Fondo Pensione Cometa: Conviene Sottoscriverlo?

fondo cometa

Articolo aggiornato il 23 agosto 2017

Conviene sottoscrivere il Fondo Pensione Cometa? Sì, ma solo se sei disposto a bloccare i tuoi soldi per parecchi anni…

Il fondo pensione Cometa è uno dei più importanti a livello nazionale, poiché è il fondo di categoria dei lavoratori metalmeccanici.  Ciò che pochi sanno, però, è che non sempre conviene sottoscrivere il fondo pensionistico Cometa per causa dei grandi vincoli che ti impone e per la scarsa redditività potenziale del prodotto.

Anzitutto capiamo bene di che cosa si tratta: il fondo in questione è a contribuzione definita, poiché raccoglie i versamenti periodici dei lavoratori e li investe nei mercati finanziari al fine di creare un capitale che potrà essere erogato al raggiungimento dell’età pensionabile del lavoratore.

Per queste sue caratteristiche il fondo pensione Cometa non potrà garantire alcun capitale alla scadenza, poiché i soldi versati saranno soggetti alle oscillazioni degli strumenti finanziari in cui il fondo stesso investe. Ciò non significa, ovviamente, che tu non abbia alcun potere di controllo sul fondo stesso…

Fondo Pensione Cometa: ecco come funziona

Al momento della sottoscrizione del Cometa fondo pensione, potrai scegliere la tua “linea” di gestione, ossia la politica di investimento dei soldi che, mese dopo mese, verserai nel fondo stesso.

Il patrimonio del fondo, analogamente a quanto accade con i fondi comuni di investimento, sarà gestito da appositi soggetti nel tentativo di massimizzarne i rendimenti coerentemente con la politica del fondo.

I Comparti del fondo pensione Cometa

Monetario plus

L’obiettivo del comparto è la massimizzazione di un modesto tasso di rendimento contenendo la volatilità dello stesso nel limite massimo dell’1%.

Il motto di questo comparto potrebbe essere “pochi, maledetti, ma certi”. Il comparto investirà solo in obbligazioni denominate in euro o con la copertura del rischio di cambio e/o in quote di fondi di investimento aventi la medesima politica di gestione.

Il comparto monetario del fondo pensionistico Cometa va bene a quei lavoratori cui mancano pochi anni alla pensione e che puntano a sfruttare prevalentemente la deducibilità dei contributi piuttosto che cercare un rendimento elevato.

Sicurezza 2015

L’obiettivo del comparto è quello di avvicinare il rendimento del fondo Cometa al TFR su un orizzonte temporale di almeno cinque anni.

Il 10% massimo delle disponibilità del comparto potranno essere investite in titoli fuori dall’area euro e soggetti al rischio di cambio.

Reddito

L’obiettivo del comparto è la massimizzazione del rendimento in presenza di una volatilità contenuta e pari al massimo al 5%.

Il comparto potrà investire in azioni fino ad un massimo del 40% del totale ed essere soggetto al rischio cambio nella misura del 10% massimo.

Questo comparto va bene se sei un lavoratore cui mancano tra i 5 e i 10 anni alla pensione, hai un bel po’ di soldini nel Cometa fondo pensione e non vuoi che un improvviso ribasso dei mercati possa, in qualche misura, portarti via parte del denaro di cui disponi oggi.

Crescita

L’obiettivo del comparto è la massimizzazione del rendimento in presenza di una volatilità contenuta e pari al massimo all’8%.

Il comparto potrà investire in azioni fino ad un massimo del 70% del totale ed essere soggetto al rischio cambio nella misura del 10% massimo.

Questo comparto va bene se sei un lavoratore cui mancano ALMENO 10 anni alla pensione e sei ancora nella fase di accumulo, ossia hai aderito da poco al fondo pensione Cometa per cui il tuo “capitale pensionistico” è basso.

Dove mettere il TRF

La regola generale è semplice da seguire quanto potente negli effetti.

Tanto maggiore è il capitale pensionistico accumulato nel fondo pensionistico Cometa e tanto minori sono gli anni che mancano alla pensione, tanto minore deve essere la tua propensione al rischio.

Osserva l’infografica qui sotto che ti aiuta a scegliere i comparti in cui versare i tuoi contributi, quelli del datore di lavoro e il TRF:

fondo cometa rendimento

 

 

Il fatto di “scalare marcia” ai tuoi investimenti con il trascorrere del tempo ti permetterà di correre meno rischi. Tieni comunque presente che è difficile uscire dalla previdenza complementare  per cui fai con attenzione le tue valutazioni.

Fondo cometa: il rendimento

Non è possibile conoscere in anticipo i rendimenti di fondo Cometa per il fatto che, come abbiamo visto, la gestione finanziaria – affidata alla Unipol Assicurazioni – presenta delle incertezze.

Quello che puoi fare, però, è avere un resoconto dell’andamento dei comparti Cometa andando a questa pagina. Ricorda solamente che i dati che trovi si riferiscono al passato e non sono indicativi di quelli che saranno i guadagni futuri.

