Azioni ad alto Dividendo: i migliori titoli in cui investire

Azioni ad alto dividendo: come investire oggi i soldi nelle azioni a più alto rendimento

Articolo aggiornato il 13 ottobre 2017

Le azioni ad alto dividendo sono strumenti finanziari in grado di generare un flusso costante di cassa grazie alla presenza di utili stabili. Si tratta per lo più di società operanti in settori “maturi”, ritenute azioni sicure per il fatto che, se tenute nel tempo, produrranno utili in abbondanza in grado di assorbire anche le crisi più dure.

Le azioni italiane ad alto dividendo sono, senza dubbio, quelle che operano nel settore delle utilities, come, ad esempio, ENI, ENEL, TERNA. Tuttavia l’assunto secondo cui le azioni ad alto rendimento sono meno volatili grazie al fatto che corrispondono cedole elevate è un mito che sfateremo presto.

LE QUATTRO MIGLIORI AZIONI ITALIANE AD ALTO DIVIDENDO

Avvalendomi di un sofisticato tool ho estrapolato le quatto azioni italiane più remunerative in termini di rapporto tra dividendo pagato e prezzo del titolo. Un’analisi basata solo sul rendimento offerto sarebbe stata incompleta perché non avrebbe preso in considerazione né il livello di prezzo raggiunto, né i fondamentali della società.

Ho quindi “setacciato” il listino italiano ed ho cercato le azioni che soddisfacessero simultaneamente questi 3 requisiti:

  • dividend yield, ossia rendimento da dividendo, maggiore al 4% lordo annuo
  • rapporto P/E, price earning ossia prezzo/utili non superiore a 15
  • rapporto P/Book Value, ossia prezzo/valore patrimoniale dell’azienda non superiore a 1,5

Grazie a questi semplici criteri, gli stessi usati da Warren Buffett, sono riuscito ad estrarre quattro società interessanti che pagano dividendi elevati, ma hanno un rientro “rapido” del capitale investito grazie al basso costo ed un basso rischio.

La cosa curiosa è che tra questi non ci sono né ENEL né ENI.

ENEL ha un rendimento da dividendo del 3,48% , un P/E di 20,33 ed è in linea con il terzo parametro. ENI ha un rapporto Prezzo/Utili di 65,59.

Ecco le azioni che hanno superato il test:

azioni italiane alto dividendo

 

IL RISCHIO DELLE AZIONI AD ALTO RENDIMENTO

Le azioni ad alto dividendo presentano, a rigor di logica, un rischio più basso della media grazie al fatto che l’incasso dei proventi annuali attutisce eventuali perdite in conto capitale. Ti faccio un esempio. Intesa ha un rapporto Prezzo/Utili pari a 8. Ciò significa che se i profitti resteranno costanti, in 8 anni il prezzo dell’azione pagato oggi sarà recuperato per intero solo per effetto degli utili realizzati.

Tuttavia, se confrontiamo la volatilità di ognuno di questi titoli con l’indice generale, vediamo come le loro quotazioni oscillino più dell’indice stesso:

rischio azioni alto dividendo

 

Ecco, invece, il rendimento delle azioni Generali, Intesa San paolo, Poste Italiane ed Unipol Sai negli ultimi anni:

rendimento azioni italiane alto dividendo

 

LEGGI ANCHE: ETF e dividendi, un Vademecum per la Scelta

Cosa possiamo dedurre da questi dati?

  • le azioni ad alto rendimento presentano un rendimento maggiore rispetto dell’indice generale (per così dire “battono il benchmark”)
  • le azioni nel lungo periodo sono meno rischiose dell’indice globale grazie al rientro del capitale offerto dai dividendi stessi
  • la massima discesa da un massimo precedente (che corrisponde al rischio di sbagliare timing di ingresso comprando ad un massimo) è più alto per le azioni che per l’indice.

Una rapida occhiata alla tabella evidenzia come negli ultimi 10 anni Intesa abbia perso fino al 79,78% del suo valore, Generali il 72,32% e Unipol Sai addirittura il 98,11%.

Ecco perché nel criterio di selezione ho inserito due indicatori di prezzo (il Price/Earning e il Price/Book Value). Grazie al fatto che questi indicatori sono ora  su livelli piuttosto bassi, è ragionevole supporre che convenga investire in queste azioni, perché i rischi di caduta di prezzo sono piuttosto modesti mentre i dividendi restano assolutamente allettanti.

