Previdenza Complementare: come uscirne

Sei Entrato nella Previdenza Complementare Inconsapevolmente? Hai sottoscritto un Fondo Pensione e non sai come uscirne? Non tutto è perduto…

previdenza complementareIl mio amico Massimo ha commesso un pericoloso errore. Tre anni fa ha aderito ad un fondo pensione pensando che fosse la strada migliore per assicurarsi una previdenza complementare soddisfacente. Ma dopo aver letto alcune cose riguardo a questa forma di previdenza ha pensato bene che valga la pena fuggire di corsa.

Il problema è che non sa come fare perché la previdenza complementare è estremamente rigida e ammette poche eccezioni. Ma le vie di fuga ci sono, anche se strette e anguste. E anche tu puoi forse rompere le catene che ti tengono legato ad uno strumento finanziario costoso ed inefficiente, quasi quanto le ormai famose polizze vita.

Il riscatto

Prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo 252/05 era sufficiente cambiare lavoro per riscattare il proprio fondo pensione. Ora non più: se cambi lavoro potrai trasferire i versamenti pregressi in un nuovo fondo ma non potrai uscirne.

Tuttavia la legge prevede due casi particolari di riscatto:

  • riscatto totale: in caso di inoccupazione superiore a 4 anni (48 mesi) puoi riscattare per intero il tuo fondo pensione. Ossia uscire definitivamente dalla previdenza complementare per fare del ricavato ciò che meglio credi. Questo è un peggioramento della situazione precedente, perché non basta che tu cambi lavoro o che resti disoccupato per un breve periodo per riavere indietro i tuoi soldi;
  • riscatto parziale (max 50%) in caso di inoccupazione per un periodo compreso tra i 12 e i 48 mesi o nel caso di iscrizione a liste di mobilità o cassa integrazione.

Nella seconda ipotesi (più verosimile) potrai riavere indietro il 50% del controvalore attuale del tuo fondo pensione, che a sua volta dipenderà dalla linea di investimento scelta. Per colpa di certi trabocchetti non potrai essere certo di riavere indietro per intero quanto versato, ma quanto meno eviterai di congelare i tuoi soldi per lunghi periodi.

Le anticipazioni

Stai per comprare casa? La tua prima casa? Bene: potrai uscire in gran parte dalla previdenza complementare chiedendo un anticipo sul tuo fondo pensione fino al 75% del suo controvalore. Ma solo se la tua permanenza nel fondo è di almeno 8 anni.

Massimo, l’Amico di cui ti parlavo prima, ad esempio, non potrebbe richiedere un’anticipazione, poiché non ha ancora una permanenza di 8 anni all’interno della previdenza complementare. Gli 8 anni peraltro si calcolano con decorrenza dalla sottoscrizione del primo fondo.

Quindi non importa se hai cambiato fondo pensione solo l’anno scorso. Se complessivamente sei rimasto nel “sistema” per oltre 8 anni puoi chiedere l’anticipazione per acquisto della prima casa.

Sempre trascorsi 8 anni dall’entrata nella previdenza complementare puoi chiedere un anticipo ‘generico’ ed ottenere indietro il 30% del controvalore attuale del fondo. Subirai una penalizzazione fiscale, poiché pagherai il 23% di imposta sul totale rimborsato invece del 15% degli altri casi.

Ma potrai rifarti grazie ad investimenti migliori…

Guida operativa allo svincolo della previdenza complementare

Uscire da un fondo pensione non è semplice. Ma ecco alcune mosse che puoi fare:

  • cambia linea di gestione scegliendo quella “garantita” o comunque quella meno costosa in assoluto. Questo ti permetterà di raggiungere due importanti vantaggi: consolidare i valori corrispondenti ai livelli elevati dei mercati e ridurre le spese;
  • se sei in cassa integrazione chiedi il riscatto parziale del fondo (una volta fatto il cambio di linea) e inizia ad investire i soldi avuti indietro per tuo conto;
  • se stai per acquistare la tua prima casa allora chiedi l’anticipo del 75% del valore del fondo;
  • altrimenti chiedi l’anticipo del 30% per “altre esigenze” in modo tale da svincolare una parte dei tuoi soldi destinati alla previdenza complementare. Anche se pagherai qualche tassa in più ritornerai in possesso del tuo denaro che potrai investire in modo migliore.

Un abbraccio e a presto…

Giacomo Saver,  Segretibancari.com

146 commenti
  1. Ho aderito ad un p.i.p nel lontano 2000, ho versato per circa 8 anni, quando ho finalmente realizzato in che guaio mi fossi cacciato, ho deciso di interrompere i versamenti e di aspettare la scadenza con il raggiungimento dell’età pensionabile, in questo modo avendo davanti , al momento dell’interruzione, circa 12 anni, ho evitato di continuare a pagare spese, e spero che nel lasso di tempo che mi separa dalla pensione maturi qualche interesse che mi faccia recuperare una parte delle spese..chissà. Volevo sapere un suo pensiero sulla strada d’interrompere i versamenti. grazie Pierluigi Marino

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    1. @ Pierluigi
      La sospensione dei versamenti, a mio avviso, è sempre consigliabile. Non pagando più premi non subirà altri costi mentre il montante contributivo versato continuerà a rivalutarsi riducendo i danni finali. Un caro saluto e a presto.

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  2. imbarazzante!
    l’unico aggettivo che mi viene da commentare dopo aver letto questo post.
    Ancora non riesco a capire che tipo di consulente indipendente è. Veramente faccio fatica!
    Chi mette i soldi nei fondi pensione (ultima riforma, minimo 67 anni e 3 mesi x tutti coloro non vicinissimi alla PENSIONE) lo fa con uno spirito pensionistico e di lunghissimo periodo, quindi non è domani. I vantaggi fiscali dati dallo stato sono incredibili. Ad una aliquota minima del 23% il risparmio fiscale è di 230,00 euro ogni 1.000,00 versati alla pensione complementare. considerando che l’aliquota massima nel nostro paese è del 43% vuol dire che il risparmio è di 430,00 euro ogni 1.000,00 euro versati. fino al massimo di 5.164,57 euro
    La tassazione può arrivare ad un minimo del 9%
    Le plusvalenze sono tassate all’11%
    non ci sono OBBLIGHI di versamenti e i costi basta guardarsi in giro 2 minuti e si trovano prodotti con TER ridicoli, altro che ETF.
    Essendo che sono prodotti di lunghissimo termine, metterli nei fondi azionari non è una eresia, il dollar cost averange farà il suo lavoro alla grande. Esistono quelli chiusi di categoria che hanno anche il contributo del datore di lavoro, percentuale non indifferente di guadagno annuo garantito (non repliclabile periodicamente da nessun consulente o società di gestione). In più se la ditta fallisce i tuoi soldi li hai, senza avvocati e lunghe trafile burocratiche.
    Non so, cosa si vuole di più?
    Certo che se si fa partecipare alla previdenza complementare un ventenne a 5.000,00 euro l’anno tirando il collo al cliente che magari deve affrontare tutta la vita di progetti ecc… allora è un assassino chi lo vende. La pianificazione dei progetti di vita non ha idea di casa siano sia il venditore che il cliente. Ma questo non toglie la bontà dello strumento, dipende l’utilizzo che si fa. Anche il coltello è un buon strumento in cucina, ma lo si può utilizzare anche in altro modo.
    Già, lei è quello contro tutto ciò che viene dato da banche e assicurazioni a prescindere e anche davanti ai numeri riterrà sempre il suo consiglio superiore a quello di un promotore, assicuratore, o chi per esso. Approvo molti articoli, ma quando si fa disinformazione il danno provocato cancella tutti i post positivi.

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    1. Gentilissimo promotore, mi permetta di consigliarLe la lettura de: “la pensione tradita” del prof. Beppe Scienza (Università di Torino), a proposito dei fondi pensione.
      Calcoli alla mano, Le dimostrerà quanto si stia sbagliando.
      Buona lettura.

      P.s.: forza Giacomo!

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      1. Se lo dice il professor beppe scienza allora sono sereno!
        Altro che cavalca il populismo. è facile fare il lavoro così. Prendo i peggiori tratti di un prodotto o di una legge e poi punto il dito su quell’argomento. allora buttiamo nel gabinetto tutto. titoli di stato? Argentina, grecia
        Obbligazioni? parmalat, lehman brothers
        Fondi? qui c’è l’imbarazzo
        etf, polizze vita, certificate, ecc….
        tutto schifo! parliamo degli immobili?
        parliamo del materasso?
        Tutti questi strumenti hanno pro e contro. visto che ognuno di noi è differente per tutto, (per fortuna) magari qualcosa che vada bene esiste per qualcuno. Oppure compriamo tutti la dacia? Costa poco, qualità prezzo è conveniente. Chi è quell’idiota che si compra un BMW a 50mila euro?
        Ci sarà un cliente in Italia che utilizza il fondo pensione inserendo una parte dei suoi soldi per avere un vantaggio fiscale immediato, una pensione di scorta quando toccherà il suo turno ed è anche capace a selezionare i fondi all’interno del prodotto.
        Parliamo anche di questi calcoli… Certamente non mi metto a legge scienza. Se lo ha letto riporti i calcoli. Poi confrontiamo tutto. Anche davanti all’evidenza BOT vs gestione separata (ormai si parla di 5/6 volte tanto di rendimento) si è detto che i bot sono migliori…. Mah, contenti voi!

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        1. Per gentilezza, oltre a Beppe Scienza dia anche un’occhiata all’elenco stilato dall’Ufficio Studi Mediobanca da Fulvio Coltorti a proposito degli stupendi risultati dei fondi comuni, o anche lui, a parer Suo, é un populista?
          Sono validi solo i prodotti che portano profitto a banche e collocatori (i quali, probabilmente, possono permettersi la BMW da 50000 euro).
          É facile attaccare gente come Giacomo, che di fronte ai giganti dell’informazione finanziaria foraggiata e di conseguenza schierata per ovvi motivi, risultano apparire come Davide contro Golia.

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    2. Salve,
      anche io ho un piano pensionistico, e pensavo in questi giorni di bloccarlo. La domanda è: trattandosi di una sorta di contratto, sospendere i pagamenti non compromette la mia posizione?

      grazie

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      1. @ Sara
        Assolutamente no. Quello che hai versato continuerà a rivalutarsi e non ci sarà nessuna penalizzazione sui nuovi versamenti che potrai riprendere o interrompere a tuo piacimento.

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  3. Sono assolutamente d’accordo con il commento precedente, questo post é davvero ridicolo.

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    1. @ Mbà
      Non mi stupiscono i commenti negativi da parte di persone che lavorano nel settore. In effetti voi vivete grazie a fondi pensione scadenti proposti ai clienti e quindi quando qualcuno dice delle cose che non vi fanno comodo vi alterate. E’ normale, siamo umani.

      A settembre ci sarà un webinar in straming sulla previdenza integrativa. Se vorrete partecipare – in qualità di miei graditi ospiti – avrete modo di dire la vostra in diretta argomentando adeguatamente le vostre posizioni.

