Investire in borsa: conviene ancora?

6 Settembre 2019

investire in borsa

I migliori consigli per investire in borsa dopo un rialzo ultra decennale.

Investimento in borsa: una premessa

In questo articolo esaminerò in dettaglio l’indice MSCI World, con reinvestimento dei dividendi. Poiché l’indice è disponibile sia in Dollari sia in valuta locale dal 31/12/1969 ed in Euro dal 31/12/1998, potremo scoprire come si è comportato durante le dure crisi degli ultimi 40 anni.

In aggiunta abbiamo una serie storica piuttosto lunga che ci consentirà di trarre conclusioni significative in merito al futuro andamento dei mercati.

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I rendimenti passati e futuri della borsa

I rendimenti del mercato azionario, nonostante il trascorrere del tempo e il susseguirsi delle crisi, hanno mostrato un andamento piuttosto stabile.

In particolare dal dicembre del 1969 ad agosto 2019 l’indice MSCI World ha prodotto un rendimento medio annuo composto del 9,47% in Dollari e dell’8,90% in valuta locale.

Il coefficiente di correlazione è stato pari a 0,998. Ciò significa che l’impatto valutario sull’investimento è stato molto modesto.

Se andiamo a vedere cosa è successo a chi ha investito nelle borse mondiali usando l’Euro, notiamo due cose interessanti:

  • l’arrivo della moneta unica ha coinciso con il picco del mercato azionario mondiale
  • i rendimenti dell’indice in Dollari, valuta locale ed Euro tendono a convergere.

Nel dettaglio, dal 31 dicembre 1998 al 31 agosto 2019 l’MSCI in Dollari ha reso il 5,47% medio annuo. L’MSCI in valuta locale ha reso il 5,45% annuo, mentre l’indice in Euro ha guadagnato il 5,80%.

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Quanto renderà investire in borsa?

Sebbene gli ultimi 20 anni siano stati attraversati da due crisi (bolla speculativa e crisi sub prime), il rendimento medio delle azioni globali è molto significativo.

Intendo dire che dopo l’accelerazione degli anni ’90 i rendimenti delle borse mondiali si sono stabilizzati intorno al 6% l’anno. Verrebbe da pensare che si tratti di un dato basso, ma non è così.

Infatti il rendimento ottenuto dal 1969 in poi è inficiato dalla crescita esponenziale dei mercati azionari avvenuta fino al 2000. Tale crescita è stata provocata, a mio avviso, da alcuni fattori non ripetibili:

  • l’esplosione del risparmio gestito, che ha traghettato in borsa i risparmi di milioni di persone facendo crescere le quotazioni
  • il ribasso dei tassi di interesse, che ha messo KO molti titoli di stato
  • la diffusione del Web e di internet.

In altre parole, nel rendimento ante 2000 è compresa una forte presenza “speculativa” che negli anni successivi è venuta meno. E’ quindi assolutamente logico ipotizzare che il rendimento futuro delle borse si attesterà su quello medio degli ultimi 20 anni.

In breve il 6% di rendimento medio annuo da un portafoglio azionario, realizzato in un ventennio di bassa inflazione, trova conferma anche negli studi di Siegel (Stocks for the long run) in cui stima il rendimento medio del mercato azionario corretto per l’inflazione nell’ordine del 6%.

Verso un nuovo 1929?

Molti investitori sono preoccupati che una nuova crisi finanziaria o recessione possa distruggere il valore dei propri investimenti. Tuttavia l’esame della storia ci consegna una lezione rassicurante: le crisi passano, mentre i rendimenti restano.

La crisi delle borse nel 1973 – 1974

Il biennio 1973 – 1974 fu caratterizzato dalla “staglfazione“. La salita del prezzo del petrolio provocò, al tempo stesso, la crescita dei prezzi e l’innesco di una recessione economica.

In sintesi l’MSCI in Dollari perse, nel biennio, il 35,43%. Ad un -14,51% realizzato nel 1973 fece seguito infatti un -24,48% l’anno successivo.

Nonostante il ribasso biennale abbia gettato fuori dal mercato molti investitori, a fine 1976 le borse mondiali avevano recuperato tutto il terreno perso.

Chi ha saputo resistere alla tentazione di vendere tutto nel momento peggiore negli anni successivi ha avuto un guadagno senza precedenti. Ma ha dovuto attraversare due anni di ribassi consecutivi.

Il ribasso del 2007 – 2008

In modo analogo alla precedente, anche la crisi del 2007 fu innescata da una recessione. Questa fu aggravata dalla crisi finanziaria causata dai mutui subprime.

Tuttavia il ribasso fu del tutto analogo: nel 2008 l’indice MSCI in Euro perse il 37,24%. A differenza degli anni ’70 tutto avvenne nel giro di un solo anno. In altri termini la crisi fu più breve come durata, ma più intensa.

Il 2007, invece, si chiuse sostanzialmente in pari con un -1,18%.

A differenza del ’73 il tempo di recupero fu leggermente più lungo: 5 anni. Infatti le quotazioni ritornarono al livello precedente la crisi a fine 2012, dopo aver attraversato un 2011 “di storno”.

Consigli per investire in borsa

La storia dei mercati ci regale lezioni importantissime ed utili per chi ha voglia di imparare.

Anzitutto è bene entrare nell’ottica che un investimento in azioni renderà circa il 6% annuo medio composto. Chi vuole inseguire miraggi del 10% o 15% l’anno farà bene a fare trading sulle criptovalute, correndo tutti i rischi collegati.

In secondo luogo è bene diversificare molto il portafoglio, perché la storia si ripete ma in modo differente. E avere un portafoglio concentrato o sovraesposto su un’area geografica o un settore può essere pericoloso.

Inoltre è bene mettere in conto almeno un ribasso del 35 – 40% che potrà svilupparsi attraverso uno o due anni. Sapendolo prima si eviterà di vendere nel momento sbagliato, come purtroppo fanno in molti.

Infine è bene tenere investito in bond a breve termine l’equivalente di 4 anni di spese correnti. Qualora, infatti, i mercati azionari scendessero, è indispensabile dare loro il tempo di recuperare, sfruttando altre risorse disponibili.

Perché conviene investire in borsa

I tassi di interesse sono ai minimi storici. E se il 6% offerto da un portafoglio articolato di azioni globali sembra poco, pensa all’1% circa offerto dai BTP a dieci anni!!

Nei prossimi anni i tassi di interesse saliranno, o quanto meno resteranno stabili. Il che significa che comprare troppi bond oggi implica rischi crescenti e guadagni calanti.

Inoltre quel 6% offerto in media dall’MSCI globale può essere migliorato, a patto di creare una allocazione ottimale per te.

Sia che tu voglia proseguire con la tua formazione, o fermarti qui, ricorda che il futuro è azionario. Anche se dovremo passare, prima o poi, attraverso un -30%.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari