Saranno le banche centrali la causa della prossima crisi finanziaria?

crisi finanziaria e banche centrali

L’ipotesi di una nuova crisi finanziaria provocata dalle banche centrali è meno assurda di quanto si pensi.

Crisi finanziarie: cosa sono

Sebbene sia difficile dare una definizione esatta di crisi finanziaria, possiamo capire quali siano le conseguenze del fenomeno. In particolare con il termine suddetto si intende una violenta crisi dei mercati finanziari, indotta da un fenomeno esterno o auto generata, che può avere legami con l’economia reale.

Crisi del 2000

Per capire come una crisi economica possa sfociare in un dissesto finanziario di grandi dimensioni, prendiamo ad esempio ciò che accadde nel 2000.

La sentenza contro Microsoft del 3 aprile 2000 instillò negli operatori finanziari il dubbio che il trend di mercato non fosse sostenibile. Gli allarmi utili che susseguirono, infatti, dimostrarono che le valutazioni di molti titoli high tech erano sopravvalutate.

In breve il NASDAQ perse il 75% del proprio valore a causa di un rallentamento dell’economia statunitense che diede vita al decennio perduto.

Crisi finanziaria del 2008

La crisi del 2008, al contrario, fu provocata internamente dal sistema finanziario. A differenza del caso precedente, è stata la finanza a contagiare l’economia, provocando una recessione globale, e non viceversa.

Cosa scatena una crisi finanziaria

Prima di capire perché le banche centrali potrebbero essere il fattore scatenante della prossima crisi, cerchiamo di capire quali sono stati, in passato, i fattori scatenanti delle crisi e come essi potranno ripetersi in futuro.

Errori di politica economica

Le banche centrali furono la causa della crisi finanziaria del 1929. Adottando una politica monetaria restrittiva in un momento di contrazione dell’economia, esse trasformarono una recessione severa nella Grande Depressione.

Nella speranza di non ripetere l’errore, nel 2008 la Fed fu oltre modo accomodante. Infatti, grazie all’immissione di liquidità sui mercati, evitò il ripetersi del fenomeno.

Oggi, tuttavia, ci troviamo nella situazione opposta. I mercati scontano, secondo alcuni commentatori, addirittura quattro ribassi dei tassi di interesse entro l’anno. Ne segue che una disillusione potrebbe innescare un effetto frusta che farebbe scendere le quotazioni.

L’informazione manipolata

Un altro fattore scatenante delle crisi finanziarie è l’informazione scorretta inoculata ai mercati. A titolo di esempio pensa alle manovre riuscite dei grandi speculatori internazionali.

Non appena la stampa e il Web danno risalto a ciò che fanno i grandi investitori, questi vengono subito copiati. La conseguenza di ciò è che si creano delle “curve di retroazione“, per cui i movimenti di mercato vengono ampliati per poi correggere in modo violento.

Scarsa concorrenzialità dei mercati

La presenza di grandi operatori che assumono una posizione dominante sui mercati, è un fattore di instabilità. Pensa a ciò che accadde nel 1998. Quando il fondo speculativo LTCM vendette le obbligazioni russe che aveva in portafoglio, l’impatto sui mercati fu devastante.

Poiché il fondo americano era uno dei principali sottoscrittore dei bond, le vendite effettuate affossarono il mercato facendo esplodere una grave crisi finanziaria.

Eventi esogeni più effetto contagio

A volte sono degli eventi esterni ai mercati a fare esplodere la crisi. Tenuto conto del fatto che c’è un effetto contagio, e che esiste un forte legame tra un mercato e tutti gli altri, una notizia male interpretata o un cambiamento di idea degli operatori provoca instabilità.

Banche centrali e crisi finanziaria

Come ho detto in precedenza, le banche centrali sono state il rimedio e la causa di alcune delle ultime crisi finanziarie.

A titolo di esempio, alcuni attribuiscono al “credito facile” di Greenspan degli anni ’90 la responsabilità del crollo del 2001-2002. Al contrario le famose parole di Draghi pronunciate nel 2012 salvarono l’Euro.

Tuttavia, il ruolo delle banche centrali oggi potrebbe essere distorsivo sui mercati per queste ragioni.

Rischio morale e appetito per il rischio

Gli investitori sono ormai convinti che i banchieri centrali salveranno il mondo. Come i Vendicatori della Marvel essi sarebbero in grado di agire per evitare una crisi finanziaria.

Purtroppo, però, questa convinzione induce gli operatori a correre rischi eccessivi rispetto a quelli che normalmente correrebbero, nella speranza del salvagente monetario lanciato dalle banche centrali.

In altri termini, i discorsi fatti dai banchieri centrali circa possibili nuovi ribassi dei tassi generano aspettative enormi negli operatori. Se questi venissero disillusi, i contraccolpi potrebbero essere notevoli.

Rientro dal Quantitative Easing

In seguito ai massicci acquisti dei titoli pubblici avvenuti negli anni 2008 – 2018, le banche centrali hanno assunto una posizione dominante nel mercato obbligazionario.

