Mercati Azionari Americani 2018: Facciamo il “Punto”

Mercati Azionari Usa: La Svolta?

Il mercato azionario globale continua la sua crescita, ma le aree geografiche trainanti restano Usa e Giappone. Qualora la locomotiva statunitense dovesse rallentare anche le altre aree geografiche, che dal punto di vista dei fondamentali hanno spazio per crescere, soffrirebbero.

L’indice MSCI World in dollari, ha toccato il suo massimo in area 2250 punti a gennaio 2018. Sebbene la correzione in atto abbia fatto scendere il valore dell’indice, esso resta comunque sopra la soglia psicologica dei 2.000 punti. Questa è senz’altro una buona notizia, perché sebbene sia possibile una ulteriore correzione, il trend positivo in essere dal 2016 resta intatto.

La crescita dell’indice è però ascrivibile agli Usa ed al Giappone, con l’Europa fanalino di coda. L’eventuale “caduta” del mercato dominante potrebbe avere ripercussioni sul resto del pianeta.

I Mercati Azionari Americani: Sopravvalutazione o Valore Equo?

Uno dei criteri più usati per testare la temperatura del mercato è il rapporto Prezzo/Utili di un indice azionario. Quando esso supera il valore di 15, o comunque si situa stabilmente sopra la media storica, esso rappresenta un primo segnale di allarme.

L’indice azionario Dow Jones ha un P/U pari a 25,01, mentre il più ampio Standard & Poor 500 si attesta a 23,60. Si tratta di valori non da bolla speculativa, ma che comunque meritano un’analisi più approfondita. Essi sono decisamente più alti del valore di equilibrio – compreso tra 15 e 22 – ma potrebbero scendere se l’economia Usa continuasse a crescere, facendo salire il denominatore del rapporto.

Capovolgendo il rapporto otteniamo il valore Utile/Prezzo, che rappresenta la redditività del mercato azionario misurata attraverso i dividendi. Quando esso è inferiore al guadagno offerto dai bond la situazione desta qualche preoccupazione, perché gli investitori hanno più convenienza a scegliere le azioni invece delle obbligazioni.

Con un rendimento medio del 2,79% offerto dai titoli di stato a 10 anni, il mercato azionario Usa è tendenzialmente in equilibrio. I rendimenti da dividendo ad oggi non hanno superato quelli offerti dal mercato azionario. Un rapporto di 1 a 1 significherebbe che azioni e bond offrono la stessa remunerazione, a fronte di rischi diversi.

Un primo campanello di allarme deriva dal fatto che i tassi a breve stanno risalendo, e se questa crescita si “propagherà” anche sulle scadenze più lunghe il mercato azionario a stelle e strisce potrebbe non essere più così remunerativo.

Ha Senso Stare Fuori dall’America?

Negli ultimi anni l’Europa è stata il fanalino di coda delle borse globali. Grazie ad un livello di valutazione più basso potrebbe essere interessante investire nel Vecchio Continente, nella speranza che prima o poi il differenziale si chiuda.

Per effetto del fenomeno noto come “ritorno in media” è probabile che nei prossimi 10 o 15 anni l’Europa sia il mercato azionario più forte, tuttavia nel breve periodo le cose potrebbero andare diversamente. I casi di “scollamento” tra il Vecchio ed il Nuovo mondo sono più rari di quanto si creda. Se Wall Street dovesse perdere terreno una salita degli altri listini sarebbe poco probabile.

Del mercato azionario americano non si può fare a meno, nemmeno quando esso non è a buon mercato. Che ci piaccia o no gli Usa rappresentano la stella polare per l’investitore in azioni (e non solo).

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Giacomo Saver – Segretibancari.com

6 commenti
  1. Carissimo Giacomo,
    Innanzitutto complimenti per il tuo solito interessantissimo post 😉
    Avrei due domande da farti ..qual è la tua view su ETF Obbl. emergenti in generale?Meglio starne alla larga?
    Sembre nel ambito obbligazionario ritieni interessante qualche ETF obbl. su Treasury USA?
    Grazie
    Marco

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    1. @ Marco
      Ti ringrazio per la domanda. Il momento storico dovrebbe essere ancora favorevole per i bond emergenti, che potranno beneficiare sia dei rendimenti più alti rispetto ai titoli emessi dai mercati sviluppati, sia dalla forza delle economie sottostanti. Per capire quali strumenti inserire in portafoglio ed in che misura occorre fare un’analisi specifica del tuo portafoglio, della sua composizione e della coerenza degli investimenti attuali rispetto ai tuoi obiettivi.

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      1. Grazie Giacomo 🙂

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        1. @ Marco
          Grazie a te. Per qualunque domanda o dubbio sono qui…

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  2. buon giorno Giacomo
    avrei un dubbio da esporti che forse hai già chiarito ma io non ho compreso
    Cosa succede se, ho impostato un portafoglio su determinati prodotti, diversificato su determinate aree geografiche anche in valute diverse suddiviso in percentuale tra azionario/obbligazionario, ma ho altra liquidità da reinvestire?
    Mi spiego meglio:
    conviene ricomprare a prezzi diversi magari anche più alti gli stessi prodotti o identificarne altri nuovi rischiando però di duplicare la strategia?
    grazie

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    1. @ Silvio
      Grazie per la domanda. Ho affrontato l’argomento in questo articolo: https://www.segretibancari.com/finanza-personale/come-investire-la-nuova-liquidita/.
      Per qualunque domanda o dubbio sono qui 🙂

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