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  4. Accidenti come scaldate gli animi.
    Ricordiamoci sempre che ogni strumento finanziario ha caratteristiche valide per alcuni e meno per altri. Inoltre ogni benefit ha un costo.
    Ciò che Giacomo più volte suggerisce è di non farci ammaliare dai consulenti, ma leggere e valutare. Sicuramente per un neofita o non informato di matematica attuariale e fisco è opportuno stare sempre in strumenti finanziari semplici e liquidi, perchè ovviamente non può valutare rischi e rendimenti di un portafoglio!
    Anche io da bravo impiegato nel 2003 ho aderito al fondo di categoria, versando il minimo 1%, il tfr maturando e ottenendo un ulteriore 1% bonus dell’azienda. L’ho fatto perchè il solo bonus era già un ampio rendimento.
    Stessa cosa che succedeva con le vecchie polizze miste dove il 19% di detrazione fiscale ne era il rendimento immediato.
    Tuttavia ricordo a chi ha scritto in precedenza che, il vantaggio fiscale della deduzione dal reddito dei contributi versati è una traslazione nel tempo, perchè quando riceverà il capitale o la rendita questa sarà assoggettata a tassazione ad aliquota IRPEF. Quindi la scommessa è: meglio dedurre oggi o domani? Dipende dai sacrifici o meno che oggi devo sostenere per versare la quota al fondo.
    Altro problema del fondo pensione è la mancanza di una stabile e perpetua disciplina legale. Il fondo lo incasso quando vado in pensione, ma siamo passato dai 60, ai 65, poi 67 e di certo 70 anni in ottica futura.
    Non sottovaluterei nemmeno il rischio controparte, ovvero credit default, visto che si parla di investimenti a lunghissima scadenza.
    Le uniche vere cose positive dei fondi pensioni sono poche:
    1. obbligo per il mio datore di lavoro a versare temporalmente il TFR ad un’impresa finanziaria anzichè effettuare il solo accantonamento contabile;
    2. bonus aziendale per i fondi negoziali di categoria
    3. tassazione sui rendimenti che scende dal 15% al 9% dopo 30 anni.
    Il consiglio è di non investire in fondi pensioni se non ricorrono i primi 2 casi, molto meglio conti deposito, bot, btp, buoni fruttiferi e polizze caso vita a premio unico e senza caricamenti per mettere qualcosa da parte per le avverità della vita in età senile.
    Per chi c’è dentro seguite i consigli di Giacomo.
    P.S. Nel mio caso, dopo la mobilità del 2009, ho preferito lasciare tutto nel fondo Fon.Te. in quanto non ne ho bisogno (per ora).

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    1. Sei proprio sicuro di quello che scrivi?
      Se fossi in te, una ripassatina sulle tassazioni e la possibilità di anticipare la rendita la darei!. non aggiungo altro, in quanto anche davanti all’evidenza viene sempre puntato il dito a chi dice cose non evangelizzate (vedasi IVASS, Gestioni separate e tasso tecnico vs minimo garantito).
      Di dare soluzioni o informazioni corrette, visto che siete il TOP, non è compito mio.
      Faccio un passo indietro ed evito di scrivere altre risposte all’interno del sito.
      non esiste peggior sordo di chi non vuole sentire.

      Addios!

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  5. Da ricordare che i fondi sono gestiti dalle stesse società che normalmente , nella maggioranza dei casi, vengono sistematicamente battute dal proprio benchmark di riferimento. Già solo questo meriterebbe una riflessione.

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  6. Si sono certo.
    Tassazione a scadenza su rendita e capitale 15% fino al quindicesimo anno e scende di 0,30% ad anno per massimo venti anni. Cioè se resto nei F.P. per 35 anni o più avrò una tassazione del 9%.
    I rendimenti vengono tassati al 11% alla fonte nel F.P. e non sono ritassabili.
    Posso avere max il 50% in capitale all’età pensionabile, il resto in rendita.
    Ricordiamoci però che tali dati sono modificabili per legge da qualsiasi governo.
    Cioè posso ragionevolmente attendermi un’età pensionabile non prima dei 70 anni, tutto il montante erogabile solo in rendita mensile e una tassazione con aliquota variata al 20% od anche 33%.
    Basti pensare alle aliquote del 12,50% passate al 20% ed al 26%.
    Ora ripeto che il fondo pensione di categoria(preferibilmente) ha la sua ragione d’essere in altri motivi:
    1. il TFR maturando deve essere versato al F.P. dall’azienda dove lavoro e non solo accantonato contabilmente che potrebbe poi venir bruciato;
    2. il bonus aziendale aggiuntivo al mio versamento anche minimo (0,5% della busta paga).
    Diversamente è sempre bene restare in posizioni liquidabili!!!!!

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    1. @ Nic
      “Sante parole”. La tassazione agevolata di fatto sposta in avanti il momento impositivo ma gran parte di ciò che deduci oggi lo pagherai domani, sempre che le normative non cambino.

      Oggi al Governo interessa convincere molte più persone possibile alla partecipazione ad un fondo pensione, ma tra qualche anno magari la tentazione di tassare questo denaro che non scappa potrebbe essere forte…

      Pensateci…

      Rispondi
    2. Ciao Nic
      sono d’accordo con la tua opinione,però piuttosto che riscattare pian piano il tfr andando a prendere il 75% del capitale (come dice Giacomo) preferisco spostare il capitale dal fondo aperto al fondo negoziale (che anche per me sarebbe il Fon.Te),lo sposto per via dei costi molto + contenuti rispetto al F.P.aperto e per premdere il contributo datoriale.
      Visto che tu già aderisci a questo fondo,volevo sapere come ti trovi,se hai avuto problemi “burocratici” nell’apertura del fondo,se la tua pagina personale del fondo è qualitativamente buona per controllare il saldo/contributi versati/ricapitalizzazzione..ecc..
      Inoltre attualmente il mio capitale nel fondo è al lordo della tassazione fiscale ( è il tfr versato dall’azienda, non ho mai fatto versamenti spontanei) se in futuro dovessi fare versamenti spontanei , e quest’ultimi li andrei a dedurre, in futuro quando andrò a prelevare l’intero capitale del fondo ( tfr+contr.spontanei) verrebbero tassati con aliquota maxima 23?

      Ciao Grazie….

      Rispondi
      1. @ Salvo
        No, il 23% è l’aliquota di tassazione per gli anticipi del fondo. Le prestazioni a scadenza sono tassate con aliquota pari al 15% che potrà scendere fino al 9% a seconda degli anni di partecipazione nel fondo. In particolare l’aliquota scende dello 0,30% l’anno fino ad un minimo del 9% come appena detto.

        Rispondi
  7. Egr.”generalizzo sempre”,
    ogni Suo intervento è quanto mai foriero di polemiche e discussioni che comunque ritengo utili perche stuzzicano il dibattito e alimentano il confronto.
    Ognuno di noi poi trarrà le debite considerazioni.
    Se invece vogliamo dedicarci a altro, allora è meglio se la sera ci guardiamo le partite dei mondiali……almeno per questo mese.
    A presto.

    Rispondi
  8. cosa succederà a chi non aderisce a nessun fondo pensione?

    Rispondi
    1. @ Paolo
      Che se non provvederà ad attivare da solo una copertura pensionistica alternativa si troverà con una pensione insufficiente a garantirgli un buon tenore di vita in futuro. Il problema non è la pensione integrativa, il problema sono i fondi pensione (è sbagliato il mezzo non il fine)…

      Rispondi
      1. Quindi cosa suggerisce, visto che con i fondi ci andrebbe cauto?

        Rispondi
        1. @ Emiliano
          La cosa migliore è quella di attrezzarsi per costruirsi da soli un capitale in base alle proprie esigenze. Di questo parleremo al corso annuale dal vivo Investitore Libero, che si terrà il prossimo anno a Riccione.

          Rispondi
  9. Premetto che sono un impiegato del settore metalmeccanico in un azienda con quasi 120 dipendenti. Come tanti nel 2007 ho dovuto fare la mia scelta e ho aderito a Cometa (fondo di categoria). Gli argomenti che mi hanno spinto a fare questa scelta sono stati: possibilità di avere un capitale tra xx anni, detrazioni fiscali, ma più importante il contributo del datore di lavoro. Calcoli alla mano, se il TFR matura per il 6,91% dello stipendio e il datore di lavoro versa 1,4% (caso Cometa) guadagno subito il 20% circa, sbaglio?
    Altra questione che mi ha spinto alla scelta è la diversificazione, infatti il TFR maturato prima del 2007 è rimasto in azienda, titoli di stato, conti deposito ed ETF sono già nel mio “portafoglio”.
    Saluti

    Rispondi
    1. @ Federico
      Il problema è che il TFR si rivaluta in misura fissa, mentre il fondo pensione purtroppo no. Inoltre dalla rivalutazione del fondo occorre sottrarre i costi di gestione. Oltre a ciò ci sono i vincoli di permanenza, ecco perchè andrei cauto con i fondi pensione…

      Rispondi
  10. Io ho aderito 4 anni fa a 2 FPA, dove divido i miei versamenti annuali sfruttando appieno la deducibiltá massima offerta dal fisco. Ad oggi sono soddisfatto della scelta fatta, consapevole però che le regole possano cambiare più avanti.
    Ad oggi sfrutto la deducibiltá x il 38% e ritengo sia un ottimo risparmio sulle tasse. Avevo acquistato l ebook di Giacomo sull argomento e come scritto in privato non mi ha convinto n’è mi è piaciuto ma x questo non ho chiesto il rimborso come era nelle possibiltá offerte.
    Detto questo al dibattito sempre aperto sulla previdenza complementare suggerirei 2 cose: 1- Fare una gara pubblica, alla luce del sole, fra un portafoglio “indipendente” di Giacomo e i FP.
    2- Suggerire a chi ha aderito a FP di investire nel portafoglio “Indipendente” con maggior rendimento atteso, la quota di risparmio fiscale offerto dallo stato.
    X quelli che hanno davanti a se tanti anni prima di ritirare la pensione potrebbe essere una buona soluzione per ottimizzare i benefici dei FP e quelli offerti dalla competenza di Consulenti Indipendenti come Giacomo.

    Cosa ne pensate?

    Rispondi
  11. Ciao Giacomo,
    voglio vedere se ho capito questo discorso della deducibilità fiscale nei fondi pensione, e ti faccio un esempio :
    -stipendio lordo annuo 20.000€ netti =14.000€
    -tfr annuo versato dall’azienda 6.91% = 1382€ (non deducibili).
    -contributo volontario 2% + datoriale 1.55% = 3.55% = 710€ annui in + versati al fondo (deducibili circa il 25%,che verranno messi in busta paga a luglio).

    Giusto???

    Rispondi
    1. @ Salvo
      Quasi 🙂 L’importo deducibile che si trasforma in accredito sul tuo conto è solo quello relativo al versamento libero del 2%. Sul resto non paghi imposte ma non hai accrediti…

      Rispondi
  12. Salve signor giacomo.. io ho un piano previdenziale bonus con la ergo, sono arrivato agli 8 anni di versamenti ho chiamato per informazioni per richiedere l’anticipo del 75% per l’acquisto della prima casa ma mi è stato detto che io non posso perché è un piano di previdenza e non un fondo pensionistico. .. volevo sapere è vero o ci stanno provando e non vogliono farmi prendere i miei soldi? La ringrazio anticipatamente …

    Rispondi
    1. @ Saverio
      Dipende essenzialmente dal tipo di contratto che ha stipulato. Se si tratta di una polizza allora ha ragione l’assicuratore, se si tratta di un fondo pensione invece le hanno detto una cosa inesatta.
      Un caro saluto e a presto…

      Rispondi
  13. Anche io per ora non ho aderito a nessun fondo pensione, ma, non avendo fatto questa scelta, credo di aver lasciato tutto in azienda. Come dovrei comportarmi per non trovarmi spiazzato fra 30-35 anni? Ho letto in un altro post che consigliava di investire ogni 1-2 anni in btpi con scadenza tipo 2041 o oltre. Mi dia qualche consiglio visto che purtroppo mi sono perso anche il webinar di settembre.

