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	<title>ETF indici e fondi convengono? Analisi e opinioni</title>
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	<description>Investire in modo consapevole</description>
	<lastBuildDate>Mon, 02 Mar 2026 11:12:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il costo invisibile dei fondi: quanto ti costa davvero investire con la tua banca?</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/i-veri-costi-dei-fondi-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi comuni di investimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La falsa sicurezza dei fondi bancari Per molti risparmiatori italiani, investire in fondi comuni proposti dalla banca è stata la scelta “comoda” e rassicurante. Ma questa comodità spesso ha un prezzo salato, che non si vede ma si sente nel tempo: commissioni elevate, costi nascosti e rendimenti ridotti. Quanto paghi davvero? Ecco i costi reali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.segretibancari.com/i-veri-costi-dei-fondi-comuni/">Il costo invisibile dei fondi: quanto ti costa davvero investire con la tua banca?</a> proviene da <a href="https://www.segretibancari.com">Segreti Bancari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Il costo invisibile dei fondi: quanto ti costa davvero investire con la tua banca?' data-link='https://www.segretibancari.com/i-veri-costi-dei-fondi-comuni/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/06/fondi-comuni-investimento-costi.png" alt="fondi comuni investimento costi" class="wp-image-27546" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/06/fondi-comuni-investimento-costi.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/06/fondi-comuni-investimento-costi-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La falsa sicurezza dei fondi bancari</h2>



<p>Per molti risparmiatori italiani, investire in fondi comuni proposti dalla banca è stata <strong>la scelta “comoda” e rassicurante</strong>.</p>



<p>Ma questa comodità spesso ha un prezzo salato, che <strong>non si vede ma si sente nel tempo</strong>: <strong>commissioni elevate</strong>, costi nascosti e rendimenti ridotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto paghi davvero? Ecco i costi reali</h2>



<p>Un fondo comune bancario può avere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Commissioni di ingresso</strong> fino al 3%</li>



<li><strong>Spese correnti annue</strong> tra l’1,5% e il 2,5%</li>



<li><strong>Commissioni di performance</strong> anche se il fondo rende poco</li>
</ul>



<p>Facciamo un esempio:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Investi <strong>100.000 €</strong> in un fondo con il <strong>2% annuo di costi</strong>. Dopo 10 anni, questi costi avranno mangiato <strong>quasi 20.000 €</strong>, anche se il mercato avesse guadagnato.</p>
</blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Il problema? <strong>Questi numeri spesso non vengono spiegati chiaramente</strong>.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Il confronto che apre gli occhi: fondo vs ETF</h2>



<p>Prendi un fondo bilanciato classico (60% azioni – 40% obbligazioni), con TER del 2% annuo.</p>



<p>Lo confronti con un <strong>ETF bilanciato simile</strong>, che costa lo 0,20% annuo.</p>



<p>Su un orizzonte di 15 anni, <strong>la differenza di costo può tradursi in decine di migliaia di euro di rendimento netto</strong> in più per l’ETF.</p>



<p><strong>Stesso mercato, stessa asset allocation. Ma risultati totalmente diversi per il tuo portafoglio.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la banca non ti dice tutto?</h2>



<p>Il motivo è semplice: <strong>la banca guadagna se tu investi nei suoi prodotti</strong>.</p>



<p>Ogni fondo che ti viene proposto allo sportello <strong>paga retrocessioni e commissioni</strong> all’istituto.</p>



<p>Chi ti consiglia <strong>non è un consulente super partes</strong>, ma un venditore con un target da raggiungere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come evitare di sprecare il tuo rendimento</h2>



<p>La soluzione è <strong>affidarsi a un consulente finanziario indipendente</strong>, che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Non percepisce commissioni dai prodotti</strong></li>



<li>Ti consiglia solo in base al tuo interesse</li>



<li>Costruisce un portafoglio con <strong>strumenti efficienti e trasparenti</strong></li>
</ul>



<p>Con una corretta consulenza, puoi scegliere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>ETF a basso costo</strong></li>



<li>Titoli di Stato in autonomia</li>



<li>Fondi di terze parti senza costi nascosti</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: investi meglio, guadagna di più</h2>



<p>Pagare 2% l’anno per un fondo che rende poco non è un investimento, è <strong>una tassa sul patrimonio</strong>.</p>



<p>Con l’aiuto giusto puoi <strong>ridurre i costi e aumentare i rendimenti</strong> in modo semplice, senza rinunciare alla sicurezza.</p>



<p>Se stai investendo tramite la tua banca, <strong>fermati un attimo e chiediti: quanto mi costa davvero tutto questo?</strong></p>



<p>Potresti scoprire che <strong>stai perdendo più di quanto pensi.</strong></p>



<p><strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Accedi alla nostra consulenza gratuitamente.</a></strong></p>



<p><em>Think different, invest differently</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mercati ai massimi: panico o opportunità? 5 consigli per investire con saggezza</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/strategie-investimento-mercati-massimi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azionario internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.segretibancari.com/?p=28254</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2025 è iniziato in modo turbolento: un rialzo, un forte ribasso e ora una ripresa che ha portato i mercati sui massimi storici. Questa situazione, come abbiamo discusso con i nostri clienti durante un evento a Castagnito (CN), genera una domanda tanto comune quanto legittima: &#8220;È il momento di vendere tutto prima del crollo?&#8221;. [&#8230;]</p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/02/naked-markets.png" alt="naked markets" class="wp-image-28255" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/02/naked-markets.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/02/naked-markets-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>
</div>


<p>Il 2025 è iniziato in modo turbolento: un rialzo, un forte ribasso e ora una ripresa che ha portato i mercati sui massimi storici. Questa situazione, come abbiamo discusso con i nostri clienti durante un evento a Castagnito (CN), genera una domanda tanto comune quanto legittima: &#8220;È il momento di vendere tutto prima del crollo?&#8221;.</p>



<p>Chi ci segue sa che la nostra missione è fare chiarezza. Analizziamo quindi la situazione con lucidità, offrendo come sempre spunti pratici per gestire i propri investimenti con la diligenza del buon padre di famiglia.</p>



<p class="has-medium-font-size">Cerchi una consulenza indipendente e gratuita? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Eccola!!</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché i massimi di oggi non devono spaventare (ma richiedono attenzione)</h2>



<p>Vedere gli indici ai vertici può creare un senso di vertigine. Si leggono titoli allarmistici, si ascoltano previsioni catastrofiche e il dubbio si insinua. Tuttavia, è fondamentale ricordare un principio base: <strong>i massimi sono fatti per essere superati</strong>. I mercati azionari globali, in media, crescono per cinque anni su sei. Investire in indici diversificati, magari tramite ETF a basso costo come suggeriamo, significa puntare sul progresso e sul capitalismo, un sistema vivo e in continua evoluzione.</p>



<p>Ma la situazione attuale è diversa dalla bolla speculativa del 2000? La risposta è sì, per tre ragioni principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Manca l&#8217;euforia irrazionale.</strong> Ricordate la fine degli anni &#8217;90? Si comprava qualsiasi cosa avesse a che fare con internet, a prescindere dagli utili. Oggi non è così. Le &#8220;Magnifiche Sette&#8221; sono aziende solide, con utili reali e un posizionamento di mercato dominante e riconoscibile. Se pensiamo alle auto elettriche, pensiamo a Tesla; se pensiamo agli smartphone, pensiamo a Apple.</li>



