Borsa Americana: i Migliori Indici Azionari per Investire nei Mercati Finanziari Usa

borsa usa

Articolo Aggiornato il 9 maggio 2019

Il mercato americano è il più importante mercato finanziario al mondo. Ma non tutti conoscono a fondo gli indici dei mercati azionari per scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

La Borsa Americana

Secondo quanto riportato da Wikipedia, la sola Borsa di New York, detta anche Big Board, conta 2.800 aziende quotate, con volume scambiato pari a 1,46 miliardi di azioni al giorno.

Per di più la borsa americana è la seconda al mondo per numero di società quotate, mentre occupa il primo posto per il volume transato.

In considerazione di ciò i mercati finanziari USA non possono essere trascurati da un investitore consapevole che desidera una diversificazione internazionale, ma il punto è: “quali indici preferire? E quali sono i prodotti migliori in cui investire?”

Gli Indici delle Borse Americane

Esistono diversi indici che permettono di seguire l’andamento della borsa Usa. Inoltre per ognuno di essi sono disponibili degli ETF che ti permetteranno di investire su tutti i titoli che compongono l’indice a costi molto bassi.

Da un punto di vista pratico esamineremo i tre principali indici azionari della borsa americana e per ognuno di essi vedremo anche un ETF per investire ottenendo gli stessi rendimenti dell’indice, in Euro.

Il Dow Jones

E’ un indice elaborato da uno dei padri dell’analisi tecnica, nonché statistico finanziario Usa.

Oltre a ciò il Dow è l’indice più noto della borsa americana, poiché è composto dai 30 principali titoli azionari del listino Usa.

L’indice azionario Dow Jones è di tipo “price weighted“, ossia la ponderazione dei titoli all’interno dell’indice avviene sulla base del prezzo.

A causa di questa sua caratteristica, insieme con la limitatezza del numero di titoli che lo compongono, il Dow Jones ha progressivamente perso importanza nel panorama internazionale.

L’ETF per Investire nel Dow Jones

Per investire nell’indice Dow, su Borsa Italiana, è disponibile l’ETF Lyxor Dow Jones Industrial Average – ISIN FR0007056841.

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Si tratta di un prodotto a replica indiretta (sintetica), che costa lo 0,50% l’anno e distribuisce dividendi con cadenza semestrale.

Tuttavia esso è caro, rispetto a prodotti analoghi anche in considerazione del fatto che è stato uno dei primi ETF creati. Infatti la sua nascita risale al lontano aprile del 2001, mentre la quotazione in Italia è del settembre del 2002.

L’S&P 500

Si tratta dell’indice più noto della borsa Usa. Per di più esso è composto da 500 diversi titoli azionari a larga capitalizzazione scambiati su diversi mercati americani:

  • la Borsa di New York (NYSE)
  • il mercato azionario americano (AMEX)
  • il mercato tecnologico Usa (NASDAQ)

Per contrasto rispetto al Dow, l’S&P 500 è costruito secondo una metodologia “value weighted” che tiene conto della capitalizzazione delle singole società.

In considerazione del maggior numero delle società quotate e del fatto che lo Standard and Poor’s rappresenta circa il 75% della capitalizzazione complessiva del mercato americano, esso è l’indice più usato per investire.

Investire nell’S&P 500 con gli ETF

Sebbene esistano diversi ETF che permettono di investire nella borsa Usa clonando l’indice S&P, per farla breve ti indicherò un solo prodotto.

Sono consapevole che potrebbe non essere il migliore, ma ti permetterà comunque di avere una esposizione istantanea al mercato americano senza sostenere costi elevati.

Si tratta dell’ iShares Core S&P 500 – ISIN IE00B5BMR087. In sintesi l’ETF è a replica fisica, reinveste automaticamente i proventi e costa lo 0,07% l’anno in termini di commissioni di gestione.

