Rialzo dei Tassi: Effetti per Azioni, Commodities ed Obbligazioni

Rialzo dei Tassi: Ecco gli Effetti sui Tuoi Investimenti

 

Articolo aggiornato il 14 dicembre 2017

Il rialzo dei tassi da parte della Fed è avvenuto, come i mercati attendevano da tempo, ed ha portato il nuovo livello all1,50%. La crescita attesa dell’Economia Usa per il 2018 è del 2,60% grazie anche agli stimoli offerti dalla riforma fiscale.

Un rialzo dei tassi avrà effetti diversi sul tuo portafoglio a seconda del tipo di strumento finanziario “coinvolto” nell’evento. Per paradosso ad essere più colpite saranno le commodities, seguite dalle obbligazioni e, forse, dalle azioni.

L’aumento dei tassi di interesse da parte della Fed probabilmente sarà seguito dalle altre Banche Centrali, segnando la fine della politica monetaria accomodante ed avrà un impatto negativo sulle quotazioni di molti investimenti finanziari.  La ragione è  molto semplice: un aumento dei tassi di interesse rende meno conveniente la detenzione di attività finanziarie che non generano flussi di cassa periodici. Ecco perché le commodites e le obbligazioni a scadenza fissa saranno le classi di attivo più penalizzate in un caso come questo.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire come mai le azioni sono più difensive dei bond e delle stesse materie prime come l’oro, il bene rifugio per eccellenza.

Rialzo dei tassi: effetti sull’oro

Sebbene ci sia una credenza molto forte circa la correlazione negativa tra il rialzo dei tassi di interesse e l’andamento del metallo, la realtà dei fatti è completamente diversa. Il coefficiente di correlazione tra le due grandezze è piuttosto debole ed instabile, per cui non è possibile stabilire con certezza a priori se il prezioso scenderà o crescerà in seguito all’aumento dei tassi Fed.

Il motivo principale per cui un rialzo dei tassi dovrebbe penalizzare l’oro sta nel fatto che esso è un bene infruttifero. Il guadagno che ne deriva dal possesso è unicamente determinato dalle oscillazioni di prezzo del metallo. Ora, se i tassi crescono, il mancato guadagno dalla detenzione del prezioso cresce, perché chi ha scelto di investire in oro rinuncerà ai rendimenti più elevati offerti dalle azioni e dalle obbligazioni.

Il coefficiente di correlazione tra l’andamento dell’oro e quello dei tassi è stato, dal 1970 al 2015, di appena lo 0,28%, decisamente basso per essere considerato significativo.

Negli anni ’80, ad esempio, la quotazione dell’oro cresceva a dispetto dei continui rialzi dei tassi perché il metallo veniva considerato una forma di protezione contro gli effetti di una crescente inflazione.

Ad incidere sull’andamento dell’oro è  solo il rialzo (od il ribasso) dei tassi Usa, perché entrano in gioco fattori ben più importanti e complessi come, ad esempio:

  • la domanda e l’offerta del metallo sui mercati globali
  • le attese di inflazione.

Aumento dei tassi: effetti sulle obbligazioni

Un rialzo dei tassi avrà effetti diversi sulle obbligazioni, a seconda che le stesse siano:

  • bond a tasso fisso
  • bond a tasso variabile

Nel primo caso il ribasso sarà più sensibile, a motivo del fatto che i vecchi titoli, emessi quando i rendimenti erano inferiori, oggi offrono cedole poco attraenti. L’ideale sarebbe che le nuove cedole fossero più alte di quelle vecchie, così da inglobare il nuovo livello dei rendimenti, ma ciò – per definizione – non è possibile.

Ecco allora che gli investitori inizieranno una migrazione tra i vecchi bond che offrono cedole troppo basse in relazione al nuovo livello dei tassi di interesse verso obbligazioni di nuova emissione, i cui interessi periodici, pagati sotto forma di cedole, sono “allineati” con i più alti tassi di interesse.

