Investire in Azioni Usa Conviene Ancora nel 2016?

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Conviene ancora investire in azioni Usa, nonostante il livello della borsa americana sia ai massimi storici, grazie al basso livello dei tassi di interesse che non lascia alternative all’investimento azionario.

Investire in azioni Usa è il dilemma della sfinge che attanaglia l’investitore italiano. Le quotazioni sono elevate, non c’è dubbio, ed alcuni temono che siamo di fronte ad una bolla speculativa prossima a scoppiare. Ma non sarebbe la prima volta che gli americani ci sorprendono con un’economia particolarmente tonica.

Sono Giacomo Saver, il fondatore della Bert Consulting ed il Direttore di Segretibancari.com, e sono qui per illustrarti le ragioni per cui secondo me ed il mio Team di esperti, investire in azioni Usa conviene ancora.

Azioni Usa a rischio bolla?

Una delle obiezioni che comunemente sento (e leggo) dai Lettori del sito segretibancari.com è che le quotazioni sono troppo elevate e che quindi non conviene investire in azioni Usa perché c’è una bolla pronta a scoppiare. Questo è vero, ma solo in parte. Come sempre affidiamoci ai dati e non ai “luoghi comuni” che spesso sono fuorvianti.

Il rapporto Prezzo/utili delle azioni usa è sopra la media decennale (21,10 contro un dato medio di 17,10). Secondo FacSet il riacquisto di azioni proprie da parte delle corporation tra febbraio ed aprile 2016 ha toccato il massimo storico dal 2008 ad oggi, a quota 166.3 miliardi di dollari.

Il riacquisto delle azioni proprie è un segnale – se preso a sé stante – della sopravvalutazione del mercato azionario. Tuttavia il rischio di scoppio di una bolla non è scontato né è opportuno farsi allarmare.

Lo stesso P/E ratio (o rapporto P/U) per quanto alto non è ai livelli del 2000 o del 2008. Non si intravvedono crisi finanziarie planetarie all’orizzonte, e l’azione della Banca Centrale negli ultimi anni si è fatta molto più incisiva.

Ma allora, come mai conviene ancora investire in azioni Usa nel 2016?

Due ragioni per cui investire in azioni Usa conviene

I tassi di interesse ai minimi storici di fatto non lasciano spazio ad investimenti alternativi in grado di offrire una adeguata remunerazione all’investitore. Il rapporto tra dividendi e prezzo delle azioni, conosciuto come dividend yield, supera il rendimento dei bond governativi.

Esso si attesta nel 4,50% contro un rendimento dei Treasury decennali di appena l’1,50%. Il differenziale, pari al 3%, rappresenta senza dubbio una ragione più che valida per investire in azioni Usa. Sebbene investire in azioni americane convenga, la certezza assoluta di fare la cosa giusta non la avremo mai.

Occorre, infatti, sapere con esattezza quanto “spazio” dare a questa asset class all’interno del portafoglio e quale sia lo strumento migliore da usare. Un aiuto in tal senso ti viene offerto dal primo dei quattro prodotti dove investire che ho scelto per te. Lo trovi, insieme con gli altri tre, a questo link.

In Europa, invece…

Le azioni europee offrono dividendi pari al 3,50%-4% dei prezzi dell’azionario. Se pensi che il Bund ha rendimenti negativi il dividend yield ratio è ancora più conveniente. Tuttavia il mercato azionario europeo sta attraversando una fase delicata, nel dopo Brexit, per cui occorre muoversi con cautela.

Investire in azioni Usa conviene, grazie al maggior rendimenti offerto dai dividendi rispetto agli interessi pagati dai Treasury e dall’abbondante liquidità riversata dalla Fed. Occorre però prestare attenzione al fatto che entriamo in un mercato le cui quotazioni sono ai massimi storici, e sebbene il rapporto Prezzo/Utili sia sotto controllo non è di certo a buon mercato.

Una soluzione per te che vuoi aumentare i rendimenti riducendo i rischi può essere investire in azioni sfruttando la massima diversificazione possibile. Non limitarti a scegliere le azioni Usa, ma se sei un investitore “fai da te”, dai un’occhiata anche alle borse europee. Se non sai come muoverti e non sei iscritto a nessun servizio professionale per investire (che ti dirà esattamente come muoverti, perché, con quale strumento, dove e quando farlo) puoi usare un ottimo strumento finanziario che trovi qui e che ti permetterà una grande e sicura diversificazione.

Hai mai preso in considerazione l’opportunità di investire in azioni Usa? Ed i tuoi amici? Fai sapere loro quello che hai appreso in questo post condividendolo sul tuo social preferito o inviandolo via email ad un tuo amico. Farlo è semplicissimo: ti basterà usare i bottoni qui sotto per aiutare i tuoi amici ad investire in modo consapevole, semplice ed indipendente.

Un caro saluto e a presto.

