Polizze Vita: Gioco o Verità?

Distinguiamo tra Realtà e Finzione nelle Polizze Vita?

Polizze vita e fanfaluche. Quando il gioco diventa un’amara verità

polizze vitaTi riassumo la situazione: bassi tassi di interesse, ricerca di rendimenti più elevati e… zac ti trovi davanti agli occhi, su una elegante scrivania in cristallo o legno scuro, un contratto pronto da firmare. “Questa polizza le darà questi risultati” ti dice il consulente, avvolto in un sottile profumo. Ma sei sicuro/a di cosa stai per firmare? E soprattutto, dove finisce la realtà ed iniziano le ipotesi?

Stai per imparare a muoverti in modo semplice tra concetti difficili come tasso tecnico, retrocessione e Isvass.

Le Polizze Vita: nemici da conoscere

Le polizze vita, al momento della stipula, offrono una prestazione prestabilita calcolata sulla base di due parametri:

  • il tasso tecnico
  • le ipotesi demografiche

Puoi saperne di più sulle polizze vita scaricando l’ebook gratuito “Investimenti assicurativi? NO GRAZIE“. Ora ci concentreremo solo sull’aspetto del tasso tecnico. Esso è  il tasso di interesse minimo garantito che ti sarà applicato al contratto. “Ah, è il tasso di rendimento effettivo dei miei soldi?” mi chiederai. Purtroppo no. E’ il tasso applicato a quello che versi meno i costi.

Ora, poiché il tasso tecnico di molti contratti è il 2% annuo mentre i costi (detti caricamenti delle polizza vita) sono nell’ordine del 10%, tu prenderai il 2% ma su un capitale di 90 perché il 10 se li è trattenuti la compagnia.

Il tasso tecnico non corrisponde al tuo guadagno effettivo. Esso, infatti, si applica sui premi una volta sottratti i costi

Ma il bello (o il brutto) deve ancora venire…

Retrocessione e ipotesi

Prima di proseguire con le retrocessioni e le ipotesi, voglio dirti una cosa. Le compagnie di assicurazione investono i premi incassati con le polizze vita in strumenti finanziari a basso rischio, le così dette gestioni separate. La gestione separata è praticamente un fondo costituito dai premi versati dai clienti, che vengono investite in titoli di stato.

Ora, posto che di solito il rendimento della gestione separata supera il tasso tecnico, accade che una parte del rendimento del fondo ti sia riconosciuto. Tale percentuale è detta “aliquota di retrocessione” ed è pari solitamente all’80% del rendimento annuo realizzato dalle stesse gestioni separate.

Quindi, se ad esempio la gestione ha reso il 5% e l’aliquota di retrocessione è dell’80% la tua polizza si rivaluterà del 4%. Poiché il 2% è stato già conteggiato nella prestazione iniziale quale ‘tasso tecnico’ il tuo capitale (o la tua rendita) assicurata crescerà del 2%. Allora dove sta il trucco?

ISVASS: ti tutela davvero?

Il vecchio ISVAP, ossia l’organo di vigilanza sul settore assicurativo, ha cambiato nome. Dal 1 gennaio 2013 è diventato ISVASS, ma svolge essenzialmente gli stessi compiti. Ora, l‘ISVASS prevede che nei fascicoli informativi delle polizze vita la compagnia faccia delle ipotesi circa il futuro rendimento delle gestioni separate.

In particolare oggi il tasso che ISVASS permette di usare è il 4%. In pratica il capitale alla scadenza, o la rendita, sono calcolate nell’ipotesi che la gestione separata renda effettivamente il 4%. Se così non sarà, le cifre che vedi scritte sul foglio, sono – appunto – solo ipotesi.

Il punto è che alcuni consulenti disonesti – come mi è capitato di trovare nei portafogli dei clienti e raccogliendo le loro testimonianze – danno per scontato che l’ipotesi divenga realtà. Purtroppo non è così. L’unico dato certo è la prestazione di capitale o di rendita che otterrai pre-calcolata sulla base del solo tasso tecnico.

Ricorda di distinguere sempre tra il tasso tecnico (garantito) e l’ipotesi di rivalutazione (incerta)

Tutto il resto sono solo ipotesi. Un’altra abitudine che hanno alcuni consulenti è quella di non mostrarti tutti i fogli del prospetto. per legge, infatti, il prospetto esemplificativo delle prestazioni deve contenere l’indicazione dei valori di riscatto suddivisi per anno con evidenza dei costi delle polizze vita.

Ecco perché rinnovo la mia raccomandazione. NON SOTTOSCRIVERE polizze vita e se proprio ti sembra di perdere un affare ricorda due cose importanti.

Judo assicurativo e polizze vita

Usa la forza dell’avversario a tuo favore, proprio come avviene nel Judo:

  • chiedi che ti venga mostrata tutta la documentazione e, una volta portatala a casa, falla esaminare ad un consulente
  • ricorda che dopo aver formato il contratto hai 30 giorni di tempo per recedere dallo stesso senza corrispettivo. anche qui il tuo consulente ti dirà come fare.