    Rispondi
    1. @ Paolop
      Una volta il consiglio di investire in BTPi era ottimo ed era anche il “succo” del contenuto dell’ebook “salva la tua pensione”. Ora le cose sono cambiate e la strategia per ottenere una pensione interessante è più articolata.
      Il consiglio che le do è di iscriversi al prossimo Webinar sulla previdenza che faremo nel 2015. Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
      1. Ok, spero di non perdermelo anche questo.
        Solo una cosa: chi in passato, leggendo l’ebook “salva la tua pensione”, ha investito in BTPi come si dovrebbe comportare visto che ora lei dice che “le cose sono cambiate e la strategia per ottenere una pensione interessante è più articolata”?
        Ho come l’impressione che se la strategia che valeva ieri, non è quella che vale oggi e nemmeno quello che varrà domani, allora come posso essere sicuro della scelta da fare?

        Rispondi
        1. @ paolop
          I BTPi vanno benissimo per la costruzione di una rendita previdenziale. Gli unici inconvenienti sono:

          a – il fatto che il rendimento sia ormai bassissimo
          b – il fatto che oggi non mi sento più di escludere un prelievo forzoso sui titoli di stato o un ribassamento del valore di rimborso degli stessi.

          Ecco perché ai BTPi aggiungerei altri strumenti finanziari per una migliore diversificazione rispetto a quello che scrivevo 3 anni fa… Non è tutto da cambiare, intendiamoci, ma è opportuno correggere un minimo il tiro. Tutto qui.

          Rispondi
          1. Ah ok, ma è lecita un’operazione di questo tipo?
            A sto punto estremizzando forse le cose (ma forse neanche troppo), dovunque uno investa i suoi soldi deve solo che pregare

          2. @ Paolop
            Non è il caso di drammatizzare. E’ sufficiente informarsi bene prima di compiere qualunque scelta finanziaria.

  14. Lei può aiutarmi concretamente in questo?

    Rispondi
    1. @ paolop
      Certamente. Può scaricare le risorse omaggio per la sua formazione finanziaria dal sito:

      https://www.segretibancari.com/risorse-omaggio/e-book/

      oppure leggere gli ebook e iscriversi al corso di formazione Investment Training:

      https://www.segretibancari.com/come-investire/

      Un abbraccio e a presto.

      Rispondi
  15. Mia moglie è casalinga, io dipendente statale. Una decina di anni fa un consulente assicurativo di dubbia professionalità mi convinse ad iscrivere mia moglie ad un fondo pensione, versando i famosi 5164 Euro in modo da avere la massima detrazione fiscale possibile (che nel mio caso supera il 41%).
    L’ipotesi alla base della scelta era che, se versavo io il premio annuale a favore della pensione integrativa di mia moglie (integrativa de che? mia moglie è casalinga, non ha alcuna “pensione base”), avrei potuto beneficiare io della detrazione fiscale, in quanto mia moglie era “fiscalmente a carico”.
    Cosa poi rivelatasi non vera: dopo pochi mesi, all’atto della compilazione della dichiarazione dei redditi, scoprii infatti che le poche migliaia di euro derivanti dal possesso di alcuni immobili portavano per la prima volta mia moglie al di sopra della soglia per essere fiscalmente a carico. Peraltro, con un reddito annuo di 3000 Euro, ovviamente mia moglie non pagava alcuna IRPEF, e dunque non ha potuto giovare di alcun beneficio fiscale a fronte dei 5164 Euro versati al fondo pensione.
    Ovviamente gli anni successivi non abbiamo versato un euro, stante la indeducibilità fiscale.
    Ora sono trascorsi 9 anni da questo improvvido versamento di 5164 Euro, e stante la situazione economica famigliare sti soldi ci servirebbero davvero…
    Giacchè il loro versamento non aveva dato luogo ad alcun beneficio fiscale, ed a rigore mia moglie non rientra nemmeno fra le categorie di lavoratori esplicitamente previsti dal decreto legislativo n. 252 del 5 dicembre 2005, pensa che potremmo chiedere la risoluzione del contratto, che a mio avviso è viziato sin dalla sua stipula da premesse false ed ingannatorie forniteci dal consulente assicurativo? E’ il caso di andare dall’avvocato?

    Rispondi
    1. @ Angelo
      Purtroppo è impossibile ottenere la risoluzione del contratto. Esso è perfettamente valido poiché la deducibilità dei premi versati non è condizione essenziale ai fini dello stesso. Mi perdoni la franchezza, caro Angelo, ma la responsabilità è vostra, poiché non avete verificato bene tutti gli “implicando” prima di firmare.

      Anche rivolgendovi ad un avvocato non otterrete la possibilità di “uscire” dal contratto. La sola via di fuga – come giustamente avete già fatto – consiste nell’interrompere i versamenti ma altre strade non ve ne sono.

      Un caro saluto e a presto…

      Rispondi
  16. In che modo è possibile sospendere il versamento? Di punto in bianco? E loro non vorrano rivalersi? Qual’è tecnicamente il modo per interrompere formalmente i versdamenti?

    Rispondi
    1. @ Gennaro
      Semplicemente interrompendo l’addebito automatico delle rate in conto corrente (RID). I versamenti possono essere interrotti in qualunque momento senza nessuna penalità perché la partecipazione alla previdenza complementare è volontaria.

      Rispondi
  17. Il problema è come staccarsi dall’adesione del tfr: praticamente impossibile dato che la scelta è irreversibile.
    Inoltre, dagli ultimi aggiornamenti, i nati dopo il 1980 andranno in pensione a 75 anni. Per loro il fondo pensione -(tfr o volontario) è pressoché improponibile. L’unico vantaggio quello fiscale (volontario) il resto è nebbia.

    Rispondi
    1. @ Gaetano
      Non solo, ma i soldi resteranno bloccati per molto tempo purtroppo…

      Rispondi
  18. salve,

    vorrei gentilmente un parere. Ho aderito ad un fondo pensione privato ma ora mi sono trasferito per lavoro all’estero e quindi non ho piú un lavoro in Italia.

    sarebbe applicabile il riscatto del 50% dopo 12 mesi dal trasferimento all’estero?

    grazie

    Rispondi
    1. @ Massimiliano
      Le segnalo questo articolo che risponde alla sua domanda: http://indebitati.it/domanda/riscatto-tfr-per-trasferimento-estero/. Per qualunque cosa sono a sua disposizione… Alla prossima.

      Rispondi
  19. Buongiorno Giacomo,
    sono un ragazzo di 26 anni che ha appena aderito al fondo pensione il mio domani.
    Vorrei sapere se conviene o se ha qualche consiglio su un piano pensionistico alternativo, e se si può uscire dal fondo il mio domani di INTESA SAN PAOLO.
    Grazie.

    Rispondi
    1. @ Giovanni
      Non puoi più uscire dal fondo pensione se non nelle ipotesi indicate nell’articolo che hai appena letto. I fondi pensione, purtroppo, sono prodotti “gabbia” che ti bloccano fino all’età pensionabile. Dopo due anni dall’iscrizione al Fondo Intesa puoi trasferire quanto accumulato presso un altro fondo pensione più redditizio, che puoi trovare andando qui e analizzando i prodotti meno costosi per scegliere quello più conveniente tra di essi.

      Rispondi
  20. Buongiorno Giacomo,
    Ho aderito ad un fondo pensione TFR nel 2011, a causa del cattivo andamento dell’azienda dove lavoravo non sono mai stati fatti versamenti. Mi trovo in mobilità da luglio 2016 e precedentemente sono stato in cassa integrazione per circa tre anni.L’azienda nel 2015 è fallita e adesso sarà il fondo di garanzia Inps a versare le quote TFR mai versate dall’azienda. C’è la possibilità di uscire da questo fondo riscattando l’intero capitale versato una volta che saranno state versate le quote del mio TFR?
    Grazie

    Rispondi
    1. @ Luca
      Per il riscatto totale servono 4 anni (48 mesi) di inoccupazione. Onestamente non so come venga trattata la mobilità per cui ti invito a chiedere direttamente al fondo pensione. Ti basterà scrivere un’email in cui esponi la tua domanda e loro ti risponderanno. Fammi sapere e in bocca al lupo con il tuo prossimo lavoro…

      Rispondi
  21. Bene, credo che lei faccia proprio al mio caso.
    io lavoravo presso un istituto di credito e ho aderito al fondo pensione dello stesso. Sono 4 anni che sono disoccupato ed ho un contenzioso con la banca. tra l’altro è creditrice nei miei confronti di denaro.
    Volevo chiederle:
    – io voglio fare un trasferimento del fondo presso altro fondo non piu sotto controllo della mia banca per poi riscattarlo in quanto sono inoccupato da piu di 4 anni.
    La banca puo opporsi al mio trasferimento?
    e nel caso lo trasferissi ad altro fondo posso richiederne il riscatto dopo quanto tempo (ovviamente io non faro versamenti aggiuntivi)? e nel caso lo facessi, la mia banca verrebbe a sapere che lo sto riscattando?
    grazie in anticipo

    Rispondi
    1. @ Antonio
      Lei può trasferire il suo fondo pensione quando vuole senza nessun tipo di problema. Le basta fare richiesta attraverso il nuovo prodotto che intende sottoscrivere e quest’ultimo si occuperà del trasferimento senza che lei debba farsi carico di nulla.
      Se è disoccupato da più di 48 mesi potrà chiedere il riscatto della posizione sia nei confronti del fondo vecchio sia nei confronti di quello nuovo. In questo secondo caso la banca non saprà che ha chiesto il riscatto, poiché una volta trasferito il prodotto l’istituto non potrà più sapere che cosa ne ha fatto dato che ora lei è cliente di un altra società.
      Per qualunque domanda o dubbio sono qui e le auguro buona settimana.

      Rispondi
      1. grazie della risposta che conferma quanto io pensavo. Altri dubbi: io posso trasferire il fondo e non fare versamenti aggiuntivi e chiederne subito il riscatto?
        grazie in anticipo.

        Rispondi
        1. @ Antonio
          Puoi trasferire il fondo da un prodotto dopo due anni dalla prima iscrizione. Leggi con attenzione l’articolo che ho scritto perché lì trovi la casistica in cui è possibile chiedere il riscatto. Per qualunque dubbio o domanda sono qui per Te. Ti auguro buna giornata e buon proseguimento con Segreti Bancari.

          Rispondi
  22. Buongiorno,
    sono Matteo, per alcuni anni ho lavorato con un contratto da metalmeccanico aderendo al fondo Cometa. Le espongo la mia situazione: la prima delle ditte che per cui ho lavorato ha versato correttamente i contributi iscrivendomi, la seconda ditta nonostante le rassicurazioni del responsabile del personale (mai fidarsi) non mi ha iscritto e la ditta non ha versato i contributi, la terza mi ha solo iscritto senza versare. E’ possibile per me incassare quanto versato dalla prima ditta? Attualmente (ormai da un anno e mezzo faccio il commerciante). Cordialità

    Rispondi
    1. @ Matteo
      No, purtroppo. Puoi trasferire quanto hai versato dal fondo Cometa verso un altro fondo, ma non puoi liquidare l’investimento. Mi dispiace, ma la normativa su questo punto è piuttosto chiara 🙁 Un caro saluto e grazie per avermi scritto…

      Rispondi
  23. Buona sera nei prossimi giorni mi licenzierò dal mio lavoro come contabile a tempo indeterminato e aprirò partita Iva come agente.
    Ho circa 23.000 depositati, una parte come TFR e una parte come versamento volontario integrativo in una società di gestione separata, c’è la maniera in caso di licenziamento di recuperare l’intero importo immediatamente senza far trascorrere i 12 24 48 mesi di disoccupazione?

