 22,51% e dai consumi discrezionali con il 9,76%.

Ne consegue che l’indice è molto sensibile alla congiuntura economica dei Paesi che lo compongono e tenderà a crescere durante le fasi espansive per scendere durante le fasi recessive.

MSCI South Africa

E’ composto da 53 azioni degli stati sud africani. I consumi discrezionali rappresentano il 36,95% dell’indice, seguito dalla finanza che pesa il 25,98%. Seguono i materiali con il 10,65%.

Il rapporto prezzo utili è 17,78%. Rispetto al caso precedente le azioni degli stati africani sono più volatili, più concentrate e più care in rapporto agli utili prodotti.

MSCI Emerging Asia

E’ composto da 658 azioni di paesi emergenti dell’area asiatica. Il Paese più importante è la Cina, con il 43,87% del totale, seguito dalla Corea con il 19,57%, da Taiwan con il 15,20% e india con il 10,89%.

I settori più rappresentativi sono l’information technology con il 36,830%, la finanza con il 20,14% e i consumi discrezionali che pesano per l’8,66% dell’indice.

Il Price earning dell’indice è di 13,50.

Come avrai notato l’MSCI Emerging Asia e il MSCI Emerging Markets hanno una composizione piuttosto simile, anche se il primo è più diversificato. Ciò si spiega con il fatto che la maggior parte dei Mercati Emergenti si trova nel continente asiatico.

MSCI Emerging Latin America

E’ composto da 109 azioni dell’America Latina. Il Pese più importante è il Brasile, che pesa per il 55,27% dell’indice, seguito dal Messico con il 25% e Cile con l’11,07%.

I settori più rappresentati sono la finanza che rappresenta il 29,90% dell’indice, i materiali per il 19,37% e i generi di largo consumo per il 15,91%.

Il rapporto prezzo utili è di 16,13.

MSCI Eastern Europe

E’ composto da 56 azioni di stati dell’Europa dell’Est. il Paese più pesante è la Russia che occupa il 63,62% del totale. Seguono la Polonia con il 25,92% e l’Ungheria con il 6,16%.

L’energia rappresenta il 41,590% dell’indice, seguita da finanza con il 27,90% e materiali di base che pesano il 13,290% sul totale.

Il rapporto Prezzo/Utili è di 8,82.

Prospettive per il 2018 per chi Vuole Investire nei Mercati Emergenti

I Paesi Emergenti presentano delle peculiarità che rendono le loro azioni più volatili rispetto ai mercati sviluppati. La riduzione della liquidità da parte delle Banche Centrali rischia di penalizzare alcuni Stati, così come il protezionismo voluto da Trump.

Inoltre la forza del dollaro rischia di mettere in difficoltà alcuni Stati, posto che questi sono indebitati nella valuta americana. Tieni inoltre presente che l’andamento delle valute emergenti influisce molto sulla performance finale che potrai ottenere, come investitore in euro.

La tabella che segue ti mostra l’andamento a uno, due e quattro anni degli indici esaminati a seconda della valuta di riferimento: euro, locale o dollaro:

azioni e valute mercati emergenti

Paesi Emergenti: che Fare?

Investire una quota del proprio portafoglio nelle azioni dei mercati emergenti è una scelta saggia. La cosa importante è impostare un piano di investimento efficace ed attribuire a questo tipo di attivo il giusto peso sul totale del portafoglio.

In linea di massima la quota di emergenti dovrebbe rappresentare una quota che va dal 5% al 15% del totale del portafoglio a seconda del livello di rischio scelto dal cliente.

Giacomo Saver

4 commenti
  1. Dalla tabella sembra proprio che il fattore cambio giochi una partita decisiva. C’è modo di mitigare questo effetto?

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    1. @ Stefano
      Purtroppo no. Le uniche vie sono la diversificazione geografica e i tempi molto lunghi. Non c’è modo di coprire il rischio di cambio nei confronti di così tante valute tra loro differenti.

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  2. Ciao Giacomo,
    Che ne pensi del obbligazionario emergente?Due settimane fa sono uscito in profitto su un ETF .. ora vorrei rientrare ma vedo che il prezzo contiua a scendere .. colpa dei treasury e rafforzamento del dollaro?
    Grazie
    Marco

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    1. @ Marco
      Sicuramente il rafforzamento del dollaro non ha aiutato i Paesi Emergenti, il cui debito è denominato in gran parte in tale valuta. Poi c’è la turbolenza globale nel mercato dei bond che si è “messa di mezzo”. Ad ogni modo puoi leggere questo post per approfondimenti: https://www.segretibancari.com/finanza-personale/investire-in-obbligazioni-paesi-emergenti/

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