Le polizze vita sono troppo care per te che le sottoscrivi, ma sono al tempo stesso troppo ghiotte per i ricavi che producono a chi te li vende. In questo territorio si scontra la tua ‘carenza informativa’ con l’avidità della controparte che tenterà con ogni modo di convincerti che il peltro è oro.

Tu fai circolare questo post e stai alla larga dalle polizze vita…

43 commenti
  1. Caro Giacomo,sono perfettamente d’accordo con te.Ma vorrei sapere,che fare per uno che vuole,diciamo “assicurare”la propria persona,la propria famiglia,contro eventi avversi,malattie o invalidita assolute o temporanee?Per il fatto che,gli assicuratori,furbi,fanno passare ogni cosa su Polizze Vita.Vorrei un consiglio.Sempre in gamba,Raffaele

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    1. @ Raffaele
      Gli assicuratori non sono dei benefattori, questo è indubbio, ma le polizze ‘buone’ ci sono e sono proprio quelle che hai citato tu. Ad esempio tutte le polizza di rischio sono strumenti efficaci per proteggere il patrimonio o la persona dalle conseguenze nefaste di eventi dannosi.
      Parliamo di: temporanee caso morte, polizze contro furti, incendi e responsabilità civile.

      Poiché questi prodotti sono poco redditizi per gli agenti, è molto probabile che gli stessi cerchino di rifilarti anche la classica polizza sulla vita insieme. E qui occorre stare molto attenti. Come regola generale ti consiglio di non sottoscrivere mai nulla ‘in prima battuta’ ma farti consegnare la documentazione contrattuale e leggerla con calma a casa, magari facendoti aiutare da un esperto in grado di leggere le righe in piccolo e consigliarti.

      Un abbraccio e buona settimana…

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  2. Scusa la mia ignoranza ma cosa sarebbero le polizze vita, quelle polize che tu paghi mensilmente e che poi in caso di morte o altro ti rimborsano oppure altro..?
    Perché leggendo il tuo articolo penso che le polizze vita siano altro..

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    1. @ Andrea
      le polizze vita sono investimenti congegnati in modo da pagare capitale più interessi al pari di qualunque altro strumento finanziario. Puoi conoscerle a fondo grazie all’ebook omaggio. Le polizze caso morte, invece, sono sempre ‘assicurazioni sulla vita’ ma non nascondono pericoli.

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  3. Buonasera sig. Giacomo Saver le volevo chiedere un consiglio se possibile: nel 1996 ho stipulato da un amico di famiglia una polizza vita con la Milano ASS. che si chiamava Fondo Viva a premio annuo costante (600 e. annui ) e tasso tecnico del 4%.dopo 17 anni non so se mi conviene riscattarla o non pagare più le rate di 50 e. mensili e portarla a termini onde evitare eventuali penalità, perché qua sul contratto c’è testualmente scritto :” il valore di riscatto si ottiene scontando il capitale ridotto per il periodo di tempo che intercorre tra la data di richiesta del riscatto e quella del termine del differimento.il tasso annuo di sconto e’ del 5,25%,nel caso in cui siano trascorsi almeno 5 anni dalla data di decorrenza del contratto, e del 5,50%,nel caso in cui glia anni trascorsi siano invece inferiori a 5.”Ad oggi il controvalore lordo e’ di 15.078 e…..che ne pensa?

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    1. @ Federico
      Secondo me le conviene sospendere i pagamenti e lasciare che la polizza vada in riduzione. Se non mancano più molti anni alla scadenza, questo le permetterà di rientrare in possesso dei suoi soldi in tempi rapidi ed eviterà di pagare penali legate al riscatto…

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  4. ed eventualmente per portare il premio in riduzione cosa devo scrivere e quali documenti servono perchè vorrei evitar e di andare in filiale e sottopormi a quelle pressioni che fanno gli agenti….ha una specie di modello di riferimento? grazie per il tempo dedicatomi.

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    1. @ Federico
      Non è necessario fare nulla, basta sospendere il pagamento della rata affinché la polizza vada in riduzione. Al più scriva una lettera di questo tipo “Io sottoscritto bla bla, titolare della polizza nro bla bla bla chiedo che la stessa sia messa in riduzione. Cordiali saluti”. Tutto qui 🙂 Un caro saluto…

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  5. Gent.mo Dott.SAVER,
    sto versando premi per due POLIZZE VITA rispettivamente di € 1.291,14 stipulata nell’anno 2000 e quindi detraibile, con scadenza Dicembre 2016 e di € 2.000,00 stipulata nel 2001 con scadenza Novembre 2021.
    Nell’estratto conto annuale che la Compagnia mi ha inviato recentemente il rendimento retrocesso è del 3,06% e il Tasso tecnico del 2,50%.
    Premetto che non mi è stato mai comunicato il caricamento.
    Vado avanti a versare i premi o interrompo i versamenti?
    Inoltre il contratto prevede la corresponsione di una rendita annua vitalizia, annualmente rivalutata, pagabile in rate posticipate, in caso di sopravvivenza dell’Assicurato alla data di scadenza del contratto.
    Qualora l’Assicurato deceda prima di tale data, la Compagnia garantisce ai Beneficiari designati la corresponsione di un importo pari alla somma dei premi versati rivalutati.
    Nel ringraziarla anticipatamente per i preziosi suggerimenti che mi vorrà dare, La saluto cordialmente.
    GEO

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    1. @ Geo
      I caricamenti non devono essere obbligatoriamente esposti nei contratti, ma solo dichiarati se il cliente ne fa esplicita richiesta. Questo è un ulteriore ‘punto debole’ delle polizze rispetto ai prodotti finanziari per i quali, invece, l’indicazione chiara dei costi è obbligatoria.

