Borsa Americana: i migliori indici azionari per investire nei mercati finanziari Usa

borsa usa

Articolo Aggiornato il 29 luglio 2019

Il mercato americano è il più importante mercato finanziario al mondo. Ma non tutti conoscono a fondo gli indici dei mercati azionari per scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

La borsa americana

Secondo quanto riportato da Wikipedia, la sola Borsa di New York, detta anche Big Board, conta 2.800 aziende quotate, con volume scambiato pari a 1,46 miliardi di azioni al giorno.

Per di più la borsa americana è la seconda al mondo per numero di società quotate, mentre occupa il primo posto per il volume transato.

In considerazione di ciò i mercati finanziari e gli indici USA non possono essere trascurati da un investitore consapevole che desidera una diversificazione internazionale, ma il punto è: “quali indice della borsa americana preferire? E quali sono i migliori ETF in cui investire?”

Gli indici delle borse americane

Esistono diversi indici che permettono di seguire l’andamento della borsa Usa. Inoltre per ognuno di essi sono disponibili più ETF che ti permetteranno di investire su tutti i titoli che compongono l’indice a costi molto bassi.

Da un punto di vista pratico esamineremo i tre principali indici americani e per ognuno di essi vedremo anche un ETF per investire ottenendo gli stessi rendimenti dell’indice, in Euro.

Il Dow Jones

E’ un indice della borsa Usa elaborato da uno dei padri dell’analisi tecnica, nonché statistico finanziario americano.

Oltre a ciò il Dow è l’indice più noto della borsa americana, poiché è composto dai 30 principali titoli azionari del listino Usa.

L’indice azionario Dow Jones è di tipo “price weighted“, ossia la ponderazione dei titoli all’interno dell’indice avviene sulla base del prezzo.

A causa di questa sua caratteristica, insieme con la limitatezza del numero di titoli che lo compongono, il Dow Jones ha progressivamente perso importanza nel panorama internazionale.

Il miglior ETF per investire nel Dow Jones

Per investire nell’indice Dow, su Borsa Italiana, è disponibile l’ETF Lyxor Dow Jones Industrial Average – ISIN FR0007056841.

Si tratta di un prodotto a replica indiretta (sintetica), che costa lo 0,50% l’anno e distribuisce dividendi con cadenza semestrale.

Tuttavia esso è caro, rispetto a prodotti analoghi anche in considerazione del fatto che è stato uno dei primi ETF creati. Infatti la sua nascita risale al lontano aprile del 2001, mentre la quotazione in Italia è del settembre del 2002.

L’S&P 500

Tra gli indici della borsa americana, l’S&P 500 è di sicuro il più conosciuto. Per di più esso è composto da 500 diversi titoli azionari a larga capitalizzazione scambiati su diversi mercati americani:

  • la Borsa di New York (NYSE)
  • il mercato azionario americano (AMEX)
  • il mercato tecnologico Usa (NASDAQ)

Per contrasto rispetto al Dow, l’S&P 500 è costruito secondo una metodologia “value weighted” che tiene conto della capitalizzazione delle singole società.

In considerazione del maggior numero delle società quotate e del fatto che lo Standard and Poor’s rappresenta circa il 75% della capitalizzazione complessiva del mercato americano, esso è l’indice più usato per investire.

Il miglior ETF per Investire nell’S&P 500

Sebbene esistano diversi ETF che permettono di investire nella borsa Usa clonando l’indice S&P, per farla breve ti indicherò un solo prodotto.

Sono consapevole che potrebbe non essere il migliore, ma ti permetterà comunque di avere una esposizione istantanea al mercato americano senza sostenere costi elevati.

Si tratta dell’ iShares Core S&P 500 – ISIN IE00B5BMR087. In sintesi l’ETF è a replica fisica, reinveste automaticamente i proventi e costa lo 0,07% l’anno in termini di commissioni di gestione.

Il NASDAQ

L’indice delle azioni tecnologiche Usa, negli anni, è cresciuto di importanza. Nonostante esso sia stato oggetto di una profonda crisi seguita allo scoppio della bolla speculativa di inizio 2000, ora è tornato in auge

Dal momento che ho già scritto un articolo a proposito di tale mercato, ti rimando in quella sede per ulteriori approfondimenti sull’indice. (I Migliori ETF per Investire nell’Indice NASDAQ Americano).

Il miglior ETF per Investire nell’Indice NASDAQ

Riassumendo, un ETF interessante per investire nel NASDAQ è iShares NASDAQ 100 – ISIN IE00B53SZB19.

Il prodotto è a replica fisica, costa lo 0,33% l’anno ed è ad accumulazione, ovvero reinveste i proventi in modo automatico.

Indici borse MSCI: un altro modo per investire nella borsa Usa

Se hai trovato troppo articolato questo post e vuoi semplificarti la vita di investitore, sappi che è possibile scegliere un solo indice che sintetizza l’andamento dei mercati finanziari americani.

Intendo dire che esiste un indice che ti permette di replicare l’andamento delle azioni Usa, siano esse di società a grande o a media capitalizzazione.

MSCI USA

Il Morgan Stanley Capital International USA è composto da 624 azioni americane a larga e a media capitalizzazione.

In tale modo, se sceglierai di investire in esso, eviterai di doverti confrontare con più indici diversi. Un solo strumento finanziario ti offrirà una grande diversificazione e una esposizione verso società differenti anche per dimensione.