Un rialzo dei tassi di interesse farà scendere le quotazioni delle obbligazioni a tasso fisso preesistenti, poiché le stesse sono meno competitive rispetto a nuovi bond dotati di cedola più alta.

In seguito ad un rialzo dei tassi di interesse le obbligazioni a tasso fisso diventano una “trappola” che imprigiona l’investitore in una gabbia dalla quale non può uscire fino alla scadenza del titolo. Tanto più questa è vicina, meglio è, perché l’investitore potrà rientrare in possesso delle somme impiegate per reinvestirle a tassi più alti. Ecco perché gli effetti di un rialzo dei tassi saranno tanto più deleteri quanto più lunga è la vita residua del titolo stesso.

Le obbligazioni a tasso variabile, invece, subiranno oscillazioni molto più limitate. Grazie alla possibilità di “adeguamento” delle cedole future, in caso di aumento dei tassi, i “nuovi interessi” pagati da ora in poi saranno adeguati al nuovo livello del costo del denaro, compensandone così l’effetto ed evitando una discesa delle quotazioni dei bond “incriminati”.

Durante le fasi di possibili rialzi dei tassi è più opportuno detenere obbligazioni a tasso fisso a scadenza corta, oppure bond a tasso variabile per limitare gli effetti sui prezzi di un movimento del livello dei tassi stessi.

Ti suona familiare tutto ciò?

Rialzo dei tassi: effetti sulle azioni

Un rialzo dei tassi di interesse potrà avere due effetti diversi sulle azioni:

  • depressivo se si tratta di aziende che hanno una crescita degli utili bassa o nulla (come, ad esempio, le utility)
  • benefico se ci troviamo in presenza di una fase favorevole dell’economia con utili aziendali in crescita.

Facciamo un viaggio indietro nel tempo ai primi anni 2000. I tassi salivano, per mano dell’allora Governatore della Fed Alan Greenspan, ma stranamente, ad ogni rialzo seguiva un aumento delle quotazioni della borsa. Come mai?

Se hai letto con attenzione quello che ho scritto fino a qui ora dovresti conoscere la risposta…

In presenza di un ciclo economico favorevole un rialzo dei tassi è la conferma che l’economia “corre”. E con essa crescono le stime circa il futuro andamento dei dividendi; se questi crescono il loro nuovo “livello” sarà tale da “più che compensare” l’aumento dei tassi. Ecco dunque che se i dati provenienti dal fronte macroeconomico confermano la “robustezza” della ripresa economica, le azioni potranno essere favorite anche durante una fase di crescita dei tassi.

Devi però fare attenzione a quando finirà la crescita probabile degli utili, perché nel momento in cui essa finirà sarà bene alleggerire gli investimenti in azioni.

Un rialzo dei tassi avrà effetti diversi sulle azioni, commosities ed obbligazioni. Strumenti finanziari diversi rispondono ad un medesimo evento in modo diverso, il che rende necessario un “buon” progetto di investimento a monte ed un suo corretto monitoraggio nel “durante”.

Rialzo tassi Fed: effetti sul dollaro

L’aumento dei tassi da parte della Fed dovrebbe rafforzare il dollaro, poiché grazie al fatto che i rendimenti in tale valuta sono saliti, un numero maggiore di investitori vorrà detenere la divisa americana.

La ragione per cui la Fed ha atteso un po’ prima di rialzare i tassi è duplice:

  • dal lato dell’economia finanziaria un aumento troppo “precoce” avrebbe depresso le quotazioni di azioni ed obbligazioni, facendo riemergere lo spettro di una recessione causata da un impoverimento delle famiglie
  • dal lato dell’economia reale un dollaro forte avrebbe frenato l’economia usa riducendo le esportazioni ed aumentando le importazioni.

