Investire in Bond Esteri?

Investire in Obbligazioni  Estere: Quando Conviene Farlo per Aumentare i Rendimenti del Nostro Portafoglio?

Articolo aggiornato il 6 novembre 2017

Le obbligazioni estere sono strumenti di debito emessi da uno Stato o da un Ente che non ha sede nel nostro Paese. Più che non la nazionalità dell’emittente a fare la differenza è la valuta di denominazione del titolo, perché i bond esteri di norma sono espressi in una valuta diversa dall’Euro.

Chi sceglie di investire in titoli di stato esteri (o in un altro qualunque bond privato), lo fa perché desidera aumentare il rendimento del proprio portafoglio grazie a due effetti tra loro congiunti:

  • le cedole elevate
  • la possibile rivalutazione del tasso di cambio tra la valuta in cui le obbligazioni sono espresse e l’Euro.

A CHI SONO ADATTE LE OBBLIGAZIONI ESTERE?

I bond esteri possono assumere la forma delle obbligazioni bancarie, dei titoli di stato, o dei bond emessi da enti Sovranazionali, come le obbligazioni BEI. Molto spesso il loro rendimento è superiore a quello offerto da un titolo con rischio emittente e scadenza analoga ma espresso in euro.

La “cedola” più elevata è il motivo prevalente per cui gli investitori scelgono di comprare delle obbligazioni estere. La differenza tra il rendimento in valuta e quello in euro di un titolo simile è detto “carry”.

Oltre ai maggiori interessi pagati è la rivalutazione in conto valutario a rendere attraenti questi bond, nella misura in cui la divisa di denominazione si apprezzerà nei confronti dell’Euro.

Le obbligazioni ed i titoli di stato esteri, se denominati in una valuta differente dall’euro, non sono adatti a tutti, ma solo ad investitori evoluti che vogliono diversificare il proprio capitale ed ottenere frutti periodici elevati accettandone i relativi rischi.

Il video qui sotto ti darà maggiori informazioni sul funzionamento delle obbligazioni estere e su come fare per investire:

I RISCHI DEI BOND ESTERI

Investire in obbligazioni estere comporta alcuni rischi aggiuntivi rispetto ad un impiego in bond denominati in Euro:

  • rischio di tasso della valuta estera. Qualora i rendimenti della valuta in ci il titolo è denominato dovessero crescere, il suo valore diminuirebbe in modo proporzionale alla durata residua
  • rischio di cambio. I bond esteri sono titoli per lo più a tasso fisso (in valuta) ma a rendimento variabile in Euro perché interessi e capitali sono costanti nella valuta di origine, ma variano quando convertiti in euro sulla base del tasso di cambio.

A seconda dell’andamento del cambio un’obbligazione estera potrà essere molto più redditizia di un corrispondente bond in Euro o molto meno, se la valuta “originale” perde valore nel corso del tempo.

Può accadere dunque che un titolo super sicuro emesso da un emittente solvibile generi delle perdite se nel frattempo la svalutazione della valuta è molto forte.

A CHI SERVE INVESTIRE IN TITOLI ESTERI

L’investimento in obbligazioni estere, o in titoli di stato esteri, è redditizio ma rischioso e va valutato all’interno di una strategia complessiva di portafoglio che tenga anche conto della quota azionaria detenuta.

A causa della elevata variabilità del controvalore investito, un impiego in bond esteri rende l’investimento più “simile” ad un impiego azionario che non ad un tranquillo investimento in obbligazioni domestiche.

Per questa ragione investi in obbligazioni estere solo se:

  • la quota azionaria del tuo portafoglio è moderata o comunque “sotto controllo”
  • sei interessato a ricevere cedole periodiche elevate piuttosto che a far crescere il tuo capitale.

Inoltre limita la quota di titoli di stato ed obbligazioni estere detenuti in portafoglio ad un massimo del 15% del controvalore complessivo e diversifica su più valute, in modo tale da non essere esposto al pericolo di svalutazione di poche divise in cui i tuoi soldi sono investiti.

Assicurati, infine, che la durata delle obbligazioni non sia troppo lunga così da mitigarne le oscillazioni nel corso del tempo.

 

73 commenti
  1. Ciao Giacomo,
    ottimo video complimenti!
    Volevo sapere se per investire in bond con valuta estera preferisci le BEI o si possono utilizzare etf. Grazie mille del tuo servizio!

