Quando Cambiare Strategia di Investimento nel Dopo Brexit?

progetto di investimento

La Brexit ci conduce verso “territori inesplorati” perché mai, prima d’ora, uno Stato Membro aveva lasciato l’Unione. Di fronte ad un fatto nuovo dalle conseguenze imprevedibili, come puoi comportarti con i tuoi investimenti? E’ opportuno continuare a fare quello che hai fatto fino al 23 giugno, o bisogna cambiare tutto?

La Brexit ci pone di fronte a nuovi scenari e ad ipotesi allarmanti: cosa succederà alla Scozia? Esisterà ancora l’Unione Europea? In tutto questo marasma, che cosa devo fare con i miei investimenti? Il mio Pac dovrà proseguire o è meglio interromperlo? E come modificare l’assetto del mio portafoglio per renderlo adatto ai nuovi scenari? Sono queste le domande che ti “ronzano” nella testa dopo l’esito inatteso del referendum del 23 giugno 2016 che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Chi è in Crisi per Colpa di Brexit?

C’è una particolare categoria di investitori in forte crisi per colpa della Brexit. Si tratta dei clienti delle banche che hanno costruito il proprio portafoglio senza una logica complessiva, ma come “accozzaglia” di prodotti finanziari ognuno dei quali è stato inserito in portafoglio in base alle previsioni degli esperti e non grazie ad un solido progetto globale. Piero, ad esempio, ha costruito il proprio portafoglio in questo modo:

  • ha investito in un fondo di investimento bilanciato, per cogliere le migliori opportunità in ambito azionario ed obbligazionario
  • ha aggiunto al precedente un fondo azionario europeo, perché secondo la sua banca “l’Europa ha buoni fondamentali”
  • infine ha comprato azioni Unicredit, perché con la nomina del nuovo amministratore delegato è probabile che il titolo recuperi.

Questo, però, accadeva “ieri”. Oggi, dopo il referendum che ha infiammato l’estate, le perdite sono considerevoli. Piero non sa più che cosa fare, il rosso del suo portafoglio ha superato il 20%. Da un lato vorrebbe vendere tutto e tenere i soldi sotto il materasso, dall’altra la sua banca continua a dirgli di tenere duro e di “mediare” sottoscrivendo altre quote dei due fondi (lasciando stare Unicredit su cui la banca non prende commissioni).

Non è la Brexit che ha messo in crisi il portafoglio di Piero, ma la mancanza di un progetto unitario e di un sistema completo per investire.

Come tanti pezzi di un’auto legati tra loro con la colla, essi sono destinati a staccarsi non appena la macchina inizia a prendere velocità.

Cosa Fare se il tuo Progetto di Investimento Affonda a Pochi Metri dalla Riva

Luigi aveva un sistema per investire. Aveva elaborato la sua strategia complessiva, aveva disegnato il proprio portafoglio suddividendolo in tante fette, ed era convinto di aver fatto un buon lavoro, ma la Brexit ha cambiato le regole del gioco. La domanda “che cosa fare ora” lo tiene sveglio di notte, e di colpo le sue certezze sono crollate. Perché?

Se la tua strategia di investimento, inizialmente progettata per il lungo periodo, oggi richiede dei cambiamenti possono essere accadute solo due cose:

  • hai progettato male il tuo portafoglio. La nave che doveva servirti per attraversare l’oceano si è sfaldata dopo pochissimi metri dalla riva ed ora giace sul fondale del parco acquatico di Portofino. Peccato, era così bella…
  • hai progettato un’auto in grado di correre ai 300 km/h ma all’aumentare della velocità ti è preso paura ed hai tolto il piede dall’acceleratore.

In entrambi i casi il progetto, il tuo personale sistema per investire, presenta dei limiti evidenti. O è stato progettato per il breve termine (scenario che la Brexit ha decisamente cambiato), oppure è insostenibile per te a livello psicologico. In altri termini hai fatto un buon piano di investimento, il tuo sistema è ottimo ma ti manca la forza di seguirlo.

Se ti trovi in questa situazione devi per forza di cose ripensare alla tua strategia di portafoglio, modificando il tuo sistema fino a che esso sia veramente orientato al lungo periodo (definito in base ai tuoi obiettivi) e sostenibile a livello emotivo. A nulla ti serve quello che in astratto è il miglior sistema per investire se poi ti manca il coraggio e la forza psicologica per seguirlo.

Quando Cambiare tuo Attuale Sistema per Investire

Se ti trovi in una delle situazioni che abbiamo appena esaminato, cambia il sistema. Se, al contrario, il tuo sistema è ben progettato, ossia è rispettoso dei tuoi obiettivi di lungo termine, e psicologicamente robusto, ossia è abbastanza agevole continuare a seguirlo nonostante tutto, vai avanti. Un esempio concreto ci viene fornito dai PAC. Se hai fatto un programma a lungo termine che risponde alle tue esigenze specifiche, completalo.

