Fondi Obbligazionari: 3 Cose che la Banca non ti Dice

fondi obbligazionari

I fondi obbligazionari sono cari, rischiosi e non attutiscono le oscillazioni dei tassi di interesse, ma le banche continuano a venderli perché rendono. A loro.

Fondi Obbligazionari: Cosa Sono e Come Funzionano

I fondi obbligazionari sono fondi di investimento che impiegano le loro disponibilità in bond di vario tipo. Il loro obiettivo consiste nell’offrire agli investitori un guadagno modesto ma costante nel tempo, in linea con i rendimenti offerti dal mercato obbligazionario.

Attraverso l’acquisto di un prodotto obbligazionario gestito si dovrebbe ottenere un guadagno migliore a quello ottenibile comprando direttamente dei bond, o ridurre i rischi mantenendo inalterato il guadagno, ma purtroppo la storia insegna che non è così.

I Fondi Obbligazionari Sono Cari

Dei 324 Fondi Obbligazionari Corporate Euro venduti in Italia, solo 8 hanno avuto un rendimento positivo tra gennaio 2018 e gennaio 2019. 316 fondi hanno avuto una performance negativa che spazia da un -0,04% di Generali ad un -9,69% di New Millennium.

Come mai i risultati così deludenti? Ritengo che la ragione principale siano i costi che i fondi obbligazionari “caricano” a chi affida loro il proprio denaro. La commissione annua di gestione può arrivare ad un 2,27% per i prodotti BlackRock e Invesco.

Con i tassi di interesse che viaggiano intorno al 2% e la cui risalita penalizza le obbligazioni, come può un prodotto che costa non meno dell’1% l’anno mediamente a offrire guadagni positivi?

Eppure alle banche i fondi comuni convengono tremendamente. Perché parte di quei costi assurdi finiscono nelle tasche dei consulenti finanziari direttamente sotto forma di provvigioni o di incentivo, a seconda dei casi. Il resto sta nella cassa della banca stessa che così aggiusta il proprio conto economico di fine anno.

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I Fondi Obbligazionari Sono Rischiosi

Quali alternative hanno le società che gestiscono i fondi per cercare di recuperare redditività? Semplice: basta usare le leve a propria disposizione in modo “creativo”.

La scoperta di obbligazioni ad alto rischio all’interno dei portafogli obbligazionari, non è più una sorpresa. Pompando bond emergenti o prodotti a basso rating i gestori dei fondi sfruttano un comportamento economico noto come “rischio morale“.

Essi rischiano i soldi degli investitori sapendo che se le cose vanno male non saranno loro a rimetterci. Se le cose andranno bene i clienti lasceranno loro i soldi o ne porteranno altri, aumentando le masse gestite.

Se hai investito in fondi obbligazionari controlla subito la composizione del portafoglio per verificare l’eventuale presenza di titoli tossici. Dai siti web delle società di gestione puoi accedere facilmente alla composizione dei portafogli.

I Fondi Obbligazionari non Fanno Decadere la Duration

La durata media finanziaria (duration) esprime la volatilità di un bond o di un portafoglio di obbligazioni al variare dei tassi di interesse. Poiché la durata finanziaria dipende dalla vita residua di un titolo, con il passare del tempo questa si riduce, limitando i rischi.

I fondi obbligazionari non portano i titoli fino alla scadenza e tengono la durata finanziaria del portafoglio pressappoco costante. Questo non è un difetto, ma è una cosa che devi conoscere e che la tua banca non ti dice.

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I fondi obbligazionari sono un ottimo strumento per diversificare il rischio emittente, ma i costi ne affossano i rendimenti. Ecco tre regole per usarli al meglio:

# 1 – Minimizza i Costi

Se usi gli ETF Obbligazionari invece dei fondi ridurrai i costi all’osso. Avrai comunque il beneficio della diversificazione, ma a prezzi decisamente contenuti.

