IPO Fineco: Tre Ragioni per Non Aderire

L’IPO Fineco è in pieno svolgimento. Ma tu hai ben TRE ragioni per restare alla finestra.

ipo finecoSe ne parlava già parecchi anni fa. Ora, con l‘IPO Fineco approda in borsa. Ma, sebbene sia un “fan” della banca, ti sconsiglio di partecipare all’offerta pubblica di vendita per tre ragioni che sto per condividere con te.

# 1 – L’IPO Fineco arriva nel momento sbagliato per te

Dopo anni di torpore, per smaltire la sbornia post crisi del 2008, le borse hanno ripreso a crescere. E questo è il terreno fertile per quella che potrebbe rivelarsi una trappola micidiale. E’ un caso, secondo te, che le IPO siano particolarmente numerose quando i mercati sono ai massimi? Certo che no. Infatti:

  • quando le borse sono ai massimi è più facile vendere parti di un’azienda attraverso la sua quotazione.  La febbre per le azioni rende attraente le nuove offerte che, spesso, sono piazzate al prezzo massimo previsto dalla forchetta di collocamento;
  • con le borse ai massimi chi vende parti di una società ottiene grossi guadagni proprio perché l’ottimismo tinge di rosa le valutazioni che gli investitori fanno circa i possibili guadagni ottenibili.

Se ricordi bene fu proprio nel 2000 che le IPO toccarono il loro massimo, in quanto a numerosità. Ora non ti sto dicendo che l’IPO Fineco è un segno dei tempi che preannuncia che le borse stanno per scendere, ma di certo il momento è più propizio per Unicredit che la vende che non per te che la compri.

# 2 – il “caso” IWBank

IWBank è la diretta concorrente di Fineco. Appartenente al Gruppo UBI essa fu quotata in borsa con un’IPO analoga a quella di Fineco. Se hai tempo, leggi la testimonianza di un lettore rimasto bruciato dall’investimento.

A fine ottobre 2010 la capogruppo decise di cancellare il titolo dal listino di borsa, facendo l’esatto contrario di quello che fece anni prima. Con un’OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) eliminò il titolo dalla piazza milanese, causando un danno evidente dei risparmiatori che avevano creduto nella banca.

Ovviamente i correntisti non sono stati penalizzati, ma gli azionisti invece sì. Accadrà lo stesso a Fineco? Non lo so. Ma nel dubbio preferisco evitare che un simile episodio si ripeta a tue spese  e ti sconsiglio per questa ragione di partecipare all’IPO Fineco.

# 3 – La concentrazione del rischio

Ok, credi nel fatto che la ripresa economica tanto attesa darà finalmente fiato alle banche europee. E quindi l’ipotesi di partecipare all’IPO Fineco non è ‘patriottica’, ma basata su una solida analisi.

Tuttavia, comprando azioni di Fineco, ti legherai alle sorti di quella sola azienda, concentrando in maniera incontrollata il rischio. Ammesso che sia opportuno inserire delle azioni di banche in portafoglio, non credi sia meglio farlo diversificando a livello europeo?

Ed infatti, guarda caso, c’è un grazioso ETF che ti permette di investire sulle banche europee senza con questo prendere i rischi connessi con un investimento in una sola banca.

L’IPO Fineco colora di azzurro i sogni dei clienti che credono nell’efficienza della banca. E che pensano che ciò sia sinonimo di guadagno in conto capitale aderendo all’offerta cambiando così il proprio status da correntista ad azionista.

Ma il mercato delle banche on line è spietato, i clienti poco fedeli e i margini di guadagno potrebbero non giustificare il prezzo pagato per aderire all‘IPO Fineco. Per questa ragione io Ti suggerisco di starne fuori.

Un abbraccio fraterno…

Giacomo Saver, coach finanziario e consulente indipendente

33 commenti
  1. Ottimo articolo, documentarsi sulle condizioni e sullo stato di bilancio comunque conviene. Il rischio di una trappola per gonzi c’è. Per esempio l’utile netto negli ultimi 3 anni è sceso e non poco. Quindi sarebbe interessante capire come l’AD possa affermare che intendo garantire un rilevante dividendo nei prossimi anni… Personalmente mi sto tenendo lontano dal segmento bancario e non vedo l’ora che mi scada (6 mesi) una orrida obbligazione azionaria non quotata che mi piazzarono quando non ne capivo un fava. I bancari al momento vanno bene solo in ottica speculativa short-term, il che vuol dire giocare a Rischiatutto.

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    1. @ Francesco
      In effetti la concorrenza cui le banche on line sono sottoposte è davvero moltissima. E non sempre un ottimo servizio e buone prospettive in generale si traducono poi in guadagni per chi vi investe. Tiscali è un triste esempio di ciò che voglio dire.

