Guerra Commerciale Cina – Usa. Gli Effetti dei Dazi di Trump sugli Investimenti Finanziari

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La guerra commerciale tra Usa e Cina, che coinvolge l’Europa, inizia a mostrare i propri effetti sulle borse e sugli investimenti finanziari. I timori riguardano il fatto che i dazi voluti da Trump, cui seguono quelli imposti dagli altri Paesi in risposta all’offesa, possano scatenare una recessione globale. E’ fuori di dubbio che la rottura dell’attuale sistema di scambio provocherebbe danni gravi alle economie e alla finanza, ma forse i timori sono esagerati.

Come Funzionano i Dazi?

I dazi commerciali sono una tassa applicata a merci e prodotti importati dall’estero con l’obiettivo dichiarato di renderli fuori mercato rispetto alla produzione domestica.

A rimetterci le penne saranno le aziende di quei Paesi che esportano acciaio o alluminio negli Stati Uniti ad eccezione, a quanto pare, di Messico e Canada, i cui governi sembra abbiano reagito così in malo modo al tentativo di imposizione di un dazio proprio da parte del loro principale partner commerciale.

USA, Messico e Canada fanno da decenni parte dell’accordo sul libero scambio nord-americano (NAFTA) che  Washington ha rinnegato per misteriose “ragioni di sicurezza nazionale”.

Quel che lascia sbigottiti dell’azione statunitense non è tanto il fatto di aver introdotto dei dazi – di cui ci si aspettava essere la Cina il bersaglio più ovvio – ma di averli estesi contro partner storici quali l’Unione Europea, nata al fine di promuovere il libero scambio, il Regno Unito, l’India e tutto il Commonwealth.

Le Reazioni Storiche che Seguirono l’Imposizione dei Dazi

Nel 1900 ci furono diverse guerre commerciali che sfociarono in guerre valutarie, ossia svalutazioni della propria moneta a favore di altre per aumentate la competitività. All’iperinflazione della Repubblica di Weimar (1921 – 1923) seguirono le svalutazioni del Franco Francese (1925), della Sterlina Britannica (1931), del Dollaro Usa (1933) e di nuovo Franco e Sterlina nel 1936.

Lo Smoot-Hawley Act del 1930 impose dazi su numerosi prodotti di importazione, scatenando le reazioni dei “partner traditi”. Tra il 1929 ed il 1932 il commercio globale crollò del 66% creando in borsa un crollo senza precedenti.

I Possibili Sbocchi e gli Effetti delle Guerra Commerciale sugli Investimenti

Un altro 1929 (o 2008)?

Cina e Russia stanno progressivamente aumentando le loro riserve auree con l’obiettivo di “togliere potere” agli Usa ed al dollaro, da sempre la valuta centrale negli scambi internazionali. La Cina si sta aprendo alla globalizzazione, permettendo lo scambio di contratti derivati sulle principali commodities: petrolio e oro.

Il fatto che gli Stati (Uniti in primis) stiano aumentando gli armamenti, preannuncia l’arrivo della Terza Guerra Mondiale?  Chi è pessimista e legge nell’escalation crescente dei dazi un possibile innesco per la prossima catastrofe finanziaria, farà bene a porre in essere le opportune contromisure:

  • riduzione dell’investimento in azioni
  • riduzione o azzeramento dell’investimento in bond dei Paesi con più alto debito. Questi dichiarerebbero subito default qualora subentrassero spese militari ingenti
  • riduzione del contante detenuto presso la banca e conversione della liquidità in oro fisico detenuto in luogo sicuro, preferibilmente all’estero.

Una posizione così estrema, ovviamente, non è senza conseguenze. Se la guerra commerciale finirà in un armistizio i mercati azionari ed obbligazionari continueranno la loro corsa creando un danno all’interno del portafoglio.

Cosa Farebbe John Templeton?

Noto per essere un grandissimo investitore dal grande sangue freddo, Sir John Templeton approfittava di ogni situazione di panico per aumentare e potenziare i propri investimenti.

La gente mi chiede quale è il settore che presenta le migliori prospettive future per investire, ma la domanda è SBAGLIATA. Quella giusta è: “qual è il settore da cui tutti scappano?” – John Templeton

Ci sono fondate ragioni per credere che gli effetti dei dazi e della politica protezionista di Trump sugli investimenti saranno di breve periodo e benefici per il tuo futuro.

Anzitutto la classe politica si è evoluta, il mondo è diventato più “smaliziato” e lo stesso Trump potrebbe fare marcia indietro qualora la situazione diventasse rovente. In secondo luogo non è detto che il noto e discusso imprenditore venga riconfermato alla Casa Bianca. Sembra che stia scendendo in campo anche un uomo del calibro di Michael Bloomberg, già sindaco di New York e fondatore dell’omonimo gruppo di informazione finanziaria.

Perché i Mercati Credono che gli Effetti dei Dazi Saranno di Breve Periodo

Nella riunione annuale della Berkshire Hathaways, un altro leggendario investitore, Warren Buffett, ha dichiarato che i mercati (azionari Usa) non sono sopravvalutati e che ci sono un sacco di buoni investimenti da fare.

Se concordi con la teoria secondo cui la guerra commerciale tra Cina ed Usa si fermerà prima di toccare un punto di non ritorno, ecco cosa potresti fare:

  • approfittare di ogni ribasso dei mercati per aumentare le tue posizioni
  • concentrarti in modo particolare sugli emergenti, che hanno subito il ribasso maggiore dopo l’introduzione dei dazi Usa e che presentano valutazioni ancora convenienti
  • vivere una possibile futura e forte correzione come una sorta di saldo estivo, con serenità e pace mentale.

Le Migliori Risorse per Sconfiggere i Dazi

Se temi per il tuo futuro finanziario, hai bisogno di un metodo per mettere ordine nei tuoi investimenti e nel tuo portafoglio. Un metodo che ti dia le chiavi per fronteggiare ogni possibile evenienza o evento futuro. A Scuola di Investimenti è il video corso gratuito che fa per te.

Se vuoi un aiuto per costruire un portafoglio diversificato per iniziare ad investire, nell’attesa di trovare alternative migliori, gli ETF di IC Warm Up fanno per te.

Buon investimento.

Giacomo Saver – Segretibancari.com

 

2 commenti
  1. Sposo appieno la tesi dei saldi estivi. In questo periodo occorre saldamente tenersi liquidità pronta, unitamente a obbligazionario di varia duration per ogni evenienza e pagarsi i costi. E stare ovviamente ben investiti in azionario per una buona fetta, in base alla propria tolleranza al rischio. La situazione 2018 è sostanzialmente non dissiimile da quella di quattro anni fa. Il problema è che l’oggi presenta *sempre* rischi sostanziosi. Solo con lo specchietto retrovisore si può vedere se quel rischio è o meno concreto.

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    1. @ Francesco
      Credo che la difficoltà maggiore per chi investe, oggi, sia bilanciare correttamente la necessità di “essere prudente” con quella di ottenere un reddito dal proprio investimento. ottima la tua osservazione e la tua sintesi.

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