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    1. @ Simone
      Personalmente preferisco ETF, in modo da eliminare il rischio di default con l’ampia diversificazione degli emittenti. Le BEI sono un’alternativa più “semplice” ma richiedono maggiore attenzione perché al di là dell’emittente è sempre bene investire in più valute per avere una diversificazione anche di tipo valutario oltre che per scadenza.

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    2. Ciao Giacomo,ottimo video. Hai esposto in modo molto chiaro le principali regole che noi piccoli risparmiatori dovremmo conoscere. Ti vorrei chiedere se e’ il momento giusto per investire in obbligazioni, “sempre emesse da emittenti sovrannazionali”, in dollari americani.
      Ti ringrazio anticipatamente.
      Buon fine settimana
      danilo

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      1. @ Danilo
        E’ difficile darti una risposta “veloce” perché qualunque investimento può essere buono o subottimale a seconda del contesto in cui lo si inserisce e dalla strategia complessiva di portafoglio. Una quota di dollari la puoi comprare, soprattutto se tutti gli altri tuoi investimenti sono in euro. Anche la diversificazione valutaria è importante per costruire portafogli equilibrati e redditizi…

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    3. Ciao Giacomo, il video era semplice e chiaro. Grazie

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      1. @ Giusy
        Grazie a te. E’ un piacere produrre contenuti di qualità che interessano i Lettori di Segretibancari.com.

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  2. Ottimo video, grazie!

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    1. @ Rossano
      Grazie a te… Se hai domande sono qui 😉

      Rispondi
  3. Buono il preciso e sobrio video; l’ investire in titoli e/o ETF in valute non euro comporta oneri fiscali e/o altri adempimenti oltre a quelli previsti per investimenti in euro.

    Grazie, buona giornata.

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    1. @ Roberto
      No. La tua banca eseguirà tutti gli adempimenti al posto tuo e tu non dovrai fare assolutamente nulla a parte controllare di tanto in tanto i tuoi investimenti e goderne i frutti 🙂 Grazie per i complimenti!!

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  4. Una domanda. Per ridurre il rischio legato al tasso di cambio, suggerisci di diversificare le valute. L\\\’andamento delle valute però non è in generale indipendente. Quali sono gruppi di valute interessanti e abbastanza \\\”indipendenti\\\” da questo punto di vista? Ci sono valute interessanti e che non siano indipendenti dall\\\’euro? Se non sono indipendenti, dovrebbero oscillare \\\”insieme\\\” all\\\’euro…
    Oppure è comunque da preferire la strada degli ETF?
    Grazie

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    1. @ Claudio
      E’ un’ottima domanda. Le valute a volte si muovono in modo correlato tra loro, altre volte no. Esistono alcune valute che storicamente sono correlate, ossia guadagno o perdono nei confronti dell’euro nello stesso momento, ma la maggior parte di esse attraversa momenti di dipendenza con altri di indipendenza nei confronti dell’euro.

      Se investi in 4 o 5 divise estere diverse ridurrai il rischio di averle tutte quante in perdita nel medesimo momento. Secondo me gli ETF vanno benissimo, ma c’è chi preferisce i singoli titoli ecco perché nel video parlo delle BEI.

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  5. Video carino grazie per le spiegazioni ma se dico agli investimenti bancari no grazie come faccio a investire .per???.purtroppo ho comprato azioni Unicredit e adesso mi trovo con un bel problema per recuperare il capitale investito figuriamoci se posso pensare al rendimento -profilo…

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    1. @ Elena
      Capisco la tua situazione, ma mi permetto di farti notare che proprio perché non ti sei soffermata sul profilo rischio – rendimento delle azioni Unicredit ora sei nei guai. Purtroppo molti investitori partono con il comprare quelli che credono essere “i titoli migliori” per poi trovarsi con portafogli destinati a schiantarsi.

      La prima cosa da fare è settare un profilo rischio rendimento accettabile, e solo dopo si procederà a scegliere i titoli migliori nel rispetto del “profilo” individuato.