      E le compagnie aeree americane ne sono un altro. Ottimo servizio, ma margini di guadagno bassi e, di conseguenza, dolori per i portafogli. Non potendo conoscere il futuro in anticipo ma nella consapevolezza di non voler esporre i soldi miei e dei miei clienti a rischi non ‘pagati’ in modo adeguato, non parteciperò all’Ipo.

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  2. Refuso : obbligazione non quotata, non obbligazione azionaria che è una contraddizione in termini 🙂

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  3. Concordo pienamente ma…..ho deciso di aderire perchè ritengo si andrà al riparto, quindi dovessi essere tra gli assegnatari venderei già al primo gg in caso di apertura in rialzo…. se sarà rialzo ma credo di si

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    1. @ Pierluigi
      Potrebbe essere una buona strategia. In passato funzionava bene (penso ai tempi delle prime privatizzazioni degli anni ’90).
      Il prezzo cresceva nei giorni successivi all’IPO offrendo guadagni speculativi a chi vi aveva aderito.

      Poi questa ‘inefficienza’ del mercato scomparve per cui oggi non è più automatico pensare di guadagnare contando sul rialzo post vendita… In bocca al lupo!!

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      1. Ciao Giacomo, ho letto su la stampa che è previsto un vincolo di lock-up di 6 mesi per tutti, divieto di vendita, è vero?
        Grazie infinite di tutto e buona giornata

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        1. @ Daniele
          Sì, è vero. Evidentemente vogliono frenare le ondate speculative che potrebbero affossare subito il titolo.

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  4. grazioso ETF….. acquistato!!!
    Grazie

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  5. ….dimenticavo, i diritti MPS cosa ci consigli di fare?? li vendiamo??
    Ciao e grazie ancora!!
    Michele

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    1. @ Michele
      Sì, io venderei i diritti senza partecipare all’aumento di capitale. E li venderei al più presto perché il loro valore scende con il trascorrere dei giorni.

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      1. Ok, procedo subito…..
        Grazie

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  6. Grande Saver. Finalmente sono in totale accordo con le sue osservazioni.
    Fineco è forse buona per speculare, cioè aderisco e vendo il primo giorno. Ma per chi volesse investire è la classica fregatura in pieno stile IWbank.

    Mi dispiace solo che tanti piccoli risparmiatori disinformati e in buona fede rimarranno bruciati da questa fregatura.

    Se fosse una cosa seria quoterebbero oltre il 50%, invece ne quotano il minimo, pronti poi a lanciare l’OPA per ritirarla dal mercato quando tra qualche anno la borsa correggerà.

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    1. @ Marella
      Non sarei così drastico 🙂 Secondo me non hanno in mente di lanciare un’OPA residuale, quanto piuttosto quella di fare cassa per tamponare i buchi di Unicredit mantenendo il controllo… Tutto qui. Un caro saluto e a presto!!

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    2. @Marella, guardando IWBank ai tempi, l’operazione era di rastrellamento evidente fra i risparmiatori, addirittura il 75% riservato ai clienti e comunque il 100% al segmento retail. Non è così per fineco dove il 90% è riservato agli istituzionali. A me sembra che si possano configurare vari scenari, Unicredit per certo ha esigenza di quadrare i propri conti, e quello può essere un modo, oltre alla cessione dei crediti tossici (la paventata operazione bad bank). Concordo con Giacomo a pieno.

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    3. C’avevi visto bene…
      ainzzzzzz

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      1. @ Andrea
        Eppure molti mi hanno ‘attaccato’ subito dopo. Ma sui mercati vince chi ha più pazienza e considera gli investimenti unicamente come soluzione di lungo periodo e non come un gioco speculativo…

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  7. Che disfattismo…

    Premesso che l’Italia non ha avuto bisogno di nessun prestito per sopravvivere alla crisi, (fosse dipeso da me, il prestito l’avrei chiesto eccome, visto che ci hanno trattato come chi i soldi li ha chiesti… parere personale ovviamente) credo che le valutazioni delle banche esprimano piu’ uno ”specchio del paese” che una reale situazione societaria.

    Ora, lontano dai massimi fatti registrare il 18/05/2007 a 44364, una riflessione viene spontanea, l’effetto Renzi con le votazioni del 25/5/2014 ha prodotto un gap di circa 380 punti sul listino, cosa potrebbero produrre delle buone riforme per il paese ? Per investire in Italia oggi bisogna solo decidere se credere o no, in presenza di una politica sana, seria e costruttiva tutti titoli sul panire si valuteranno, in caso contrario e’ improponibile pensare di non comprare le banche per comprare altro,, almeno in Italia.