Ora che la locomotiva Usa ha ripreso a correre il dollaro potrà tornare ad apprezzarsi, regalando performance superiori agli iscritti all’Investment Club grazie al progressivo accumulo, avvenuto nei mesi scorsi, di attività espresse in dollari.

Il modo migliore per investire con i tassi in crescita

Se non è immediato stabilire una relazione univoca tra l’andamento dei tassi ed i mercati finanziari, è tuttavia vero che un portafoglio equilibrato sarà in grado di offrire rendimenti elevati in diverse situazioni di mercato.

Come scrive Bernstein “la migliore asset allocation è quella che ha maggiori probabilità di performare bene in diverse condizioni di mercato”. In mancanza di indicazioni migliori puoi iniziare a costruire un buon portafoglio usando alcuni ottimi ETF diversificati.

 

36 commenti
  1. Buongiorno Giacomo,
    grazie per l’ennesimo articolo chiaro e molto utile per chi cerca, come me, di farsi una cultura finanziaria di base.
    Una domanda: pensi che titoli di stato indicizzati all’inflazione europea siano più convenienti di quelli indicizzati a quella italiana, visto che da noi i prezzi stentano a ripartire?
    E poi: andare sul tasso variabile permetterebbe di allungare anche la scadenza delle obbligazioni, visto che il rendimento si adegua all’inflazione?
    Grazie e buon lavoro.

    Rispondi
    1. @ Elena
      I titoli indicizzati all’inflazione europea sono più convenienti per il semplice fatto che danno più scelta. Gli unici titoli indicizzati all’inflazione italiana sono i BTP Italia che oltretutto stanno andando in scadenza. Investire sul tasso variabile permette di allungare la durata delle obbligazioni, perché queste ultime sono poco sensibili ad un possibile futuro rialzo dei tassi.
      Grazie per il tuo commento e alla prossima 🙂

      Rispondi
  2. una domanda: teoricamente l’azionario e’ piu’ rischioso rispetto all’ obbligazionario. E’ probabile che in virtu’ di un rialzo dei tassi (e quindi con le nuove obbligazioni che offriranno tassi migliori) vi sia pure una “migrazione” dall’ azionario alle nuove obbligazioni ? e quindi con relativo crollo dell’azionario.. grazie

    Rispondi
    1. @ Giulia
      In linea teorica sì, A MENO CHE non ci sia una salita prolungata degli utili societari che permetterebbe alle azioni di continuare a crescere. Se gli utili crescono più velocemente di quanto lo facciano i tassi allora non ci dovrebbe essere nessun movimento di denaro dalle azioni alle obbligazioni. Tenga anche presente che i tassi sono così bassi oggi che occorrerebbe “un bel rialzo” per rendere i bond davvero più interessanti delle azioni.

      Rispondi
  3. tutto chiaro Giacomo, ma permettimi soltanto un’ osservazione. In un video dei tuoi, al fine di costruire un portafoglio che permettesse sonni tranquilli, veniva consigliato l’acquisto di oro tramite strumenti ETC. Allora dobbiamo acquistarlo o no? grazie della risposta.

    Rispondi
    1. @ Michele
      Dipende dai tuoi obiettivi di investimento, dal grado di rischio che vuoi dare al portafoglio e dalla correlazione che l’oro ha con gli altri componenti. All’interno di un portafoglio ben costruito una parte di oro potrebbe starci…

      Rispondi
  4. Ciao giacomo. In questo contesto cosa ne pensi di obbligazioni indicizzate all’inflazione?

