Strategie per investire:le strategie di investimento “stoiche”

migliori strategie per investire

Tre consigli per investire che derivano da una filosofia antica e ben conosciuta anche nel mondo moderno: lo stoicismo.

Strategie di investimento e filosofia

Quando uno pensa alla filosofia questo ramo della scienza appare noioso e lontano dagli investimenti.

In particolare appare subito l’immagine di un vecchio professore vestito con abiti sgualciti, seduto ad una cattedra, intento a fare ragionamenti astratti e soporiferi.

Al contrario, lo stoicismo è una forma di pensiero molto radicata, che sta conoscendo un nuovo sviluppo nell’economia. Infatti, oltre ad essere il nuovo sistema operativo mentale della Silicon Valley, esso è utile anche per chi vuole investire.

Attraverso i suoi insegnamenti è possibile aggiungere un importante mattoncino alla propria formazione finanziaria. In breve gli stoici ci offrono tre consigli pratici per imparare ad investire.

Ma per apprezzarli fino in fondo dobbiamo capire di più di questa antica filosofia.

Una panoramica sullo stoicismo per investitori

Lo stoicismo nacque nel terzo secondo Avanti Cristo ad opera di Zenone di Cizio.

In breve il suo pensiero può riassumersi con: “focalizzati su ciò che puoi controllare e lascia perdere ciò che sfugge al tuo controllo.”

Epitteto suggeriva di distinguere i fatti della vita in due categorie. Da un lato abbiamo gli eventi su cui abbiamo il controllo. Dall’altro ci sono i fenomeni che sfuggono alla nostra volontà.

Alla luce di ciò emerge subito come ci siano alcuni fattori, nel mondo delle strategie di investimento, che sfuggono al nostro controllo. Perché perdere tempo nel cercare di controllare quello che sfugge?

Non credi sarebbe più saggio dedicare del tempo nella realizzazione di un piano di investimento efficace con cui ti trovi a tuo agio?

Le strategie per investire “stoic compliant”

Accetta il rischio insito negli investimenti

Purtroppo il mondo finanziario è saturo di soggetti che vendono la bufala della capacità di prevedere il futuro dei mercati.

In fondo è quello che tutti gli investitori desiderano, no? Un esperto che dica loro quando comprare e quando vendere, così da prendere solo il buono della borsa.

Purtroppo nessuno riesce a battere il mercato, mentre tutti i portafogli attraverseranno – prima o poi – delle fasi negative. Se è vero che l’investitore non può controllare il mercato, egli può controllare se stesso in risposta a ciò che i mercati fanno.

A titolo di esempio immagina di leggere sul giornale che c’è stato un crollo di borsa. Ovviamente non puoi fare nulla al riguardo. Tuttavia puoi decidere di non fare nulla, e aspettare, o impostare le operazioni di ottimizzazione del portafoglio previste preventivamente dal tuo piano.

Uno stoico farebbe proprio quello. Intendo dire che si concentrerebbe su ciò che può controllare e terrebbe a bada le emozioni. Anche se ciò vuol dire fare una scelta razionalmente corretta ma emotivamente “folle”.

Nessuna strategia di investimento è perfetta

Ripeto spesso che investire è un processo, non un evento. In sintesi, alcune volta andrà bene, mentre altre andrà male.

Il concetto stesso di diversificazione implica che in un portafoglio ci siano dei segni meno. In fondo se tutto salisse contemporaneamente che diversificazione sarebbe?

Al primo ribasso tutto scenderebbe all’unisono, allo stesso modo con cui in precedenza è cresciuto.

Chi rifiuta l’idea che nessuna strategia per investire è perfetta e funziona in tutte le condizioni di mercato è destinato a cambiare spesso, con risultati disastrosi nel lungo periodo.

Sviluppa la tua personale “filosofia” di investimento

Mentre tutti sono alla ricerca della migliore asset allocation, tu comportati in modo diverso. Poiché l’allocazione ottimale è nota solo a posteriori, sviluppa l’abilità a costruire la tua asset allocation seguendo due semplici regole.

Per prima cosa diversifica il tuo portafoglio tra asset class e all’interno delle asset class. Inoltre ricorda che impostare una allocazione con cui ti senti a tuo agio e che manterrai nel tempo è più importante dell’allocazione stessa.

In breve: a nulla serve avere una buona strategia per investire, se poi non hai il coraggio per seguirla. Impostare un piano coerente con il proprio modo di vedere la vita e rispettoso della tolleranza al rischio è fondamentale per investire con successo. Pensaci.