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  6. Ciao Giacomo, a proposito di obbligazioni con rendimenti buoni, per il periodo attuale, come valuti le senior di MPS e i titoli di Stato del Portogallo?Giusto per rimanere in area Euro…scusa se non ho parlato di titoli in altre valute ma forse potrebbe essere uno spunto anche questo.
    Grazie

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    1. @ Max
      In linea di massima starei lontano dai bond MPS. Credo che difficilmente la banca fallirà ma è inutile correre rischi che non sono adeguatamente ricompensati. Anni fa nei miei portafogli avevo inserito il Portogallo 202 ed avevamo fatto ottimi profitti su quel titolo, ma oggi onestamente non comprerei più nemmeno quello…

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  7. Ciao Giacomo 8il Casanova della Finanza) cosa ne pensi di Bond Governativi del Venezuela…?? Sono molto Rischiosi, ma il Venezuela non và mai in Default…..intanto non comprarli SI PERDONO GRANDI OCCASIONI….

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    1. @ Ciro
      Non sarei così sicuro che uno Stato non andrà mai in default. Lo fece il Messico nel 1995, la Russia nel 1997 e l’Argentina nel 2001. Il Venezuela presenta ottimi rendimenti, ma ha un rischio piuttosto alto. L’emissione 2027, poi, comporta anche il rischio di cambio essendo in dollari…

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  8. Ciao Giacomo,
    in effetti il 15% massimo va più che bene per questo tipo di obbligazioni. Certo il fattore cambio è sempre lì in agguato (vedi per esempio il caso delle TRY di qualche tempo fa), ma del resto sappiamo che l’investimento privo di rischi non esiste più.
    Un caro saluto!

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Purtroppo l’investimento privo di rischio non è mai esistito. Vedendo il mare tranquillo pensavamo di trovarci di fronte ad uno specchio d’acqua immobile, quasi un fiume. E’ però bastata un’onda un po’ più alta per farci ricordare che il mare può essere burrascoso e che i momenti di calma apparente sono una quiete nella turbolenza fisiologica delle onde…

      Rispondi
      1. @Daniele
        Complimenti Daniele, hai descritto perfettamente i mercati finanziari. E a proposito, appena ho letto SB dopo la pausa estiva mi e’ sembrato di tornare indietro nel tempo quando leggevo post belli ed interessanti che ho tanto apprezzato.
        Grazie…
        Giginvestitoreindipendenteeconsapevole

        Rispondi
        1. @ Gigi
          Grazie a te che da anni ormai mi segui con costanza ed affetto…

          Rispondi
  9. Bene, molto chiaro e breve, grazie!

    Rispondi
    1. @ Spartaco
      Grazie a te. Per me è davvero importante ricevere feedback su quello che faccio per migliorare continuamente ed offrire a tutti voi contenuti di valore.

      Rispondi
  10. Una domanda riguardo Etf obbl. unhedged globale LU0908508731 se non ricordo male segnalato da te ultimamente. Se l Euro si rivalutasse sulle altre monete di un 20%, ai tassi attuali vicino allo zero immagino il valore dell Etf diminuerebbe in maniera consistente . Per questa situazione sarebbe meglio preferire un Etf Hedged o le spese per la copertura del cambio sarebbero altrettanto penalizzanti ? Guardando in queste settimane l’Etf Unhedged noto che gli scambi sono veramente ridotti a 20 – 50 pezzi giornalieri. Non sono troppo pochi ?

    Rispondi
    1. @ Gab
      Siamo un po’ off topic 🙂 ma ti rispondo volentieri comunque. E’ importante fare una valutazione di ogni investimento all’interno di una strategia di portafoglio complessiva. Ad esempio se un obbligazionario non hedged perde perchè l’euro si rivaluta questo potrebbe compensare un altro investimento che si avvantaggia dalla stessa situazione.

      Ecco che combinando due investimenti che hanno “driver di rendimento” diversi l’andamento singolo di uno di essi non è più così rilevante…

      Rispondi
      1. @Daniele
        il “vecchio” Daniele non avrebbe risposto, ma in fondo penso che ci vuoi bene perche’ tu ci hai aiutato giorno per giorno a crescere nell’educazione finanziaria mentre noi ti abbiamo sostenuto sempre a vantaggio del tuo blog e di tutti quelli che lo seguono.
        La pianificazione finanziaria, come ci hai insegnato Daniele, dipende dai nostri obiettivi, dal nostro grado di rischio e quindi dall’orizzonte temporale personale, gli strumenti di investimento vengono dopo a completare il tutto. E mai prima…
        Giginv.

        Rispondi
        1. Quindi ogni singolo investimento non va analizzato singolarmente, ma contestualizzato all’interno di una strategia complessiva che preveda un’equilibrata e corretta asset allocation.
          Giginv.

