Mercati azionari: investire o attendere?

investire o attendere

Mercati azionari volatili e ai massimi storici possono essere dominati grazie alla consapevolezza che la resistenza batte la sfortuna.

Mercati azionari in ipercomprato

Su una cosa tutti gli esperti concordano. I mercati azionari sono stati protagonisti di un rally pazzesco, dopo la caduta dell’inverno del 2020.

Essi, a marzo 2021, si trovano su valori anormalmente alti. Intendo sia dal punto di vista dei valori assoluti degli indici, sia con riferimento ad indicatori di tipo fondamentale, come il prezzo/utili.

La forte crescita, che ha portato le quotazioni in ipercomprato potrebbe generare una correzione. Da qui il dilemma degli investitori. Meglio comprare lo stesso, in un’ottica di lungo periodo, o stare alla finestra ed aspettare?

Lascia a noi le decisioni difficili sul dove investire.

Questo articolo, già apparso mesi fa sulla nostra newsletter INVESTO, vuole dimostrare come l’investitore con i nervi saldi guadagna anche se sbaglia completamente il timing di ingresso.

Il mito del market timing

La ragione per la quale gli investitori attribuiscono una importanza notevole al momento di ingresso e di uscita dai mercati, nonostante l’impatto del timing sul lungo periodo sia risibile, è semplice.

Essa affonda le proprie radici nella finanza comportamentale, la scienza relativamente nuova che studia la psicologia dell’investitore in quanto individuo emotivo.

Il timore del rammarico

L’investitore attribuisce una grande importanza al market timing a causa della paura di fare la scelta sbagliata. Investire comporta la presa di decisioni in un contesto di incertezza. Nessuno può prevedere, infatti, cosa accadrà in futuro.

Le persone dimenticano che le informazioni sulla cui base prendono una decisione di investimento sono diverse da quelle  disponibili al momento della valutazione della stessa.

Così se compriamo in corrispondenza di un picco di mercato scatta quel sentimento di rammarico che ci fa sentire stupidi dopo.

Purtroppo non possiamo eliminare del tutto l’effetto rammarico. Ma possiamo ragionare per “worst case scenario” e immaginare cosa sarebbe successo se avessimo investito nel momento peggiore di mercato.

Lo sfortunato Paperino e il mercato azionario

Immaginiamo di essere un investitore assolutamente scarognato. Per ipotesi questa persona ha investito sempre nel momento peggiore, in corrispondenza dei picchi di mercato.

Tuttavia ha fatto un investimento molto diversificato. Invece di comprare un ETF specifico su un mercato ha preferito usare un prodotto ad ampissima diversificazione,un ETF sull’indice MSCI AC World che comprende 2984 azioni di 23 Paesi sviluppati ed 26 emergenti.

Il grafico che segue mostra l’andamento dell’indice. I cerchi, invece, rappresentano i momenti di ingresso:

mercato azionario e timing

In particolare il nostro investitore avrebbe fatto i seguenti acquisti:

  • il 31 gennaio 2001
  • il 31 maggio 2007
  • il 29 maggio 2015

I punti di ingresso sono stati selezionati sulla base dell’andamento dell’indice MSCI AC World dal 31/12/2000 al 20/12/2020 e suddividendo l’intervallo in quinquenni.

All’interno di ogni lustro ho preso il punto di massimo su base mensile e sono andato a vedere cosa sarebbe capitato in occasione del minimo successivo.

E se fossimo noi a dirti quando, dove, come e perché investire?

Timing pessimo, rendimenti buoni

Dal 31 gennaio 2001 al 31 marzo 2003, ad esempio, l’indice perse il 47% a causa dello scoppio della bolla speculativa sui titoli TMT (technology, media e telecomunicazioni). Senza dubbio si trattò di un momento pessimo per investire.

Dal 31 maggio 2007 al 27 febbraio del 2009, a causa della crisi dei mutui subprime, l’indice perse il 49%. Si tratta di un crollo di magnitudo simile al precedente ed avente una durata molto simile.

Infine dal 29 maggio 2015 al 30 settembre, a causa dei timori di rallentamento dell’economia globale indotti dalla Cina, l’indice perse il 13%.

Cosa sarebbe accaduto, tuttavia, anni dopo? Ovvero se il nostro ipotetico investitore avesse mantenuto l’investimento fino a dicembre del 2020?

Nel primo caso, se fosse entrato in corrispondenza del picco del 2001, il suo rendimento medio annuo composto sarebbe stato del 4,46%. Nonostante il nostro investitore abbia subito la seconda grave crisi del 2007 – 2009.

Chi avesse investito a maggio 2007, prima del crollo post Lehman Brothers, avrebbe ottenuto un rendimento medio annuo composto del 6,32%. Se, invece, l’investitore scarognato avesse comprato nel picco del 2015 il suo guadagno medio annuo sarebbe stato del 6,97%.

Conclusioni

Oggi è il momento di investire. L’incertezza, infatti, accompagna ogni investitore per tutta la vita. Aspettare sperando in un ribasso imminente potrebbe fare perdere guadagni importanti se il mercato continuerà a salire.

Inoltre è bene mettere in conto che se anche evitiamo un ribasso al momento dell’investimento potremmo subirlo dopo, quando saremo investiti.

Ciò che conta è stabilire quanto rischio siamo disposti a correre ed essere disciplinati nel seguire il piano che abbiamo predisposto o le indicazioni che esperti di nostra fiducia ci danno.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

6 commenti
  1. Certo che il nostro investitore sfigato che ha acquistato l’ETF a dicembre 2001 e ad agosto 2012 è si e no rientrato dell’investimento dovrebbe avere alcune caratteristiche peculiari:
    -decente aspettativa di vita
    -pazienza di Giobbe
    -fede incrollabile negli immancabili destini

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    1. @ Giovanni
      Esattamente. L’orizzonte temporale lungo è quello che distingue un investitore di successo da uno improvvisato. La pazienza e la fede la si hanno se si hanno gli strumenti giusti, li si conosce a fondo, si accetta la volatilità e si prospera nel tempo.

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    2. Giovanni, come me e la maggior parte degli Italiani, non hai le caratteristiche per investire. Non farlo. Non farti ingolosire dai probabili maggiori guadagni. Il rendimento non è certo neanche nel lungo periodo, soprattutto se si investe ai massimi storici: gli indici Europei e Giapponesi sono lontani dai picchi raggiunti rispettivamente nel 2000 e nel 1990. I mercati ‘’danno col cucchiaino e tolgono col mestolo”, un detto che è bene ricordare dopo 12 anni fantastici.

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    3. beh a questo punto se vuoi guadagnare tanto comprati dei bitcoin che hanno fatto un bel 600%, però sappi cosa ti potrà succedere!

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  2. Col ragionamento del lungo periodo nel frattempo si muore, o i soldi me li trovo quando sono in ospizio.

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  3. Il mio parere personale, dopo aver investito nel picco più basso nel covid-19 dell’anno scorso, è rimanere investiti effettuando un piccolo ribilanciamento, o tenere una liquidità per i prossimi mesi. Il comparto azionario, per la crisi ancora in atto è cresciuto troppo ed un eventuale storno è fisiologico. Come giustamente è stato detto, il recupero delle borse a partire dell’anno scorso è stato troppo esplosivo. Questo è dovuto anche al fatto che, il comparto degli ETF obbligazionari ha reso poco, se non in negativo. Tanti investitori hanno spostato l’investimento sull’azionario per mantenere le plusvalenze anche in futuro con l’effetto di pompare le borse.

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