    La mia consulente mi ha detto che non è possibile e l’unica cosa che mi resta da fare è richiedere il 75% per un intervento che devo fare al tetto della mia abitazione.
    Trovo strano non potere recuperare i versamenti fatti solo perché non ho lasciato il mio TFR in azienda ma l’ho depositato nel fondo…

    dal post capisco che non è possibile ma posso chiedere ulteriori dettagli?
    Ve ne sono grato
    Mauro

    Rispondi
    1. @ Mauro
      Purtroppo non è possibile. I Fondi Pensione presentano dei grossi limiti e delle rigidità notevoli in quanto alla possibilità di prelevare. Da un lato lo Stato ti offre delle agevolazioni fiscali, dall’altro congela i tuoi soldi. Puoi trasferire il denaro versato presso il vecchio fondo in uno nuovo nel quale continuerai a versare come lavoratore autonomo. In bocca al lupo e a presto…

      Rispondi
  24. Volevo sottolineare che dei 23.000 depositati 3.000 sono di TFR ( ho cambiato azienda da poco) e il resto è di versamenti volontari, ho aperto questa posizione nel 2001 quindi sono trascorsi gli 8 anni necessari.

    Grazie mille

    Rispondi
  25. Salve, potrebbe, gentilmente, chiarirmi quanto segue in merito ai PIP:
    – é vero che si possono sottoscrivere almeno 5 anni prima dell’età pensionabile e perché?
    – se é vero questo allora, sottoscrivendo un PIP anche 10, 15 o pìú anni prima dell’etá pensionabile, ma versando contributi per meno di 5 anni (al limite anche un anno solo) le somme versate andrebbero perse oppure sarebbero incassabili al raggiungimento dell’etá pensionabile?
    – la tassazione viene realmente applicata anche al capitale e non soltanto al rendimento?
    – ho letto che le somme versate ma non dedotte devono essere comunicate al fondo entro la fine dell’anno successivo in modo da non essere tassate, cosa significa di preciso?
    Grazie.

    Rispondi
    1. @ Giuseppe
      La questione è un po’ complessa e qui trovi alcune delle risposte che stai cercando: http://www.lamiaprevidenza.it/forum/1514-le-vostre-domande/37913-il-paradosso-del-pip-per-pensionati
      La tassazione del PIP è anch’essa un po’ complicata: http://previdenzacomplementare.finanza.com/la-tassazione/
      Grazie per avermi scritto e buona lettura 🙂

      Rispondi
  26. salve non so piu dove sbattere la testa… nel 2015 m sono licenziato dalla azienda dove lavoravo…nel 2013 ho sottoscritto una di queste porcherie..con data di adesione all inps nel 2010. vorrei sapere ma tra quanto mi daranno i miei soldi?? io sono passato in agenzia generali dove ci sono i miei soòdi e mi dicono questooo 50 per cento di anticipo nel caso di 12 mesi di inoccupazione… ma ho trovato lavoro dopo 3 mesi da quando sono andato via…. sa dirmi come muovermi?? grazie…

    Rispondi
    1. @ Dino
      Per cortesia leggi con attenzione il post che stai commentando perché in esso trovi le risposte alle domande che cerchi. La normativa è piuttosto chiara su questo punto… Grazie per avermi scritto e a presto…

      Rispondi
  27. buongiorno Giacomo,

    la settimana scorsa ho sottoscritto un contratto con intesa sanpaolo, aderendo al fondo pensione “Il mio Domani” (percorso life cycle) impegnandomi a versare una somma di 600 euro annui, con l’obiettivo di incrementare tale importo. Ho dertito a questa fprma di investimento, mentre mia moglie ha stipulato anche una polizza vita, a fronte di una sostanziosa rinegoziazione del tasso d’interesse sul nostro mutuo. solo in questi giorni però, imbattendomi nel tuo blog, mi sono convinto della non bontà del fondo pensione. Ora, tralascindo la Polizza di mia moglie, che era il principale “vincolo” al buon esito dello sconto sul tasso fisso, volendo io invece svincolarmi dall’ impegno a cui ho aderito, potrei semplicemente limitarmi a sospendere la rata mensile (la prima è già stata versata) per mai più riprenderla o andrei incontro a penali, tassazioni o altre forme di pagamenti obbligatori per mancato rispetto del contratto stipulato? Sono piuttosto scarso di nozioni in materia, certamente avrei potuto e dovuto informarmi meglio PRIMA di firmare ma, ora, non avendo ancora versato somme importanti al fondo pensione, volevo capire se mi sarebbe sufficiente sospendere fin da subito ogni ulteriore pagamenti per “rimediare” all’errore precedente?

    Anticipatamente ringrazio e complimenti per le tue sempre esaustive risposte

    Sakuti Sergio P.

    Rispondi
    1. @ Sergio
      Grazie per avermi scritto: è un piacere aiutarti. Puoi tranquillamente interrompere i versamenti al fondo pensione senza incorrere in nessuna penalità. Un conto sono le polizze vita (che prevedono la perdita integrale dei premi versati se non completi almeno 3 annualità di versamento), altro conto sono i fondi pensione.
      In questo secondo caso puoi fare ciò che vuoi, scegliendo se continuare i versamenti o se interromperli ma in nessun caso sarai penalizzato. Potrai anche riprendere a versare in futuro, ancora una volta, senza penalità…

      Rispondi
  28. Grazie Giacomo per il post, ho letto quasi tutto e mi rendo conto delle varie situazioni. Nel mio caso, avendo stipulato il contratto con l’assicurazione (qualunque sia nel mio caso la SAI) legata all’ospedale da un anno, ho l’addebito attualmente in busta paga di 100€. Quindi posso sospenderla e lasciare quello fin’ora accumulato li fino a maturazione età pensionabile che nonostante tutto si rivalutera’ nel frattempo o dopo 7 anni posso riprendere qualcosa come ho sentito? Cosa consiglieresti di prendere in considerazione per un tale investimento dal momento che a inv. libero non era previsto? Personalmente dovro’ attendere la fine della procedura di surroga per vedere la disponibilità nel nuovo conto e valutare se trasferire l’intera liquidità su un conto deposito (con addebiti di bollette etc) in maniera da ottenere qualcosa nel tempo, poi cominciare a valutare se posso cominciare autonomamente un progetto pensionistico in base alla disponibilità necessaria, dopo aver bloccato quello attuale; pensavo di muovermi cosi vista la situazione…grazie ancora.

    Rispondi
    1. @ Roberto
      La prima cosa da fare è interrompere il prima possibile i versamenti al fondo pensionistico. Se hai il contributo del datore di lavoro allora tienilo aperto versando il minimo, solo per beneficiare del contributo datoriale, ma nulla di più. Riprendere i soldi prima della scadenza è davvero difficile se non rientri in una delle casistiche previste dalla legge. La cosa migliore da fare è crearti tu un capitale per la previdenza integrativa versando ogni mese una certa somma che poi investirai in modo autonomo in strumenti finanziari a basso costo e seguendo le indicazioni che hai appreso.
      Se hai bisogno di aiuto specifico per favore parliamone nel forum riservato. Grazie a te e a presto 🙂

      Rispondi
      1. Visto che fino a 60000 euro si può richiedere l’intero importo quando si arriva in pensione e visto che con il fondo previdenziale della posta si può scegliere se versare o meno il tfr, a mio avviso sarebbe molto conveniente versare ad esempio 1500 euro all’anno senza tfr per ottenere un bel grunzolo alla pensione. In questo caso si guadagnerebbe parecchio grazie alle detrazioni fiscali e poi alla pensione si otterrebbe l’intera somma versata (se non si superano i 60000 euro,cosa che non può accadere versando 1500 l’anno). Cosa ne pensa?

        Rispondi
        1. @ Andrea
          Se le mancano pochi anni per la pensione (e quindi non blocca il suo capitale per troppi anni) e se i costi del contratto sono bassi, allora le conviene aderire al fondo pensione ma con il minimo per ottenere il beneficio fiscale senza “superare” la soglia al di sopra della quale la prestazione deve essere incassata almeno per metà sotto forma di rendita…

          Rispondi
  29. ciao giacomo, come ti dicevo ho aderito lo scorso anno al fondo pensionistico dell’unipol sai. L’alternativa è di bloccare il versamento e lasciarlo li fino alla riscossione alla fine della carriera lavorativa…o posso prelevar prima? In un post qui davi una lista dei costi irs delle piu’ importanti agenzie assicuratve…tu quali mi consiglieresti di rivolgermi, se non decido di farmela da me , per questo tipo d’ivestimento? ; tieni presente che dovro’ quantificare l’attuale cifra a dispozione prima di procedere a farla da me se fosse, costi ..oltre ad analizzare altri aspetti, grazie x la pazienza.

    Rispondi
    1. Salve a tutti,

      con riferimento alla risposta di @Giacomo del 24/04/2017 ad @Andrea
      mi chiedevo se, e sempre a meno di spiacevoli colpi di coda dei governanti
      fosse possibile raggiungere i seguenti due obiettivi:

      1)
      Lasciare il TFR maturato e maturando al Fondo INPS (vedi Beppe Scienza) .

      2)
      Aderire contemporaneamente a due diversi fondi pensione
      (per forza aperti suppongo e con i conseguenti costi da sostenere)
      allo scopo di poter usufruire il prima possibile della deducibilità complessiva dei 5000 euro e rotti
      ma con la ragionevole certezza (sempre a meno del rischio governanti)
      del 100% del riscatto in capitale in ognuno dei due fondi

      … il che presuppone ( e questa è una domanda per chi volesse rispondere)
      che il montante maturato da considerare ai fini del diritto
      al riscatto al 100% non sia la somma di quello dei due fondi

      Insomma, detto in altre parole, mancandomi “solo” 14 anni alla pensione
      e non essendo iscritto ad alcun fondo,

      mi attrae il vantaggio fiscale dei versamenti ai fondi pensione
      ma , anche rinunciando al versamento datore del fondo di categoria, non
      voglio dargli il TFR e al contempo vorrei essere ragionevolmente
      certo di riprendermi tutti i soldi versati accettando il costo maggiorato dei
      fondi pensione aperti ed il rischio “Governante assetato di soldi”

      Che ne pensate Voi ?

      Rispondi
      1. @ Luigi
        Il suo ragionamento “fila” ma non credo sia possibile iscriversi a due fondi pensione. Al massimo potrà iscriversi ad un fondo pensione solo e ad un PIP, ma questi ultimi sono contratti di norma più cari degli stessi fondi…

        Rispondi
        1. La ringrazio per la risposta.

          Non mancherò di aggiornare se dovessi trovare altre notizie sulla questione della somma dei montanti.

          Buon lavoro.

          Rispondi
          1. @ luigi
            Grazie…

          2. Buona sera,
            mio figlio era iscritto ad un F.P. di categoria , quindi fondo CHIUSO.
            Perso il lavoro ha continuato a versare volontariamente , cosa che continua fare.
            Assunto in altra ditta senza F.P. di categoria, ha dovuto aprire altro fondo , F.P. APERTO.
            Perso anche questo lavoro,
            mio figlio ora ha 2 fondi -attivi – uno APERTO e uno CHIUSO .
            Versa una tantum,in entrambi, poca cosa ma li tiene entrambi. Fino ad adesso non è successo nulla di negativo, detrae regolarmente entrambi i versamenti.
            Non vuole eliminare il F.P. CHIUSO perché molto performante e vantaggioso, tiene il F.P .APERTO in vita perché se trova lavoro deve pur indicare un fondo al nuovo datore di lavoro.

