Cinque Cose da Sapere sulle Obbligazioni Subordinate

Le Obbligazioni Subordinate: cosa sono, quali rischi comportano, quando e come vengono rimborsate

Le obbligazioni subordinate sono dei titoli di debito emessi dalle banche che presentano elementi di rischiosità elevati. Sebbene siano bond e non azioni, le obbligazioni subordinate sono rimborsate dopo i bond ordinari facendo in modo che chi le detiene partecipi attivamente alle perdite finanziarie della banca in caso di crisi.

Cosa sono le Obbligazioni Subordinate?

Le obbligazioni subordinate sono emesse dalle banche per reperire capitale senza ricorrere al più costoso finanziamento sotto forma di capitale azionario. La loro caratteristica è di essere più simili alle azioni che non alle obbligazioni, perché nonostante il termini evochi nelle nostre menti un investimento sicuro che paga delle cedole periodiche e rimborsa il capitale alla scadenza, le obbligazioni subordinate implicano concretamente la possibilità di incorrere in perdite come è recentemente accaduto con i titoli CARIGE e Monte dei Paschi MPS.

La necessità di reperire fondi da parte dalle banche da un lato, la ricerca spasmodica della cedola elevata da parte degli investitori e la mancanza di un piano per investire hanno creato un mercato in forte espansione per questi titoli. oggi, purtroppo, le obbligazioni subordinate si trovano nei portafogli di molti investitori che le hanno sottoscritte senza sapere con esattezza ciò cui andavano incontro.

OBBLIGAZIONI SUBORDINATE TIER I

Le obbligazioni subordinate Tier 1 sono le più rischiose  perché in caso di insolvenza della banca è concretamente possibile perdere il 100% del proprio capitale. La cedola può essere cancellata in determinate situazioni, per esempio quando non può pagare un dividendo. Sovente poi non hanno una scadenza definita ma sono titoli “perpetui” con la possibilità che l’emittente rimborsi anticipatamente il titolo – se le cose vanno bene – in date predeterminate (clausola call).

OBBLIGAZIONI SUBORDINATE UPPER TIER II

Dopo i bond TIER I gli UPPER TIER II sono i più rischiosi. Il rimborso di queste obbligazioni bancarie è incerto e si rischia la perdita integrale del capitale investito. In caso di difficoltà la banca emittente può differire il pagamento delle cedole che tuttavia, a differenza del caso precedente, non possono essere cancellate ma saranno pagate tutte insieme il primo anno in cui l’emittente torna in utile.

OBBLIGAZIONI SUBORDINATE LOWER TIER II

Sono i bond meno rischiosi perché il pagamento delle cedole può essere sospeso solo se l’emittente si trova in una situazione di grave insolvenza. Questi bond sono i primi ad essere rimborsati dopo le obbligazioni senior, PRIMA degli upper tier ii e tier i.

Cinque cose da sapere sulle obbligazioni subordinate

I bond subordinati di solito non ripagano i rischi corsi

Di solito i bond subordinati non vengono sottoscritti per “libera scelta” degli investitori ma finiscono nei loro portafogli sovente a causa di pressioni commerciali da parte delle banche. Il ragionamento è pressappoco questo: “caro cliente, hai dei soldi fermi sul conto corrente o ti sono scaduti dei BTP che rendevano bene. Oggi quei tassi non si vedono più, ma grazie ai nostri bond potrai ottenere delle cedole elevate rispetto all’andamento dei tassi. I titoli sono emessi dalla banca di cui è cliente, ci conosce e può fidarsi di noi”.

Il premio al rischio offerto è molto basso rispetto ad altri investimenti più efficienti. Gli investitori non lo sanno, e comprano le obbligazioni proposte senza fare ulteriori approfondimenti.

Le obbligazioni subordinate sono strumenti complessi

Sovente è difficile fare una valutazione accurata dei titoli in circolazione. Per farlo occorre leggere con attenzione il prospetto informativo, operazione resa difficile da due circostanze:

  • il documento è piuttosto lungo, essendo composto da varie decine di pagine
  • il linguaggio usato non è facilmente comprensibile per l’investitore medio

I titoli “perpetual” aggiungono rischio ai rischi

Se le obbligazioni subordinate non hanno una scadenza fissa ma solo delle date in cui i titoli possono essere rimborsati anticipatamente, i rischi aumentano. Se i bond offrono rendimenti troppo elevati l’emittente avrà tutto l’interesse a chiedere il rimborso anticipato dei titoli al più presto. L’assenza di una data di scadenza certa rende poi queste obbligazioni molto volatili anche in fasi di mercato non particolarmente turbolente.

