Assicurazioni vita: il “mistero” del rendimento gestioni separate

Tasso tecnico

Assicurazioni vita: come mai è così alto il rendimento gestioni separate?

A Luciano hanno proposto delle assicurazioni vita con rendimento delle gestioni separate “anormalmente alto”. Peccato che ci siano due cose che lo zelante e profumato assicuratore non gli ha detto. Una di queste riguarda il Tasso Tecnico.

Temeva forse di perdere il cliente e, con egli, le succose provvigioni? Ti va di fare un piccolo viaggio nelle trappole nascoste nelle assicurazioni vita insieme a me?

Quanto rendono le assicurazioni vita?

Il rendimento delle polizze dipende dall’andamento delle così dette gestioni separate. Ma che cosa sono esattamente  le gestioni separate e qual è il loro tasso tecnico di rendimento?

Le gestioni separate sono fondi assicurativi in cui confluiscono i soldi versati dai clienti nelle assicurazioni vita. Esse ASSOMIGLIANO ai tradizionali fondi comuni obbligazionari ma hanno una importante differenza. Prima di velarti il “sesto segreto” delle polizze voglio metterti in guarda da un’altra trappola.

  • Le assicurazioni vita offrono un rendimento minimo (detto tasso tecnico) allettante, ma ad essere rivalutati non sono i premi versati ma il premio al netto dei costi;

  • se il tasso tecnico minimo garantito è del 2% ma i costi sono del 10%, a fronte di 100 euro versati si rivaluteranno solo 90 euro con una perdita secca per te;
  • nel prospetto di rivalutazione vengono fatte IPOTESI di rivalutazione al 4%. Esse non sono il rendimento delle gestioni separate ma solo un’ ipotesi autorizzata dall’organo di vigilanza. Il risultato finale potrebbe essere diverso da quello stimato.

 

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Il Rendimento Gestioni Separate

Le gestioni separate possono valutare gli investimenti al costo di acquisto e, quindi, non risentono delle oscillazioni di valore dei titoli quotati. Questo è un bene perché tu che stai imparando come investire in modo autonomo sai bene che l’acquisto di obbligazioni a lunga scadenza può essere rischioso.

Ebbene, grazie al fatto che le gestioni separate tengono i titoli fino alla scadenza, e ad un regime contabile favorevole, le oscillazioni di prezzo non rientrano nel calcolo dei rendimenti e questo è positivo non fosse che non tutto il rendimento delle gestioni separate viene riconosciuto ai clienti.

OGGI il rendimento medio delle assicurazioni vita è del 4% che, guarda caso, è anche il tasso ipotetico con cui vengono calcolati i valori futuri nei prospetti dati ai clienti. E’ quindi facile immaginare che il 4% è una sorta di tasso garantito anche per i prossimi anni.

Non è così. Se è vero che le gestioni separate hanno titoli con cedole alte e scadenze lunghe ed il fatto di valutare il portafoglio al costo storico evita i contraccolpi derivanti dall’aumento dei tassi di interesse, è altrettanto vero che mano a mano che i titoli “con alte cedole” scadranno anche il rendimento scenderà.

Inoltre non tutto il rendimento delle gestioni separate va nelle tue tasche, perché una parte è trattenuta dalla compagnia.

Le cose non dette a Luciano

Ecco le cose che l’assicuratore vestito con un completo gessato e profumato con un dopobarba fiorito non ha detto:

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  • le rivalutazioni delle assicurazioni vita che leggi nei prospetti al 4% son IPOTESI e non GARANZIE; La garanzia è il tasso tecnico che però si applica dedotti i costi;
  • E’ vero che il fatto che le compagnie possano calcolare i rendimenti delle gestioni separate senza tenere conto delle oscillazioni di prezzo è per te un vantaggio perché conduce a rendimenti alti. Tieni però presente che i titoli “buoni” scadranno e che in ogni caso i rendimenti sono “ribassati” dalle commissioni trattenute.

Sebbene cerchi in tutti i modi di metterti in guardia dalle trappole nascoste nelle polizze, molte persone continuano a bruciare soldi nelle assicurazioni vita. Per questo i chiedo di condividere questo post su Facebook, inoltrandolo via email ai tuoi amici ed in ogni altro modo possibile per evitare che le persone caschino in un tranello finanziariamente mortale.

Grazie per il tuo impegno al mio fianco per diffondere la formazione finanziaria indipendente. Ti aspetto nei commenti per discutere con te…

Giacomo Saver, Investire in modo Consapevole, Semplice ed Indipendente.

https://www.facebook.com/segretibancari/

98 commenti
  1. Complimenti per il post!

    Volevo fare una domanda:
    Portando a scadenza una polizza vita e dovendo decidere se capitalizzare o godere del premio mensilmente,
    Quale opzione e piu conveniente?
    Nel caso fosse la seconda opzione il capitale verrebbe rivalutato annualmente come una volta erano le pensioni oppure no?

    Grazie e saluti

    Rispondi
    1. Ciao Renato,
      mi permetto di risponderti; poi sarà Giacomo ad integrare o a correggere la mia risposta. Se a scadenza della polizza, deciderai di avere una rendita mensile o annuale, la parte di capitale ancora in mano all’agenzia si rivaluterà in base al rendimento della gestione separata.

      Rispondi
      1. @ Andrea @ Renato
        Esattamente: se sceglierai di incassare una rendita vitalizia (e ti consiglio la periodicità annua perché quella mensile comporterebbe costi ulteriori per il “frazionamento” del pagamento) la stessa si rivaluterà sulla base dell’andamento della gestione separata.

        E questa è una differenza importante rispetto alle pensioni pubbliche, poiché la rivalutazione non necessariamente segue l’andamento dell’indice dei prezzi bensì il rendimento finanziario di una gestione assicurativa.

        Grazie a Te, Renato, per aver scritto il tuo commento e a Te, Andrea, per aver trovato il tempo per rispondere.

        A presto!!

        Rispondi
      2. @ Andrea @ Renato
        Esattamente: se sceglierai di incassare una rendita vitalizia (e ti consiglio la periodicità annua perché quella mensile comporterebbe costi ulteriori per il “frazionamento” del pagamento) la stessa si rivaluterà sulla base dell’andamento della gestione separata.

        E questa è una differenza importante rispetto alle pensioni pubbliche, poiché la rivalutazione non necessariamente segue l’andamento dell’indice dei prezzi bensì il rendimento finanziario di una gestione assicurativa.

        Grazie a Te, Renato, per aver scritto il tuo commento e a Te, Andrea, per aver trovato il tempo per rispondere.

        A presto!!

        Rispondi
    2. Buongiorno,
      se tu decidessi, a scadenza, di non incassare il capitale ma di riceverlo in tranche mensili, godresti di una RENDITA, non di un PREMIO. Perdonami la pignoleria, ma sono due cose completamente diverse.
      Venendo alla tua domanda, tra le due strategie quella piu favorevole dipende esclusivamente dalle tue esigenze immediate, dalla possibilità o meno della reversibilità della rendita, dall’aspettativa di vita.
      Nel caso scegliessi l’opzione rendita, certamente essa non sarà rivalutata.

      Rispondi
      1. @ Albino
        Credo non sia come scrivi, caro Amico. La rendita, normalmente, viene anch’essa rivalutata sulla base dell’andamento della gestione separata durante il periodo di erogazione della stessa.
        Un caro saluto e grazie per il tuo intervento qui…

        Rispondi
      2. Ovviamente dobbiamo considerare anche il fattore età, poichè il valore della rendita vitalizia si basa sulla aspettativa di vita (sul famoso “coefficiente di conversione”) dunque a parità di capitale la rendita cambierà a seconda del fattore età, se si riscatta la polizza sotto forma di rendita a 60 si percepirà sicuramente di meno che a 70 anni (per fare un esempio)..

