Direttiva Mifid-2: tutto quello che devi sapere

mifid-ii

La Mifid 2 avrebbe dovuto, sulla carta, proteggere gli investitori, ma la realtà è diversa. Di fronte ad un insieme di regole chiare e trasparenti gli istituti rispondono in modo fumoso, nel timore che la maggiore consapevolezza degli investitori si traduca in una riduzione dei loro margini di profitto.

Che cos’è la Mifid II?

Mifid è l’abbreviazione di markets in financial markets directive. Si tratta di una norma europea, che i singoli Stati membri hanno dovuto recepire con leggi ad hoc. La prima versione della Mifd è entrata in vigore il 1 novembre 2007.

In particolare la Mifid-2 è un ampliamento del quadro normativo precedente che punta a offrire una maggiore tutela agli investitori agendo su alcuni punti cardine:

  • appropriatezza delle scelte di investimento
  • adeguatezza delle scelte di investimento
  • la trasparenza in materia di costi
  • la trasparenza in tema di consulenza finanziaria

Caratteristiche comuni di Mifid 1 e 2

Per spiegare i principali cambiamenti che la Mifid-2 va ad introdurre, è bene fare un passo indietro e ricordare i due punti cardine della Mifid 1, che sono stati incorporati nella seconda “versione” della normativa.

In modo particolare il legislatore ha voluto puntare sulla consapevolezza dei rischi legati agli investimenti, e all’assunzione dei soli rischi effettivamente sostenibili.

L’appropriatezza

Affinché uno strumento finanziario possa rappresentare una effettiva opportunità per l’investitore, occorre che esso sia appropriato. Detto in altri termini, l’investitore dovrà dichiarare preventivamente, attraverso un apposito questionario, quale sia la propria conoscenza in materia di mercati e strumenti finanziari.

Attraverso il filtro dell’appropriatezza il legislatore ha voluto evitare che il portafoglio dei clienti sia composto da strumenti finanziari non conosciuti né ben compresi.

L’adeguatezza

Al contrario dell’appropriatezza, l’adeguatezza ha a che fare con gli obiettivi di investimento del cliente e con la sua situazione patrimoniale.

In breve: non basta che un prodotto sia conosciuto e quindi appropriato. Occorre anche che il suo acquisto sia compatibile con gli obiettivi di investimento del soggetto e tale da non fargli correre rischi eccessivi.

La profilazione Mifid

Al termine della procedura Mifid, che come ho detto si traduce in questionario che va compilato e rivisto periodicamente, il cliente è “profilato”. Ciò significa che ogni investitore ha un proprio “livello” di rischio che impedisce alla banca o al consulente di suggerire prodotti finanziari non in linea con lo stesso.

Mifid-2: cosa cambia?

Ecco, riassunto in modo schematico, quello che prevede la Mifid 2 per una migliore tutela degli investitori.

Costi a nudo

Con la Mifid 2 gli intermediari dovranno mandare delle rendicontazioni chiare e precise in merito ai costi che i clienti sopportano. Essi dovranno essere specificati in termini monetari e non solo su base percentuale, per garantire una migliore comprensione.

A giugno 2019, però, su 23 banche solo tre hanno spedito i rendiconti ai clienti. Si tratta, in particolare, di Ubs, Profilo e Credem. Le altre, invece, nicchiano per evitare che l’esplicitazione dei costi prelevati dalle tasche dei clienti provochi una fuga in massa da parte degli stessi.

Oltre a ciò i rendiconti dovranno specificare l’impatto che i costi hanno avuto sul rendimento degli investimenti. Si tratta di un tema molto caro a noi di Segretibancari.com sul quale ci battiamo sin dalla nascita di questo sito.

Rafforzamento della consapevolezza

Nel tentativo di fare passare il messaggio che l’andamento dei mercati finanziari è imprevedibile, Mifid2 sottolinea l’importanza dei rischi consapevoli.

Troppo spesso, infatti, le scelte di investimento sono state prese sulla base della presunta capacità di prevedere il futuro andamento dei mercati.

In questo senso l’adeguatezza patrimoniale mira a fare correre al cliente i soli rischi sopportabili.

Consulenza indipendente o fuori sede?

Un altro aspetto della Mifid-2 riguarda la consulenza finanziaria. Con la nascita dell’albo unico essa si distingue in due tipologie.

Consulenza fuori sede

I consulenti abilitati all’offerta fuori sede sono i vecchi promotori finanziari. Essi sono pagati dalla banca per cui operano e possono essere in conflitto di interesse.

Consulenza autonoma

I consulenti autonomi, invece, non sono legati a nessun istituto in particolare. La loro remunerazione deriva direttamente dal pagamento di un onorario da parte dei clienti.

Il cliente dovrà conoscere, grazie alla Mifid-2, il tipo di consulenza della quale si avvale. Questo, in particolare, lo aiuterà nella decisione del tipo di consulente cui affidarsi.

PRIIP e il KID

Una delle maggiori novità per l’investitore riguarda la creazione della categoria PRIIP.

Per fartela breve, i packaged retail investment and insurance-based investments products sono:

Per ognuno di questi prodotti finanziari, la Mifid 2 prevede che venga redatto un documento contenente le informazioni chiave per un investimento consapevole.

In particolare il Key information document (Kid) deve riportare, sinteticamente, tutte le informazioni rilevanti.

Un bilancio della Mifid 2 e l’opinione di Segreti Bancari

Sebbene la norma rappresenti una rivoluzione epocale nel mondo del risparmio, ritengo che le banche si siano da tempo attrezzate per disinnescare le parti più pericolose a loro. Ecco, in sintesi, alcuni consigli per usare il questionario nel modo migliore.

Perdi tempo con il questionario

Per superare l’ostacolo di un questionario per loro imbarazzante, i consulenti tendono a minimizzarne l’importanza. A volte, per non farti perdere tempo, ti propongono una versione precompilata dello stesso.

Inutile che ti dica che la Mifid ii è una cosa seria e che farai bene a perderci un po’ di tempo, pur di avere un questionario veritiero. Se ti è possibile, compilalo on line attraverso il tuo home banking. In questo modo eviterai pressioni da parte del consulente e lo esaminerai con più calma.

Informati sui costi

Nonostante le banche stiano facendo carte false in merito ai costi degli investimenti, hai il diritto (e gli strumenti) per conoscerli.

Se il tuo consulente nicchia, usa i suggerimenti che trovi nel video corso gratuito A scuola di investimenti.

Per concludere ricorda che il sapere è potere. E una buona formazione finanziaria ti sarà senz’altro di aiuto.

Think different, invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

Rispondi o Commenta