Green Bond Société Générale Positive Impact Finance

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I Green Bond di SoGen promettono la restituzione del capitale investito ed una remunerazione fissa con premio finale “verde”. Ecco un’analisi completa, seria ed indipendente del prodotto.

I Green Bond: Cosa Sono le Obbligazioni Sostenibili

I green bond, noti anche come bond ambientali, sono obbligazioni del tutto simili ai prodotti tradizionali, con una caratteristica distintiva. In particolare esse sono emesse per sostenere progetti legati all’ambiente come, a titolo di esempio, la produzione e la commercializzazione di energie pulite, il miglioramento dell’efficienza energetica, ecc.

Per di più i green bonds hanno avuto uno sviluppo straordinario, a partire dal 2007 in poi, fino a diventare un vero e proprio fenomeno di moda.

Infatti, oltre ad essere emessi da organismi sovranazionali, le obbligazioni verdi sono collocate anche da soggetti privati, che talvolta giocano sull’ambiguità per proporre i propri prodotti con un vestito nuovo.

Particolarmente importante è la constatazione che non esiste uno standard univoco sulla cui base classificare un’obbligazione come “green”. Per questo occorre fare attenzione a cosa si compra. Ma passiamo ora all’analisi “tecnica” dell’obbligazione di Société Générale.

I Green Bond Strutturati di Société Générale: una Premessa Importante

I bond di Société Générale in particolare non sono green a tutti gli effetti, nel senso che non servono a sostenere progetti legati all’ambiente. Essi, al contrario, sono obbligazioni strutturate i cui interessi dipendono dall’andamento di un indice “verde”.

Il fatto che i titoli non siano a tutti gli effetti dei green bond è molto importante soprattutto se sei un investitore attivista. In questo caso sappi che il tuo contributo all’ambiente, ottenuto mediante un investimento sostenibile, è indiretto.

Le Caratteristiche Tecniche delle Obbligazioni

I bond Positive Impact Finance- ISIN XS1968526209 hanno alcune caratteristiche fondamentali che devi conoscere prima di decidere cosa fare.

I bond sono denominati in Dollari Usa

Si tratta di un dato importante, poiché l’acquisto delle obbligazioni verdi di Société Générale comporta l’assunzione del rischio di cambio tra Euro e Dollaro.

Sebbene il capitale a scadenza sia garantito, esso lo è solo con riferimento alla valuta di emissione. In altre parole, se l’Euro dovesse rafforzarsi contro il Dollaro potresti subire una perdita anche in presenza del rimborso del capitale nominale. Non tralasciare mai l’aspetto valutario quando scegli di investire in obbligazioni estere.

La durata è pari a quattro anni

Mentre la durata non dovrebbe preoccupare un investitore in valuta, essa rischia di essere un boomerang per l’investitore italiano. Intendo dire che quattro anni rappresentano un periodo di tempo piuttosto esteso durante il quale il tasso di cambio tra Euro e Dollaro potrà riportare andamenti sfavorevoli.

Gli interessi: primi anni fissi, poi legati ad un indice azionario green

Le cedole prime tre annue sono pari all’1,50% lordo. Da questo importo occorre sottrarre l’imposta sostitutiva, pari al 26%, dal momento che il bond è emesso da una banca privata.

L’ultima cedola, al contrario, è rapportata all’andamento dell’indice “verde” Stoxx Global ESG Leaders Select 50. Solo se quest’ultimo riporterà una performance positiva, la cedola sarà attiva. In caso contrario la remunerazione del quarto anno sarà pari a zero.

Clausola Call

I green bond di SocGen potranno essere rimborsati anticipatamente a discrezione dell’emittente, a condizioni in apparenza generose.

Il rimborso anticipato presuppone, infatti, che lo stesso avvenga ad un prezzo crescente:

  • 107 Dollari per 100 nominali se il rimborso avviene il secondo anno
  • 110,50 Dollari se il rimborso avverrà il terzo anno.

La possibilità di ottenere un rimborso anticipato è una spada che pende sulla tua testa, per la semplice ragione che l’emittente eserciterà la clausola solo se ha convenienza.

A titolo di esempio, ciò potrebbe avvenire perché l’indice verde cui è legata la cedola dell’ultimo anno sta salendo troppo. Come risultato, l’emittente vorrà chiudere il bond rimborsandolo anzitempo, per risparmiare soldi a scapito degli investitori.

Lo Stress Test di Positive Impact Finance

Passiamo ora ad analizzare il rendimento del “green bond” sui generis in diverse ipotesi di mercato. Grazie a questa analisi saremo in grado di capire se conviene investire nel titolo o se, al contrario, esso si traduce in un abile gioco di marketing.

Scenario # 1 – Performance indice green nulla o negativa

Qualora lo STOXX Global ESG Leaders Select 50 fosse negativa l’ultima cedola sarebbe pari a zero. In altri termini, il rendimento netto effettivo in dollari del titolo sarebbe di appena lo 0,82% netto.

Puoi comprendere come una piccolissima svalutazione del Dollaro azzererebbe il guadagno e trasformerebbe l’utile in una perdita.

Scenario # 2 – Tasso di Pareggio

Il tasso di pareggio è il rendimento che dovrebbe avere l’indice STOXX affinché l’obbligazione di Sociétè Générale renda quanto un Treasury Usa.

Dal momento che il Usa T-Note Tf 1,75% Mg23 Usd offre un rendimento netto dell’1,67% in Dollari, prenderemo questo come esempio. Il tasso di pareggio è del 3,50%.

Tuttavia investire in un green bond privato è senza dubbio più rischioso che scegliere un titolo pubblico. Per fartela breve, affinché l’obbligazione renda un 3% netto in dollari, ossia un rendimento accettabile, occorre che l’indice STOXX cresca dell’8% circa.

Il Parere di Segreti Bancari

L’obbligazione Positive Impact Finance è meno green di quanto appaia. Essa, infatti, non mira a sostenere direttamente un progetto sostenibile a livello ambientale.

Al contrario si tratta, a quanto mi risulta, di un bond standard di tipo strutturato la cui ultima cedola è rapportata all’andamento di un indice azionario “sostenibile”.

Poiché il suo rendimento appare piuttosto basso, mentre la denominazione in Dollari fa di esso un titolo rischioso, eviterei di sottoscriverlo o di comprarlo sul mercato secondario quando sarà scambiato.

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Think different, invest differently

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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