Come Costruire un Portafoglio Titoli?

come costuire un portafoglio titoli

Asset Allocation: ecco Come Costruire un Portafoglio Titoli Semplice, Redditizio e di Facile Manutenzione

Articolo aggiornato il 20 novembre 2017

Come fare un portafoglio titoli redditizio? Segui la regola del “due per” con ribilanciamento annuale dei pesi.

Il modo più semplice per costruire un portafoglio titoli consiste nel definire i “pesi” iniziali per ognuna delle macro categorie di strumenti finanziari che andremo ad inserire, per poi ribilanciare i pesi una volta l’anno seguendo la regola del 5-25%.

Ti faccio solo una premessa: quello che ti dirò in questo articolo NON E’ la strada che seguo per gestire il mio portafoglio. Io adotto un altro approccio, basato sulla individuazione dei trend di mercato, ma mi rendo conto che forse non hai voglia o non ti interessa approfondire l’argomento. In questo caso il metodo che ti esporrò tra pochissimo funziona bene, ha il vantaggio di essere estremamente semplice e di essere adatto a chi vuole “dimenticarsi” dei propri soldi, almeno per tutto l’anno.

Come creare un portafoglio titoli ideale? Partendo da qui…

Il processo che porta alla costruzione di un portafoglio titoli è noto come asset allocation. Esistono diverse tecniche di asset allocation, da quella basate sull’età (che ti richiede una riduzione della quota azionaria con il trascorrere dell’età) a quelle basate sull’individuazione dei trend.

Altre, poi, raccomandano di suddividere il portafoglio in due parti: una dedicata all’asset allocation di lungo periodo ed una alla tattica di più breve periodo. Non potendo addentrarci qui sui vari modo con cui costruire un’asset allocation efficace, mi limiterò a darti un approccio abbastanza flessibile da poter essere personalizzato a tuo piacimento.

Ricorda in ogni caso che l’asset allocation è un processo che si basa sulla ripartizione del tuo capitale in diverse classi di attività finanziarie con l’obiettivo di massimizzare il rapporto rendimento/rischio. Mentre tutti vogliono aumentare il primo, pochi si concentrano su come ridurre il secondo, ma tu che sei un investitore consapevole farai bene a partire proprio da qui.

Quando si tratta di stabilire come costruire un portafoglio titoli è bene partire dal rischio massimo che possiamo accettare e non dai guadagni potenziali che vorremmo avere. Se lo facessimo rischieremmo di costruire un portafoglio troppo prudente (e poco redditizio) o troppo rischioso (che potrà produrre perdite superiori a quelle che siamo disposti ad accettare).

La regola del “due per” è semplice quanto efficace: fissa la perdita massima percentuale che sei disposto a tollerare dal tuo portafoglio ed investi in azioni una quota pari al doppio della perdita.

Chiaro il concetto? Se su 100.000 euro sono disposto a perdere il 10% (ossia 10.000 euro) potrò investire in azioni il 20% del mio capitale totale, pari a circa 20.000 euro. Ovviamente quando parlo di azioni intendo un paniere di titoli ben diversificato e non due o tre azioni italiane. Un buon compromesso potrà essere l’investimento in un ETF azionario diversificato a livello mondiale.

Come e quando ribilanciare il portafoglio

Ribilanciare il portafoglio significa, una volta l’anno, determinare la sua composizione percentuale ai valori di mercato per confrontarla con quella iniziale. I prezzi delle attività finanziarie cambiano, per cui il peso dei titoli cresciuti di valore sarà aumentato, mentre il peso di quelli diminuiti di valore sarà sceso.

L’idea sottostante il concetto stesso di ribilanciamento sta nel “ritorno in media”, secondo cui esiste un rendimento medio positivo di lungo periodo per ogni classe di strumento finanziario dal quale ci si discosta temporaneamente, verso l’alto o verso il basso. Se il prezzo di una classe di attivo (le azioni, ad esempio) è scesa in un certo periodo, negli anni successivi essa probabilmente tenderà a risalire e viceversa.