<li><strong>Il dollaro debole fa da freno.</strong> I massimi di cui parliamo sono espressi in dollari. Per un investitore europeo, la svalutazione del dollaro ha di fatto &#8220;mangiato&#8221; una parte consistente dei guadagni. Questa dinamica suggerisce che non siamo di fronte a una sopravvalutazione globale e generalizzata. Anzi, un futuro recupero del dollaro potrebbe agire da <strong>cuscinetto protettivo</strong> in caso di correzione degli indici azionari.</li>



<li><strong>Europa ed Emergenti sono rimasti indietro.</strong> L&#8217;attenzione è tutta sugli Stati Uniti, ma non dobbiamo dimenticare &#8220;l&#8217;effetto Noè&#8221;, ovvero la possibilità di una discontinuità rispetto al passato. Tra il 2000 e il 2008, mentre l&#8217;America faticava a riprendersi dalla bolla, i mercati emergenti triplicarono il loro valore. Oggi, Europa e mercati emergenti presentano <strong>valutazioni più contenute</strong> e potrebbero diventare i protagonisti dei prossimi anni.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">5 spunti operativi per investire quando i mercati sono alti</h2>



<p>Essere ottimisti sul lungo periodo non significa essere imprudenti nel breve. Anzi, è proprio quando il mare è calmo che bisogna controllare le dotazioni di sicurezza. Ecco cinque consigli pratici.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Siate più prudenti: scalate una marcia.</strong> Non è il momento di uscire dall&#8217;autostrada, ma forse di passare dalla corsia di sorpasso a quella di marcia. In termini pratici, si può considerare una <strong>leggera riduzione del peso azionario</strong> in portafoglio o una rotazione verso settori meno &#8220;euforici&#8221;, magari usando ETF fattoriali.</li>



<li><strong>Aumentate i bond a breve scadenza.</strong> Strumenti come i BOT o altri titoli di stato a breve termine offrono oggi un rendimento che, pur modesto, aiuta a proteggersi dall&#8217;inflazione e a <strong>ridurre il rischio complessivo</strong> del portafoglio. Spostare qui una parte della liquidità o dei guadagni realizzati è una scelta saggia.</li>



<li><strong>Non anticipate il ribasso.</strong> Il più grande errore è &#8220;giocare&#8221; con il mercato, vendendo tutto in attesa del &#8220;Cigno Nero&#8221;. Quel crollo potrebbe non arrivare per anni, facendovi perdere importanti opportunità di crescita. <strong>Mai cercare di prevedere il mercato</strong>, ma prepararsi a ogni evenienza.</li>



<li><strong>Considerate oro e argento, anche se cari.</strong> I metalli preziosi non sono solo una scommessa su un loro rialzo. La loro funzione principale è la <strong>decorrelazione</strong>. Nel crollo del 2008, l&#8217;oro si apprezzò in misura quasi speculare al ribasso degli indici azionari, proteggendo i portafogli diversificati.</li>



<li><strong>Siate pazienti con i REITs (Real Estate).</strong> Se avete in portafoglio società immobiliari (REITs), probabilmente non stanno brillando. Sappiamo che l&#8217;investitore tende a focalizzarsi sull&#8217;unico strumento in perdita. Tuttavia, questi asset potrebbero <strong>recuperare terreno</strong> in caso di recessione o di una rotazione dai titoli tecnologici a settori più tradizionali. Se non li avete, considerate di inserirli; se li avete, portate pazienza.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni strategiche: il mercato azionario non è un BTP</h2>



<p>Quali sono, dunque, le conclusioni operative per un portafoglio ben gestito?</p>



<p>Il punto cruciale è <strong>evitare di trasformare la percezione del mercato azionario</strong>. Non è e non sarà mai un&#8217;alternativa a basso rischio a un titolo di stato. Il rendimento atteso è un premio per il rischio, non una rendita garantita. Se un&#8217;allocazione prudente ha generato performance anomale negli ultimi anni, è compito nostro riconoscerle come tali e ricalibrare le aspettative future a un livello sostenibile.</p>



<p>Questo non significa stravolgere la propria asset allocation strategica ad ogni soffio di vento. Significa, piuttosto, effettuare <strong>aggiustamenti tattici marginali</strong>: una leggera riduzione dell&#8217;esposizione azionaria, un incremento della liquidità o l&#8217;inserimento di strumenti decorrelati possono essere interventi di &#8220;limatura&#8221; sensati, volti a ottimizzare il profilo di rischio/rendimento del portafoglio senza tradirne la vocazione di lungo periodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;analisi all&#8217;azione: costruire una strategia personalizzata</h2>



<p>Comprendere queste dinamiche globali è il primo passo, fondamentale, per un investitore consapevole. Il secondo, decisivo, è tradurre questa comprensione in scelte coerenti con la propria, unica, situazione patrimoniale, professionale e familiare.</p>



<p>L&#8217;analisi di mercato fornisce le coordinate generali, ma la rotta deve essere tracciata su misura. Ogni portafoglio ha obiettivi specifici, un orizzonte temporale definito e una tolleranza al rischio che deve essere rispettata con disciplina. È in questo passaggio dal generale al particolare che si concretizza il valore di una consulenza strategica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui&#8230;</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad <em>investire in modo diverso, usando la testa</em> e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



<p>Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>E se stessi sbagliando tutto?&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come investire in modo sano</a></strong></li>



<li>all’interno del nostro Ufficio Studi con analisi e approfondimenti settimanali premium.&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Scopri di più.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>La Redazione di Segreti Bancari</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vantaggi e svantaggi degli ETF a gestione attiva</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/etf-a-gestione-attiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ETF a gestione attiva sono il tentativo delle SGR di recuperare redditività? O sono strumenti utili all&#8217;investitore in cerca di guadagni? Cosa sono e come funzionano gli ETF a gestione attiva Gli ETF sono fondi passivi che replicano l’andamento di un determinato indice finanziario, cercando di eliminare il rischio che scelte di gestione errate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Vantaggi e svantaggi degli ETF a gestione attiva' data-link='https://www.segretibancari.com/etf-a-gestione-attiva/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-1.png" alt="ETF gestione attiva" class="wp-image-28644" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-1.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-1-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>Gli ETF a gestione attiva sono il tentativo delle SGR di recuperare redditività? O sono strumenti utili all&#8217;investitore in cerca di guadagni?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono e come funzionano gli ETF a gestione attiva</h2>



<p>Gli <strong><a href="https://www.segretibancari.com/etf-da-tenere-per-sempre/">ETF</a></strong> sono fondi passivi che replicano l’andamento di un determinato indice finanziario, cercando di eliminare il rischio che scelte di gestione errate possano portare a un rendimento inferiore rispetto a quello dell&#8217;indice sottostante. <strong>Il loro basso costo, la possibilità di comprarli e venderli in tempo reale</strong> rendono questi strumenti insostituibili per l’investitore consapevole.</p>



<p><strong>Gli ETF a gestione attiva</strong>, invece, cercano di offrire performance superiori rispetto agli indici di riferimento, attraverso una gestione quantitativa e algoritmica del portafoglio. Questi strumenti non si limitano a replicare un indice, ma cercano di batterlo, attraverso una selezione di titoli e un&#8217;allocazione tattica. In pratica, questi ETF &#8220;clonano&#8221; indici finanziari costruiti con una metodologia attiva che punta a <strong>sovraperformare il mercato</strong>.</p>



<p>Il vantaggio principale degli ETF a gestione attiva è che <strong>l&#8217;investitore conosce in anticipo la strategia di investimento</strong>, può acquistare e vendere gli ETF in tempo reale e ha accesso alla composizione del portafoglio. Tuttavia, se <strong>Jack Bogle</strong>, il fondatore di Vanguard, li ha definiti “lupi travestiti da pecore”, c&#8217;è qualcosa che il grande pubblico potrebbe ignorare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A chi convengono gli ETF gestione attiva?</h2>