        Rispondi
    3. L’analisi che hai fatto sull’opportunità di acquistare una polizza vita mi sembra veramente “imbarazzante”. Non tutte le polizze sono preconfezionate, non tutte sono costose, solo le polizze sono esenti da tasse di successione .Oggi gli investimenti si scelgono soprattutto valutando la fiscalità. Tutti i prodotti e gli strumenti finanziari vanno analizzati ………..soprattutto gli ETF

      Rispondi
      1. @ Rita
        Credo che le persone a dover essere più imbarazzate sono quelle che hanno il coraggio di vendere certi strumenti. Nei 93 commenti che precedono il tuo troverai diverse testimonianze di investitori delusi e per me quelle contano. Un caro saluto e buon lavoro…

        Rispondi
  2. Grazie a tutti gli amici che hanno risposto.

    A presto

    Rispondi
  3. Egr.Dott.SAVER,
    Ho voluto riassumere il funzionamento di una Polizza Vita dopo aver più volte riletto i Suoi post nonché l’ebook “Investimenti assicurativi? No grazie” per riflettere sull’opportunità o meno di sottoscrivere questi prodotti che da sempre Lei ci sconsiglia.
    La Polizza Vita è un contratto particolare stipulato tra un privato e una Compagnia di Assicurazione; in cambio del pagamento di una determinata somma di denaro, definita “PREMIO”, la Compagnia di Assicurazione si impegna, ad una data prestabilita, a corrispondere una rendita o un capitale.
    Al momento della stipula viene indicato in contratto il “TASSO TECNICO” che rappresenta il rendimento minimo che il cliente otterrà dai suoi soldi.
    Le Compagnie di Assicurazione investono i premi incassati in strumenti finanziari a basso rischio, la cosidetta “GESTIONE SEPARATA” il cui rendimento di solito supera il tasso tecnico.
    In questo caso anche il capitale o la rendita cresceranno di conseguenza.
    Sarebbe interessante se non fosse che il rendimento della gestione separata viene riconosciuto in una percentuale pari solitamente all’80% detta “ALIQUOTA DI RETROCESSIONE”.
    in caso contrario il cliente beneficierà comunque del tasso tecnico e avrà quindi la garanzia di un rendimento minimo.
    Senonchè il tasso tecnico non corrisponde al guadagno effettivo; esso infatti sarà applicato non sul denaro versato, ma sull’importo pagato sottratti i costi (CARICAMENTI) nell’ordine dell’8 – 10% che la Compagnia preleva su ogni versamento.
    Questi contratti erano meno peggio di altre forme di investimento grazie alla detrazione fiscale, per le polizze stipulate fino all’anno 2000.
    Ma alla luce delle disposizioni previste con la Legge di Stabilità, l’importo massimo su cui calcolare la detrazione di imposta (19%) è passato dagli attuali 1.291,14 Euro a 630 Euro per il periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013, mentre dal 2014 sarà ulteriormente abbassato a 530 Euro.
    La riduzione del vantaggio fiscale ha reso ulteriormente sconvenienti questi contratti.
    La ringrazio per l’attenzione che mi ha dedicato.
    GEO.

    Rispondi
    1. @ GEO
      Complimenti per il suo commento che andrebbe inserito in una specie di glossario… Anzi, visto che è così appassionato della materia, disponibile e preciso, perché non scrive un glossario di termini finanziari?

      Poi lo trasformeremo in un ebook da regalare ai lettori del sito (con indicazione del fatto che è un suo lavoro). Che ne dice?

      Rispondi
  4. Egr.Dott.SAVER,
    ringrazio per la considerazione, ma non aspiravo a tanto, addirittura mi si propone un glossario con tanto di ebook!?!
    La passione per la materia finanziaria l’ho recepita quando ho iniziato a seguire il Suo sito, leggendo quotidianamente i post e la corrispondenza con i lettori.
    Senza peccare di presunzione, mi piace commentare i vari argomenti che Lei tratta e cerco di riassumere le principali prerogative auspicando che la cosa sia gradita e apprezzata.
    Detto questo, alla prossima.
    GEO.

    Rispondi
  5. sig.Giacomo, cosa pensa delle polizze unit linked SKANDIA E CLERICAL MEDICAL con gestione in fondi comuni interni.Grazie

    Rispondi
    1. @ Davide
      Le polizze che investono in fondi interni le così dette “unit linked” sono da evitare in line adi massima poiché inutilmente costose. Oltre alla commissione sul fondo assicurativo, infatti, si troverà a pagare un onere su ognuno dei singoli fondi in portafoglio con il risultato che la polizza non renderà nulla o quasi…

      Starei alla larga da questi investimenti. Un caro saluto.

      Rispondi
  6. Buona dott. Saver.
    Vengo raramente a leggere i post pubblicati. Oggi è uno di quei rari momenti e trovo sempre post su gestioni separate. Avevo già scritto, https://www.segretibancari.com/consulenzafinanziaria/polizze-vita-gioco-o-verita/#more-6140
    Ora, partendo dal concetto che offre un buon servizio di istruzione finanziaria, dott. Saver, molte volte non la comprendo.
    Ma Lei una gestione separata che non fosse quella della banca dove dice di aver lavorato l’ha mai collocata?
    Se si, penso che è al corrente che su oltre 150 compagnie, qualcuna, diciamo anche il 5% offre delle gestioni con ritenzioni normali e costi di ingresso quasi nulli.
    Gestioni a 1 anno, confrontabili tranquillamente con un BOT, ma con rendimento del 200% in più esistono.
    Nel 2013 Il rendimento medio ponderato dei BoT collocati è stato pari allo 0,87%. (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-12-28/il-2014-chiede-ancora-guardia-alta-082833.shtml?uuid=ABPA4Tm&fromSearch)
    Nel 2014, sarà anche peggio!
    e allora di cosa stiamo parlando Dott. Saver? Del fatto che Lei è il migliore, ma l’assicuratore di paese che da un rendimento doppio del suo è un farabutto? Ma a fine anno il farabutto mi fa portare a casa un rendimento doppio rispetto al suo consiglio (parcella esclusa). Sa benissimo come funzionano le compagnie, è tutto DEROGABILE!!!
    Per quest’anno al sig. Rossi invece di una ritenzione del 1,25% gli applico una ritenzione dello 0,7%. Senza parlare di altri vantaggi delle polizze assicurative. A differenza del comparto finanziario (anche li si possono trovare differenze sullo stesso prodotto. Provi a pensare al fondo “x” con commissioni d’ingresso derogate al 100%. O la differenza nell’acquisto del titolo nella banca “A” o nella banca “B”) il comparto assicurativo è maggiormente differenziato. Per scrivere queste cose che professa con fede incrollabile, dovrebbe prendere tutti i prodotti sul mercato normali e speciali e confrontarli per ” TAGLI ” di investimento. A quel punto lei ha la verità in mano. Anche morningstar che ha un database immenso, si limita a dare dati.
    Buon lavoro

    Rispondi
    1. Condivido al 100% aggiungo che le polizze vita di ramo primo hanno anche l’ulteriore vantaggio di non pagare i bolli monti (0, 2% annuo)

