BTP Italia: Convengono?

BTP Italia: cosa sono, quando ci sarà la prossima emissione, dove e come si acquistano e quanto rendono?

Articolo aggiornato il 24 ottobre 2017

Dal 13 al 15 novembre 2017 sarà collocato il nuovo BTP Italia 2023. Si tratta della nuova emissione di un titolo che in passato ha ottenuto un grande successo presso il pubblico degli investitori, soprattutto di quelli privati.

La prossima sarà la dodicesima edizione ed andrà a rimpiazzare le obbligazioni BTP Italia emesse a novembre 2013 per l’importo colossale di 22,2 miliardi di euro e giunte ormai in scadenza.

Cosa sono i BTP Italia

I BTP Italia sono titoli del debito pubblico privi di una durata standard. In passato sono stati emessi con durata 4, 6 e 8 anni. I loro interessi (cedole) sono semestrali, di importo percentuale fisso ma calcolati su un capitale variabile e pari al capitale rivalutato sulla base dell’indice ISTAT sui prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI) con esclusione dei tabacchi.

Agli interessi così calcolati si aggiunge una percentuale pari al tasso di inflazione, permettendo in tale modo di compensare la svalutazione della moneta nel tempo. In caso di deflazione, ossia di discesa dei prezzi, le cedole si calcoleranno direttamente sul valore nominale del titolo senza alcuna penalizzazione.

Per questa ragione, negli anni precedenti, i BTP Italia hanno offerto rendimenti superiori ai BTP€i, dai quali differiscono anche per il fatto che i secondi sono indicizzati all’inflazione europea. Il grafico sotto riportato, tratto da Il Sole 24 Ore, confronta l’andamento delle due tipologie di BTP nel corso degli anni:

BTP-ITALIA-BTPi

Come acquistare i BTP Italia?

I BTP Italia vengono emessi alla pari, ossia al valore nominale, e collocati direttamente sul MOT, il mercato obbligazionario telematico. Non è possibile prenotarli in anticipo mentre è possibile acquistarli durante la fase di collocamento direttamente sul mercato senza commissioni. Al nuovo BTP Italia verrà assegnato un nuovo codice ISIN che permetterà di cercarlo sulle piattaforme on line dei principali intermediari finanziari italiani.

Durante il periodo di collocamento il lato “lettera” del book, ossia quello in cui si trovano le proposte in acquisto per chi opera, avrà una sola proposta ad un prezzo pari a 100. Inserendo un ordine di acquisto questo sarà immediatamente “abbinato” con la proposta in vendita al prezzo di 100 per la quantità richiesta fino ad esaurimento del lotto disponibile.

E’ possibile comprare il titolo anche attraverso i conti Banco Posta. Una volta terminato il collocamento sarà possibile verificare la quotazione del BTP Italia presso il sito di borsaitaliana o accedendo alla propria area riservata della home banking della banca di cui si è clienti.

Puoi acquistare i bond sul mercato anche in un momento successivo rispetto all’emissione. Le quotazioni potranno essere maggiori o minori al prezzo di collocamento a seconda dell’andamento dei tassi di interesse e dell’inflazione attesa.

Per favorire l’acquisto dei BTP Italia in fase di collocamento il Tesoro in passato aveva predisposto dei meccanismi incentivanti consistenti in un piccolo bonus a chi avesse comprato subito il titolo e lo avesse conservato fino alla sua scadenza. Se i prezzi saranno saliti così tanto da azzerarne il rendimento potrà essere conveniente vendere i BTP Italia prima della loro scadenza, perdendo il premio fedeltà ma incassando la plusvalenza.

LEGGI ANCHE: quando vendere i BTP

Conviene sottoscrivere i BTP Italia?

La prossima emissione dei BTP Italia si terrà dal 13 al 15 novembre 2017. Il prezzo di collocamento sarà pari a 100 (sottoscrizione al valore nominale) mentre il tasso definitivo sarà reso noto il 10 novembre. Fino ad allora non è possibile calcolare il rendimento del BTP Italia, poiché non sono noti gli elementi indispensabili per procedere al conteggio.

Sebbene ci siano delle alternative migliori per investire, credo che in alcuni casi sia conveniente sottoscrivere il nuovo BTP Italia, a patto di non avere “troppi” titoli di Stato in portafoglio.

Il rendimento sarà basso, sia perché si tratta di un tasso reale al quale andrà aggiunta l’inflazione, sia perché i rendimenti dei bond dell’area euro sono ai minimi storici. Il BTP-ITALIA 22MG23, ad esempio, ha una quotazione di 101,30 ed un rendimento netto dell’1,13% secondo quanto scrive Fineco.

E’ ragionevole immaginare che il nuovo titolo avrà un rendimento simile a quelli già in circolazione o leggermente superiore per incentivarne la sottoscrizione.

Ecco perché se fossi un investitore “fai da te” che ha una bassa esposizione ai titoli di Stato italiani sottoscriverei il BTP Italia di nuova emissione:

  • la durata non è eccessiva e questo implica che un possibile rialzo dei tassi nell’eurozona avrà un impatto limitato sulla quotazione del titolo
  • la ripresa economica dovrebbe portare un incremento del tasso di inflazione, e con esso delle cedole del BTP
  • la tassazione è “ferma” al 12,50%, più conveniente rispetto al 26% cui sono soggette le obbligazioni private indicizzate all’inflazione
  • probabilmente ci sarà un “premio fedeltà” per chi detiene il titolo fino alla scadenza
  • se i tassi di interesse cresceranno per effetto dell’inflazione il prezzo del BTP Italia resterà stabile grazie alla sua particolare forma di indicizzazione.

Se sceglierai di sottoscrivere il BTP Italia sappi però che ti “condannerai” a ricevere un tasso di rendimento molto basso. Questo titolo è pensato per gli investitori fai da te con una bassissima tolleranza al rischio che cercano delle alternative ai sempre meno redditizi conti deposito o buoni postali.

L’investitore consapevole alla ricerca di un rendimento maggiore a fronte di un rischio più elevato ha altri strumenti a sua disposizione e pertanto può anche evitare di sottoscrivere il titolo.

RISORSE CONSIGLIATE

  • IC_warm-Up ti offrirà l’analisi di 4 ETF ad ampio spettro che potrai usare per iniziare a costruire un portafoglio
  • l’Investment Club ti aiuterà ad investire in modo più redditizio a fronte di un rischio maggiore che potrai “plafonare” grazie alla scelta di uno tra i 4 profili disponibili.
122 commenti
  1. Personalmente ho dei ctz (un affare, li ho presi a dicembre 🙂 ) in scadenza nel 2012 che vorrei “girare” su questo nuovo titolo, pero’ IN OGNI CASO aspettero’ il secondario.
    Chiedevo questo: tu che valore reale di cedola (a pari inflazione stimata/presunta del 2%) ti aspetti per giudicare conveniente questo titolo rispetto ad un btp o btpi di pari durata?

    Rispondi
    1. @ Marcello
      Se prendiamo a riferimento un BTPei direi lo stesso rendimento, a parità di scadenza. Il confronto tra BTPei e BTP è invece molto più complesso perché richiama in ordine il concetto di inflazione di break even, come spiegato qui

      Rispondi
  2. Salve, una piccola considerazione sul confronto tra BTPi e BTPei . Se ho capito bene ogni semestre oltre alla cedola, verra anche “pagata” l’inflazione maturata sul nominale, e questo e’ un bene, peccato pero’ che così facendo questa rivalutazione viene tassata (12,5%) cosa che nei “classici” BTPei se si ha l’accortezza di vendere prima della scadenza, quando non è ancora noto il coefficiente di indicizzazione a scadenza, non avviene. Che ne pensate?