      Considerato che di solito i caricamenti sono nell’ordine dell’8 – 10%, le consiglio di non proseguire con i versamenti (che sarebbero ulteriormente taglieggiati) ma interrompere gli stessi e lasciare che le polizze vadano in riduzione. In questo modo quanto ha versato fino ad ora continuerà a rivalutarsi, mentre eviterà di spendere altri soldi che difficilmente recupererà attraverso gli interessi.

      Un caro saluto.

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  6. Conviene sospendere il pagamento delle rate della Polizza stipulata entro il 31-12-2000 o continuare a versare beneficiando del vantaggio fiscale del 19%?

    Per quanto riguarda il contratto stipulato avrò diritto necessariamente a una rendita annua vitalizia o posso pretendere il pagamento del capitale pari alla somma dei premi versati rivalutati?
    Grazie ancora,
    GEO

    Rispondi
    1. @ Geo
      Dipende da quanto ammontano i costi sui versamenti che fai e se questi sono compensati dal vantaggio fiscale. Per saperlo con certezza bisognerebbe fare delle simulazioni applicate al caso concreto. In linea di massima comunque conviene ancora.

      alla scadenza puoi prendere un capitale pari ai premi versati MENO I COSTI rivalutato. Sono proprio i costi ad abbattere il rendimento delle polizze, perché se hai un onere del 10% significa che su 100 euro investiti solo 90 sono messi a reddito con un taglio netto di 10… e tu prenderai 90 più la rivalutazione che, sovente, arriva a malapena a 100 che è il valore da cui sei partito…

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  7. Dott.SAVER,
    scusi per la scarsa dimestichezza, ma queste benedette Polizze Vita sono il pensiero continuo per me che le ho sottoscritte e con la speranza che altri non ci caschino.
    Non mi è chiara la sua affermazione “in linea di massima comunque conviene ancora”.
    Intende il pagamento delle rate di entrambe le Polizze o mandarle in riduzione?
    Alla scadenza non ho ben capito se percepirò il capitale o una rendita vitalizia.
    Con questo spero di aver finalmente rimosso gli ultimi dubbi.
    GEO

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    1. @ geo
      Dipende da quanto ammontano i caricamenti in rapporto al beneficio fiscale. Se i benefici superano i costi, allora conviene continuare a versare, in caso contrario no. Per questo ho scritto ‘in linea di massima’. Alla scadenza del contratto potrà di solito scegliere se ricevere un capitale o una rendita. Un caro saluto.

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  8. Gentile Giacomo,

    essendo titolare di un conto Bancoposta ed avendo letto in internet della polizza “affetti protetti” ho deciso di recarmi nell’ufficio postale per sottoscriverla. Il consulente ha provato per circa un’ora e mezza a farmi aderire al conto bancoposta più (48 euro all’anno) con azzeramento delle spese abbinando polizza multiutile, affetti protetti, all’accredito stipendio e carta di credito già presenti.
    Purtroppo dietro l’insistenza ho aderito con 100 euro al mese. Al 4°mese, a causa di un imprevisto, per evitare il pagamento della rata ho dovuto far fare lo slalom ai miei soldi tra il conto mio e quello di mia moglie per onorare successivamente l’addebito della carta di credito. Si perché purtroppo i soldi al primo anno sono bloccati e non possono essere richiesti in nessun modo.
    Al mancare di una delle condizioni su esposte scattano i 4 euro al mese di costo del conto.
    Cmq ho deciso di aprire un bel conto corrente arancio a zero spese dove trasferire stipendio, ecc… dove i soldi depositati (sul conto deposito) possono essere immediatamente svincolati ed utilizzati senza alcun costo o penale.

