Grandi investitori: il pensiero dei più grandi investitori finanziari

Grandi investitori

I più grandi investitori del mondo hanno un approccio particolare, ma comune, alle scelte finanziarie. Ecco cosa fanno di diverso da te.

Cosa distingue i più grandi investitori di tutti i tempi

Warren Buffett, David Swensen, John Bogle, Peter Lynch, Benjamin Graham e John Templeton sono persone molto diverse tra loro. Tuttavia il loro successo finanziario li precede e dimostra come siano riusciti ad accumulare somme ingenti grazie alla loro competenza in materia di investimenti.

La loro saggezza è a disposizione di tutti. Pochi, però, conoscono le vere chiavi del loro successo. E praticamente nessuno crede che sia così semplice ma difficile riuscire a fare cosa facevano loro. Semplicemente perché per guadagnare sui mercati occorre comportarsi in modo diverso da quello che fa la massa e da ciò che ti suggerisce il tuo stomaco.

Se la conoscenza dei mercati ti affascina e vuoi imparare, una volta per tutte, ad investire da solo, possiamo aiutarti.

7 consigli dai più grandi investitori finanziari

Scopriamo una per una, le perle di saggezza dei più grandi e di successo investitori di tutti i tempi. Ma ricorda che la sola conoscenza non cambierà di un centesimo la tua situazione. La differenza deriva dal passare all’azione.

Siate pazienti e ragionate nel lungo termine

Persone che dedicano anni alla propria formazione professionale e attendono lustri prima di veder riconosciuto il proprio valore si scoraggiano se non ottengono risultati di breve periodo sui mercati.

Warren Buffett ha accumulato la sua fortuna dopo i 50 anni, ossia trent’anni dopo aver iniziato la sua carriera di investitore. E oggi, all’età di 90 anni, pensa ancora al lungo periodo. Certo, non per sé ma per gli eredi. Ho visto troppe persone scegliere erroneamente il proprio orizzonte temporale. In breve gli investitori scordano una realtà fondamentale: l’orizzonte temporale minimo coincide con la vita umana della persona. Se c’è un movente ereditario, poi, esso trascende la stessa fine della vita terrena.

In fondo chi investe lo fa per tutta la vita, no?

Progettare un piano di investimento coerente con il proprio orizzonte temporale e avere il coraggio di seguirlo, nella buona e nella cattiva sorte, è il primo passo per investire in modo redditizio il proprio denaro.

Investite regolarmente

L’investimento regolare di una quota del proprio reddito metterà il turbo ai vostri soldi. John Templeton, ad esempio, risparmiava costantemente la metà del proprio reddito. Se non avete voglia di risparmiare, magari perché il vostro capitale è sufficientemente “ricco”, non disperate.

Il ribilanciamento periodico dei pesi vi aiuterà a mantenere l’asset allocation desiderata e a beneficiare delle normali, sane e fisiologiche fluttuazioni dei mercati.

Tenete a bada l’emotività

Avere un buon progetto di investimento non è difficile. Basta applicare alcuni semplici principi ben noti in finanza. Gli stessi che trovi nel nostro corso gratuito Welcome di A Scuola di investimenti.

La parte più difficile consiste nel tenere a bada le emozioni. In sintesi non esaltarsi quando i mercati crescono, evitando di entrare in panico quando le quotazioni crollano. È proprio il dominio del proprio comportamento in occasione di ribassi forti ed inattesi che fa la differenza tra un investitore di successo e uno condannato a perdere.

La vera sfida per ogni investitore è mantenere i nervi saldi e prendere decisioni irrazionali quando tutti gli altri non lo fanno.

Trascurate le previsioni

L’idea che una campana si metta a suonare e ti segnali quando entrare o uscire dal mercato azionario è semplicemente non plausibile. Dopo 50 anni in questo business, non conosco nessuno che sia riuscito a farlo con successo in maniera costante. E non conosco nessuno che conosca qualcuno che ci è riuscito.

John Bogle

Nessuno dei più grandi investitori finanziari della storia ha accumulato la propria fortuna cercando di prevedere il mercato. O inseguendo le mode senza aver valutato in modo adeguato il “prezzo” di ciò che si è acquistato.

Sebbene un’analisi conoscitiva dei mercati sia utile (a livello settimanale nella newsletter INVESTO facciamo sempre il punto sui principali indici mondiali), a livello predittivo essa serve a poco:

Migliaia di esperti studiano gli indicatori di ipercomprato, figure tecniche come il testa-spalle, il rapporto tra opzioni put e call, le politiche monetarie della Fed…e comunque non possono predire i mercati con alcuna utile coerenza, almeno non più di quanto la lettura delle budella degli uccelli servisse agli imperatori romani per predire il prossimo attacco degli Unni .

Peter Lynch

Rimanete in carreggiata

Le borse crescono per il 70% del tempo. Tuttavia i ribassi nell’ordine del 15 o del venti per cento fanno parte della vita normale dei mercati. Farsi spaventare e correre a vendere nel momento peggiore è un grave errore.

Ogni crisi è innescata da fattori diversi. Ma ognuna di esse si accompagna con la paura della fine di un periodo noto e l’inizio di una fase oscura per l’economia. In momenti come questi è facile cadere nella trappola del pensare che andrà sempre peggio. In fondo una situazione come questa (pensate a una delle crisi recenti) non si era mai verificata prima.

La verità è che i mercati recuperano sempre. Cause diverse, crolli simili, recuperi identici.

Chi, al contrario, ha un metodo per investire e la capacità di seguirlo, adattandolo nel tempo, otterrà grosse soddisfazioni. Trent’anni di personale esperienza sul campo anche come ex bancario mi hanno fortemente convinto di questa verità.

I crolli sono un’opportunità

La ragione per cui le azioni, nel lungo periodo, rendono di più delle obbligazioni è semplice. I mercati azionari, infatti, attraversano periodi bui durante i quali i crolli permettono ai più accorti di comprare a sconto, migliorando così la performance finale.

Di fronte ai crolli sono tre le reazioni tipiche, che vanno dalla meno razionale alla più redditizia.

Fuga dal mercato

L’investitore che ha corso rischi eccessivi rispetto a quelli psicologicamente tollerabili non ce la fa. Dopo un ribasso tagliente corre a vendere tutto. La storia dimostra che la capitolazione coincide, più o meno, con il punto di minimo del mercato.

Resistere, resistere, resistere

L’investitore più accorto nasconde la testa sotto la sabbia del flusso incessante di notizie negative che portano i mercati a reagire in maniera eccessiva, in preda ad una vera e propria isteria collettiva. Sopporta, aspettando pazientemente che i propri investimenti rivedano la luce.

Ribilanciare

L’investitore più intelligente, durante i ribassi, ribilancia il portafoglio. In tale modo, come spieghiamo bene qui, compra basso e vende alto. A livello razionale si tratta della cosa più saggia e redditizia da fare. Purtroppo, però, a livello emotivo è difficilissimo.

Sfruttate i crolli per diventare ricchi

I grandi crolli, quelli in cui il mercato perde il 50% o più, sono occasioni straordinarie per accumulare grandi ricchezze. Come diceva John Templeton, infatti, i grandi trend rialzisti iniziano proprio nella più totale disperazione. Lui stesso ebbe il coraggio di comprare azioni che erano crollate sotto un dollaro durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu certamente difficile, ma la ripresa post bellica rese John ricchissimo. Oltre che uno dei più grandi investitori di tutti i tempi.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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