      Rispondi
  7. Gentile “generalizzo sempre”
    …mi intrometto anche se non direttamente chiamato in causa ma come, fino ad oggi, semplice interessato lettore del Dr. Saver.
    In una logica di costruttiva dialettica trovo estremamente interessanti i suoi appassionati interventi. Tuttavia se inseriti in una logica di concreto scambio troverei più adeguato (come suggeritole qualche mese fa) che le sue valutazioni fossero supportate da nomi reali cui far risalire i suoi dati…
    Altrimenti ho anch’io una macchina a benzina, 2000 c.c., che percorre 40 Km con 1 litro, ed è garantita 10 anni… “una macchina”…
    Grazie

    Rispondi
  8. Buongiorno,
    noto che l’ignoranza in materia dilaga.
    Consiglio un’attenta lettura della nota informativa allegata, a norma di legge, ad ogni assicurazione sulla durata di vita umana (ah si…questa è la corretta dicitura per le tipologie di contratti assicurativi oggetto della vostra analisi).
    Preciso inoltre che vi è una notevole differenza, concettualmente, fra il cosiddetto “tasso tecnico” ed il cosiddetto “rendimento minimo garantito” (non esiste un “tasso tecnico minimo garantito”, è attuarialmente impossibile la convivenza di tali diciture), essendo quest’ultimo un’opzione finanziaria rilegata alle sole polizze appartenenti al RAMO I, non tradiziionali, dette rivalutabili il cui rendimento è collegato ai “redditi” prodotti da una gestione separata.
    Prima di scrivere è bene avere un’opportuna ed approfondita conoscenza della materia.

    Fonti: Sono un Attuario (per chi non lo sapesse, è colui che crea le polizze o meglio le tariffe).

    Rispondi
    1. @ MR
      In questo caso ammetto la mia ignoranza. Ho sempre considerato il tasso tecnico ed il minimo garantito come sinonimi, perché è sulla base del tasso tecnico e delle aspettative di vita che vengono costruite le tariffe, a quanto mi risulta.
      Grazie se vorrà fare chiarezza…

      Rispondi
  9. Egr.Dott.SAVER,
    mi inserisco in questo confronto tra lettori iniziato e sostenuto dal polemico “generalizzo sempre” per finire con il compassato “MR” su queste benedette o maledette Polizze Vita.
    Anche per me il concetto tra il cosidetto “tasso tecnico” e il “rendimento minimo garantito” era considerato come sinonimo.
    Le chiedo quindi di dedicare ancora uno spazio all’argomento ma mi rivolgo anche “all’Attuario MR” che dimostra di avere un’approfondita conoscenza della materia o a chi voglia intervenire affinchè si faccia finalmente un po’ di chiarezza a beneficio anche di chi segue assiduamente il blog.
    Grazie a tutti e scusate per il disturbo.
    GEO.

    Rispondi
  10. Probabilmente dovrei leggere l’oratore di Cicerone per migliorare la dialettica.
    Ho visto nei post che mi è stato affibbiato del “polemico”, di uno che le “spara grosse”.
    Poi è arrivato MR che ha decretato quello già sottolineato da me la scorsa volta Differenza tra minimo garantito e tasso tecnico” in quanto non sono stato li a spiegarlo nel migliore dei modi. Probabilmento non ho nemmeno le capacità per farlo.
    Ora, non sono polemico, o perlomeno il mio intervento non voleva esserlo. Semplicemente, non mi va, che qualcuno che sputtana una categoria su un argomento su cui non è nemmeno ferratissimo, venga a puntare il dito generalizzando che promotori, assicuratori, bancari ecc… sono dei truffatori.
    Tutto qui.
    Quello citato sopra è il mio lavoro, l’ho scelto mettendoci passione e impegno. Non penso di aver mai truffato nessuno, anzi.
    Ma come me, penso che ci siano tante persone che STUDIANO e non smettono mai di imparare, che eseguono in modo diligente la professione e che se anche non danno di volta in volta, il miglior prodotto in assoluto sul mercato, perchè non conosciuto (Sono davvero tanti i prodotti in circolazione) o non collocabile, fanno davvero il meglio per il Cliente. Ho scritto di proposito “STUDIANO”, perché ho notato una cosa fondamentale: Chi sa le cose, difficilmente proporrà spazzatura ai propri clienti. Questo è un lavoro che può fare chiunque abbia una verve commerciale. Il problema che lo fa per due / tre anni e poi o viene cambiato di filiale o continua a acquisire clienti nuovi sparandole grosse, e perdendo i vecchi in quanto delusi. Queste persone rovinano un mercato e una professione a mio avviso bellissima.

    Rispondi
    1. @ Generalizzo
      Mi dispiace che lei si sia sentito attaccato direttamente. Lungi dal me dire che gli assicuratori sono truffatori, ci mancherebbe altro. Sono persone che fanno il loro lavoro e che oltre ad avere in portafoglio prodotti ottimi (come le polizze del ramo danni ad esempio), hanno anche prodotti scadenti (come le polizze vita) che, guarda caso, sono quelle che rendono di più.

      Visto che alla fine uno deve vivere, la tentazione di vendere i prodotti più remunerativi è assolutamente “prioritaria” e questo non possiamo nasconderlo. Se legge i commenti ai miei post troverà moltissime lamentele di persone che sono rimaste scottate dalle polizze vita e questo non lo scrivo io ma gli Amici che mi seguono e che hanno pagato sulla loro pelle certi errori.

      L’obiettivo dei commenti non è quello di fare inutili polemiche ma di offrire valore a chi legge, per cui la ringrazio per i prossimi suoi commenti contenenti critiche costruttive. Buon lavoro e a presto!!

      Rispondi
  11. Addirittura il “De oratore” di Marco Tullio Cicerone…., basterebbe un po’ più di chiarezza.
    Comunque in attesa che anche il Dott.Saver e l’attuario MR intervengano nella discussione, anch’io come Ernesto non posso che apprezzare i suoi appassionati interventi a difesa del suo lavoro (e della sua categoria) nel quale mette passione e impegno, se svolto con etica e professionalità verso i clienti.
    Non voglio alimentare polemiche, credo tuttavia che le sue valutazioni avrebbero maggior credo se ci indicasse quali sono i prodotti assicurativi del ramo vita che ritiene siano una valida forma di investimento.
    Sarebbe il miglior epilogo alle sue argomentazioni.
    Per finire, qualcuno vuole decidersi a spiegarmi il concetto tra il cosidetto “tasso tecnico” e il “rendimento minimo garantito”??…..
    Grazie a tutti,
    GEO

    Rispondi
  12. Scusate l’intromissione,
    sono un assicuratore e vorrei precisare un paio di cose:

    1) Vi “assicuro” che le polizze vita sono le polizze che fanno percepire meno provvigioni di tutte (ad esclusione delle caso morte e/o polizze di capitalizzazione miste – ovvero con caso morte) nel caso della mia compagnia, nella fattispecie agenzia, non abbiamo neanche i rappel, figuriamoci.

    2) le polizze vita a premio annuo hanno il principio base dell’interesse composto, il che significa che ogni anno al netto del caricamento, viene applicato un interesse sul versato SOMMATO all’interesse ACQUISITO dell’anno precedente, il che significa che in genere dal 2/3 anno si sono ammortizzati i costi del caricamento e inizia il guadagno del cliente (per questo le durate minime sono 10 anni in media)

    3) I gentili colleghi che vendono polizze cosidette “a strappo” e che rovinano la categoria, sono molti, ma per chi come me svolge questa attività con passione e dedizione, nella cura del cliente, quei suddetti colleghi sono una manna dal cielo perchè il cliente non è stupido e quando deve tirare fuori 2€ come 100.000€ e viene frodato, si rivolge subito ad un altro intermediario, dunque viva il referral e lodato sia il Signore.