Se, al contrario, non te la senti di continuare a versare mese dopo mese quello che avevi messo in preventivo le conseguenze possono essere due:

  • hai corso più rischi di quelli che effettivamente eri disposto a correre. Il sistema per investire che hai messo in piedi per te non va bene, perché magari è “ottimo sulla carta” ma alla prova dei fatti non è psicologicamente sostenibile;
  • quando hai fatto il Pac non hai progettato con cura quello che sarebbe potuto accadere. Ora le perdite accumulate sono troppe per te, e superano di gran lunga quelle che effettivamente puoi sopportare. Da un lato vorresti interrompere i versamenti, ma dall’altra vorresti continuare per mediare agli errori fatti in passato.

In entrambi i casi fai bene a cambiare il tuo piano. Ma non farlo perché “è arrivata Brexit”. Fallo, al contrario, perché erano sbagliate le premesse in base alle quali hai costruito tutto il tuo piano.

Se ti serve aiuto per correggere il tuo progetto di investimento e vuoi imparare ad impostare un sistema per investire efficace e psicologicamente sostenibile iscriviti alla prossima edizione del corso Investitore Libero. Clicca qui per saperne di più.

Giacomo Saver

Direttore e Fondatore della Bert Consulting

26 commenti
  1. La mia analisi a piu’ di una settimana mostra che gli obbligazionari si stanno gonfiando come rospi (cosa gia’ iniziata pre-Brexit) e l’ azionario si sta spostando su difensivi, ciclici, materie prime ed energetici. Se non fosse che questi ultimi dallo scorso anno erano pesantemente sottovalutati, si potrebbe pensare ad una specie di bolla di questi poco giustificata – visto che in Cina non e’ cambiata una virgola. La paventata fuga dall’azionario non si vede proprio, anzi. Caso a parte l’Italia che piu’ che una Borsa e’ un portaspiccioli… 😀

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    1. @ Francesco
      Non credo che gli energetici siano in una bolla, onestamente. Penso piuttosto che si siano ‘rialzati’ grazie alla ripresa del prezzo del petrolio, tu che ne pensi?

      Rispondi
      1. @Giacomo diciamo che sono adesso overvalued sia le materie prime che gli energetici, considerando che le condizioni su petrolio e Cina sono praticamente le stesse dello scorso anno. Cioe’ preoccupanti 🙂 I recenti rally non hanno motivo di esserci.

        Rispondi
    2. @Franco
      il segmento obbligazionario era gia’ molto tirato per effetto della politica monetaria ultraespansiva, il segmento corporate sta seguendo le sue stesse orme. Quello energetico ha solo rimbalzato dopo il violento e recente sell off. Il forte rialzo delle quotazioni di oro ed argento dimostra che siamo in risk off dopo il cigno nero della brexit. La borsa di un paese periferico dell’eurozona non puo’ competere ne’ per varieta’ e composizione che per capitalizzazione con le principali borse mondiali…
      Giginvestitoreconsapevole

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  2. Ciao

    è vero che la Sterlina ha già recuperato tutte le perdite subite col Brexit (o che sta recuperando alla grande)?

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    1. @ Daniele
      Assolutamente no. La Sterlina si è svalutata pesantemente contro euro, salendo fino a 0,84 da 0,76… una bella ‘botta’.

      Rispondi
    2. @Daniele
      La svalutazione della sterlina e’ la prima tangibile conseguenza del post brexit, le altre sono tutte da verificare, fiumi di parole e di commenti ci hanno invaso…
      Giginvestitore

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      1. Buon giorno Gigi, pensi che la Sterlina continuerà la sua discesa? e il dollaro continuerà ad apprezzarsi sull’euro?

        Rispondi
        1. @Simone
          Buonasera Simone, io ho abbandonato le previsioni, visto che sono inutili e controproducenti per i nostri investimenti. Ognuno di noi ha un’idea, una convinzione che pero’ viene smentita puntualmente dal mercato. Il dollaro dovrebbe cambiare direzione al primo rialzo dei tassi, ma quando avverra? per la sterlina e’ invece azzardato fare una qualunque ipotesi, sia giusta che errata, provarci sarebbe una pura scommessa…
          Giginvestitore

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      2. @ Gigi
        Sono d’accordo con te. Staremo a vedere.

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        1. Grazie per le risposte . a presto!

          Rispondi
          1. @Simone
            Di nulla 🙂
            Buon weekend a tutti e dimentichiamoci dei mercati, anche se loro non vanno mai in vacanza…
            Giginv.

          2. @ Simone
            Grazie a te… Alla prossima.

  3. ciao giacomo.sapresti spiegarmi per quale motivo il gilt inglese non si abbassa di valore? ciao e a presto.

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    1. @ Sandro
      Volentieri. Con la Brexit la banca centrale inglese ritorna libera nello stampare moneta e questo rende il gilt un titolo sicuro ed al riparo dal default.