Giacomo Saver

Fondatore della Bert Consulting e Direttore di Segretibancari.com

14 commenti
  1. Buongiorno Giacomo,alcuni mesi fa diceva ai suoi abbonati che i vostri modelli suggerivano di tenersi alla larga dall’azionario,(secondo i vostri indicatori”proprietari”)…è forse cambiato qualcosa?
    Cordiali saluti

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    1. @ Roberto
      A quale servizio fa riferimento? Rispetto ai mesi scorsi sono cambiate molte cose e gli abbonati hanno ricevuto tutti gli aggiornamenti necessari per adeguare i loro portafogli ad una nuova situazione di mercato. Un caro saluto anche a lei…

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  2. Nel fondo d’ investimento flessibile/bilanciato in cui ho investito 5000 euro ho notato che nelle ultime settimane la performance stava migliorando e controllando la composizione del portafoglio del fondo ho notato che hanno aumentato del 20% la quota delle azioni a discapito delle obbligazioni. Spero che continui così (per ora è a quota 9.75 contro l’ acquisto di 10) .

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    1. @ Daniele
      Speriamo 🙂

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  3. Io pensavo di aprire un PAC sugli USA con ottica di medio-lungo. Di importo contenuto ma con la strategia di incrementare la rata sui cali. Se continua a lateralizzare mantengo il valore del capitale, se sale guadagno qualcosina ma se scende…meglio, fra qualche anno poi si guadagna molto di piu….

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    1. @ Stefano
      Come mai proprio un Pac sulle azioni Usa?

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  4. Mi sa che comincio ad essere ripetitivo. Non esiste un solo motivo per non avere investimenti nel mercato americano in valuta USD, come nel mercato europeo. Si tratta sempre di bilanciare cash/azioni/obbligazioni in proporzioni adeguate a non farsi venire una sincope quando avvengono le inevitabili correzioni. Ora come ora, andrei cauto nel caricamento azionario. In una forchetta 30-60% mi i terrei nella parte bassa. Come espresso in altri casi, tendo a tenermi correntemente lontano dagli indici azionari, preferisco una accurata e diversificata selezione di titoli. E negli ultimi anni ho avuto solo ragione in tale scelta.

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    1. @ Francesco
      Se hai capitali elevati ed un’ottima dose di tolleranza al rischio nonché parecchio tempo da dedicare alla selezione delle azioni giuste allora fai bene a cercare singoli titoli in cui investire. Ma questo ti ‘metterà in pancia’ una grande volatilità e semmai dovessi sbagliare la scelta, anche performance che nella migliore delle ipotesi saranno inferiori a quelle dell’indice.

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  5. Buonasera Giacomo, mi riferivo ad un articolo un articolo del 18/04/2016 “Investire in borsa oggi conviene?” nel quale diceva che ancora non conveniva investire in azioni…mi chiedo che cosa sia cambiato da allora…semplicemente.
    Grazie per la risposta

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    1. @ Roberto
      Purtroppo non posso risponderti qui perché per farlo dovrei spiegarti in dettaglio alcune cose sugli indicatori che utilizzo, il che ci porterebbe via troppo tempo. Chi ha partecipato all’ultima edizione di Investitore Libero (e chi vi parteciperà nel 2017 nell’unica data disponibile) ha od avrà tutti gli strumenti per rispondere alla tua domanda. Iscriviti al corso e saprai sempre quando cambia il vento e come cambiare le tue decisioni di investimento a seconda del momento di mercato. Ti aspetto 😉

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  6. Conviene, conviene a patto di avere una adeguata propensione al rischio e la capacità, che é di pochi, di accettare le inevitabili oscillazioni dei mercati.Come nel primo trimestre dello scorso anno, nel dopo ” brexit ” stiamo assistendo ad una forte crescita di bond e azioni. Il rischio che anche guest’anno avvenga un’ improvvisa correzione c’é . Per ora chi é fuori continua a perdere performance . Saluti Ferdinando

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  7. Mah, dovendo fare un discorso solo sui dividendi io non le vedo per niente attraenti le azioni U.S.A , avendo delle azioni microsoft in un conto di una grande banca italiana…. che lo dico pure Intesasanpaolo, quando arriva lo stacco del dividendo mi ritrovo una imposta del 26% “italiana” + un’ ulteriore 15%”americana” per un totale del 41% insomma una doppia imposta, che secondo il mio punto di vista la chiamerei rapina.

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    1. @ Sandro
      Quello che scrivi è perfettamente in linea con il pensiero su cui si fonda questo intero sito: è importante disporre di un sistema per investire e sapere bene che cosa si fa quando ci si “avventura” nel mondo degli investimenti finanziari. Inoltre è meglio non acquistare singoli titoli, ma strumenti più diversificati che ammazzino i rischi legati alle singole aziende…

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    2. @sandro non è esattamente così, il 26% viene applicato sul netto, quindi il totale è circa il 37% non il 41. In ogni caso la doppia imposizione US è la minore in assoluto. Le azioni tedesche sono molto più tassate alla fonte (il 35% se ben ricordo). La doppia imposizione si può poi recuperare in parte, ma normalmente l’impresa non vale la spesa.

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