<p>Gli ETF a gestione attiva sono stati creati per cercare di recuperare redditività in un mercato in cui gli ETF passivi hanno preso piede, sottraendo masse enormi di denaro dai fondi tradizionali. <strong>Le banche si sono viste prive di una fetta significativa di ricavi</strong>, e perciò si sono adattate con una nuova offerta: gli ETF a gestione attiva.</p>



<p>Prendiamo <strong>BlackRock</strong> come esempio, con il marchio iShares: anche se il gigante statunitense è noto per la sua presenza nel mercato degli ETF passivi, non è indifferente alla possibilità di vendere ETF a gestione attiva, poiché questi strumenti consentono di praticare una <strong>strategia di pricing diversa</strong>, meno soggetta alla concorrenza sui costi.</p>



<p>Gli ETF a gestione attiva, infatti, sono <strong>più costosi rispetto agli ETF passivi</strong>, e la gestione proprietaria delle strategie consente agli emittenti di non essere troppo competitivi sul prezzo, a differenza dei fondi tradizionali. In questo senso, la creazione di questi strumenti è principalmente una mossa di <strong>marketing</strong>, che punta a vendere prodotti più redditizi per gli emittenti, ma con un costo maggiore per gli investitori.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png" alt="" class="wp-image-21993" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Cosa rende gli ETF a gestione attiva diversi?</h2>



<p>Vediamo insieme qualche esempio pratico, attingendo da ciò che ci spiega lo stesso gestore riguardo agli ETF a gestione attiva. Gli ETF attivi, infatti, <strong>non sono tenuti a replicare esattamente un indice</strong>. Possono selezionare titoli fuori dall&#8217;indice e variare i pesi percentuali.</p>



<p><strong>Primo livello di Gestione Attiva</strong>: Gli ETF a gestione attiva possono scegliere <strong>titoli non inclusi nell&#8217;indice di riferimento</strong>, offrendo una flessibilità che non è disponibile per i fondi passivi.</p>



<p><strong>Secondo livello di Gestione Attiva</strong>: Il <strong>peso percentuale</strong> degli asset non è fisso, ma può essere adattato in base a fattori come il <strong>cash drag</strong> (liquidità generata da compravendite, operazioni straordinarie, dividendi non reinvestiti, ecc.), trasformando un ETF azionario in un portafoglio bilanciato.</p>



<p><strong>Terzo livello di Gestione Attiva</strong>: Gli ETF a gestione attiva utilizzano <strong>derivati</strong> a scopo di generare reddito aggiuntivo, non solo per coprire i rischi come nel caso degli ETF passivi. <strong>La leva di mercato</strong> è un altro strumento che può essere usato dai gestori per amplificare i rendimenti.</p>



<p><strong>Quarto livello di Gestione Attiva</strong>: <strong>L&#8217;integrazione dei criteri ESG</strong> (ambientali, sociali e di governance) aggiunge un ulteriore livello di discrezionalità nella selezione dei titoli. Ad esempio, mentre un ETF tradizionale su <strong>MSCI USA</strong> potrebbe contenere quasi 600 titoli, una versione ESG potrebbe scendere a circa 500, e quella attiva si ferma intorno ai 200.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I costi e la trasparenza degli ETF a gestione attiva</h2>



<p>Se da un lato gli ETF passivi sono noti per la loro <strong>trasparenza e per il costo contenuto</strong>, gli ETF a gestione attiva non godono della stessa chiarezza, soprattutto riguardo alla qualità dei modelli quantitativi impiegati e alla segretezza delle metodologie di selezione. Inoltre, <strong>i costi degli ETF attivi sono circa tre volte superiori</strong> rispetto agli ETF passivi della stessa categoria.</p>



<p>Il <strong>marketing finanziario</strong> spingerà sicuramente sugli ETF a gestione attiva, specialmente nelle fasi di incertezza dei mercati o durante periodi di massimi storici, con l’obiettivo di offrire <strong>strategie di uscita rapide</strong> rispetto agli strumenti low-cost. Tuttavia, come sottolineato da molti esperti, questo tipo di strumento può essere un <strong>miraggio</strong> per gli investitori che abbandonano il rigorismo passivo per inseguire il sogno di una gestione attiva che promette di fare meglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La performance degli ETF attivi</h2>



<p>Per ragioni di brevità ho paragonato due coppie di ETF. Il primo di ogni coppia è un prodotto standard, mentre il secondo è un ETF attivo di Franklin Templeton. Le aree geografiche esaminate sono Europa, Emergenti e Usa. </p>



<p>Sono consapevole del fatto che occorrerebbe un&#8217;analisi più approfondita per capirne la convenienza. Tuttavia questo studio superficiale sembra <strong>confermare</strong> quello che sosteniamo. In linea di massima gli <strong>ETF a gestione attiva non offrono reali vantaggi all&#8217;investitore. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Azioni europee</h3>



<p>Il grafico che segue paragona l&#8217;<strong>ETF Amundi su MSCI Europe</strong> (ISIN LU1681042609) con il <strong>Franklin LibertyQ European Equity </strong>(ISIN IE00BFWXDW46):</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="412" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-1024x412.png" alt="ETF gestione attiva vs passiva - Europa" class="wp-image-22129" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-1024x412.png 1024w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-300x121.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-768x309.png 768w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-640x258.png 640w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-20x8.png 20w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1.png 1142w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Senza entrare nel merito della strategia sottostante, è immediato constatare come la performance dei due prodotti sia praticamente identica. </p>



<p>La <em>volatilità</em> è praticamente la stessa. Infatti Il Franklin ha un valore di 17,32% contro il 17,47% di Amundi. Il drawdown è identico. Esso è pari al 33,65% per Franklin e al 35,12% per Amundi.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Azioni emergenti</h3>



<p>In questo caso il vincitore è l&#8217;ETF standard. Mentre l&#8217;<strong>ETF Franklin LibertyQ Emerging Mkt</strong> (ISIN IE00BF2B0K52) ha reso il 5,12% dal 2018 al 2021, l&#8217;<strong>iShares Core MSCI EM IMI</strong> (ISIN IE00BKM4GZ66) ha reso il 19,97%.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="425" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-1024x425.png" alt="ETF gestione attiva vs passiva - emergenti" class="wp-image-22130" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-1024x425.png 1024w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-300x124.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-768x318.png 768w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-640x265.png 640w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-20x8.png 20w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti.png 1143w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il drawdown è stato identico. Esso ammonta al 33,06% per il Franklin e al 32,49% per iShares. La volatilità, per concludere, è paragonabile. Essa è del 13,54% per il Franklin e del 15,67% per iShares.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Azioni Usa</h3>



<p>Anche in questo caso l&#8217;ETF attivo ha reso come quello passivo:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="450" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-1024x450.png" alt="ETF gestione attiva vs passiva - Usa" class="wp-image-22131" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-1024x450.png 1024w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-300x132.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-768x338.png 768w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-640x281.png 640w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-20x9.png 20w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa.png 1140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nel breve periodo di tempo in cui è disponibile, il <strong>Franklin S&amp;P500 Paris Climate</strong> (ISIN IE00BMDPBZ72) ha reso il 41,07% mentre l&#8217;<strong>iShares Core S&amp;P 500</strong> (ISIN IE00B5BMR087) il 39,28%. La volatilità del primo è stata del 12,70% contro il 12,12% dell&#8217;ETF a gestione attiva.</p>



