Home Bias: Come la Finanza Comportamentale Migliora le Performance

home bias finanza comportamentale

L’home bias, se usato correttamente, migliora decisamente le performance del tuo portafoglio. La finanza comportamentale ci aiuta a capire di cosa parliamo per “sfruttare” a nostro vantaggio un errore cognitivo.

L’home country bias è una sfida che devi vincere, investitore consapevole, se vuoi ottenere performance superiori dai tuoi investimenti. Non conoscevo la finanza comportamentale quando iniziai ad acquistare azioni della Banca Commerciale Italiana, nel febbraio del 1994, e questo “deficit” di conoscenza si tradusse presto in un “deficit” finanziario, perché le azioni arrivarono a perdere la metà del loro valore negli anni successivi.

Rividi la luce solo nel 1998, quattro anni dopo, e fui fortunato, perché agli azionisti Enron andò peggio: l’home bias costò loro la perdita intera del proprio capitale.

Home Bias: definizione

La finanza comportamentale definisce l’home bias come la sovrastima, in un portafoglio finanziario, della parte rappresentata da titoli domestici. Quante volte ti è capitato di andare al supermercato, in una nazione straniera,  e comprare prodotti made in Italy? Perché lo hai fatto?

Il made in Italy, per noi italiani, è una garanzia. Pensiamo di conoscere i prodotti meglio degli altri, perché sono nostri, ma a volte quello che conosciamo ci tradisce. Chi lavorava alla Enron ha comprato azioni della “sua” compagnia pensando di essere tutelato; invece si è trovato senza un lavoro e con in mano un pugno di mosche.

Il significato dell’home bias per il tuo portafoglio

I corsisti di Investitore Libero restano sempre disorientati quando dico loro che non c’è posto per le azioni italiane nel sistema che imparano in aula. Tra gli “investibles“, ossia tra gli strumenti finanziari che andremo ad inserire nei portafogli personalizzati che costruiremo insieme ci sono, invece, azioni europee. Ma non italiane.

Come mai un sistema per investire pensato per gli investitori italiani non prende in considerazione le azioni “domestiche”? Potrei dirti che la nostra borsa pesa il 2% circa all’interno del panorama mondiale, ma preferisco mostrarti due grafici. Il primo di essi rappresenta i rendimenti in euro della borsa italiana:

italia

Come vedi, home bias a parte, la borsa italiana ha offerto molta volatilità e rendimenti tutto sommato ‘perfettibili‘ perché ad anni buoni si sono alternati anni decisamente molto negativi.

Se poi consideri che chi investe in azioni, non dispone di nessun sistema collaudato e finisce con il comprare tre o quattro azioni “solite note”, il quadretto della disfatta è completato.

Osserva, adesso, questo secondo grafico:

mondo

Esso rappresenta l’andamento delle borse mondiali in euro. Cosa noti?

  • nelle fasi di rialzo il rendimento è stato “abbastanza simile” a quello dell’Italia, con l’eccezione del 2014 quando i risultati sono stati completamente divergenti
  • nelle fasi di ribasso l’Italia ha perso molto di più dell’indice globale.

Ed ancora non ti ho parlato di nulla di preciso. Non ti ho ancora svelato quale sia un sistema articolato, semplice e completo per investire, ma il solo riconoscimento dell’home bias ci ha permesso di arrivare ad una conclusione importante: investire in azioni italiane per l’investitore consapevole non ha senso.

Perché la finanza comportamentale ti è davvero utile

Sono cresciuto in anni in cui l’economia era una scienza matematica. Ricordo ancora la professoressa Fornero riempire di scritte le lavagne verdi mobili che adornavano le aule seminterrate della facoltà di economia di Torino. Era tutto elegante, in aula: a questo corrispondeva quello: era sufficiente impostare un’equazione per sapere quali sarebbero state le decisioni di investimento e di risparmio degli individui.

