Obbligazioni Banca Mondiale al 6,25%: Analisi e Recensione del titolo World Bank 2022

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Le obbligazioni Banca Mondiale 2022 promettono un rendimento elevato. Ma presentano rischi non trascurabili. Per imparare ad “andare oltre” al semplice rendimento, in questo articolo analizzerò per te il bond World Bank.

Le Obbligazioni di Banca Mondiale: a Cosa Fare Attenzione

Non c’è dubbio: la World Bank è una degli emittenti preferiti dagli investitori grazie alla sua solidità. Infatti la banca non si limita ad avere un giudizio di affidabilità (rating) positivo, ma non è nemmeno soggetta al bail in.

Se aggiungi il fatto che i bond vengono promossi con lo slogan “fai un investimento socialmente responsabile” e che la cedola è elevata, capisci subito come tanti comprino le obbligazioni senza approfondirne più di tanto le caratteristiche tecniche.

Eppure l’esperienza di lavoro in banca, come gestore private, mi ha insegnato che devi basare le tue scelte di investimenti su analisi approfondite e non su luoghi comuni, magari enfatizzati da chi emette il prodotto.

Per carità oggi non appartengo più al mondo bancario, ma quello che ho imparato e visto mi ha insegnato a distinguere gli investimenti “buoni” da quelli “cattivi” e a che COSA guardare per evitare le trappole.

Alla luce di ciò sono qui per dirti di prestare attenzione alla valuta in cui l’obbligazione Banca Mondiale è denominata. Se l’emittente è sicuro e la cedola elevata, i casi possono essere due.
Da un lato il prezzo può essere così alto da abbassare il rendimento a causa della perdita in conto capitale alla scadenza. Dall’altro il titolo può essere emesso in una valuta rischiosa, come in questo caso.

L’investimento in un bond che presenta cedole elevate e rendimenti “fuori mercato” in senso favorevole, spesso nasconde insidie dal punto di vista della valuta.

Il Bond World Bank a Tasso Fisso 6,25% Febbraio 2022

L’obbligazione che andremo ad analizzare ha una scadenza media. Essa rimborserà il capitale nominale tra soli 3 anni. Visto che la sua quotazione al momento in cui scrivo è di 100, il suo rendimento sarà pari alla cedola pagata.

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E non c’è dubbio che un 6,25% annuo lordo, pari al 5,47% netto, sia allettante. Peccato che il titolo sia denominato in Rupie Indonesiane.

Il che significa che una piccolissima oscillazione del tasso di cambio tra l’Euro e la Rupia trasformerà rapidamente un titolo in guadagno in uno in perdita.

Sì, perché sia le cedole sia il capitale a scadenza sono espressi in Rupie. Se questa si svaluta ti troverai a perdere anche con un titolo emesso da un soggetto sicuro.

Vedremo tra un istante che tipo di andamento ha avuto la Rupia. Per ora finiamo di esaminare le caratteristiche tecniche del titolo.

  • ISIN: XS1941773647
  • taglio minimo: 15 mln di Rupie (pari a circa 1.000 €)
  • cedola: fissa al 6,25% annuo lordo
  • scadenza: 11 febbraio 2022
  • quotazione: 100
  • mercato di riferimento: borsa italiana.

La Valuta di Riferimento: Andamento del Cambio con la Rupia

A marzo 2019 un euro vale 16.169 rupie. Il punto non è il “valore” ma la “volatilità” della divisa.

Difatti un euro valeva 10.578 rupie a dicembre 2003, per poi passare a 15.632 nel dicembre 2008. Nello stesso modo a giugno 2010 il tasso di cambio era sceso a 11.110 per poi risalire a 16.584 a gennaio 2014.

A dicembre 2016 eravamo a 14.015, mentre a ottobre 2018 a 17.573.

L’Opinione di Segreti Bancari

La volatilità della divisa è troppo grande e rischia di sommergere rapidamente il differenziale di interesse tra un bond in euro e uno in valuta.

La ragione per cui un investitore sceglie di detenere un’obbligazione espressa in una valuta diversa dall’Euro, infatti, sta proprio nel differenziale di interesse.

Se questo valore è “piccolo” rispetto alla variabilità nel tasso di cambio, come accade con la Rupia, è facile andare in negativo se il tasso di cambio si deprezzerà.

Ritengo che il rendimento offerto dal bond non sia sufficiente a compensare i rischi corsi, per cui ti sconsiglio di investire in esso.

Ti Serve uno Schema di Investimento?

Come ti ho detto, sono stato – in una fase precedente della mia vita – un ex bancario che si occupava di Private Banking. Disgustato da un mondo dominato dai conflitti di interesse e dai budget di vendita ho fondato il sito Segretibancari.com per aiutare gli investitori a fare scelte più consapevoli e redditizie.

Ma quello che ho visto nei lunghi anni trascorsi in banca, prima di diventare un professionista indipendente, mi ha aiutato a capire cosa cambiare per ottenere risultati. E ora sono lieto e orgoglioso di condividere con te le mie scoperte e i miei risultati.

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Think different, invest differently.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

4 commenti
  1. Buona serata GIACOMO,discorso diverso se si pensa di acquistare qualche obbligazione in usd visto la minore volatilita’ del dollaro rapportandolo alla rupia?

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    1. @ Antonio
      Dipende dal tuo piano di investimenti. E’ da tanto che mi segui e che scrivi i tuoi commenti, e ti ringrazio. Ma per costruire un portafoglio efficace non basta leggere un sito che offre spunti interessanti. Occorre dotarsi di un piano preciso che ti permetta di “legare” in modo organico i vari concetti, filtrando solo ciò che ti serve sul serio.

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  2. Nell’ambito di diversificazione del mio portafoglio ne ho comprato un 4% circa, mia opinione assolutamente personale: pessima scelta. Li ho comprati in valuta real brasiliano, a fronte di una cedola del 7,60% lordo, fronteggia perdite dal -15% fono al -20%. Quanto mai li ho acquistati, per cui a questo punto tanto vale comprarne uno in usd, o altra moneta forte, con una minore cedola.

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    1. @ Giovanni
      La tua situazione è piuttosto comune, purtroppo. Le cedole attraggono l’interesse degli investitori che tuttavia perdono di vista due aspetti fondamentali. Anzitutto non considerano adeguatamente i rischi; in secondo luogo non hanno un piano e finiscono con il dare “troppo” peso ad investimenti eccessivamente rischiosi. A mio avviso il 4% del portafoglio investito su un titolo emergente è troppo, salvo casi particolari e fatta salva la composizione della restante parte del portafoglio.

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