6 Regole Senza Tempo che Ogni Investitore Dovrebbe Conoscere

Le Regole Immortali dell’Investitore Consapevole

regole-per-investire

Bob Farrel, uno dei più accreditati analisti di Wall Street, ha sintetizzato in dieci punti le regole senza tempo che ogni investitore dovrebbe conoscere, tenere a mente ed applicare, per  operare con profitto nei mercati finanziari.

Esse sono particolarmente utili in questo momento di turbolenza, che come sempre fa vacillare la fede degli investitori e li spinge a commettere errori di cui domani si pentiranno.

Poiché alcune delle regole originali sono un tantino “ridondanti”, ho pensato di condensarle in sei punti, che ora esaminerò in dettaglio.

Il Ritorno in Media

I mercati finanziari presentano dei rendimenti di lungo periodo verso i quali convergono. A differenza dei conti deposito o dei bond a breve termine, il cui rendimento è certo e costante, gli altri strumenti presentano tassi variabili da un anno all’altro che tuttavia si stabilizzano verso un certo livello. Jeremy Siegel, ad esempio, ha esaminato i rendimenti del mercato azionario Usa dai primi del 1800 al 2012 ed ha constatato come la performance media reale sia compresa tra il 6 e il 7%.

Questo guadagno, però, non è affatto lineare perché nel corso dei decenni ci sono stati periodo in cui le azioni hanno reso moltissimo (facendo crescere il rendimento sopra la media) e periodi durante i quali il guadagno è stato negativo (facendo scendere il rendimento sotto la media).

Su periodi di tempo estesi, però, il guadagno di qualunque classe di attivo finanziario ben diversificata è positivo e tende verso un valore positivo, preciso e costante.

Gli Eccessi Non Sono Mai Permanenti

Quando le cose vanno bene a lungo è facile pensare che il domani sarà migliore di oggi. Nei primi anni 2000 si parlava di una “nuova era economica” con crescita continua a bassa inflazione. Nel 2002 tutto ciò lasciava spazio ad un senso di pessimismo cosmico da fine del mondo.

Le fasi di euforia eccessiva e di panico tremendo creano le bolle speculative e le crisi finanziarie. Tuttavia proprio a quel punto scatta il ritorno in media e la sovra-compensazione. Dopo anni troppo buoni arriva la caduta, che a sua volta sarà compensata da un rialzo successivo e così via.

Gli Investitori Inconsapevoli Comprano Alto e Vendono Basso

Molti investitori non sanno gestire il processo di investimento. A volte corrono rischi eccessivi rispetto a quelli che sono effettivamente in grado di sopportare. Altre volte si lasciano prendere dalla paura. Fatto sta che è molto frequente il caso di persone che comprano quando i mercati sono ai massimi per poi vendere quando c’è una flessione.

I dati relativi alle sottoscrizioni ed ai riscatti dei fondi comuni di investimento parlano chiaro. Quando i mercati sono ai massimi aumentano i flussi di denaro verso i prodotti azionari, che si svuotano durante le fasi di ribasso.

Se hai costruito un portafoglio finanziario seguendo le mie indicazioni, non fare nulla.  Limitati ad attendere che passi la tempesta e non commettere l’errore di vendere dopo un ribasso.

Avidità e Paura Contano più dei Mercati

Come un pendolo che si muove continuamente da una parte all’altra senza stare fermo, il pathos degli investitori oscilla tra paura ed avidità. Un approccio disciplinato all’investimento è la chiave per tenere a bada le emozioni ed evitare che le stesse danneggino le performance di lungo periodo.

Per tenere a bada le emozioni a volte non basta un sistema di regole, ma occorre la presenza costante di una persona che ti aiuti a tenere il passo evitando di commettere errori sciocchi di cui non tarderai a pentirti.

I Mercati Piccoli Sono i più Rischiosi

Sebbene Thaler abbia dimostrato che “i portafogli meno controllati sono i più redditizi“, pochi investitori riescono a conservare un freddo distacco dalla propria situazione finanziaria. Poiché i mercati piccoli sono i più volatili, è più facile che le fluttuazioni giornaliere forti inducano fenomeni di panico ed euforia, causando una operatività eccessiva e sfrenata.

Evitando di investire in mercati troppi piccoli senza un piano complessivo e l’assistenza di un professionista non correrai il rischio di muoverti in modo convulso ed impulsivo.

Esistono Tre Tipi di Ribasso

Quando i mercati scendono lo fanno sempre attraversando tre fasi.

Panic Selling

Ad un certo punto un evento di scarsa importanza pratica ma molto “in vista” scatena il panico tra gli investitori. Possono essere i timori di un rallentamento economico, la paura di una guerra commerciale o il fallimento di una azienda molto nota.