<p>Infine il drawdown è praticamente identico. Esso è dell&#8217;8,48% per il Franklin attivo e dell&#8217;8,10% per iShares passivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>Investire in ETF a gestione attiva ha senso se si conosce con precisione la <em>strategia sottostante</em>. È particolarmente importante conoscerne i <strong>punti deboli e i punti di forza</strong>. Occorre inoltre capire bene se i <strong>maggiori costi</strong> dei prodotti attivi siano giustificati o se, invece, rappresentino un inutile <em>fardello</em> per le performance.</p>



<p>L&#8217;investitore consapevole farà bene a evitare, fuori da queste ipotesi, gli ETF attivi per restare sui prodotti tradizionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Indeciso sul da farsi?</h2>



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<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver &#8211; CEO di Segreti Bancari</p>
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		<title>Dazi e mercati finanziari: cosa succede davvero e come investire con buon senso</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/dazi-mercati-finanziari-strategie-investimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azionario internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi: un’introduzione concreta per l’investitore Nel mondo degli investimenti, i dazi rappresentano uno di quei temi che ciclicamente tornano a dominare i titoli di giornale e, di conseguenza, a influenzare i mercati. Al di là delle semplificazioni mediatiche, il loro impatto è spesso più complesso di quanto sembri: non si tratta solo di una questione [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" data-id="28769" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/04/dazi-effetto-mercati-finanziari.png" alt="dazi effetto mercati finanziari" class="wp-image-28769" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/04/dazi-effetto-mercati-finanziari.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/04/dazi-effetto-mercati-finanziari-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dazi: un’introduzione concreta per l’investitore</h2>



<p>Nel mondo degli investimenti, i dazi rappresentano uno di quei temi che <strong>ciclicamente tornano a dominare i titoli di giornale e, di conseguenza, a influenzare i mercati</strong>. Al di là delle semplificazioni mediatiche, il loro impatto è spesso più <em>complesso</em> di quanto sembri: non si tratta solo di una questione politica o diplomatica, ma di un vero e proprio fattore di distorsione per l’equilibrio tra produzione, commercio e prezzi globali.</p>



<p>Quando si parla di dazi, l’investitore esperto dovrebbe farsi due domande fondamentali:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li>Qual è l’impatto reale e misurabile di queste misure sul comportamento dei mercati?</li>



<li>Come cambiano le logiche di asset allocation in un contesto di tensioni commerciali?</li>
</ol>



<p>In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande con un approccio <strong>tecnico ma operativo, evitando i catastrofismi da prima pagina.</strong> Perché la vera protezione, anche in scenari complessi, non si ottiene reagendo d’impulso, ma costruendo portafogli coerenti con i propri obiettivi e ben diversificati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impatto immediato sui mercati: tra volatilità e reazioni a catena</h2>



<p>L’annuncio dei dazi da parte dell’amministrazione Trump, ribattezzato da alcuni media come <em>Liberation Day</em>, ha offerto un esempio evidente di come i mercati <strong>reagiscano in modo violento a eventi percepiti come shock</strong>. In quel frangente, gli indici azionari statunitensi hanno registrato cali marcati: l’S&amp;P 500, il Nasdaq, il Dow Jones e il Russell 2000 hanno chiuso in forte ribasso. Anche le quotazioni del petrolio — sia negli Stati Uniti che a livello globale — hanno subito una contrazione.</p>



<p>In termini tecnici, si è trattato di un <em>repricing improvviso del rischio</em>, con gli operatori che hanno scontato una possibile frenata del commercio internazionale, aumento dei costi per le imprese e, in prospettiva, una crescita economica più debole.</p>



<p>Questa dinamica ha portato con sé un incremento della volatilità implicita (misurata ad esempio dal VIX), che tende a salire nei momenti in cui l’incertezza aumenta e le correlazioni tra asset si indeboliscono.</p>



<p>La lezione operativa? Il mercato sconta rapidamente le cattive notizie, ma raramente nella direzione che immaginiamo. Reagire vendendo in fretta può voler dire cristallizzare le perdite e perdere eventuali rimbalzi successivi, che storicamente non tardano ad arrivare.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">I settori più colpiti (e quelli che reggono meglio)</h2>



<p>Non tutti i titoli e settori reagiscono allo stesso modo quando entrano in gioco i dazi. Le aziende con catene di approvvigionamento complesse, distribuite a livello globale — in particolare quelle <strong>esposte al commercio con la Cina o con economie asiatiche</strong> — tendono a soffrire di più. È il caso di alcuni grandi nomi della tecnologia, ma anche di realtà come <em>Restoration Hardware (RH)</em>, fortemente dipendente da fornitori asiatici, che ha subito cali rilevanti.</p>



<p>Tra i settori più penalizzati troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tecnologia</strong>, soprattutto quella legata all’hardware e alla produzione di componenti elettronici;</li>



<li><strong>Energia</strong>, per via del possibile rallentamento economico e quindi di una domanda minore di materie prime;</li>



<li><strong>Beni di consumo discrezionali</strong>, i cui margini sono sensibili all’aumento dei costi e alla riduzione della domanda globale.</li>
</ul>



<p>Dall’altra parte, alcuni comparti si sono rivelati più resilienti, se non addirittura in crescita:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sanità e farmaceutica</strong>, meno esposti al commercio internazionale e spesso considerati settori difensivi;</li>



<li><strong>Alimentari e retail “essenziale”</strong>, che tendono a mantenere livelli di domanda stabili anche in contesti incerti;</li>



<li><strong>Utility</strong>, storicamente rifugio in momenti di stress di mercato;</li>



<li><strong>Club di magazzino</strong> e grande distribuzione, che beneficiano di economie di scala e pricing power.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Spunto operativo</h3>



<p>In contesti come questi, il valore dell’<em>analisi settoriale</em> torna a essere centrale. Un portafoglio ben costruito dovrebbe saper combinare crescita e difesa, evitando concentrazioni eccessive in titoli o aree vulnerabili a decisioni politiche o cambi di scenario macroeconomico.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png" alt="" class="wp-image-21993" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Oltre la cronaca: l’importanza del contesto macro e storico</h2>



<p>L’investitore accorto sa che la <strong>cronaca va sempre letta con le lenti della storia</strong>. I dazi, per quanto impattanti sul breve periodo, non sono una novità nel panorama economico. Le guerre commerciali sono strumenti ricorrenti in fasi di riequilibrio geopolitico, e la loro efficacia — dal punto di vista economico — è spesso dubbia.</p>



<p>Un caso emblematico è quello dello <em>shutdown</em> americano tra il <strong>2018 e il 2019, coinciso con altre tensioni commerciali.</strong> Anche in quel frangente, i mercati reagirono negativamente all’inizio, salvo poi recuperare terreno nei mesi successivi. Questo perché l’economia reale, nella maggior parte dei casi, si adatta ai nuovi equilibri più velocemente di quanto non facciano i portafogli di chi investe in modo impulsivo.</p>



<p><strong>In altre parole, il mercato sconta sempre il peggio. Ma spesso lo fa in modo eccessivo</strong>, offrendo a chi ha sangue freddo — e una struttura patrimoniale ben costruita — l’occasione di acquistare asset a prezzi più interessanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Asset allocation e approccio razionale: cosa fare (e cosa evitare)</h2>



<p>Il contesto di dazi e incertezza è un banco di prova ideale per testare la qualità dell’<strong><a href="https://www.segretibancari.com/asset-allocation-strategica/">asset allocation</a></strong>. Piuttosto che inseguire l’ultima notizia o rincorrere titoli “di moda”, è fondamentale chiedersi: il mio portafoglio è costruito per resistere a scenari imprevedibili?</p>