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    1. @ Luca
      Non è questione di contesto, caro Luca. La scelta di inserire o meno titoli indicizzati all’inflazione va fatta a monte, al momento della progettazione del portafoglio. Se il tuo piano prevedeva la possibilità di comprarle e non lo hai ancora fatto oggi potrebbe essere un buon momento per farlo. Grazie per la domanda e a presto 😉

      Rispondi
  5. Buongiorno Giacomo,
    Avere un 5 % di etf inflation linked USD per un portafolio rischio medio in questo periodo può essere adatto.? Grazie

    Rispondi
    1. @ Anna
      Direi di sì, ma per una risposta completa e puntuale bisognerebbe vedere come è composto il resto del tuo portafoglio… Grazie per avermi scritto e buon proseguimento con SegretiBancari…

      Rispondi
  6. Grazie Giacomo per questo illuminante articolo!
    Avrei due domande:

    1. l’aumento dei tassi Usa può generare quegli effetti anche in Europa (dove invece la BCE pare essere ben lontana dall’aumento dei tassi…) ?

    2. all’interno del parte Obbligazionaria del nostro portafoglio potrebbe essere opportuno inserire anche un ETF di titoli a tasso variabile? Io ho trovato questi su BorsaItaliana.it. Vedi controindicazioni?

    Lyxor UCITS ETF Barclays Floating Rate Euro 0-7Y (FR0012386696)
    Amundi ETF Floating Rate Euro Corporate 1-3 UCITS ETF (FR0012005734)

    Grazie
    Massimiliano

    Rispondi
    1. @ Massimiliano
      Rispondo con grande piacere alle sue domande.
      Un eventuale rialzo dei tassi negli Usa impatterebbe sugli investimenti in dollari. Difficilmente avrebbe ripercussioni sulla zona euro (in linea teorica perché poi i mercati “vanno dove gli pare”).
      In un portafoglio diversificato ci devono essere sia i titoli a tasso variabile sia quelli indicizzati all’inflazione.
      Complimenti per il suo lavoro: gli ETF che ha individuato vanno molto bene 🙂
      Per qualunque domanda o dubbio sono qui per Lei. Buon fine settimana e a presto.

      Rispondi
      1. in effetti un rialzo dei tassi è avvenuto anche nella zona euro ,già da fine agosto (vedi i vari ETF obbligazionari in euro ) ,pur attuando una politica opposta dalla FED , la BCE con il Q.E. , l ‘ Europa segue a ruota quello che succede negli USA , non dovrebbe essere cosi ?

        Rispondi
        1. @ Marco
          E’ opportuno fare dei “distinguo”.
          Se parliamo di tassi ufficiali, quelli delle Banche Centrali, Europa ed Usa si stanno muovendo su fronti distinti ed opposti, al momento. Se, invece, parliamo di tassi di mercato le cose cambiano ed il movimento rialzista dei tassi è “arrivato” anche da noi, a ribadire quello che dico da tempo: la globalizzazione dei mercati ha aumentato le correlazioni tra le diverse classi di attivo complicando un pochino le cose.
          Grazie per la precisazione e buona settimana…

          Rispondi
  7. Grazie per l’articolo molto chiaro. Solo una riflessione: come si riflette l’aumento dei tassi sui paesi emergenti. Una quota del portafoglio è composta anche da questo tipo di investimenti. Grazie

    Rispondi
    1. @ Paola
      Grazie per il commento. Un rialzo dei tassi Usa dovrebbe penalizzare i bond emergenti (ed infatti ciò è avvenuto) perché il costo del loro debito cresce. Dal lato azionario gli effetti sono molto più sfumati perché, di per sé, gli utili societari non dovrebbero risentire del più alto costo del denaro, a meno che si tratti di imprese molto indebitate e per lo più in dollari.
      Se ha altre domande o se non sono stato chiaro la prego di riscrivermi. Grazie.

