Procedura di Infrazione Contro L’Italia: Conseguenze per gli Investitori

procedura di infrazione UE

La procedura di infrazione prevista dall’UE è davvero così pericolosa? Ecco cosa attende gli investitori nei prossimi mesi.

La Procedura di Infrazione: Cos’è e Chi la Vuole

La procedura di infrazione per debito eccessivo è una misura europea tesa a multare gli Stati che non rispettano la raccomandazione di ridurre il rapporto debito/Pil.

Essa è voluta e richiesta da alcuni Stati membri che, avendo i conti in ordine, non vogliono trovarsi costretti a pagare i debiti di Stati più indebitati. Austria, Olanda e Germania sono i sostenitori della linea dura e dell’Austerity, secondo cui il rapporto debito/Pil va ridotto fino al 60% attraverso interventi progressivi.

In altre parole, l’Unione Europea non vuole che la stabilità finanziaria della comunità sia messa a rischio da Paesi con un peso debitorio eccessivo.

Come Funziona la Procedura di Infrazione?

L’Unione Europea è una comunità di Stati che hanno deciso di autoregolarsi attraverso la sottoscrizione di Trattati. Questi ultimi, in particolare, stabiliscono che in caso di inadempienza di una norma comunitaria, la Commissione Europea possa scrivere una lettera di richiamo ad uno Stato.

In breve in essa si chiedono maggiori delucidazioni al Paese membro che ha un tempo limitato per rispondere.

Terminata questa fase la Commissione può richiedere un adeguamento alla normativa comunitaria in via formale. Occorre precisare che questi due step sono già stati effettuati nei confronti dello Stato Italiano.

Il Paese ha ora l’opportunità di evitare che la procedura vada davanti alla Corte di Giustizia effettuando gli opportuni correttivi. Qualora non lo facesse, la palla passerebbe nelle mani dei giudici europei.

Se la Corte lo riterrà opportuno potrà imporre, a questo punto, sanzioni pecuniarie contro il Paese.

Il prossimo appuntamento importante è fissato per l’8 luglio 2019. Il 1 agosto, invece, dovrebbe iniziare concretamente la procedura qualora non si arrivi ad un accordo.

Precedenti Storici della Procedura

Sebbene la procedura di infrazione non sia mai concretamente attivata, essa ha coinvolto l’Italia in più occasioni.

Nel 2005 fu aperta una procedura controil Paese a causa del deficit eccessivo, superiore al 3% del PIL. Nel 2008 il procedimento venne chiuso. Tuttavia una nuova procedura contro l’Italia fu iniziata nel 2009.

In seguito ad interventi restrittivi adottati la Commissione Europea chiuse la procedura nel 2013.

Possibili Scenari Futuri

Mentre in passato la chiusura della procedura ha comportato interventi correttivi, questa volta è diverso. Per abbassare il debito occorrerebbe aumentare le imposte, prima tra tutti l’IVA.

Al contrario, gli esponenti del Governo non vogliono assolutamente effettuare manovre correttive e tendono a prendere tempo. L’obiettivo è quello di vedere se le misure poste in atto (reddito di cittadinanza, ecc) sortiranno i propri effetti.

Tuttavia, come hanno detto in sede comunitaria le regole sono regole e come tali vanno rispettate. Ecco quindi gli scenari possibili.

Caduta del Governo con Elezioni Anticipate

Una prima via di uscita del Governo del Cambiamento potrebbe essere quella di cadere. In questo caso l’alibi potrebbe essere una espressione del tipo “ci abbiamo provato, ma i poteri forti ci hanno fermato“. In breve si andrebbe verso elezioni anticipate.

Caduta del Governo per Dimissioni del Presidente del Consiglio

In questo caso non sarebbe la maggioranza ad implodere, ma lo stesso Presidente del Consiglio a decretare la fine del Governo.

A questo punto è probabile che nasca un Governo Tecnico, non eletto dal popolo ma chiamato, come pompiere di emergenza, a spegnere il fuoco prima che l’incendio dilaghi.

Questo scenario accadde più volte in passato: basti ricordare, ad esempio, al 2011 e all’Esecutivo Monti.

Le Conseguenze per gli Investitori

Nonostante non sia possibile conoscere, in anticipo, ciò che succederà in futuro, ecco le possibili conseguenze per gli investitori della procedura.

Instabilità dei BTP

La procedura di infrazione contro l’Italia potrà avere effetti destabilizzanti sui BTP. In altri termini, se essa viene percepita come un farmaco in grado di ristabilire la salute del debitore malato, gli effetti saranno positivi.

In questa situazione, infatti, la rischiosità dei BTP (e lo spread) potranno scendere. Al contrario, se la procedura contro l’Italia dovesse essere percepita come un peggioramento della posizione debitoria dell’Italia, il BTP potrebbero perdere velocemente valore.