Il NASDAQ

L’indice delle azioni tecnologiche Usa, negli anni, è cresciuto di importanza. Nonostante esso sia stato oggetto di una profonda crisi seguita allo scoppio della bolla speculativa di inizio 2000, ora è tornato in auge

Dal momento che ho già scritto un articolo a proposito di tale mercato, ti rimando in quella sede per ulteriori approfondimenti sull’indice. (I Migliori ETF per Investire nell’Indice NASDAQ Americano).

Investire nell’Indice NASDAQ con gli ETF

Riassumendo, un ETF interessante per investire nel NASDAQ è iShares NASDAQ 100 – ISIN IE00B53SZB19.

Il prodotto è a replica fisica, costa lo 0,33% l’anno ed è ad accumulazione, ovvero reinveste i proventi in modo automatico.

L’Indice Globale per Investire nella Borsa Usa

Se hai trovato troppo articolato questo post e vuoi semplificarti la vita di investitore, sappi che è possibile scegliere un solo indice che sintetizza l’andamento dei mercati finanziari americani.

Intendo dire che esiste un indice che ti permette di replicare l’andamento delle azioni Usa, siano esse di società a grande o a media capitalizzazione.

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MSCI USA

Il Morgan Stanley Capital International USA è composto da 624 azioni americane a larga e a media capitalizzazione.

In tale modo, se sceglierai di investire in esso, eviterai di doverti confrontare con più indici diversi. Un solo strumento finanziario ti offrirà una grande diversificazione e una esposizione verso società differenti anche per dimensione.

Investire nel MSCI USA con gli ETF

Xtrackers MSCI USA – ISIN LU0274210672 ti permetterà di replicare l’indice più “globale” della borsa Usa con un costo dello 0,30% l’anno. Si tratta di un prodotto a replica sintetica e ad accumulazione dei proventi

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

2 commenti
  1. Non fà certo piacere commentare una crisi finanziaria ,ancor meno se è in atto :1500 punti parziali in un giorno per il DJ :non può solo essere una conseguenza di un consolidamento dell’economia usa più marcato del previsto ,diminuzione dei sussidi disoccupazione e relativo aumento degli occupati e degli stipendi che hanno generato il terrore dell’aumento di inflazione e tassi interessi.
    Qui in Italia sentiamo solo le conseguenze ,non le cause purtroppo.
    I mercati amano Donald Trump ? mah un bell’azzardo :probabilmente non gli importa del muro sul Messico non credo che altre situazioni come l’introduzione di dazi doganali ,uscire da accordi commerciali internazionali o sugli eventi climatici sia ben visto ,sia chiaro dell’ambiente non frega niente ,ma la ricerca e la tecnologia per inquinare meno è comunque un business.
    Forse l’ultima sparata contro FBI non è piaciuta molto ,anzi senza forse :mi sembra che abbia 3 procedure di impeachment in corso ,quindi meglio attaccare che difendersi ma non penso sia una situazione che tranquilizzi i mercati.
    Ci sono state situazioni ben più gravi e drammatiche che hanno generato crisi finanziarie ma la mia domanda a Giacomo è precisa “può accadere che l’attivazione conteporanea e ripetuta degli alert ,stop loss ecc automatichi di centinaia di migliaia di computer diano origine ad un disatro finanziario quasi dal nulla ,praticamente in qualsiasi situazione di alti ribassi si spera momentanei?”

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    1. @ Danilo
      A mio avviso “ni”. Mi spiego.
      E’ indubbio che i sistemi automatici di trading siano responsabili della volatilità “intrinseca” che i mercati hanno e che senza dubbio è cresciuta nel corso degli anni. Tuttavia il mercato non è solo mosso dai meccanismi di trading ad alta frequenza, né tutti usano lo stesso algoritmo per decidere quando entrare e quando uscire.
      Nonostante la volatilità forte che abbiamo sperimentato credo che la situazione sia assolutamente sotto controllo, purchè si sia costruito un portafoglio “solido2 compatibile con il rischio che siamo disposti a tollerare.

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