Allo stesso modo, quando i prezzi corrono troppo le quotazioni tenderanno a “sgonfiarsi” per ritornare a crescere ad un ritmo più lento. Ecco allora che “ribilanciare” significa, semplicemente, togliere da chi è salito troppo per aumentare chi è cresciuto poco o è sceso. Ma come farlo? E come costruire un portafoglio titoli attraverso un unico ribilanciamento annuale?

L’applicazione della regola di Larry Swedroe

Prima ti fornisco la tabella, poi te la spiego, ok?

Larry Swedroe 5-25 Rule

Immagina, ad esempio, di aver investito in azioni il 45% del tuo capitale e di aver impiegato in obbligazioni il 55% del restante. Poiché il peso delle due attività che compongono il tuo portafoglio supera il 10%, una volta all’anno farai un ribilanciamento se il loro peso sarà salito (o sceso) di almeno il 5% calcolato sul patrimonio totale.

Supponiamo che le azioni siano salite e che il loro peso ora sia del 50%. Le obbligazioni, invece, sono scese ed il loro peso si è “fermato” anch’esso al 50%. Rispetto ai pesi iniziali avremmo avuto uno scostamento del 5% sul totale, per cui venderemo il 5% delle azioni per comprare il 5% delle obbligazioni, ripristinando i pesi iniziali. Se, invece, lo scostamento fosse stato inferiore al 5% non avremmo fatto assolutamente nulla, evitando così di movimentare troppo il nostro portafoglio.

Se avessimo avuto un ETF di nicchia che pesa solo il 5% del totale (ad esempio 5.000 euro su cento investiti) avremmo fatto un ribilanciamento solo se il suo peso sul totale si fosse mosso dell’ 1,25% (il 25% di 5). Se il peso dell’ETF fosse stato inferiore al 3,75% avremmo comprato un altro 1,25% dell’ETF riportandone il peso al 5%. Se il valore fosse salito di oltre il 6,25% avremmo venduto l’eccedenza per riportarlo al 5% iniziale.

Questo modo di procedere eviterebbe una eccessiva movimentazione del portafoglio, causata da variazioni minime delle quotazioni mentre permetterebbe un ribilanciamento efficace in caso di “grosse” oscillazioni dei valori sottostanti.

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21 commenti
  1. Questo portafoglio è denominato constant mix ?

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    1. @ Marco
      Sì. Il ribilanciamento annuale dei pesi fa sì che il portafoglio presenti “SEMPRE” la medesima composizione. Ottima osservazione 🙂

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  2. La perdita massima in % e la regola del “per 2” va stimata su intero patrimonio oppure solo su parte investita? Per es: patrimonio = a 100. 20 liquidi , 80 verranno investiti. la perdita massima in % tollerabile va calcolata su 80 o 100?

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    1. @ Marco
      Sempre su 100 ossia sull’intero patrimonio investito. E’ sul totale che devi calcolare “la perdita massima accettabile”. Grazie per avermi scritto e a presto.

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      1. qualcosa non torna giacomo: se la perdita max e 5 su 100 avro’ 10 azioni, 20 liquidita, 75 bond. Ma il 75 dei bond puo’ perdere magari meno dell’azionario e quindi sforo il badget!
        la regola del raddoppio sul azionario vale solo se investo in liquidita e azioni. Come ci si comporta con obbligazionario? un cordiale saluto

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        1. lapsus! 70 bond no 75

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        2. @ Marco
          Giusto. L’ipotesi sottostante è che nel tempo l’obbligazionario non perda per due ragioni:
          1) azioni ed obbligazioni sono negativamente correlate perché “rispondono” a diverse fasi del ciclo economico. Quando le azioni scendono le obbligazioni si apprezzano;
          2) le obbligazioni tendono a salire nel tempo per effetto degli interessi che esse pagano. A meno che il loro rendimento a scadenza sia negativo se il prezzo di un bond scende la sua diminuzione verrà compensata dalla maturazione degli interessi.
          Un caro saluto anche a te…

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  3. E se, dopo un anno, fossimo nello sfortunato caso di un calo sia sull’etf azionario sia su quello obbligazionario, come ci si dovrebbe comportare?

