Robo Advisor: Cosa sono, Come Funzionano e Come Sceglierli

robo advisor

I Robo advisor fanno una grande promessa: quella di essere più efficaci degli umani nel gestire portafogli di investimento. Ma sono davvero utili? Come funzionano? E a che cosa devi fare attenzione se vuoi sceglierne uno?

Nella sua canzone presentata al Festival di Sanremo del 2015 un brizzolato Nek, le cui parole e la cui musica si alternano alle immagini di un’aitante nuotatrice, cantava: “perfetti come macchine”. Il paragone tra uomo e macchina è sempre stato illustrato dalla scienza, e i robot non fanno altro che cercare di trasferire alle macchine compiti gravosi che possono essere svolti vantaggiosamente da ‘pezzi di metallo’ invece che da uomini e donne.

Ma allora come mai ricorrere ad un robo advisor per ricevere indicazioni su dove investire i propri soldi? Dov’è che la mente umana “cade” e può essere sostituita da una macchina che prende decisioni in automatico?

Robo Advisor: cosa sono e come funzionano

I Robo advisor sono dei software che propongono portafogli di investimento costruiti secondo logiche quantitative, ottimizzati sulla base del profilo di rischio e gestiti dalla fredda mente di un elaboratore elettronico.

Come sempre la loro nascita è avvenuta negli Usa, ma stanno diffondendosi anche qui in Italia. Ma, a mio parere, presentano due limiti fondamentali che devi conoscere e possibilmente superare se sceglierai di usare un robot invece della mente umana.

I robo advisor macinano i dati passati relativi all’andamento dei mercati finanziari per elaborare dei portafogli di investimento che cercano di ottimizzare il rapporto rendimento rischio. Il primo problema sta nel fatto che i modelli si basano su un concetto “perfettibile”, ossia sulla così detta frontiera efficiente. Essa rappresenta una serie di portafogli ottimali che vengono costruiti esaminando ed elaborando i dati passati di rendimento e volatilità dei vari mercati finanziari.

In un articolo che ho scritto anni fa mettevo in luce “quattro bachi” (bugs) nella teoria di portafoglio classica, che guarda caso è proprio alla base della costruzione di portafogli elaborati dai robo advisor. Ma il vero problema è un altro. Ed è così forte, a mio avviso, che è diventato uno dei punti focali del nostro servizio Investment Club.

Perché le miei opinioni sui Robo advisor sono moderatamente positive

Non c’è dubbio: usare un sistema per investire automatizzato è molto importante ed utile. Il fatto che sia una macchina a decidere fa sì che le scelte che ne derivano sono immuni dalle emozioni. Anche il mio Team di analisti ha messo a punto, insieme a me, ad un meccanismo di ottimizzazione semi automatico basato su indicatori che ci dicono quando i portafogli che seguiamo devono essere movimentati. Tuttavia non basta.

I Robo advisor prescindono dall’elemento umano, che se è “superfluo” nella fase di progettazione e gestione dei portafogli, diventa essenziale nella fase successiva: quella dell’implementazione.

A nulla servono dei segnali operativi “buoni” se poi chi li riceve non li segue. E poiché nel 99% dei casi le indicazioni operative sono controintuitive, la mia esperienza dice che l’80% degli investitori non le seguirà, finendo così con l’ottenere rendimenti inferiori a quelli realizzati dai portafogli freddi e razionali modellati dai robot.

Te lo rispiego con altre parole: le macchine fanno un eccellente lavoro, ma se manca l’assistenza umana i loro consigli finiscono per lo più per cadere nella polvere. E affinché il cliente esegua le indicazioni è necessario che abbia capito. Ecco perché al lavoro della macchina deve essere associato quello dell’uomo, che rende l’investitore consapevole del perché il robo advisor gli ha suggerito una certa cosa.

Scopri come unire CPU e cervello per gestire i tuoi soldi in modo efficace.

Due critiche ad un sistema robotizzato

La critica più forte mossa nei confronti dei robo advisor è la scarsa personalizzazione che gli stessi offrono, poiché l’investitore di solito deve scegliere tra i portafogli disponibili quello più adatto alle proprie esigenze. Secondo me si tratta di un falso problema. Il fatto stesso di poter scegliere è già una forma di personalizzazione. In fondo quando devi comprare un nuovo smartphone che cosa fai? Scegli quello più adatto alle tue esigenze, ma non te ne fai costruire uno su misura, a forma di goccia d’acqua, con vetro di murano e dotato di sistema operativo Asterix 1.0 (realizzato apposta per te). Sarebbe assurdo!!

No, Amico mio. Il problema dei robo advisor non sta nel fatto che i portafogli di investimento sono “standard”, perché se il vino è buono lo è per tutti e non ha senso dire ad un cliente di investire in azioni Usa e ad un altro di venderle. Ecco quali sono, invece, i punti dolenti di un sistema robotizzato.