    4) Sconsiglio rendite a fine scadenza perchè da venditore le vedo come una ulteriore scommessa con l’assicurazione, quando le polizze vita (per come le intendo io) non devono essere una scommessa, bensì una certezza (per qst non sono mai entrato in tema finanziario ne tnt meno ho fatto il corso da promotore che tnt volevano i miei agenti). Mi sento dunque di consigliare la riscossione parziale (70%) del capitale e la stipula in un prodotto di reinvestimento (con condizioni in genere vantaggiose per il cliente) per il restante 30% sotto forma di premio unico.

    Distinti saluti, un umile assicuratore della Capitale 😉

    Rispondi
  13. L’argomento Polizze Vita è quanto mai d’attualità.
    I dubbi sulla convenienza o meno a stipulare questi contratti derivano dalla poca chiarezza e dall’abitudine che hanno alcuni consulenti a non mostrare tutti i fogli dei prospetti informativi con l’indicazione dei costi e dei valori di riscatto suddivisi per anno.
    Riscontro l’intervento di Luca che si definisce modestamente umile assicuratore della capitale e che ringrazio per le confortanti precisazioni rilasciate oltre per l’apprezzato consiglio finale su come destinare il capitale alla scadenza ma al quale rimprovero di aver utilizzato termini come rappel e refferal che mi hanno costretto ad una spasmodica ricerca sul web del loro significato.
    Attendevo qualche altro intervento delle parti chiamate in causa ai quali avevo chiesto di essere più circostanziati, ma vedo che sono latitanti.
    Con questo i miei interventi si esauriscono.
    Grazie per l’attenzione.
    GEO.

    Rispondi
    1. @ Geo
      Anche io attendevo, come lei, delle risposte che non sono arrivate. Evidentemente il fuoco della polemica brucia di più del desiderio di essere utili e fare chiarezza. Concordo con lei nel definire chiusa la discussione su questo tema a meno che qualcuno non riprenda il discorso che si è interrotto.
      Un caro saluto.

      Rispondi
  14. @Geo
    Poca chiarezza? un prospetto esemplificativo d’obbligo per legge su tutte le polizze a gestione separata lo chiama “poca chiarezza”.
    Nel sistema risparmio è probabilmente lo strumento più semplice che ci sia.

    Ma come definirebbe un ETF?
    Bid-Ask, tassazione (provi a spiegare la tassazione di un ETF in modo semplice), tracking error, securities lending…..
    Una obbligazione?
    Rendimento netto, variazione del prezzo in caso di variazione dei tassi, rischio emittente….
    una gestione separata la capisce un bambino di 5 anni in 5 minuti. il paragrafo costi sulla nota informativa è mezza pagina e ben chiara.

    @Giacomo
    penso che Lei da “Professore” abbia imparato di più in due post, che io in tutti i suoi articoli letti fino ad oggi.
    ma la polemica brucia e qualcuno si scotta!
    Le cose non si imparano solo sui libri. Sopratutto non si insegnano quando si hanno delle lacune e si danno dei consigli a “PAGAMENTO”.

    Rispondi
  15. Provo a “stuzzicare” il dibattito in quanto non mi ritengo soddisfatto delle spiegazioni che sono state date.
    Egr.”generalizzo sempre”, lo pseudonimo che si è scelto è quanto mai appropriato.
    A quanto pare “generalizzare” è una sua prerogativa.
    Mi rivolgo a Lei ma anche a quanti operano nel settore finanziario (promotori, assicuratori, consulenti, family banker e chi più ne ha più ne metta), invece di rifugiarsi in inutili e ridicole giustificazioni, ribadisco, diteci chiaramente quali sono i prodotti assicurativi del ramo vita che proponete come valida forma di investimento e quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi di questi contratti.
    O siete solo esperti in tecniche di comunicazione e di marketing ai soli fini commerciali che non di economia e finanza!?!
    Grazie,
    GEO.

    Rispondi
  16. “inutili e ridicole giustificazioni” maaah…. le giustificazioni date in questo post e in quello dell’altra volta, sono cose reali. Cerchi sul sito dell’IVASS, sul codice delle assicurazioni, sui libri. Non mi sembra di aver utilizzato nessuna tecnica di marketing a fini commerciali. Tanto è vero che non ho fatto nomi di prodotti. Ho parlato solo di cose CERTE e non di sentito dire o di GENERALIZZAZIONI contro compagnie e professionisti!
    Detto questo, ma a che pro dovrei dirle i nomi dei prodotti? Poi li sottoscrive?
    Non penso che se chiede a Giacomo di farLe un asset allocation con 100mila euro, se la cava con una stretta di mano. Il lavoro va pagato!
    Già detto, dare soldi vedere cammello!

    Rispondi
  17. Egr.”generalizzo sempre”,
    ritengo chiuso per il momento il dibattito, ma sono sicuro che visto l’interesse degli argomenti trattati, avremo ancora modo di imbatterci sul web.
    Arrivederci a presto,
    GEO

    Rispondi
  18. Buon giorno a tutti, oggi in posta mi hanno proposto su un prodotto in scadenza di reinvestirlo nel prodotto poste vita chiamato fidelityII:
    http://www.postevita.it/resources/contenuti_editoriali/pdf/prodotti/postevita/ramo_I/postafuturo/Fidelity_II/PFuturo_FidelityII_sett_2013.pdf

    Secondo voi è un prodotto conveniente? Fino ad ora in base ai consigli di giacomo ne sono stato alla larga dai prodotti assicurativi. Ma questo mi pare più conveniente.. Che ne dite?
    Se ho capito bene c’è l’1% costo iniziale sul capitale.
    Ma non comprendo gli altri costi di gestione, tassazione.. Ecc

    Grazie a tutti

    Rispondi
  19. Nessuna dritta!!
    Domani ho appuntamento in posta, per valutare se fare il prodotto fidelity II o no. Qualcuno a qualche consiglio da dare? Giacomo conosci per caso il prodotto?

    Rispondi
    1. @ Vincenzo
      Purtroppo in questa sede non posso fornire analisi a richiesta su singoli strumenti finanziari. Per cortesia contatta il servizio clienti di segretibancari scrivendo a info at segretibancari.com per uno studio sul prodotto che ti interessa.
      Grazie.