    Domanda: per il multiutile mi conviene interrompere i pagamenti e richiedere la somma versata alla scadenza del primo anno?

    grazie

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    1. @ Francesco
      Considerati i costi direi che ti conviene senza dubbio interrompere i versamenti e ritirare quanto maturato per reinvestirlo in modo più redditizio facendo da solo. Buon lavoro e buona settimana…

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  9. Ma si possono scrivere certe cose?
    A parte che l’organo di vigilanza si chiama IVASS, ma poi fare anche un ebook con informazioni del tutto soggettive mi sembra troppo.
    Lei, dott. Saver punta il dito generalizzando, dicendo che le polizze vita sono tutte delle truffe… Si rende conto?
    Visto che è un grande sostenitore dei titoli di stato, Le parlo di titoli emessi dalla Grecia o dall’argentina e poi scrivo tutto un pippone su come i titoli di stato siano delle grandi fregature. (E i titoli tedeschi, scandinavi o americani?)
    Questo è quello che Lei sostiene con questi articoli. Tutte le polizze vita sono da buttare nel gabinetto.. Polizze a vita intera riscattabili dopo 1 anno al 3% netto al cliente ci sono sul mercato e anche per tagli minimi abbordabili. Quanto rende un BOT?
    Dipende sempre con chi confronta e cosa confronta. Possiamo parlare male dei fondi, degli etf, delle obbligazioni, dei certificati, possiamo parlare male di tutto quello che vuole. Il prodotto perfetto non esiste!
    Inoltre dovrebbe spiegare meglio ai suoi lettori che le polizze sono impignorabili e insequestrabili, offrono tassi minimi garantiti (premio unico, il tasso tecnico è sui PAC) devono avere le riserve matematiche, fondi di garanzia, ecc…
    Inoltre se muoio il beneficiario in 30gg si ritrova i soldi sul conto.
    Ah, i ristoratori di Roma sono TUTTI ladri, ne hanno preso uno che ha truffato un cliente giapponese… Viva il populismo

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    1. @ Generalizzo
      Se mi scrive un commento del genere è perché ha in mente uno o più prodotti che magari lei stesso vende, che si sottraggono alle mie critiche. Mi dica quali sono i prodotti assicurativi del ramo vita 8perché sono quelli di cui parlo più spesso) che sono una valida forma di investimento e scriverò un post ad hoc chiedendole pubblicamente scusa.

      Ma la prego di andare oltre i luoghi comuni insegnati nei corsi di vendita – impignorabilità e insequestrabilità (su cui la magistratura si è espressa a volte in odo discordante), sul fatto che le gestioni separate sono più siure dei titoli di stato e che le polizze rendono più dei bot.
      Aspetto con impazienza di leggere il suo nuovo commento e le auguro buon lavoro…

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    2. Caro Giacomo ora ti dimostro come sono stato un buon allievo….
      Caro sig Generalizzo sempre perché non dice anche che una polizza dopo 1 anno può rendere anche il 3% ( caso molto raro e improbabile, ma facciamo che le credo e che esiste)
      1 domanda… Il 3% è su tutto i capitale investito? O dobbiamo sottrarre la quando sottoscrivere una polizza..
      2 il 3% è netto?
      3 quanto mi costa uscire prima di 1 anno se ho bisogno urgentemente di quei soldi? Riscattare una polizza…
      Aspetto questa polizza e la sottoscriverò io se mi renderà il 3% netto l’anno

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  10. Dare soldi vedere cammello, recitava un proverbio….
    Siete Voi i consulenti a tutto tondo, dovreste conoscere alla perfezione tutto il mercato, anche quello di cui parlate male.
    Comunque l’impignorabilità e l’insequestrabilità è stata messa in discussione (giustamente), per quei personaggi che sapendo di fare delle cose errate si volevano “parare il fondo schiena” utilizzando la finanza.
    Se oggi investo e tra 10 anni faccio una cavolata o ho dei creditori, voglio vedere qual’è il giudice che mi porta via i soldi accantonati per fini previdenziali.
    Detto questo, una precisazione: non creda che chi fa un lavoro per passione, creda a tutte le fregnacce che gli vengono impartite da venditori di aspirapolveri. Il promotore, l’assicuratore o il consulente indipendente, possono essere fatti bene (non è di certo il nome sul biglietto da visita: private banking o family office, o indipendente a fare il professionista) o male a prescindere dalla mandante, o da altri fattori. quello che conta è l’etica e la professionalità.
    Posso avere a disposizione l’intero mercato finanziario e assicurativo ma se scelgo i prodotti a caso o quelli che costano di meno ma poco utili, ahimè non risolvo nessun problema.
    Stimo il suo lavoro e l’impegno che ci mette nello svolgere tale professione, ma ho l’impressione che si senta superiori agli altri in quanto può dire ad un Cliente di comprare i titoli in banca, e a differenza dei promotori non si fa pagare il managment. guadagna a parcella.
    Ribadisco, per me non è così….
    Non ho tempo di aprire la parentesi, anche se un confronto simile mi piacerebbe!
    Andiamo sul fatto delle gestioni, non mi dilungo su riserve matematiche, minimo garantito e margine di solvibilità. Non accenno nemmeno tutte le garanzie richieste dall’IVASS per poter operare.
    Andiamo su quello che vi sta più a cuore, il rendimento.
    Una gestione ha i titoli a corso storico e non a prezzo di mercato, questo vuol dire che comprerà i titoli per avere una certa duration scelta dal gestore in base ai rendimenti che vuole realizzare.
    Proprio per questo se un cliente esce prima ci sono delle penalità. Certo se il cliente ha 5mila euro alla gestione gli fa il solletico, ma se un cliente ha 10 MLN su 20 di gestito capisce bene che qualche problema lo provoca…
    Provi a pensare se domani tutti i clienti di carmignac patrimoine uscissero tutti insieme, il mercato ne risentirebbe?
    comunque, investendo con dei titoli a più lunga durata, il rendimento per ovvi motivi è più alto (tranne in alcuni casi verificatosi negli anni venti e alla fine del 2000) dove un rendimento a breve era più alto di quello a lungo. In questi periodi abbiamo visto cosa è successo!
    ora possiamo dire che una qualsiasi gestione rende in media dal 3,5 al 4,5% a parte le eccezioni (gauss insegna) da questo rendimento dobbiamo levare dallo 0,6 al 1,2% (standard) che è quello che trattiene la compagnia. Su tutte le compagnie ci sarà quella che per le spese si prende solo 30 euro, e per la gestione solo lo 0,7% e che magari rende il 4,1%. (mi creda, c’è)
    quindi se investo 100mila euro ne levo 30 euro, applico un interesse lordo del 3,4% e levo le tasse (sono investiti tutti in BTP o altri titoli statali, quindi la tassazione più favorevole) arrivo a 2,97%
    ora rispondo anche ad Andrea… se hai bisogno di quei soldi non fai un prodotto assicurativo, ma probabilmente nella costruzione del portafoglio avrai altri soldi da prendere immediatamente (questo vuol dire lavorare bene, non il rendimento dello 0,2% in più all’anno) perché lo 0,2% (ma potrebbe essere anche l’1%) vale se si hanno cifre importanti, non 10mila euro. Solitamente chi ha cifre importati, va a trattare i costi di gestione direttamente con la compagnia tramite Broker, è arriva allo 0,4/0,5%
    Quindi se ha cifre di rilievo è un conto, altrimenti….
    Grazie per lo spazio e buon lavoro a Voi.