Ti ricordo che puoi ottenere risultati stupefacenti dai tuoi investimenti, riducendo i rischi di concentrazione geografica del tuo portafoglio, seguendo i consigli che trovi nel corso GRATUITO A Scuola di Investimenti.

46 commenti
  1. Ciao Giacomo! è da pochissimo che ti seguo, ti ringrazio tanto!! Ancora non ho investito nulla sto tastando il terreno (= ancora ci capisco poco :p ) ma le tue spiegazioni mi sono molto utili!!! Grazie!!!

    Rispondi
    1. @ Elena
      Quello che mi scrivi è per me fonte di grande gioia e soddisfazione professionale.
      Per qualunque cosa sono qui a tua disposizione.
      A presto!!

      Rispondi
  2. Caro Giacomo,
    ottimo post davvero, da salvarsi nei preferiti…
    E se invece di andarsi a cercare le singole azioni su cui investire, si cercasse un ETF azionario ad alto dividendo?
    Si avrebbe una maggiore diversificazione ma quali sarebbero i rischi da valutare?
    Grazie!
    Ennio

    Rispondi
    1. @ Ennio
      Di sicuro è meglio optare per un ETF diversificato, per evitare di comprare titoli come Saipem 🙂
      L’unico rischio aggiuntivo, in questo caso, è rappresentato dal fattore valutario, dal momento che se l’ETF ha come sottostante azioni denominate in valute non euro bisogna tenere conto anche di quello.
      Un abbraccio!!

      Rispondi
      1. Ciao ,avrei un dubbio:gli stop loss intervengono in un crollo repentino come quello di Saipem?

        Rispondi
        1. @ Alessio
          No. Il motivo per il quale sconsiglio le singole azioni è anche questo. Se c’è un’apertura delle quotazioni inferiore al livello dello stop loss (ad esempio hai messo uno stop che ti ‘dice’ di vendere a 9 ma il titolo apre a 8), non potrai fare nulla.
          Tecnicamente si chiama “gap down” e non è evitabile a meno di chiudere tutte le posizioni ogni sera e scegliere di riaprile il giorno successivo.

          La borsa non è il luogo della continuità, ma delle variazioni selvagge, per cui fenomeni di questo tipo possono prodursi. Se scegli gli ETF eviti questo tipo di rischio, perché gli indici si muovono in modo più “dolce” senza grandi strappi.

          Un caro saluto!!

          Rispondi
  3. Ciao, e di un etf tipo Ishares Euro Stoxx Select Dividend (IE00B0M62S72) cosa ne pensi?
    Io seguendo il trend (positivo da qualche settimana) ho investito una mini cifra, di investire su singole azioni proprio non mi va…

    Rispondi
    1. @ Marcello
      L’ETF è interessante, perché tra l’altro è concentrato sull’area Euro, è a replica fisica e un costo contenuto. Unico limite è che scambia “poco” e quindi è adatto per cifre non troppo importanti.
      Un caro saluto!!

      Rispondi
  4. faccio un inciso fuori tema (ma solo un pochino visto che in fondo si parla di stock picking…): visto SAIPEM?? altro che cigno nero qui siamo agli asini volanti! 🙂

    Rispondi
    1. @ Lorenzo
      Purtroppo è vero: l’imponderabile è sempre dietro l’angolo. Per questo consiglio sempre ETF diversificati, così da evitare quello che in gergo tecnico si chiama “rischio specifico”.

      Rispondi
  5. Salve a tutti,

    Vorrei segnalare l’ETF Ishares Market Iboxx Euro High yeld (IE00B66F4759) dove ho investito una piccola somma e l’anno scorso hanno staccato buoni dividendi rispetto agli altri ETF
    sconsiglierei l’investimento nella singola azione…….

    Che ne pensi giacomo?

    Rispondi
    1. @ Giovanni
      Il prezzo dei bond oggi è un po’ tirato. Sono lieto che tu lo abbia comprato l’anno scorso, ma ora come ora io non lo comprerei più perché a mio parere il rischio non è pagato in modo adeguato.

      Rispondi
      1. Ciao Giacomo.
        In base a quali fattori dici che il prezzo di questo ETF è tirato?