    Rispondi
    1. @ Enzo
      Non confonderti… anche nei BTPei l’inflazione maturata è tassata (in quanto viene donsiderata alla stregua di uno scarto di emissione). La vera differenza è che nei BTPei fino a tre mesi prima della scadenza l’inflazione maturata è un reddito diverso (quindi compensabile con minusvalenze pregresse) poi diventa reddito da capitale e non è più compensabile.

      Nei BTP Italia ciò non avviene, perché l’inflazione maturata è pagata insieme con le cedole quindi tassata senza possibilità di recupero delle minusvalenze.

      Ma non è vero che nei BTPei l’inflazione maturata è esente da imposta… magari 🙂

      Rispondi
  3. Buongiorno, sono nuovo del blog, ma ieri ho scoperto e letto gli ebook del Sig, Saver , li ho trovato utili e sicuramente li consigliero ad amici e parenti.
    Riguardo ad i BTP ITALIA, li seguo con interesse e credo di aver capito che il giorno 16 Marzo sarà comunicata la soglia minima garntita di interesse che verrà ricinosciuto al BTP e sotto la quale non si andrà dopo l’asta.

    Rispondi
    1. @ Giuseppe
      Grazie per le parole di apprezzamento e di stima 🙂
      Faccio il possibile per essere utile a te e a tutti gli Amici che seguono il blog…
      Un abbraccio

      Rispondi
  4. Salve, mi interesserebbe capire come verrà calcolato il rendimento minimo.
    Se otterranno tantissime prenotazioni penso che il rendimento sarà basso, vero?

    Inoltre non capisco come mai la durata breve del titolo è messa come aspetto negativo, dopotutto ci aspetta un 2012 in recessione, quindi l’inflazione dovrebbe aumentare ancora

    Grazie e complimenti

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Sì, essendo un titolo destinato ai risparmiatori finali il rendimento sarà secondo me molto basso perché vi saranno parecchie sottoscrizioni quindi molta domanda.
      Questa, ovviamente, è solo la mia idea e non è suffragata da nessun fatto concreto.
      La durata è un limite nel senso che i veri effetti dell’inflazione si vedono nel lungo periodo (dopo parecchi anni).

      Immagina l’inflazione come un baco che corrode un frutto. Prima che tu ne veda gli effetti all’esterno passano parecchi giorni e la mela dall’esterno sembra semper sana e bella.

      Ma giorno per giorno il suo interno è corroso dal bruco che la divora e tu, ad un certo punto, ti accorgi che del frutto è rimasta solo la scorza esteriore e, dopo un po’, neppure più quella 🙂

      Rispondi
  5. Stamattina leggevo che con un’inflazione attuale al 3% e ipotizzando un’allineamento a BTP e BTPi di pari scadenza si potrebbe pensare a una cedola minima del 2%, ma questo porterebbe ad un rendimento ben oltre il 4%…sarebbe interessante, ma a me sembra un “regalo” un po’ inverosimile…tu che ne pensi?
    Ciao!!

    Rispondi
    1. @ Marcello
      Non sarebbe un regalo, ma solo la corresponsione di un tasso di interesse ‘reale’ che si aggiunge al tasso di inflazione…
      Trattandosi di un prodotto per il pubblico privato è possibile che il rendimento sia inferiore a quello di un BTPi…

      Rispondi
  6. Salve a tutti.
    sono nuova del blog ma anche di temi come i BTP. la settimana scorsa in Tv avevo fatto una piccola pubblicità su btp italia. successivamente avevo cercato su internet. l’informazione mi sembrava ( come profana) senza grandi rischi. strada facendo mi sono rivolta a una banca per sapere compre aprire un conto titolo, tale conto mi interessava solo per il fatto di utilizzare o meglio sottoscrivere il BTP italia. risposta della banca. noi non abbiamo prenotato tale titolo, quindi niente apertura conto titolo 🙂 cioè non ho insistito perché di titoli non capisco nulla.
    potrei avere dell’informazione al rispetto? grazie! scusatemi se non ne capisco!! :))
    Saluti diana

    Rispondi
    1. @ Diana
      Puoi per favore spiegarti meglio? In banca ti hanno rifiutato l’apertura del conto perché volevi comprare BTPItalia? Che cosa vuoi sapere esattamente che non c’è scritto in questo post?
      Grazie

      Rispondi
  7. Gentile dott Saver,

    dopo aver letto il suo post sul nuovo BTP ITALIA, ed avendo letto i pro e contro tra le due tipologie di BTPi, in accordo sull’opportunità di inserire in portafoglio anche bond legati all’inflazione su un arco temporale di 4-5 anni (visto che sul tasso fisso non si spunta oramai un rendimento superiore al 3,5 %, senza rischiare), ho comprato sul mercato secondario il BTPI 15ST16 2,1% IT0004682107
    al prezzo di mercato di 99,65, con durata residua simile a quello Italia, tenendo conto, secondo i suoi consigli, che nel Btpi la cedola ha un valore crescente perché il capitale cresce rivalutandosi con l’inflazione europea che è poco superiore al 2%. Pertanto nei confronti del BTP ITALIA, il Btpi, a parità di tasso reale e inflazione, rende qualcosa in più.

    Forse essendo un titolo comunque legato all’inflazione, ne andava acquistato uno con scadenza maggiore?

    Le chiedo:

    1) devo necessariamente portarlo a scadenza perché ne sfrutti tutti i vantaggi, o potrei venderlo prima, se il prezzo salisse in relazione alla salita dell’inflazione?

    2) desidero che ella mi confermi o smentisca, quanto riportato sul foglio informativo della banca e cioè che tale BTPi, presenta un rendimento netto del 4,2%, riferito ad un prezzo di mercato di 99,62

    Grazie

    Rispondi
    1. @ Carmela

      Le rispondo volentierissimo 😉

      1) può vendere il BTPi in qualunque momento, ma a prezzi di mercato. Ciò implica la possibilità di ottenere un guadagno ma anche una perdita, a seconda dell’andamento del prezzo del titolo

      2) il rendimento reale del BTPI (non ha senso parlare di rendimento nominale dato che il titolo è ad indicizzazione reale) è dell’ 1,935% in corrispondenza di un prezzo di 99,50 fonte: fineco.it

      Rispondi
  8. Dal momento che il rendimento reale minimo è del 2,25% ed il prezzo in asta (e di rimborso) è 100, vuol dire che il rendimento reale a scadenza sarà almeno del 2,25% ? oppure pur portando a scadenza ci possono essere altri fattori che ne diminuiranno il rendimento?
    Ci sono BTPei di durata simile che comprati oggi (pagando almeno lo 0,19% sul mercato secondario ) daranno un rendimento reale superiore ? perchè in tal caso non ci sarebbe nessuna convenienza a comprare lunedì i BTP italia .
    Grazie

    Rispondi
    1. @ alberto
      Esatto, quello sarà il rendimento reale a scadenza.
      Al momento i BTPi offrono, sulla scadenza 2016, rendimenti inferiori ai BTP Italia. Per ottenere un guadagno superiore al 2,25% reale occorre optare per il BTPi 2019 o 2021.
      Un caro saluto

      Rispondi
  9. Buongiorno Giacomo.