<p>Le risposte operative passano da qui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Evitare la concentrazione</strong>: un portafoglio troppo sbilanciato sui titoli Big Tech, tipica conseguenza degli ETF a replica passiva ponderati per capitalizzazione, può diventare vulnerabile in presenza di dazi o nuove regolamentazioni.</li>



<li><strong>Diversificare davvero</strong>: la vera diversificazione non è solo tra settori azionari, ma tra classi di attivo. Azioni, obbligazioni e — in contesti di forte incertezza — anche metalli preziosi come l’oro, hanno storicamente mostrato correlazioni deboli o inverse.</li>



<li><strong>Accettare la volatilità di breve periodo</strong>: ribassi anche marcati possono diventare la “nuova normalità” in certi contesti. Ma vendere durante un ribasso equivale spesso a trasformare una flessione passeggera in una perdita permanente.</li>



<li><strong>Mantenere un piano di lungo termine</strong>: ogni evento di mercato — dazi inclusi — ha un ciclo di impatto. Chi si muove in funzione di queste oscillazioni tende a perdere il disegno complessivo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni operative e consigli di lungo periodo</h2>



<p>In presenza di dazi, <em>il vero rischio non è il mercato in sé, ma l’errore comportamentale dell’investitore</em>. Reagire d’istinto, sovrappesare i titoli apparentemente “vincenti” o sottovalutare l’importanza della diversificazione sono scelte che possono minare la stabilità di un portafoglio nel tempo.</p>



<p>Chi ha una strategia di asset allocation robusta, coerente con i propri obiettivi e costruita su basi razionali, non deve temere l’impatto dei dazi. Al contrario, può cogliere opportunità dove altri vedono solo rischio.</p>



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<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>
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		<title>Investire nella difesa conviene? Opportunità o moda rischiosa?</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/investire-nella-difesa-rischio-o-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il settore della difesa è diventato un tema caldo tra gli investitori. L’aumento delle tensioni geopolitiche e il conseguente incremento della spesa militare hanno acceso i riflettori su questo comparto, portando molti a considerarlo una nuova opportunità di investimento. Ma è davvero così? Oppure si tratta semplicemente dell’ennesima moda di mercato, destinata [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/03/investire-difesa.png" alt="investire nella difesa" class="wp-image-28748" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/03/investire-difesa.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/03/investire-difesa-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p>Negli ultimi anni, il settore della difesa è diventato un tema caldo tra gli investitori. L’aumento delle tensioni geopolitiche e il conseguente incremento della spesa militare hanno acceso i riflettori su questo comparto, portando molti a considerarlo una <strong>nuova opportunità di investimento</strong>.</p>



<p>Ma è davvero così? Oppure si tratta semplicemente dell’ennesima moda di mercato, destinata a far perdere soldi a chi si lascia trascinare dall’entusiasmo? Vediamo perché investire nella difesa potrebbe <strong>non avere senso</strong> e quali sono i rischi reali di questa scelta.</p>



<p><strong>Investi con Intelligenza, Non con l’Emozione!</strong> Accedi ora a  <strong>“Portafogli e Consulenza”</strong> e scopri come costruire un portafoglio solido senza cadere nelle mode del momento. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Accedi GRATIS</a></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il settore della difesa è sotto i riflettori?</h2>



<p>Le recenti crisi geopolitiche, come la guerra in Ucraina, hanno spinto i governi a rafforzare le proprie capacità militari, aumentando i budget destinati alla difesa. Paesi membri della NATO hanno accelerato gli investimenti per raggiungere l’obiettivo del <strong>2% del PIL</strong> in spesa militare, alimentando una domanda crescente per aziende del settore.</p>



<p>Inoltre, le tecnologie sviluppate in ambito militare trovano applicazioni anche nell’aerospaziale e nella cybersecurity, rendendo il comparto interessante dal punto di vista dell’innovazione.</p>



<p>Tutto questo, però, è <strong>già noto al mercato</strong>. E qui sta il problema. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero rischio: seguire la moda e comprare troppo caro</h2>



<p>Quando un settore diventa di tendenza, i prezzi delle sue azioni e dei relativi ETF tendono a salire rapidamente, spesso <strong>anticipando la realtà economica</strong>. Questo significa che quando l’investitore medio inizia a interessarsi all’argomento, è molto probabile che le valutazioni siano già gonfiate.</p>



<p><strong>Ecco perché investire nella difesa oggi potrebbe non essere una buona idea:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>I prezzi scontano già le notizie:</strong> tutto ciò di cui si parla è spesso <strong>già incorporato nel prezzo</strong> dei titoli, riducendo il potenziale di guadagno futuro.</li>



<li><strong>Il rischio di <a href="https://www.segretibancari.com/bolla-finanziaria/">comprare in bolla</a>:</strong> entrare in un settore dopo che i prezzi sono saliti significa rischiare di acquistare <strong>a valutazioni elevate</strong>, esponendosi a potenziali ribassi.</li>



<li><strong>Comportamento da investitori inconsapevoli:</strong> la massa tende a comprare quando i prezzi sono alti e a vendere nel panico quando scendono. Questo fenomeno è sempre presente nei mercati ed è una delle principali cause di perdite per gli investitori meno esperti.</li>
</ul>



<p>Per fare un paragone, basta guardare cosa è successo negli anni passati con settori di moda come <strong>le criptovalute, i titoli tecnologici e le <a href="https://www.segretibancari.com/etf-clean-energy-che-fare/">energie rinnovabili</a></strong>: dopo forti rally iniziali, molti investitori sono rimasti scottati dalle correzioni successive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">ETF sulla difesa: uno strumento utile, ma con le giuste cautele</h2>



<p>Per chi volesse comunque investire in questo settore, gli <strong>ETF sulla difesa</strong> offrono una soluzione diversificata. Tuttavia, anche qui bisogna fare attenzione a <strong>cosa si sta comprando e a che prezzo</strong>.</p>



<p><strong>Alcuni ETF popolari sulla difesa:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>VanEck Defense UCITS ETF</strong> – investe in aziende attive nel settore della difesa e tecnologia militare.</li>



<li><strong>HANetf Future of Defence UCITS ETF</strong> – concentra l’esposizione sulle innovazioni tecnologiche del settore.</li>



<li><strong>WisdomTree Europe Defence UCITS ETF (WDEF)</strong> – focalizzato sulle aziende europee del settore della difesa.</li>
</ul>



<p><strong>Cosa considerare prima di acquistare un ETF sulla difesa?</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il momento di ingresso</strong>: acquistare dopo un forte rialzo può esporre al rischio di correzione.</li>



<li><strong>I costi di gestione (TER)</strong>: incidono sui rendimenti nel lungo termine.</li>



<li><strong>La metodologia di replica</strong>: meglio preferire ETF a replica fisica piuttosto che sintetica.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Le alternative: investire in settori meno inflazionati</h2>



<p>Se l’obiettivo è investire in comparti solidi con un buon potenziale di crescita, esistono altre opportunità meno speculative:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Settore industriale</strong>: molte aziende della difesa sono incluse in ETF più ampi che offrono esposizione a diversi comparti, riducendo il rischio specifico.</li>



<li><strong>Tecnologia e cybersecurity</strong>: segmenti che beneficiano dell’innovazione tecnologica senza i rischi legati alle fluttuazioni della spesa pubblica. Questi settori potrebbero essere di nuovo interessanti ora che le quotazioni sono un po&#8217; scese.</li>