La liquidità è scarsa o addirittura assente

Poiché le obbligazioni subordinate sono per lo più possedute da investitori “cassettisti” interessati in modo prevalente alla cedola, esse scambiano poco sul mercato rendendone difficoltosa la liquidazione anticipata in caso di bisogno.

E’ facile confondere le subordinate con i bond sicuri

A causa della loro assonanza con le obbligazioni “standard” i bond subordinati comportano una sistematica sottostima dei rischi da parte degli investitori. A differenza delle obbligazioni ordinarie (definite anche bond senior) che presentano rischi modesti, le subordinate comportano la possibilità concreta di subire delle perdite anche se la banca emittente non va in default ma attraversa una situazione di insolvenza come è accaduto alle obbligazioni subordinate MPS o CARIGE.

Obbligazioni Subordinate MPS e banca CARIGE

obbligazioni-subordinateI recenti casi di crisi finanziaria attraversati da MPS e da Carige fanno toccare con mano quanto l’investimento in obbligazioni subordinate possa essere rischioso.

Le obbligazioni subordinate MPS sono state convertite a forza in azioni, anche se la banca non è fallita e ad essa non si sono applicate le regole relative al bail in.

Diverso il caso di Banca Carige che, vista l’attualità dell’argomento andremo ora ad approfondire.

OBBLIGAZIONI SUBORDINATE BANCA CARIGE: COSA SUCCEDE?

A differenza dl caso MPS i bond subordinati di Carige potranno essere convertiti in obbligazioni ordinarie, godendo dunque di una maggiore tutela, ma al prezzo di un taglio sul valore nominale dei titoli compreso tra il 30% ed il 70% a seconda dei casi.

I titoli TIER I subirano una decurtazione di valore del 70% per cui solo il 30% delle obbligazioni “vecchie” sarà convertito in bond senior di nuova emissione che avranno scadenza 5 anni e tasso fisso 5%. I TIER II saranno convertiti per il 70% del valore nominale, cui andrà aggiunto il rateo di interesse maturato dalla data di ultimo stacco della cedola fino alla relativa data di regolamento dell’operazione di conversione dei bond, che rimane in ogni caso subordinata al buon esito dell’aumento di capitale.

La tabella riassume i bond coinvolti nell’operazione con tutti i dettagli utili per poterli identificare:

obbligazioni subordinate carige

Sai qual è l’aspetto più triste della vicenda? Che molti investitori hanno sottoscritto le obbligazioni subordinate nel tentativo di aumentare i loro rendimenti ma così facendo hanno corso rischi micidiali ed ora la stanno pagando cara. Un semplice piano di investimento avrebbe permesso di ottenere rendimenti più elevati con molti meno rischi.

 

23 commenti
  1. La domanda che nasce spontanea: ma chi ha acquistato roba del genere per cifre variabili da 10k a 100k euro o piu’ ha mai letto almeno il foglio informativo sintetico che il proponete l’investimento ha l’obbligo di mostrare? E quei malcapitati che hanno firmato al buio, avranno mai modo di dimostrare la circonvenzione di incapace (perche’ di questo si tratta)? Io ne dubito.

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    1. @Francesco
      la risposta e’ no, si sono basati solo sulla fiducia e poi credo che chi non ha una preparazione di un certo livello, non riesca a comprenderne bene il funzionamento. Il problema e’ questo: Il prodotto offerto era adeguato al profilo di rischio? ed il profilo di rischio, se e’ stato aggiornato, e’ stato fatto su iniziativa del cliente? si puo’ fare causa per un altro tipo di reato…
      Giginv.
      jinny@libero.it
      “Mi scusi, ma stiamo sottoscrivendo un qualcosa di sicuro?”
      ” nessuna preoccupazione, sono investimenti sicuri!”

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    2. @ Francesco
      Dubito che sia possibile fare qualche cosa. Chi ha sottoscritto questi titoli lo ha fatto per lo più sulla buona fede ed in fiducia senza leggere nulla altrimenti non avrebbe scelto prodotti ad alto rischio così a cuor leggero. La Mifid purtroppo blinda gli intermediari rendendo più difficile la tutela degli investitori.

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  2. Non detengo piu’ obbligazioni della banca ormai da anni.
    Adesso penso che le banche ancora di piu’ si butteranno nella proposta di altri strumenti inefficienti come obbligazioni strutturate, fondi comuni e polizze di vario genere.
    Buona giornata a tutti e grazie come sempre delle spiegazioni precise. (televisione e stampa non hanno poi spiegato granche”)

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    1. @ Fabio
      E’ proprio così. In uno dei video gratuiti che regalo parlo di “escalation della complessità” perché le banche stanno rendendo più complessa l’offerta dei prodotti finanziari così da succhiare quante più commissioni possono nel modo meno trasparente possibile. Un caro saluto e al prossimo commento 🙂

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  3. Negli USA le obbligazioni SUB vengono chiamate azioni di tipo B . Ci sarà un motivo o No ?? Il vecchio caro Buffet disse ” Nella mia vita non ho mai comprato e non comprerò uno strumento finanziario se non so come funziona.” Piu’ chiaro di cosi’…..
    EDUCAZIONE FINANAZIARIA …. e qualche partita di pallone di meno… O no ??