    La ringrazio per l’interessante analisi.
    Il tasso indicato dal MEF minimo reale è del 2,25%
    (e immagino sarà anche finale).
    Cosa ne pensa in relazione al BTPI-15ST16 2.1 ora
    che si ha questo elemento aggiuntivo?

    Grazie.

    Andrea

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Su quella scadenza è più remunerativo il BTP Italia del BTPi. Questi ultimi sono più convenienti per scadenza più lunghe (2019 e 2021). Per onestà bisogna dire che però è impossibile fare confronti perché non sono disponibili BTP Italia per quelle durate.
      Un caro saluto

      Rispondi
      1. Grazie della risposta 🙂

        Andrea

        Rispondi
  10. Buonasera,

    è possibile sapere, ponendo come esempio il taglio minimo di 1000 euro, effettivamente quanto ci si puo’ aspettare di guadagnare al netto delle imposte? E a proposito di quest’ultime dove vanno a incidere?Ho letto che è possibile acquistare BTP ITALIA anche on line, ma in questo caso il conto titoli come lo si apre?…mi scuso per l’ignoranza in merito… e La ringrazio anticipatamente..

    Rispondi
    1. @ Costantino
      Il rendimento percentuale è sempre lo stesso, sia che uno investa 1.000 euro sia che ne investa 100.000. Quello che cambia è l’importo in euro ottenuto…
      Le imposte vanno a colpire gli interessi nominali, comprensivi, cioè, del tasso di inflazione.
      Per sottoscrivere i BTP Italia è necessario disporre di un conto titoli presso una banca che si apre in filiale o on line se scegli una on line bank 8tipo fineco, webank, ecc…)

      Rispondi
  11. Buongiorno a tutti, buongiorno Giacomo,
    La banca non si è rifiutata l’apertura del conto, mi ha detto semplicemente che la loro banca non aveva prenotato quei titoli.
    Vista la risposta a costantino, ho controllato la banca on line webank, quindi farò l’apertura online.
    Giacomo ho letta il giorno che mi sono iscritta al web, il materiale di informazione che avevi preparato.
    come bene hai scritto, mi trovo tra le persone che non hanno un piano di trading, né un piano di fuga, non so cosa sia la borsa, né conosco un broker. Certamente non è consigliabile buttarsi senza sapere nulla.
    detto tutto ciò, non toglie che qualche cosa vorrei imparare. ma soprattutto imparare senza affrontare grande perdite.
    Il tuo consiglio come esperto.
    Pensi che sarebbe conveniente, come principiante, iniziare con BTP italia? o pensi che deva aspettare un po’ e approfondire nel tema?.
    un caro saluto
    diana

    Rispondi
    1. @ Diana
      Trattandosi di titoli di stato italiani direi che puoi comprarli anche senza avere un’approfondita conoscenza ed esperienza in merito…
      Aspetta invece prima di intraprendere altri investimenti, ad esempio azionari.
      Un abbraccio fraterno

      Rispondi
  12. Grazie Giacomo,
    Se non sbaglio domani scade il termine per prenotare i BTP Italia vero? spero di farcela! non voglio fare le cose affrettate…tutto al suo momento!. comunque ho guadagnato qualche giorno fa non sapevo dell’esistenza di questo blog al quale sono arrivata per caso. cercavo informazione in merito i btp italia.
    un abbraccio forte a presto… spero non soffrire una grossa perdita 🙂

    Rispondi
  13. Buongiorno,
    verso la fine di luglio 2011 ho acquistato BTPi 15/9/2014 2,15% a 97,65 (+ rivalutazione dell’indice).
    La quotazione attuale è sui 102.
    L’intenzione era di portarli a scadenza.
    Con la nuova emissione di BTP Italia consiglierebbe di vendere i BTPi e passare a questi ultimi con l’obiettivo di portarli a scadenza?
    Nel caso di convenienza a passare ai nuovi BTP Italia, consiglia di entrare subito o di vedere come si muove il mercato sulle nuove obbligazioni?
    Grazie per le risposte che mi darà.

    Rispondi
    1. @ Francesco
      Visto che il BTP 2014 è in dirittura di arrivo ha senso venderlo e comprare i BTP Italia. Se ce la fa ancora li preoti in fase di asta, perchè credo che sul secondario i prezzi tenderanno a salire vista la forte domanda.
      Un abbraccio

      Rispondi
  14. Buongiorno a tutti, leggendo nel blog vedo che nessuno azzarda la previsione di quello che sarà il tasso reale di rendimento .
    Io personalmente sto apettando l’ultima ora per prenotarli , sperando di trovare qualche indiscrezione sul tasso finale. Anzi se qualcuno abbia delle notizie o sugerimenti a riguardi saranno bene accetti.
    Un saluto a tutti.
    Giuseppe

    Rispondi
  15. Non mi è chiara una cosa:
    I Btpi a scadenza rimborsano 100 + un fattore dipendente dall’inflazione (immagino una differenza fra il valore all’acquisto e quello al rimborso), mentre ciascuna cedola viene rivalutata considerando il CI.
    Invece i BTP Italia rimborsano 100 alla scadenza e ad ogni cedola pagano sia la cedola rivalutata sia la parte di rivalutazione del capitale.
    E’ così?

    Credo che un investimento basato sull’inflazione dia maggiori benefici sul lungo periodo. I BTP Italia durano solo 4 anni e non credo verranno riemessi: la vedo come una misura straordinaria del Ministero del Tesoro per racimolare quattrini in tempi cupi.

    Rispondi
    1. @ Matteo
      I BTP Italia pagano cedole che comprendono l’inflazione maturara, più la rivalutazione degli interessi medesimi.
      In questo senso sono più uno strumento di marketing che non un’efficace modo per diversificare i tuoi risparmi.
      Non a caso sono destinati ad un pubblico “retail” e non agli investitori istituzionali.
      Personalmente preferisco i BTP€i che invece pagano la rivalutazione inflativa alla fine insieme con il capitale.
      Un caro saluto

      Rispondi
      1. Anche io. Inoltre di queste invenzioni il governo ne ha avute già nella sua storia, come facevi notare. Il governo a mio parere cerca di racimolare soldi pagando un po’ meno

        Rispondi
  16. Le cedole dei BTPi€ vengono calcolate soltanto sul valore nominale oppure sul valore nominale progressivamente rivalutato via via che passa il tempo?

    Rispondi
      1. Il link che hai indicato è relativo ai BTP Italia e non ai BTPi€: per i BTPi€ le cedole sono calcolate nello stesso modo, cioè calcolando gli interessi (tasso fisso + % inflazione) sul valore nominale rivalutato all’inflazione (europea ovviamente in questo caso)?

        Rispondi
        1. @ Alessandro
          Visto che hai postato il commento nell’articolo sui BTP Italia pensavo ti riferissi a quelli 🙂
          Nel BTPi la rivalutazione parte dal momento dell’emissione in avanti, e si “ferma” nel momento di pagamento.
          Quindi le cedole sono rivalutate fino al momento del pagamento e lo stesso vale per il capitale che sarà rimborsato al valore nominale maggiorato dell’inflazione fino a quel momento.