            Morale,
            potrebbe trovar lavoro in altra ditta con F.P. Categoria CHIUSO con versamento di contributo datoriale , sarebbe quindi il caso di aprire un TERZO F.P di CHIUSO.

            Non trovo controindicazioni, certo che arrivare alla meta con 2 o più’ fondi e poterli riscattare al 100% non è nello spirito della legge, pero’ il problema me lo sono posto, ma non ho ancora risposte.
            saluti

          3. @ Palmiro
            Teoricamente suo figlio non dovrebbe più poter versare sul fondo chiuso, avendo perso i requisiti di partecipazione. In teoria dovrebbe tenere solo il fondo aperto, trasferendovi il montante accumulato su quello chiuso, perché non mi risulta che sia possibile avere due fondi pensione in contemporanea.

  30. Buongiorno,

    ho aderito ad un PIP nel 2012, dal 2014 ho iniziato a versare il TFR per paura di insolvenza da parte della mia ditta.

    successivamente ho inizato a approfondire sul sito della covip i vari costi di gestione e per questo motivo ho effettuato un cambio di fondo.

    tuttavia ora mi sono accorto che diverse quote tfr che dovevano essere nel vecchio fondo non sono mai arrivate (sembra che siano rimaste bloccate per mancanza di distinta accompagnatoria) e su mia sollecitazione le hanno rimandate indietro verso la ditta.

    mi saprebbe dire se in torto siano i gestori del fondo vecchio (perche non hanno avvertito me del problema, non hanno avvertito la ditta della mancanza della distinta, e non hanno fatto una verifica nel momento in cui ho chiesto il trasferimento del fondo a ben un anno da quei tfr mancanti) oppure la ditta ?

    cordialmente

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Difficile attribuire delle responsabilità, nel caso specifico. Secondo me in torto è il Fondo se la ditta ha correttamente versato le quote ma poi queste sono rimaste bloccate senza che nessuno dicesse nulla.
      Se, invece, la mancanza della distinta è da imputarsi alla ditta allora la responsabilità è di quest’ultima che non ha completato l’invio di tutta la documentazione necessaria. Un caro saluto e a presto…

      Rispondi
    2. Ho passato la giornata in cerca di informazioni sulla possibilità di riavere il 100% in capitale, sui vantaggi fiscali e sui fondi pensione in generale e la conclusione a cui sono per ora arrivato e da profano è la frustrante e , permettetemi di coniare il termine, “incazzante” sensazione di giocare una partita a poker contro un avversario (governanti, PIP assicurazioni , etc..) che possono cambiare le regole del gioco a loro piacimento quando vogliono e senza preavviso alcuno.

      Sempre da profano e vista la posta in gioco , direi che non c’è da scommettere sulla possibilità di montanti separati in due diversi fondi pensione.

      Rispondi
      1. @ luigi
        Purtroppo hai ragione. A fronte dei vantaggi fiscali lo Stato congela i tuoi soldi impedendoti di riprenderli prima che lo stesso abbia deciso. Ecco perchè sconsiglio vivamente di restare “bloccati” in un fondo pensione…

        Rispondi
  31. buonasera. mi chiamo Giuseppe. Ho aderito ad un FP nel 2002 e versato fino a 13500€. Due anni circa, poi ho sospeso. Quando aderii al FP avevo un azienda fallita nel 2012. Oggi mi barcameno con lavori in partita iva molto saltuari e mai garantiti. come posso riottenere i miei versamenti?. 48 mesi da disoccupato sono impossibile da vivere. mi conviene andare in cassazione?
    Aiutatemi.
    Grazie

    Rispondi
    1. @ Giuseppe
      Purtroppo la magistratura non può farla uscire da un contratto che coscientemente ha firmato ed accettato. Bisogna pensarci PRIMA e non chiamare in causa i tribunali per ottenere un aiuto che non arriverà. Mi scusi se gliel’ho messa giù dura, ma purtroppo non c’è nulla da fare: al di fuori delle ipotesi viste nell’articolo non è possibile riottenere i propri soldi. Mi dispiace…

      Rispondi
  32. Salve sono aderito a un fondo pensione adesso sono in mobilita e tengo un debito con la banca (sessione del quinto) posso fare il riscato? Grazie

    Rispondi
    1. @ Daniel
      Trovi la risposta alla domanda che mi hai posto nel testo dell’articolo alla voce “riscatto”. In particolare puoi riscattare il 50% del tuo fondo pensione in caso di inoccupazione per un periodo compreso tra i 12 e i 48 mesi o nel caso di iscrizione a liste di mobilità o cassa integrazione.
      Per poter riscattare tutto il fondo hai bisogno di restare disoccupato per 4 anni purtroppo…

      Rispondi
  33. Grazie Giacomo ,pero la mia risposta non la trovo ,ho un debito con la banca prestito che non pago da tempo, sono in mobilita Posso fare il riscatto, grazie

    Rispondi
  34. Buongiorno Giacomo, io avrei una domanda relativa ai versamenti di un TFR fatto tramite ALLEANZA.
    Nel 2013 è stato proposto a mio fratello da un’agente il versamento del TFR al fondo pensione (adesione individuale con solo apporto del TFR) cosa che ha poi ha sottoscritto. Questo a febbraio 2013 nonostante fosse con contratto a tempo determinato assunto dall’agenzia interinale. A giugno 2013 il contratto si scioglie e non viene più rinnovato ed è rimasto a casa per 8 mesi. A marzo 2014 inizia un nuovo lavoro (dove attualmente lavora) ma decide di non destinare il TFR a nessun fondo pensione mantenendolo in azienda. Se oggi decidesse di trasferire il TFR maturando a un nuovo fondo pensione è possibile? per il periodo di mancati versamenti (giugno 2013 fino a oggi escludendo gli 8 mesi di disoccupazione) va incontro a problemi di qualche tipo? Purtroppo non si è adeguatamente informato a suo tempo e ora non sa cosa fare. Grazie

    Rispondi
    1. @ Daniela
      Suo fratello non va incontro a nessun tipo di penalizzazione, ci mancherebbe. Poiché sono passati due anni dalla sottoscrizione del primo fondo, può tranquillamente cambiarlo decidendo di fare confluire il montante accumulato ed i nuovi versamenti a favore di un nuovo prodotto più efficace di quello Alleanza.
      Grazie a lei per il commento e buon proseguimento con Segretibancari.com…

      Rispondi
  35. buonasera giacomo io avrei una domanda da farle,ho aderito circa 8 anni fa ad un fondo pensionistico e da 8 anni che quindi il tfr che maturo viene versato li dall’azienda pe rcui lavoro.. ho da poco però cambiato azienda rimando sempre nello stesso settore e ho deciso di lasciare il mio tfr in azienda non destinandolo cosi piu al fondo…incorro in qualche sanzione?sono obbligato a comunicare alla nuova azineda che deve versare al fondo o posso tranquillamente lasciarli in azienda e interompere cosi con il fondo.
    grazie in anticipo per la risposta

    Rispondi
    1. @ Silvano
      Se ha aderito ad un fondo pensione anche se cambia azienda dovrà fare confluire il TRF presso il fondo. Non so che tipo di sanzioni ci possono essere ma so che la scelta di aderire ad un fondo pensione non è più reversibile dal 2007…

      Rispondi
  36. la ringrazio per la sua risposta celere gentilissimo..
    le chiedo un’altra cosa..mi scusi per il disturbo ma trovare persone preparate sull’argomento è molto difficile…per sapere a che sanzioni andrei incontro a chi mi consiglia di rivolgermi? e in caso non li dovessi piu far versare..quall’ora volessi chiedere al fondo il mio 75% per la ristrutturazione edile prima casa (visto che sono nel fondo da 8 anni) gli stessi si posso rifiutare di ridarmi i miei soldi?
    grazie mille.

    Rispondi
    1. @ Silvano
      Provi a chiedere all’ufficio personale dell’azienda dove lavora per conoscere cosa succede se trattiene il TFR pur avendo già sottoscritto in passato il fondo pensione e sulle eventuali penalità.
      Può ottenere un anticipo su quanto versato sul fondo per acquisto della prima casa e può interrompere i versamenti in qualunque momento senza nessun tipo di problema né penalità.

      Rispondi
  37. Buonasera ,
    Ho 70 anni
    Nel 2009 sono andato in pensione INPS.
    Nel 2010 , da pensionato, era possibile iscriversi ad un fondo pensione complementare cosa che ho fatto.
    Nel 2018 vorrei riscattare il100% del versato posso farlo ? La mia posizione ammonta a Eur 23.000.
    Ho qualche dubbio di poterlo fare.
    Grazie , saluti.

    Rispondi
    1. @ Palmiro
      I titolari di pensione di anzianità che non abbiano raggiunto l’età pensionabile prevista dal regime INPS possono aderire ad un fondo pensione pur essendo già “in riposo”. In questo caso potranno riscattare il proprio “investimento” già dopo 5 anni dall’adesione.
      Considerato il “piccolo” importo del montante accumulato direi che può riscattare fin da oggi il fondo pensione.

      Rispondi
  38. Un saluto a tutti gli intervenuti, vorrei capire meglio però cosa succede se interrompo i versamenti.
    Se ho versato su un fondo solo poche centinaia di euro, e poi mi accorgo di aver fatto una cavolata, interrompo i versamenti ok. Il fondo ha un costo di gestione di 20 euro all’anno, quindi immagino che si mangerà quei soldi e posso pure accettralo, ma mi chiedo quando sul fondo no ci sarà più nulla mica mi si potra richiedere in maniera forzosa un versamento? Grazie.

    Rispondi
    1. @ Emiliano
      No, nessuno potrà mai richiedere un versamento “forzato”. Nel caso peggiore quando i costi avranno mangiato il capitale la cosa finisce lì.

      Rispondi
      1. Grazie per la risposta. Quindi, se ho capito bene, una volta aperta una posizone non la si può chiudere, ma si può decidere di non versare più nulla ed eventualmente di trasferirla. In proposito come suggerisce di orientarsi per trovare un fondo migliore o un’alternativa di risparmi valida? Ho visto nelle sue risposte percedenti che ha postato un elenco di fondi più redditizi, am sinceranebte ne capisco poco, tenuto conto che sono dipendente di un ente locale, poteri prenedere in seria considerazione questo http://www.fondoperseosirio.it/ ??? Grazie e buon lavoro.

        Rispondi
        1. @ Emiliano
          Può aderire al suo fondo di categoria, se esistente, oppure sceglierne uno tra quelli “aperti” ma con costi bassi perché alla fine tanto maggiori sono gli oneri tanto minore saranno i rendimenti.

          Rispondi
  39. ho aderito al fondo pensione della mia banca nel 2007. Chiedo se se può essere corretto il mio ragionamento per riscattare fra 15 anni, cioè quando andrò in pensione, l’intero capitale. Ho calcolato che quando andrò in pensione avrò un montante di 70.000 euro. se prelevo ad un certo punto il 30% e cosi il mio montante resta circa di 50.000 euro posso in questo caso avere il mio capitale al 100% perchè rimango al di sotto dei 55000 euro??

    Rispondi
    1. @ Paola
      Puoi ritirare il montante sotto forma di capitale se il 70% della sua conversione in rendita è inferiore alla metà dell’assegno sociale. A occhio direi che con 70.000 € di patrimonio puoi prendere tutto sotto forma di capitale…

      Rispondi
  40. Buonasera ho aderito ad un fondo pensione tramite banca nel 2002, posso richiedere l’anticipo del 30% e contemporaneamente sospendere i versamenti? La sospensione ha un tempo limitato o può essere anche a “vita”?