        Rispondi
        1. @ paolo
          A quale ETF ti riferisci, cortesemente? In questo post parliamo di azioni non di ETF…

          Rispondi
  6. Per Alessio

    no, in casi di apertura del mercato sotto il tuo livello di stop lo stop loss non ti salva. Penso che ieri in parecchi ci abbiano rimesso le penne con saipem. azienda che era considerata un gioiellino.
    ma dove andremo a finire….

    Rispondi
  7. Se il sito serve per chiarire o istruire, lo faccia con correttezza.
    Affermazione : “sono simili alle obbligazioni, in quanto offrono un rendimento sotto forma di dividendo molto elevato se paragonato all’investimento iniziale.”
    1. le obbligazioni sono titoli di credito. Per semplicità : presto 95 € ad un’azienda e, se tra un anno mi verrà restituito 100 € , la differenza di 5% rappresentano il mio guadagno. Tralasciando il caso di fallimento mi aspetto che mi vengano rimborsati 100 €! Se vuole cedole elevate acquisti titoli con scarso rating e quindi di elevato rischio.
    2. le azioni con alto dividendo sono comunque quote di possesso della proprietà dell’azienda. Per semplicità : investo 95 € in un’azienda e, tra un anno non so con quale valore mi ritrovo può salire, scendere o rimanere inalterato. I dividenti possono essere di 5 € come l’obbligazione ma a differenza dell’obbligazione in cui ho la certezza delle cedole, nel caso dei dividendi questa verrà deliberata, ogni anno, dall’assemblea societaria. La quotazione dell’azione, in seguito al pagamento del dividendo, potrebbe ridursi.
    Non sono proprio simili, salvo per il fatto che sono in entrambi i casi soldi investiti.

    Rispondi
    1. @ Papero
      Non sono andato così in dettaglio perché mi sembrava ridondante ripetere le differenze che intercorrono tra azioni e obbligazioni. Visto che lo ha fatto lei la ringrazio per la puntualizzazione.
      A presto!!

      Rispondi
  8. Ciao a tutti, io da qualche anno ho optato per azioni REIT americane….
    ad esempio AGNC, ARR o CFP… azioni che danno oltre il 13-15% di dividendo annuo.

    Segnalo, per chi vuole invece stare cauto, un azione interessante: XEUA (KSH Holdings).
    Le azioni sono in mano quasi tutte ai 4 fondatori e per questo è poco volatile e alla portata di tutti (ora 0.25 Eur).
    Dividendo annuo si aggira attorno all’8% netto.

    saluti
    Sandro

    Rispondi
    1. @ Sandro
      Grazie per la segnalazione!!

      Rispondi
  9. Scusate la mia ignoranza,
    ma comprare le azioni il giorno prima dello stacco cedola e rivendersele la mattina dello stacco alle 9.05?

    Visto che si parlava di dividendi, invece di farsi tutti sti calcoli statistici, che sono alla fine solamente probabilistici non conviene fare solamente toccata e fuga?

    Grazie per la possibilità che avete dato di parlarne

    N.H.

    Rispondi
    1. @ N.H.
      Purtroppo nel giorno in cui il dividendo viene staccato il titolo subisce una perdita che, in linea teorica, dovrebbe essere esattamente pari al dividendo stesso. In questo modo chi compra le azioni il giorno prima del pagamento si troverà con il dividendo in tasca ma con delle azioni che sono deprezzate nella stessa misura. Immagina questo esempio: l’azione Alfa vale 10 euro il primo gennaio. L’anno successivo sale a 10,50 e paga un dividendo di 0,50, sicché la sua quotazione ritorna a 10.

      Chi ha comprato il titolo a 10 e l’ha tenuta per l’anno intero ha giustamente preso il dividendo. Chi ha comprato le azioni le azioni a 10.50 il giorno prima se le trova a 10 con una ‘perdita’ dello 0,50. Un caro saluto.

      Rispondi
      1. Si certo, in linea teorica è così.
        Ma guarda per esempio le bb biotech che hanno “staccato” ieri
        stanno ancora salendo. Se le avessi comprate, avrei preso il dividendo (bello alto) e un surplus aggiuntivo….

        Che mi dici su questo?
        il gioco è: tante regole; niente regole. Ogni caso mi sembra faccia a se

        Un saluto

        N.H.