      Rispondi
  20. Non vorrei fare come al solito il bastian contrario, ma avendo studiato diversi anni fa economia, oltre ad aver fatto l’assicuratore nei miei primi anni di vita, vorrei riportare a Voi i miei dubbi:
    molte assicurazioni c.d. miste, caso vita e morte, avevano enormi caricamenti, tuttavia la detraibilità fiscale del premio era il vero rendimento di quella spazzatura, pertanto le compagnie portavano enormi caricamenti, alleanza in primis, col suo porta a porta;
    le odierne assicurazioni c.d. vita in molti casi non prevedono caricamenti ma solo una commissione di gestione ed in alcuni casi d’ingresso, in cambio offrono tassi allineati al mercato fisso. si vendono perchè sono impignorabili e prevedono un beneficiario in caso di morte dell’assicurato. Ottime per trasferire denaro da genitori anziani a figli evitando le tassi di successione;
    i conti di deposito sono il meglio, per chi vuole un rendimento senza rischiare, occhio però alla solidità della banca;
    i buoni fruttiferi postali prevedono rendimenti senza rischi, talvolta crescenti nel tempo, sono annullabili prima della scadenza senza correre rischi di svalutazioni;
    i btp fino a due anni fa erano il top, cedole elevate e guadagni da capital gain per tassi bce in discesa. oggi però ricordati che hai una remunerazione del 3-4 % sui btp italiani, quei titoli che 20/30 anni fa davano il 6 % e non si parlava minimamente di rischio fallimento Italia. fai un po’ te…
    la domanda che oggi dobbiamo porci è la seguente:
    con l’economia reale a pezzi, gli intermediari finanziari molto esposti nei mercati finanziari, voglio proprio dare 100 per avere 2 certi? e sono poi davvero così certi? ed il rischio controparte?
    io mi do questa risposta. reddito fisso oggi = basso rendimento e rischio fallimento discreto.
    reddito variabile = alto rischio volatilità e alto rendimento. Io ho scelto la seconda soluzione ….. però:
    1. lontano dai titoli italiani, dove i colossi statali fanno l’indice e uno figo come Renzi si permette di dire che poi si vedrà cosa sarà delle Presidenze, come se gli azionisti non contassero un caz….;
    2. lontano dagli etf senza flottante dove i market maker fanno come gli pare;
    3. ricordati che il sistema è pieno di immissioni di liquidità dei Governi e che se e quando chiuderanno i rubinetti prendi tutto e scappa
    4. pechino rappresenta la voglia di migliorare le proprie condizioni di vita di milioni di contadini, la loro rivoluzione industriale, pertanto da tigre asiatica sembra diventato il centro dell’economia reale
    Tra mezze verità e tante incertezze forse dovremo tenere i nostri risparmi su quei terreni dove i nostri nonni, con enormi fatiche, creavano dalla loro produttività le nostre ricchezze!

    Rispondi
  21. Se posso permettermi, in punta di piedi, vorrei consigliare un prodotto vita che mi sembra interessante:
    eazy invest di zurich, nella modalità a premio unico di 25.000 euro offre una retrocessione dal rendimento della gestione, pagabile con cedola semestrale, non opera caricamenti ma solo la commissione di gestione, il costo fisso iniziale è di 20 euro, dopo il 2^ anno si può retrocedere senza penali, ovviamente non da rendimenti garantiti minimi, garantisce la restituzione del capitale quotidianamente e, solo in caso di morte, un rendimento annuo minimo del 2^ al beneficiario caso morte, è impignorabile.
    Inoltre nella gestione è previsto fino al 20% di gestione azionaria o OICR.
    Abbassata la soglia minima di premio, tolti i 2 anni con prevista penale, e tolte le 20 euro trattenute a me non sembra male. A dimenticavo, toglierei anche la dicitura quote di OICR per evitare l’acquisto di loro fondi comuni.
    Vorrei sapere cosa ne pensate e se ritenete zurich una controparte solvibile e patriminializzata. grz

    Rispondi
    1. @ Nicola
      Si tratta di un prodotto assicurativo di tipo tradizionale, con retrocessione di parte dei rendimenti della gestione separata. Può essere interessante a patto che non ci siano commissioni di ingresso o di uscita. Un caro saluto e grazie per la segnalazione.

      Rispondi
  22. dal 1998 al 2008 in una assicurazione vita con rendimento minimo certo 3% ho versato 5000 euro all’anno per 10 anni totale euro 50.000 a fine contratto ho avuto in restituzione 51.100 euro .. qualcuno crede che sia stato un guadagno .io certamente no!!!

    Rispondi
    1. @ Pietro
      Il guadagno è stato ‘bruciato’ dai costi di gestione, purtroppo… Per il futuro evita di sottoscrivere questi contratti – capestro. Grazie per il tuo commento e buon fine settimana.

      Rispondi
  23. ciao scusa se ti faccio ancora questa domanda mi hai confuso,ho ass.alleanza pagate 2 ann.posso mandare in riduzione??dal 2015 non voglio versare perderò 5.000euro che è il capitale versato.aiutami!!!ciao e grazie emilia

    Rispondi
    1. @ Emilia
      Purtroppo no. Per mandare in riduzione occorrono 3 annualità di versamento. 2 sole non bastano.

      Rispondi
      1. Io credo di essere stato truffato ,nel 97 ho sottoscritto una polizza vita rivalutabile con tasso al3 anticipato . Trascorsi 20 anni ho versato circa 38 mila e me ne hanno ridati 44000 . Però sulle cedole annuali io questa capitalizzazione ce l avevo nel 2012. Dal 2012 al 2018 mi è aumentata di 300 euro dicendomi che ho avuto rendimenti 0 per 6 anni . Non so a chi rivolgermi per analizzare le cifre

        Rispondi
        1. @ Andrea
          Non sei stato truffato, semplicemente i costi iniziali hanno risucchiato gran parte dei rendimenti. Leggi questa guida: https://www.segretibancari.com/risorse/Investimentiassicurativi.pdf

          Rispondi
  24. Ciao Giacomo, ho trovato una polizza unit linked senza caricamenti…….ZPLATFORM ADVISOR………….qualcuno mi sa dare qualche informazione????potrebbe essere una buona occasione? Grazie

    Rispondi
  25. Ciao Giacomo,
    sto valutando come investire parte dei miei risparmi in una gestione separata. Ho parlato con un dipendente di Allianz che mi ha proposto VITARIV, con costi di caricamento 0% e costi di gestione annui pari al 1%. Con un rendimento teorico del 3,5 – 4 %, riceverò intorno al 2,5 – 3 % lordo, che con una tassazione media del 15,5 – 16 % (come indicato dal promotore) risulta tra 2,1 – 2,5 % di rendimento netto.
    Inoltre mi è stato detto che c’è la possibilità di capitalizzazione, quindi in questo modo posso reinvestire ogni annuo i rendimenti.
    Considerato che dal 5° anno in poi non ho penali per l’uscita dal fondo, teoricamente (da quello che mi sembra di aver capito) dovrebbe essere una soluzione che mi dà una certa rendita, sicuramente più alta di altre soluzioni come ad esempio un conto deposito.
    Io sto cercando un investimento con rischio basso o al più medio: tu personlmente cosa mi suggerisci?

    Grazie per il tempo dedicatomi.

    Andrea

    Rispondi
  26. Ho letto con attenzione interesse ed attenzione i vari post del blog, polemiche e posizioni contrapposte incluse, ma non posso fare a meno di condividere la mia personale esperienza:
    . Programma previdenziale Bayerische gestito da ERGO Previdenza SpA
    . Durata: 20 anni (1994- 2014)
    . Tasso tecnico 4%
    . Aliquota di retrocessione 80%
    . Somma versata: 8.606,14
    . Premio liquidato: 7.855,75 (!!)
    A voi le conclusioni… per quanto mi riguarda la voglia di capire la differenza tra tasso tecnico e rendimento minimo garantito proprio mi è passata!

