Mercati Emergenti Oggi: Andamento, Prospettive e Previsioni per Investire

Il futuro dei Mercati Emergenti appare incerto, dopo la notizia dei nuovi dazi in arrivo dagli States.  Eppure i Paesi Emergenti continuano ad attirare l’interesse degli investitori da sempre alla ricerca di rendimenti potenzialmente elevati dai propri soldi.

Ma quali sono le prospettive di questi Stati? Quali le previsioni circa il loro andamento futuro e qual è la situazione economica dei principali di essi? Un’analisi degli indicatori chiave ti permetterà di fare un investimento consapevole.

Quali Sono i Mercati Emergenti?

Con l’espressione Paesi Emergenti ci si riferisce, di solito, a Stati in rapida espansione la cui struttura economica è però in ritardo rispetto ai Paesi Sviluppati. Si tratta quindi di economie ricche, nelle quali la popolazione cresce velocemente, con i conti pubblici in ordine. Tuttavia per colpa del connubio tra malavita organizzata e politica, e spesso per causa della corruzione, i Mercati Emergenti sono una opportunità di investimento che presenta rischi piuttosto elevati, anche se il potenziale guadagno è altrettanto alto.

Non esiste un elenco dei Paesi che fanno parte di questo gruppo. Alcuni di essi, con il tempo, potranno diventare sviluppati a tutti gli effetti. Altri, invece, peggioreranno la propria situazione, scivolando verso il basso tra le regioni più povere del Pianeta.

Secondo l’Università del Michigan e la rivista The Economist, un Paese è emergente se:

  • rappresenta un mercato sufficientemente “grande”
  • ha un tasso di crescita elevato
  • possiede una grande capacità di consumo
  • è dotato di una importante infrastruttura commerciale, favorisce la libertà economica ed è aperto al resto del mondo.

Sulla base di queste caratteristiche è possibile individuare ventisette Stati Emergenti: Cina, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Israele, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Ungheria, India, Polonia, Turchia, Malesia, Russia, Messico, Thailandia, Cile, Argentina, Arabia Saudita, Egitto, Pakistan, Indonesia, Filippine, Brasile, Sud Africa, Perù, Venezuela, e Colombia.

Mercati Emergenti: Che Fare?

Conviene investire nei Mercati Emergenti? Non esiste una risposta univoca a questa domanda, perché all’interno dell'”Universo” Emerging ci sono Stati solidi ed altri meno. Inoltre occorre decidere se preferire le azioni o le obbligazioni, tenendo presente che queste ultime – pur essendo bond – presentano una volatilità elevata.

Se scegli di investire in obbligazioni dei Paesi Emergenti farai bene a considerare la situazione economica e la solidità delle economie sottostanti. Se opti per le azioni emergenti dovrai prezzare il livello delle quotazioni rispetto alla loro media storica, al rapporto prezzo/utili ed alle prospettive economiche del Paese.

Ecco una sintesi dei principali mercati a livello globale.

Africa

Il Sud Africa presenta una debolezza nei fondamentali economici. Va quindi preso con cautela, sebbene il rapporto debito/pil non sia particolarmente elevato (53%).

Il rendimento dei bond in Rand a 10 anni viaggia intorno al 9%. La moneta ha subito una svalutazione da inizio 2018 sia nei confronti dell’Euro sia del Dollaro, mentre il mercato azionario non sembra essere stato particolarmente penalizzato.

America Latina

La situazione dei mercati emergenti del Sud America non è particolarmente esaltante, né per l’investitore che voglia comprare obbligazioni né per chi desidera investire in azioni.

Argentina

Con un rapporto debito/pil del 53% lo Stato sudamericano sembra essere solido. Purtroppo la moneta locale ha subito una durissima svalutazione nei confronti del dollaro e le prospettive non sembrano buone. La divisa ha perso il 52% del proprio valore contro dollaro da inizio anno, e questo mette il Paese sotto pressione. Il rendimento dei bond in valuta locale veleggia intorno al 18% annuo, nel tentativo di attrarre qualche investitore dai nervi molto saldi.

La borsa di Buenos Aires ha perso il 4% da inizio anno a fine agosto 2018. La ridotta volatilità dimostra come l’Argentina sia un Paese che attrae obbligazionisti in cerca di cedole elevate, più che non per investitori in azioni.

