Investire nell’Acqua: Come e Perché?

Investire nell’acqua vuole dire fare soldi grazie alle aziende che depurano, commercializzano e trattano il bene più prezioso che abbiamo. Ecco due modi per farlo e i migliori “titoli acqua” in cui investire.

Perché investire nell’acqua?

L’acqua: il bene più prezioso che abbiamo. Nel 2017 una grave siccità ha colpito la nostra Penisola e ci ha fatto toccare con mano la ragione per cui il liquido trasparente indispensabile per la vita è denominato oro blu.  Il cambiamento climatico, l’aumento della popolazione nei Paesi Emergenti e gli sprechi hanno fatto crescere il consumo di acqua di ben nove volte dal 1900 ad oggi. Entro il 2050 la domanda di acqua potabile potrebbe raddoppiare rispetto ai valori odierni.

Le ragioni di ciò sono da ricercare nel consumo agricolo (che assorbe il 70% delle risorse), nella produzione industriale e nella nuova urbanizzazione.

La scarsità dell’acqua fa sì che essa sia anche un investimento profittevole, non tanto in quanto tale, ma grazie alle aziende che la depurano e curano tutta la filiera. Nel quinquennio 2012 – 2017 l’indice globale S&P Global Water NR ha registrato un incremento annuo medio del 13%.

Come investire nell’acqua

Ci sono due strade per investire nell’acqua. La prima consiste nel sottoscrivere un fondo di investimento specializzato nel settore, la seconda quella di optare per un ETF che persegue lo stesso obiettivo, ma con costi minori.

Prima di proseguire permettimi di ricordarti che la scelta dei prodotti finanziari in cui investire deve essere contestualizzata all’interno di un piano per investire. Non basta individuare i settori o i Paesi “migliori”, ma occorre anche sapere quando comprare, in che misura, e quando vendere nell’ambito della propria strategia.

Pictet Water  – LU0104885248

Il fondo Pictet è la prima soluzione che viene in mente quando si tratta di investire nell’acqua. E’ anche proposto dalle banche, sempre alla ricerca dell’investimento di nicchia da proporre ai loro clienti in cambio di ricche commissioni di sottoscrizione e di gestione.

Il prodotto, dotato di quattro stelle di rating Morningstar, non brilla né sotto il profilo dei costi né dal punto di vista dei rendimenti. I costi di gestione, invisibili per chi ha il fondo in quanto prelevati a monte, sono del 2,72% l’anno, mentre gli oneri di ingresso ammontano al 5%.

100.000 € investiti in questo fondo, dopo un anno, saranno scesi a 92.416 € solo per colpa dei costi. Il gestore dovrà produrre, negli anni, un rendimento dell’8,21% solo per recuperare lo svantaggio iniziale.

Il Pictet Water ha costantemente offerto performance inferiori a quelle prodotte dall’indice S&P Global Water TR con cui lo stesso si confronta.

Un’analisi più approfondita della “performance attribution” mette in luce come il cattivo andamento del fondo sia imputabile ad una gestione prevalentemente passiva, insieme con ad una scarsa capacità di selezione dei “titoli idrici” che compongono il portafoglio.

L’alternativa consiste nell’investire in ETF acqua quotati presso Borsa Italiana.

Lyxor Ucits Etf World Water – FR0010527275

Quotato dal 14 gennaio 2008, il Lyxor World Water è un prodotto di investimento che replica in modo indiretto (attraverso la modalità “sintetica“), l’indice World Water cw Total Return Index.

Esso è composto da 20 titoli, metà dei quali statunitensi, ed è un indice ponderato in base alla capitalizzazione, con un tetto massimo del 10% per ogni singolo componente. Le società più patrimonializzate, pertanto, saranno quelle più rappresentate all’interno dell’indice stesso.

L’ETF distribuisce dividendi con periodicità annuale, ed il costo annuo di gestione è dello 0,60%.

iShares Global Water – IE00B1TXK627

Quotato dal 30 novembre 2007, l’iShares Global Water è un ETF settoriale che replica in modo completo l’indice S&P Global Water Index attraverso la detenzione effettiva dei 50 titoli che lo compongono.

Esso appare dunque più diversificato del Lyxor, grazie ad una maggiore copertura in termini di strumenti che compongono il portafoglio. Anch’esso risulta investito per il 46% negli Usa e presenta un corretto equilibrio tra servizi idrici ed infrastrutture. L’IShares Global Water, come il Lyxor, replica un indice costruito secondo la logica della capitalizzazione e ogni componente non potrà superare il 10% del totale, così da garantire una efficace diversificazione al portafoglio.

L’ETF distribuisce dividendi con periodicità semestrale e costa lo 0,65% l’anno.

L’andamento comparato dei tre prodotti è rappresentato nel grafico qui sotto:

borsa italiana ETF acqua 2017 2018

Due cose saltano subito all’occhio:

  • L’Ishares e Lyxor hanno performance molto simili nel lungo periodo
  • Pictet e i due ETF hanno un andamento piuttosto simile, con la differenza che il primo sottoperforma costantemente i secondi, a ragione degli inutili (ed immeritati) costi di gestione.

E’ rischioso investire nell’acqua?

Investire nell’acqua, in passato, ha comportato simili rispetto all’investimento in azioni globali. Nel decennio 2007 – 2017, la caduta massima dell’ETF IShares Global Water e quella di un prodotto standard sul MSCI World sono state pari al 50% per entrambi. Nel 2007 il Lyxor non era ancora quotato su borsa italiana, per cui non è stato preso in considerazione.

La volatilità nel decennio è stata del 14,73 % per l’Ishares Water e del 13,96 % per l’ETF azionario globale.

Il rapporto P/E (o P/U) è pari a 24,75 per l’indice S&P Global Water Index  e di 21,44 per l’indice MSCI World.  Anche in termini di rapporto prezzo/valore contabile l’indice “acqua” è più caro del globale.

Investire nell’acqua ha un forte appeal commerciale per chi deve venderti il suo fondo di investimento, ma è dubbio se abbia senso inserire un ETF così specifico in un portafoglio. Nei momenti sfavorevoli di crisi tutti i settori azionari tendono a scendere, polverizzando il mito che le utilities sono più difensive.

Se investire nell’acqua comporta grosso modo negli anni il medesimo rischio di un investimento azionario diversificato e all’incirca i medesimi rendimenti, viene da chiedersi se sia davvero utile usare questi prodotti. Diversificando il proprio portafoglio tra alcuni ETF scelti con cura e complementari tra loro, potrai ottimizzare il rendimento corretto per il rischio in modo semplice.

Giacomo Saver

Segretibancari.com

2 commenti
  1. Ciao Giacomo, altro elemento che secondo me è da tenere in considerazione è che si tratta di etf che distribuiscono dividendi per cui non sono adatti a chi preferisce capitalizzare gli interessi al fine di meglio sfruttare la capitalizzazione composta dei prodotti azionari. Cosa ne pensi in merito?

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    1. @ Luca
      E’ vero, ma a mio avviso la questione è di impatto marginale rispetto all’idea (per chi la vuole seguire) di investire nel settore “acqua”.

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