Il miglior ETF per investire negli indici americani

Xtrackers MSCI USA – ISIN LU0274210672 ti permetterà di replicare l’indice più “globale” della borsa Usa con un costo dello 0,30% l’anno. Si tratta di un prodotto a replica sintetica e ad accumulazione dei proventi

Riflessione conclusiva sulla borsa americana oggi

Alla luce delle elevate quotazioni azionarie e del rallentamento economico in atto, è logico domandarsi se non sia troppo tardi per investire nell’indice della borsa americana.

Infatti il tasso di crescita del Pil nel secondo trimestre del 2019 è sceso ad un +2,10% dal precedente 3,10% relativo al periodo gennaio – marzo. In particolare ora gli occhi degli investitori sono concentrati sui movimenti della Banca Centrale. E nel breve periodo sarà questa a guidare l’andamento degli indici.

Tuttavia se guardiamo oltre il muro del giardino notiamo che la borsa Usa svolge, da sempre, il ruolo di bussola per gli indici delle borse di tutto il mondo. Quando Wall Street vacilla, infatti, il ribasso coinvolge praticamente tutti i listini.

Alla luce di ciò a mio avviso stare fuori dalla borsa Usa oggi, significa di fatto non investire in azioni. Cosa che non ha senso, sia perché gli indici americani (e quelli mondiali) sono sempre saliti nel corso degli anni, sia perché le quotazioni non sono alte come sembrano.

Intendo dire che se prendiamo in considerazione anche il livello degli utili, oltre a quello degli indici, non ci troviamo in una zona rossa di pericolosa sopravvalutazione.

Ne consegue che un eventuale ribasso, provocato dalla delusione degli operatori in merito all’andamento a breve termine dell’economia o di un ribasso dei tassi poco coraggioso, dovrebbe venire assorbito presto.

A mio parere, all’interno di un portafoglio ben diversificato e seguendo opportune regole di condotta e diversificazione, ha ancora senso investire nella borsa americana.

Think different, invest differently

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

8 commenti
  1. Non fà certo piacere commentare una crisi finanziaria ,ancor meno se è in atto :1500 punti parziali in un giorno per il DJ :non può solo essere una conseguenza di un consolidamento dell’economia usa più marcato del previsto ,diminuzione dei sussidi disoccupazione e relativo aumento degli occupati e degli stipendi che hanno generato il terrore dell’aumento di inflazione e tassi interessi.
    Qui in Italia sentiamo solo le conseguenze ,non le cause purtroppo.
    I mercati amano Donald Trump ? mah un bell’azzardo :probabilmente non gli importa del muro sul Messico non credo che altre situazioni come l’introduzione di dazi doganali ,uscire da accordi commerciali internazionali o sugli eventi climatici sia ben visto ,sia chiaro dell’ambiente non frega niente ,ma la ricerca e la tecnologia per inquinare meno è comunque un business.
    Forse l’ultima sparata contro FBI non è piaciuta molto ,anzi senza forse :mi sembra che abbia 3 procedure di impeachment in corso ,quindi meglio attaccare che difendersi ma non penso sia una situazione che tranquilizzi i mercati.
    Ci sono state situazioni ben più gravi e drammatiche che hanno generato crisi finanziarie ma la mia domanda a Giacomo è precisa “può accadere che l’attivazione conteporanea e ripetuta degli alert ,stop loss ecc automatichi di centinaia di migliaia di computer diano origine ad un disatro finanziario quasi dal nulla ,praticamente in qualsiasi situazione di alti ribassi si spera momentanei?”

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    1. @ Danilo
      A mio avviso “ni”. Mi spiego.
      E’ indubbio che i sistemi automatici di trading siano responsabili della volatilità “intrinseca” che i mercati hanno e che senza dubbio è cresciuta nel corso degli anni. Tuttavia il mercato non è solo mosso dai meccanismi di trading ad alta frequenza, né tutti usano lo stesso algoritmo per decidere quando entrare e quando uscire.
      Nonostante la volatilità forte che abbiamo sperimentato credo che la situazione sia assolutamente sotto controllo, purchè si sia costruito un portafoglio “solido2 compatibile con il rischio che siamo disposti a tollerare.

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  2. E’ bene ricordare, che da sempre i tori sono inseguiti dagli orsi.
    Si sale utilizzando le scale e si scende con l’ascensore.
    Buona giornata.

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    1. @ Davide
      E’ vero, ma la paura si traduce anche in performance mancata. Ci hai ma i pensato? Inoltre per periodi piuttosto lunghi (15 anni o più) la borsa Usa ha sempre offerto rendimenti positivi.

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  3. Buona serata Giacomo, secondo te resta sempre la bussola, come la definisci tu, dei mercati mondiali anche in futuro la BORSA Americana?

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    1. @ Antonio
      Credo di sì, ancora per un bel po’ di tempo…

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  4. un importante indice Usa, che non si può non nominare, è il Russel 2000

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    1. @ Mark
      Senza dubbio. Tuttavia un investitore che usi l’S&P 500 coprirà il 75% del mercato azionario Usa, potendo così evitare il Russel. Un’alternativa, per investire sia in società a larga sia a media capitalizzazione, è l’MSCI di cui parlo nel post. Che ne pensi?

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