      Rispondi
  8. Salve Giacomo,
    tenuto conto di un imminente rialzo dei tassi perlomeno in USA, come potrebbe variare l’andamento dei fondi denominati Bond Ero High Yeld?
    Grazie per l’attenzione Fernando

    Rispondi
    1. @ Fernando
      Non dovrebbero risentirne più di tanto, perché a guidare l’andamento di questi bond è lo spread tra il loro rendimento e quello dei titoli di Stato aventi pari durata. Ora con la ripresa economica in atto e con la ricerca di maggiori rendimenti da parte degli obbligazionisti, gli spread dovrebbero ridursi e i prezzi crescere anche in presenza di un rialzo dei tassi di mercato. Questo, ovviamente in teoria, poi vedremo in pratica cosa accadrà. Grazie per la domanda molto interessante e pertinente…

      Rispondi
  9. ciao , ti seguo da circa un anno e devo dire che parecchie nebbie me le hai diradate (soprattutto in merito ai costi dei fondi e la convenienza degli etf), Qualche (parecchi) dubbi pero’ mi permangono. In merito, ho in portafoglio un etf IE00B3DKXQ41 obbligazionario diverisficato da 1 a 10 anni (e piu’), (che ha appena pagato una cedola di 1% netto). Stando a quanto hai detto dovrei convertirlo in qualcosa di diverso? Grazie

    Rispondi
    1. @ Franco
      E’ difficile risponderti senza avere indicazioni precise in merito al tuo portafoglio globale ed ai tuoi obiettivi di investimento. L’ETF che citi è poco correlato con le azioni, per cui potrà fare parte di un portafoglio ben diversificato, ma bisognerebbe valutare altri aspetti quali, ad esempio, il peso che il titolo ha sul portafoglio e la sua “interazione” con gli altri strumenti che hai in portafoglio.
      E’ stato un piacere esserti utile a diradare la nebbia. Se continuerai a seguirmi vedrai che il sole splenderà ovunque sul tuo portafoglio 🙂
      Un abbraccio e buona settimana…

      Rispondi
  10. Dal tuo articolo ricavo che bisogna puntare sulle obbligazioni a tasso variabile e a media scadenza.Non ho visto alcuna osservazione sugli ETF,ti pregherei di dare uno sguardo ai miei e comunicarmi eventuali accorgimenti.Grazie

    Rispondi
    1. @ Emilio
      Non è detto… Quello che scrivo qui ha carattere generale nel caso specifico bisogna valutare. Piergiorgio Fontanella ti contatterà a breve per rispondere alla tua giustissima domanda, grazie.

      Rispondi
  11. Non risentendo i bond a tasso variabile dell\’aumento dei tassi, in linea generale quale e\’ meglio preferire tra le corte,medie e lunghe scadenze?? A proposito invece di commodities, l\’ imminente e molto probabile aumento della tassazione sulla benzina non credi deprimera\’ le quotazioni azionarie delle aziende italiane del settore petrolifero che hanno beneficiato della riduzione della produzione di petrolio finora??

    Rispondi
    1. @ Alex
      Per i titoli a tasso variabile non si pone il problema delle scadenze, perché l’indicizzazione delle cedole annulla l’equazione secondo la quale “tanto più un titolo ha scadenza lunga tanto più è rischioso”. La scadenza dei bond a TV diventa quindi una questione di preferenza individuale e di obiettivi di investimento.

      Non sono in grado di fare previsioni e non investo sulla base di quello che penso potrà accadere, per cui non saprei cosa dirti.

      In linea di massima la manovra dovrebbe essere ininfluente perché la domanda di benzina è piuttosto insensibile agli aumenti di prezzo (gli economisti parlano di domanda anelastica) ed è questo il motivo per cui le accise colpiscono spesso gli idrocarburi.

      Se al crescere del prezzo la quantità domandata non scende le compagnie dovrebbero essere poco o nulla penalizzate dall’accisa.
      Grazie per le tue domande, davvero interessanti, e a presto.

