Le Banche non Hanno un Piano per Fronteggiare una Nuova Crisi Finanziaria

 

I tempi della Grande Crisi del 2008 sembrano essere solo un tiepido ricordo. Dal 26 giugno 2016 al 22 gennaio 2018 l’indice Stoxx 600 banks è cresciuto del 58%, mentre le borse continuano a segnare nuovi massimi. Eppure il prof. Kenneth Rogoff dell’Università di Harvard non si sente del tutto tranquillo.

Sebbene sia convinto che non ci troviamo all’alba di una nuova crisi finanziaria, Rogoff avvisa i leader mondiali che si sono radunati in Svizzera, a Davos: “ci mancano gli strumenti con cui fronteggiare una nuova crisi finanziaria“.

Borse ai massimi, le banche festeggiano

Dal marzo del 2009 le borse mondiali non hanno smesso di crescere. Ci sono state delle battute di arresto, ovviamente, ma dopo poco tempo i mercati azionari hanno ritrovato la loro forma. Le banche, in modo particolare, hanno messo a segno guadagni sbalorditivi sia in Europa sia negli Usa.

Ken Rogoff  è moderatamente ottimista circa il futuro dell’economia, ma teme che lo scoppio di una crisi finanziaria innescato dal crescente livello del debito non sia gestibile attraverso gli strumenti utilizzati per uscire dalla crisi precedente.

Debito in salita = borse a picco?

La rapida crescita del debito pubblico dei Pesi sviluppati preoccupa anche Alexander Green, che teme che i semi della prossima crisi siano già stati piantati, sebbene siamo ancora in una fase embrionale.

Secondo Ken Rogoff una caduta dei mercati azionari potrebbe essere innescata da valutazioni non economiche, cui si accompagna un rialzo dei tassi di interesse provocato da un aumento del premio per il rischio richiesto per investire nel mercato dei bond.

Sebbene sia sempre possibile contenere i rischi grazie ad una efficace strategia di investimento, credo che non assisteremo ad un collasso delle quotazioni obbligazionarie e ad una conseguente impennata dei rendimenti per quattro ragioni:

  • il successo dei prodotti obbligazionari (fondi e polizze) testimonia che non tutti gli investitori amano il rischio. Molte persone impiegano i loro capitali in bond perché semplicemente non sono disposte a tollerare oscillazioni dal mercato azionario, né sono propense ad abbandonare questo tipo di investimento
  • gli investitori istituzionali (banche, fondi pensione, ecc) devono per forza detenere una quota importante delle masse gestite investita sul mercato obbligazionario per cui il temuto sell off non dovrebbe arrivare
  • chi compra obbligazioni di solito è un “cassettista”, ossia una persona che movimenta poco il proprio portafoglio, preferendo tenere i titoli fino a scadenza. Ciò comporta una bassa volatilità del mercato obbligazionario
  • le Banche Centrali dovrebbero ridurre la quota di obbligazioni che hanno in portafoglio in modo graduale, consapevoli dei rischi che potrebbero arrivare da una “liquidazione massiccia” delle posizioni

Chi soccorrerà i soccorritori?

Durante la crisi del 2007-2008, innescata dalla caduta di Bear Sterns seguita dal fallimento del colosso Lehman, la Fed ha abbassato i tassi di interesse in modo drastico. Ben Bernanke, che era alla guida della Banca Centrale Statunitense in quegli anni, è uno studioso della Grande Depressione degli anni ’30 e voleva evitare ad ogni costo che un intervento tardivo da parte delle autorità monetarie sconfinasse in una crisi lunga e dolorosa.

C’è riuscito, non c’è dubbio. Ma cosa potrebbero fare oggi le Banche Centrali, posto che con i tassi molto bassi il loro potere di  intervento sarà limitato?

La via di fuga sempre disponibile

Non possiamo prevedere cosa faranno i mercati. Chi ha abbracciato le varie teorie cospirazioniste che si sono succedute negli anni ha comunque perso perché ha rinunciato ad investire, calciando via i rendimenti che i mercati (azionari ed obbligazionari) hanno offerto.

Oggi inizia ad esserci troppa euforia sul mercato azionario, il che spingerà molti investitori a correre rischi eccessivi. Come uscirne allora?

La via di fuga sempre disponibile è la consapevolezza insieme con la formazione, due temi particolarmente cari a SegretiBancari. A Scuola di Investimenti è il mio video corso gratuito in 5 lezioni che ti mostrerà la strada da seguire per impostare un piano di investimento personalizzato ed efficace.

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