Ciò che conta è che il mercato inizia a scendere drammaticamente. Chi ha investito in un’ottica speculativa corre a chiudere le posizioni, mentre gli ultimi arrivati che hanno sovrastimato la propria capacità di reggere i rischi si affrettano a vendere. Poiché è una fase irrazionale, durante i fenomeni di panico generalizzato è bene non fare nulla.

Lo Sgonfiamento del Palloncino

Se c’è un rallentamento economico in essere, i mercati continueranno a scendere fino ad un -20% o -30% massimo. La discesa diventa meno violenta ma più duratura, le persone non seguono più i mercati e pensano che ormai questa situazione si cristallizzerà nel tempo.

Purtroppo per loro, non appena le economie riprenderanno a crescere i mercati riassorbiranno con gli interessi tutto ciò che hanno perso.

La Recessione Economica

Quando le economie fanno un passo indietro e la crescita si ferma allora arriva una recessione economica. Durante questa fase i mercati potranno scendere fino ad un -50% o -60% come accadde alcune volte nel corso della storia.

Per fortuna crisi economiche così grandi si verificano di rado, l’ultima si è concretizzata nel biennio 2007-2008.

La cosa più saggia da fare consiste nel resistere alle ondate di panico, ma vendere tutto prima che il rallentamento diventi una recessione, per poi rientrare nel momento più cupo della storia.

L’Investimento per Principianti

Se hai un capitale pari ad almeno 100.000 € e vuoi iniziare ad investire da solo in modo semplice ma redditizio puoi iniziare da qui.

Se è da un po’ che mi segui, ti fidi di me e vuoi fare un passo avanti, ti consiglio di dare un’occhiata a questa pagina.

Giacomo Saver

 

 

 

 

6 commenti
  1. Salve Giacomo, un post quanto mai pertinente che serve a ricordarci che i mercati non possono salire sempre. Io penso che molto dipende da cosa dobbiamo farci con i nostri sudati risparmi. Semplifico: se a breve devo acquistare una prima casa di certo non vado a gonfiarmi di azionario in questi periodi di turbolenza….se invece ho del tempo a disposizione senza grandi scadenze, allora questo tempo serve per far lavorare gli investimenti. Ma del resto la Brexit e il panico del giugno 2016 che fine hanno fatto? Riassorbiti e superati. La forte correzione di inizio 2016? Ora non se la ricorda più nessuno. E ora abbiamo i dazi USA-Cina. Sebbene tutto corra a una velocità pazzesca, gli investimenti richiedono anche una dose di pazienza e di calma infinite. Buon tutto e a presto!

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Sono assolutamente d’accordo con quanto hai scritto. Resta fedele ai tuoi principi e vedrai che nel tempo otterrai risultati straordinari. O li stai già ottenendo? 🙂

      Rispondi
  2. Buona serata GIACOMO,la mia opinione in merito al tuo articolo:i cali dei mercati azionari io li vedo gestiti da chi sposta grandi capitali,possono essere banche,fondi comuni ecc.. altrimenti come si spiega che in un giorno tutti i titoli salgono il giorno dopo sugli stessi titoli scattano le vendite,o al massimo dopo un paio di sedute,altra riflessione mia personale quando sento parlare di orizzonte temporale di lungo periodo sicuramente i gestori, banche, sim ecc…,ci guadagnano con certezza su un periodo lungo in cui si rimane investiti.Grazie sempre per le tue perle di finanza.

    Rispondi
    1. @ Antonio
      Le banche non sono in grado, da sole, di muovere un mercato grosso come quello finanziario. Il lungo periodo gioca a favore degli intermediari solo se investi tramite fondi o gestioni patrimoniali che costano cari e ogni giorno che passa diminuiscono la tua ricchezza. Se investi in titoli come questi non avrai nessun problema legato al lungo periodo.

      Rispondi
  3. Il ciclo di Kondratief dura circa 20 anni e si compone di quattro tempi detti stagioni di cui l’ultima è l’inverno. Noi saremmo in prossimità della fine dell’inverno di Kontratief e quindi prossimi ad un evento importante destinato a incidere pesantemente sui mercati. Probabilmente la causa ti tale evento traumatico sarà la crisi dei debiti sovrani.
    Devo dire che la cosa mi da una certa inquietudine perché effettivamente molti Paesi navigano in un mare di debiti. Tu cosa ne pensi?

    Rispondi
    1. @ Giovanni
      Può darsi che una crisi finanziaria arrivi, e che sia innescata dall’elevato livello del debito pubblico, ma a mio avviso non c’è ragione di preoccuparsi. Tutte le crisi sono passeggere, il mondo va avanti e non si ferma e se si hanno gli strumenti giusti si passa indenni anche attraverso la peggiore delle esperienze.
      Ci aggiorniamo privatamente, come sempre, all’interno del servizio Investment Club.

      Rispondi

Rispondi o Commenta