      Rispondi
  12. Salve, le chiedo un chiarimento: In definitiva, se i tassi salgono le obbligazioni a tasso fisso perdono dal momento che avendolo bloccato rispetto a un rialzo perdono un rendimento che potrebbero avere se non lo fossero, contrariamente se sono a tasso variabile avranno le cedole adeguate al rialzo e otterranno interessi maggiori adeguandosi all’andamento del costo del denaro e ottenendo un maggior rendimento; in caso di cambio con quelle nuove variabili bisogna essere vicini alla scadenza x non subire perdite eccessive, quindi meglio bond fissi a scadenza breve o variabili x evitare questo rialzo.
    Mentre x le azioni dipende dall’azienda su cui le azioni son investite 8dimensioni etc) che van a influire sui rendimenti anche se il ciclo economico è molto favorevole, poi una volta in ribasso si valuta gradualmente l’uscita. Ho inteso giusto o se mi puo’ dire dove sbaglio? Le comodities (materie prime) aumentano di valore a seconda del rialzo dei tassi e dal materiale, mentre il denaro aumenta se c’è il rialzo (sempre se la banca te li riconosce)..ma vale la pena utilizzare le materie prime? A meno che non si conosca il settore….

    Rispondi
    1. @ Roberto
      Ha inteso bene. Le materie prime di solito sono vulnerabili a rialzi dei tassi perché non pagano interessi periodici in grado di “ammortizzare” il colpo provocato da un più elevato costo del denaro. Se lei detiene un’obbligazione che paga interessi, potrà reinvestire i proventi ad un tasso più alto, qualora i rendimenti siano cresciuti, limitando così l’effetto di un rialzo dei tassi.
      Al contrario, come dice Buffett, un lingotto di oro è un pezzo di metallo che non fa nulla ed è infruttifero: non offre frutti periodici che possano essere reinvestiti. Per questa ragione le commodities vanno inserite con cautela all’interno di un portafoglio di investimento.
      Occorre selezionare quella “giusta” – ossia poco correlata con le classi di attivo tradizionali – e dosare bene la quantità che mettiamo in portafoglio…

      Rispondi
  13. Ho da qualche mese un etf bond paesi emergenti che fare ora. Mi sembra che abbia duration 5 anni cosa significa cioè anche se il prezzo scende fra 5 anni ripartirà ma ha che prezzo

    Rispondi
    1. @ Emanuel
      Il fatto che si chieda cosa fare con un investimento esistente mi fa supporre che quando ha fatto l’acquisto non avesse una strategia per investire, dico bene?
      Si tratta di un errore piuttosto comune, ma ci rifletta perché senza un piano ogni investimento perde di significato.

      Detto ciò una duration pari a 5 anni significa che entro quel termine le quotazioni dell’ETF dovrebbero tornare grosso modo ai valori di acquisto. Nel suo caso il problema è reso più delicato dal fatto che essendo investimenti esteri il cambio può fare la differenza. Se ho dei dollari in tasca il loro numero non cambia, ma cambia il loro controvalore in euro anche se le banconote in valuta sono esattamente le stesse…

      Non si lasci prendere dal panico e tenga l’etf. Con il tempo le cose dovrebbero cambiare.

      Rispondi
  14. Le azioni sono in genere ai massimi. In qualche modo questa manovra può essere interpretata (almeno teoricamente) come una conferma che non siamo in una bolla? Buon giorno e Grazie.

    Rispondi
    1. @ Giusto
      Credo di sì. Non c’è nessun indicatore che segnali che ci troviamo in una bolla speculativa: le quotazioni azionarie non sono a buon mercato ma nemmeno care in relazione agli utili, i trend sono positivi e le economie crescono.
      I rischi ci sono e ci saranno sempre e possono essere eliminati in primo luogo con una diversificazione di portafoglio, ma non vedo grossi pericoli per chi sa ciò che fa con i suoi soldi ed è consapevole dei ribassi temporanei che potrebbero arrivare.

