Indice Vix: cos’è e cosa ci dice ORA?

Indice Vix: di che si tratta e come puoi usarlo nelle tue scelte di investimento?

vixArticolo aggiornato il 30 agosto 2017

Forse hai già sentito parlare dell’indice Vix. O forse è la prima volta che lo incontri. Eppure questo indicatore, che esprime la volatilità implicita delle opzioni sullo S&P 500, è davvero utile per le tue scelte finanziarie.

Dopo aver capito cos’è l’indice Vix, vedremo insieme che cosa ci sta dicendo in questo preciso istante.

Indice di volatilità Vix

L’indice Vix è un indicatore della volatilità implicita delle opzioni sullo S&P 500, l’indice rappresentativo della borsa americana. Che significa?

Gli speculatori comprano e vendono delle opzioni, che sono strumenti finanziari derivati il cui prezzo dipende dalla volatilità che i traders si attendono per il futuro. In altre parole il prezzo delle opzioni dipende strettamente dalla volatilità attesa futura del loro “sottostante”.

Attraverso delle formule complesse è possibile calcolare la volatilità ‘incorporata’ nel livello attuale delle quotazioni delle opzioni per analizzare che cosa si attendono gli operatori. “Ma com’è riconducibile tutto ciò alle mie scelte di investimento?”

Ci arriviamo tra un istante.

Grafico Vix e ritorno in media

Investire in borsa significa accettare una certa volatilità dei controvalori impiegati. E questa volatilità, che conoscerai solo ex post, è diversa da quella stimata dall’indice Vix. Esso esprime non la volatilità futura, ma quella che oggi gli operatori si attendono per il futuro.

E valutare il livello dell’indice Vix è utile per fare delle considerazioni. Anzitutto a questo link potrai avere la sua quotazione aggiornata in tempo reale. Questo, invece, è il grafico storico dell’indicatore:

grafico indice vix

L’indice può aiutarti a diventare un investitore più consapevole se tieni conto del fenomeno del “ritorno in media” secondo cui a periodo di bassa volatilità ne seguono altri di accentuata movimentazione sui mercati.

Ad agosto 2017 l’andamento Vix è piuttosto “piatto” con una impennata nei giorni 10 e 17 agosto, a testimoniare come crescano le attese ed i timori di una correzione (peraltro già in corso) della borsa Usa.

grafico vix

L’indice Vix oggi

Anzitutto è fisiologico e normale che in borsa ci sia una certa volatilità e che questa sia attesa e incorporata nelle quotazioni. Quando la volatilità scende improvvisamente e permane su livelli corrispondenti ai minimi storici di solito è la quiete che precede la tempesta.

Prima del crollo del 2008-2009 il Vix era su livelli bassissimi, il che significa che gli operatori sottostimavano il rischio di un investimento in azioni. Poi il fenomeno del ritorno in media ha fatto sì che la volatilità sia esplosa negli anni successivi, in corrispondenza con il crollo drammatico ed recupero successivo delle quotazioni.

Infine, l’alluvione monetaria da parte della Fed ha di nuovo creato l’illusione che i mercati potranno crescere per sempre e questo ha di nuovo abbassato la volatilità attesa per il futuro.

  • Un basso indice Vix non significa che il ribasso della borsa sia immediato, ma solo è un campanello di allarme;
  • dovendo decidere come investire i risparmi oggi io terrei presente che la borsa Usa proviene da una lunga storia di trend rialzista e che la volatilità attesa è molto bassa ma in fase di risalita;
  • le altre borse mondiali risentiranno di un eventuale storno di Wall Street, per cui l’invito alla prudenza è d’obbligo. Investire i risparmi in borsa ora ha ancora senso, ma sii consapevole che i rischi sono aumentati e regolati di conseguenza limitando la quota impiegata;
  • infine non investire sulla borsa Usa, ma scegli piuttosto il mercato europeo o gli emergenti che sono ancora in una fase positiva.

I tuoi amici conoscono l’importanza dell’indice Vix per i loro investimenti? NO?! Informali subito cliccando su una delle icone qui sotto per condividere questo post su Facebook,Ttwitter o inoltrarlo via email.

Alla prossima!!

