High tech Usa: quale futuro

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Il trend della borsa Usa è inarrestabile. Ma è la tecnologia a trainare i listini. Rivoluzione digitale, gamification e dollaro debole i fattori chiave.

Cosa succede negli States?

La salita dei titoli tecnologici ha scombinato i listini. Basti ricordare, a titolo di esempio, che poche azioni dominano i mercati. Le cosiddette Famag (Facebook, Amazon, Microsoft, Apple e Google) valgono oltre il 22% dell’S&P 500 e quasi il 40% del Nasdaq composite.

Questa è la ragione per cui la borsa Usa è in territorio positivo, da inizio anno. Nonostante il resto del mondo sia in affanno. Tuttavia è anche la ragione della sua fragilità. Il futuro della tecnologia, in definitiva, si lega a quello della borsa.

Se da un lato vi sono delle forze ascendenti che favoriscono il listino Usa, dall’altro qualcosa già cova sotto la cenere.

La svolta digitale del mondo

Il lockdown ha fatto emergere le criticità che derivano dalla mancata digitalizzazione. Le tecnologie digitali di ultima generazione sono state un rimedio fondamentale al blocco imposto dall’emergenza sanitaria.

Si tratta, in breve, di una rivoluzione industriale a tutti gli effetti il cui ritmo accelererà nel tempo. La tecnologia 5G, ad esempio, renderà possibile il controllo remoto di “cose”.

Disporremo di veicoli a guida automatica, mentre i migliori chirurghi del mondo potranno operare ovunque grazie ad apparecchi controllati a distanza.

Questo è un grande punto a favore dell’high tech. La svolta digitale potrebbe sostenerne le quotazioni ancora a lungo. Ma c’è dell’altro.

Il rischio settoriale

Da gennaio a settembre 2020 le borse globali hanno perso mediamente il 15%. Al contrario l’S&P 500 e il NASDAQ sono cresciuti. L’ultimo, in particolare, ha avuto una salita spettacolare.

Quando i listini sono guidati da pochi titoli i rischi crescono. Questa è la ragione per cui nel nostro servizio Investment Club non diamo un peso eccessivo alla tecnologia.

La salita dei listini si è autoalimentata. Il record di conti aperti presso la piattaforma Robin Hood dimostra come siano stati soprattutto i “trader dilettanti” a guidare i listini.

Già a maggio 2020, in breve, uno studio di A come A SGR notava una forte componente speculativa sul NASDAQ. Secondo gli esperti, gran parte dei 9000 punti raggiunti allora dall’indice derivavano dalla speculazione.

Eventi esogeni

Gli split azionari hanno ridotto le soglie di ingresso su molti titoli. I bassi tassi di interesse spingono fasce crescenti della popolazione mondiale in borsa.

L’approccio dilettantesco e superficiale all’investimento modifica i criteri di valutazione e le mode. In particolare oggi sono in auge i titoli “growth”, che basano le loro quotazioni elevate su utili attesi crescenti.

High tech dollar

A giugno 2020 il dollaro ha rotto una importante linea di tendenza. In breve le quotazioni sono risalite oltre 1,12 euro per dollaro. Si tratta della conferma dell’inversione del trend rialzista del biglietto verde.

Una risalita oltre il livello di 1,22 invertirebbe una tendenza di lungo periodo (ossia un trend in essere dal 2008) e potrebbe inaugurare una stagione di dollaro debole. In questo caso la debolezza della valuta ridurrebbe i guadagni dell’investimento azionario.

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Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

2 commenti
  1. ” In questo caso la debolezza della valuta ridurrebbe i guadagni dell’investimento azionario. ”
    Puoi meglio spiegare perche’ ?
    Grazie

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    1. @ Enrico
      Perché se il dollaro si svaluta mentre il sottostante cresce, il guadagno complessivo sarà ridotto. La crescita del sottostante è misurata in dollari, ma poi a te interessa il guadagno in euro. Se l’Euro si rafforza la tua crescita è “svalutata”.

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