          Rispondi
          1. @ Gigi
            Quello che scrivi è davvero importante. Può sembrare una banalità ma la strategia è la prima cosa da “mettere a posto” per ottenere rendimenti superiori e duraturi dai propri investimenti. Questo è un punto sottovalutato ma è di fondamentale importanza, ed è questo il motivo per cui pochi ottengono rendimenti elevati.

            Siamo tutti orientati ai “titoli migliori” e pochissimo alla strategia migliore che fa da legante a tutto…

        2. @ Gigi
          Hai centrato il problema. Sono molto affezionato agli Amici che mi seguono sia sotto il profilo professionale sia dal punto di vista umano. Molte persone, come te del resto, mi seguono da anni e pur non conoscendoci di persona si è creato un soldi rapporto di stima e di amicizia 🙂

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          1. @Daniele
            6 un grande Daniele… 🙂

  11. Ciao Daniele, con piacere ho riguardato il video, molto chiaro e preciso, ciò di qui ha bisogno un investitore libero.
    Ho partecipato al primo corso di Investitore Libero, il quale mi è servito veramente molto, per fare chiarezza nel mio modo di investire.
    Sicuramente mi sono però reso conto che oltre alla tua buona fede c era in quel momento una voglia di attirare verso i tuoi servizi a pagamento chi ti seguiva.
    La tua professionalità è assolutamente indiscutibile, abbinata alla voglia d insegnare a livello sociale credo possa portarti solo un mondo di bene a 360°.
    Grazie mille di tutto

    Rispondi
    1. @ Roby
      Grazie infinite. Sono felice di leggere le opinioni e le critiche costruttive degli Amici che mi seguono. E sono davvero onorato che ciò che hai appreso ad Investitore Libero ti sia stato utile. Un abbraccio e a presto…

      Rispondi
  12. molto interessante, ma attualmente e comunque da diverso tempo, a parte contro franco svizzero e yen i cui titoli di stato non rendono nulla anzi , non mi sembra conveniente shortare l euro per acquistare titoli in valuta estera . sbaglio?

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    1. @ Massimo
      Shortare euro significa vendere allo scoperto la nostra valuta per investire su un’altra. Questo tipi di operazioni non sono mai alla portata dell’investitore consapevole che non vuole correre rischi speculativi dai suoi investimenti, accontentandosi di un rendimento soddisfacente ma il più possibile costante.

      Nel video parlo solo della possibilità di diversificare i propri investimenti inserendo in portafoglio bond sovranazionali espressi in divise estere, ma senza vocazioni speculative 🙂 Grazie per i complimenti…

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  13. Spiegazione impeccabile ed estremamente esaustiva. Ti chiedo un cortese parere su questa mia strategia, al riguardo. Ho investito via via nel tempo circa l’80% (che va
    a ben oltre 15% da te suggerito, unica variante ai tuoi suggerimenti) del mio attuale capitale in BEI denominate in Rand, Try e Peso, tenendo comunque una buona scorta di lliquidità per acquisti allorquando il prezzo scende al di sotto di quello di carico e contemporaneamente la valuta risulta deprezzata. Nel frattempo, al significativo variare in positivo del valore in conto capitale, vendo alcuni titoli e rimpinguo la liquiditò, per attuare l’anzidetta strategia, oppure beneficio degli interessi cedolari periodici senza fare nulla, se non vi sono significative oscillazioni, sopportando anche lievi momentanee perdite in conto capitale che al massimo si aggirano su di un 3%. Grazie e continua sempre col tuo ottimo, competente ed utilissimo lavoro .

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    1. @Alessandro se posso intromettermi, l’unica cosa inappropriata e’ proprio quell’ 80% che ti espone a un rischio elevato a causa della preponderanza di un solo veicolo di investimento. A mio avviso il 10% sarebbe piu’ che sufficiente tenendo conto che gli investimenti in valuta tendono ad avere una elevata volatiita’ nel tempo.

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      1. Grazie Francesco, sono consapevole della elevata esposizione e sicuramente la ridurrò progressivamente. Ma per ora, tenendo sotto controllo il cambio, mi sta fornendo un rendimento molto più elevato rispetto ad altri investimenti in area euro, La volatilità di cui parli è anche in senso positivo ed io sfrutto le fluttuazioni in valuta per vendere con oscillazioni favorevoli e riacquistare allorquando si verifica una significativa flessione. Ciò per ora offre rendimenti prossimi al 10% medio annuo, impensabile con altri strumenti finanziari in area euro in questo periodo..Grazie ancora per il tuo consiglio.