    Un saluto a tutti.
    Alessandro

    Rispondi
    1. @ Alex62
      Grazie infinite. I numeri che hai fornito sono sufficienti per spegnere tutte le polemiche. Non siamo qui per condannare nessuno ma solo per aiutare gli Amici che ci leggono ad investire in modo consapevole e semplice i loro soldi. Evitando trappole mortali come quella in cui purtroppo sei caduto…

      Rispondi
  27. Salve a tutti, mi chiamo Davide e sono un collaboratore assicurativo.
    Secondo la mia personale esperienza , ho notato che il vero problema non sono i prodotti assicurativi ma chi li propone. Avendo lavorato con diverse compagnie , mi permetto di dire che non si può classificare un prodotto come cattivo o buono in senso assoluto; io direi più che altro bisognerebbe parlare di adeguatezza o non adeguatezza in base ai bisogni dei clienti.
    Prodotti che comportano garanzie maggiori ( come il completamento del piano in caso di invalidità, caso morte ….) hanno caricamenti maggiori e alla scadenza il cumulo premi sarà superiore al capitale liquidato, altri prodotti più indicati per crearsi una rendita o un capitale comportano costi minori e riconoscono così anche un ”lieve ” guadagno.
    In sostanza sta agli intermediari trovare il prodotto adatto per ogni singolo cliente, consigliarlo e seguirlo nel tempo e devo dire che ciò molte volte non avviene: si cerca di spingere prodotti non adatti solo perché danno provvigioni maggiori.
    Inoltre vorrei far notare che anche per quei prodotti il cui rendimento è inferiore al versato,il che è sicuramente una cosa che risalta agli occhi in modo negativo, versare per esempio 100 euro al mese ( che corrispondono a circa 3 euro al giorno) non è un grande sforzo e ritrovarsi alla scadenza a 50-60 anni 30 mila euro invece che 31-32 comunque non è un cattivo risultato.
    Credo che l’importante è essere chiari e trasparenti con i clienti e non promettere rendimenti irrealizzabili, tanto prima o poi tutti i nodi vengono al pettine.

    Un saluto a tutti.
    Davide

    Rispondi
    1. @ Davide
      E’ vero: occorre essere onesti e trasparenti al momento della vendita specificando bene i pro e i contro del contratto che si propone. Le persone non sono stupide e – parlo per esperienza personale – è meglio perdere una vendita che avere un cliente insoddisfatto.

      Rispondi
  28. Salve.

    Mi presento sono Andrea Gelmini e sono un consulente assicurativo presso studio AEF , con l’aspirazione e il sogno di fare il consulente finanziario, figura che italia non è neppure lontanamente concepibile.
    Leggendo il suo articolo, ben scritto, mi sono venute in mente alcune considerazioni.
    La prima è quella che nessun investimento è senza costi, dalla mia esperienza di trader accedere al mercato e poter acquistare o vendere un titolo o una quota forex comporta dei costi e dei rischi.
    La secondo è un conto puramente matematico/finanziario. 100 meno il 10% = 90 * 2% = circa meno quasi 92 euro netti che verranno reinvestiti. e se ci limitiamo al discorso annuo l’idea che è un costo e basta è che forse andavamo alle corse dei cani e trovavamo quello bello e intelligente allora forse li raddoppiavamo
    Io credo che vada analizzata tutta la situazione temporale del capitale, se troviamo il prodotto giusto con le giuste soluzioni e giusti costi ( perché ne esistono di giusti e meno giusti), l’effetto leva del capitale e di un tasso di interesse fisso o meno fisso può produrre nel lungo periodo ( perché con prodotti assicurativi possiamo parlare di timefrime da 25 anni in su.) un aumento del capitale o comunque la sicurezza di ritrovarlo a scadenza.
    Ultima considerazione, io ho operato nel comparto forex e ETF per anni, con tutti i rischi che comportava effettuare trading di massimo un mese con nessuna certezza di quello che poteva capitare e con volatilità a +50 in certe fasce orarie lo strumento assicurativo mi è servito per diversificare il “portafoglio” e abbattere le fasi in cui i trade non andavano a buon fine.
    Questo cosa vuole dire, io non dico che i prodotti assicurativi di “investimento” ( tra le “” perché è un risparmio forzoso), sono i migliori in assoluto, anzi diffidate da chi dice questa cosa, sono solo un abile cuscinetto per chi come me vuole diversificare il portafoglio di investimenti.
    Warren Buffett insegna che almeno un 15 % o più dei fondi debbono essere immobilizzati in prodotti molto rigidi per andare a garantire le eventuali perdite.

    Con questo chiudo. dicendo diffidate sempre e cercate di capire quello che vi vogliono proporre. ( mi darò la zappa sui piedi) ma qui si vede il consulente che vuole fare qualcosa di buono e fatto bene dall’assicuratore che in te vede solo il 15% del premio annuo o l’ 8 per mille del montate. Aprite gli occhi.

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Hai ragione. Il trading in ETF è costoso e comporta delle perdite. PEr questo io consiglio di impostare un piano a lungo termine, movimentare il “necessario” il portafoglio e non fare troppe operazioni. Impostando una strategia corretta e ‘psicologicamente sostenibile’ grazie a prodotti che minimizzino i costi e con poca movimentazione di portafoglio i nostri clienti avranno maggiori probabilità di guadagno.

      Rispondi
  29. Leggendo commenti e interventi su questo post mi rendo conto che lo stesso Dott.Saver, oltre ai altri lettori non hanno ben chiaro ne le remunerazione di questi prodotti nei confronti degli intermediari ne le dinamiche di polizza ( tasso obiettivo, minimo garantito, costi di caricamento, ecc), di conseguenza non capisco come e si possa parlare o dare consiglio o peggio ancora emettere verdetti su argomenti che si conoscono in parte e in maniera superficiale.

    Rispondi
    1. @ Filippo
      Se andassimo troppo nel tecnico molti lettori avrebbero difficoltà a comprendere i termini precisi. Qui non dobbiamo dare l’esame di Economia delle aziende di assicurazione (cosa che feci circa 23 anni fa…) ma aiutare realmente le persone a fare scelte di investimento consapevoli. Per questo preferisco l’approssimazione alla precisione se questo aiuta gli Amici che mi leggono a comprendere meglio ‘il succo’ del discorso.
      Considerato l’andamento deludente di questi contratti (o comunque gran parte di essi) non credo che sia una terminologia più precisa a fare scomparire i costi o a rendere efficiente un prodotto finanziario che efficiente non è. La ringrazio per il suo intervento e la invito, se lo desidera, a chiarire lei i termini che a suo giudizio appaiono imprecisi…

      Rispondi
  30. ognuno dice la sua.graziegrazie giacomo

    Rispondi
    1. @ Mauri
      Grazie a te. e’ giusto che ognuno abbia la possibilità di esprimere la sua opinione, siamo in democrazia proprio per questo…

      Rispondi
  31. Salve giacomo o investito 20000.00 in valore futuro di alleanza ass sul prospetto informativo mi dice che nel caso vadano male linvestimento il capitale investito non lo perdi secodo te valore futuro e un buon investimento come piccolo risparmiatore grazie

    Rispondi
    1. @ Filippo
      Purtroppo non posso darti consigli qui. Da qualche settimana però è partita la mia ‘serie tv’ #investimentiimpossibili (metti questo nome in Google e arriverai ai video fino ad ora pubblicati) che esamina investimenti da cui stare alla larga. Terrò presente la tua segnalazione per una delle prossime ‘puntate’ e ti ringrazio per la segnalazione.

      Rispondi
  32. Salve sono un piccolo risparmiatore, ignorante in materia, nel 2009 ho stipulato nella mia banca una polizza (bipiemmevita) su consiglio dell’ intermediario bancario. La premessa che io feci era quella innanzitutto che il capitale forse garantito al 100%. Alla luce delle vicende odierne dove dei risparmiatori di alcune piccole banche si sono trovati con investimenti fatti in passato che sono stati azzerati, mi domando, ma se fallisce la banca dove ho sottoscritto la polizza vita a gestione separata, vi è il rischio di perdere il o parte del capitale? Grazie

    Rispondi
    1. @ Alex
      Nessun rischio per te. La banca non è la compagnia di assicurazione ma solo il ‘soggetto venditore’ di una polizza emessa da altri. Quindi anche un ipotetico default della tua banca non intaccherebbe i tuoi soldi, per questo puoi stare tranquillo!!

