Perché i fondi comuni di investimento rendono poco?

perché i fondi comuni rendono poco

Ci sono tre ragioni specifiche per le quali i fondi comuni rendono poco: il conformismo, il conflitto di interesse e il rischio gestore.

Il conformismo finanziario

L’obiettivo di un fondo comune di investimento è quello di generare utili per il soggetto che lo gestisce. In altre parole, lo scopo principale del gestore è quello di aumentare o mantenere le masse amministrate, così da produrre un guadagno per i soggetti coinvolti (SGR, banca depositaria e rete di vendita).

Per questa ragione, la vita di un fondo comune di investimento è contraddistinta da due fasi diverse, l’adolescenza e la maturità. Ecco cosa accade in ognuna delle due fasi e quali sono le implicazioni per te, investitore.

L’adolescenza dei fondi comuni

La fase dell’adolescenza è contraddistinta dalla necessità di fare “notare” il fondo da parte del popolo dei potenziali investitori. In altri termini, il gestore correrà rischi notevoli e farà sul serio gestione attiva con il fine di produrre valore per i primi clienti.

Dal momento che le masse amministrate sono piccole, il rischio per la società di gestione (SGR o SICAV) è asimmetrico. Se il gestore non riesce a creare risultati soddisfacenti, il fondo viene chiuso, ma le masse in gestione modeste limitano il danno in capo alla società.

Al contrario, se il gestore riesce a fare volare le performance del fondo, questo inizierà ad attrarre investitori. Oltre a ciò le performance passate forniranno un alibi alle reti di vendita, che faranno leva sui rendimenti per vendere il prodotto.

Tuttavia la crescita rapida delle masse gestite avvia il fondo verso la fase della sua maturità, dove le cose iniziano davvero a cambiare.

La fase della maturità di un fondo di investimento

A differenza della fase precedente, la maturità è contraddistinta da un rischio notevole per il gestore. Ora che il fondo è cresciuto moltissimo esso è un generatore di cassa per la casa che lo promuove e amministra.

A titolo di esempio pensa alle commissioni di gestione. Un 2% l’anno applicato su un fondo che ha un portafoglio miliardi di Euro significa migliaia, forse milioni di Euro l’anno di guadagno.

L’obiettivo del fondo si sposta dall’essere notato al conservare le masse amministrate. Questa fase è quella in cui impera il conformismo finanziario.

In altri termini: il gestore tende ad essere meno attivo sui mercati per replicare l’andamento del benchmark. L’obiettivo è quello di non scontentare troppo i clienti in modo che non se ne vadano, evitando politiche di gestione attive che potrebbero fare diminuire le masse gestite in caso di andamento sfavorevole del fondo rispetto alla media dei concorrenti.

La prima ragione per la quale i fondi comuni rendono poco è che non vogliono produrre rendimenti superiori. La gestione attiva, infatti, non comporta una performance costantemente superiore al benchmark. Se il confronto è sfavorevole per un certo periodo di tempo, i clienti se ne andranno e il fondo subisce una perdita di commissioni se il patrimonio gestito è grande.

In questo caso è meglio allinearsi al benchmark, così da ridurre al minimo il deflusso di clienti attratti dagli irripetibili guadagni passati. Carmignac docet.

Il conflitto di interesse

La seconda ragione per cui i fondi di investimento rendono poco ha a che vedere con il conflitto tra l’obiettivo fiduciario e quello commerciale.

Mentre il mandato fiduciario richiede una gestione fatta nel solo interesse dei clienti, l’obiettivo commerciale vuole che i fondi offrano un guadagno elevato ai soggetti coinvolti. E pazienza se ciò accade a scapito dei clienti.

Il conflitto a monte

Al momento della vendita il consulente ha a disposizione diverse alternative da proporre ai clienti. Alcune di esse sono più redditizie per lui, altre lo sono meno. Dal momento che non puoi conoscere la sua “tabella provvigionale“, né gli incentivi indiretti che percepisce, non sai quanto la scelta proposta sia nel tuo o nel suo interesse.

Il rischio concreto è che il consulente ti proponga, a parità di altre condizioni, i prodotti più interessanti per lui invece che per te con danni evidenti in termini di mancata performance.

Il conflitto a valle

Per spiegare il concetto, permettimi di farti un esempio. Immagina che il gestore di un fondo sia anche nel consiglio di amministrazione di una società che emette dei titoli compatibili con il mandato del fondo stesso.

Magari si tratta di titoli rischiosi, o illiquidi. O forse si tratta di titoli ad alto rendimento emessi apposta per il fondo, al fine di aumentarne la redditività attraverso titoli non altrimenti disponibili.

Quale che sia la ragione tu non potrai mai sapere che cosa accade realmente dietro le quinte, né quali siano gli interessi coinvolti.

Il rischio gestore

L’ultimo motivo per cui i fondi comuni di investimento rendono poco ha a che vedere con la persona fisica del gestore. Sebbene con la stessa espressione si denoti sia la società sia il professionista che amministra il fondo, la persona che amministra il patrimonio ha un ruolo decisivo.

Pensa, ad esempio, ai rendimenti che Peter Lynch ha fatto ottenere a chi ha sottoscritto (e tenuto nel tempo) il fondo Magellan di Fidelity. Il problema sta nel fatto che di gestori bravi ce ne sono pochi, e che quei pochi a volte se ne vanno dalla concorrenza senza che tu lo sappia.

Non solo, ma se un fondo è scarso il gestore viene allontanato ed il prodotto chiuso. La conseguenza di ciò sta nel fatto che i sopravvissuti sono molti meno rispetto ai prodotti disponibili in origine. Se oggi puoi scegliere tra 100 fondi, anni fa il set era molto più ampio. Ciò significa che sarebbe stato più facile scegliere un fondo poco redditizio, poi chiuso.

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Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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