        Rispondi
        1. @alessandro, ti sbagli, negli ultimi due anni il 10%/anno e’ esattamente il rendimento di ETF obbligazionari in titoli di stato di area euro a medio termine e senza rischio valuta. Se no il QE che lo abbiamo a fare? Ma comunque non mi segno di avere piu’ del 30% in obbligazionario misto complessivo. Secondo me ti stai esponendo a un rischio eccessivo per un guadagno non stratosferico.

          Rispondi
    2. @Alex
      sono sicuro che con questa tua personale strategia arriverai alla fine al 100%. L’extra rendimento, tieni conto, rischia di essere assorbito dalle fluttuazioni del cambio che rende altresi’ lo strumento piu’ volatile.
      Giginv.

      Rispondi
      1. In realtà la mia strategia tende a ridurre progressivamente la percentuale di esposizione, lasciando immutato il capitale investito per avere una rendita costante ed elevata nel tempo. Grazie per .la tua risposta.

        Rispondi
    3. @ Alessandro
      La tua strategia è di tipo “contrarian” poiché compri quando le valute sono “basse” rispetto all’Euro per rivendere quando le stesse si trovano in profitto. E’ una buona strategia che funziona quando di mezzo ci sono i bond, ma credo che avere l’80% del portafoglio investito in divise estere, soprattutto emergenti, sia un po’ eccessivo perché il tuo portafoglio potrebbe perdere tranquillamente il 30% in caso di ribasso delle divise.

      Se hai la possibilità di risparmiare usa la quota che accantoni mese dopo mese per creare una quota liquida che abbatta il peso dei titoli in valuta. Mi spiego con un esempio. Se hai 100.000 euro di cui 80.000 investiti in valute estere, il peso di queste ultime sarà dell’80%, mentre il 20% del portafoglio è composto dalla liquidità, ok?

      Se dopo un anno hai risparmiato, diciamo, 12.000 euro il tuo portafoglio passerà da 100.000 a 112.000, suddiviso tra bond in valuta (80.000 euro) e liquidità (32.000 euro). Grazie al fatto che il nuovo risparmi è finito in liquidità hai automaticamente ridotto il peso percentuale dei bond in valuta stemperando un po’ il rischio…

      Rispondi
      1. Grazie Giacomo, in effetti è proprio la mia strategia di lungo termine. Per essere precisi ora il mio portafoglio è formato da circa il 70% in bond sovranazionali in valuta il 10% suddiviso tra bond in dollari USA corporate e azioni italia, mentre il restante 20% in liquidità. La percentuale di bond i valuta tendo a ridurla, come ho fatto recentemente col rand sudafricano (acquistato a 16,80, venduto a 15,40 e riacquistato a 16,10), mantenendo inalterato il capitale investito. Grazie ancora per la tua sempre cortese e competente risposta.

        P.S. A chiunque conosco che si diletta di finanza consiglio la lettura del tuo sito, che gli sarà senz’altro utile come lo è per me.

        Rispondi
        1. @ Alessandro
          Grazie a te. Per qualunque dubbio o domanda sono a tua disposizione 😉

          Rispondi
  14. Aggiungo i miei complimenti per il video.Sono un piccolo risparmiatore vorrei investire in etf azionari esteri o nazionali x un importo di max 30 mila eur mi puoi dare un suggerimento per questo mio primo approccio. Grazie. Un
    cordiale saluto.

    Rispondi
    1. @ Giuseppe
      Sei off topic perché qui parliamo di bond esteri 🙂 Ad ogni modo ti indico un paio di ETF azionari globali che potrebbero interessarti:

      IE00B4L5Y983 – IE00B0M62Q58

      Il primo reinveste i dividendi, il secondo li paga ogni tre mesi. Grazie per i complimenti e al prossimo commento.

      Rispondi
  15. Siete troppo “avanti” rispetto a me, ma Vi leggo molto volentieri e Vi seguo (per quel che posso).
    Buona caccia.