          Rispondi
          1. Ti ringrazio per la risposta.
            .
            Da precedenti commenti mi pare di aver capito che i BTP Italia sono peggio dei BTP indicizzati all’inflazione europea, perché i BTP Italia rimborsano la rivalutazione del capitale insieme alle cedole, mentre i BTP indicizzati all’inflazione europea rimborsano tutto il capitale rivalutato alla scadenza.
            .
            Però non riesco a capire come il fatto che i BTP Italia rimborsino la rivalutazione del capitale insieme alle cedole possa essere uno svantaggio, visto che in questo modo otterrei prima la rivalutazione del capitale, anziché alla scadenza.
            .
            Potresti chiarirmi meglio le idee?

          2. @ Alessandro
            Otterresti la rivalutazione ‘in corsa’, questo è vero. Ma le somme pagate, proprio perché sono state corrisposte smettono di rivalutarsi per cui se non le indicizzi a loro volta alla scadenza avrai la sola restituzione del capitale, più le rivalutazioni già incassate che sono ‘ferme’ e quindi hanno perso pure loro potere di acquisto.

            Infine molti risparmiatori potrebbero addirittura spendere quelle somme, il tutto a detrimento del valore finale reale dell’investimento.

          3. Probabilmente c’è qualcosa che ancora non riesco a capire, provo con un esempio:
            .
            .
            1) 100.000 € investiti in un BTP Italia con inflazione al 3% e con durata rimanente di 1 anno (per semplicità):
            .
            dopo 6 mesi avrei un rimborso della rivalutazione del capitale di 1.500 € lordi e altri 1.500 € lordi alla scadenza: totale 3.000 €
            .
            .
            2) 100.000 € investiti in un BTP indicizzato all’inflazione europea sempre con inflazione al 3% e sempre con durata rimanente di 1 anno (per semplicità):
            .
            dopo 1 anno avrei una rivalutazione lorda di 3.000 €, quindi la stessa cifra del BTP Italia indicato al punto 1, perciò non riesco a capire lo svantaggio del BTP Italia che rimborsa la rivalutazione del capitale insieme alle cedole rispetto al BTPi€ che lo rimborsa tutto alla scadenza.
            .
            .
            Sapresti dirmi qual è lo svantaggio, nonostante dopo un anno ottenga in entrambi i casi 3.000 € di rivalutazione del capitale?

          4. @ Alessandro
            Nel tuo esempio non cambierebbe nulla perché la durata del titolo è breve.

            Ma tu immagina che i BTP durino 15 anni e che l’inflazione sia uguale sia a livello italiano sia europeo e pari al 3%. Con il BTP Italia avresti incassato (su un nominale di 100.000 euro) 45.000 euro
            mentre per mantenere lo stesso potere di acquisto 100.000 euro dovrebbero diventare 155.796.

            In pratica la differenza sta nel fatto che l’inflazione pagata dai BTP Italia dovrebbe a sua volta essere reindicizzata per non perdere potere di acquisto.

            Spero di essere stato chiaro e di averti trasmesso il concetto…

            Un abbraccio fraterno

          5. Come suggerisci allora consideriamo un periodo più lungo, facciamo di 10 anni, con investimento di 100.000 € (per semplificare i calcoli) con inflazione sia italiana sia europea al 3% e tasso minimo garantito dello 0%; alla scadenza dei 10 anni quanto otterrei in totale come valore lordo (capitale + le cedole se previste) nel caso di:
            .
            1) BTP Italia
            2) BTP indicizzato all’inflazione europea
            3) buono fruttifero postale indicizzato all’inflazione italiana?

          6. @ Alessandro
            Mi dispiace ma non posso affrontare un argomento così articolato in questa sede.
            Una trattazione approfondita dell’argomento esula dallo spazio – necessariamente ristretto – di un commento.
            Se vuoi possiamo approfondire il discorso nell’ambito del “mentoring finanziario”.
            Un caro saluto!!

  17. Buongiorno ho nel mio portafoglio (trading ing direct) un bot scadenza novembre un btpi 2014, e un cct 2015..per un discorso di pensione integrativa,tutti parlano bene dei btpi(avendo 30anni ragiono a medio lungo termine)…vorrei investire ora 8000 euro in un btpi a medio termine e poi a novembre scaduto il bot ricomprare un btpi a medio termine…che data mi consigli per questi primi 8000 euro?grazie.

    Rispondi
    1. @ Giovanni
      La data alla quale presumibilmente andrai in pensione. L’idea di utilizzare i BTPi ai fini pensionistici è ottima come spiego anche io in questo approfondimento.

      Rispondi
  18. Buongiorno ho acquistato BTPi 15/9/2014 2,15% qualche mese fa, con taglio di 5000..ora il suo costo è 116, con un più 11 da parte mia…Conviene venderlo visto che è prossimo(ho anche un cct di 5000 che scade nel 2015)alla scadenza e comprare un btpi da tenere a scadenza come rendita pensionistica al 2017 2019(ho visto che hanno rendimenti effettivi pari al 6,80%)? Grazie per l’informazione.

    Rispondi
    1. @ Luana
      Assolutamente sì. I tassi di interesse reali oggi sono molto interessanti, soprattutto per le scadenze lunghe.
      Puoi quindi liquidare il BTPi ‘breve’ e comprare quell’altro più lungo.
      Un caro saluto

      Rispondi
    2. Ma una domanda…Non è che con il btp italia rispetto al btpi(che è legato all’inflazione europea rispetto a quella italiana)ci vado a guadagnare? mi spiego:se l’inflazione italiana è maggiore rispetto a quella europea, diciamo 3 a 2, non ci perdo uno nei prossimi 5 anni?

      Rispondi
      1. @ Luana
        In effetti su scadenze brevi e con l’inflazione italiana di parecchio superiore a quella europea il BTP Italia è più conveniente, ma fuori da queste ipotesi ho parecchi dubbi sulla sua redditività.

        Rispondi
  19. ma troppo lunga non è rischiosa se fallisce lo stato?non conviene btpi al 2017 0 2019 massimo???io ho 30anni..quindi conviene che venda o lasci il btpi al 2014 e investa altri 8000 per un altro btpi?sono alle stesse scadenze,15 settembre…

    Rispondi
    1. @ Giovanni
      Se dovesse fallire lo Stato perderesti comunque qualsiasi i tuoi soldi, a prescindere dalla forma di previdenza complementare scelta.
      Salterebbero gli stessi fondi pensione, le assicurazioni e – credo – l’INPS.
      Se vivi in Italia sei “costretto” a fidarti dello Stato e a quel punto tanto vale ‘allineare’ la durata dei BTPi con la presumibile data del tuo pensionamento.
      Un caro saluto e buona settimana!!

      Rispondi
  20. Salve,anche io ho comprato oggi quantità 8000 un btpi Btpi-15st19 2,35% -è mi da di rendimento effettivo 6.86%, è vero? è netto? Quindi conviene più di un btp italia al 2016 che di un btp normale, il btpi legato all’inflazione europea?

    Rispondi
    1. @ Claudio
      Con i prezzi di oggi, 4 giugno, il tuo BTPI offre un rendimento reale (quindi oltre al tasso di inflazione) del 4,45%. Come ho scritto in un commento precedente, la convenienza del BTP Italia si “gioca” sul differenziale di inflazione tra quella domestica e quella europea.

      Rispondi
  21. a questo punto,tra questo btpi(4,45 all’anno con inflazione inclusa?) e il btp italia di oggi che danno al tasso cedolare reale minimo garantito è pari al 3,55% (a cui aggiungere il tasso di inflazione per ottenere il tasso nominale), mentre il tasso definitivo sarà fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini e non potrà essere inferiore al 3,55%.(e lasciano presupporre che il tasso nominale finale di questa seconda edizione del BTp Italia possa raggiungere il 5% netto) quale conviene? il btp italia si compra alla pari(a 100)…grazie!!