    Rispondi
    1. grazie a te, il confronto e i diversi pareri sono sempre ben accetti…ma devi capire una cosa, questo sito (da come la vedo io) poi potrò anche sbagliarmi, viene visto come una guida per il piccolissimo e piccolo risparmiatore che vuole investire correttamente una piccola somma di denaro messa da parte per non vedersela ridurre da varie imposte, inflazione ecc. e anche con il pericolo che da un momento all’altro potrebbe averne bisogno..quindi ti parlo del 90 % degli investitori…
      credo che chi legge questo sito non abbia 10 MLN o 20 MLN di euro da dover o poter investire, non starebbe qui a leggere gli articoli di Giacomo.
      se li vedi sotto questa ottica, ti assicuro che sono consigli molto importanti e saggi proprio perchè viviamo in un mondo come dice una nota canzone…IN QUESTO MONDO DI LADRI

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  11. Egr.Dott.SAVER,
    il cosidetto Decreto del Fare recentemente approvato prevede anche il dimezzamento della detraibilità delle polizze vita, che passa dagli attuali 1.291,14 Euro a 630 Euro per il periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013. Poi si scenderà a soli 230 Euro a decorrere dal periodo d’imposta 2014.
    Le sarei grato se dedicasse uno dei prossimi post a questo argomento onde evitare che qualche lettore incappi in questi prodotti sicuramente non efficienti.
    Grazie,
    GEO.

    Rispondi
    1. @ Geo
      Terrò conto della sua richiesta, e cercherò di scrivere un articolo sull’argomento. Un caro saluto e buon fine settimana…

      Rispondi
  12. Egr.Dott Saver.
    Prendo atto di tutti i consigli che lei suggerisce ai suoi lettori ,ma tengo a precisare che non tutti i consulenti lavorano per raggirare i clienti.I consulenti di poste italiane mettono ben in evidenzia tutti i costi che il cliente va a pagare per sottoscrivere una polizza vita ben spiegando loro i costi della stessa

    Rispondi
    1. @ Rosa
      Purtroppo non tutti lo fanno. Le pressioni della direzione e i premi a fine anno fanno sì che ALCUNI (non tutti, ci mancherebbe altro) dei consulenti postali siano sbadati e non parlino in modo puntuale dei costi. Le auguro una buona giornata e sono certo che Lei fa il suo lavoro con coscienza e con il massimo scrupolo…