    Rispondi
    1. @ Luca
      Può fare entrambe le cose, senza problemi. La sospensione può anche essere “a vita”, nel senso che il lavoratore può decidere di interrompere per sempre i contributi versati al fondo. Non può interrompere il versamento del TFR, mentre può sospendere i suoi versamenti.

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  41. Buongiorno, ho letto gran parte dei messaggi scritti su questo forum. Volevo informarla della mia strana situazione, ammetto di non essermi mai informato sul tema FP, nel 2011 da dipendente mi iscrivo al fondo chiuso di categoria, 2 anni dopo l\’ azienda in cui lavoravo fallisce, il tfr verrà poi versato al fondo dall inps, tale fondo diventerà dormiente e lo è tutt\’ ora. Nel 2014 apro una partita Iva e nel maggio 2015 aderisco ad un PIP propostomi dalle Poste in cui verso 600€ annui. Non contento a novembre dello stesso anno aderisco al FP di Intesa s.Paolo in cui verso altrettanti 600€ annui.
    in pratica ho 3 prodotti attivi.
    Ho 36 anni come mi consiglia di agire? E\’ consigliabile/possibile unificare questi fondi in un solo prodotto?
    Quello che sicuramente ho capito è che sarebbe meglio interrompre i versamento dei contrubuti.
    Dopo aver contattato il fondo di categoria mi è stato riferito sia che posso richiedere l\’intera quota in quanto nn appartengo più alla categoria, sia che posso incrementare il fondo con versamenti volontari. secondo lei è possibile?
    Grazie per un eventuale risposta.

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    1. @ Mattia
      Ha fatto un po’ di confusione aprendo più prodotti con lo stesso fine :).
      la cosa migliore da fare, posto che siano trascorsi due anni dall’apertura del contratto, consiste nel raggruppare tutti i prodotti in uno solo e semmai versare ancora solo su quello. Inutile avere più posizioni aperte che, oltretutto, rischiamo di dimenticare…

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  42. Buonasera, mi scuso per il disturbo, ma vorrei postare la strana situazione di mia sorella e eventualmente chiedere qualche consiglio/parere. Dieci anni fa alle poste hanno convinto papà (che non ha colpa, è sotanto stato ingenuo) a far fare una posta previdenza valore per mia sorella maggiore. Premetto che mia sorella è quasi sempre stata lavoratrice autonoma (tranne periodi brevissimi di pubblico impiego, comunque troppo corti per maturare alcunchè) e totalmente priva di qualsiasi regime pensionistico. Mia sorella era restia all\’acquisto del prodotto, ma essendocisi messo di mezzo anche il babbo, pur ingenuamente, ha finito con il cedere per puro sfinimento. Alle poste poi hanno troppo insistito sui benefici (ma quali? la posizione di mia sorella era molto simile a quella di una casalinga senza contributi inps) e mia sorella aveva scarse conoscenze finanziarie per prendere la decisione corretta, almeno allora. Aveva temuto quindi anche di gettare al vento una opportunità. I versamenti mensili papà insisteva nel farli e agiva lui autonomamente. Quando lui purtroppo morì mia sorella interruppe i versamenti, dato che oramai aveva capito che in pensione lei non ci andrà mai e quei soldi del babbo sono irremediabilmente perduti. Infatti, se abbiamo capito bene, se non esiste un regime pensionistico di base, quei soldi diventano irrimediabilmente perduti, dato che il riscatto dipende dal pensionamento principale, che nel caso di mia sorella non ci sarà mai. Dei 48 mesi per riscattare il 50% non potè mai usufruire perchè avrebbe dovuto interrompere volontariamente il suo lavoro autonomo e non voleva farlo. Quanto al 30% di riscatto a distanza di 8 anni per qualsiasi motivo…e qui altro inghippo. Perchè molto prima che scadessero quegli 8 anni mia sorella si è sposata e lui è un sudamericano che in Italia non ha voluto rimanere neanche morto e neanche ubriaco (e mio cognato aveva pure ragione, dati i chiari di luna continui e l\’impossibilità di trovare un lavoro). Ora vivono entrambi oltreoceano e chiaramente non essendo fisicamente in Italia mia sorella non può fare la richiestadi riscatto del 30. Il punto è che mio cognato non ha voluto aspettare i 6 mesi che mancavano alla scadenza degli 8 anni e non posso neanche dargli torto. La vita in Italia con lui disoccupato si stava facendo eccessivamente dispendiosa, in quanto trasferendosi hanno potuto contare sui vantaggi cambiari dell\’euro, avendo mia sorella aperto un conto nel nuovo paese di destinazione. 6 ulteriori mesi gli avrebbero mangiato una bella fetta di patrimonio ben più grossa della pensione integrativa (integrativa di cosa?). ok, denaro perduto, ma la preoccupazione di mia sorella ora è un\’altra: il beneficiario in caso di decesso è mio cognato, ma loro non hanno figli. Premetto che non ne ho nemmeno io. Lei ci sta pensando solo ora, che anche se il marito le sopravvivesse, la sua ultima preoccupazione sarebbe proprio quella di recarsi in Italia a riscattare quel denaro (ammesso che da anziano sia in condizioni di salute per un viaggio aereo intercontinentale e dubito, dati gli acciacchi che già inizia ad avere). Una volta che in famiglia non rimarrà nessuno, mia sorella non vuole assolutamente che quel denaro venga consegnato a figli di cugini che neanche ci conoscono. Ora direte che bastava che mia sorella mi firmasse una procura affinchè io potessi agire a suo nome e per suo conto su quella ppv. ok, non ci abbiamo pensato perchè eravamo tutti convinti che lei di quando in quando potesse fare qualche viaggio in Italia per venirci a trovare e dunque avrebbe potuto far da sè aggiungendo come beneficiario qualche associazione benefica (è il desiderio di mia sorella, dato che oramai ha capito che ha perduto quei soldi, vuole almeno lasciarli in beneficenza per una buona causa quando non ci sarà più), ma purtroppo si è ritrovata in condizioni da non poterselo permettere. Purtroppo la crisi economica che ha messo in ginocchio il sud dell\’Europa ha cominciato ad attingere anche qua e là vari paesi dell\’America Latina e i prezzi dei biglietti aerei sono schizzati alle stelle, per non parlare del costo della vita (se quando si è sposata la gente viveva con il corrispondente di 350 euro, ora non bastano nemmeno più per pagare le bollette di casa). Nonostante i vantaggi cambiari a cui accennavo, non può più viaggiare perchè deve stare attenta, deve fare la formichina. Quando era partita, allo stato delle cose di allora, poteva permettersi una vita discreta, anche se non certamente lussuosa, che le avrebbe garantito qualche extra come i viaggi (ma 6 mesi in più in Italia l\’avrebbero ridotta povera, ora non posso neanche mettermi a spiegare i vari perchè, già mi sto dilungando parecchio per potermi spiegare a dovere). Non ditemi che potrei anticiparglieli io, non sono in condizioni di poterlo fare. Quello che mi preme sapere è se è possibile a mia sorella rilasciarmi una procura anche senza viaggiare e se si, quanto le costerebbe farlo. Si tratterebbe una procura che permette di agire solo nell\’ambito dei prodotti postali. Fosse anche solo per aggiungere il benedetto beneficiario in caso di morte. Premetto che mia sorella continua a lavorare da autonoma anche nella nuova patria, dunque non potrà mai produrre un certificato pensionistico, pur straniero (sempre che le convenga farlo, dato che le poste vorranno le traduzioni giurate che andranno comunque a mangiarsi il capitale, dato che non costano affatto poco). Mia sorella si augura perfino che i costi di gestione si mangino tutto quanto investito, piuttosto che quel denaro andare a finire a parenti sconosciuti, qualora la procura internazionale sia impossibile o troppo farragginosa (o anche troppo costosa) ma sa che purtroppo non è così, la persona responsabile alle poste ha detto che non sono pochi soldi (si aggirano tra le 15K e la 20K euro, dato che papà aveva cacciato un bell\’importo iniziale), anche se non ha potuto, in sua assenza, dire la cifra esatta. Che voi sappiate è possibile una procura internazionale quando il procuratore e il nominato vivono in paesi diversi e nessuno dei due si può spostare? Quanto costa? Mi scuso per la lungaggine,
    Molly

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  43. Come risolvere questa situazione? Per favore, qualcuni risponda

    Rispondi
  44. Salve qualcuno mi può suggerire, per sbaglio 9anni fa ho firmato il mio trr a fondo pensionistico,con alleanza ,oggi questi spiccioli mi servono come posso fare per ottenere questo.loro dicono che ci vogliono tre anni di disoccupazione,e chi ci arriva se no non li avrei chiesto .grazie.

    Rispondi
    1. @ Salvatore
      Al di fuori dalle ipotesi previste dalla legge (che ti riassumo nell’articolo che hai appena letto), non c’è modo di rientrare in possesso delle somme investite purtroppo. La legge su questo punto è piuttosto severa.

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  45. Gentilissimo, mio marito ha 63 anni e gli mancano quattro anni alla pensione. Ha accantonato un discreto gruzzoletto in un pip (di cnp), ma ora, quando gli è stata prospettata la rata pensionistica che andrebbe a percepire, si è pentito. Avrei alcune domande. Vorrebbe sospendere gli ultimi versamente che gli mancano. Poiché gli restano ancora quattro premi annuali da versare, interrompendo i versamenti, ne verrebbe fortemente danneggiato? Poiché avrebbe intenzione di trasferirsi in campagna e ha già visto una casa che gli piace e vorrebbe acquistare come prima casa, potrebbe essere conveniente chiedere il 75% di riscatto? Ma, in questo caso, non sarebbe troppo penalizzato, considerando che il patrimonio gli verrà decurtato del 23% di trattenute fiscali? Stiamo parlando di un fondo che si aggira sui 100.000 euro. Grazie infinite e cordiali saluti.

    Rispondi
    1. @ Sissy
      E’ possibile interrompere i versamenti sui PIP in qualunque momento senza penalizzazioni. Se mancano pochi anni tuttavia non conviene fermarsi perché i vantaggi fiscali crescono (si avvicina la data in cui rientri in possesso del capitale).

      Invece di riscattare il PIP io aspetterei la scadenza e chiedere la prestazione sotto forma di capitale invece che di rendita. La cifra è notevole ma dovremmo comunque restare nell’ambito della prestazione in forma di capitale. Se riesci ad ottenere “tutto e subito” sei a posto. Fammi sapere, grazie!!

      Rispondi
  46. Gentilissimo, La ringrazio davvero di cuore per la cortese risposta. Se effettueremo i versamenti dei quattro premi rimanenti, prima della data della pensione, molto probabilmente sforeremo il montante che ci consentirebbe il riscatto totale (perché supereremo la soglia della pensione sociale) e quindi siamo in un cul de sac. Se, come da Lei consigliato, non conviene bloccare i premi così a ridosso della pensione, finiremo per non poter accedere al riscatto totale, ma solo al 50%. Mi sembra di capire che anche quest’ultima opzione sia sempre più conveniente che bloccare il versamento dei premi, e che ci convenga fare il mutuo per l’acquisto della prima casa e poi sfruttare il 50% del montante per estinguere (almeno parzialmente) il mutuo. Ho compreso bene le Sue cortesi indicazioni? Grazie infinite!