E’ ragionevole immaginare che il rendimento del fondo Cometa sarà più basso rispetto a fondi comuni aventi la stessa politica di investimento, perché l’obiettivo principale del fondo è la conservazione del capitale e la minimizzazione dei rischi più che non la crescita esponenziale delle somme versate.

Contatti del fondo pensione Cometa

La sede legale del fondo è a Milano 20124, via Vittor pisani 19, ma tu puoi contattare Cometa in modo più semplice grazie a:

Il Fondo Cometa conviene davvero?

Il Cometa pensione presenta indubbiamente alcuni vantaggi, per lo più di carattere fiscale:

  • la deduzione fiscale dei premi pagati dal reddito imponibile fino ad un massimo di euro 5.164,57  annui
  • il contributo del datore di lavoro
  • i costi bassi rispetto ad altre forme di previdenza integrativa di matrice bancaria.

Cometa però presenta anche alcuni svantaggi:

  • rendimenti molto contenuti, perché l’obiettivo del fondo è anzi tutto quello di contenere i rischi
  • indeterminazione in merito al “quando” le prestazioni saranno incassate (il loro pagamento dipende dall’età pensionabile secondo l’INPS)
  • contributo del datore di lavoro risibile (intorno all’1,20% – 1,50% della retribuzione annua lorda)
  • benefici fiscali “gonfiati”
  • indisponibilità dei tuoi soldi fino al momento del pensionamento al di fuori di certe ipotesi di “anticipazione”

Tieni anche presente che i vantaggi fiscali sono meno attraenti di quanto sembra: gran parte di quello che non paghi oggi con la deduzione dei contributi a favore della previdenza integrativa lo pagherai nel momento in cui otterrai la prestazione. Per cui o guadagni molto, cosicché il risparmio fiscale è notevole (più guadagni e maggiore sarà il beneficio in termini di risparmio di imposta), oppure il vantaggio fiscale sarà molto più contenuto di quanto tu creda.

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66 commenti
  1. Ti ringrazio per aver analizzato il fondo Cometa, che qualche giorno fa ti avevo suggerito perché poteva essere un argomento che poteva interessare moltissime persone come me.

    Dopo questa tua analisi sono sempre più convinto di aver fatto bene a uscire dal fondo Cometa, sebbene per uscire abbia perso più del 10% del capitale investito.

    Ciao.
    Alessandro

    Rispondi
    1. Ciao Alessandro,
      arrivo subito al dunque…come hai fatto ad uscire dal fondo Cometa,senza doverti licenziare o cambiare contratto di lavoro,ecc..ecc… Io in Cometa ci sono da 5 anni e devono passarne 8 per poter riscattare il 75%,oppure mi dovrei mettere daccordo con il datore di lavoro,di lincenziarmi e poi riassumere per avere I MIE SOLDI…Puoi darmi un consiglio senza dover provare a fare dei manini 🙂 ??? Grazie in anticipo Alessandro

      Rispondi
      1. @ Andrea/Alessandro
        Purtroppo OGGI non è più possibile uscire da Cometa. Lo era in passato quando tale eventualità era connessa con la perdita del lavoro o il cambio del datore.
        Ad esempio al momento del licenzialmento il lavoratore poteva chiedere il riscatto della posizione previdenziale accumulata, mentre oggi non è possibile. Occorre che il periodo di disoccupazione sia superiore a 48 mesi.
        Purtroppo ora come ora l’unica vi di uscita è quella di interrompere i versamenti e attendere la scadenza per riprendere il versato…
        Un caro saluto e buona settimana!!

        Rispondi
      2. Io sono uscito da Cometa appena dopo aver perso il lavoro, visto che già da un po’ di tempo stavo pensando di uscire da Cometa, però ciò è successo qualche anno fa e a quanto dice Giacomo sembrerebbe che adesso il regolamento sia cambiato.

        Rispondi
  2. Ottima analisi. Io lavoro per un colosso della consulenza informatica. Chissà perchè essendo un’azienda di servizi abbiamo il contratto Metalmeccanica. Mi hanno proposto di aderire ma non ero convinto e non ho aderito. Poi letto l’ebook Salva la tua pensione e mi sono tolti i dubbi residui. Questa articolo continua a suffragare la stessa tesi. Meglio avere flessibilità negli investimenti e pace se perdiamo il contributo datoriale e il risicato risparmio fiscale, che comunque viene in parte recuperato dalla Stato in fase di erogazione della pensione.

    Rispondi
  3. Oltretutto, non se ne parla, ma se per qualche ragione decidessi di andare a lavorare all’estero (visto che in Italia ci sono più ombre che luci) che ne sarebbe dei miei versamenti al Fondo Cometa? Penso che finirebbero nel Fondo Soldi Persi o Costi affossati della teoria economica…

    Rispondi
  4. Ottimo articolo, come tutti gli altri del tuo sito, ma sono rimasto un po’ confuso dai tuoi avvertimenti sulla difficoltà di “smontare” il fondo per motivi improvvisi. Che io sappia, anche leggendo sul sito di Cometa, è possibile ottenere il riscatto, cioè il ritiro del capitale maturato quando si perdono i requisiti di partecipazione, ad es. per dimissioni o licenziamento.