Nel momento in cui dovessero smobilizzare parte del portafoglio, le ripercussioni sui mercati sarebbero notevoli.

Recessione economica

I tassi di interesse ai minimi limitano le manovre delle banche centrali in caso di crisi economica. Intendo che una recessione ciclica non potrà essere affrontata con un ribasso forte dei tassi.

Soprattutto perché con i rendimenti quasi a zero, l’effetto benefico di una loro riduzione sarà minimo.

Come superare la prossima crisi finanziaria

Il problema non è se ci sarà una nuova crisi. Al contrario il problema è come reagire al prossimo scossone dei mercati. Ecco, alcuni consigli su come agire oggi per non piangere domani.

“Attraversando ogni paura”

Un buon portafoglio di investimenti dovrebbe essere testato prima. In breve occorre fare delle ipotesi circa l’andamento negativo dei mercati e domandarsi se saremmo pronti a subirne le conseguenze.

In caso contrario è bene rimodulare la composizione del proprio portafoglio.

Purtroppo gli investitori cercano ogni effimero strumento per evitare la tempesta. Tuttavia i marinai navigati ci insegnano che occorre sempre essere preparati alla tempesta. Che prima o poi arriverà, quando me ce la aspettiamo.

In breve, tara il tuo portafoglio sulla base della tua tolleranza al rischio mettendo in conto ribassi compresi tra il 30 ed il 50% nel caso peggiore. Se sei mentalmente preparato ad attraversare la paura, una crisi farà meno effetto.

Il coraggio vince

Aspettare ad investire, per timore di venire travolti da una crisi è un grave errore. Anche lo stare fermi comporta dei costi. Pensa, ad esempio, ai mancati guadagni ottenuti da chi segue la teoria catastrofista. Queste persone sono ferme da anni, mentre i mercati hanno prodotto guadagni a due cifre.

Stabilisci un livello di rischio con il quale ti senti a tuo agio, e investi oggi stesso.

Più frequenti, ma più brevi

Il mondo accelera. E questo riguarda anche le crisi finanziarie. Con il passare del tempo, infatti, esse sono diventate più frequenti. Tuttavia il tempo necessario per recuperare il valore precedente si è progressivamente ridotto.

Per questa ragione diventa importante resistere ad una possibile onda d’urto dei mercati. Dopo aver attraversato l’epicentro della crisi le cose andranno via via migliorando.

Il laissez faire

Sebbene ci siano fondate ragioni per credere che le banche centrali possano innescare una nuova crisi finanziaria, non è detto che ciò accada. Inoltre se anche sarà e i banchieri centrali avranno le armi spuntate, il mondo andrà avanti comunque.

Il ruolo “salvifico” non sarà più svolto dagli istituti centrali, ma da qualcun altro o da qualcos’altro. Piuttosto che avere timori inutili, o cercare di fare previsioni, abbi fiducia nel sistema economico e nella sua capacità di aggiustarsi da solo.

Detox finanziario

Le crisi finanziarie sono un ottimo argomento per fare audience. Non appena il prossimo choc scoppierà non si parlerà di altro. E mentre alcuni temono l’apertura del sesto sigillo e della fine del mondo, gli investitori consapevoli non seguono i mercati. Né inseguono le notizie.

In breve essi sanno benissimo che non devono apportare modifiche extra al loro piano di investimento e continuano per la propria strada.

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Think different, invest differently

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

Un commento
  1. Ottimo argomento. A questo proposito vorrei aggiungere un aneddoto. Nella crisi del 2000 anch’io fui coinvolto, la mia fortuna è che avevo pochi soldi da investire. L’impiegato di banca mi disse: perchè tiene i soldi sui BTP (che rendevano allora l’8%) e i buoni postali (quelle che allora si duplicavano e triplicavano nel tempo) e non investe sul Tecnologico che rende tantissimo? Ingenuamente lo feci, non sapendo i costi di quel fondo comune e, per di più, comprato con un prezzo altissimo. Per dirla in altri termini: con un timing di ingresso completamente sbagliato. Tutti si gettarono sull’ high tech ignari delle conseguenze, senza alcuna conoscenza e strategia, armati solo della voglia di arricchirsi in breve tempo, gonfiarono le borse a dismisura. Una società piccola, che non faccio il nome, capitalizzava quasi come la Fiat. Molti colleghi di lavoro investirono: pensioni di famigliari, soldi sudati col lavoro, liquidazioni e persero tantissimi soldi. Alcuni, dopo un primo iniziale guadagno, persero il 50%, perdendo anche 150.000 euro. In televisione si diceva “Bruciati 60 miliardi”, in realtà i soldi passarono dalle tasche di una miriade di sprovveduti, avidi e impreparati risparmiatori, alle tasche di investitori professionisti (Banche), con tanto di analisti finanziari, che avevano capito la situazione. oggi, per fortuna, abbiamo più strumenti, possiamo costruirci una strategia per difenderci, però non dimentichiamo il passato.
    Salve.

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