        Rispondi
        1. @ NH
          Se i mercati azionari fossero efficienti cose del genere non capiterebbero. Ma visto che non lo sono come giustamente scrivi tante regole niente regole. Un saluto anche a te e tanti auguri di buona Pasqua se non ci ‘sentiamo’ più.

          Rispondi
  10. salve volevo investire 5.000 euro in azioni che danno un buon dividento quali mi consigli? grazie

    Rispondi
    1. @ Graziella
      Ti sconsiglio di comprare azioni direttamente, anche se si tratta di società solide ed affermate. puoi, invece, investire in ETF che a loro volta hanno come sottostante azioni ad alto dividendo. In questo modo la diversificazione di portafoglio sarà molto maggiore..

      Rispondi
  11. Ciao Giacomo. Ho letto la tua strategia per investire in azioni ad alto rendimento. Sembra semplice ma è facile, senza esempio, sbagliare!!! Per cortesia, se non è un problema, potresti fare un esempio concreto. Ad esempio per l’appunto su ENI, che apparentemente rilascia alti rendimenti!
    Grazie Luca

    Rispondi
    1. @ Luca
      Purtroppo NESSUNA strategia è esente da errori. Secondo me conviene comunque investire in un ETF diversificato specializzato in azioni ad alto rendimento. In questo modo ridurrai i rischi di selezione del titolo sbagliato.

      Rispondi
  12. Ciao Giacomo. Complimenti per il sito, sempre ricco di informazioni e spunti utili.

    Io sono un investitore/risparmiatore prudente, da sempre propenso ai conti di deposito e simili. Tuttavia, come si benissimo, i tassi sono ridicoli anche per cifre consistenti. Idem le obbligazioni.

    Quindi stavo guardando alle azioni AD e agli ETF a distribuzione mensile e trimestrale.

    Un risparmiatore tuttavia inesperto come me legge prima di tutto il prezzo e il taglio del dividendo.

    Io avevo pensato questo: comprare le azioni e mantenerle, senza impostare stop loss e take profit.
    Mi spiego: se un’azione perde, io perdo quella quotazione e quei soldi, ma potrebbe risalire il giorno successivo, e quindi riguadagnarli, esatto? Poi, sempre se non sbaglio, a meno di non tradare intraday il numero di azioni rimane sempre. Quindi penserei di investire un 30% in questi prodotti e mantenerli per aspettare la cedola. È sbagliato?

    Ho creato un portafoglio virtuale di diverse azioni USA che staccano dividendi trimestrali. Non sembra male. Che ne pensi?

    PS: ho trovato dei fondi immobiliari chiusi che staccano un super-dividendo, ma ancora non capisco dove sia l’inghippo. Ciao e a presto. Buon lavoro 😉

    Rispondi
    1. @ Paolo
      Mi sembra di capire che tu sia un investitore “contrarian”, che compra, cioè, sui ribassi per poi guadagnare durante le successive fasi di rialzo. Purtroppo non posso aiutarti qui, costruendo con te un progetto di investimento. Vieni al mio corso dal vivo Investitore Libero e ti prometto che risponderò a tutte le tue domande dal vivo in aula ed in modo completo. Un caro saluto e grazie per i complimenti!!

      Rispondi
  13. Ciao e grazie della risposta. I complimenti sono sinceri :).Non sono contrarian, nel senso pieno del termine. Quello che vorrei sapere è questo: se compro delle azioni a dividendo, e poi queste scendono, non perdo dei soldi fisicamente, ma solo virtualmente, perché potrebbero risalire. Non c’è bisogno di vendere per forza, ecco. Il diritto al dividendo poi rimarrebbe comunque. Spero di essermi spiegato bene. Un caro saluto

    Rispondi
    1. @ Paolo
      Prendendo spunto da quello che mi hai chiesto ho scritto un articolo sulle azioni e sull’importanza dei dividendi. Domani potrai leggerlo 🙂

      Rispondi
      1. @Daniele
        questo non e’ un argomento richiesto, ma super richiesto. Il fascino dei dividendi e’ irresistibile…
        jinny@libero.it
        Giginv.

        Rispondi
  14. Ciao Giacomo. Grazie, non vedo l’ora di leggerlo. Ma non mi hai detto se si possano mantenere oppure no 😀 Suppongo comunque di sì

    Rispondi
    1. @ Paolo
      Purtroppo non posso dirti di più in questa sede, perché l’argomento “come investire” è molto vasto e ad esso dedichiamo due giorni di formazione dal vivo in aula…Un abbraccio e a presto.