      Rispondi
  13. Caro Giacomo, ho 26 anni e nel 2012 ho sottoscritto una polizza “D’Oro di Alleanza” spinto da un amico (o presunto tale) . Il contratto prevede un rendimento minimo garantito del 2% dietro il versamento di un premio annuo di € 960 (€80/mese) e una durata 20 anni. Quanto ai costi non ne ho capito molto in quanto nel contratto si parla sia di un indicatore sintetico “costo percentuale medio annuo gestione separata Fondo Euro S. Giorgio” pari al 2,49% (se si arriva a scadenza, altrimenti del 3,14% per il 15o anno, 4,56% per il 10o anno, 8,38% per il 5o anno e a salire per i primi anni), sia di altri costi, ossia: 1) spese di frazionamento 5% mensile, 3,5% bimestrale, 3% trimestrale, 2,5 quadrimestrale e 2% semestrale; 2) “caricamenti”, variabili per età e durata del contratto, nel mio caso pari al 12,9/13%. Avendo capito dai tuoi preziosi consigli che con le assicurazioni è meglio fermarsi prima di perdere tempo e denaro, sarei propenso a scegliere la riduzione (e non l’oneroso riscatto) e volevo capire quanto veramente avrei incassato (calcolare da me l’importo e confrontare i dati che chiederò a breve all’assicuratore che ha già cominciato coi suoi tentativi per farmi desistere). Ma prima di questo volevo comunque verificare quanto il contratto mi avrebbe in effetti fruttato, magari usando il prezioso file Excel che hai allegato in un tuo post, ma che credo dovrò modificare quanto ai tassi ma soprattutto quanto alle detrazioni da applicare (considerando le intervenute rettifiche del fisco). Puoi aiutarmi per favore? Ti ringrazio in anticipo peri preziosi consigli che vorrai dispensarmi. Saluti.

    Rispondi
    1. @ Marco
      Non so dirti quanto incasseresti riscattando ora la tua polizza, Amico mio. Ma una cosa la so: con dei costi di ingresso del 13% su ogni versamento è difficile che tu riesca d riprendere i tuoi soldi.
      Chiedi in compagnia – ti basta un’email o una richiesta all'”amico” assicuratore – il valore di riscatto del contratto e poi fammi sapere. Ti aiuterò volentieri a calcolare il rendimento della polizza.

      La cosa migliore da fare è quella di interrompere i versamenti e lasciarla andare in riduzione. Ti invierò via email, in privato all’indirizzo che hai scritto, una guida in pdf che ti illustrerà come “fuggire” dalle assicurazioni.

      E’ il mio regalo per te e spero ti ti piacerà…

      Rispondi
      1. Caro Giacomo, ti ringrazio di cuore per la preziosa guida. Perdona il ritardo con cui ti rispondo ma ho avuto solo in questi giorni le info richieste alla compagnia assicurativa, dopo che me ne avevano mandate di parziali. Allora, a fronte di versamenti per € 2.020,00, mi indicano un valore di riscatto (al lordo delle ritenute di legge) pari ad € 798,70 ed un valore di riduzione pari ad € 828,94. Nella lettera della compagnia mi si indicano poi altri 3 importi, ossia: 1) assicurata in caso di vita a scadenza per € 15.471,77 (maturata allo scadere dell’annualità); 2) assicurata in caso di premorienza sempre per € 15.471,77 (anch’essa maturata allo scadere dell’annualità); 3) garantita a scadenza per € 18.939,90 (fissa). Che differenza c’è tra questi importi? Ho notato poi che la lettera della compagnia è stata inviata per conoscenza all’amico assicuratore invitandolo a mettersi a mia completa disposizione, tanto che lo stesso mi ha da poco inviato una sua comunicazione con la quale, oltre che ribadire i valori di riscatto e riduzione, mi indica, senza specificare se si tratta di lordo o netto, due altri importi: 1) capitale assicurato premorienza per € 17.242,76; 2) capitale assicurato a scadenza per € 21.069,76. Come mai questa differenza di importi con quanto indicatomi direttamente dalla compagnia?
        Ti indico in ultimo gli altri importi inerenti la gestione separata: rendimento lordo annuo 4,22%, aliquota di retrocessione 80%, valore trattenuto dall’impresa 1,20%, rivalutazione applicata alle prestazioni 3,02%.
        In ultimo, mi dici come calcolare l’effettivo rendimento della polizza? Confermi che è meglio scappare (con la riduzione)???
        Perdona i tanti quesiti, ma di questi tempi ogni centesimo va centellinato e non vorrei perdere quel poco che ho. Grazie infinitamente. Saluti.

        Rispondi
        1. @ Marco
          I valori indicati sono quelli che incasseresti se portassi a termine il piano, ossia se continuassi a versare. I primi due importi “grossi” corrispondono a quelli calcolati con il tasso tecnico, mentre gli altri due nell’ipotesi che la gestione separata renda almeno il 4%, ma ciò che a te interessa è sapere che se chiudi il contratto oggi incassi 798,20 euro a fronte di 2.020 euro versati.

          Mandando la polizza in riduzione prenderai – alla scadenza – 828,94 euro. E c’è chi ha la “faccia” di scrivere nei commenti che sono uno scellerato a parlare male delle assicurazioni. Credo che questi numeri parlino da soli…

          Rispondi
          1. Perdonami, ma non ci ho capito molto. Che differenza c’è tra “assicurata in caso di vita a scadenza” e “garantita a scadenza”? Se pago i miei premi da 960 euro/anno per i restanti 18 anni, alla scadenza dovrei portare a casa gli € 18.939,90 “garantiti a scadenza” (come nel prospetto inviatomi dall’Assicurazione) o i € 21.069,46 indicati come “capitale assicurato alla scadenza” (nella lettera inviata dall’amico agente)?