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Grazie per i complimenti. Purtroppo la partecipazione ai fondi pensione è una “gabbia” dalla quale è difficile uscire.
      Non che sia impossibile, ma è molto difficile. Ad esempio i riscatti sono possibili solo in alcuni casi stabiliti dalla legge e solo per una quota parte del montante accumulato.

      Prorpio per evitare questa eccessiva rigidità io consiglio di crearsi una pensione integrativa utilizzando strumenti più flessibili, a costo di rinunicare ai benefici fiscali…

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    2. ciao Andrea anche io so che in questi casi cometa ti liquida.

      Rispondi
      1. mi sembra che qua siano tutti unpò di parte…
        ci sono delle regole fisse x TUTTI i FONDI PENSIONE, non COMETA… e ad oggi un rendimento come ti da un fondo pensione a livello fiscale non te lo da nessun altro investimento, NESSUNO!

        Rispondi
        1. @ Roberto
          Il fisco aiuta i rendimenti dei fondi pensione, che tuttavia restano soggetti ad alcune criticità, secondo me: anzitutto la scarsissima flessibilità e poi alla tassazione delle prestazioni una volta in pensione. In pratica quello che il fisco ti dà oggi te lo toglie (in parte) domani…

          Rispondi
  5. Apprezzo molto le tue competenze, condivido quasi sempre ciò che scrivi, ma in questo caso,
    avendo avuto un’esperienza diretta su questo argomento, non condivido alcune cose che hai segnalato.
    Ho lavorato 15 anni per una grande azienda ed ho dovuto scegliere fra lasciare il tfr all’azienda o al fondo di categoria Fonte (è tipo comenta, ma è per il terziario). Chi è più affidabile fra una sola azianda (anche se grande nel mio caso) ed un fondo negoziale? Il fondo ovviamente e lo ho scelto (sono stato l’unico). E la mia azienda è fallita senza lasciare attivi. Io ho avuto tutti i soldi subito. I miei colleghi hanno atteso 2 o 3 anni fra spese di avvocato per l’insinuazione nel fallimento, attesa delle pronuncia del giudice, e domanda al fondo di garanzia Inps. Io ho avuto i soldi che ha versato a suo tempo l’azienda, i miei colleghi hanno gravato sullo stato. Inoltre ho avuto il 20% in più rispetto ai miei colleghi, il contributo del datore di lavoro dell’1,5% della retribuzione non è affatto risibile (circa 7% delle retribuzione che spetta normalmente a tutti + 1,50% delle retribuzione che spetta in più a chi sceglie il fondo = oltre il 20% in più di tfr ricevuto). Devo segnalare, contrariamente a quanto asserito, che chi perde il lavoro può ottenere i soldi dopo un anno di disoccupazione (o anche subito in caso di mobilità, cassa integrazione, spese mediche per gravi malattie o acquisto prima casa propria o dei figli).

    Rispondi
    1. @ Nicola
      Grazie per la precisazione!!
      In effetti l’unico grande vantaggio dall’adesione al fondo pensione consiste nello ‘spossessamento’ cammin facendo del TFR che non è più nelle mani del datore di lavoro ma del Fondo stesso.

      In questo modo se il datore di lavoro cessa l’attività non potrà diventare inadempiente nei confronti di un debito che di fatto non ha, perché le quote di TFR sono state versate durante gli anni di lavoro precedente nel fondo stesso.

      Al massimo il lavoratore perderà l’ultima rata di TFR che il datore di lavoro, se in difficoltà economiche, non sarà in grado di versare…

      Ottimo intervento caro Nicola!!

      Rispondi
      1. Ed infatti c’è la possibilità che le ultime rate non vengano versate. Ma anche qui c’è la coperture del fondo di garanzia Inps, che contrariamente a ciò che molti credono, copre anche per il tfr non versato al fondo pensione. Ma meglio fare questa trafila (che dura 2-3 anni) per recuperare una o poche rate di tfr che per recuperare anni di tfr.

        Rispondi
  6. Se lascio il TFR in azienda, al momento della riscossione avrò avuto almeno un rendimento che riesce a combattere l’inflazione?

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Sì, il TRF si rivaluta in isura pari all’1,50% annuo più il 75% del tasso di inflazione permettendoti così un recupero parziale della svalutazione monetaria.

      Rispondi
      1. Questo rendimento (75% dell’inflazione + 1,50%) è netto oppure c’è da pagarci le tasse?

        Rispondi
        1. @ Alessandro
          Il TFR è soggetto a tassazione purtroppo…

          Rispondi
          1. Dopo aver tolto la tassazione dal rendimento lordo del TFR (75% dell’inflazione + 1,50%) quanto rimane di netto?

          2. @Giacomo
            Forse ti è sfuggita la mia domanda sopra, perciò riporto la discussione in evidenza. 😉

          3. @ Alessandro
            Il TFR è soggetto a tassazione separata per cui tutto è imponibile e le aliquote variano da persona a persona.
            Questo bell’articolo ti spiega la cosa nei dettagli.
            A presto!!

          4. Ho capito, il calcolo è un po’ complicato, comunque indicativamente ho capito più o meno, tuttavia questo per me è sufficiente.
            .
            Grazie.

