Yellen Fed: il rialzo dei tassi sarà graduale

La Yellen della Fed ha dichiarato che negli Usa il rialzo dei tassi sarà graduale

Al meeting della Fed la Yellen ha dichiarato che l’economia Usa gode di buona salute, e che pertanto il rialzo dei tassi sarà graduale. E’ la notizia che aspettavamo?

Le parole che Yellen della Fed avrebbe pronunciato mercoledì 12 luglio erano molto attese dagli operatori finanziari. Negli ultimi anni, come sai, sono state le banche centrali a dominare la scena guidando le borse verso grandi rialzi grazie alle politiche monetarie accomodanti. Niente di nuovo sotto il sole.

In questo caldo luglio 2017, tutti attendevano con trepidazione le parole della prof.ssa Yellen.

Tutti meno me 🙂

I mercati pendono dalle labbra della Yellen… o no?

A giudicare da come hanno reagito i mercati nella giornata di mercoledì, sembra che lo storno momentaneo possa dirsi finito. In effetti è da un po’ che la tendenza dei mercati è orientata alla lateralità, più che non al ribasso ed il motivo è ravvisabile, secondo me, in due ragioni precise:

  • gli investitori sanno che i banchieri centrali sono pronti a correre in loro soccorso qualora le borse precipitassero
  • le economie continuano a crescere, seppur un po’ più “pigramente” del passato.

Gli Usa restano il mercato più importante a livello mondiale per cui va sempre tenuto in considerazione e sotto osservazione anche se non vi hai investito direttamente.

In una newsletter dedicata agli Amici che hanno partecipato alle vecchie edizioni di Investitore Libero, scrivevo così, il 10 luglio:

… alla luce di ciò io inizierei a ridurre il peso delle azioni Usa in portafoglio spostandomi su Europa ed Emergenti.

Il ragionamento che sta alla base della mia affermazione è molto semplice

Perché ho ascoltato le news della Fed con un certo distacco

“Sono un imbecille con il raro privilegio di saperlo”. Per questo mi RIFIUTO di fare previsioni circa il futuro andamento dei mercati. Per sapere quando entrare e quando uscire dgli investimenti uso degli appositi indicatori, semplici nell’elaborazione ma efficaci nelle indicazioni, e mi affido solo ad essi.

La mia filosofia di investimento è piuttosto semplice e, devo dire, funziona senza fare miracoli tipo trasformare 200.000 euro in un milione.

Da due mesi il mio sistema indica che gli Usa stanno crescendo ma la loro corsa sta rallentando. La Yellen della Fed ha detto che l’economia “continuerà ad espandersi ad un ritmo moderato nei prossimi due anni.” Noti qualche analogia?

Il solo studio dell’evoluzione economica non è sufficiente per affermare che è tempo di abbandonare l’azionario americano. Manca, ancora, la conferma dall’indicatore psicologico che, forse, non arriverà tanto presto.

Un altro fatto degno di rilievo è che se la borsa Usa “tiene”, essa sta comunque perdendo spinta (se facciamo le valutazioni in euro) nei confronti dei mercati europei ed emergenti. Grazie ad un altro modello, creato da me sulla base di un noto indicatore, era evidente che la forza relativa degli Usa era in deterioramento.

Ecco perché ho fatto l’affermazione che hai trovato sopra. Ed ecco perché ti saranno utili le indicazioni che leggerai tra pochissimo.

Come reagire alle parole della Yellen

Gli Usa vanno ancora tenuti in portafoglio.

Non ha senso liquidare per intero un investimento sulla borsa americana sia perché manca il segnale da parte del modello che seguo con fede coniugale, sia perché l’azionario americano ha mostrato di crescere comunque, nel tempo.

Non dimenticare, inoltre che parliamo del più liquido ed importante mercato mondiale…

Ciò nonostante limiterei la quota di America in portafoglio, in virtù del fatto che la forza relativa è calante.

Aumenta (per ora) l’investimento in Europa ed Emergenti

Europa ed Emergenti sono le aree geografiche che stanno performando meglio e in cui la crescita economica è più forte. Più che una riduzione del peso delle azioni sul totale complessivo del portafoglio, farei un ribilanciamento dei pesi, abbassando la quota rappresentata dalle azioni Usa a favore delle due altre aree geografiche di cui ti ho appena parlato.

Ultima cosa (IMPORTANTE)

Se non vuoi perdere gli articoli più interessanti di Segretibancari.com iscriviti alla NEWSLETTER gratuita. Riceverai ogni due settimane via email un riassunto degli articoli più utili, che potrai leggere quando preferisci ed approfondire direttamente sul sito grazie a comodi link. Trovi il form per iscriverti in alto a destra di questa pagina.

A lunedì e… sempre in kontatto!!

Giacomo Saver

Fondatore e direttore di Segretibancari.com

 

 

6 commenti
  1. Buongiorno Giacomo , il consiglio “limiterei la quota di America in portafoglio” è da intendersi esteso anche al comparto obbligazionario in dollari considerando l’attuale indebolimento del dollaro ? Quale può essere lo scenario nel secondo semestre per il dollaro , ci si può aspettare un rafforzamento?
    Grazie

    Rispondi
    1. @ Anna
      Veramente pensavo al solo azionario… Non ho idea di cosa farà il dollaro, purtroppo, e nessuno può saperlo. Se non ha troppi bond in quella valuta io li terrei…

      Rispondi
  2. “Il rialzo dei tassi sarà graduale” ok, ma in base a quali ragioni? Mancando queste ritengo la notizia non affidabile

    Rispondi
    1. @ Daniele
      Questo è ciò che ha detto la Yellen e è quello che si aspettano i mercati. Credo che il rialzo dei tassi seguirà l’evolversi delle notizie economiche in merito all’andamento dell’economia Usa.
      Di più al momento non è dato sapere, purtroppo…

      Rispondi
  3. “Aumenta (per ora) l’investimento in Europa ed Emergenti” è da intendersi per quanto riguarda gli emergenti sia azioni che bond ? (mi riferisco ad un precedente e recente post)
    Ma quale la relazione tra aumento dei tassi e azioni emergenti , aumento tassi e bond emergenti ?
    Grazie per gli spunti di riflessione

    Rispondi
    1. @ Anna
      Le indicazioni che offro qui sono per forza di tipo “generico”, per ragioni di tempo, e ognuno dovrà fare i conti con il proprio portafoglio ed i propri obiettivi di investimento prima di decidere come muoversi. Rispondo volentieri alla seconda domanda, e ti ringrazio per il commento.

      Il rialzo dei tassi in linea di massima influisce negativamente sulle obbligazioni – nella misura in cui non era previsto e quindi già “scontato” nei prezzi. l’impatto dei tassi sulle azioni potrebbe essere diverso, perché c’è un effetto contrario che potrebbe annullare il primo e riguarda l’andamento degli utili aziendali.

      Se questi crescono più dei tassi le quotazioni azionarie potranno continuare a crescere…

      Rispondi

Rispondi o Commenta


window.dataLayer = window.dataLayer || []; function gtag(){dataLayer.push(arguments);} gtag('js', new Date()); gtag('config', 'UA-34833611-1', { 'optimize_id': 'GTM-MWDR9P4'});