<li><strong>ETF su dividend aristocrats</strong>: per chi cerca stabilità, gli ETF che investono in aziende con una lunga storia di dividendi costanti sono una scelta più prudente.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: il settore della difesa non è l’affare del secolo</h2>



<p>Investire nella difesa potrebbe sembrare una buona idea a prima vista, ma <strong>seguire la moda raramente porta a guadagni nel lungo termine</strong>. La storia dimostra che ciò di cui tutti parlano è spesso <strong>già prezzato dal mercato</strong>, lasciando poco spazio a ulteriori rialzi e aumentando il rischio di subire perdite.</p>



<p>Gli investitori più esperti sanno che <strong>comprare alto e vendere basso è la strada sicura per perdere soldi</strong>. Piuttosto che inseguire il settore più in voga, è fondamentale <strong>analizzare con lucidità le opportunità di investimento</strong> e non farsi trascinare dall’emotività.</p>



<p>Se vuoi costruire un portafoglio solido e orientato al lungo termine, valuta strategie più equilibrate e meno speculative. La moda del momento potrebbe rivelarsi solo un’illusione costosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strumenti efficaci per investire con sicurezza</h2>



<p>🔹&nbsp;<strong>Resta sempre aggiornato sui mercati</strong>&nbsp;con analisi indipendenti e strategie operative:&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">prova gratis INVESTO</a></strong>.</p>



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<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>
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		<title>ETF tematici: moda passeggera, bidone o opportunità di investimento per il futuro?</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/etf-tematici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ETF tematici sono ormai sulla bocca di tutti, ma sono davvero una scelta strategica o solo una moda passeggera? In questo articolo analizzeremo vantaggi, rischi e criteri di valutazione per aiutarti a capire se vale la pena includerli nel tuo portafoglio. Cosa sono gli ETF tematici (o settoriali)? Gli Exchange-Traded Fund (ETF) tematici sono [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/11/ETF-settoriali.png" alt="ETF settoriali" class="wp-image-28652" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/11/ETF-settoriali.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/11/ETF-settoriali-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>Gli ETF tematici sono ormai sulla bocca di tutti, ma sono davvero una scelta strategica o solo una moda passeggera? In questo articolo analizzeremo vantaggi, rischi e criteri di valutazione per aiutarti a capire se vale la pena includerli nel tuo portafoglio.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono gli ETF tematici (o settoriali)?</h2>



<p>Gli <strong>Exchange-Traded Fund (ETF)</strong> tematici sono strumenti finanziari che replicano indici focalizzati su settori o temi specifici, come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Intelligenza artificiale e tecnologia</strong></li>



<li><strong>Energia pulita e rinnovabile</strong></li>



<li><strong>Cambiamento climatico</strong></li>



<li><strong>Invecchiamento della popolazione</strong></li>
</ul>



<p>Questi ETF consentono agli investitori di scommettere su trend globali e innovazioni che potrebbero trasformare il futuro dell&#8217;economia. <strong>Ma cosa li rende così popolari?</strong></p>



<p><strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Ecco cosa puoi fare oggi per investire al meglio&#8230;</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I motivi dietro il boom degli ETF tematici</h2>



<p>Negli ultimi anni, il mercato degli ETF tematici ha registrato una crescita esponenziale, spinta da due fattori principali:</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. L&#8217;attrazione per i megatrend</h3>



<p>Investire in megatrend – come la transizione energetica o l’intelligenza artificiale – è allettante per chi cerca di cavalcare le innovazioni del futuro. Temi come il <strong>Net Zero</strong> o la <strong><a href="https://www.segretibancari.com/etf-robotica-2/">robotica avanzata</a></strong> attirano sia gli investitori giovani sia quelli più esperti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Facilità di accesso</h3>



<p>Grazie agli ETF, è possibile investire in settori complessi senza dover selezionare singole azioni. Invece di scegliere un’azienda specifica, puoi puntare su un intero settore con un solo strumento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. La promessa di rendimenti superiori</h3>



<p>I temi caldi tendono ad attirare capitali, creando aspettative di forti guadagni. Tuttavia, questa stessa caratteristica può nascondere rischi di volatilità e di sopravvalutazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png" alt="" class="wp-image-21993" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Vantaggi degli ETF Tematici</h2>



<p>Gli ETF tematici offrono diversi benefici agli investitori, tra cui:</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Diversificazione mirata</h3>



<p>Nonostante siano concentrati su un tema, questi ETF consentono di investire in molteplici aziende di quel settore, riducendo il rischio associato a una singola azione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Esposizione a settori emergenti</h3>



<p>Gli ETF tematici permettono di accedere a industrie che potrebbero non essere ancora pienamente rappresentate nei mercati tradizionali. Ad esempio, settori come la <strong>biotecnologia</strong> o l’<strong>energia idrogeno</strong> potrebbero diventare pilastri del futuro economico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Accesso economico e liquidità</h3>



<p>Come tutti gli ETF, anche quelli tematici presentano costi di gestione ridotti rispetto ai fondi attivi e possono essere acquistati e venduti facilmente sui mercati regolamentati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi nascosti degli ETF Tematici</h2>



<p>Se da un lato gli ETF tematici promettono innovazione e crescita, dall’altro non sono esenti da rischi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Elevata volatilità</h3>



<p>I settori emergenti sono spesso soggetti a grandi oscillazioni di prezzo. Un ETF sull’intelligenza artificiale, ad esempio, potrebbe subire forti perdite durante periodi di crisi tecnologica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Rischio di concentrazione</h3>



<p>Molti ETF tematici si focalizzano su pochi settori o regioni, aumentando il rischio di dipendenza da specifici eventi geopolitici o economici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Rendimenti incerti</h3>



<p>Non tutti i temi si traducono in successi finanziari. Alcuni settori, come le <strong>criptovalute</strong> o il <strong>metaverso</strong>, possono perdere popolarità o risultare meno redditizi del previsto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come valutare un ETF Settoriale</h2>



<p>Investire in ETF tematici richiede un’analisi approfondita. Ecco alcuni aspetti chiave da considerare:</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Comprendi il tema di riferimento</h3>



<p>Chiediti: il tema su cui investo ha un potenziale a lungo termine? Evita di seguire ciecamente le mode e punta su trend con solide fondamenta economiche. Tieni anche presente il prezzo a cui compri un certo prodotto. <strong>Se il sottostante presenta ottime prospettive significa che il prezzo le ha già scontate e probabilmente scenderà.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Analizza i costi di gestione</h3>



<p>Gli ETF tematici tendono ad avere costi di gestione più alti rispetto agli ETF tradizionali. Assicurati che i potenziali rendimenti giustifichino queste spese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Valuta la diversificazione interna</h3>



<p>Esamina il portafoglio dell’ETF. Contiene abbastanza aziende per mitigare il rischio? Oppure è eccessivamente concentrato su pochi titoli?</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Guarda alla performance storica</h3>



<p>Anche se i rendimenti passati non garantiscono quelli futuri, possono darti un’idea della stabilità dell’ETF in diverse condizioni di mercato. Ricorda anche che molti &#8220;settoriali&#8221; sono prodotti cilcii che vanno bene nelle fasi positive dell&#8217;economia ma perdono parecchio negli scenari recessivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



<p>Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:</p>



<ul class="wp-block-list">
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</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I migliori ETF liquidità per investire a breve termine</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/etf-liquidita-scopri-i-migliori-etf-monetari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF monetari]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.segretibancari.com/?p=18946</guid>

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				<div class="et_pb_text_inner"><!-- divi:image {"id":28329,"sizeSlug":"full","linkDestination":"none"} -->
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/ETF-liquidita.png" alt="" class="wp-image-28329" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/ETF-liquidita.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/ETF-liquidita-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>
<!-- /divi:image -->