        2. Il rendimento del TFR è soggetto ad una tassazione dell’11%. Per maggiori dettagli dai un’occhiata qui 😉
          http://www.italiasalva.it/2013/02/il-tfr-va-in-pensione.html

          Rispondi
  7. La quota del TFR versata nei fondi pensione è del 6,91% dello stipendio lordo.
    La quota del datore del lavoro è paritetica a quella inserita dal lavoratore in modo volontario, fino ad un massimo che varia da fondo a fondo.
    Ora facciamo finta che la quota è dell’ 1% del lavoratore e 1% del datore.
    6,91+1= 7,91 questa rappresenta la quota versata tra TFR e contributo volontario.

    Se utilizziamo una semplice proporzione e consideriamo 7,91 il mio capitale totale (quindi 100), quanto guadagnerò con il contributo?
    7,91:100=1:x
    X=100*1/7,91
    Ovvero il 12,64%
    Con i tuoi fantastici investimenti pensi di riuscire a darmi ogni anno un rendimento del genere?
    Ho messo l1% ma solitamente il contributo del datore é superiore, non ho aggiunto il rendimento del fondo e non ho aggiunto la fiscalità in deduzione e il vantaggio di tassazione degli utili all11% contro il venti.

    Rispondi
    1. @ Mauro
      Il TFR non va considerato all’interno del calcolo perché anche se non conferito al fondo pensione lo avresti ugualmente…

      Rispondi
      1. Invece si, il fondo pensione é il contraltare del TFR.
        Uno ha un guadano certo 1,5 + 0,75 inflazione, l’altro ha un guadagno certo se inserito nei garantiti, ma con la maggiorazione del contributo del datore di lavoro davvero pesante.
        Sono due strumenti differenti. Finanziariamente con il contributo lo trovo davvero difficile da battere, se poi mettiamo sul piatto la liquidabilità allora non è un grandissimo strumento.

        Rispondi
        1. Ciao Mauro,
          il tuo calcolo è corretto ma sarebbe valido per un investimento di un anno, cioè che non preveda il mantenimento delle somme nel fondo per gli anni successivi.
          Mi spiego meglio:
          il primo anno avviene cioè che tu hai descritto. E mi ritrovo un capitale dell’ 8,91% del reddito lordo (+12,54%).
          il secondo anno verso 6,91% + 1% e mi regalano l’1%. il rendimento per il secondo anno sarà 1%/(6,91+1+12,54) = 4,89%…. per il 3° 3,88% e cosi via….
          Il rendimento da contributo aziendale diventa tanto più modesto quanto maggiori sono gli anni di adesione al fondo.
          Spero di esserti stato d’aiuto 🙂

          Rispondi
    2. Ciao Mauro,
      il tuo calcolo è corretto ma sarebbe valido per un investimento di un anno, cioè che non preveda il mantenimento delle somme nel fondo per gli anni successivi.
      Mi spiego meglio:
      il primo anno avviene cioè che tu hai descritto. E mi ritrovo un capitale dell’ 8,91% del reddito lordo (+12,54%).
      il secondo anno verso 6,91% + 1% e mi regalano l’1%. il rendimento per il secondo anno sarà 1%/(6,91+1+12,54) = 4,89%…. per il 3° 3,88% e cosi via….
      Il rendimento da contributo aziendale diventa tanto più modesto quanto maggiori sono gli anni di adesione al fondo.
      Spero di esserti stato d’aiuto 🙂

      Rispondi
  8. Salve, io sono da poco assunto in una azienda metalmeccanica e devo decidere se mettere il tfr in una forma pensionistica complementare (che nel mio caso è Cometa) oppure posso decidere di darlo all’INPS.
    Tra le 2 credo sia meglio Cometa solo per il fatto che dall’Inps i soldi li posso vedere solo alla pensione.
    Ma per quanto riguarda il contributo che si puo dare per il fondo pensione che mi consigliate?
    1.2% o 1,4% oppure niente?
    Grazie a chi mi aiutera nella decisione.

    Rispondi
    1. @ Issio
      Più che altro se aderisci a Cometa eviti di perdere il TFR nel caso (ipotetico) di fallimento dell’azienda per cui lavori.
      Il contributo da versare a mio avviso deve essere pari a quello del datore di lavoro. Inutile fare altri versamenti su un prodotto (il fondo pensione) poco efficiente…

      Rispondi
      1. Grazie per il consiglio. Penso che verserò la percentuale minima che credo sia 1.2%

        Rispondi
  9. Salve,

    inserisco il mio contributo alla discussione. Anche io sono dipendente Metalmeccanico di un’azienda di Finmeccanica dal 2004 e avrei potuto aderire al Fondo Cometa (cosa che non ho fatto). In questo mese sto facendo un cambio di lavoro tra aziende dello stesso gruppo Finmeccanica, quindi verrà effettuato un licenziamento da una parte e contemporaneamente un’assunzione dall’altra. Se avessi aderito a Cometa come liquidazione avrei avuto i pochi spiccioli versati fino al 31/12/2006, mentre i restanti li avrei presi al momento della pensione (se mai ci andremo). Anche io questi anni sono stato tentato dall’iscrivermi, ma visto la mia attuale esperienza sono contento di essermi bloccato così posso godermi/investire gli oltre diecimila euro.