    Rispondi
    1. @ Beppe
      Grazie, anche se non ho ben compreso cosa intendi con “buona caccia”…

      Rispondi
  16. Buon giorno
    Grazie per la pronta risposta. Valuto ottimale il contenuto del video tanto da aumentare la mia propensione all’investimento nei due bond “Bei” menzionati. Infatti:
    – Sono sovranazionali
    – Di breve durata (triennali)
    – Quotaz. a 107 dopo i primi 6 mesi dalla emissione
    – Eccellente la cedola annua (12%)
    – Non intendo investire piu’ del 15% del mio capitale
    Non so pero’ valutare se il momento e’ favorevole o meno, e l’ncidenza relativamente al cambio BRL/Euro.
    Un Suo consiglio sarebbe gradito.
    Ringrazio e saluto cordialmente
    Lino

    Rispondi
    1. @ Lino
      Mi dispiace non poterti aiutare, ma per ragioni di tempo non riesco a darti una risposta completa qui, circa l’opportunità o meno di investire in una valuta specifica. Ricorda sempre di diversificare molto il tuo investimento, impiegando i tuoi soldi in più valute così da ridurre i rischi…

      Rispondi
  17. Gentile Giacomo grazie per il tuo ottimo video ti seguo sempre con tantissimo interesse, e seguo alla lettera i tuoi preziosi consigli. ho in portafoglio codesti etf azionari ie00b0m62q58 ie00b4l5y983 obbligazionari fr0010959668 fr0010754143 fr0010814236 tutti di 5000 euro tranne che per lu0908508731 di 10000 euro posso cambiare qualcosa a vantaggio o svantaggio di uno di essi?grazie

    Rispondi
    1. @ Francesco
      Purtroppo non posso risponderti qui per motivi di tempo, ma ti prometto che se continuerai a seguirmi avrai modo di ottenere una risposta alla tua domanda.

      Rispondi
  18. mi piace molto grazie

    Rispondi
    1. @ Lidia
      Grazie a te. Mi raccomando, continua a seguirmi 🙂

      Rispondi
  19. Caro Giacomo,
    intanto ti ringrazio per i tuoi preziosi consigli.
    Rispetto alla scelta di un’obbligazione sovrannazionale in valuta estera, come è meglio orientarsi rispetto alla lunghezza del rateo cedolare?

    Grazie

    Rispondi
    1. @ Sabrina
      In che senso? Il rateo cedolare ti sarà rimborsato in occasione della prossima data di stacco, temo di non aver capito…

      Rispondi
  20. Era una riflessione rispetto al rischio cambio. Siccome le BEI staccano cedola una sola volta l’anno, se ne acquisto una con un rateo cedolare mettiamo il caso di 8 mesi e nei successivi 4 la valuta estera si deprezza molto rispetto all’euro, ci rimetto e, se non sbaglio, il rateo cedolare non concorre a creare la minusvalenza… E’ corretto come ragionamento?

    Grazie mille

    Rispondi
    1. @ Sabrina
      Ora ho capito. Sì, il tuo ragionamento è assolutamente corretto complimenti.

      Rispondi
  21. Non ho un commento ma una domanda.
    Dove posso trovare la quotazione di due eurobbligazioni in euro ZC con scadenza 2048?
    ho il codice e si chiamano
    BERS zc 3/2048
    Chase Manhattan bank zc 3/2048.
    anni fa erano tripla A. le ho acquistate a circa 10 oggi valgono oltre 30 la prima e circa 20 la seconda.
    Chiedo dove trovare le quotazioni perche la banca presso la quale sono stata acquistati fa parte della bad bank da cui vorrei allontanarmi. e ogni volta che chiedo le quotazioni debbono fare una serie di telefonate.
    Chiedo se conoscete una banca che tratti queste eurobbligazioni. ingdirect ad esempio non lo fa.

    Rispondi
    1. @ Pier Luigi
      Purtroppo le obbligazioni quotate sull’euromercato hanno quotazioni poco trasparenti. Non essendoci un mercato regolamentato occorre chiedere la quotazione ad una controparte che però è contattabile solo da una banca attraverso circuiti specializzati. Se anche cambi istituto e trasferisci i tuoi titoli dovrai comunque chiamare la banca per avere una quotazione del bond.
      Il circuito TLX offre una serie di obbligazioni “estere” comprabili in Italia con costi contenuti ed una quotazione trasparente. Io mi rivolgerei solo a bond quotati lì o su borsaitaliana.

      Rispondi
  22. Buongiorno e complimenti per il sito ed il lavoro che fate. Una domanda, per arginare i costi potrebbe aver senso aprire un conto negli stati uniti online e acquistare da quello? Magari con un broker U.S.A.?

    Grazie in anticipo!