<!-- divi:paragraph {"style":{"typography":{"fontSize":18}}} -->
<p style="font-size:18px"><strong>Gli ETF liquidità permettono di investire a breve termine evitando il rischio di default dell&#8217;intermediario. Magari in attesa di entrare sui mercati in un secondo momento. Essi sono pertanto adatti a te che vuoi investire in modo tranquillo evitando di esporti ai rischi tipici del mercato azionario.</strong></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:heading -->
<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono gli ETF di liquidità</h2>
<!-- /divi:heading -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Quando parliamo di ETF monetari – o ETF liquidità – ci riferiamo a strumenti finanziari idonei ad<strong><a href="https://www.segretibancari.com/investimenti-sicuri-a-breve-termine/"> investimenti sicuri di breve termine</a></strong>. Questa particolare tipologia di prodotto finanziario viene spesso guardato con diffidenza dagli investitori, non solo per le rendite modeste, ma soprattutto per le spese che comporta. Infatti essi addebitano costi che incidono sul rendimento finale, anche se in misura ridotta rispetto a ciò che l&#8217;investitore &#8220;disinformato&#8221; crede.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Tuttavia questo strumento finanziario è particolarmente adatto in due situazioni specifiche:</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:list -->
<ul><!-- divi:list-item -->
<li>quando sai già, presto o tardi,  di aver bisogno di disinvestire in modo improvviso e non puoi permetterti di sopportare fluttuazioni &#8220;marcate&#8221; dei controvalori investiti;</li>
<!-- /divi:list-item -->

<!-- divi:list-item -->
<li>quando non vuoi esporti al rischio dei mercati azionari, ad esempio perché ritieni che in un certo momento le quotazioni siano troppo alte.</li>
<!-- /divi:list-item --></ul>
<!-- /divi:list -->

<!-- divi:heading -->
<h2 class="wp-block-heading">Perché scegliere i cloni monetari?</h2>
<!-- /divi:heading -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Da questo punto di vista possiamo affermare che questi fondi hanno senso solo come investimento della <strong>liquidità strutturale</strong>. Ovvero essi non si prestano molto bene, a causa dei costi che presentano, per parcheggiare somme liquide in attesa di essere spese o investite a breve. </p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Infatti se questo è il vostro obiettivo vi consigliamo senza indugio di dare uno sguardo ai conti deposito o addirittura tenere fermi i soldi sul <strong>conto corrente</strong>. Se, invece,  desiderate <em>proteggere</em> il capitale da un eventuale<em> bail-in</em>, gli Exchange Traded Funds a breve scadenza potrebbero essere un’ottima scelta.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Essi sono pertanto indicati per gli investitori che <strong>temono un crollo dei mercati</strong> ma, al tempo stesso, non vogliono lasciare somme ingenti sul conto corrente per evitare il rischio di credito nei confronti dell&#8217;intermediario.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Anche tu sei disorientato dall&#8217;andamento ondivago dei mercati? <strong>Ecco come reagire</strong> e <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">cogliere le migliori opportunità</a></strong>.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:heading -->
<h2 class="wp-block-heading"> I migliori ETF Euro per gestire la liquidità </h2>
<!-- /divi:heading -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Gli investitori interessati a gestire le proprie disponibilità liquide possono attingere ad un vasto ventaglio di scelte disponibili. Sul segmento <strong>ETFPlus di Borsa Italiana</strong>, infatti, sono quotati ad oggi <strong>14 fondi passivi </strong>che clonano il mercato monetario in diverse valute, oltre a tre prodotti dedicati a indici obbligazionari a brevissimo termine, con scadenza inferiore a 12 mesi, assimilabili a strumenti monetari.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Quella che segue è una selezione dei migliori strumenti disponibili.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph {"fontSize":"medium"} -->
<p class="has-medium-font-size"><strong>db x-trackers II EONIA UCITS ETF 1C (EUR) ISIN &#8211; LU0290358497</strong></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Si tratta di un prodotto a replica <strong>sintetica</strong> che clona il <strong>Deutsche Bank EONIA Index.</strong> La classe C reinveste i dividendi, mentre la D li distribuisce. Per quanto riguarda la gestione del rischio, db x-trackers resetta lo <em>swap</em> quando l&#8217;esposizione del rischio di controparte raggiunge il 5% del valore patrimoniale.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Il fondo ha un patrimonio di <strong>6.322 mln</strong> di euro, costa lo 0,10% l&#8217;anno, ha sede in Lussemburgo ed è disponibile dal 25 maggio 2007.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph {"fontSize":"medium"} -->
<p class="has-medium-font-size"><strong>Lyxor Euro Overnight Return &#8211; ISIN FR0010510800</strong></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Usa la replica <strong>sintetica</strong> per tracciare il <strong>FTSE MTS EONIA Investable Index</strong>. In pratica, il fondo possiede un paniere sostitutivo di titoli composto da bond<em> investment grade</em> denominati in euro.<br>In seguito, Lyxor accende un contratto swap Otc (Over the counter) con una controparte che è quasi sempre Société Générale, capogruppo di Lyxor.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>L’ETF reinveste i dividendi e non svolge attività di prestito titoli.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Il fondo è disponibile dal 13 settembre 2007, costa lo 0,10% l&#8217;anno, è domiciliato in Francia e ha un patrimonio di<strong> 1.332 mln</strong> di euro.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph {"fontSize":"medium"} -->
<p class="has-medium-font-size"><strong>PIMCO Euro Short Maturity &#8211; ISIN IE00B5ZR2157</strong></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Il benchmark è l<strong>&#8216;FTSE MTS EONIA</strong>.<br>Il fondo investe principalmente in un mix di emissioni governative e societarie di tipo <em>investment grade</em> denominate in euro con scadenze brevi, per lo più fino a un anno. Tuttavia, a discrezione del gestore del fondo, il prodotto può investire in obbligazioni garantite da ipoteca o emesse da mercati emergenti, sempre a condizione che il rating sia<em> investment grade</em>. </p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Il patrimonio è di <strong>1.929 mln di euro</strong>, il costo annuo dello 0,35%. La distribuzione dei dividendi è mensile. Inoltre il fondo è disponibile dall&#8217;11 gennaio 2011 ed è domiciliato in Irlanda.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph {"fontSize":"medium"} -->
<p class="has-medium-font-size"><strong>iShares € Ultrashort Bond – ISIN IE00BCRY6557</strong></p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Si tratta di un ETF a <strong>replica fisica</strong> con campionamento, che <strong>distribuisce</strong> dividendi semestrali, e costa lo 0,09%.<br>Dal punto di vista del portafoglio, questo è molto diversificato. Sebbene il fondo investa solo in obbligazioni dell’area Euro, esso ha in casa 552 diversi bond. </p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>La cedola media ponderata degli stessi è dell’1,82%, mentre la <em>duration</em> del portafoglio è di nemmeno 5 mesi. Per quanto riguarda la tipologia di emittente, invece, il portafoglio è piuttosto concentrato. Il 50% del totale, infatti, è investito in bond emessi da <strong>banche</strong>, sia in Europa sia negli Stati Uniti, ma sempre denominati in euro.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Infine, per essere compresi nell’indice, i titoli devono avere determinati requisiti sia dal punto di vista del rating sia della durata. In breve le obbligazioni dovranno avere una <strong>vita residua massima di un anno</strong> se a tasso fisso, e di <strong>3 anni se a tasso variabile</strong>. Il patrimonio ammonta a <strong>2.710</strong> <strong>mil di euro</strong>, mentre l&#8217;ETF è disponibile dal 16 ottobre 2013 ed è domiciliato in Irlanda.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:heading -->
<h2 class="wp-block-heading">I nostri consigli</h2>
<!-- /divi:heading -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Gli ETF di liquidità sono una <strong>valida alternativa ai conti deposito</strong> per un impiego temporaneo di risorse finanziarie. Essi presentano questi vantaggi importanti:</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:list -->
<ul><!-- divi:list-item -->
<li><strong>reinvestono in automatico le cedole e non sono soggetti a tassi promozionali</strong>, a differenza ad esempio dei conti deposito. Ciò li rende adatti per quelle situazioni in cui sai di dover spendere quei soldi ma non sai quando, ad esempio perché hai deciso di comprare casa ma non sei ancora andato a rogito, oppure vuoi stare liquido perché temi di investire nei mercati nel momento sbagliato;</li>
<!-- /divi:list-item -->