Giacomo Saver

Fondatore e Direttore di Segretibancari.com

17 commenti
  1. Caro Giacomo,
    La ringrazio per questo post che, a mio avviso, casca a pennello.
    Osservando il grafico del dow si nota che, da alcune sedute, l’indice sta facento fatica disegnando un paio di minimi decrescenti.
    Ma questo lascia il tempo che trova.
    La cosa che invece potrebbe avere un forte impatto sui mercati e’, stando ad alcuni recenti articoli di autorevoli quotidiani nazionali, l’imminente scoppia di ua bolla del credito cinese.
    Si tratta del Peer 2 Peer, ossia il credito tra privati.
    Pensa che sia davvero un rischio imminente?
    Un Suo giudizio su quanto da me espresso mi farebbe piacere.
    Buon lavoro

    Alessandro

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Onestamente è da anni che si parla di un possibile crollo della borsa cinese che nel frattempo tra alti e bassi ha retto bene i colpi. Credo che le possibilità di cadute siano limitate dal fatto che a livello fondamentale (di rapporto prezzo/utili) la borsa cinese sia tra le più economiche al mondo e questo – in linea teorica – dovrebbe offrire un cuscinetto di protezione contro possibili contraccolpi provenienti dall’economia reale.
      Un caro saluto e grazie per i complimenti!!

      Rispondi
  2. Ciao Giacomo ottimo articolo, ho avuto modo di studiare le opzioni ed effettivamente il Vix l’indice della volatilità implicita del sentiment degli operatori di borsa è fondamentale e va guardato insieme alla volatilità storica.
    Diciamo che operando in opzioni un Vix tra il 18 e 25 di valore è ottimo per operare nel breve periodo con opzioni a scadenza30/50 giorni…. io opero con la tecnica Vertical spread ovvero vendita combinata(ordine combo) di opzione sell e call. Certo quando il Vix è molto basso si rischia di perdere con un’operatività di vendita di opzioni dato che all’alzarsi della volatilità implicita aumenta anche il premio d’acquisto del contratto d’opzione. Valore esplicito = tempo x volatilita
    Di solito la volatilità implicita(VIX) aumenta quando gli operatori non hanno garanzie e sicurezza dell’andamento del mercato e valori alti del vix a valori maggiori di 35 vuol dire panico e vendita di azioni…infatti sopra il valore di 25 è consigliabile vendere solo opzioni call ( bear call spread) o non operare.

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    1. Gent.lissimo Giacomo

      Copio incollo un articolo apparso sul sole 24 ore cortesemente trasmesso da un utente di un Forum.
      Contiene 5 elementi “predittori” di una bolla ed imminente …. crollo dei valori azionari .

      Volevo, se possibile, sapere il Tuo parere … concordi?
      …………………………………………………………………………………………………………………………..
      Giorni fa mi sono annotato quanto segue; preso dal “sole24***”:

      21/01/2014 Come si fa a capire se i mercati sono entrati in bolla?

      Ecco i cinque indicatori d’allarme Wall Street al massimo, come il Dax tedesco. Piazza Affari è tornata ai livelli pre-crisi del 2011. Senza dimenticare quello che sta accadendo almercato dei bond sovrani della periferia dell’Eurozona, i preferiti in questo momento dagli investitori internazionali. Ma secondo molti esperti quando c’è troppa euforia aumentano i rischi che sui mercati si stia creando una bolla. Ecco i segnali da monitorare per capire quando un investimento si trova in un campo minato
      di Vito Lops

      1. Come si fa a capire se i mercati sono entrati in una bolla / Se l’indice Vix supera quota 17

      L’indice Vix esprime la volatilità dei mercati. Più ce n’è e più trader e scalper (quelli che effettuano tante singoli operazioni compiute nell’arco di una giornata, ossia intraday) ci guadagnano. Ma allo stesso tempo più è alta e maggiori sono le probabilità che sul mercato possa abbattersi uno tsunami. E’ quello che è successo nel settembre 2008 quando all’indomani del fallimento di Lehman Brothers l’indice Vix viaggiava alla siderale quota di 80. Oggi le cose vanno decisamente meglio con l’indice a quota 12,5. Ma secondo gli analisti qualora l’indice dovesse superare quota 17 sarebbe un segnale di pre-allarme, un indicatore che una burrsca, o semplicemente un forto storno, possa di lì a poco abbattersi sui mercati.