      Rispondi
      1. Molte grazie Giacomo, e complimenti a te e a tutti coloro che intervengono in questo forum che danno la possibilità’ a persone comuni come me che capiscono ben poco di finanza, di avere le idee un po’ più’ chiare di come gestire i propri risparmi.
        Grazie

        Rispondi
        1. @ Alex
          Grazie a Te ed alle persone che mi seguono con così tanto affetto. Se non ci foste voi Amici e Lettori io non sarei qui. A presto e buon proseguimento!!

          Rispondi
      2. Nel 2009 ho sottoscritto una polizza con
        Bipiemme Vita,CRESCITA DIAMOND PLUS
        di 60.000 € premio unico scadenza 2019, con caricamento del 1,75% , con l’obiettivo di salvaguardare il capitale accontentandomi di un minimo di rendimento. Pensi che abbia agito bene?
        Grazie Saluti

        Rispondi
        1. @ Giacomo
          Purtroppo non riesco a risponderti in modo approfondito perché dovrei fare un’analisi completa del prodotto in questione. Ti dico senza timore che in linea di massima le polizze vita sono da evitare in quanto costose ed inefficaci. Ti offro una guida per conoscerle meglio. Puoi scaricarla gratuitamente qui: https://www.segretibancari.com/risorse/Investimentiassicurativi.pdf. Un caro saluto e a presto!!

          Rispondi
          1. Grazie a te, un caro saluto!

      3. Nel caso fallisca la compagnia assicurativa, è comunque garantito non avere perdite nell’importo investito?

        Rispondi
        1. @ Alessandro
          Sì, perché se la polizza è a gestione separata c’è il fondo assicurativo che fa da garanzia.

          Rispondi
  33. Il fondo assicurativo che fa da garanzia alle polizze potrebbe non riuscire a rimborsare tutto, nella peggiore delle ipotesi?
    .
    Ha la stessa affidabilità del FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi)?

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      No, è un fondo a parte composto da titoli obbligazionari (come qualunque fondo di investimento) per cui in caso di default della compagnia verrebbero liquidati i titoli e rimborsati i partecipanti con il ricavato.

      Rispondi
      1. Se però nel frattempo il valore dei titoli avesse perso di valore rispetto al valore investito come farebbero a rimborsare?
        .
        Forse hanno delle riserve?
        .
        Però se le riserve non bastassero?

        Rispondi
        1. @ Alessandro
          E se un meteorite colpisse la Terra ? 🙂

          Rispondi
          1. LOL
            .
            Comunque in caso di fallimento della compagnia, se nel frattempo il valore dei titoli avesse perso di valore rispetto al valore investito, non potrebbero rimborsare tutto?

          2. @ Alessandro
            Vero, ma poiché le gestioni assicurative investono per lo più in obbligazioni con elevato rating mi sembra un’ipotesi poco probabile.

          3. Grazie.

  34. OK, però c’è la certezza che la liquidazione dei titoli sia sufficiente a rimborsare tutti gli investitori?

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Sì, perché il valore del debito nei confronti degli assicurati è uguale al valore dell’attivo del fondo 🙂

      Rispondi
      1. Ho letto attentamente quanto discusso tra Alessandro e il Dottor Saver. La conclusione mi sembra sia la seguente: la gestione separata, nel caso fallisca la compagnia assicurativa, è comunque garanzia di non avere perdite nell’importo investito. Io avevo un’altra domanda: nel caso di fallimento della compagnia assicurativa, è garantito il capitale investito o il capitale rivalutato? Scusate, ma non sono un esperta quindi devo usare un esempio: il capitale iniziale investito è pari a 10.000,00 euro, trascorso il primo anno il rendimento retrocesso è del 3,2%, la nuova prestazione assicurata sarà di 10.320,00 . La compagnia assicurativa fallisce, sono garantiti i 10000 euro o i 10320? Grazie in anticipo

        Rispondi
        1. @ Debora
          La gestione separata non viene aggredita in caso di default dell’assicurazione. In teoria ad essere garantito è il capitale rivalutato, poiché le rivalutazioni si cumulano anno dopo anno e si consolidano.

          Rispondi
  35. Vi chiedo un consulto mi hanno proposto una polizza vita gestione separata formula libero per i primi 6 mesi non si possono toccare dopo si possono ritirare senza problemi ,si puo’ anche integrare quando si vuole , rendita lordo 4% netto circa all’anno 2,8 ,,,compagnia seria conosciutissima AXA assicurazione , sono amici di famiglia da tanti anni,,,,senza rischio di capitale, e con la possibilita’ di ritirare l’interesse una volta all’anno ,,,o lasciarlo li,,,,,mi potete dare un consulto , quello che mi preme e’ il capitale che non viene intaccato poi se gli interessi oscillano piu’ o meno non mi interessa ,,,,grazie e complimenti per il forum.

    Rispondi
    1. @ Davide
      Non importa che a proporti l’investimento siano amici di famiglia. Le polizze vita sono armi di distruzione di massa dei tuoi soldi come puoi leggere qui: https://www.segretibancari.com/risorse/Investimentiassicurativi.pdf.
      Evita di sottoscrivere questi contratti e i tuoi soldi ti ringrazieranno. Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
  36. ciao, sono Luca, ho 43 anni e sono indeciso se stipulare una polizza a gestione separata con Allianz oppure come dice mia moglie, metterci via su un C/C a parte una piccola cifra mensile senza legarci a nessuna compagni assicurativa…vorrei un consiglio!grazie mille

    Rispondi
    1. @ Luca
      Volentieri… Eccolo!! https://www.segretibancari.com/risorse/Investimentiassicurativi.pdf. Qui trovi tutto quello che c’è da spaere sulle polizze vita. Un caro saluto e buona lettura.

      Rispondi
      1. Da quello che leggo sconsigli le polizze vita…la mia sarebbe a capitale garantito! loro garantiscono 0% di interessi poi però vanno calcolati quelli della gestione separata. Alla fine versando 1500 euro all’anno x 15 anni mi troverei circa 24000 euro ipotizzando un 3% lordo all’anno di interessi. Cosa ne pensi?

        Rispondi
        1. @ Luca
          E’ un magro rendimento che è così basso per colpa dei costi: https://www.segretibancari.com/risorse/Investimentiassicurativi.pdf. Un caro saluto e grazie per il tuo commento.

          Rispondi
          1. ti ringrazio molto!
            l’alternativa sarebbe investire una parte nei mercati azionari ma non me la sento quindi io e mia moglie abbiamo deciso per un risparmio “fai da te”….grazie ancora

          2. @ Luca
            Grazie a te. Alla prossima e buon proseguimento con Segretibancari!!

  37. salve giacomo anche io in effetti sono anni che verso cifre considerevoli in una formula assicurativa definita Easy invest, il promotore ha sempre parlato di capitale garantito e cedola annuale, ma anche leggendo l’opuscolo informativo, non sono mai riuscito a capire se tali affermazioni fosero corrette.
    Per caso conosce questo prodotto ?
    potrebbe aiutarmi a capire se non si tratta di una bufala ?

    io mi aspetto semplicemente di poter ritirare tra dieci anni cifra investita al 100% (essendo il capitale di fatto assicurato) utilizzando di anno in anno le cedole di interesse che vengono riconosciute e che di norma rappresentano cira il 2,3% netto sul capitale investito.

    grazie

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Credo sia vero quello che le ha detto l’assicuratore. purtroppo non posso esaminare l’investimento per motivi di tempo ma credo che dopo 10 anni i suoi soldi siano “garantiti” nonostante gli inevitabili costi. Ha provato a fare una ricerca in rete? E’ un prodotto venduto da Finanza e Futuro vero?