    Altra cosa: se si riesce a fare un portafoglio di obbligazioni ed ETF si riesce a colmare la “parte del datore di lavoro”.

    Ciao
    Paolo

    Rispondi
    1. @ Paolo
      Sì, ovviamente si riesce a costruire un portafoglio di ETF che permetta di investire sulle borse a basso costo. Io lo sconsiglio perché ci sono stati periodi anche molto lunghi durante i quali le borse (parlo di quelle mondiali) hanno avuto rendimenti negativi o bassissimi.

      Per questo nell’ebook salva la tua pensione consiglio di utilizzare i titoli ad indicizzazione reale…

      Rispondi
  10. Non capisco la parte riguardante i vantaggi fiscali: perché dici “…quello che non paghi oggi con la deduzione dei contributi a favore della previdenza integrativa lo pagherai nel momento in cui otterrai la prestazione…”???

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Perché la parte di rendita generata dai contributi dedotti è soggeta ad imposta sostitutiva del 15% che potrà scendere fino al 95 a seconda degli anni di permanenza nel fondo. E quindi una parte di quello che risparmi oggi lo pagherai alla scadenza, purtroppo…

      Rispondi
  11. Buon giorno Giacomo,
    sto cercando di costruire la mia “strategia” d’invenstimento e tra i vari punti ho la previdenza integrativa sia per me che mia moglie.

    Togliendomi il fondo chiuso, che mi rimane oggi su cui pensare di affidare parte dei risparmi per integrare la pensione o comunque il redito tra 15/20 anni?

    Grazie

    Rispondi
    1. @ Alberto
      Ne parliamo il 16 settembre dal vivo in streaming 🙂

      https://www.segretibancari.com/webinar-dal-vivo/

      Ti aspetto!!

      Rispondi
  12. Comete e Speranze

    Personalmente non investirei mai in qualcosa che… potrei rivedere tra 2000 anni! 🙂
    … Un altro fondo pensione l’hanno chiamato Espero… :)))

    … Come cantavano i Muse:
    Our hopes and expectations
    Black holes and (bad) revelations

    Rispondi
  13. Ciao Giacomo.
    Anch’io sono un metalmeccanico.
    Purtroppo l’anno scorso ho fatto l’errore di aprire un PIP facendoci anche confluire il TFR, salvo scoprire successivamente gli alti costi applicati.
    Come riparare al “danno”? Sicuramente posso interrompere i versamenti ma, riguardo il TFR, la scelta è irreversibile. Cosa faccio? A questo punto non mi conviene di più migrare su Cometa (alla scadenza del 2° anno) facendoci confluire il TFR e versarci anche i contributi minimi per usufruire dei versamenti del datore di lavoro? Oppure?
    Grazie,
    Massimo

    Rispondi
    1. @ Massimo
      Sì, ti conviene senza dubbio passare a Cometa. Puoi interrompere i versamenti ma purtroppo la scelta di destinare il TFR è irreversibile. Versa il minimo così da prendere il contributo del datore di lavoro e stop… Un caro saluto e grazie a te!!

      Rispondi
  14. Ciao,
    leggo l’articolo e trovo un sacco di inesattezze.
    Oggi come nel 2012, il Fondo Cometa rappresenta una ottima alternativa al TFR in azienda !
    Oltre al contributo dell’azienda (1.2 o 1.6% buttali via, ogni mese !), il rendimento nel lungo e’ sempre stato superiore all’inflazione, e poi NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO che tu non possa riscattare la tua posizione se non alla pensione!

    Se ti dimetti, o sei licenziato, etc., puoi richiedere subito il riscatto totale: passano circa 6 mesi, ma arrivano. E la tassazione e’ piu’ bassa del solo TFR in azienda.
    Esperienza personale, ricevuti poco fa.

    Se continui a lavorare, dopo 8 anni puoi richidere fino al 75%, e anche prima in caso di spese gravi: questo puo’ essere un vincolo, ma se opportunamente calcolato non e’ impossibile da gestire.

    Inoltre hai benefici fiscali ogni anno… insomma, personalmente trovo soprattutto gli svantaggi elencati molto di parte!
    1.2%/ 1.5% risibile… beh, rispetto a ZERO, e’ altro che risibile!

    Saluti

    Rispondi
    1. @ Marco
      Forse hai sottoscritto il fondo tempo fa o forse non conosci bene la normativa sui fondi pensione, ma uscire da questi prodotti non è per nulla semplice perché al di là di alcune ipotesi ben precise è impossibile (presso che)riprendere i tuoi soldi con facilità…

