Certificati Fixed Cash Collect Goldman Sachs: Opinioni e Recensione

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Certificati Cash Collect di Goldman Sachs maggio 2019: l’ennesima trovata per carpire i soldi degli investitori orfani dei cari vecchi bond con cedole elevate.

Cosa Sono i Cash Collect Certificates

Per capire perché i certificati emessi da Goldman Sachs – al pari di quelli proposti dagli altri istituti – siano da evitare, occorre capire meglio di che cosa si tratti.

I certificati di investimento (in inglese investment certificates) sono strumenti finanziari emessi da una banca e scambiati in borsa come fossero titoli, il cui andamento deriva da uno o più parametri finanziari.

In particolare i Cash Collect sono strumenti finanziari il cui obiettivo consiste nel cercare di offrire un rendimento elevato agli investitori, in cambio di costi e rischi nascosti.

Per illustrare il concetto è bene fare una piccola rassegna storica di quello che è accaduto negli ultimi anni. A mano a mano che i tassi di interesse scendevano, fino a stabilizzarsi su valori storicamente bassi, investitori e banche hanno cercato delle alternative.

I certificati Cash Collect mettono tutti d’accordo. Le banche che li emettono e li collocano prendono ricche commissioni, mentre l’investitore gioca alla roulette russa. Con i suoi soldi, ovviamente.

Le Caratteristiche dei Fixed Cash Collect di Goldman

I certificati Goldman hanno tre caratteristiche peculiari.

Per prima cosa essi allettano l’investitore grazie alla loro breve scadenza. Per i titoli emessi a maggio 2019, il termine è novembre 2020. Grazie alla durata pari a solo 18 mesi, i Cash Collect nell’inconscio dell’investitore vengono paragonati ai BOT, o a titoli del mercato monetario.

Oltre a ciò, è possibile che qualche consulente privo di scrupoli, per vendere il prodotto, faccia espresso riferimento al fatto che “equivalgono ai vecchi BOT”. Quindi mi raccomando: radar sempre accesi!!

La seconda caratteristica riguarda le “cedole”. Ancora una volta esse possono trarre in inganno l’investitore, indotto a pensare che i Cash Collect siano dei bond.

In realtà gli importi pagati mensilmente sono dei “premi” che corrispondono allo 0,60% o allo 0,70% a seconda del tipo di titolo. Sebbene essi siano al lordo delle imposte del 26%, si tratta comunque di importi elevati.

A titolo di esempio pensa che lo 0,60% corrisponde al 7,20% annuo, mentre i bond governativi a 10 anni arrivano a manco il 3%!

Per finire, la buona notizia consiste nel fatto che i premi sono compensabili con eventuali minusvalenze pregresse.

I Rischi dei Cash Collect Certificates

E’ probabile che a questo punto tu ti domandi dove stia il trucco. Come è possibile che Goldman Sachs riesca a pagare importi così elevati? La ragione è piuttosto semplice.

Come ti ho detto in precedenza, i certificati sono prodotti derivati, la cui quotazione in qualche modo dipende da un altro strumento finanziario, detto “sottostante”.

In modo particolare si tratta di azioni piuttosto volatili. Guarda caso, tanto più l’azione sottostante uno specifico certificato è soggetta ad ampie fluttuazioni, tanto maggiore è il premio mensile. Perché?

La “Barriera” dei Certificati

Affinché ti sia chiaro il pericolo che corri, permettimi di introdurre il concetto di barriera. La barriera di un certificate è un livello che, se superato al ribasso, fa perdere la garanzia della restituzione del capitale.

Fino a qui i Cash Collect si comportavano come delle obbligazioni: pagavano dei premi mensili e rimborsavano il nominale alla scadenza. Ma questo accade a condizione che il sottostante non perda oltre una certa misura. Detto in altri termini, che non scenda sotto la barriera.

A titolo di esempio consideriamo il certificato che ha come sottostante Banca Intesa. Esso paga un premio pari al 9% l’anno, ma se il titolo sottostante perde più del 25% (ovvero scende sotto la barriera del 75% rispetto al valore iniziale), sei nei guai.

Se il prezzo del sottostante, alla scadenza, sarà inferiore alla barriera, prenderai il valore del sottostante, ossia incamererai una perdita di almeno il 25%.

Il guadagno lo hai se e solo se il sottostante cresce poco o perde un importo inferiore alla barriera. Se il sottostante crescerà prenderai le briciole, perché il certificato paga un premio che non risente dell’apprezzamento del sottostante. Invece, se questo scende a precipizio, sarai penalizzato da una perdita tagliente. Anche se essa sarà compensata dai premi pagati, che sono dovuti in ogni caso.

Oltre a ciò i certificates rientrano a tutti gli effetti tra le passività bancarie. In altre parole essi ti espongono al rischio di fallimento dell’emittente, perché non sono coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

I Costi Occulti dei Cash Collect

In quanto prodotti finanziari complessi, la definizione del valore equo di un certificate non è per nulla agevole. Ma di una cosa puoi stare certo. Che il mercato prezzerà in modo corretto il prodotto, non appena questo sarà quotato in borsa.

Conseguentemente il prezzo del Cash Collect scenderà di un importo pari ai costi di collocamento occulti che gli sfortunati sottoscrittori hanno pagato.

Sebbene tu possa conoscere in anticipo i costi nascosti, leggendo il prospetto informativo, la regola che ti offro è piuttosto semplice. Non comprare mai certificates in emissione. Al contrario aspetta che gli stessi siano quotati in borsa e poi semmai comprali lì.

Istruzioni per Chi Vuole Investire in Cash Collect

Per farla breve e riassumere quanto ho scritto fino ad ora:

i Cash Collect sono prodotti finanziari che puoi evitare nel 99% dei casi, a causa dei loro costi, della scarsa liquidità una volta arrivati sul mercato e dei rischi che comportano.

Gli unici casi in cui puoi prenderli in considerazione sono i seguenti:

hai delle minusvalenze da recuperare a breve.

In questo caso grazie alla compensabilità dei proventi, i Cash Collect potranno essere utili. Ma valuta con l’aiuto di un esperto se il gioco vale la candela o se, invece, è meglio lasciare stare direttamente.

Hai un’aspettativa per un modesto ribasso del sottostante.

In questo caso guadagnerai l’importo dei premi mensili, a condizione che il sottostante non scenda sotto la barriera.

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Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

4 commenti
  1. Per carità, alla larga! Ricordo Giacomo le tue parole a un’edizione di Investitore Libero: “Sono una scommessa iniqua”. E da lì ci abbiamo messo una pietra sopra. Comunque il post è ammirevole, in primo luogo per la chiarezza con la quale si descrivono i meccanismi psicologici delle sirene e le trappole nascoste. Un caro saluto!

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    1. @ Andrea
      Ti ringrazio per i complimenti e per l’affetto con cui mi segui da tempo, ormai. A presto!!

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  2. Eccellente spiegazione degna di un serio professionista. Preferisco investire su un indice azionario direttamente. Comunque continuano a proporli pensando solamente alle loro provvigioni o premi.
    Con stima Roberto

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    1. @ Roberto
      E’ proprio così… molti dei prodotti che vengono offerti sono costruiti a misura dei budget di vendita più che non delle reali esigenze dei clienti. Grazie per i complimenti e alla prossima 🙂

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