Listino Azionario: Tutte le Difficoltà della Borsa Italiana

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Il listino della Borsa Italiana, o Borsa di Milano, è composto da 242 società quotate sul mercato principale. Lo stesso numero di 20 anni fa. Perché emittenti ed investitori non amano le azioni domestiche e quali alternative ci sono per chi vuole “aprirsi” ai mercati azionari?

Delisting: Così le Società Fanno Marcia Indietro da Piazza Affari

Damiani, Vittoria Assicurazioni e Nice sono solo alcune aziende che hanno scelto di non essere più quotate sul listino azionario italiano. Luxottica, dopo la funzione con Essilor, ha optato per Parigi. Il delisting è quella operazione per la quale una società chiede la cancellazione della sua quotazione in borsa.

Per gli investitori si tratta di una cosa grave, un evento da seguire con cura, perché se resti in possesso di azioni che non sono più quotate di fatto non potrai più rientrare in possesso dei tuoi soldi, né potrai chiudere il conto titoli dove le stesse sono depositate. Quindi se hai delle azioni singole in cui hai investito fai attenzione e tieniti aggiornato su cosa succede.

Un modo semplice per farlo consiste nell’usare i “Google Alert” che, opportunamente settati, ti avvertiranno se una società in cui hai investito si cancella dal listino azionario.

Le ragioni per cui le società decidono di non essere più quotate è semplice: i Governi che si sono susseguiti negli anni si sono mostrati incapaci di creare uno sviluppo armonico del mercato azionario in grado di veicolare le risorse degli investitori verso le imprese di medio/piccole dimensioni.

Gli Stessi PIR di cui si è tornato a parlare sono stato un flop in questo senso. A causa della liquidità giornaliera, essi non possono essere azionisti stabili delle imprese di cui diventano azionisti, limitando la possibilità di finanziamento da parte di queste ultime.

La CONSOB, l’Autorità di Vigilanza sui Mercati, svolge un ruolo più “poliziesco” che non di ausilio allo sviluppo del mercato. Ciò, come puoi immaginare, scoraggia l’arrivo sul listino milanese di nuove società.

Perché gli Italiani Stanno Lontani dalla Borsa?

I motivi per cui gli investitori italiani stanno alla larga dal listino azionario sono molteplici. Per anni la borsa è stata vista più come un luogo di speculazione forsennata, dove i grandi mangiavano i piccoli, che non un “luogo” dove investire il proprio denaro in maniera redditizia.

Gli scandali finanziari che hanno portato al tracollo intere aziende bruciando i soldi di chi vi aveva investito sono un monito perenne per chi vuole “tentare” l’approccio alla Borsa. Parmalat e Alitalia sono solo gli esempi più recenti e clamorosi.

Il listino italiano, poi, è piccolo. La capitalizzazione della Borsa sul totale mondiale si ferma ad un misero 1%, mentre studi fatti dal prestigioso Ufficio Analisi di Mediobanca mostrano come le azioni italiane non sono state remunerative, nemmeno per l’investitore di lungo periodo.

Il grafico mette a confronto l’indice FTSE Mib del listino azionario domestico con l’indice MSCI Europe, rappresentativo dei mercati azionari europei, e con l’MSCI World che racchiude le azioni globali. Tutti gli indici sono in Euro.

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100.000 € investiti a gennaio 2009 sarebbero diventati, dieci anni dopo:

  • 107.300 € con la borsa Italiana
  • 186.800 € se investiti nelle borse europee
  • 270.300 € se investiti nelle borse mondiali

La rischiosità del listino azionario milanese è stato il doppio dell’indice mondiale, nello stesso periodo: 21,72% contro 11,35%.

Due Strade per Investire in Borsa in Modo Sicuro e Redditizio

L’investimento in borsa è meno pericoloso di quello che pensi, ma a patto che siano rispettate alcune condizioni di base.

1 – le azioni vanno inserite a livello di progettazione del portafoglio e sulla base degli obiettivi di investimento di ognuno. In nessun caso l’acquisto di azioni va fatto sulla base della “speranza” o della “previsione” che i titoli individuati crescano;

2 – l’investimento in azioni va fatto attraverso indici globali ampi e non scegliendo borse piccole, come quella italiana, o singoli titoli.

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Giacomo Saver – CEO di Segretibancari.com

3 commenti
  1. Standing ovation per Giacomo!

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  2. FORZA JUVE oggi mi viene di commentare in questo modo.

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    1. @ Sandro
      Perché?

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