      Rispondi
  15. buongiorno sig.Saver,
    sono un metalmeccanico di 58 anni, dunque mi mancano circa nove anni ai 67 della pensione.
    Finora ho tenuto stretto il TFR, ma forse oggi mi conviene aprire Cometa:
    1) versando la quota minima + quota azienda+40%TFR, in solo nove anni di versamenti il capitale maturato sarà modesto e raggiunti i 67 anni potrò riscattare tutto il capitale (evitando la quota rendita).
    2) godrò della deducibilità fiscale del 38%. Vero che al riscatto pagherò il 15% sul capitale ma 38-15=23%. Mi pare vantaggioso!
    3) comparto “Monetario plus” =basso rischio/basso rendimento. Ok, rendimento quasi nullo ma il vantaggio è tutto nella deducibilità.
    4) se il governo cambia le cose in peggio, blocco i versamenti e congelo tutto.
    DOMANDE:
    1) condivide il mio ragionamento?
    2) uno svantaggio potrebbe essere lo storno del 40% del TFR da una rendita certa (1,5+0.75%infl.) alla rendita risibile del Monetario plus.
    Secondo lei questo svantaggio è compensato dalla deducibilità?
    3) Se lo storno del 40%TFR rende poco conveniente Cometa, secondo Lei nel mio caso potrebbe essere conveniente il Postaprevidenza valore (Pip) per godere della deducibilità mantenendo intatto il TFR?
    la ringrazio
    Marco P.

    Rispondi
    1. @ Marco
      Nel suo caso conviene aderire a Cometa sia per effetto della grande deduzione fiscale, sia per il fatto che se riesce ad ottenere tutto il versato sotto forma di capitale avrà una agevolazione fiscale alla scadenza ed infine per il fatto che le mancano pochi anni al pensionamento.
      Le consiglio comunque di optare per una linea prudente a basso costo per ridurre i rishi e le possibilità di subire oscillazioni sfavorevoli del proprio capitale.
      Per qualunque cosa sono qui per Lei. Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
      1. grazie per la risposta.
        Leggendo le motivazioni del Suo consiglio su Cometa (deducibilità, riscatto totale e pochi anni al pensionamento) noto che sono fattibili anche con Postaprevidenza valore (Pip).
        A mio avviso il mancato contributo datoriale viene compensato dalla possibilità di mantenere intatto il TFR (con Cometa è obbligatorio investirne almeno il 40%).
        Postaprevidenza valore può essere una valida alternativa a Cometai?
        C’è qualcosa d’altro che mi sfugge su Postaprevidenza valore per cui è preferibile Cometa?
        grazie

        Rispondi
        1. @ Marco p
          Per rispondere alla sua domanda bisognerebbe fare un’analisi dei due fondi pensione per verificare costi, performance ed efficienza ossia capacità di essere ‘reattivi’ nei diversi momenti di mercato. A ‘spanne’ direi che i PIP sono più cari ed è meglio Cometa ma sono valutazioni particolareggiate che non posso fare qui per motivi di tempo. Grazie a lei e a presto!!

          Rispondi
  16. Salve,
    ho letto da qualche parte che aderendo ad un fondo chiuso per il conferimento del tfr, c’è la clausola di riscatto del 100% nel caso in cui si cambi cambi ccnl di appartenenza (cioè assunzione presso altra azienda) e addirittura si avrebbe la possibilità di conferire nuovamente il tfr in azienda.
    E’ giusto?
    Essendo un informatico assunto con contratto metalmeccanica-industria e aderendo a Cometa (ho aderito già ad un altro fondo da cui dovrei trasferirmi), se tra qualche tempo dovessi cambiare azienda e ccnl potrei riscattare il 100% e avere nuovamente possibilità di scelta sulla destinazione del tfr?
    Grazie mille.

    Rispondi
    1. @ Massimiliano
      Credo dipenda da quando è entrato nel fondo. per gli assunti dopo il 2007 purtroppo non è più ammesso il riscatto in caso di cambio di lavoro ma solo il trasferimento del montante accumulato sul fondo chiuso di categoria verso un altro fondo o un PIP. La normativa è diventata molto restrittiva e limitante purtroppo…

      Rispondi
      1. Grazie mille.
        Quindi, essendo assunto dopo il 2007, se cambio azienda e mi assumono con ccnl del commercio sarei obbligato a spostare tutto su un fondo aperto. E’ corretto?
        Grazie ancora.

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        1. @ Massimiliano
          No, perché il commercio ha il suo fondo chiuso. Puoi passare al fondo di categoria (riferito alla nuova categoria in cui ti trovi a lavorare) oppure ad un fondo aperto se il fondo di categoria non c’è o non vuoi aderire allo stesso. Su questo hai ampia possibilità di scelta, sei solo limitato per quanto riguarda l’uscita dalla previdenza complementare… Grazie a Te…

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  17. ho aderito a un fondo pensione aperto arca previdenza nel 1998 per i commercianti. nel 2004 ho cessato l’attività e non ho più fatto versamenti. vorrei riscattarlo e ho già fatto 3 richieste . non mi hanno risposto da giugno ne ho bisogno per motivi gravi di salute.cosa devo fare

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    1. @ Gisella
      Non so se sia riscattabile perché ignoro se la nuova normativa post 2007 si applica anche ai fondi sottoscritti in precedenza. Temo di sì comunque e a meno di inoccupazione prolungata penso che il fondo non sia riscattabile: https://www.segretibancari.com/consulenzafinanziaria/previdenza-complementare-come-uscirne/.
      Fammi sapere e grazie per il tuo commento.