Think different, invest differently

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

10 commenti
  1. Buongiorno Dott.Saver, in effetti dagli argomenti fatti anche in precedenza risulta che il risparmiatore, in effetti, preferisce, come cassettista, che il proprio capitale rimanga costante e poco accetta gli svarioni negativi. Al contrario, l’investitore, sarebbe penalizzato da una situazione del genere ed apprezza di più le variazioni di mercato, in funzione anche delle mutazioni geopolitiche nel mondo. Io appartengo ad una posizione intermedia. Ma proprio stamattina su radio 24 un esperto analista affermava che addirittura, per le mutate condizioni di mercato, si stanno creando delle anomalie molto evidenti e metteva in discussione addirittura i limiti dei modelli matematici di analisi utilizzati.

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    1. @ Giovanni
      L’investitore non apprezza per nulla le oscillazioni negative dei mercati. Semplicemente le tollera.Se il cassettista ignorasse l’andamento dei mercati e si scordasse del proprio portafoglio per 10 anni, come fa con i suoi bond, diventerebbe automaticamente un investitore migliore…

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  2. Mia madre mi batteva regolarmente giocando a bocce sulla spiaggia, ma questa estate ho vinto sempre. Ovviamente anche il caso può avere avuto la sua influenza, ma credo che il risultato possa esser derivato da una mia decisione. A forza di riflettere sulle considerazioni di Saver, come quella del presente articolo \”Uno stoico… si concentrerebbe su ciò che può controllare e terrebbe a bada le emozioni\”, ho osservato che giocando sulla sabbia asciutta e piena di ondulazioni non era possibile controllare la direzione delle bocce perchè una volta che cadevano sulla sabbia proseguivano a caso. L\’unica cosa che potevo controllare era tirare verso il pallino con una forza adeguata e evitare azioni dovute a qualche mio \”bias comportamentale\”: come \”adesso boccio la palla dell\’avversario\”, cosa difficilissima e dall\’esito quasi sempre negativo; oppure \”voglio rimontare a tutti i costi\” e allora rischiavo un tiro fra le palle dell\’avversario, ma poi il più delle volte finivo per spingere quelle di mia madre ancora più vicine al pallino. Insomma, facendo solo ciò che potevo controllare ed evitando comportamenti probabilmente errati, alla fine ho vinto tutte le consumazioni al bar che ci giocavamo.
    Vedo tante anomalie con gli investimenti finanziari (vedi anche Misbehaving di Thaler): è probabile un buon risultato se ci limitiamo a fare ciò che è possibile controllare, pur nella consapevolezza che il risultato non è sicuro ed soprattutto evitiamo gli errori. Un pò come giocare a bocce sulla sabbia asciutta e ondulata.

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    1. @ Sandro
      L’aneddoto che hai raccontato spiega molto bene come fare per investire. La maggior parte delle persone si concentra su ciò che non può controllare (il futuro andamento dei mercati), mentre dedica poca o nulla cura a ciò che è sotto il suo controllo (il coraggio nel fare le cose giuste e il distacco emotivo.).
      Il risultato è che i “guru” che vendono sistemi magici per guadagnare proliferano e fanno soldi, mentre gli investitori saltano da un trucco all’altro rimettendoci sempre.

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  3. Tutto si ripete, è chiaro che dopo un anno di rialzo ci sarà un assestamento, ce lo dobbiamo aspettare. Voglio raccontare anch’io una metafora al mare. Due barche a vela partono per il largo con il vento (dei mercati) a favore e arrivano al largo, al giro di boa, entrambe. Una delle due barche a vela,però, viene trascinata al largo in balia del vento (dei mercati). Il velista è inesperto, forse era più indicato per lui una barca a remi su un mare piatto. L’altra barca a vela, invece, ha un velista che conosce la sua barca, è partito non sapendo la direzione del vento (dei mercati), ma setta le funi, la vela, il timone ed il controbilanciamento del peso, per navigare in bolina controvento. E’ faticoso e stressante navigare a zig-zag contro vento, ma grazie alla sua esperienza riesce a contrastarlo e ritornare a riva. E’ partito pure lui non sapendo la direzione del vento, ma la sua paura maggiore è la calma piatta che lo costringerebbe a rimanere immobile bloccato in balia tra le
    onde del mare. Scusate la grammatica, ma spero che abbiate capito il succo del discorso.

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    1. Interessante la metafora del velista esperto che riesce a proseguire la sua rotta anche con il vento contrario (i mercati contrari). Ma se in mare si può andare controvento con la tecnica efficace della bolina, sui mercati non esiste una tecnica efficace che permetta di battere i mercati. Schiere di studiosi hanno riconosciuto l’inefficacia dell’analisi tecnica, idem di quella fondamentale, centinaia di Fondi blasonati con schiere di gestori prestigiosi non battono i benchmark. Chi conosce la formula per navigare controvento sul mare dei mercati lo dica su questo interessante blog: apriamo il dibattito.