      2. Come si fa a capire se i mercati sono entrati in una bolla / Se il Bund scende sotto l’1,6%

      Il Bund tedesco è considerato il titolo più affidabile dell’Eurozona. Insieme ai bond di Finlandia, Danimarca e Austria condivide la Tripla A delle agenzie di rating (ovvero la massima valutazione di mercato). In questo momento sulla scadenza a 10 anni rende l’1,8%. Secondo Vincenzo Longo, strategist di Ig, se dovesse scendere sotto la soglia dell’1,6% sarebbe un segnale di pre-allarme per gli…

      3. Come si fa a capire se i mercati sono entrati in una bolla / Se l’euro dollaro scende sotto 1,33

      L’euro/dollaro non è solo un cambio che indica quanto convengono i prodotti dell’area euro per un importatore statunitense. Ma è anche un indice utilizzato per monitorare il sentiment (e il trend) di mercato. Se l’euro si apprezza nei confronti del biglietto verde solitamente questo coincide con una fase di “appetito per il rischio” degli investitori. Viceversa, se è il dollaro a rafforzarsi (e…

      4. Come si fa a capire se i mercati sono entrati in una bolla / Il rapporto prezzo/utili attesi

      Uno dei multipli di Borsa più utilizzati dagli operatori per intercettare se le valutazioni sono a buon mercato o, se invece, sono care, è il rapporto tra il prezzo dell’azione e gli utili attesi nell’anno. Se questo rapporto è superiore alla media storica e alla media delle azioni dello stesso settore il segnale è chiaro: le azioni costano caro e quindi non è da escludere un’ondata di vendite…

      5. Come si fa a capire se i mercati sono entrati in una bolla / Rating differenti, ma rendimenti vicini

      L’Irlanda è stata recentemente promossa da Moody’s che ha alzato il rating (giudizio di affidabilità sul debito) a Baa3 facendo riemergere Dublino nella classe degli “investment grade” rispetto alla categoria “spazzatura” in cui versava prima. Certamente è una buona notizia per l’Irlanda che in questo modo, proprio nell’anno in cui è tornata ad emettere titoli sul mercato primario, potrà contare…
      ……………………………………………………………………………………………………………………………………….

      Cordialmente Daniele

      Rispondi
      1. @ Daniele
        Sono sinceramente un po’ scettico nei confronti dei numeri (se il cambio euro/dollaro scende sotto 1,33, se il VIX scende sotto 17 e così via).
        Credo che i segnali di una possibile sopravvalutazione del mercato azionario passino per valori “anomali” di questi indicatori ma senza poter esprimere un valore preciso.

        Inoltre teniamo presente che la sopravvalutazione del mercato azionario può (potrebbe) persistere per parecchio tempo prima di esplodere e che NESSUNO può sapere a che livello dei valori indicati avverrà l’inversione.

        Oggi credo che le borse – con i livelli di quotazione attuali – presentino molti rischi e poche opportunità per cui invito alla massima prudenza. Un abbraccio e a presto…

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    2. @ Danilo
      Grazie per il tuo contributo, peraltro molto tecnico e professionale. Diciamo – a beneficio di tutti – che il costo di un’opzione “comprende” la volatilità: tanto più questa è bassa tanto minore è il valore dell’opzione stessa ed il rischio che esso si impenni.
      Buona settimana e a presto!!

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  3. Articolo interessante come al tuo solito! Che ne pensi Giacomo di questo post su borsa italiana?

    VIXhttp://www.borsaitaliana.it/derivati/idem-magazine/luglio2012/siat.htm

    Perché tu dici che bassi livelli di VIX possono essere un campanello d’allarme per un ribasso, mentre nell’articolo dice che c’è una correlazione tra VIX e S&P500, dove quando:

    Valori del VIX pari o inferiori a 20 indichino una situazione prevalentemente rialzista.

    Valori del VIX superiori a 20 ma inferiori a 40 descrivano uno scenario teso ma non necessariamente ribassista.

    Valori del Vix superiori a 40 indichino uno scenario pericolosamente volatile, con notevoli implicazioni ribassiste.

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    1. @ Piergiorgio
      Di solito quando il VIX è basso significa che gli operatori si attendono un periodo di calma piatta. Ed è spesso in questi momenti in cui esplodono i grandi movimenti (verso l’alto o verso il basso). Ora, poiché in questo momento proveniamo da un trend rialzista ininterrotto che dura alcuni anni, è più probabile che un incremento della volatilità che fa seguito ad un periodo di apatia sia il preludio di un crollo delle borse piuttosto che non un indicatore di ulteriori risalite.

      In nessun caso il VIX può indicare una direzionalità dei mercati, ma solo le attese circa la velocità con cui il mercato si muoverà in futuro (volatilità). Ti abbraccio e resto qui per tutte le tue ulteriori (e graditissime) domande.