      Rispondi
  15. Articoli molto interessanti,ti seguo con molto piacere e riesco sempre ad apprendere cose nuove e suggerimenti utilissimi. Un consiglio su un portafoglio diversificato con orizzonte da 4. 5 anni è utile inserire ETF Pimco low IE00BP9F2J32. Grazie Buona serata

    Rispondi
    1. @ Franco
      Dipende da come è costruito il portafoglio e da quali obiettivi ti poni. L’ETF che citi potrebbe essere un buon prodotto da inserire in portafoglio, ma non da solo.
      Grazie infinite per i complimenti e alla prossima 😉

      Rispondi
  16. Gentile Giacomo Saver

    Ti seguo da un pò di tempo e ti vorrei ringraziare innazitutto dei tuoi preziosi consigli.
    Ora mi trovo disorientato riguardo un ETFS Physical Gold (PHAU) isin JE00B1VS3770
    seguendo le tue indicazioni un rialzi dei tassi avrebbe un esito negativo sul prezioso.
    Cosa vuol dire che sia il momento di liberarsene anche se ora è in negativo?

    Rispondi
    1. @ Dario
      Mi dispiace che tu sia rimasto sorpreso per le cose che hai letto, ma occorre fare una premessa. Le analisi che leggi qui non sono un invito a investire in un certo strumento o a non farlo. Ognuno deve fare le sue valutazioni e il sito SegretiBancari è solo il primo passo da compiere.

      Se vuoi davvero sapere dove e come investire costruendo un portafoglio completo con il mio supporto pieno hai due possibilità:

      a) venire al mio corso dal vivo Investitore Libero ed imparare una strategia completa per investire

      b) iscriverti al mio servizio Investment Club e sapere esattamente dove investire, quando farlo e quando vendere grazie ad appositi portafogli modello ottimizzati.

      Tempo fa mi scrisse un lettore dicendo che aveva comprato le BEI in Lire Turche come aveva letto qui e che stava perdendo. Mi dispiace, gli dissi, in effetti erano da vendere e difatti agli abbonati all’Investment Club inviammo un apposito segnale di uscita, ad un certo punto.

      Ma una volta affrontato l’argomento nelle sue linee generali qui non diedi più seguito all’argomento. Non prendere alla lettera ciò che scrivo perché l’obiettivo di SegretiBancari è quello di aiutarti a fare scelte consapevoli, ma non a costruire un portafoglio completo.

      Per quello ci sono le risorse che ti ho segnalato…

      Rispondi
  17. Salve Sig.Saver, in questo articolo lei spiegate le correlazioni tra i tassi di interesse e oro-bond-azioni-valuta.
    Vorrei chiedere gentilmente una precisazione.
    Se la Bce alza i tassi di interesse allora :
    1 Il ricorso al credito per le aziende è più costoso, quindi si riducono investimenti e cala la produzione di beni e servizi
    2 Il ricorso al credito per i privati è anch’esso più oneroso, si riducono pertanto i consumi
    3 Riducendosi i consumi le aziende si vedono costrette a ridurre i prezzi
    4 Vi è pertanto una riduzione di liquidità all’interno del sistema economico
    5 Matematicamente aumentando i rendimenti dei titoli di stato cala il prezzo dei titoli stessi
    6 Aumenta l’interesse per la detenzione della valuta che si apprezza causando quindi un calo del prezzo delle commodities

    Visti i punti 5 e 6 dove ad un aumento dei tassi di interesse cala sia il prezzo dei titoli di stato sia il prezzo delle commodities , CHIEDO PER QUALE MOTIVO tutte le informazioni riguardanti queste due variabili mi indicano che ad una diminuzione dei prezzi dei titoli di stato corrisponde un aumento dei prezzi delle commodities .
    Ultima domanda: Qual’è la relazione tra tasso di inflazione e tasso di rendimento /prezzo dei titoli di stato?
    Grazie,saluti.

    Rispondi
    1. @ Marco
      In economia la matematica serve a poco. Non siamo di fronte ad una scienza come la fisica, le cui leggi sono immutabili, ma ad un’arte, il cui fluire è condizionato dalla psicologia umana non riconducibile a formule.
      In finanza ci sono tanti paradossi di cose che “sono ma non dovrebbero essere” secondo l’applicazione di formule e modelli, purtroppo.

      Rispondi

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