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  18. L’analisi mi sembra spannometrica e con molti vuoti.
    Prima di tutto i soldi si possono riscattare per varie problemi e anche il 30% ogni anno dopo il superamento degli 8 iniziali (come tutti i fondi anche bancari).
    Ricordate che i soldi investiti in Cometa sono controllati e sicuri, mentre nelle previdenze fatte dalle banche no (specialmente con le banche salvate dallo stato come in questi ultimi giorni). Se non si è capito io sono un iscritto e screditare un fondo, magari non il migliore e perfetto, ma sicuramento molto sicuro e conveniente non lo disprezzerei.
    Ultima riflessione, dal fondo cometa si può uscire semplicemente spostandoti su un altro fondo previdenziale.

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    1. @ Paolo
      Non definirei “liquidabile” un fondo che ti permette un anticipo del 30% dopo 8 anni di permanenza nel fondo o dal quale si può uscire solo andando su un altro prodotto analogo. Dal punto di vista della sicurezza i fondi negoziali e quelli bancari sono sullo stesso livello.

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  19. IUo ho aderito a cometa dall’inizio 1998 ho messo da parte tfr compreso ( una parte ) 50700 euro ad oggi cosi composte: 13600 contributo mio, 21200 tfr tot mio 35000 contributo azienda 4100 rendimento 11800 rendimento annuo dal 98 3,67% per cui per me è stato molto positivo…… certo non ha rendimenti enormi ma nemmeno perdite, quindi io che l’hò fatto ora ho 51000 euro da parte chi non lo ha fatto ha teoricamente se non li ha spesi 37500 euro differenza tra me e uno che non ha aderito rendimento tfr compreso in azienda 13.500 euro in17 anni che non sono pochi……

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    1. @ Roberto
      Il fondo Cometa inteso come risparmio forzato in vista della pensione va benissimo. Va anche bene il contributo datoriale, che aggiunge denaro al contributi volontari che versi tu. Il problema è che i fondi pensione sono rigidi e vincolanti ed è bene essere a conoscenza di questo fatto prima di sottoscriverli con leggerezza. Rispetto ai fondi aperti o ai PIP venduti dalle banche, i fondi chiusi come Cometa sono decisamente migliori, ma vanno valutati sempre in modo approfondito e non ‘per sentito dire’ o perché “tanto bisogna fare qualcosa per la previdenza”.

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  20. Buongiorno, sono un impiegato metalmeccanico con 30 anni di anzianità lavorativa. dovrei andare in pensione a 64 anni ( ne ho 49 e mezzo ). la mia domanda è : mi conviene aderire al fondo cometa x i rimanenti 15 anni di lavoro ? grazie x la risposta. Claudio Passuello

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    1. @ Claudio
      Se per lei non è un problema bloccare i suoi soldi per i prossimi anni direi di sì. Il fondo cometa è meno peggio di molti altri prodotti venduti da banche ed assicurazioni, e in più le permette -credo – di beneficiare del contributo del datore di lavoro.

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  21. Buonasera Giacomo
    Sono un impiegato nel settore metalmeccanico neolaureato di 26 anni con contratto a tempo indeterminato. In azienda ho sentito parlare di Cometa come fondo per destinare il mio TFR così sto cercando di informarmi nel miglior modo a riguardo. Trovo pareri contrastanti e non so proprio cosa fare. A me interesserebbe gestire il TFR come un tesoretto in grado di garantirmi una pensione integrativa, quindi diciamo che per quanto possibile non vorrei mai toglierci dei soldi ma solo accumularli. Trovo il tuo articolo molto interessante ma devo dire che adesso ho le idee molto più confuse di prima! Mi piacerebbe avere un consiglio da chi ne sa più di me, magari su alternative più valide a Cometa per la destinazione del TFR di cui ignoro l’esistenza. Cometa mi sembrava allettante per il contributo aggiuntivo del datore di lavoro, non vedo quindi la convenienza a lasciare il TFR all’inps con rendimenti più bassi… credi che l’ebook sulla pensione integrativa possa fare al caso mio? Vorrei capire quale sia il miglior modo per destinare il TFR, non è escluso che per la pensione integrativa possa provvedere con altri investimenti (e qui cercherò di documentarmi meglio grazie ai tuoi articoli).

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    1. @ Stefano
      Cometa è il meno peggio rispetto a tanti altri fondi pensione e PIP ad alto costo. Il problema non è tanto nello strumento ma nella normativa che lo incornicia e che, di fatto, lo rende rigido e vincolato nel tempo. Se sei certo che bloccare i soldi per 40 anni per te non sarà un problema allora puoi pensare di aderire a Cometa, ma pensaci bene perché 40 anni sono tanti 🙂

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      1. Grazie della risposta! Credo che inizierò leggendo l’ebook sulla pensione per cercare di capirne di più a riguardo. Dato che il TFR praticamente non ci passa neanche per le mani ma finisce direttamente in un fondo, e quindi non posso disporre di questi soldi come se li avessi in tasca, ero intenzionato a destinarlo a un fondo che rendesse il più possibile nel tempo e parallelamente costruirmi una pensione integrativa in altri modi con meno vincoli sul capitale investito. Su questo secondo punto i miei genitori mi darebbero una mano contribuendo loro stessi alla creazione del fondo pensione. Mi ritroverei quindi fra 40 anni con il TFR accumulato su Cometa, di cui il 50% potrei subito riscattare, e un’altra rendita dovuta alla pensione integrativa che mi costruirei in altri modi (leggendo i consigli del blog ad esempio :)). Non so se il ragionamento che faccio può essere giusto o sbagliato…

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        1. @ Stefano
          Il ragionamento è giusto. puoi fare comunque Cometa per usufruire dell’agevolazione fiscale e poi crearti un’ulteriore bacino di previdenza con strumenti finanziari classici e non vincolati che puoi movimentare a tuo piacimento.