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    1. @ Francesco
      Parole Sante che andrebbero scolpite nella roccia. purtroppo noi italiani ci svegliamo solo a danno subito purtroppo…

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  4. Qualche anno fa la mia banca BPER mi ha venduto delle obbligazioni subordinate al 4% di interesse, nonostante io abbia un profilo di rischio bassissimo, dicendomi che erano sicure e me lo hanno ripetuto in questi giorni. Finora tutte le loro proposte mi hanno fatto perdere dei soldi e vorrei cambiare banca ma mi pare che siano una peggio dell’altra. Qualche mese fa mi hanno proposto di estendere ulteriormente importo e durata di questi titoli ma io ho rifiutato. Mi salverò?

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    1. Senza voler fare publicità a Giacomo, sarebbe necessario che tu facesti qualche corso di base sugli strumenti che usi… si sarebbe utile prima lo fai, prima ti togli una spada di Damocle che pende sulla tua testa.

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    2. @ Elena
      Il modo migliore per evitare ‘trappole’ è quello di formarsi ed informarsi. Sul web si moltiplicano i siti di formazione in ambito finanziario. Legga con attenzione i consigli offerti da chi è esperto nel settore e nel dubbio non sottoscriva nulla che non abbia compreso fino in fondo. Per qualunque domanda o dubbio sono qui per lei. A presto!!

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  5. Qualche anno fa la mia banca mi ha proposto delle obbligazioni con cedola crescente. Non conoscevo ancora”Segreti Bancari” ( non esisteva ancora purtroppo) e mi sono fidato del promotore finanziario. Naturalmente non avevo idea di cosa si trattasse e le ho comprate. Risultato: quando ho chiesto di venderle non è stato possibile e dopo un paio di anni la banca ha esercitato il suo diritto di liquidarmi senza grosse spiegazioni e causandomi una perdita.Credo si trattasse proprio delle famigerate obbligazioni in questione. Fortunatamente non si trattava di una grossa somma e il tutto si è trasformato in una voglia di informazione e conoscenza dei prodotti finanziari che probabilmente mi ha portato sulla strada di ” Segreti Bancari”.
    Delle volte le “sberle” servono.
    😀

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  6. Ho investito una piccola parte dei miei soldi in queste Obbligazioni Strutturate Deut Bk 2,75% 15-25 (Isin  DE000DB7XJJ2) preferendole alle azioni in quanto hanno una scadenza di rimborso precisa e sono state pubblicizzate bene all’atto dell’emissione (vedi il link http://effemagazine.finanza.com/2015/02/16/bond-le-dieci-nuove-migliori-emissioni-al-via-nellultima-settimana-di-cui-nove-a-piccolo-taglio/). Ho sbagliato?Quando le ho comprate la stampa le glorificava mentre, adesso, ne fa un dramma. Mi piacerebbe sapere di più sui fondamentali della banca che, secondo me, costituiscono l’unica garanzia per eliminare i dubbi sul rimborso.Grazie per l’eventuale riscontro.

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    1. @ Pierangelo
      Purtroppo non posso fare analisi a richiesta qui per motivi di tempo. La DB è in difficoltà a causa delle perdite subite coni derivati. Se riesco (ma non posso promettere nulla) parlerò dei tuoi titoli in uno dei prossimi episodi di #investimentiimpossibili ad inizio 2016 quando registrerò su Youtube nuove puntate. Un caro saluto e a presto!!

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  7. ciao giacomo,le banche di credito cooperativo sono sicure?soprattutto le loro obbligazioni da loro emesse?
    grazie.
    tanti auguri di buon natale

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    1. @ Diego
      Purtroppo temo di no. Anzi, credo che le banche più in difficoltà siano proprio le BCC. Ovviamente molte di loro (la maggioranza) sono sicure ma all’interno della categoria credo si celi qualche pericolo.

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  8. Le banche e le assicurazioni sono tutte sicure, fino a quando non si dimostra il contrario. Adesso non vorrei fare di tutta l’erba un fascio, ma se perfino gli stati e le agenzie previdenziali rischiano i capitomboli, eviterei di usare il termine ‘sicuro’ per qualsiasi controparte finanziaria. Al massimo parlerei piuttosto di basso rischio. Una differenza non tanto sottile…

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    1. @ Francesco
      “Sicuro è morto” si dice a Torino, ma credo anche che abolire questa parola dal vocabolario sia eccessivo. I conti correnti sono sicuri perché c’è il Fondo Interbancario. E anche le assicurazioni sono sicure grazie alla gestione separata…

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  9. Mi hanno convinto a sottoscrivere obbligazioni subordinate del BPV. Ho verificato che il valore nominale è sceso di circa la metà rispetto al capitale in origine investito. Cosa mi consiglia di fare?