    Rispondi
    1. @ Claudio
      Poiché il rendimento finale del BTPi e del BTP ITalia dipende dall’andamento del tasso di inflazione europeo ed italiano, è impossibile esprimere in forma univoca la convenienza tra i due strumenti finanziari.

      Diciamo che se il tuo obiettivo è fare un puro investimento senza riguardo alla difesa del capitale dall’inflazione, forse il BTP Italia è più interessante. Se invece il tuo orizzonte di investimento è di lungo termine sei ‘costretto’ a scegliere i BTPi che, oltretutto, pagano tutta l’inflazione alla fine del titolo…

      Rispondi
  22. ho comprato btp italia per 8000 a 100,ora è quotato già a 98,7…conviene venderlo e comprare altro btpi visto che non ci so commissioni? e quali come rendimento lo supera??grazie

    Rispondi
    1. @ Claudio
      Mi dispiace deluderti, ma le commissioni (in caso di vendita) ci sono eccome!!

      Al di là di ciò io non vendere nulla e terrei il mio BTP Italia. Inutile compiere mosse avventate e incassare perdite di cui magari potresti pentirti…

      Rispondi
  23. Bungiorno Dott. Saver,
    Cosa ne pensa di questo BTP indicizzato all’infalzione Europea:
    Btpi-15St41 2,55% IT0004545890

    Ho 35 anni, vorrei allocare in questo BTP 5.000 Euro.

    Grazie.

    Buona giornata,
    Emiliano

    Rispondi
    1. @ Emiliano
      Secondo me è un’ottima idea. Come sentirai in un’intervista audio che pubblicherò a breve secondo alcuni esperti è una “scommessa” sul futuro dell’Italia. Secondo me è invece una buona opportunità per due motivi:

      a) sei giovane e puoi conservarlo fino alla scadenza, soprattutto in ottica pensionistica
      b) i prezzi sono molto depressi e in caso di soluzione dell’euro crisi i potenziali di apprezzamento sono notevoli

      Infine la cifra in ballo non è elevatissima (a meno che non rappresenti la totalità del tuo portafoglio). A mio modesto parere puoi procedere all’acquisto.

      Un abbraccio.

      Rispondi
      1. Giacomo,
        Grazie per il tuo feedback.

        Visto che ritieni interessante il BTP in questione con scadenza nel 2041, credo che sarai della medesima opinione anche riguardo al seguente:
        BTPi-15St26 3,1% IT0004735152
        che ad oggi è prezzato abbondantemente sotto la parità.

        Dalla tua risposta, comunque, “leggo” un tuo ottimismo nei confronti del futuro dell’Italia, lo spero ovviamente anche io.

        Una domanda:
        Sul sito web del dipartimento del Tesoro non vedo aste per BTP di lunga scadenza come i due sopra riportati, l’unico modo quindi è acquistarli fuori asta?

        Ciao e grazie,
        Emiliano

        Rispondi
        1. @ Emiliano
          Sì, anche il BTPi 2026 non è male. Trattandosi di titoli già emessi l’unico modo per ottenerli è quello di acquistarli sul mercato.
          Non è detto che siano offerti di nuovo in asta (la così detta “riapertura”).
          Un caro saluto…

          Rispondi
  24. Buongiorno Giacomo,
    ho un investimento in un fondo azionario. In vista del calo della borsa prossimo agosto (da qualche anno per lo meno è così) vorrei disinvestire e investire in titoli di stato. Ho già investito gran parte dei miei risparmi in btp e devo essere sincera mi sto trovando bene. Non vorrei investirli ancora negli stessi btp (giusto?) vorrei diversificare. Tu cosa consigli? i cct come funzionano? Faresti questa scelta?
    Ti ringrazio anticipatamente per i tuoi preziosi contributi.
    Ciao

    Rispondi
    1. @ Marinella
      Se l’obiettivo è il parcheggio temporaneo della liquidità più che sui CCT starei su un conto deposito. In questo modo potrai rientrare in fretta dei tuoi soldi senza rischiare di dover vendere i CCT ad un prezzo inferiore rispetto quello di acquisto.
      I CCT sono semplicemente titoli a tasso variabile sulla base del rendimento dei BOT o dell’Euribor a seconda delle emissioni.
      Un caro saluto e buon week end!!

      Rispondi
  25. Nei BTP Italia (***prima emissione***) quali periodi vengono considerati per il calcolo della rivalutazione all’inflazione?
    .
    Da quello che ho capito guardando sul sito del Ministero del Tesoro, sembrerebbe che venga considerata la differenza del FOI rilevata tra 3 e 2 mesi prima della scadenza della cedola semestrale; spero di aver capito male, perché altrimenti significherebbe che ogni anno verrebbe calcolata l’inflazione di 2 mesi su 12, quindi se per sfortuna nei 2 mesi considerati l’inflazione fosse dello 0%, mentre nei restanti 10 mesi fosse del 10%, alla fine otterrei una rivalutazione dello 0%, mentre l’inflazione media annua sarebbe dell’8,33 %.

    Rispondi
    1. Nel precedente messaggio erroneamente ho detto che:
      .
      “sembrerebbe che venga considerata la differenza del FOI rilevata tra 3 e 2 mesi prima della scadenza della cedola semestrale”
      .
      in realtà volevo dire:
      .
      “sembrerebbe che venga considerata la differenza del FOI rilevata tra 3 e 2 mesi prima dell’inizio della cedola semestrale, quindi tra 9 e 8 mesi prima della scadenza della cedola semestrale”
      .
      Il resto della domanda rimane uguale.

      Rispondi
  26. @ Alessandro
    No. L’indice Foi è indietro di due mesi solo perché esso viene calcolato con un certo ritardo a causa della necessità di recuperare i dati che occorrono.
    Per interpolazione lineare, però, il rateo di inflazione viene determinato fino alla valuta dell’operazione, per cui non perdi nulla in termini di inflazione.
    L’unica cosa che l’interpolazione protrae il passato fino al presente, supponendo che l’inflazione nell’ultimo periodo cresca linearmente come negli ultimi mesi, ma stiamo spaccando in 4 il capello 🙂

    Rispondi
    1. Non ho capito.
      .
      Per i BTP Italia (PRIMA EMISSIONE) quali sono i mesi che vengono presi in considerazione per calcolare la differenza del FOI?

      Rispondi
      1. @ Alessandro
        Tutti, fin dal momento dell’emissione.
        Ciao.

        Rispondi
        1. Quindi la prima emissione essendo stata emessa a marzo, per la prima cedola viene considerata la differenza del FOI tra gennaio e settembre (rilevando il FOI reale a gennaio e a luglio, il FOI per interpolazione lineare a settembre), mentre per la seconda cedola viene considerata la differenza del FOI tra luglio e marzo (rilevando il FOI reale a luglio e gennaio, il FOI per interpolazione lineare a marzo)?
          .
          Oppure per la prima cedola viene considerata la media del FOI di gennaio/febbraio/marzo/aprile/maggio/giugno/luglio/agosto/settembre (rilevando il FOI reale per tutti i mesi tra gennaio e luglio, il FOI per interpolazione lineare per agosto e settembre in base all’andamento del FOI reale tra giugno e luglio), mentre per la seconda cedola viene considerata la media del FOI di luglio/agosto/settembre/ottobre/novembre/dicembre/gennaio/febbraio/marzo (rilevando il FOI reale per tutti i mesi tra luglio e gennaio, il FOI per interpolazione lineare per febbraio e marzo in base all’andamento del FOI reale tra dicembre e gennaio)?