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    1. @ Ennio
      Ipotesi intrigante ma poco probabile perché di solito azioni ed obbligazioni sono negativamente correlati. In ogni caso il travaso avverà dalla classe di attivo che è scesa di meno verso quella che ha perso di più. Ottima domanda, grazie per averla posta.

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  4. Per chi costruisce un portafoglio tramite Pac come si dovrebbe comportare ?

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    1. @ Gab
      Segretibancari.com si rivolge ad investitori con un capitale che va da 100.000 euro in su. Questo tipo di investitore non è interessato a fare Pac, ragione per cui ho scelto di non trattare più questo argomento. Mi dispiace 🙁

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  5. Buongiorno Giacomo, al teleseminario hai confermato che i prezzi delle obbligazioni risultano alti sconsigliandone l’acquisto. Nell’ottica di costruzione di un portafoglio, non ritieni che possa essere utile un etf obbligazionario short sulle lunghe scadenze come il seguente: FR0010823385 .
    Saluti

    Francesco

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    1. @ Francesco
      A mio avviso no, perché sarebbe comunque una “scommessa” su un possibile ribasso delle quotazioni il che non è detto. Io sui bond, starei “long” in via di massima…

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  6. Giacomo, mi potresti fornire un esempio di utilizzo di approccio RISK ON e RISK OFF su un portafoglio ideale di 10.000 euro da investirsi su etf liquidità, etf azionario ed etf obbligazionario di m/l su un orizzonte di 3 mesi con operazioni limitate per minimizzare i costi di gestione?
    Ti ringrazio in anticipo,
    Cordialmente

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    1. @ Serena
      Purtroppo non mi occupo di portafogli di investimento inferiori a 100.000 euro per cui non riesco ad esserti di aiuto. Mi dispiace davvero…

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  7. Se io pensassi che adesso l’azionario èun grosso rischio e dovessi costruire un portafoglio in questo momento? Grazie

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    1. @ Fulvio
      Lei sta partendo dalla tattica e non dalla strategia. Il mercato azionario è SEMPRE per definizione rischioso, per cui per prima cosa dovrebbe decidere quanta parte del portafoglio mettere a rischio e solo successivamente darsi delle regole di entrata che tengano conto, giustamente, della situazione attuale.
      Ottima domanda, grazie per averla fatta.

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  8. Salve, si parla sempre di diversificare, un portafoglio creato con solo 2 fondi comuni con parte azionaria 20 e 40 % e 2 fondi a cedola, può ritenersi una scelta corretta ? È equilibrato considerando che sono tutti fondi dello stesso gestore di investimento? Non si bilancia con qualcosa di diverso per ammortizzare le perdite ? Grazie anticipatamente.

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    1. @ Anto
      Ci sono due problemi nel suo ragionamento:
      1 – non abbiamo considerato il rischio che vogliamo correre ed il capitale disponibile
      2 – usiamo fondi di investimento che di solito sono cari ed inefficienti.

      Un buon portafoglio va costruito partendo da un altro punto di vista…

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      1. Grazie per la risposta… La mia cifra è di 40.000 e il rischio è basso Profilo Prudente
        Purtroppo è già composto così ! Lo trova bilanciato
        ?
        Perdo su tutti i fondi

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        1. @ Anto
          Bisognerebbe analizzare caso per caso i fondi che ha in portafoglio e vedere se sia il caso di sostituirli con prodotti migliori, oppure addirittura cambiare asset allocation.
          L’argomento è troppo esteso per poter essere trattato qui, ma lo affronteremo alla prossima edizione annuale di Investitore Libero.

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