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  8. Buongiorno
    che ne pensate invece dell’IPO di Fincantieri?

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    1. @ Andrea
      Secondo me è da evitare pure quella. Onestamente starei lontano dalle OPV (O IPO) potendo comprare azioni già quotate con una storia alle spalle, piuttosto che non aziende nuove che potrebbero fare ‘flop’ in modo inatteso.
      Buon fine settimana!!

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  9. Ciao Giacomo, complimenti per tutti gli articoli scritti, sono davvero interessanti, continua così.
    Volevo chiederti un parere riguardo alle prossime privatizzazioni delle principali aziende statali, quali per esempio Poste Italiane, Enav, Fincantieri, ecc. Investire una quota relativamente contenuta del portafoglio, diciamo un 10-20% in capitale azionario di queste due società (considerando che il restante 80% è investito in obbligazioni e titoli di stato a rischio relativamente contenuto) può essere un’idea interessante, secondo te?
    C’è una società tra quelle indicate su cui ti sentiresti di investire di più oppure non c’è grande differenza?

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    1. @ Vladimir
      Come ho scritto rispondendo ad un altro commento, non aderirei alle OPV per il fatto che i prezzi di collocamento rischiano di essere troppo alti. Dovendo investire in azioni opterei per un ETF diversificato, piuttosto che su new entry.

      Un’alternativa potrebbe essere quella di dedicare alle OPV una piccola parte del portafoglio (tipo il 5% massimo cumulativo) così da diluire i rischi. Un caro saluto e a presto!!

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  10. In effetti l’Etf sembra ottimo…. riuscirà mai a ritornare ai livelli del 2009?
    https://it.finance.yahoo.com/echarts?s=BNK.PA#symbol=BNK.PA;range=1d

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    1. @ Matteo
      E’ la classica domanda da 1 milione di euro. Se vuoi comprarlo metti uno stop loss che ti protegga dal eventuali ‘cadute’ del prezzo. Un caro saluto e buon fine settimana…

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  11. e della quotazione di Fincantieri, tanto pubblicizzata in TV, cosa ne pensi?

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  12. Delle tre la prima ha un senso piu o meno ma se il collocamento avvenisse a 4 euro e distribuissero un dividendo della meta di quello che promettono ovvero 15 cent invece di 29 avremmo comunque un rendimento lordo del 3.75% gia al primo anno.

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  13. Egr.Dott.SAVER,
    dopo giorni di martellanti spot pubblicitari, domani venerdi 27 giugno terminerà l’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione delle azioni Fincantieri.
    Sembra che i segnali positivi sulla ripresa economica inducano anche le piccole e medie Società ad avere fiducia nella Borsa per trovare nuova linfa per un rilancio degli investimenti e dell’occupazione.
    Ho letto che si preparano già altri debutti tra i quali Sisal, Segafredo e altre Società.
    Potrebbe essere una stagione di opportunità anche per noi piccoli investitori in attesa di Poste Italiane, a fine anno?
    Mi sembra che Lei comunque consiglia di stare lontano da queste OPV (o IPO), al momento Fineco e Fincantieri, insomma da queste nuove “matricole” che potrebbero avere dei fiaschi inaspettati.
    Grazie.

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    1. @ Geo
      Confermo che non parteciperei all’OPV. Un caro saluto!!

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  14. Ottimo consiglio…. Ha fatto ‘solo’ + 11 e rotti in due giorni…

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    1. @ Miko
      Tu lo sapevi prima? E’ facile giudicare con il senno del poi…

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  15. Sono un piccolo risparmiatore , sono dipendente di Fincantieri e piccolo azionista con fondi propri , due motivi positivi e due negativi , sono un uomo razionale e un investitore prudente ,
    l’aspetto negativo della quotazione è quello che la Fincantieri fa anche parte del progetto di privatizzazioni l’altro e che usciamo da un periodo di cassa integrazione ed è ancora aperta , gli altri fattori positivi sono è un’Industria manufatturiera pesante Italiana di livello internazionale , ricordo che su 10 navi da crociera nel mondo 7 si facevano in Italia , abbiamo due cantieri nel settore militare e stiamo prendendo grosse quote di mercato nell’off shore ,
    oltre il fatto che il grosso azionista è lo stato una sicurezza in più , io ho investito perché ci credo come dipendente e perché guardo Fincantieri come una dei big Italiani come Finmeccanica , ENI Saipem con cui collaboriamo in stretto contatto , sicuramente è un titolo da tenere con una duration di medio termine .

