Tre Sfide per i Mercati Azionari nel 2019

Mercati Azionari in preda all'incertezza nel 2019

L’anno appena iniziato si è aperto nel segno dell’incertezza e del recupero dei principali listini. Ma le nubi all’orizzonte non si sono ancora dissolte: tre incognite decideranno la direzione dei mercati azionari nel 2019.

Mercati Azionari 2019 e Banche Centrali

Con il nuovo anno finisce il Quantitative Easing a livello planetario. L’enorme massa di liquidità che le Banche Centrali hanno iniettato nel sistema economico per farlo ripartire dopo la crisi del 2008 sta per prosciugarsi.

La BCE ha terminato il piano di acquisto di titoli del debito pubblico, mentre la Federal Reserve ha iniziato il percorso di rialzo dei tassi di interesse.

La fine dell’era del “denaro a basso costo” avrà importanti ripercussioni sui mercati azionari nel 2019: essi diventeranno più efficienti e selettivi, andando a penalizzare le società con elevate quotazioni rispetto ai fondamentali.

I più elevati tassi di interesse faranno scendere le quotazioni dei bond in circolazione, mentre renderanno più appetibili quelli di nuova emissione.

Nel 2019 ci Sarà una Recessione Globale?

I modelli economici che usiamo hanno evidenziato i segnali del rallentamento economico già a fine 2018. L’economia mondiale sta decelerando la sua corsa, ma è presto per dire se si tratta di un rallentamento o di una vera e propria recessione.

La paura per un ristagno delle economie, e la conseguente discesa degli utili, ha schiacciato le borse, in discesa dall’autunno 2018. Se i timori si dimostreranno eccessivi le quotazioni riprenderanno a crescere. Al contrario, un peggioramento della congiuntura non “scontato” dalle quotazioni attuali provocherà ulteriori ribassi sui mercati azionari.

La Politica e i Mercati Azionari nel 2019

Come una sorta di “ritorno al passato” la politica è ritornata a decidere pesantemente il futuro dei listini. Essa plasma e definisce gli umori degli investitori, decidendone il comportamento sui mercati finanziari.

In uno scenario di persistente incertezza le vicende politiche contribuiscono a rendere instabile il “sistema”. Ecco, in sintesi, gli elementi cui prestare attenzione.

Le Sfide di Trump

I dazi imposti dal Presidente nei confronti della Cina e la “Guerra Fredda” tecnologica con il colosso asiatico sono una delle principali fonti di incertezza.

L’allarme utili lanciato da Apple è l’esempio concreto di come il ritorno alle politiche protezionistiche sia più dannoso che mai per l’economia mondiale.

L’ingerenza presidenziale nelle scelte fatte dalla Banca Centrale sono un altro segno di arroganza che non piace agli investitori, perché minano la credibilità dell’Istituto di Emissione assoggettandolo al potere politico.

Le Elezioni Politiche e il Futuro dell’Europa

L’Eurozona è in preda ad una crisi di identità. La manovra economica dell’Italia è passata per un pelo, costringendo la Commissione ad accettare un compromesso. Da un lato si voleva evitare una nuova crisi, dall’altro non si voleva generare un pericoloso precedente per altri Stati.

Le elezioni di maggio ci diranno quale Europa uscirà dalle Urne e cosa attenderci per il futuro.

Il “Casino” BREXIT

L’uscita del Regno Unito dall’Europa comunitaria è un altro segnale di incertezza. Che potrebbe pesare in un verso o nell’altro, sui listini azionari.

E’ Tempo di Capire!!

Come ti comporti in questo scenario di mercato? La maggior parte degli investitori è ferma, la paura ha gelato l’azione. Ma questo nasconde un problema più profondo: la mancanza di una chiara strategia di investimento.

Non è grave stare fermi adesso. E’ grave non sapere perché lo si fa e non avere idea di cosa debba accadere per “fare qualcosa”.

Se anche tu avverti questo senso di smarrimento, il corso on line gratuito A Scuola di Investimenti ti sarà di grande aiuto.

Giacomo Saver – Segretibancari.com

8 commenti
  1. il problema per comprendere la direzione dei futuri investimenti e che il quantitative esing non a portato a quella crescita che le banche centrali si aspettavano la situazione non e cambiata, la diversificazione a causato perdite di capitale tra i risparmiatori e alti guadagni ai collocatori creando disaffezione verso gli investimenti che non possono più essere denominati come risparmi, per avere una chiara strategia di investimento bisogna tornare ai classici investimenti di una volta prediligendo quelli che anno perso di più e che garantiscono ancora un rimborso del capitale investito a scadenza d’altronde e ancora troppo presto per comprendere quando gli indici abbiano finito di perdere e accollarsi delle quote variabili di questi periodi non e una buona strategia.

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    1. Quali sarebbero i ‘classici investimenti di una volta’?

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      1. dai che lo sapete quali sono, soltanto che non fanno colpo sono quelli che ti garantiscono il capitale investito a scadenza li comperi a 90 ,99, 85,94 in questi giorni dove pensate che vengano dirottati i grandi capitali delle compagnie di assicurazione per garantire un interesse ai clienti sono momenti di saldi di qui bisogna approfittare d’altronde le compagnie di assicurazione vita sono quelle che anno guadagnato o almeno conservato il capitale dei propri clienti grazie a un portafoglio enorme diversificato su un unico indice, se ai titoli comprati a 90 che ora quotano 110 o addirittura di più puoi permetterti anche di avere in portafoglio titoli che anno subito perdita di valore senza che il tuo investimento perda nel suo insieme certo per fare questo ci vogliono capitali enormi sparsi nel tempo ma la strategia funziona anche per piccoli investimenti basta crederci e provarci.

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        1. @ Sandro
          Le Assicurazioni vita rischiano il downgrade di S&P a causa della abnorme quantità di titoli di stato in cui hanno investito. Lo sapevi?

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          1. Che dire? Contento lui…

  2. allora cosa facciamo disinvestiamo tutte le polizze vita e comperiamo tutte azioni nel 2019 evitando titoli di stato per dare ascolto a S&P in onore alla diversificazione che a generato solo perdite durante il 2018?

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    1. @ Sandro
      Certo che no… ci mettiamo prima di tutto a studiare per costruire un portafoglio personalizzato e coerente con il nostro atteggiamento mentale: https://www.segretibancari.com/ascuoladiinvestimenti/

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  3. Forse il lettore sopra non è stato ben chiaro, ho fate finta di non capire. Sta solo dicendo che per alcuni anni queste compagnie hanno acquistato titoli di stato con rendimento quasi negativo e che a qualcuno devono sbolognare sottoforma di polizza o fondo comune. Ma se un risparmiatore compra un titolo di stato esempio btp decennale con rendimento 3% pagato 99, oppure 1,5% pagato 95, ci sputate sopra?
    State scherzando vero?

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