      Rispondi
  15. @Paolo
    uno strumento finanziario puoi mantenerlo anche tutta la vita, spetta a te liquidarlo o no al verificarsi o meno di determinate condizioni.
    jinny@libero.it
    Giginv.

    Rispondi
    1. Grazie Gigi. Hai capito quello che chiedevo. Ho individuato un paniere da 20 azioni molto redditizie, per me. Vorrei acquistarle e mantenerle, poi incassare i dividendi. Per ora non mi interessa la speculazione. Ecco, forse non era chiaro all’inizio. Un titolo oscilla e può oscillare, ma non è che appena perde corriamo a venderlo, o a svenderlo

      Rispondi
      1. @Paolo
        ridurrai di molto il rischio se operi cosi:
        acquista un etf con sottostante (cioe’ che contiene) azioni ad alto dividendo, in questo modo otterrai lo stesso risultato ma ottimizzato, visto che l’etf puo’ replicare decine ed anche centinaia di titoli.
        Alla prossima…
        jinny@libero.it
        Giginv.

        Rispondi
        1. Grazie Giginvestitoreconsapevole, gentilissimo. Un caro saluto 😉

          Rispondi
  16. Dunque, se ho capito bene: in questo post si parla di azioni ad alto dividendo. Tuttavia si sconsiglia di comprare azioni AD, meglio gli ETF azionari, anzi con sottostanti azionari possibilmente AD. Ma come si trovano?

    Rispondi
    1. @ Paolo
      Vieni ad Investitore Libero e saprai tutto su come trovare i migliori ETF grazie ad un criterio rigoroso di selezione. Purtroppo non posso condensare quello che dirò in due giorni dal vivo qui, per motivi di spazio. Ci vediamo in aula 😉

      Rispondi
      1. Ciao Giacomo, purtroppo, come ho già specificato altre volte, non posso. Sarà per un’altra volta (magari lo fai in streaming).

        Comunque il succo è questo: si sconsiglia di comprare azioni AD, meglio gli ETF azionari, anzi con sottostanti azionari possibilmente AD.

        Io preferisco gli ETF a dividendo a quelli ad accumulazione. Ti piacciono gli ETF a dividendo mensile? Secondo me hanno quote di ingresso troppo elevate

        Rispondi
        1. @ Paolo
          Mi dispiace dirti di no, ma Investitore Libero non sarà mai disponibile né in streaming né da nessun altra parte. L’unico modo per accedere al suo contenuto rivoluzionario (è il miglior prodotto che ho realizzato fino ad oggi) è venire in aula. Questo perché solo lavorando in modo interattivo sarà possibile elaborare insieme un piano di investimento personalizzato. Un caro saluto e a presto!!

          Rispondi
  17. Da questa interessante ricerca di azioni ad alto dividendo, è emerso che investire in etf riduce il”rischio specifico” delle singole azioni e al contempo consente maggiore diversificazione. Inoltre, essendo generalmente maggiore il drawdown di tali azioni rispetto ad un etf e all’indice stesso, acquista maggiore importanza il timing nell’acquisto e nella vendita dello strumento finanziario.
    Tanti prendono a riferimento nello stock picking il P/E che rappresenta in sostanza, in ipotesi di profitti costanti, il tempo in anni con cui l’azione si ripaga con gli utili.
    Anche il primo parametro Yield è sicuramente importante affinchè l’azione sia considerata ad alto dividendo, ma il P/B ins sostanza cosa ci dice invece in termini pratici? quanto l’azienda è patrimonializzata?? che rapporto c’è tra il prezzo e il patrimonio netto??
    grazie

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Hai toccato un punto cruciale. Le azioni ad alto dividendo possono essere più volatili dell’indice di appartenenza e implicano una maggiore presenza del rischio specifico dovuto a una minore diversificazione.
      Per questo motivo è meglio usare un ETF diversificato, così da assumere per intero il rischio di mercato ma non quello legato alle caratteristiche uniche delle singole aziende.
      Secondo l’approccio “value” il timing di acquisto dei singoli titoli non è così importante. Volendo ottimizzarlo occorrerebbe usare altri strumenti di analisi tecnica…

      Rispondi
  18. Non esiste un ETf che replichi le azioni ad alto rendimento solo Euro ?

    Rispondi

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