          Rispondi
          1. @ Alessandro
            No, l’indice considerato non è una media ma un dato puntuale. Ed è quello relativo al semestre marzo – settembre…

          2. OK, in parte ho capito.
            .
            Per semplicità continuiamo a considerare soltanto la prima cedola (marzo-settembre), perché comunque per la seconda non penso il metodo di calcolo cambi.
            .
            Se ho ben capito hai detto che viene considerata la differenza di FOI tra settembre e marzo (non la media dei mesi del periodo), però per agosto e settembre non è disponibile il FOI reale (quindi per agosto e settembre viene calcolato per interpolazione lineare, come avevi detto in un precedente messaggio).
            .
            Quello che ancora non ho capito è se il FOI d’agosto verrà preso in considerazione nella seconda cedola (settembre-marzo) per recuperare l’inflazione reale di agosto e settembre?

          3. @ Alessandro
            Sì, sarà preso in considerazione…

          4. Ho trovato un documento (http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/titoli_di_stato/BTP_Italia_xcon_revisioni_del_12.03.2012x.pdf) in cui spiega i dettagli del calcolo delle cedole del BTP Italia (prima emissione).
            .
            Dopo averlo letto attentamente, adesso la situazione mi sembra più chiara, però apparentemente sembrerebbe in contraddizione con quello che affermi quando dici che nella seconda cedola (settembre-marzo) viene considerato il FOI d’agosto per recuperare l’inflazione reale di agosto settembre, invece per quello che ho capito non viene recuperata nella seconda cedola, quindi rimane soltanto quella teorica della prima cedola, o forse ho capito male leggendo il documento.
            .
            .
            Riassumendo per quello che ho capito leggendo il documento, viene considerata la differenza tra il FOI del 1° mese della cedola (marzo per la prima cedola del BTP prima emissione) e tra il FOI dell’ultimo giorno della cedola (26 settembre).
            .
            Per il 1° mese (marzo) il FOI è reale.
            .
            Per l’ultimo giorno (settembre) il FOI è teorico, calcolato per interpolazione lineare in base alla differenza tra il FOI reale del 4° mese (giugno) e tra i il FOI reale del 5° mese (luglio).
            .
            Per le successive cedole, per il 1° mese della cedola il FOI è teorico ed è quello calcolato per l’ultimo giorno della cedola precedente.
            .
            .
            Ho capito bene tutto?

          5. @ Alessandro
            Sì. Il FOI è calcolato per interpolazione perché i dati reali sono determinati con ritardo. Quindi il dato sulla cui base saranno liquidate cedole e rivalutazioni è ottenuto per interpolazione lineare dei FOI recenti…
            Buon week end e alla prossima!!

          6. Grazie.
            .
            I buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione italiana (se non sbaglio) considerano sempre il FOI reale, anche se con un ritardo di 3 mesi (differenza tra il FOI reale di 3 mesi prima della scadenza e tra il FOI reale di 3 mesi prima della sottoscrizione): perciò i buoni fruttiferi postali garantiscono una maggiore protezione contro l’inflazione, rispetto al BTP Italia che ha 4 mesi all’anno di FOI teorico?
            .
            Sebbene poi il BTP Italia con la successiva rilevazione del FOI reale in parte compensi il FOI interpolato (in positivo o negativo) non è mai quello reale, oltre al fatto che la rilevazione viene fatta meno spesso dei buoni postali in cui è (se non sbaglio) ogni 2 mesi, lo svantaggio dei buoni postali è che hanno un tasso minimo fisso minore rispetto al BTP Italia, nonostante la durata sia di 10 anni contro i 4 anni dei BTP Italia.
            .
            Comunque penso che in pratica le differenze siano minime tra l’inflazione misurata dal BTP Italia rispetto all’inflazione reale.
            .
            Giacomo cosa ne pensi?

          7. @ Alessandro
            Sì, le differenze sono minime e sono tecnicismi che non alterano la sostanza delle cose…
            Un abbraccio!!

          8. Ti ringrazio.
            .
            Avrei un’altra domanda da farti.
            .
            .
            Siccome il BTP Italia rimborsa insieme alla cedola anche il capitale rivalutato, allora non è più conveniente delle obbligazioni bancarie indicizzate all’inflazione (anche se ovviamente il primo ha il vantaggio che considera l’inflazione italiana invece che quella europea)?
            .
            Se no, perché?

          9. @ Alessandro
            Sì, il BTP Italia è più conveniente delle obbligazioni bancarie. Il primo paga le cedole rivalutate più la rivalutazione del capitale investito, le seconde pagano solo cedole pari al tasso di inflazione più uno spread.
            Decisamente i titoli di stato sono migliori, nella maggioranza dei casi, delle obbligazioni bancarie…

          10. Però se ho capito bene come viene calcolata la cedola, per piccoli investimenti il vantaggio dei BTP Italia è trascurabile rispetto alle obbligazioni bancarie indicizzate all’inflazione.
            .
            Per esempio investendo 10.000 €, in entrambi i casi con inflazione al 2% netto e tasso fisso all’1% netto (per semplicità considerando la cedola annuale e non facendo distinzione tra inflazione italiana/europea e tra reale/teorica per interpolazione), per quello che ho capito, nel caso del BTP Italia la cedola sarebbe calcolata applicando il 2% (inflazione) ai 10.000 € (capitale investito) ottenendo 200 € (rivalutazione capitale), poi applicando l’1% (tasso fisso) al capitale rivalutato (10.200 €) ottenendo 102 €, quindi ottenendo una cedola totale di 200 € (rivalutazione capitale) + 102 € (tasso fisso) = 302 €.
            .
            Invece per l’obbligazione bancaria la cedola sarebbe calcolata applicando il 2% (inflazione) + 1% (tasso fisso) = 3% ai 10.000 € (capitale investito), quindi ottenendo una cedola totale di 300 €.
            .
            Quindi per 10.000 € sarebbero soltanto 2 € di differenza, se ovviamente ho capito bene come viene calcolata la cedola.
            .
            .
            Ho fatto bene i calcoli?

          11. @ Ale
            Assolutamente sì. I calcoli sono corretti. La differenza non è così eclatante, a parte il fatto che i BTP Italia sono molto più scambiati e quindi “liquidi” delle obbligazioni bancarie.
            Un caro saluto.

          12. Grazie.

  27. Ho ricevuto dalla banca in data 11 /08/ 2012 un avviso di scadenza dove indica la cedola per i btp italia 1 con valuta 299\2012 e parla di tasso lordo del 2.450 . in questo tasso è compresa la rivalutazione del capitale?
    ma non si parlava di circa il 5% tra 2.4 tasso interesse + circa il 2.5 di inflazione ?
    vi ringrazio

    Rispondi
    1. @ Giuseppe
      Non credo… al 2,45% (tasso lordo reale) diviso per due andrà aggiunta la rivalutazione inflativa.
      Un caro saluto!!