    Rispondi
    1. @ Sissi
      Se completando i versamenti si preclude la possibilità di ottenere il riscatto totale sotto forma di capitale, allora non versi più. In questo modo eviterà di percepire la rendita per il 50% del montante contributivo. Non saprei dirle se convenga chiedere un anticipo del fondo per acquisto della prima casa (subendo la tassazione maggiore) o fare un mutuo, perché dipende dal costo complessivo dell’operazione.
      Un buon consulente finanziario saprà aiutarla in dettaglio meglio di quanto non possa fare io qui. Se ha altre domande sono a sua completa disposizione…

      Rispondi
  47. Grazie infinite per la Sua gentilezza e disponibilità. 🙂

    Rispondi
    1. @ Sissi
      Grazie a te. Per qualunque cosa sono qui…

      Rispondi
  48. Gentile Giacomo, scusa se approfitto nuovamente della Sua gentilezza. Mio marito è propenso a richiedere l’anticipazione per l’acquisto della prima casa, ma potrebbe non essere sufficiente per la spesa che dobbiamo sostenere, però ho letto sul contratto del nostro FIP che si può richiedere un riscatto parziale o TOTALE per l’acquisto della prima casa, ma ciò sembra contrastare la normativa vigente che parla del 75%. E’ possibile che ciò dipenda dal fatto che il nostro contratto è stato stipulato nel 2002, ovvero ante 2005 (anno in cui ha visto la luce il nuovo decreto legislativo 252)? Forse noi ricadiamo nella legislazione precedente, che prevedeva la possibilità di riscattare totalmente il montante? E’ importante per noi saperlo, perché il riscatto totale sarebbe molto più “appetitoso” e credo che Lei ne convenga con me, se ho compreso bene lo spirito del Suo articolo. Grazie davvero infinite e cordialissimi saluti. Sissi.

    Rispondi
    1. @ Sissi
      E’ corretto quello che scrive. Essendo il vostro contratto stipulato nel vigore della vecchia normativa, potrete contare sul riscatto totale della prestazione, almeno così mi risulta. Mi faccia sapere, grazie!!

      Rispondi
  49. grazie! Gentilissimo 🙂

    Rispondi
  50. Buongiorno,
    se io oggi richiedo l’anticipo del 30% e sospendo i versamenti, in futuro posso richiedere anche quello del 75% per acquisto casa oppure non posso piu richiedere anticipi?

    Rispondi
    1. @ Luca
      L’anticipo può essere chiesto una sola volta, purtroppo. Un caro saluto e a presto…

      Rispondi
  51. Salve. Nel giugno 2012 mio figlio, inoccupato e a mio carico fiscalmente, aderì al fondo pensione di Postevita POSTAPREVIDENZA VALORE. I versamenti mensili di € 250,00 li ho effettuati io a suo favore dal mio conto corrente ininterrottamente fino a metà 2017, deducendone l’importo dal mio imponibile fiscale, essendo appunto mio figlio a mio carico. Nel gennaio 2017 mio figlio ha avviato un’attività come lavoratore autonomo aprendo, a tal fine, la partita IVA. Da allora ha cessato di essere a mio carico, ma, purtroppo, non è in grado di versare autonomamente i contributi per detto fondo pensione (tra l’altro non può neppure dedurli fiscalmente per il regime dei minimi, nè posso dedurli io, non essendo a mio carico) perchè l’attività avviata non gli procura un reddito adeguato. Posto che dalla data del contratto (12/06/2012) per oltre 48 mesi egli è stato inoccupato, potrebbe richiedere il riscatto totale della somma versata? Per dimostrare lo stato di inoccupato, non essendosi egli iscritto a liste pubbliche di collocamento, è sufficiente la dichiarazione dei redditi dai genitori dal 2012 al 2017 da cui risulta che era a carico? Grazie per l’attenzione.

    Rispondi
    1. @ Vincenzo
      Non credo che suo figlio possa riprendere i suoi soldi. Ora lavora ed inoltre la dichiarazione dei genitori non credo sia sufficiente. Mi dispiace… Quello che può fare è sospendere i versamenti nel fondo, ma temo che di più non si possa fare.

      Rispondi
  52. Signor Giacomo
    voglio prospettarle la seguente situazione per sapere il suo pensiero ed eventuali consigli.

    Nel 2010 stipulai un FPA gENERTELLIFE per mia moglie casalinga con versamento unico (negli anni successivi per svariati motivi non versai piu’).
    Circa un anno fa in previsione della scadenza scritta nel contratto appunto settembre 2017 Genertellife mi avvisa se voglio avere il rimborso o continuare. Ok
    manifestiamo l’intenzione di ottenere il rimborso e invio tutti i documenti richiesti.

    Risultato rimborso negato in quanto dice Genertelife la legge Fornero dicono ha posticipato la data di pensionamento.
    prima riflessione ma razza di –perchè prima di inviare la lettera non lo sapevate? Ci avete presi in giro a richiederci tutti i documenti e poi dirci di no?
    Seconda considerazione: secondo me il contratto di pensione integrativa è un contratto di tipo privatistico con una società commerciale ed in quanto tale la data di scadenza scritta sul contratto (settembre 2017) è un elemento essenziale e va rispettato. La Legge Fornero tratta le forme pensionistiche pubbliche e non i contratti privati. ed al limite vige la clausola vigente al momento della stipula.
    terza considerazione: volendo in alternativa chiedere il riscatto totale di cui all’articolo 11 legge 252/2005 per disoccupazione e inoccupazione superiore ai 48 mesi è stato negato perchè dice genertel era già casalinga al 2010.
    Ma questa è una assurdità giuridica e di fatto..perchè lo scopo dell’art. 11 è proprio quello di supportare garantire e assistere (con i soldi suoi) l’assicurato in momenti di difficoltà, quale puo’ essere la mancanza di lavoro. Invece secondo loro bisognava prima lavorare e poi essere licenziati. Ma benedetto Dio uno che non ha avuto la fortuna di essere assunto nel baraccone pubblico non è in condizioni peggiore?
    Io mi sono andato a leggere la legge e non dice espressamente quello che dice Genertellife ed altre compagnie. E’ l’interpretazione che danno loro che è sballata.
    Ho scritto e riscritto alla Covip…ma mi sono accorto che piu’ che la vigilanza sono l’avvocatura di fiducia dei fondi pensione.
    Quali sono le possibilità per scardinare questo sistema palesemente sbilanciato a favore dei potenti gestori dei fondi pensione? Scrivere al Ministero? o all’Antitrust che sembra dico sembra l’unica Autority in Italia veramente indipendente ed imparziale?

    Per quanto riguarda la mia esperienza io mi sento di dare questo consiglio:
    a parte i fondi negoziali e la confluenza del tfr nel FP i fondi pensione aperti sono da sottoscrivere solo quando mancano 5 anni al pensionamento facendo coincidere il vantaggio fiscale con il rimborso.

    In tutti gli altri casi evitate in quanto trattasi di similtruffe legalizzate.

    Saluti

    Rispondi
    1. @ Pasquale
      Capisco la tua irritazione, ma non è semplice togliersi da un pasticcio in cui ci si è cacciati. La cosa migliore da fare è informarsi prima e, con la giusta dose di consapevolezza, sapere a cosa si va incontro prima di firmare un contratto.
      Invocare le Autorità dopo è inutile, purtroppo…

      Rispondi
  53. Buonasera, ho 35 anni e lavoro da 15 in un ditta come metalmeccanico. Mi sto informando sul fondo cometa per via delle agevolazioni fiscali, siccome ho una casa in affitto e quindi fa reddito non prendo per poco gli 80 euro di Renzi. Avrei delle domande per capire bene se mi conviene o no. Con il contributo volontario mio e del datore al 2% verserei 1040 l\\\\\\\\\\\\\\\’anno che andrebbero ad abbassare il reddito giusto? Quindi andando sotto di poco dei 25000 andrei a prendere gli 80 euro? In pratica quei 1000 euro di contributo volontario non uscirebbero dal mio stipendio perché tra contributo del datore e gli 80 euro che ora non prendo andrei solo ad aumentare il capitale nel fondo. E in più visto che pago le tasse sull\\\\\\\\\\\\\\\’affitto andrei a prendere o pagare meno nel 730? E tra 8 anni posso richiedere il 75% anche pagando il 23% di tasse guadagnandoci per via dei 1040 euro che verserei ogni anno che sarebbero il mio reale guadagno giusto? Spero di essere stato chiaro. Grazie mille per la sua cortesia e info.

    Rispondi
    1. @ William
      I contributi versati nel Cometa sono deducibili, ossia vanno a ridurre il reddito imponibile su cui si calcolano le tasse. Ma non credo che un abbattimento del reddito imponibile sia sufficiente per permetterle di prendere il contributo di 80 €.
      Dopo 8 anni può chiedere una anticipazione del fondo, come giustamente ha scritto.

      Rispondi
  54. Buongiorno grazie per la risposta. In merito agli 80 euro, al momento il mio reddito è sui 25800/26000 ,quindi se con il contributo scendo sui 25000 dovrei prenderli o cmq una parte in modo tale da coprire i miei 40 euro giusto? È solo per capire se può essere conveniente per me fare il fondo visto il mio discorso fiscale con quello scritto ieri sera. Anche perché io il TFR l\’ho già chiesto dopo 8 anni in ditta e se non erro per legge la ditta non è obbligata a darlo una seconda volta quindi finché la ditta non fallisce e spero di no io il TFR lo vedrò alla pensione. Grazie mille ancora per la disponibilità a chiarire i dubbi. Buonagiornata

    Rispondi
  55. Buonasera, avrei un altro quesito da chiederle, oggi ho parlato con la commercialista della ditta e mi ha detto che non prendo tutti gli 80 euro ma solo sui 20 euro di Renzi per 700 euro. Io le ho risposto se appunto con un contributo mio e quello del datore quindi in totale 1040 euro all’ anno (520 io 520 datore) non vado ad abbassare il reddito. Lei mi ha risposto che solo il mio viene preso in considerazione e non quello del datore, ma è giusto? Non viene calcolato entrambi? La ringrazio di nuovo per le risposte.

    Rispondi
    1. @ William
      Purtroppo non so risponderle perché il campo fiscale non è di mia competenza. Se desidera mi contatti in privato per un preventivo per una consulenza da parte del nostro commercialista. Grazie.

      Rispondi
  56. Buongiorno sig. Giacomo.
    Ho piu o meno letto tutti commenti ma mi rimane qualche dubbio.
    Sono iscritto ad un fondo pensione come lavoratore privato dipendente dal 2007 legando il mio TFR al fondo (fondo FON.TE).
    Ho gia richiesto 2 anni fa l’anticipo del 30%
    La legge e’ molto rigida ma vorrei cercare di rientrare il piu’ possibile in possesso dei miei soldi o magari chiudere questa cosa ed ho qualche dubbio:
    1) Se passo ad un altro fondo, posso richiedere nuovamente l’anticipo del 30% subito?
    2) Se passo ad un nuovo fondo, poso slegare il TFR o magari decidere di versarne solo una minima percentuale?
    3) Posso interrompere i versamenti arbitrariamente senza incorrere in penali? lo devo comunicare alla mia azienda od al fondo?
    4) se passo ad un nuovo fondo o prodotto simile, posso esercitare un “recesso” immediato in quanto nuovo prodotto finanziario?
    5) Nell’ultima legge di bilancio dello stato ho letto che forse e’ possibile riscattare tutto in caso di disocupazione, prima dei 12 o 48 mesi. Ho letto il testo della legge ma e’ molto vago e poco preciso. Esiste realmente questa possibilità?

    La ringrazio anticipatamente per le eventuali risposte e del tempo che dedica a questo servizio.