  • il “piallamento” degli  investimenti pregressi
  • l’eccessiva diversificazione

Anzitutto tieni presente che i robo advisor ti propongono, di norma, dei portafogli che non hanno nulla a che vedere con quello che hai attualmente investito. Nessun problema se hai una somma ferma sul conto corrente, ma che dire se hai degli investimenti già in essere? Secondo l’impostazione prevalente dovresti vendere subito tutto per comprare i titoli suggeriti. Stop.

Io credo che la transizione dal tuo portafoglio attuale verso quello ottimizzato elaborato dal robot debba avvenire in modo graduale, poco per volta, nell’arco di un periodo di tempo non brevissimo. In questo modo i tuoi investimenti attuali saranno, un po’ alla volta e partendo da quelli meno efficienti, liquidati per essere sostituiti da quelli che il software propone. Ma, ripeto, nel corso del tempo e in maniera ‘indolore’.

Il secondo problema riguarda la diversificazione. Forti del fatto che l’asset allocation spiega il 90% delle performance di portafoglio, i robo advisor il più delle volte non prendono posizioni forti nei confronti del mercato. Uno di essi, molto famoso sul web, consiglia all’interno di un portafoglio aggressivo di detenere il 14% di azioni europee, nonostante, come sai, il momento storico non sia favorevole all’investimento azionario e men che meno all’Europa.

Robo advisor: come scegliere quello più adatto a te

Prima di gettarti tra le braccia dell’offerta più accattivante, prendi il tempo per riflettere e affidati ad un robo advisor che ti offra questi servizi accessori:

  • ti renda consapevole del perché vengono proposti certi investimenti. Tanto maggiore sarà la tua consapevolezza, tanto più probabilmente seguirai le indicazioni suggerite. Se non sei adeguatamente formato sul perché e sul percome di una scelta sarà più facile che tu non segua il modello operativo suggerito;
  • non ti faccia rasare al suolo il tuo portafoglio pregresso dalla sera alla mattina o, semplicemente, tenga conto di quello che hai fatto fino a ieri e del tuo portafoglio. Indubbiamente questo andrà fatto convergere verso quello generato dal robot, ma nel corso del tempo e grazie all’intervento umano;
  • prenda, se necessario, posizione forte, ad esempio dicendoti di tenere tutti i soldi fermi sul conto corrente od investiti in conti deposito se la situazione di mercato non è favorevole ad altre forme di investimento.

Qual è la tua opinione sui robo advisor? Pensi che, come diceva Stallone in Rambo 2, “la mente è lo strumento migliore”, oppure ritieni che l’interazione tra uomo e macchina dia risultati più efficaci?

Giacomo Saver

Direttore e Fondatore di Segretibancari.com

21 commenti
  1. L’interazione uomo macchina è sicuramente più efficace. Il problema è che il programma è scritto da uomini e quindi perfettibile.

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    1. @ Ferruccio
      Non sempre. Come spiegavo poco fa il nostro non è un vero e proprio programma computerizzato, ma un insieme di regole che ci permettono di sistematizzare le decisioni (e di sapere a che cosa è dovuto il nostro insuccesso così da correggere il tiro, o al contrario perché abbiamo ottenuto rendimenti buoni così da ripetere il meccanismo).

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  2. Ciao Giacomo……proprio oggi ho avuto un colloquio dove mi hanno presentato ciò che stai presentando.

    Condivido tutta la tua preziosa analisi.

    Ciao

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    1. @ Claudio
      Mi fa piacere. Sono convinto che i sistemi non discrezionali aiutino molto nelle scelte di investimento, ma comunque debbano essere controllate dall’uomo. Noi, per lo meno, facciamo in questo modo.

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  3. Ciao Daniele, ciao ragazzi,
    secondo me il miglior approccio e’ un mix tra operativita’ discrezionale e quantitativa, il cervello umano e’ molto diverso dall’elaboratore per cui i due possono solo completarsi a vicenda in perfetto equilibrio.
    Il grande difetto dei robo (l’ho scritto di proposito con la lettera minuscola) e’ che in caso di forti oscillazioni vanno in bug o meglio sono incapaci di compiere un’analisi secondo una logica umana generando enormi disastri.
    Lasciare completamente l’operativita’ al software senza la nostra supervisione e’ errato anche se in superficie potrebbe apparire la soluzione piu’ comoda e facile.
    Buon investimento a tutti…
    Giginvestitoreconsapevole
    jinny@libero.it

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    1. @ Gigi
      Assolutamente d’accordo. Infatti noi usiamo più sistemi in contemporanea e aspettiamo sempre la conferma da parte di più di un modello prima di rendere operativa una scelta.

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  4. Ciao

    nell’ articolo hai scritto “’eccessiva diversificazione” ma hai sempre affermato che è meglio diversificare. A tua esperienza quant’è grande la diversificazione ideale?