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        2. Ciao Stefano , condivido i tuoi ragionamenti . Anch’io sto valutando il fondo pensione per i benefici che questo porta ed al tempo stesso vorrei costruire la pensione integrativa con altri mezzi . Ho letto gran parte degli e-book di Giacomo , compreso quello sulla pensione integrativa che ho trovato molto interessante (complimenti a Giacomo per il lavoro che svolge) , ma credo che per mettere in pratica alcuni dei suoi consigli serva un certa dimestichezza e conoscenza di alcuni strumenti . Cosa che al momento io non ho , anche se spero potrò con il tempo imparare .
          A riguardo del consiglio di Giacomo sulla pensione integrativa (e-book) , credo che l’unico grande vantaggio rispetto ad un fondo pensione , sia quello di poter riavere più facilmente i propri soldi in caso di necessità . Ma non certo quello di avere interessi maggiori , anzi …
          In linea più generale invece , quel che ho capito leggendo i tanti consigli di Giacomo è che : o si conosce nel dettaglio ciò che ci viene consigliato e quindi lo si può mettere in pratica senza bisogno di nessun consigliere (per intenderci bisogna essere del mestiere) , oppure bisogna avere un capitale molto consistente a disposizione , così da giustificare il costo dei servizi informativi dedicati che il programma di Giacomo prevede . Io personalmente non dispongo di 100.000 € da investire e quindi non posso supportare i costi dei suoi (seppur ottimi) servizi .
          Quindi per concludere sono ancora alla ricerca di qualcosa che sia alla mia portata (5.000€/anno di capitale da investire) . Giacomo , cosa mi consigli ?
          grazie

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          1. @ Marco
            Complimenti per la tua analisi che, ancora una volta, ha un’unica grande chiave di volta: la consapevolezza. La strategia per salvare la tua pensione che trovi nell’ebook in questo momento è “perfettibile”, perché i BTPi rendono poco e perché nel tempo sono aumentati i rischi di un deprezzamento degli stessi qualora si andasse verso la ristrutturazione del debito.
            I buoni postali indicizzati non ci sono più e questo complica lo scenario.
            A questo punto la cosa che puoi fare è cercare un fondo pensione che costi poco ed affidarti ad esso, perché le altre strade non sono percorribili.

            Se scegli un programma che tiene i costi sotto controllo avrai lo svantaggio di vincolare i tuoi soldi, ma al tempo stesso risolverai il problema nel modo migliore. Un’alternativa sarebbe fare un piano di accumulo in ETF, ma se non conosci bene le caratteristiche di questi strumenti è meglio lasciare perdere… Per qualunque chiarimento sono qui per te 🙂

  22. Complimenti per il post e grazie per le tante informazioni utili contentuto nel sito.

    Sono lavoratore dipendente nel settore privato, contratto metalmeccanici, assunto nel 2007.
    TFR in azienda, mai aderito a fondi pensione, ecc.
    Ora sto riscattando 70% del TFR per acquisto prima casa.

    Sto valutando l’adesione al fondo Cometa da oggi in poi. Motivi della scelta:
    – vantaggi fiscali di deduzione
    – contributo datore di lavoro
    – rendimenti garantiti con comparto monetario
    – basso costo gestione
    – trasferimento del rischio riscossione TFR dall’azienda al fondo (che reputo più sicuro rispetto alla mia azienda in caso di fallimento della stessa)

    L’unico mio dubbio è proprio sulla possibilità di riscatto totale (in particolare del TFR), se confrontato allo scenario di lasciare il TFR in azienda.
    Nell’ipotesi in cui decido di cambiare lavoro – ad esempio tramite dimissioni volontarie – leggo dalle condizioni contrattuali che posso riscattare tutta la somma (100% o 80% o 60%).
    Qui sopra leggo invece che non posso. ci sono condizioni che NON mi fanno accedere al riscatto e che non vedo?
    Nello scenario in cui sia l’azienda ad andare male e vado in mobilità c’è la possibilità di riscattar solo il 50% del TFR. corretto?

    grazie

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    1. @ Flyngikiko
      Hai centrato il problema: in passato (ante 2007) il cambio di lavoro permetteva il riscatto del fondo pensione. Ora, purtroppo, non più: https://www.segretibancari.com/consulenzafinanziaria/previdenza-complementare-come-uscirne/

      Ci vogliono 4 anni di disoccupazione per poter ottenere il rimborso totale di quanto versato, il che rende i fondi pensione prodotti da valutare con attenzione anche per colpa della loro rigidità.

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