          2. @ Marco
            Credo che la rendita garantita sia quella calcolata con il tasso tecnico e corrisponda effettivamente al minimo ‘incassabile’ mentre la rendita assicurata sia calcolata nell’ipotesi che la gestione separata renda il 4%. prova a leggere con attenzione i fogli che hai in mano per cercare se c’è una dicitura simile o chiedi direttamente all’assicuratore per essere tranquillo.
            E fammi sapere 🙂

          3. Giacomo, in sintesi e alla luce della tua esperienza su tale prodotto (D’Oro di Alleanza) che mi consigli di fare: continuare a pagare (sperando di prendere quello che spendo) o ridurre (evitando di pagare per tanti anni per un rendimento minimo se non pari allo zero)???

  14. Giocomo, in sintesi e alla luce della tua esperienza su tale prodotto (D’Oro di Alleanza) che mi consigli di fare: continuare a pagare (sperando di prendere quello che spendo) o ridurre (evitando di pagare per tanti anni per un rendimento minimo se non pari allo zero)???

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    1. @ Marco
      Ti consiglio assolutamente di ridurre. E’ assolutamente inutile continuare a pagare aggiungendo danno al danno…

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      1. Grazie infinite per i tuoi consigli e per gli utili manuali dati. Non potrò non condividere la mia esperienza con chiunque abbia a che fare con questi strumenti mangia denaro e loro consiglierò vivamente di visitare la tua pagina, ricca di spunti e preziosi consigli. Un abbraccio di vero cuore.

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      2. Caro Giacomo, perdonami se son ritornato a “rompere”. Stavo dando l’ultima lettura al contratto prima di comunicare all’assicurazione l’intenzione di ridurre. Ebbene, ho trovato un articolo in cui si parla delle revoca e della possibilità di poterne usufruire fino a che il contratto non è concluso. Nelle condizioni generali si dice che “il contratto si perfeziona quando il contraente è messo a conoscenza dell’accettazione della proposta da parte della società ossia dalla data di ricevimento della polizza”. Ora, io non ho mai ricevuto nè la polizza nè l’accettazione, ma solo i mav periodici e gli estratti conto al termine di ogni anno (come ben ricorderai ho appena compiuto 2 anni di fregatura). Secondo te posso fare la revoca e richiedere TUTTI i premi pagati o mi devo “accontentare della riduzione??? Saluti e grazie in anticipo per la preziosa risposta.

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        1. @ Marco
          Credo che l’originale di polizza sia andato perso. Ad ogni modo l’esistenza stessa di estratti conto implica che la polizza è viva e vegeta e la revoca non può essere disposta.
          Puoi esercitare solo il diritto di recesso nei 30 giorni dalla sottoscrizione e poi stop. Al di là di queste ipotesi esistono solo riscatto e riduzione, purtroppo.

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  15. Caro Giacomo,
    non ho idea di che tipo di consulente indipendente tu sia, ma ti posso garantire che non ho mai letto un documento scritto con così tanta approssimazione/pressapochismo, intriso di luoghi comuni, stereotipi ed errori anche grossolani come il tuo e-book sugli “investimenti assicurativi”.
    Non intendo mettere in dubbio le tue conoscenze finanziarie ma quelle sul mondo assicurativo certamente si. Hai fatto una disanima parziale e lacunosa delle polizze vita rappresentando solamente una fetta del mondo “polizze vita” tra l’altro la fetta rappresentata da tipologie di contratti (vedi le miste) che non si vendono quasi più, senza nemmeno citare tutte le polizze di capitalizzazione e di ramo I° a premi unici ricorrenti che, la maggior parte delle volte, sono prodotti a vita intera, no load (senza caricamenti frontali) senza alcuna penalità di uscita. Queste tipologie di contratti hanno garantito ai sottoscrittori rendimenti netti annui attorno al 3,25% con vincoli temporali anche di soli 6 mesi. Vogliamo confrontarle con i rendimenti dei BOT di pari durata emessi negli ultimi due anni?
    Non voglio nemmeno soffermarmi su come, secondo la tua espertissima opinione, debbano essere trattate fiscalmente le plusvalenze delle polizze vita (12,50%?? sei rimasto a prima della riforma sull’armonizzazione delle rendite finanziarie del 2012) ma ti consiglio di evitare di dare agli utenti informazioni errate sia nella forma che nel contenuto.
    la cosa che mi spaventa di più è che molte persone, leggendo i tuoi scritti, verranno indotte a prendere decisioni, provenienti da un presunto “esperto”, su informazioni errate e questo non lo trovo corretto.
    Tu provieni da una formazione bancaria ventennale, come dici tu, e credimi, si vede tutta. In fatti in banca di polizze vita non ne hanno mai capito nulla se non che dovevano venderle allo sportello senza alcuna competenza tecnica. E per cortesia l’organo di controllo si chiama Ivass e non Isvass. Dato hai reiterato più volte lo stesso errore devo pensare che proprio non sai di cosa stai parlando. Ultima considerazione: ma come fai a dare consigli ai lettori su contratti assicurativi quando non hai nemmeno dato una letta alle condizioni generali di polizza? Non è affatto un comportamento professionale.
    Ovviamente sono disponibile a qualsiasi confronto.