      Rispondi
  38. Salve, ho letto con piacere i vostri consigli e scambi. Non ho soltanto ben chaira la differenza tra tasso tecnico e rendimento minimo. In ogni caso la mia situazione è la seguente: per non tenere soldi sul c/c e non volendo fare un conto deposito abbiamo pensato alla polizza vita con BNL Cardif, la capital vita ramo 1, per un importo di circa 300000 euro. La commissione d’ingresso è l’1% e le commissioni sono l’1,4%. Il rendimento annuo netto è del 2,2%. Mi chiedevo se su questo rendimento va sottratta anche l’aliquota di retrocessione , dandomi un 80% del rendimento al netto dei costi. Inoltre mi domando se vi siano altri costi di cui non mi rendo conto, purtroppo non riesco a capirlo dal fascicolo informativo. qualcuno saprebbe aiutarmi? vi ringrazio, Mattia

    Rispondi
    1. @ Mattia
      Ai fini pratici tasso tecnico e rendimento minimo sono la stessa cosa: si tratta comunque di un rendimento pre calcolato al momento della stipula del contratto. Purtroppo non posso fare analisi o report a richiesta qui per cui la invito a leggere il fascicolo informativo della polizza per capirne meglio il funzionamento, magari chiedendo un parere ad un consulente indipendente che non abbia interesse a venderle il prodotto. Un caro saluto e a presto.

      Rispondi
  39. D’accordo la ringrazio, arrivederci!

    Rispondi
    1. Salve sig. Giacomo, le chiedo un parere sulla polizza vita di atlanticlux NRG+life (la gestione MD3 nel 2015 ha raggiunto un rendimento di circa 11,60%).. i costi mi sembrano tanti, nel CPMA riferisce del 18% circa a seconda della durata del contratto, nei primi anni.Facendo il piu’ ed il meno si hanno buoni guadagni?..grazie

      Rispondi
      1. @ Zac
        Considerato l’interesse che la polizza ha suscitato negli Amici di Segretibancari, scriverò un post su di essa. Continui a seguirmi per non perderlo!!

        Rispondi
    2. tra l’altro è anche un prodotto che non da garanzie di tasso di rendimento.. si puo’ considerare un prodotto rischioso? grazie ancora!

      Rispondi
  40. Dottor Saver mi scusi se le ho fatto questa domanda che le avevo gia’ fatto ieri, mi sono accorta subito dopo che mi aveva gia’ risposto, mi perdoni, grazie mille e buona serata

    Rispondi
  41. Buongiorno dottor Saver, sono vicino a riscattare una polizza vita stipulata nel 2011 che purtroppo si è rivelata una truffa in quanto mi è stata venduta quando ero totalmente ignaro dei famosi ” caricamenti” che dagli agenti che me l’hanno fatta sottoscrivere non sono stati minimamente citati ( neanche sulle ipotesi di rendimento mostrate). il risultato è che oggi il totale dei premi versati (ma non dei premi investiti) è superiore al valore di riscatto al lordo dell’imposta… realizzo quindi una minusvalenza o mi tocca addirittura pagare anche il capital gain sul rendimento ottenuto sui premi effettivamente investiti? grazie

    Rispondi
    1. @ Giorgio
      Non pagherà nessuna imposta perchè di fatto non ha ottenuto alcun guadagno posto che la somma incassata sarà inferiore alla somma dei premi versati. Un caro saluto e stia lontano da questi contratti in futuro…

      Rispondi
  42. Passando su queste pagine casualmente ho letto sia l’articolo che i commenti. Notevoli entrambi.
    La chiusa dell’articolo “ecco le cose che l’assicuratore vestito con un completo gessato e profumato con un dopobarba fiorito non ha detto” […] e, nei commenti, il Sig. Andrea Gelmini sedicente consulente assicurativo presso lo studio AEF che imputa guadagni del 15% (sic) sul premio annuo o l’8 x mille sul montante. […] ma anche quelli, i più adeguati, di assicuratori e attuari.
    Faccio l’assicuratore. Melior: il sub agente assicurativo iscritto alla sezione E; per molte agenzie generali, ergo, per molte compagnie. Allo stato dell’arte giuridica dell’intermediazione, ho assunto la miglior posizione professionale possibile e remunerativamente la peggiore. Ma, la qualità, si paga: nel mio caso, la pago io.
    L’articolo polemizza non su tutte le polizze ramo vita ma, al limite, esclusivamente, sulle Index Linked e Unit Linked, deduco. Perché dal punto di vista professionale ed anche deontologico nessun assicuratore si permetterebbe mai di parlare di INVESTIMENTO proponendo un contratto ramo vita. Non è compatibile il concetto di investimento con il concetto di assicurazione. Il sintagma “Investimento-assicurativo” è un ossimoro. Per sua definizione l’investimento è un algoritmo composto da aspettativa + capitale + rischio + attesa + monitoraggio + esito incerto. Rischio di perdere tutto il capitale, tutto il lavoro, tutto il tempo dedicato in cambio del verificarsi di un guadagno elevato. L’autoassicurazione per accantonamento dei propri soldi in una cassaforte legale a “CAPITALE GARANTITO” che retroceda qualche punto percentuale a compensazione del costo opportunità dell’immobilizzazione relativa del capitale versato è RISPARMIO. Risparmio riconosciuto e tutelato dall’articolo 46 della nostra costituzione. Quindi può realmente interessare la composizione del fondo di una gestione separata al risparmiatore, quando, un fondo di garanzia lo tiene indenne da eventuali avversità dello stesso? Non è accettabile la volontaria confusione generata dal suo articolo mettendo sullo stesso piano la speculazione con il risparmio. L’azzardo con la sicurezza. Punta il dito sui caricamenti, sui costi di gestione, la percentuale trattenuta sugli utili, peraltro chiaramente scritte in 8 + 5 voci descrittive¬…ma , Lei, GARANTISCE I CAPITALI investiti dalle sue previsioni ai suoi clienti? No. Non può permetterselo. Perché lei non è un assicuratore, ma un trader. Lei non si occupa di risparmio ma di investimenti. Arriva addirittura ad affermare: “ Sebbene cerchi in tutti i modi di metterti in guardia dalle trappole nascoste nelle polizze, molte persone continuano a bruciare soldi nelle assicurazioni vita. Per questo i chiedo di condividere questo post su Facebook, inoltrandolo via email ai tuoi amici ed in ogni altro modo possibile per evitare che le persone caschino in un tranello finanziariamente mortale.”
    Non è che lo stile dissacratorio da lei usato lasci spazi a dubbi sulle sue qualità e competenze.
    E come direbbero gli induisti esiste un karma ed un dharma ed è giusto che lei esista affinchè gli egoisti scaltri e gli avidi la incrocino nelle loro vite.

    Rispondi
    1. @ Pierpaolo
      La ringrazio per il lungo e dettagliato commento. Preciso solo che io non sono un trader ma un formatore nonché un investitore indipendente che cerca di fare rendere al meglio il proprio capitale. Un caro saluto e buon lavoro.

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