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  16. Sarà, comunque io ho acquistato il lotto minimo spendendo 3700 Euro e le ho rivendute a 4,09 portando a casa 385 euro netti (avevo delle minusvalenza e non mi è stato tassato il guadagno).
    Se ogni dieci giorni mi riuscisse un colpaccio del genere, sarebbe un bell’andare…

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  17. Buonasera Sig. Saver,
    lavoro nel settore bancario e leggo da qualche tempo i suoi articoli.
    Non so che tipo di esperienze, suppongo negative, abbia avuto nel campo degli investimenti che la portino a commentare e scrivere articoli con tale astio verso il sistema bancario e gli investimenti.
    Molte delle cose scrive sono estremamente corrette e vere, ciò che talvolta mi da da pensare è proprio il modo in cui le scrive.
    Ritengo che in un momento storico come questo, dove siamo bombardati di informazioni “ad effetto” dai media e su internet ci sia un grande bisogno di chiarezza e non di “terrorismo”. Le faccio un esempio banale, quanto attuale. Dal mese di aprile a quello di ottobre dell’anno scorso, le prime notizie di ogni telegiornale, giornale, sito internet di attualità ed economia e non solo riguardavano la Grecia, il suo presidente Tzipras, il ministro dell’economia Varoufakis, la Troika, la Grexit e chi più ne ha più ne metta. Oggi di tutte queste cose non se ne sente più parlare, nemmeno in un trafiletto che sia uno. Perché? Semplice, non è più attuale, non fa più notizia ora c’è altro di cui parlare, che ce ne frega della Grecia..eppure Sig. Saver, cosa è cambiato rispetto a qualche mese fa in Grecia? Niente di niente.
    Distinguiamo quindi tra la “notizia bomba”, lo “scoop” che fa notizia e concentriamoci sulle cose concrete. Utilizziamo la nostra testa per ragionare, e non quella di altri o i luoghi comuni! Adesso il Bail-in..ma quanta gente sa che cos’è il Bail-in? Quanta gente sa cosa comporta? Quanta gente sa che è una normativa a favore dei consumatori, che li responsabilizza e responsabilizza anche le Banche? Quanta gente sa quali strumenti sono coinvolti? Quanta gente sa come organizzare il proprio patrimonio in modo oculato senza necessariamente dover aprire dieci conti correnti da 99.999,00€ l’uno? Pochi, davvero pochi.
    Certamente Sig. Saver lei nel fare quello che fa è mosso da una volontà di aiutare e di fare del bene, ma ritengo che il suo “tono” comunicativo non sia sempre quello giusto. Nel mondo bancario non sono tutti ladri, truffatori e disonesti. Ci sono persone serie che lavorano bene, nell’interesse del cliente e che svolgono anche un “ruolo sociale” ed educativo. Io mi ritengo uno di questi. Che poi lavorare bene non voglia dire lavorare gratis, mi pare evidente. Non ci sono Onlus nel settore bancario così come non ce ne sono in altri settori. Lei va da un notaio, questo le da un servizio e lei, giustamente, lo paga. Niente di più corretto. Come in tutti in contesti non è corretto generalizzare in base ad un esperienza, seppur negativa.
    Ciò detto la ringrazio per la sua attenzione, continuerò sicuramente a leggerla e di tanto in tanto magari commentare perché il confronto è sempre una cosa positiva e a confrontarsi non ci si rimette mai!
    Saluti
    Nicolò

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    1. @ Nicolò
      La ringrazio per il suo intervento. Quello che lei dice trova piena conferma negli articoli che scrivo. Se mi segue da tempo sa bene che io non sono così polemico contro le banche come a volte appare; a differenza di un mio concittadino torinese che spara a zero sul sistema, il mio interesse è rivolto solo alla difesa dell’investitore.
      Le banche sono come supermercati in cui sono in vendita prodotti inefficienti ed altri migliori, ma per poter scegliere in modo corretto occorre una solida base di cultura finanziaria che, purtroppo, in Italia sono in pochi ad offrire.

      Non ho dubbi sul fatto che ci siano bancari animati dalle migliori intenzioni. Purtroppo il lavoro di questi ultimi è reso difficile dalle pressioni commerciali dei budget di vendita da raggiungere, per cui non è sempre agevole riuscire a soddisfare i contrapposti interessi societari e quelli del cliente senza privilegiare maggiormente una parte rispetto all’altra.

      Non le saranno poi di certo sfuggiti i numerosi articoli sul Bail In e quelli puramente didattici dove spiego come a volte il peggior nemico dell’investitore sia l’investitore stesso per colpa dei suoi errori cognitivi e comportamentali.

      Considerata la sua competenza le sono grato se vorrà partecipare alle discussioni aggiungendo il suo punto di vista al mio. Grazie ancora e buon lavoro…

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