      Rispondi
  28. stavo raffrontando il btp IT0004761950 al 4.75%, scad.15Sett 2016 valore 104,85€, e mi sono chiesto se il BTP Italia 3,55% scad. giugno2016 che adesso quota 103,31 sia più conveniente .

    il mio calcolo, che forse è sbagliato si basa sul fatto che ritengo che alla scadenza semestrale si riceverà 3.55/2 più metà inflazione, ipotetico 1%, e quindi totale annuo si avrà un rimborso di 5,55%, ben più alto del 4,75% del btp di sett.2016, ma che quota di più. come mai?

    Rispondi
    1. Avendo in portafoglio i Btp Italia 3,55%, penso che dovrebbero salire di almeno 3 pt. per equiparsi al tasso fisso 4,75% 2016. il mio calcolo è giusto?

      Rispondi
      1. @ Alessandro
        Dimmi come hai fatto il calcolo, così lo verifichaimo insieme!!

        Rispondi
        1. ho considerato l’inflazione al 2% e quindi un rendimento lordo al 5,55%. così l’ho paragonato al tasso fisso 4,75% -2016 in scadenza similare, e credo che almeno il 3 pt. in più debbano essere riconosciuti al btp Italia 3,55%. giusto?

          Rispondi
          1. @ Alessandro
            Perdonami ma non ho capito la domanda…
            La relazione è questa: tasso reale = tasso nominale – tasso di inflazione (approssimando) quindi o rendi tutti i tassi nominali (aggiungendo l’inflazione al rendimento di un BTPi) o rendi tutto reale sottraendo l’inflazione dal rendimento di un BTP standard.

            Se non ho risolto i tuoi dubbi riscrivimi!!

    2. @ Alessandro
      Perché il mercato non è efficiente. Come ho scritto nel post di oggi
      https://www.segretibancari.com/investimenti/il-vero-rischio-dei-btp-oggi/
      talvolta si presentano delle opportunità da sfruttare…

      A presto e buona giornata!!

      Rispondi
  29. In questo documento (http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/titoli_di_stato/BTP_Italia_-_Esempi_di_calcolo_x16.3.2012x.pdf) sul BTP Italia prima emissione, a pagina 2 viene fatto un esempio nel caso di inflazione costante al 2%, però non capisco perché per i semestri dispari la rivalutazione del capitale sia circa la metà di quelli pari.
    .
    Possibile che ci sia un errore nell’esempio pubblicato dal Ministero del Tesoro?

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Non ci sono errori, è solo il meccanismo dell’interpolazione…

      Rispondi
      1. Però se l’inflazione è costante al 2%, non dovrebbe cambiare nulla tra reale e interpolato?

        E poi va bene un’approssimazione, però avere per i semestri dispari la rivalutazione del capitale di circa la metà di quelli pari mi sembra strano.

        Rispondi
        1. @ Alessandro
          Non esattamente. L’interpolazione lineare presuppone che i prezzi tra un coefficiente e l’altro, crescano seguendo una linea retta. Il punto di partenza e di arrivo è lo stesso, ma cambia il percorso nel durante.

          Per rendertene conto è sufficiente che tu pensi al rendimento in capitalizzazione semplice e composta: per la stessa operazione finanziaria troverai due valori diversi.
          A presto e grazie per i tuoi numerosi e sagaci interventi!!

          Rispondi
          1. Francamente mi dispiace saper seguire considerazioni così sofisticate. Ma riguardo al BTP Italia posso dire, di sicuro, che la prima cedola pagata (il 26.09.2012) è di € 239,70 su € 10.000 investiti. Ciò significa un rendimento del 5,4786. Tasse pagate corrisponde al 4,7938. Senza considerare che oggi vale 100,71 invece di 100,00 (+1,38 annuo).

          2. Nel caso l’inflazione fosse stata variabile capisco che potesse esserci una differenza tra l’inflazione reale e quella interpolata, però in questo caso essendo costante al 2% non capisco perché l’inflazione interpolata dovrebbe portare a una inflazione reale variabile, quindi nei semestri dispari la rivalutazione del capitale di circa la metà di quelli pari.

          3. Nel precedente messaggio c’è un piccolo errore, quindi lo riscrivo qui:
            .
            .
            Nel caso l’inflazione reale fosse stata variabile capisco che potesse esserci una differenza tra l’inflazione reale e quella interpolata, però in questo caso essendo l’inflazione reale costante al 2% non capisco perché quella interpolata dovrebbe diventare variabile, quindi nei semestri dispari la rivalutazione del capitale di circa la metà di quelli pari.

          4. Giacomo, riporto in evidenza la discussione nel caso ti fosse sfuggito il mio precedente messaggio:
            .
            https://www.segretibancari.com/investimenti/btp-italia-convengono/#comment-5149

          5. @ Alessandro
            In realtà non mi era sfuggito il tuo commento. La realtà è che non so rispondere…
            Ho esaminato con cura i calcoli fatti dal Ministero ed in effetti ogni sei mesi l’inflazione si comporta in maniera anomala…
            Però purtroppo non ho la risposta a ciò. Bisognerebbe scrivere al Ministero e farsi spiegare da loro, ammesso che rispondano 🙂

          6. Capisco, grazie lo stesso. 🙂

            PS: se possibile, sarebbe utile poter modificare i messaggi per correggere eventuali errori, almeno per qualche minuto dopo l’invio del messaggio.

  30. @ Alessandro
    @ Giacomo

    Vi riferite agli esempi di calcolo?
    http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/titoli_di_stato/BTP_Italia_-_Esempi_di_calcolo.pdf

    La spiegazione secondo me è semplice: inflazione costante annua 2% non necessariamente significa I sem = 1% e II sem = 1% ; potrebbe benissimo essere I sem = 0,67% e II sem = 1,33% o altri valori che diano complessivamente il 2% annuo. Inoltre, come spiegato si tratta di esempi. Per i dati reali si deve fare riferimento alle tabelle dei coefficienti aggiornate, evidentemente, dopo la pubblicazione dei dati Istat.
    Per come la vedo io si tratta di vedere, per il Btp Italia, l’inflazione ex-tabacco come un parametro di calcolo: nominale * coefficiente = rivalutazione del nominale; nominale rivalutato * tasso cedolare = interessi rivalutati.
    Con in più il meccanismo del floor che garantisce almeno il nominale in caso di deflazione.
    Va bene, l’ho esposto in maniera semplice ma spero sia chiaro.
    Ciao

    Rispondi
    1. Adesso è tutto chiaro. 🙂
      .
      Mi ero lasciato ingannare dall’inflazione costante al 2%, che in realtà è riferita alla media annua (non costante tutti i giorni), con i semestri dispari con inflazione delle metà dei semestri pari, quindi giustamente nei semestri dispari la rivalutazione del capitale è di circa la metà di quelli pari, certo che hanno fatto un esempio “strano” con l’inflazione nella prima parte dell’anno esattamente la metà di quella della seconda parte.
      .
      Non avevo fatto caso che guardando la colonna “Numero indice di riferimento” è evidente come varia l’inflazione nei vari semestri.

      Rispondi
    2. Grazie ROB. 🙂

      Rispondi
  31. Salve, sono un ignorante in materia, considerando le attuali condizioni del mercato e lo stesso orizzonte temporale quale titolo dei seguenti è piu conveniente ? BTP ITALIA, BUONO FRUTTIFERO INDICIZZATO ALL’INFLAZIONE O BTP (tradizionale)

    Rispondi
    1. @ Cosimo
      Io sceglierei il Buono postale indicizzato.
      A parità di indicizzazione (indice FOI sia per il buono sia per il BTP Italia) il buono postale può essere rimborsato senza penalità in ogni momento ed il suo valore non subisce perdite causate dalle oscillazioni di mercato.