    Rispondi
    1. @ Alessio
      Al di fuori delle ipotesi previste dalla legge non è possibile “uscire” da un fondo pensione prima del raggiungimento dell’età pensionabile. Se passa ad un nuovo fondo pensione non potrà richiedere nuovamente un anticipo, perchè lo ha già fatto una volta. Una volta entrati nel meccanismo della devoluzione del TFR non è più possibile tornare indietro, nemmeno cambiando lavoro. Ciò che può fare è interrompere i versamenti successivi al fondo, senza nessuna penalità o problema.

      Rispondi
  57. Buongiorno Sig.Giacomo
    Volevo chiederle visto che mi mancano 5 anni alla pensione se era vantaggioso entrare in fondo come COMETA a basso rischio per poi permettermi di avere meno penalizzazioni a riscuotere il TFR come %aliquota di tassazione e altro .
    In attesa di una sua cordiale risposta le faccio i complimenti per il servizio che fa a noi cittadini

    Rispondi
    1. @ Sergio
      Certamente!! Se gli anni che mancano alla pensione sono pochi, potrà ottenere tutto quanto versato sotto forma di capitale, perché il montante contributivo non sarà molto elevato. In questo senso l’adesione ad un profilo prudente le permette legalmente di pagare meno tasse ed è un’operazione che le consiglio di fare.
      Grazie per i complimenti e a presto…

      Rispondi
  58. buongiorno sig.giacomo
    o aderito nel 2011 al fondo posteprevidenza valore di postevita, essendo disoccupato da più di 12 mesi
    volevo riscattare il 50% dei versamenti ,o chiesto informazioni al loro numero verde, un operatore mi a detto che non è possibile se non sono passati otto anni di adesione al fondo.
    a ragione o a detto il falso? grazie .

    Rispondi
    1. @ Massimiliano
      Ho fatto una ricerca in rete ma non ho trovato nulla al riguardo. In teoria il riscatto parziale è sempre possibile in caso di disoccupazione…

      Rispondi
  59. Leggendo in modo interessato tutti i vostri commenti, sento di esternare un umile e breve parere personale. Innanzitutto ringrazio il prof. Beppe Scienza per la sua disponibilita’ anche al rispondere in modo celere e professionale in privato come nel mio caso. Rispetto il parere dei promotori finanziari intervenuti ma nonostante siano valide (in parte) le loro motivazioni gran parte della ragione e’ da attribuire alle opinioni espresse dal prof. beppe scienza. Volevo far riflettere su un paio di elementi;
    1) piu’ si innalza l’eta’ pensionabile (per legge) e piu’ di pari passo si innalza quella della previdenza
    complementare;
    2) quanto bisogna vivere dopo la pensione per arrivare a recuperare il versato? -difficilmente ci si riesce.
    3) le norme sulla reversibilita’ non sono poi tanto uguali a quelle del sistema obbligatorio.. (a danno dei
    clienti);
    4) da quando si inizia a versare sino al momento del decesso e’ un continuo arricchire le tasche delle
    banche delle assicurazioni e dei fondi a danno della cittadinanza e dunque di ognuno di noi;
    5) il mondo della previdenza complementare per invogliare le potenziali vittime a sottoscriverla ha per
    molto tempo fatto credere che “l’INPS FALLIRA’ PRESTO” E CHE SI RISCHIA DI NON AVERE LA
    PENSIONE STATALE. Al riguardo evidenzio che l’inps e’ un ente comunque pubblico ovvero e’ lo stato
    e se dovesse fallire essendo i contributi versati un diritto acquisito ne corrisponderebbe lo stato
    stesso e se per assurdo dovesse fallire anche lo stato vorrebbe dire che saremmo al cataclisma
    generale che porterebbe anche i fondi pensione ….chissa’ dove;
    6) i giovani le famiglie e le persone in genere vivono oggi con pochi soldi, il lavoro scarseggia, la gente
    pensa a sopravvivere: chiedere ad un padre di famiglia di togliersi almeno 150,00 euro al mese per
    recuperarli (forse) sottoforma di pensione chissa’ quando….mi pare un po’ contro corrente.
    7) molti datori di lavoro privati fanno accordi con i fondi pensione facendo spesso “pressing psicologico”
    o meglio dire “mobbing” verso i propri dipendenti al fine di convogliarli presso i fondi pensione che
    dicono loro….
    Vorrei continuare ma mi dilungherei troppo….. grazie e scusatemi

    Rispondi
  60. buongiorno sono iscritta al fondo fonte ed ho chiesto anticipazione tfr per spese sanitarie sono obbligata a produrre le fatture? e nel caso non le producessi cosa accadrebbe? grazie. l’anticipazione mi e’ gia’ stata erogata

    Rispondi
    1. @ Cinzia
      Non saprei dirle con certezza, ma se le servono le fatture significa che non ci sarà nessuna erogazione fino a che non dimostra di aver sostenuto preventivamente quelle spese.

      Rispondi
  61. Buongiorno, mi chiamo Francesco, ho 63 anni, un quesito… vitale. Oltre 20 anni fa ho aderito ad una polizza pensionistica con GENERALI (convinto, all’epoca, da un mio amico agente assicurativo). Ho sempre versato poco perché lavoratore precario (limitata disponibilità economica). Qualche anno fa dall’agenzia GENERALI mi fanno firmare dei moduli – dicendomi che sono “aggiornamenti burocratici”, senza approfondire altro. Da questo aggiornamento apprendo che il prodotto dell’assicurazione prende il nome di “VALORE PENSIONE”, con decorrenza settembre 2010 e (riporto quanto scritto un anno fa nel rendiconto emesso dall’assicurazione) con scadenza contratto/piano versamento: novembre 2020. Ultimo versamento nel 2015, perché sono nella condizione di DISOCCUPATO oltre 48 mesi. Importo (modesto) che vorrei riscattare (il 100%) subito: poco meno di tre mila euro. Ho fatto richiesta di riscatto all’agenzia, che ha risposto: “…la sua richiesta di riscatto totale NON è consentita dal momento che all’atto della stipula del fondo pensione n. xxxxxxxxx lei risultava essere già disoccupato, pertanto il fondo pensione stesso potrà essere liquidato sono quando avrà maturato i requisiti di accesso alle prestazioni stabilite nel regime obbligatorio di appartenenza ex dlgs n. 252/2005 articolo 11 comma 2”.
    Precisazioni: io in pensione (quella con i contributi) NON ci andrò mai perché molti lavori svolti nella vita, la stragrande maggioranza, erano SENZA contributi. Forse avrà la pensione di vecchiaia.
    Quesito: ho 63 anni, descritti i particolari per focalizzare il “caso”, davvero per riscattare questa polizza GENERALI dovrò aspettare novembre 2020, benché disoccupato (purtroppo) da oltre 48 mesi? Se invece fosse possibile cosa dovrei dire all’agente per “convincerlo”? Grazie dell’aiuto.

    Rispondi
    1. @ Francesco
      Sulla base della normativa attuale puoi chiedere il riscatto del 50% del capitale, per il resto dovrai attendere l’età pensionabile. Non firmare più nulla che non capisci e non fidarti mai delle “formalità burocratiche” in futuro.

      Rispondi
  62. Grazie del prezioso consiglio. Provvedo alla richiesta del riscatto del 50%, aggiornando l’esito.

    Rispondi
  63. Esito. Mi sono recato all’agenzia con una lettera firmata per la richiesta del riscatto del 50%. Dopo discussioni l’agente ha detto che poteva “concedere” solo il 30% (trenta per cento) senza alcuna formalità. Mentre ha negato la quota del 50% perché, ha ribadito più volte, alla data del rilascio della polizza anche all’epoca – come ancora oggi – risultavo/risulto disoccupato (e nel frattempo NON ho avuto alcun contratto di lavoro regolare).
    Dalla stampata della situazione “Rendiconto Vita” si legge: nr contratto xxxxxxxx, prodotto “Valore Pensione”, decorrenza 30/09/2010, scadenza 06/11/2020, ultima rata 2015, tipo premio xxxx, prestazione vita xxxxxx, prestazione morte xxxxxxx, premi pagati xxxxx, liquidazioni xxxxx; quindi mi domando: se è indicata la scadenza 06/11/2020 [compirò 65 anni], vuol dire che alla stessa data potrò riscattare il 100% (oppure il restante 70%)?
    Ha aggiunto che all’epoca si andava in pensione a 65 anni, poi le leggi sono cambiate e in pensione un domani non si sa ancora bene a quale età si potrà andare.
    Quindi mi sono detto: “Intanto prendiamo questo 30% (perché ne ho bisogno), poi vediamo se tornare a richiedere altro oppure… tutto.
    Convenuto il riscatto del 30% l’agente mi ha fatto firmare un documento intestato “Richiesta di anticipazione PIP”: mio nome cognome ecc, in qualità di aderente chiede di conseguire un’anticipazione della posizione individuale maturata pari al 30,00%. Esigenze diverse da spese sanitarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa E autorizza il versamento della somma spettante mediante bonifico bancario sul conto corrente ecc.
    A tal fine dichiara di appartenere alla categoria di lavoratore dipendente.
    Che la data di prima iscrizione a forme pensionistiche complementari risale al 30/09/2010. Di voler optare per l’applicazione del regime fiscale di cui all’art. 11 del Decreto n. 252/2005 ai fini della tassazione delle prestazioni maturate dal 01/01/2007.
    Dichiara inoltre, sotto la propria responsabilità, di essere a conoscenza dei requisiti previsti dal Decreto n. 252/05 per l’esercizio dell’opzione prescelta e che quanto sopra dichiarato corrisponde a verità.
    Privacy. Prende atto dell’informativa ai sensi degli articoli 13 e 14 del Regolamento UE n. 679/2016 del 27 aprile 2016.
    Luogo, data e mia firma.
    Dichiarazione dell’Agenzia.
    L’Agenzia conferma sotto la propria responsabilità che: il contraente e il beneficiario identificato dal documento registrato ha sottoscritto la richiesta alla presenza dell’Agente o di un Suo Incaricato.
    Luogo e data. Timbro dell’Agenzia, ma SENZA firma.
    L’agente ha detto che riceverò il bonifico entro una settimana.
    Cosa ne pensa? La ringrazio per la Sua preziosa disponibilità.

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    1. @ Francesco
      Purtroppo ha sottoscritto un PI§R e, come ho scritto nel post che sta commentando, puà richiedere solo un anticipo di quanto versato. La differenza potrà prenderla all’età del pensionamento. Mi dispiace.

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  64. Grazie mille. La sua consulenza comunque è stata preziosa.

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    1. @ Francesco
      Grazie a Lei. Per qualunque cosa sono a sua disposizione.

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  65. Gentile Francesco, mio marito ha stipulato un fondo pensione con CNP. Gli mancano tre anni alla pensione e vorrebbe riscattare tutto il montante, ma, come si è detto più volte, ha diritto solo al riscatto del 50%. Una mia amica che lavora in banca ha detto di aver appreso da fonte certa che da un anno a questa parte esiste una possibilità di riscattare il fip in soli 4 anni (facendone domanda due anni prima della pensione) e che questa innovativa possibilità si chiama R.A.T.A. Ho provato a cercare su internet ma non ne ho trovato traccia. Per caso Lei, che è così al dentro della materia, ne ha sentito parlare? La ringrazio davvero di cuore. Cordiali saluti.

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    1. @ Silvia
      Onestamente non mi risulta che la normativa della previdenza complementare sia cambiata. Temo, purtroppo, che non sia possibile riscattare il prodotto al di fuori delle ipotesi previste. Ha fatto bene a fare una ricerca in Rete, ma a questo punto chieda alla sua amica di essere più precisa circa la fonte. Mi faccia sapere!!

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  66. scusi, volevo dire Giacomo! 🙂

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