Investire Durante lo Stallo Politico

Instabilità Politica e Investimenti

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Il quadro politico che è emerso dalle elezioni del 4 marzo ci consegna un Paese di medievale memoria, dove gli interessi di parte e le lotte intestine sembrano prevalere sull’interesse collettivo. I mercati si sono dimostrati più maturi dei nostri politici, e fino ad oggi non ci sono stati particolari scossoni né sul mercato azionario né in ambito obbligazionario.

Tuttavia l’Italia resta un Paese fragile, per cui occorre prestare la massima attenzione.

L’Effetto dello Stallo Sullo Spread

Il 2 marzo 2018, prima delle elezioni politiche che hanno generato incertezza, lo spread tra il BTP e il Bund si attestava a 134,20. I BTP decennali, in altri termini, rendevano l’1,342% in più dei bund con la stessa scadenza.

Il 24 aprile il valore era sceso a 113,60, toccando il minimo degli ultimi tre mesi. Con l’aggravarsi della situazione di stallo lo spread si è riportato a 131,90 il 9 maggio. Come mai i mercati hanno “snobbato” in gran parte la situazione di stallo politico in cui il Paese si è trovato? La ragione sta nell’ombrello di protezione offerto dalla BCE, che fino a fine 2018 continuerà ad acquistare bond dei Paesi periferici dell’area Euro.

Fino ad allora, e fino che Draghi sarà alla guida della Banca Centrale Europea, la volatilità sarà contenuta, perché a tenere le redini della situazione è l’istituto di Francoforte. Quando finirà il quantitative easing e ci sarà un cambio al vertice, le cose potrebbero andare diversamente.

Resta il fatto che i titoli di stato italiani, di cui suggerivo l’acquisto nel 2011, oggi hanno più poco da offirire. Potranno ancora essere inseriti nei portafogli, con una funzione stabilizzatrice del portafoglio azionario.

Ricorda che in occasione della crisi di Governo del 2011, che portò alla formazione dell’Esecutivo Monti, l’indice MTS dei titoli di stato perse mediamente l’11% in pochi mesi.

L’Effetto dello Stallo Sulle Azioni

Il ribasso sul mercato azionario non c’è stato. A parte una flessione di circa il 2% tra il 7 e l’8 maggio, l’indice ha snobbato la situazione di impasse politica che si è venuta a creare. L’ultimo ribasso degno di nota si è avuto tra gennaio e febbraio 2018, con una cadute dell’indice FTSE All Share dell’8,92%. La borsa reagisce maggiormente allo scenario globale che non alla situazione politica del nostro Paese.

Questo, a mio avviso, è determinato da tre ragioni:

  • la maggiore maturità degli investitori
  • la maggior dipendenza dell’economia italiana dal contesto internazionale
  • la presenza di investitori di lungo periodo, per nulla interessati alle oscillazioni di breve termine del mercato azionario.

Dove Investire Durante lo Stallo Politico

Nei miei portafogli non c’è praticamente spazio per la borsa italiana. L’indice azionario domestico rappresenta appena lo 0,50% della capitalizzazione gloobale, ed è composto per il 30% da azioni di banche. A causa dell’incesto tra aziende di credito e Stato, consumatosi attraverso il massiccio investimento in titoli di debito pubblico, una crisi dei BTP si ripercuoterebbe subito anche sulla borsa. In ogni caso il mercato azionario italiano è più sensibile allo scenario finanziario che non a quello reale.

La presenza delle utilities (che rappresentano il 19% dell’indice) rende la borsa italiana sensibile a possibili rialzi dei tassi di interesse.

Non avere BTP in portafoglio è impossibile. Essi sono presenti in tutti i principali indici obbligazionari dell’Eurozona, per cui è inimmaginabile pensare di investire in bond senza avere titoli governativi italiani in portafoglio. Se avere una parte del proprio capitale impiegata in bond è necessario per diversificare, e se questo ci “costringe” a detenere parte dei titoli di Stato, lo stesso non può dirsi per ciò che riguarda le azioni.

Una diversificazione internazionale è la chiave di svolta che ti permetterà di aumentare i rendimenti dei tuoi investimenti riducendo i costi ed abbattendo i rischi. Se vuoi sapere esattamente dove investire e come ottimizzareil tuo portafoglio nel tempo, puoi dare un’occhiata a questa risorsa.

Giacomo Saver

Segretibancari.com

 

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