# 2 – Scegli la trasparenza

E’ importante sapere esattamente dove investe il tuo fondo. Se scegli un ETF controlla bene le caratteristiche e la composizione dell’indice replicato. Se opti per i singoli titoli attua una corretta diversificazione del rischio

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# 3 – Modifica la duration in base all’andamento dei tassi

Se scegli di investire in fondi obbligazionari a basso costo, modella la composizione del tuo portafoglio in modo da avere una duration complessiva adatta al momento.

Nelle fasi di rialzo dei tassi è bene minimizzare la durata finanziaria del portafoglio; nelle fasi di ribasso la stessa dovrà essere allungata.

Giacomo Saver – CEO di Segretibancari.com

13 commenti
  1. Chi di voi non ha mai comprato un Btp? Obbligazione per eccellenza! Ritornato in auge per l’aumento dello spread. Di quanto è crollato il valore della quota capitale con l’aumentare dello spread??? Quindi il Btp non rende? Non ha reso? Non renderà? O è solo una voltatilità momentanea?
    Cosa succede alle obbligazioni in conto capitale, quando rialzano i tassi? SE PENSATE CHE UN PROFESSIONISTA VI COSTI TROPPO, PENSATE QUANTO VI COSTERÀ UN INCOMPETENTE!
    Un etf ha costi più bassi, replica passivamente il mercato, non vende obbligazioni per ricomprarle nei momenti migliori, perché non ha la gestione attiva. Strano che il mio etf in portafoglio perda molto di più del suo “gemello” fondo attivo, nonostante le commissioni siano minori!
    STUDIATE GENTE, STUDIATE… O AFFIDATEVI A PROFESSIONISTI.

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    1. Per curiosità: puoi pubblicare ISIN del fondo e del ETF a cui fai riferimento. Grazie

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      1. @ Maurizio
        Non faccio riferimento ad un fondo specifico, il mio è un discorso più generale…

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    2. certamente che studiamo e studiamo finanza per difenderci dai professionisti che ogni giorno ci offrono prodotti sempre piu complicati e ne capiscono tanto come noi grazie a Questo sito grazie SEGRETI BANCARI grazie di esserci

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      1. @ Sandro
        Grazie a te e a tutti quelli che mi leggono. Sentiti libero di condividere i miei articoli con i tuoi amici se lo ritieni utile.

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    3. Se fai qualche esempio è meglio, … Perché è strano che hai un ETF in portafoglio e vai a controllare il fondo attivo “gemello”… Di solito avviene il contrario ….

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      1. @ Max
        Infatti. Di solito hai il fondo e cerchi un ETF “migliore” con cui sostituirlo per ridurre i costi.

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  2. Ha senso impostare la duration dell’obbligazionario del proprio portafoglio in funzione del proprio orizzonte temporale?Cioè se il mio orizzonte è di 5 anni, imposto una duration media di 5 anni

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    1. @ Salvo
      Sì ha assolutamente senso. Il problema è che con il trascorrere del tempo e con l’avvicinarsi dell’obiettivo devi accorciare la duration.

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  3. In un portafoglio formato dal 30% azionario e 70% obbligazionario, come vedi la possibilità di avere tutto l’obbligazionario in BTP (invece degli ETF obbligazionari) e la parte azionaria con ETF azionari?

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    1. @ Roberto
      Secondo me è troppo rischioso. Soprattutto su un portafoglio bilanciato del tipo che ti interessa, la parte obbligazionaria necessita di maggiore diversificazione.

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  4. Nel senso che ho già in portafoglio i BTP e volevo vendere i fondi inefficienti che ho per acquistare ETF azionari, oppure ritieni che visto che la parte obbligazionaria è tutta su un solo emittente conviene diversificare anche questa con ETF?

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  5. Io sono nella tua stessa situazione, ma ho diversificati molto e detengo sia etf azionari, emergenti e obbligazionari con una quota molto consistente anche di Btp acquistati nei mesi precedenti quando lo spread era alto, una parte l’ho venduta per recuperare le minusvalenze. Comunque io con i BTP, finora, mi sono trovato bene (finora). Li utilizzo per stabilizzare il portafoglio, comunque gli etf obbligazionari mi hanno reso poco.

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