      Rispondi
  32. Ciao Giacomo Ho un capitale di 35 mila euro e ho 27 anni. Tale sommetta vorrei farla crescere il piu’ possibile senza toccarlo in un arco temporale di trent’anni. Cosa mi consiglia di prendere un titolo trentennale o piu’ titoli piu’ ravvicinati e reinvestire di volta in volta?
    Grazie della sua enorme disponibilità

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Sceglierei dei BTPi ossia BTP indicizzati all’inflazione con scadenze lunghe. In questo modo garantirai il mantenimento del potere di acquisto dei tuoi risparmi ed un guadagno reale.
      Ciao!!

      Rispondi
  33. ciao giacomo ,grazie del tuo tempo, cosa ne pensi delle polizze vita proposte dalle banche?(es.polizza popolare vita multivalore) grazie.

    Rispondi
    1. @ Giulio
      Penso semplicemente che sono TUTTE da evitare. Qui trovi la sintesi di tutti i motivi per cui è bene evitare gli investimenti assicurativi.

      Rispondi
  34. Ho venduto un BTP Italia, però non mi tornano i calcoli fatti dalla mia banca, presenti nel documento di vendita e nel documento della tassazione del capital gain, perché sembra che abbiano usato il coefficiente di rivalutazione = 1 anziché = 0,99479.
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    Qui sotto riporto i dettagli.
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    BTP Italia 03/2016
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    ***Documento di acquisto***
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    Valuta: 06/07/2012
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    Coefficiente: 1,01305
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    Prezzo secco: 97,09
    Prezzo commissioni: 0,29125
    Prezzo spese: 0,015
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    Rateo con rivalutazione: 0,68794
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    Prezzo totale: 98,06919
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    Tassazione del 12,50% sull’imponibile (imponibile uguale al rateo con rivalutazione)
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    ***Documento di vendita***
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    Valuta: 16/03/2015
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    Coefficiente: 0,99479
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    Prezzo secco: 102,565
    Prezzo commissioni: 0,30765
    Prezzo spese: 0,015
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    Rateo con rivalutazione: 1,15129
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    Prezzo totale: 103,40864
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    Tassazione del 12,50% del rateo (imponibile uguale al rateo con rivalutazione)
    +
    Tassazione dello 0,0667875% del nominale NON rivalutato , cioè lo 0,5343% del nominale NON rivalutato tassato al 12,50% (valore calcolato da me, perché non ci sono dettagli maggiori nel documento) ???!!!
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    ***Documento tassazione capital gain***
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    Prezzo vendita: 102,24235 ???!!!
    Prezzo acquisto: 98,663250
    Plusvalenza: 3,5791
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    Secondo te i calcoli fatti dalla mia banca sono corretti, in particolare riguardo alla tassazione nel documento di vendita e al prezzo di vendita nel documento della tassazione sul capital gain?
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    PS: non ho minusvalenze da compensare.

    Rispondi
    1. @ Alex
      Purtroppo per ragioni di tempo non riesco ad analizzare in dettaglio i calcoli. Il coefficiente di indicizzazione non può essere inferiore ad uno nel caso del BTP Italia quindi direi di sì, che i calcoli sono corretti.

      Rispondi
      1. Nel BTP Italia, in caso di vendita, il coefficiente può essere negativo, come si vede dalle relative tabelle pubblicate sul sito del MEF.

        Il coefficiente che non può essere inferiore a 1 vale soltanto per le cedole e il capitale portato a scadenza.

        Rispondi
        1. @ Alessandro
          Hai ragione, mi sono confuso io. La tassazione sui titoli a reddito fisso si applica sulla differenza tra il corso supersecco di vendita e quello di acquisto, forse deriva da qui la differenza. I coefficienti di indicizzazione applicati dovrebbero essere corretti.

          Rispondi
          1. Quindi il calcolo fatto dalla mia banca è sbagliato?

          2. @ Alex
            Non lo so. Purtroppo come ti avevo detto non ho il tempo di controllare i calcoli… Prova a determinare i corsi supersecchi e a calcolare l’imposta sulla differenza.

          3. Il corso supersecco d’acquisto e di vendita devono essere moltiplicati per il coefficiente d’indicizzazione?

          4. @ Alessandro

          5. La banca non l’ha fatto.

            Per la tassazione del capital gain ha considerato il prezzo di vendita senza moltiplicarlo per il coefficiente d’indicizzazione, nel mio caso essendo inferiore a 1, quindi ho pagato la tassazione anche sulla svalutazione del capitale.

            Lo stesso è stato fatto per il rateo.

    2. Secondo me::
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      Tassazione nel documento di vendita = 12,50% del rateo, senza ulteriore tassazione del 12,50% del prezzo 0,5343 che non capisco comunque da dove venga.
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      Prezzo vendita = (Prezzo secco X Coefficiente) – Prezzo commissioni – Prezzo Spese = (102,565 X 0,99479) – 0,30765 – 0,015 = 101,7079864
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      Prezzo acquisto = (Prezzo secco X Coefficiente) + Prezzo commissioni + Prezzo Spese = (97,09 X 1,01305) + 0,29125 + 0,015 = 98,6632745
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      Plusvalenza = Prezzo vendita – Prezzo acquisto = 101,7079864 – 98,6632745 = 3,0447119
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      Ricordo che il BTP Italia è stato venduto lo stesso mese di stacco della cedola, ma prima dello stacco della cedola.
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      La domanda è rivolta agli altri utenti del blog, visto che Giacomo ha detto che non può controllare i calcoli perché richiederebbe troppo tempo.

      Rispondi
  35. Parlano del btp italia come di uno strumento semplice ed alla portata di tutti i risparmiatori, i calcoli pero’ non mi sembrano cosi’ lineari…
    Giginv.

    Rispondi
  36. ciao a tutti ..una domanda: se acquisto un btp ITA, scadenza 2066, la prima cedola semestrale, la si prende se il titolo è nelle “mani” da almeno sei mesi (ovvero dalla scadenza dell’ultima cedola) o anche se lo ho da 3 4 mesi?

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Non esistono BTP Italia 2066, ma soo BTP normali per quella scadenza. Attento a non fare confusione 🙂
      Ad ogni modo la cedola è sempre semestrale e la incassa per intero colui che ha il titolo in portafoglio nel giorno della sua scadenza. Se il titolo viene comprato in una data intermedia il compratore anticipa al venditore il rateo di interesse maturato dall’ultima data di pagamento in poi per compensare il fatto che quest’ultimo non incasserà più la cedola.
      I proventi dei BTP sono tassati al 12,50% e non al 26% in quanto titoli di stato.

      Rispondi
  37. ad oggi, il profitto di un btp ITA a quanto è tassato, se vendo prima della sua scadenza? 12,5 o 26%?

    Rispondi
  38. Buona sera,
    È stato ufficializzato il tasso garantito dell’emissione di btp italia che inizia lunedì 13, solo 0.25%. A questo si somma il tasso FOI legato all’inflazione ma non ho capito quanto vale oggi e quindi a quanto ammonta il tasso complessivo (tassato poi al 12.5%) del btp. Potete aiutarmi?
    Grazie.

    Rispondi
    1. @ Tony
      Trovi tutto sul sito dell’Istat. Da inizio anno l’indice dei prezzi è cresciuto dell’1%.
      Buon investimento 🙂

      Rispondi

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