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      1. @ Sandro
        Purtroppo il trucco per vincere in borsa non esiste. Bastano alcune cose da fare, che però non sono quelle che l’investitore medio si attende. Per approfondimenti: https://www.segretibancari.com/ascuoladiinvestimenti/

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  4. Il famosissimo e noto fisico e cosmologo Stephen Hawkins, scrittore di molti libri, criticò l\’esistenza della particella di HIggs, poi scoperta dal Cern di Ginevra, prese una sonora cantonata. Ma ammise l\’errore. Quanti noti studiosi dei mercati scrivono libri teorici parlando del sesso degli angeli e non ammettono gli errori delle loro teorie? Quindi prendiamo con le pinze gli algoritmi matematici e gli analisti e andiamo sul pratico. La metafora della barca a vela stava ad indicare che l\’attento investitore conosce la sua barca (la selezione accurata dei suoi titoli) e setta l\’imbarcazione a vela per la bolina (quando comprare? Quando vendere? com\’è l\’andamento del titolo etc… In una fase positiva dei mercati tutti guadagnano. Ma quando i mercati perdono, molti investitori si fanno prendere dal panico. Ma forse dovresti sapere che la bolina era intesa con le sue capacità di acquistare/vendere titoli, anche con i mercati in perdita, per predisporsi a un successivo guadagno, ed è in funzione delle sue conoscenze e attitudini psico-comportamentali proprie dell\’investitore. Il conoscitore della barca è quello che ha una preparazione finanziaria, quella che si fà anche su questo sito. Il conoscitore della propria barca non va ad elemosinare l\’ISIN, ma cerca di informarsi e si prende dei rischi. Degli errori fatti in precedenza ne fa tesoro e sono per lui una lezione di vita. Il dott.Saver, che io stimo per le sue capacità formative finanziarie, quando si lamenta delle persone che non tollerano le oscillazioni dei mercati esprime una verità. Ma molti investitori, come me, guadagnano di più su questi aspetti che sulle cedole del titolo. Ma da quando in qua\’ si contesta che ci siano degli investitori che approfittano delle fasi negative per acquistare a buon prezzo? Molti traders che io conosco lo fanno. Continua…….

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    1. Grazie della risposta. Siamo alla solita diatriba fra gestione attiva o passiva. Personalmente segue ambedue gli approcci su conti differenti costruiti inizialmente tenedo conto del rischio atteso ecc. ecc. La gestione attiva è a sua volta divisa in tre sottoconti : uno gestito da me usando l’analisi tecnica per la parte azionaria e fondamentale per la parte obbligazonaria, e due in etf che seguono le indicazioni di un notissimo fornitore di consulenza a banche ecc.
      Ti posso assicurare che nonostante tutte le attenzioni che pongo, pur avendo commissioni zero, per effetto della fiscalità e dei costi di transazione (spread denaro lettera) non si riesce a replicare l’andamento ottimo che in teoria avrebbero i portafogli che seguono le indicazioni della super (e costosissima ) superconsulenza.
      In pratica vince il portafoglio a gestione passiva.
      Del resto è sotto gli occhi di tutti che i fondi rarissimamente battono il benchmark.
      A questo punto sono d’accordo con Saver quando afferma che costruito un buon portafoglio, magari con l’aiuto di un consulente autonomo, andrebbe pochissimo aggiustato nel corso del tempo. Che ne pensate ?

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  5. Io sono un investitore indipendente, mi sono fatto un portafoglio personale, all’inizio è stato un po’ difficile ma con un po’ di formazione finanziaria mi sono arrangiato. Non guadagno, però, con le cedole, ma vendendo e acquistando titoli sfruttando l’alternanza deimercati.Ti assicuro, comunque, che con tutti gli errori che ho fatto, per inesperienza, alla fine ho guadagnato più soldi che lascandoli in banca, o con i fondi attivi che mi hanno rifilato. Non posso darti informazioni, perchè questo è un sito del dott.Saver, che è un consulente a pagamento
    e non sarebbe corretto. Che tu mi dica che i fondi passivi battono i fondi attivi non è una novità, su queste pagine lo hanno sbandierato anche fin troppo. Il mio consiglio, tutto personale, è quello di fare un portafoglio di fondi passivi, facendoti aiutare da un consulente (perchè non dal padrone di questo sito?). Quando avrai acquistato più esperienza, e proseguito la formazione finanziaria nel tempo,
    potrai camminare solo con le tue “gambe”.
    Ti saluto.

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