Purtroppo questo modo di procedere si è schiantato a terra negli anni successivi. Lavoravo in banca quando ci si è resi conto che l’economia non è una scienza esatta, ed ha più punti di contatto con la psicologia che con la matematica o la fisica. Nel 2002 il Nobel per l’Economia andò ad uno psicologo: era nata la finanza comportamentale.

Conoscere i fondamenti della finanza comportamentale è davvero utile per te, perché non solo rendiamo ‘umana’ una scienza arida, ma comprendiamo anche come funziona il nostro cervello e come prendiamo, nella realtà, le nostre decisioni di investimento. Se vuoi diventar un investitore consapevole devi studiare la finanza comportamentale. Non a caso essa è un pilastro portante del sistema Investitore Libero.

Senza la comprensione delle “trappole cognitive” che il tuo cervello ti tende non riuscirai mai ad ottenere rendimenti superiori dai tuoi investimenti. e continuerai ad investire in azioni italiane, alla faccia dell’home bias.

L’home bias più subdolo che tu possa incontrare

Allarghiamo i nostri orizzonti e ragioniamo in termini “settoriali”. Ti piace investire in strumenti specializzati per settore merceologico, perché ritieni che questo ti permetta di ottenere più rendimenti e meno rischi. Sei un medico e sai bene che la popolazione invecchia, che la medicina fa progressi enormi… te la faccio breve: investi in un  fondo healthcare.

Tu credi di aver fatto la cosa giusta ed invece sei caduto nell’errore dell’home bias.

Se la sanità andrà incontro a problemi, rischi di perdere il posto di lavoro ed i tuoi soldi. Evita di investire nello stesso settore merceologico in cui lavori.

Conosco delle persone, completamente digiune di nozioni di finanza comportamentale, che lavorano per Tecnocasa ed alte agenzie immobiliari. Nel 2007 hanno investito in un delizioso fondo Morgan Stanley dedicato al real estate (leggi: settore immobiliare). L’altro ieri ho incontrato una di queste persone al supermercato: era disperata. Il reddito da lavoro si è dimezzato, e la stessa sorte è accaduta al suo patrimonio.

Se vuoi sapere come costruire un portafoglio ben equilibrato che “abbracci” tutte le alternative possibili, ti consiglio di guardare questo video, oppure di prendere la scorciatoia.

Sempre in kontatto!!

Giacomo Saver

Direttore e Fondatore di Segretibancari.com

2 commenti
  1. SI Giacomo, la liquidità nel lungo periodo rende poco o nulla al netto dell\’ inflazione e le azioni possono trovare spazio nella maggior pare dei portafogli in modo marginale poiché i risparmiatori italiani mediamente sono poco propensi al rischio . Conseguentemente lo zoccolo duro di un portafoglio dovrebbe essere investito in bond, i quali però hanno raggiunto prezzi irragionevoli. Questa classe di investimento in pratica non esiste più .E\’un problema per i risparmiatori e per gli stessi consulenti indipendenti che non sanno che pesci prendere. Per ora si stanno avvantaggiando banche e promotori che continuano a consigliare fondi monetari e obbligazionari, i quali francamente non so come faranno nei prossimi anni a non chiudere in perdita. Saluti Ferdinando

    Rispondi
    1. @ Ferdinando
      E’ tutto vero quello che scrivi. Gli investitori devono imparare ad avere pazienza, perché non è possibile fare una minestra con i sassi 🙂 Ora i rendimenti dei bond sono sotto i piedi, ragion per cui è bene stare attenti, ma verrà il giorno in cui le cose cambieranno ed allora sarà importante avere uno staff di esperti che ti aiuti a generare performance. Oggi è importante avere un supporto da parte di esperti che ti aiutino a non perdere.

      Il motivo per cui i fondi obbligazionari continuano a rendere è spiegato in questo video, che ti consiglio di guardare con attenzione: https://www.youtube.com/watch?v=htdzoYtKpO4

      Un caro saluto e a presto.

      Rispondi

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