Tre Modi per Difendere il Tuo Capitale da un Ribasso delle Obbligazioni

Tra maggio e l’inizio di giugno 2018 l’indice MTS BTP ha perso il 7,15%. Le tensioni sul caso Italia hanno mandato in fibrillazione il mercato dei bond, già sotto pressione per i timori del rialzo dei tassi. Alcuni temono che nel 2019 le obbligazioni possano continuare a scendere per colpa di tre fattori:

  • la fine della politica monetaria espansiva da parte della Federal Reserve Usa
  • la scadenza del mandato di Draghi ala guida della Bce
  • la fine del quantitative easing europeo.

Una risposta in anticipo a ciò che potrà accadere non esiste. Personalmente sono convinto che con il giusto piano di investimento non ci saranno problemi neppure in presenza del più inaspettato scenario. Tuttavia, ecco tre strade alternative per contenere le oscillazioni delle obbligazioni e di un portafoglio di bond.

Investire in titoli a tasso variabile

Le obbligazioni a tasso variabile sono bond i cui interessi sono agganciati ad un certo tasso di interesse, sovente uno a breve termine come l’Euribor a tre o sei mesi.

Esse sono idonee a proteggere il tuo capitale in caso di rialzo del livello dei tassi di interesse. Quando questi salgono, crescono anche le cedole dei bond, mitigando la svalutazione dei corsi.

A fronte di questo vantaggio, le obbligazioni a tasso variabile presentano alcune criticità.

Le “contorsioni” della curva dei tassi

I bond indicizzati offrono scarsa protezione in caso di aumento dei tassi a lunga scadenza, o in caso di movimento anomalo della curva dei tassi. Poiché l’indicizzazione è fatta nei confronti di un tasso “puntuale” e a breve scadenza, un possibile rialzo dei tassi e medio e lungo termine non sarà incorporato in cedole più alte, vanificando in parte la protezione.

Lo “Spread Effect”

Un aumento della rischiosità percepita da parte degli investitori fa crescere il rendimento richiesto per investire in bond. Ciò si traduce in un aumento dei tassi relativamente ad un emittente, pur in presenza di bassi tassi di interesse in generale. Ciò accadde, ad esempio, ai CCT nel 2011.

I timori di un default dell’Italia portarono ad un aumento del rischio percepito, pur in presenza di un livello dei tassi di interesse contenuto. Il risultato fu una discesa molto forte dei bond governativi a tasso variabile, i CCT appunto, avvenuta mentre i tassi di interesse non salivano.

Se scegli di investire in obbligazioni a tasso variabile ricorda di diversificare molto il rischio emittente. Un buon modo per farlo consiste nell’usare degli ETF ad ampio spettro.

Investire in obbligazioni High Yield

Le obbligazioni high yield sono titoli di debito di emittenti poco affidabili che, proprio per questa ragione, sono costretti ad offrire rendimenti elevati. Ti sconsiglio di comprare da solo dei bond ad alto rendimento, noti anche come titoli spazzatura, o Junk Bond, perché il rischio associato ad ognuno di essi è alto. Tuttavia investire in un ETF specializzato su questi titoli ti offrirà una buona protezione contro un rialzo dei tassi.

La ragione va cercata nel fatto che i tassi di interesse di solito crescono durante le fasi di crescita economica. La migliore congiuntura favorisce gli emittenti di bond poco sicuri, grazie al fatto che con la crescita dei ricavi diventa più semplice per loro ripagare o rinegoziare i debiti. Questo fa apprezzare le loro quotazioni mentre i bond più sicuri perdono terreno.

In ogni caso i bond high yield (linea blu) e i bond governativi (linea azzurra) attraversano regolarmente delle fasi di asincronia durante le quali essi si muovono in modo opposto:

high-yield-vs-obbligazioni

I riquadri rossi mostrano la presenza di significative correlazioni negative tra i due investimenti.

Aumentare il Peso delle Azioni

Grazie al fatto che le azioni ed i bond hanno una correlazione negativa tra loro, un portafoglio con una quota modesta di azioni migliorerà il rapporto rischio rendimento rispetto ad un investimento fatto solo in bond.

Il rendimento di un paniere di obbligazioni denominate in euro e con diverse scadenze, negli ultimi 5 anni, è stato del 15,56%. 100.000 € investiti in questo modo sarebbero diventati 115.560, con una volatilità del 3,25%.

Un portafoglio composto per il 75% dagli stessi bond e per il 25% da azioni internazionali opportunamente scelte, avrebbe offerto un guadagno del 29,98% in presenza di una volatilità molto simile (4,09%). 100.000 € investiti nel portafoglio sarebbero diventati 129.980€: 14.420 euro in più.

Ecco i rendimenti da inizio anno a giugno 2018:

  • portafoglio bilanciato prudente: 0,26%
  • portafoglio di bond in euro: -1,03%

La volatilità ha premiato il portafoglio bilanciato:

  • volatilità portafoglio “misto”: 1,41%
  • volatilità portafoglio di bond: 2,17%

Un portafoglio a Prova di Ribasso

Se hai un capitale di almeno 100.000 € da investire o investito in prodotti male assortiti e con costi alti, puoi usare alcuni strumenti a basso costo per costruire un portafoglio efficace. Essi non sono stati scelti “a caso” ma estratti in modo accurato, così che tu possa usarli per costruire il tuo portafoglio a prova di ribassi.

Mi rendo conto che è solo un modo per iniziare, ma chi ben comincia è a metà dell’opera. Puoi trovare qui gli strumenti di cui ti parlo.

Giacomo Saver

Rispondi o Commenta