Propensione al Rischio: Come Calcolarla e Stimarla

propensione al rischio

La propensione al rischio è un concetto strano, etereo. Ma presto diventerà pratico e ti sarà di grande aiuto nel progettare la tua strategia di portafoglio.

Cos’è la Propensione al Rischio

La propensione al rischio rappresenta la tua capacità, in qualità di investitore, di sopportare l’incertezza connessa con un’operazione di investimento.

A dire il vero l’espressione “propensione al rischio” è diventata famosa solo da pochi anni, dopo l’introduzione del questionario MIFID. Essa, insieme con l’esperienza e la conoscenza degli strumenti finanziari, definisce il profilo dell’investitore.

D’altra parte, però, la propensione al rischio si traduce in un numero che permette all’intermediario/consulente di stabilire quali prodotti finanziari siano o meno adatti per quel tipo di investitore. Questo, purtroppo, rappresenta un grosso limite.

Scomponiamo la Propensione al Rischio

Per capire come determinare la tua personale propensione a rischiare in modo semplice e, soprattutto, utile, è opportuno operare una distinzione fondamentale tra le sue due componenti principali.

La Capacità di Rischio

Essa esprime la capacità dell’investitore di sopportare una perdita temporanea o definitiva senza per questo compromettere il proprio tenore di vita e quello della propria famiglia.

La capacità di rischio dipende quindi da un dato puramente economico ed è influenzata da questi fattori:

  • composizione del nucleo familiare
  • patrimonio familiare complessivo
  • quota degli investimenti sicuri
  • orizzonte temporale
  • capacità di risparmio.

La capacità di rischio di solito cresce con l’aumentare del patrimonio. Sulla base della legge microeconomica dell’utilità marginale decrescente un investitore ricco può sopportare maggiori rischi di uno dotato di meno risorse.

La Tolleranza al Rischio

Per contrasto con il caso precedente, la tolleranza al rischio è un fattore psicologico. Essa misura, infatti, la tua abilità a sopportare una perdita senza per questo andare in ansia.

Per illustrare come capacità e tolleranza ai rischi siano fenomeni diversi, permettimi di fare un esempio. Una persona potrebbe avere una grande capacità di rischio, grazie al buon patrimonio e alla grande capacità di risparmio, ma essere ansiosa. In questo caso la sua tolleranza al rischio sarà piuttosto bassa.

Per di più mentre la capacità di rischio cresce al crescere del patrimonio, la tolleranza ai rischi diminuisce perché gli investitori temono di perdere quanto accumulato.

A differenza della capacità, la propensione al rischio dipende dal carattere dell’investitore e dal suo temperamento.

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Relazione tra Capacità e Tolleranza al Rischio

Come hai capito la stima della propensione al rischio dipende dalla corretta scomposizione della stessa. Quella che segue è una guida per evitare di commettere errori che si tradurranno in rendimenti mancati o perdite eccessive.

Capacità di rischio maggiore della tolleranza => prevale la tolleranza

Se tari il tuo portafoglio finanziario sulla base della capacità di rischio non appena ti troverai di fronte ad un ribasso non sarai psicologicamente “attrezzato” per sopportarlo.

In altre parole ti affretterai a liquidare i tuoi investimenti prima che gli stessi possano ritornare in utile. Meglio, allora, essere più prudenti.

Capacità di rischio minore della tolleranza => prevale la tolleranza

In questo caso ti senti particolarmente “forte” e la tua sopportazione del rischio è elevata. Al contrario, però, la tua capacità di tollerare perdite è minore rispetto alla tua forza psicologica.

Se basi la costruzione del tuo portafoglio sulla base della tolleranza ai rischi, finirai per diventare troppo aggressivo. Quando i mercati scenderanno sarai costretto a vendere, perché altrimenti il tuo tenore di vita risulterà compromesso.

Come Calcolare e Stimare la Propensione al Rischio

Al fine di stimare la tua personale propensione al rischio, tieni presente questi fattori:

Capacità di Risparmiare

La tua capacità di mettere da parte qualcosa mese dopo mese aumenta la propensione al rischio. La tua parsimonia, infatti, accresce la tua capacità di sopportare perdite temporanee grazie alla continua formazione di risorse nuove cui attingere.

Orizzonte Temporale

Il semplice trascorrere del tempo abbassa notevolmente la rischiosità di un investimento. E’ dimostrato, con buone basi statistiche, che un investimento in azioni globali diversificate produrrà sempre un guadagno positivo per durate superiori ai 15 anni.