      Rispondi
  4. Carissimo Giacomo,
    è già il secondo post con cui raccomandi la massima prudenza e invii segnali d’allarme in questo momento che sembra rappresentare la quiete prima della tempesta. Io però recepisco queste raccomandazioni come un invito non esplicito, per motivi che mi sfuggono, ad uscire totalmente dal mercato azionario prima che sia troppo tardi. Le perdite di venerdì scorso possono essere interpretate come l’inizio della … tempesta?
    Grazie per la cortese risposta.
    Adriano

    Rispondi
    1. @ Adriano
      Per il momento il trend dei mercati continua a restare positivo e quella cui abbiamo assistito è solo una correzione. Certo è che in questi momenti siamo sempre di fronte ad un dilemma:

      – vendere tutto e mangiarsi le mani se i mercati continueranno a crescere
      – attendere o addirittura comprare con il rischio di subire perdite.

      Io stesso nella mia newsletter una settimana fa consigliavo di entrare sulla borsa europea con un 5% del capitale disponibile e fissando uno stop loss a -8% – 10%%.

      Perché questo? Perché so benissimo di essere incapace di prevedere il futuro. E la strategia adottata è un buon compromesso perché:

      – se le borse riprenderanno a crescere, noi abbiamo un piede dentro
      – se ci sarà una correzione profonda o un’inversione e scatterà lo stop loss la perdita sul totale sarà limitata allo 0,50% (l’8% del 5%) con un impatto limitato sul portafoglio.

      Un abbraccio…

      Rispondi
  5. Ciao giacomo!
    Dici di non entrare nella borsa Usa, ma secondo te un ETF azionario ad alto dividendo come l’ “Ishares Dow Jones U.S. Select Dividend” isin DE000A0D8Q49 potebbe dare dei problemi? Ho appena sottoscritto un 5% del mio patrimonio lì sopra.
    Grazie
    🙂

    Rispondi
    1. @ Davide
      Gli ETF che investono in azioni con alti dividendi sono più protettivi rispetto agli altri. E questo non perché i titoli sottostanti siano meno ‘volatili’ ma solo perché il dividendo che viene pagato ammortizza nel tempo possibili perdite.

      Ad ogni modo se hai limitato il peso di questo titolo al 5% del totale puoi stare assolutamente tranquillo. Un caro saluto e a presto…

      Rispondi
  6. @Davide

    ti rispondo solo perchè casualmente ha qualche notizia sulla questione. Sebbene in generale la strategia di comprare azioni con alti dividendi sia valida e condivisibile nel lungo periodo, questo purtroppo non è il momento migliore per entrarvi ne sulla borsa americana ne tantomeno su un paniere di azioni ad alti dividendi.

    ti passo un link che spiega ne brevemente i motivi

    è di novembre, ma la situazione non sostanzialmente è cambiata:

    http://valuepath.altervista.org/i-pericolosi-dividendi-americani/

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    1. @ Armando @ Davide
      Infatti uno dei problemi attuali delle azioni americane è che i prezzi in borsa sono cresciuti di più degli utili con un ‘pericoloso’ innalzamento del rapporto PE.

      Il rialzo delle quotazioni secondo parecchi economisti è da ascriversi più che altro alle manovre di politica monetaria espansiva della Fed che non ad un forte miglioramento dell’economia reale. Concordo in pieno.

      Rispondi
  7. Ciao, Giacomo.
    Alla luce di quanto hai espresso con l’articolo sul vix e dai commenti dei vari lettori ti vorrei chiedere se chi, come me, ha investito in PAC (non di recente e quindi prima di conoscere il tuo sito, purtroppo) su un fondo internazionale (in guadagno adesso del 20%) e un fondo paesi emergenti (in perdita adesso del 10%) possa approfittare per incrementare qualche quota specialmente sul secondo fondo comune.
    Grazie.
    Alessandro.

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      E’ difficile dare un parere al buio…In linea di massima sì, a patto che il tuo fondo sia gestito bene (batta il benchmark) e che abbia commissioni di gestione accettabili. I mercati emergenti, poi, sono in trend discendente per cui media solo se hai ancora un po’ di rate prima di completare il pac.

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  8. @ Alessandro,

    la sua considerazione è in linea con un piano d’investimento a lungo termine su indici di mercato “economici”.
    Naturalmente questo non garantisce risultati a breve termine come si può chiaramente vedere nei riguardi dei mercati americano o russo. Nel primo caso un mercato già caro è salito ulteriormente mentre nel secondo un mercato economico è ulteriormente sceso. Ma queste sono eccezioni, un piano che avesse spalmato capitali negli indici più economici avrebbe guadagnato bene.
    Posto ancora un link al sito cui ho già fatto riferimento cui sopra che prende le fonti da Mebane Faber.

    http://valuepath.altervista.org/se-non-ci-sono-occasioni/

    Nell’articolo ci sono anche riferimenti a indici che sono attualmente economicamente più appetibili.

    Armando

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