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    1. @ Daniele
      La diversificazione ideale è quella che ti mette al riparo dalle conseguenze negative derivanti dall’andamento dei mercati finanziari senza tuttavia polverizzare in modo eccessivo il portafoglio. Diversificare va bene, ma una frammentazione eccessiva degli investimenti è controproducente a volte.

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  5. ciao Giacomo,
    volevo ringraziarti prima di tutto per il materiale che hai distribuito gratuitamente attraverso segretibancari.
    Nonostante la sensazione iniziale di eccessiva semplicità delle prime brevi lezioni-video , i docs. pdf con cui descrivi gli strumenti per investire sono di indubbio valore, e a ripensarci, anche le lezioni iniziali sono strategicamente perfette se pensate per un pubblico eterogeneo. L’argomento Robo Advisor è estremamente interessante. Mi piacerebbe provare una qualche simulazione da autodidatta. Esiste qualche indicatore macro economico che secondo voi è particolarmente affidabile nel medio-lungo periodo ? Ovvero che mostri chiare correlazioni o anticorrelazioni con gli andamenti di azioni, obblig. , prezzo commodities.
    Grazie, un saluto a tutti.

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    1. @ Walter
      Assolutamente sì.Esistono due indicatori molto potenti:uno di essi è di tipo macroeconomico e ci assicura che le decisioni di investimento si basino sulla solidità dell’economia reale sottostante, mentre l’altro è di sentiment e ci assicura che l’umore degli operatori sia improntato al bel tempo. Purtroppo non posso rivelarti qui come usare questi indicatori perché di essi parliamo a lungo e a fondo al corso dal vivo Investitore Libero. Grazie a te e a presto.

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  6. @daniele se parliamo di singoli titoli (non fondi) conviene restare tra il 5% ed il 10% dell’investimento complessivo. Per fondi/ETF partirei dal 10%. In ogni caso quello che conta è anche la diversificazione azionaria/obbligazionaria/cash e li è questione di obbiettivi e stato del ciclo finanziario. Di questi tempi non starei a piu’ del 25-30% sull’azionario, il rischio di un pesante pull-back è sostanzioso.

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    1. @ Francesco
      Secondo me è opportuno anzitutto conoscere se stessi, i propri obiettivi di investimento e la propria propensione al rischio. Oggi occorre prudenza, questo è certo, ma non credo che siamo all’alba di una nuova crisi finanziaria. Gli indicatori dei nostri modelli dicono altro…

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      1. @Giacomo in tutta onesta’ in campo finanziario e’ meglio avere rimpianti per quello che non si e’ fatto, che rimorsi per quello che si e’ fatto. A mio avviso i multipli di borsa attuali non garantiscono un margine di sicurezza adeguato per una esposizione azionaria maggiore di quella che ho indicato. Poi ognuno e’ libero di fare scelte consapevoli in direzioni diverse.

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        1. @Francesco
          secondo me dire che i prezzi sono alti o bassi non ha alcun senso ai fini delle nostre valutazioni…
          Giginv.
          jinny@libero.it

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        2. @ Francesco
          In effetti è vero che i multipli di borsa non sono economici, ma è anche vero che non siamo in una situazione di palese sopravvalutazione del mercato azionario e che basterebbe, ad esempio, una ripresa degli utili per abbassare i coefficienti. Staremo a vedere…

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  7. Un computer e’ un tontolone con una micidiale velocità nell’elaborazione di dati. L’intelligenza è’ qualcosa di profondamente diverso: consiste nell’analizzare la situazione alla luce dell’esperienza e della conoscenza teorica elaborando condotte che possono essere del tutto originali e come tali mai sperimentate. Preferisco ancora farmi consigliare da un essere umano…magari capace di utilizzare al meglio la moderna tecnologia.

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    1. @ Giovanni
      Proprio così. Il ruolo dei sistemi computerizzati che usiamo non è quello di sostituire il cervello umano, ma di aiutare a tenere a freno le emozioni cui gli stessi analisti sono soggetti. In questo senso sono molto efficaci, perché l’intervento degli esperti fa da “filtro” rispetto a ciò che dice la macchina. Inoltre il nostro ruolo è quello di tenere sotto controllo i modelli per ottimizzarli continuamente.

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  8. Prediligendo lo ” Human Advisor”, a quando il prossimo appuntamento con Investitore Libero?

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    1. @ Gianna
      Nella primavera del 2017, unica data annuale. Iscriviti su investitorelibero.it per avere maggiori informazioni.

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  9. Preferisco gli umani pregi e difetti.. l’intuizione non è qualcosa che puoi ridurre ad un algoritmo. Questi lavorano solo su analisi tecniche e dati storici.

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    1. @ Andrea
      Concordo. Per questo motivo nell’Investment Club coniughiamo il sapere umano con la freddezza della macchina.

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