      Rispondi
    2. @Sandro
      perche’ il debito pubblico britannico e’ percepito come bene rifugio per cui le quotazioni ovviamente si gonfiano ed i rendimenti vanno in cantina…
      Giginv

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  4. Personalmente credo che l’azionario americano, i dividend aristocrats ovunque essi siano, e l’azionario paesi emergenti sono il territorio azionario dove mantenere/costruire delle posizioni interessanti nel medio termine.

    i dividendi dati dalle società “dividend aristocrats” sono asolutamente interessanti visti i tassi zero oramai anche in USA, alla fine sono le aziende performanti le uniche che stanno generando ritorni positivi (immobiliare costoso e rischioso, obbligazionario al palo, depositi liquidità allo zero-punto.

    Cosa ne pensate?

    buon pomeriggio

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    1. @Fabri
      il discorso non e\’ semplice, si potrebbe dedicare una parte del portafoglio ai dividend aristocrats, in un\’era di tassi a zero ingolosiscono. Ma:
      affidarsi all\’azionario con la logica del compra e tieni al fine di percepire un reddito costante presenta dei limiti, va sempre monitorato con attenzione senza considerare che quando gli istituzionali decidono di smobilizzare le posizioni non c\’e\’ dividendo che tenga, rischieremmo di rimanere col cerino in mano poiche\’ le perdite supererebbero di gran lunga quanto ricevuto come partecipazioni agli utili.
      Gli emergenti vanno invece maneggiati “con cura ed attenzione”, pena forti bruciature.
      Insomma il mercato non ci porge pasti gratis, studio, analisi, approfondimenti e reale conoscenza dello strumento finanziario sono pressocche\’ fondamentali…
      Giginvestitoreconsapevole

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      1. @gigi

        Ciao Gigi, condivido i tuoi commenti, attenzione sempre massima e monitoraggio dei trend da seguire piuttosto che visioni da implementare.
        C’è però’ una realtà’ di multinazionali che fanno veramente utili e cassa (abbinamento nient’affatto scontato), dunque nettamente migliori di tante aziende “chiavica”.
        “Cash is king” dicono gli anglosassoni: ecco io credo che i dividend aristocrats possano continuare a correre, li sovrappeserei un poco.

        Time will say…
        Fabrizio

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        1. @Fabri
          Grazie Fabri, il mercato non ha le bende e seleziona la qualita’. Puoi sovrappesare in base alla tua propensione al rischio reale e non teorica perche’ prima o poi dovrai sopportare la pressione psicologica derivante dal calo delle quotazioni, nei mercati questa e’ la normalita’. Io dico che il mercato “will say” visto che “market is the boss”…
          Giginv.

          Rispondi
    2. @ Fabrizio
      Credo che ogni scelta di investimento debba essere contestualizzata all’interno di una strategia complessiva che viene prima del “dove” investire. Grazie per il tuo commento.

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  5. io devo ringraziare ufficialmente Giacomo che tempo fa aveva consigliato di comprare un etf corpored bond europa breve termine, ho seguito il suo consiglio e devo dire che per il momento mi sta dando delle piccole soddisfazioni non solo per i rendimenti interessanti, ma anche perché mi erano stati sconsigliati dalla banca e avevo dovuto insistere non poco per comprarli grazie

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    1. @Nico
      Devi ringraziare Daniele e SuperMario. Le banche fanno ostruzionismo per la pressione ricevuta che le obbliga a proporre “prodotti della casa”…
      Giginvestitore

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    2. @ Nico
      Grazie a te. Se lo ritieni utile condividi con i tuoi amici gli articoli che sono stati utili a te. Per qualunque domanda sono qui 🙂

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  6. buongiorno
    sto valutando l’opportunità di poter partecipare al Corso di Investitore Libero, ma non sono sicuro di essere all’altezza per poter comprendere i contenuti, poiché ho sempre demandato la banca nella gestione del mio portafoglio.
    Cosa mi potete suggerire? il corso è adatto anche per quelli che, come me, sono a “digiuno” di gestione del denaro?
    grazie per la risposta
    Aldo

    Rispondi
    1. @ Aldo
      Investitore Libero è un corso che parte da zero ed insegna come muoversi nella gestione dei risparmi in modo autonomo. Prima del corso in aula manderemo (nel mese di marzo 2017) un pre corso video che potrà vedere comodamente a casa in cui daremo alcune nozioni base utili per avere le nozioni necessarie per seguire le lezioni.

      Le uniche nozioni che servono (e che non saranno trattate nel pre corso) sono relative ai calcoli percentuali, il resto lo vedremo nel dettaglio. Se si iscrive alla pagina investitorelibero.it oltre ad avere il programma dettagliato del pre corso troverà anche un numero di telefono al quale rivolgersi per valutare insieme a me l’opportunità o meno di iscriversi al corso.

      La ringrazio per il suo interessamento e spero di sentirla presto.

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