Mercati Finanziari in Preda al Panico?

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Venerdì 22 marzo 2019 sui mercati finanziari ci sono stati ribassi diffusi. Dopo tre mesi di salita record lo scenario sembra già compromesso. Hanno forse ragione quelli che credono in un crollo imminente e corrono a sottoscrivere fondi obbligazionari?

I Due Fattori Responsabili del Ribasso

A dire il vero è inutile stabilire a posteriori una relazione di causa – effetto tra l’uscita di dati macroeconomici e andamento dei mercati. Se fosse possibile sarebbe meglio poter fare questi ragionamenti a priori. Tuttavia, dal momento che nessuno ha la capacità di leggere nel futuro, accontentiamoci di interpretare il passato per trarre da esso utili indicazioni sul nostro futuro comportamento.

Il Rallentamento Economico dell’Europa

Senza dubbio i dati macro usciti venerdì 22 marzo 2019 sono responsabili della virata in rosso dei mercati finanziari.

Infatti l’indice PMI tedesco, usato per anticipare il futuro andamento dell’economia più importante della zona Euro è sceso da 47,6 a 44,7, il dato minimo dal 2013.

A ciò si sono aggiunte le parole del numero uno della BCE, Mario Draghi, che ha affermato in una riunione con i Capi di Stato europei, che “i rischi di recessione sono bassi. Tuttavia la debolezza economica si protrae e c’è una incertezza pervasiva“.

Debolezza negli Usa e Curva dei Tassi Invertita

Negli Stati Uniti l’indice manifatturiero si è attestato a 52,50, contro i 53,60 attesi. L’indice dei servizi è pari a 54,8 contro 56 previsto. Il confronto sfavorevole tra le attese ed i dati a consuntivo, seppur buoni, ha generato paura tra gli operatori dei mercati finanziari.

In aggiunta a questo, un altro elemento di preoccupazione riguarda l’inversione della curva dei tassi, con i titoli di Stato a tre mesi che rendono il 2,467% contro il 2,444% del decennale.

Storicamente una inversione della curva dei rendimenti ha significato l’arrivo di una recessione. Condividerò tra poco con te la mia opinione al riguardo.

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I Due Effetti sui Mercati Finanziari

L’arrivo delle notizie economiche deludenti coincide con l’apice di una salita ininterrotta dei mercati durata quasi tre mesi. In considerazione di ciò la reazione dei mercati è stata piuttosto violenta.

Ribassi Generalizzati delle Borse

Il primo effetto dei dati deludenti si è avuto sulle borse. Infatti tutti i principali indici a livello mondiale hanno chiuso in rosso:

  • S&P 500 – 1,55%
  • Cac 40 – 2,03%
  • Dax – 1,61%

Dato che un rallentamento economico globale significherebbe un ribasso degli utili societari, è comprensibile che questa eventualità preoccupi gli operatori.

Rialzo dello Spread e Corsa Verso i Porti Sicuri

In precedenza, ogni ribasso dei mercati azionari si è tradotto in un rialzo dei beni rifugio, in primis dei Bund tedeschi. Vedila come un’applicazione della legge di Walras, secondo cui un eccesso di offerta in un mercato genera un eccesso di domanda in un altro.

Per dirla in breve, il ribasso delle borse ha fatto crescere e quotazioni dei Bund, facendone scendere i rendimenti. Per questa ragione il tasso del decennale tedesco è sceso da + 0,12% a zero in poco tempo, e lo spread con il BTP è salito fino a 250 punti (2,50% su base annua).

L’Opinione di Segreti Bancari

A mio avviso, se il trader di breve periodo fa bene a preoccuparsi, l’investitore di lungo corso ha tre ragioni per dormire sonni tranquilli. A patto, ovviamente, che il portafoglio che ha costruito sia sostenibile, sia a livello economico, sia a livello psicologico.

1 – Le quotazioni delle borse non sono in “ipercomprato”

I rischi di un ribasso forte, che si protrae per anni, si verificano quando il livello di quotazione delle borse è elevato. Oggi non ci troviamo in questa situazione, perché i livelli di quotazione azionaria sono in linea con gli standard di valutazione comunemente accettati, e con le loro medie storiche.

Se ci sarà un ribasso esso dovrebbe comunque venire recuperato in tempi abbastanza ristretti ed essere più ascrivibile a fenomeni di volatilità passeggera, che non ad una crisi finanziaria stile 2008.

2 – L’inversione della curva Usa “dice poco”

La tanto temuta inversione della curva dei tassi non solo è minimale, ma di per sé dice poco. Due delle quattro teorie che ne spiegano l’andamento sono compatibili con la situazione attuale e non chiamano in causa l’arrivo di una recessione.

Prima di tutto una curva con pendenza negativa può semplicemente scontare le attese di tassi di interesse in ribasso, ma non necessariamente di una frenata economica.

Successivamente la teoria della segmentazione dei mercati afferma che ad oggi ci può essere una spiccata preferenza per gli investimenti a breve, il che non ha nulla a che vedere con le attese circa il futuro andamento delle economie.

I mercati hanno corso molto e una pausa è fisiologica, oltre che sana

Per concludere è bene ricordare che da inizio anno i mercati azionari segnano rialzi di oltre il 10%. L’FTSE MIB è in progresso del 17%, l’S&P 500 è in guadagno del 13%, l’MSCI World è cresciuto del 12,07% mentre lo STOXX europeo è salito del 13%.

Se è vero che il futuro è incerto per tutti, è innegabile che un portafoglio ben costruito e coerente con i nostri obiettivi ed il nostro atteggiamento mentale reggerà benissimo anche in questa fase dei mercati finanziari che si annuncia volatile.

Think different, invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

3 commenti
  1. Grazie per i commenti chiari e puntuali. Forse l’azionario USA attualmente è un pò sopravvalutato ?

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    1. @ Sandro
      Sulla base della media storica sembrerebbe di sì, ma se analizziamo il P/E sulla base degli standard valutativi accettati direi di no.

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  2. L’analisi mette in risalto qualità professionali e tecniche rivolte a perfezionare la visione di breve-medio periodo dei mercati finanziari, anticipano una volatilità anche elevata circoscritta entro bande di prezzo tollerabili Nel lungo e lunghissimo periodo un analisi tecnica sul nostro indice FTSE-MIB fotografa nella forma grafica del triangolo ascendente la linea di RESISTENZA STATICA nella retta orizzontale intorno a valori di 24500 che collega i massimi dal lontano Ottobre 2009, linea più volte interessata ma mai vinta. D’altra parte la linea di SUPPORTO DINAMICO con pendenza positiva che collega i minimi periodali 12229-15629-17914 manifesta tutta la sua forza. Un analisi CICLICA di periodo da Marzo 2009 contribuirà a stabilire la durata di questo 3° ciclo. Proiezioni effettuate con parametri diversi indicherebbero in due date differenti Novembre 2019 o Maggio 2020 il suo esaurimento. Emerge d’altra parte dall’analisi dei FLUSSI FINANZIARI globali che la rottura confermata della RESISTENZA posta in area 24500 indica come primo impulso nei valori di 30000-31000 del indice nostrano, la sua naturale evoluzione

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