Per questa ragione tanto più lontano è il momento in cui spenderai i soldi, tanto più puoi permetterti di essere aggressivo.

Patrimonio e Nucleo Familiare

Se il tuo patrimonio familiare è elevato puoi correre più rischi, fino al limite della loro sopportabilità. Al contrario, se hai un nucleo familiare ampio e poca patrimonialità, la tua propensione al rischio diminuirà.

Carattere

Per illustrare come il carattere influenzi le scelte di investimento e la propensione al rischio permettimi un esempio. Immagina di essere un medico, un chirurgo da sala operatoria per capirci.

E’ ragionevole supporre, in questo caso, che tu sia una persona fredda, che sa mantenere la calma anche in situazioni difficili. La tua tolleranza al rischio sarà quindi più elevata e, con essa, anche la propensione.

Invece una persona che si affanna, soggetta all’ansia o preoccupata per una miriade di cose, farà bene a non correre rischi.

Risorse per Approfondire

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Per le tue domande sul tema della propensione al rischio, scrivi il tuo commento qui sotto.

Think different, invest differently.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

6 commenti
  1. Molto interessante. Vorrei aggiungere una considerazione del tutto personale. Un vero investitore consapevole, quando compra un ETF, dovrebbe sapere a quanto lo compra. E\’ come comprare un\’automobile facendo passare più concessionari, alla fine di rendi conto del prezzo e la compri da quello più basso. Conoscere il prezzo giusto al quale hai comprato l\’ETF ti fa sentire meno in ansia quando perdi, e ti da una maggiore sicurezza nel venderlo considerando che magari hai guadagnato, su un ETF azionario, un 20%. Non ti poni il problema se guadagnerà anche un 25% o 30%, hai guadagnato tanto e puoi accontentarti. Ora puoi uscire e riposizionarti in parcheggio su un obbligazionario in attesa di un prossimo ribasso. Se avessi la sfera di cristallo è chiaro che venderei al massimo! Memore in passato di aver guadagnato tanto, su alcuni ETF, e dopo pochi mesi ho perso quasi tutto.
    Un caro saluto.

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  2. Salve! Il prezzo giusto non c’e’ .Il NAV e’ la media della giornata!

    Rispondi
  3. Grazie del commento, ma vorrei chiarire meglio il concetto del mio intervento sopra. Se ti affidi a investire dei soldi tramite un consulente hai un supporto. Ma se investi con il “fai da te”, corri il rischio di comprare un buon ETF, ma se sbagli il Timing di ingresso, in altre parole se lo hai comprato ad un prezzo troppo alto, corri il rischio di permanere per mesi, se non anni, in perdita. E questo causa una certa ansia. E’ chiaro che per quel prodotto devi avere un tuo riferimente del prezzo al quale sei disposto a rischiare secondo la tua propensione al rischio. Non centra niente in questo caso il NAV.
    Ti saluto.

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    1. @ Giovanni
      Investire purtroppo non si riduce mai alla scelta del prodotto giusto nel momento giusto. Questo approccio presuppone che ci sia qualcuno che sa cosa accadrà e sa suggerirti in anticipo le mosse vincenti, ma noi due sappiamo che non è mai così.
      Affidarsi ad una persona capace significa trovare qualcuno che ti guidi lungo un processo fatto di consapevolezza, di rischi calcolati, di diversificazione, di attese realistiche di guadagno e di pazienza.

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  4. Innanzitutto ti ringrazio per gli utili consigli che tutti noi che ti seguiamo troviamo nei tuoi articoli. A proposito del rischio connesso agli investimenti finanziari in un tuo precedente articolo riguardante la costruzione del portafoglio hai indicato la possibilità di calcolare la percentuale della componente più rischiosa su cui investire (principalmente azioni) , moltiplicando “la perdita massima che siamo disposti a tollerare” per 2,5. Tale indicazione deriva da considerazioni riguardanti l’andamento storico dei titoli azionari. Il fattore 2,5 come è stato calcolato? Grazie della risposta

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    1. @ Sandro
      Si tratta di un valore che ho calcolato io per semplificare al massimo le scelte di allocazione del portafoglio. L’obiettivo è quello di avere una quota azionaria sufficiente a generare rendimento, senza per questo correre rischi eccessivi. Ovviamente è un dato di massima, che andrà sondato meglio ed adattato ad ogni caso specifico.

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