Ribassi sui Corporate Bond

Il peggioramento della solvibilità percepita di uno Stato sovrano farebbe scendere le quotazioni delle obbligazioni societarie. In particolare ad essere penalizzati potrebbero essere i bond con un basso giudizio di affidabilità (rating).

Non dimenticare, infatti, che in giro ci sono moltissimi titoli con rating BBB che potrebbero essere fortemente penalizzati da una volatilità che coinvolge il mercato obbligazionario.

Due Possibili Via di Uscita

Il consiglio che Segreti Bancari dà ai suoi lettori è duplice. Da un lato aumenta la diversificazione all’estero dei tuoi investimenti. Limitare i tuoi orizzonti ai soli titoli obbligazionari italiani (BTP et similia) potrebbe essere un grave errore.

In secondo luogo inserisci in portafoglio degli strumenti finanziari difensivi, o affidati ad un esperto che sia in grado di guidarti verso l’ottimizzazione dei portafogli anche in situazioni di possibile crisi dagli esiti imprevedibili.

Per aiutarti in questo senso ho preparato per te un piccolo portafoglio ottimizzato per investire. Lo trovi qui.

Think different, invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

6 commenti
  1. Buongiorno, si in effetti è proprio così. Ma è un problema che affliggerà sempre il nostro paese. A gennaio avevo acquistato dei BTP a 93 circa, il questi giorni ho percepito la cedola dell’ 1.5% lorda sul quinquennale, oggi quota 100. Ne ho venduto solo una parte, in definitiva, guadagnare su un banale titolo di stato un 6% netto in 6 mesi non c’è quindi da demonizzarli. Una parte quindi li tengo, inseriti comunque in un portafoglio diversificato. Tuttavia oggi Draghi ha detto che riprenderà un pò il QE, ed i tassi non saliranno più di tanto: per rendere più competitiva l’europa. Giusto? Ho capito bene? Ma in generale ho notato che tutti gli ETF obbligazionari, compresi gli emergenti hanno avuto una fortissima crescita. E non di meno gli ETF Azionari. Quindi è iniziata la fase della difensiva?

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    1. @ Giovanni
      Nessuno conosce il futuro, purtroppo. I mercati sono (e lo saranno sempre) assolutamente imprevedibili, ragione per la quale occorre muoversi in modo ordinato e coordinato evitando le previsioni…

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  2. Qualcuno ha detto che il debito pubblico è fatto per NON essere onorato.
    Ovviamente dipende da chi è indebitato perché le normative (anche quelle europee) si applicano nei confronti di alcuni ma si interpretano nei confronti di altri.
    E\’ questo il nocciolo del problema: nei confronti dell\’Italia le norme si possono applicare (come si è fatto con la Grecia) senza il rischio di farsi male (a Berlino, Parigi e Washington) oppure è necessario interpretarle. Se l\’ultima grande crisi economica mondiale è stata innescata dal fallimento di una banca non oso immaginare cosa possa succedere se collassa una grande potenza economica come l\’IItalia.
    E non sarà l\’aumento dell\’IVA o il taglio della spesa pubblica a risanare il nostro deficit.
    Il nostro risanamento passa per una legislazione snella e facile da applicare; per la lotta reale all\’evasione fiscale ed alla corruzione; per fare in modo che i nostri laureati rimangano in Italia attraverso una selezione meritocratica della classe dirigente; per un sistema elettorale che dia governi stabili e duraturi. In pratica ci vorrebbe una vera e propria rivoluzione. Ma il Popolo italiano non è affatto propenso alle rivoluzioni a meno che tutti siano d\’accordo. Anche i Carabinieri (la battuta è del grande Indro Montanelli).
    Giovanni

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    1. Concordo pienamente con le considerazioni di Giovanni. Purtroppo mi accorgo che siamo in pochi a giudicare con obbiettività la realtà dei fatti, mentre la “percezione” dei cittadini spesso è diversa. I politici più opportunisti alimentano tali percezioni anche se sbagliate e ne traggono un profitto elettorale.

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    2. @ Giovanni
      Concordo in pieno. Il problema è che le riforme sono così ambiziose che forse non verranno realizzate nemmeno dal Governo del cambiamento…

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  3. D’accordissimo con Voi. Ma anche dal punto di vista matematico questo debito non è ripagabile, a meno di una pesante depressione del Paese Italia. In futuro qualcuno rimarrà col cerino acceso in mano. Dicono che se si divide l’ammontare del debito pubblico col numero dei cittadini italiani, cosa semplicemente fatta, ammonta a circa 30K euro. Tuttavia il dato non è reale, perchè se togliamo disoccupati, studenti che non produco reddito, universitari disoccupati, neonati ecc… e lasciamo solo le persone che percepiscono un reddito dal quale decurtare progressivamente il debito nel futuro: LA CIFRA E’ ENORMEMENTE SUPERIORE, PURTROPPO.

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