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    1. @ Daniele
      Credo che occorra intendersi su che cosa sia una polizza vita. Se intendi le copertura per il caso morte sono d’accordo con te al 100%. Le assicurazioni ramo vita – caso morte sono insostituibili in quanto coprono dei rischi concreti.
      Ma se intendi le tariffe di capitalizzazione che vengono vendute come investimenti allora non ci siamo. Qui i caricamenti sono vergognosi e i rendimenti ottenuti ridicoli come le testimonianze ricevute dimostrano.

      Qui non siamo ad un corso di Economia delle Aziende di Assicurazione (che frequentai all’Università anni addietro) e la precisione passa in secondo piano se serve a favorire la semplicità e l’immediatezza di chi ci legge che non vuole tecnicismi ma risposte concrete alle proprie domande.

      E le scottature di chi dopo anni e anni di permanenza in una polizza ancora non rivede il suo capitale iniziale ci sono e sono molto dolorose, credimi…

      Grazie per il tuo commento.

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      1. Buongiorno Giacomo,
        io ho inteso benissimo, non so quanto lo abbia fatto tu. Non sei entrato minimamente nel merito di ciò che ho affermato.
        Per riassumere sinteticamente il tuo pensiero, espresso in diversi post, tu dici che, a parte le temporanee caso morte, non v’è sul mercato delle polizze vita alcun contratto che meriti di essere sottoscritto in quanto sono tutte delle fregature (finanziariamente parlando).
        E’ questa affermazione preconcetta che non può essere accettata. Una semplificazione di questo tipo può essere giustificata se espressa da una persona “comune” ma certamente non può essere accettata se proviene da una persona che si presenta come “esperto in materia”.
        Nel mio post precedente ti ho già dimostrato che esistono polizze vita a premi unici ricorrenti che non solo non hanno “caricamenti vergognosi”, ma che hanno rendimenti tutt’altro che “ridicoli” ma bensì di molto superiori ai Bot ed ai Btp decennali. Ovviamente sono disponibile a mandarti la documentazione di questi prodotti nel modo che riterrai più opportuno in quanto sto parlando con cognizione di causa.
        Io sono il primo a riconoscere che sul mercato ci sono polizze capestro con caricamenti elevati vendute da reti distributive aggressive e soprattutto banche, ma per onestà intellettuale non si può far vedere solo un lato della medaglia.
        Mi permetto di fare un copia incolla di quello che mi hai risposto: “Qui non siamo ad un corso di Economia delle Aziende di Assicurazione (che frequentai all’Università anni addietro) e la precisione passa in secondo piano “….
        Scusami se mi permetto, ma tu scrivi, in qualità di esperto, un e-book sulle polizze assicurative e sbagli clamorosamente il trattamento fiscale delle polizze vita? Qui non stiamo parlando di tecnicismi, stiamo parlando delle basi minime di conoscenza. Il mondo delle polizze vita è profondamente cambiato negli ultimi anni e probabilmente sarebbe il caso di riprendere in esame un bel refresh del tuo corso di Economia delle Aziende di Assicurazione. La tua materia sono le banche? Vai avanti per la tua strada perchè c’è bisogno di persone competenti che aiutino gli utenti. Non esistono tuttologi. Se hai realmente bisogno di un esperto di polizze assicurative affidati a persone più competenti.
        Vogliamo veramente fare chiarezza? Cominciamo a distinguere tra polizze di ramo I° di ramo III° ecc. di polizze a capitale differito, miste rivalutabili, index linked, unit linked, premi unici ricorrenti, per non parlare di tutte le tariffe di rendita.
        Come precedentemente detto, sono disponibile a qualsiasi confronto, pubblico o privato, su ciò che ho affermato. So che fai dei corsi in aula, quale migliore occasione? Invitami , sicuramente sarebbe molto utile per i tuoi corsisti.
        Ti ringrazio anticipatamente per la tua risposta.

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        1. Buogiorno Giacomo,
          non ho avuto più il piacere di una tua risposta.
          Attendo con fiducia.

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  16. Salve, in questo momento critico che vive l’Italia mi chiedo se ho fatto bene a sottoscrivere un investimento, così mi è stato prospettato, di Base Sicura Vivapiù. Questo mi è stato consigliato dalla mia agenzia Intesa San Paolo. Ma non è altro che una assicurazione sulla vita che comincia a rendere dopo il 2° anno. Mi dareste dei consigli, grazie, Francesco

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    1. @ Francesco
      Purtroppo non posso darti consigli qui. Da qualche settimana però è partita la mia ‘serie tv’ #investimentiimpossibili (metti questo nome in Google e arriverai ai video fino ad ora pubblicati) che esamina investimenti da cui stare alla larga. Terrò presente la tua segnalazione per una delle prossime ‘puntate’ e ti ringrazio per la segnalazione.

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