    Rispondi
    1. @ Mario
      Purtroppo no. L’apertura di un conto con un broker statunitense ti costringerebbe a subire complicazioni dal punto di vista fiscale (dovresti dichiarare in Italia i proventi incassati). Il modo migliore per investire in bond esteri consiste nell’usare gli ETF: sono semplici da capire ed utilizzare, convenienti e ti permettono una grandissima diversificazione. Un caro saluto e grazie per i complimenti!

      Rispondi
  23. Gent.ssimo dottore, la seguo da mesi con grande interesse. Le chiedo, se vuole e può rispondere ovviamente, se un investimento in questi 2 questi due bond oggi (50% ciascuno del totale investito)
    1) LU0290357929 db x-trackers Global Inflation-Linked Bond UCITS ETF 1C (DR)
    2) LU1459801780 UBS ETF (LU) Barclays TIPS 1-10 UCITS ETF (hedged to EUR) A-acc
    mi permette di dormire tranquillo e avere un minimo di rendimento annuo. La ringrazio per l’opportunità. Andrea

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Dipende da quali sono i suoi obiettivi di investimento e da che cosa intende con il “dormire sonni tranquilli”. Ha esaminato la volatilità dei due strumenti, il loro grado di correlazione, la perdita massima in uno scenario sfavorevole ed ha verificato che tutto ciò collimi con i suoi obiettivi di investimento e la tolleranza al rischio?

      Rispondi
  24. Salve, Complimenti per il suo lavoro, la seguo da mesi e ho partecipato al suo telecorso, molto interessante.
    Le volevo chiedere cosa ne pensava dei fondi passivi Vanguard quotati ad Amsterdam?

    Grazie

    Rispondi
    1. @ Fabio
      Grazie per la fiducia e l’affetto con cui mi segue. E’ fuori tema perché questo post è dedicato ai bond esteri e non ai fondi passivi.
      Ad ogni modo credo sia più redditizio investire in ETF quotati sulla borsa di Milano, che condividono la strategia passiva dei fondi Vanguard ma sono più semplici da gestire anche fiscalmente essendo scambiati in Italia.

      Rispondi
  25. Ciao Giacomo

    Alla fine questo “Carry”, da quel che ho capito, lo stabiliamo arbitrariamente noi (un po’ come lo stop loss). Tuttavia ti chiedo: Valute estere richiedono Carry diversi? Oppure un solo livello di Carry che in ogni caso va bene per tutte le valute in cui decido di investire?

    Rispondi
    1. @ Daniele
      Il carry non è arbitrario ma corrisponde alla differenza tra il rendimento di una valuta e quello di un titolo corrispondente espresso in euro. Se ad esempio la Lira Turca a due anni offre un rendimento del 10% e un bond biennale in euro lo 0,20% il carry è del 9,80% ed è un dato univoco.
      A valute diverse, ovviamente, corrispondono carry diversi…

      Rispondi
  26. Buongiorno Giacomo, detengo un 5% di Bei Brl il cui prezzo di carico è superiore al prezzo di acquisto ma a causa della debolezza della valuta sono leggermente in perdita. Vale la pena ancora mantenere? So che dipende dai propi obiettivi e dalla capacitá di sostenere le perdite anche psicologicamente ma un giudizio tecnico sarebbe utile. Grazie

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    1. @ Anna
      Per ragioni di tempo non mi è possibile dare giudizi tecnici sugli strumenti finanziari. La sede adatta per domande di questo tipo è l’Investment Club. Grazie…

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  27. Ciao Giacomo, possiedo delle Bei in valuta Try e in forte perdita. Non le ho acquistate in emissione ma sul mercato, saranno rimborsate a 100 ?.
    Grazie e buon lavoro
    OT

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    1. Certo che saranno rimborsate a 100, alla scadenza. Ovviamente dovrai considerare il cambio a quella data anche e il carry fra euro e try fra il momento dell’acquisto e quello del rimborso. Le valute sono normalmente molto volatili per cui l’acquisto di obbligazioni in valuta non ‘pregiata’ ha un altissimo rischio cambio proprio per quello: può andare molto bene, ma anche molto male.

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    2. @ Otello
      Sì, saranno rimborsate a 100 ma in valuta. Quindi il controvalore che incasserai effettivamente dipende dal tasso di cambio tra Euro e Lira al momento della scadenza. In pratica l’importo che incasserai sarà pari a 100 diviso il tasso di cambio.

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