Brasile

Il Paese del “samba” ha un indebitamento piuttosto alto, pari all’84% del prodotto interno lordo. Il Real ha perso il 20% da inizio anno nei confronti del dollaro, mentre la borsa è scesa del 2% circa. I bond decennali in valuta locale rendono  il 13% circa, ma le prospettive del Pese non sono buone.

Messico

Con un indebitamento pari al 54% del pil il Messico è un Paese che ha i conti pubblici sotto controllo. Il rendimento dei bond decennali in valuta locale è pari all’8% circa mentre il Peso si è addirittura rivalutato nei confronti del dollaro Usa nei primi 8 mesi del 2018. Sebbene il rischio implicito nei rendimenti obbligazionari sia inferiore rispetto ai casi precedenti, è sempre bene essere prudenti.

Asia

La regione asiatica è quella maggiormente esposta alle politiche protezionistiche di Trump. Mentre i Pesi sopra esaminati sono il terreno di caccia per l’investitore in bond, i mercati emergenti asiatici sono di particolare interesse per chi vuole investire in azioni. L’indice MSCI Emerging Market, il più importante indice azionario dell’area, infatti, è composto per la prevalenza da azioni cinesi e di emittenti dell’Asia.

Cina

La Cina ha un rapporto debito/pil decisamente contenuto e pari solo al 48%. Il Renminbi da inizio anno ha perso solo 4,75% del suo valore, mentre il rendimento dei bond decennali in valuta locale è solo pari al 4%. Chi investe in Cina lo fa prevalentemente comprando azioni, e qui purtroppo il discorso cambia. La borsa cinese ha perso il 20% nei primi otto mesi dell’anno a causa delle politiche protezionistiche di Trump.

La discesa potrebbe arrestarsi in occasione delle elezioni di midterm Usa, qualora esse fossero sfavorevoli alla presidenza attuale. Il basso livello raggiunto dalle quotazioni le rende decisamente interessanti per un investimento contro tendenza.

L’Investimento in Azioni Emergenti

Investire in azioni dei Mercati Emergenti va fatto con cura all’interno di un ben definito progetto complessivo. Si tratta di una operazione finanziaria ad alto rischio e ad alto rendimento, che va valutata con estrema attenzione. Occorre inoltre pesare bene la quota di “emerging” rispetto all’investimento in economie sviluppate.

Il modo migliore per investire consiste nello scegliere un ETF diversificato a basso costo ma dotato di una buona liquidità che cloni l’intero indice MSCI Emerging Markets.

Così facendo prenderai posizione sui principali Paesi del mondo intero, anche se avrai comunque una netta prevalenza di Stati asiatici. Se deciderai di investire tieni d’occhio sia gli indicatori fondamentali (il rapporto prezzo/utili, ad esempio) sia il trend di fondo, e cerca di avere sott’occhio degli ulteriori indicatori predittivi del ciclo economico.

Investire in Obbligazioni Emergenti

Contrariamente a ciò che si crede, l’investimento in bond emergenti è un’operazione finanziaria ad alto rischio. A causa dell’impatto delle valute e della forte volatilità dei bond, le obbligazioni emergenti sono a tutti gli effetti impieghi “equity like“. Esse hanno caratteristiche intrinseche tali da essere più simili alle azioni che non ai bond.

La scelta di investire in azioni o in obbligazioni dei Mercati Emergenti spetta solo a te. Una regola saggia prevede di non eccedere né con le une né con le altre.  Tieni comunque presente che l’impatto del cambio è molto maggiore sulle obbligazioni che non sulle azioni, a motivo della ridotta capacità di crescita del sottostante.

E’ Indispensabile Investire nei Mercati Emergenti?

No, anche se una quota di emerging è fondamentale per l’ottimizzazione del portafoglio. Se sei un investitore “fai da te” puoi evitare le obbligazioni emergenti e concentrarti sulle azioni.

Se hai bisogno di ulteriore assistenza per investire, ecco due risorse preziose (e gratuite):

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Giacomo Saver

 

 

 

 

4 commenti
  1. BUONA SERATA GIACOMO,L’Impatto del cambio sulle obbligazioni dei paesi emergenti potrebbe essere attenuato acquistando un etf hedged?

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    1. @ Antoio
      Sì, oppure potresti comprare bond emessi in euro, anche se questo incide molto sul rendimento finale.

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  2. GRAZIE GIACOMO.

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    1. @ Antonio
      Di nulla, grazie a te!!

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