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    1. @ Antonio
      Purtroppo per motivi di tempo non posso fare report a richiesta qui. Per cortesia visiti questa pagina per sapere come muoversi nel mondo degli investimenti con il mio aiuto: https://www.segretibancari.com/investment-club/. La ringrazio molto. A presto!!

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  10. In via generale, è tutto vero quanto esposto nell’articolo; ritengo però che ci possa essere spazio, in alcuni casi, anche per i subordinati bancari. Per chi ha un orizzonte temporale a medio termine e/o comunque una scarsa propensione ad accettare la volatilità, la via maestra resta senz’altro investire la parte più consistente del proprio patrimonio in ETF obbligazionari in euro (a tassi variabili e/o a breve termine). Considerato però che attualmente i rendimenti di tali obbligazioni sono ai minimi storici (spesso negativi) e che fra costi di gestione del deposito titoli, commissioni per l’acquisto e tassazione dei depositi diventa problematico “rimanere a galla”, in attesa di tempi migliori qualche obbligazione bancaria subordinata a t.v. rigorosamente “lower tier II” può innalzare i rendimenti complessivi con un margine di rischio accettabile, a condizione che: la durata residua non superi i 3-4 anni; le banche abbiano un CET1 superiore al minimo previsto dalla BCE, producano annualmente utili (segno di “buona salute” ) e siano comunque di primario livello (ad es. Intesa, Mediobanca, Ubi ). Sono convinto che il rischio di bail-in per queste Banche non dovrebbe essere superiore al rischio di fallimento di altri emittenti non finanziari di pari rating, le cui obbligazioni senior vengono acquistate con meno remore. Sbaglio? Grazie per le preziosa attività di informazione del sito e per la possibilità di confronto su temi sempre interessanti.
    Franco

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    1. @ Franco
      Sono d’accordo: tutto può essere un buon investimento, a patto di conoscerne i punti di forza e quelli di debolezza. Rispetto agli ETF tuttavia tieni presente che le obbligazioni subordinate non sono la panacea per tutti perché a volte sono illiquide (presentano differenze tra prezzo in acquisto e in vendita notevoli). I costi legati alle imposte le hai comunque, così come gli eventuali oneri del conto titoli. Infine anche i bond si comprano sul mercato, pagando la commissione di negoziazione.

      Quella che risparmi è la commissione di vendita se porti il titolo fino alla sua scadenza, ma per il resto dal punto di vista dei costi (ad eccezione per la commissione annua assente per i bond e presente per gli ETF) ETF e obbligazioni sono piuttosto simili.

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  11. Grazie per il sollecito riscontro e per le considerazioni sui costi, che avevo già valutato. La differenza fra le due categorie di investimenti che ci tenevo a sottolineare, stà negli attuali rendimenti netti annui: mediamente inferiori allo 0,50% per gli ETF obbligazionari a b.t. o a t.v. (che, ripeto, è consigliabile costituiscano comunque la parte preponderante del patrimonio investito per chi non tollera la volatilità), mentre sono (in qualche caso) anche superiori anche all1% per le obbl. sub. che sottostanno alle condizioni da me indicate in termini di durata, emittente ecc. Tale differenza di rendimenti consente di utilizzare i maggiori proventi da obbl. sub. per meglio ammortizzare i costi fiscali fissi (imposta dello 0,20%) e di gestione (variabili da banca a banca) che gravano sul deposito titoli; in caso contrario si rischiano rendimenti complessivamente negativi.
    Un’ultima considerazione, in tempi di rendimenti obbligazionari “striminziti”: se ho ben capito, anche le cedole delle obbligazioni incassate dagli ETF sono soggette a tassazione (in Europa quasi tutti gli Stati le tassano, anche se in misura diversa) ed i dividendi che poi gli ETF stessi distribuiscono sono a loro volta nuovamente tassati: al povero investitore finale, detratta anche la commissione annua dell’ETF, resta ben poco……
    Rinnovo i ringraziamenti e saluto cordialmente.

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    1. @ Franco
      Il tuo ragionamento è corretto. L’unica cosa che mi permetto di farti notare è che tu, giustamente, enfatizzi i maggiori rendimenti che le obbligazioni subordinate offrono ma non i possibili rischi cui si va incontro. Oggi il rischio delle subordinate, a mio avviso, non è adeguatamente ripagato purtroppo…

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