<!-- divi:list-item -->
<li><strong>non presentano il rischio di bail in</strong>. Quindi puoi tranquillamente parcheggiare cifre molto importanti su un ETF di liquidità, senza doverti preoccupare della solidità patrimoniale della banca presso cui sono custoditi. <em>In caso di dissesto dell&#8217;intermediario, infatti, non perderesti nulla</em> perché non si tratta di un credito ma di uno strumento finanziario su cui hai la piena proprietà.</li>
<!-- /divi:list-item --></ul>
<!-- /divi:list -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Tieni però presente che questo tipo di prodotto è particolarmente <strong>sensibile ai costi</strong>, che sono di due tipi:</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:list -->
<ul><!-- divi:list-item -->
<li>di <strong>compravendita</strong>, relativi alle commissioni che la banca ti applica quando compri e quando vendi;</li>
<!-- /divi:list-item -->

<!-- divi:list-item -->
<li>di <strong>gestione</strong>, che sono quelli che l&#8217;ETF addebita attraverso la riduzione del valore della quota, in modo analogo ai fondi comuni a gestione attiva.</li>
<!-- /divi:list-item --></ul>
<!-- /divi:list -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Usa gli ETF di liquidità solo se pensi di tenere l&#8217;investimento &#8220;fermo&#8221; per alcuni mesi. In caso contrario i costi potrebbero corrodere del tutto i rendimenti.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:heading -->
<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>
<!-- /divi:heading -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:paragraph -->
<p>Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:</p>
<!-- /divi:paragraph -->

<!-- divi:list -->
<ul><!-- divi:list-item -->
<li>E se stessi sbagliando tutto?&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come investire in modo sano</a></strong></li>
<!-- /divi:list-item -->

<!-- divi:list-item -->
<li>all’interno del nostro Ufficio Studi con analisi e approfondimenti settimanali premium.&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Scopri di più.</a></strong></li>
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<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>
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<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='I migliori ETF liquidità per investire a breve termine' data-link='https://www.segretibancari.com/etf-liquidita-scopri-i-migliori-etf-monetari/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://www.segretibancari.com/etf-liquidita-scopri-i-migliori-etf-monetari/">I migliori ETF liquidità per investire a breve termine</a> proviene da <a href="https://www.segretibancari.com">Segreti Bancari</a>.</p>
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		<title>Ecco 7 ETF da tenere per sempre, per chi vuole investire e guadagnare</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/etf-da-tenere-per-sempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I 7 ETF di cui parla questo articolo sono da comprare oggi e da tenere per sempre. Grazie alla loro diversificazione, al carattere evergreen e alla bassa manutenzione richiesta possono attraversare indenni le fasi di volatilità di breve periodo. ETF in cui investire Gli investimenti in ETF sono diventati una scelta prudente, soprattutto considerando l&#8217;instabilità [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2022/05/ETF-da-tenere-per-sempre.png" alt="ETF da tenere per sempre" class="wp-image-25216" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2022/05/ETF-da-tenere-per-sempre.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2022/05/ETF-da-tenere-per-sempre-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>I 7 ETF di cui parla questo articolo sono da comprare oggi e da tenere per sempre. Grazie alla loro diversificazione, al carattere evergreen e alla bassa manutenzione richiesta possono attraversare indenni le fasi di volatilità di breve periodo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">ETF in cui investire</h2>



<p>Gli investimenti in <strong>ETF</strong> sono diventati una scelta prudente, soprattutto considerando l&#8217;instabilità e la turbolenza che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Diversi fattori hanno contribuito a creare una tempesta perfetta sui mercati globali, tra cui una guerra nel cuore dell&#8217;Europa e una in Medio Oriente, l&#8217;aumento dell&#8217;inflazione e il rialzo dei tassi. </p>



<p>In questo contesto, i gestori attivi hanno faticato a contenere i danni, mentre coloro che hanno optato per gli ETF hanno potuto godere di <strong>una maggiore stabilità</strong>. La scelta degli ETF giusti è fondamentale, considerando l&#8217;attuale panorama economico. Ma quale selezionare per ottenere i migliori risultati in questo periodo di incertezza?</p>



<h2 class="wp-block-heading">I migliori ETF da comprare e tenere</h2>



<p>Prima di esaminare uno ad uno gli strumenti che rappresentano il contenuto &#8220;clou&#8221; di questo articolo, permettimi di richiamare la tua attenzione su una cosa. Dotarsi dei migliori Exchange Traded Fuds non serve a nulla se la strategia a monte è scadente. Se vuoi capire cosa non funziona in ciò che fai adesso e desideri correggere il tiro, <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">continua qui.</a></strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Vanguard FTSE All-World ETF Accumulating</strong></p>



<p>L&#8217;ETF investe nel<strong>l&#8217;FTSE All-World</strong> che replica l&#8217;andamento dei titoli azionari dei paesi sviluppati ed emergenti di tutto il mondo. Il patrimonio del fondo è di <strong>7.438 mln</strong>, la <strong>replica è a campionamento</strong>, la valuta di riferimento il <strong>dollaro Usa</strong>. Il fondo è domiciliato in <strong>Irlanda</strong> ed è disponibile dal 23 luglio del 2019 ed è ad <strong>accumulazione</strong> dei proventi.</p>



<p>Si tratta del prodotto ideale per investire nelle società di tutto il mondo con un costo bassissimo. La <strong>commissione annua</strong>, infatti, è di appena lo 0,22%. Gli USA fanno la parte da leone, coprendo il 57,34% del totale. Seguono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Giappone: 6,15%</li>



<li>Regno Unito: 3,55%</li>



<li>Cina: 2,86%.</li>
</ul>



<p>Il fondo è composto da&nbsp;3.677 titoli diversi. Il peso delle prime dieci partecipazioni è del 17,44%.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>iShares Core S&amp;P 500</strong></p>



<p>L&#8217;ETF investe nell&#8217;S&amp;P 500®, che replica i <strong>500 titoli azionari statunitensi ad alta capitalizzazione</strong>. Il <strong>costo</strong> annuo di gestione è dello 0,07% soltanto. Si tratta di un prodotto estremamente conveniente sotto questo punto di vista. Il patrimonio è di <strong>57.671 mln</strong> di euro. Il fondo è ad <strong><a href="https://www.segretibancari.com/migliori-etf-accumulo/">accumulo</a></strong> dei proventi ed è a replica <strong><strong>totale</strong></strong>.</p>



<p>La valuta di riferimento è il <strong>dollaro</strong>, il domicilio è l&#8217;Irlanda mentre il fondo è disponibile dal 19 maggio 2010.</p>



<p>In modo analogo al sottostante l&#8217;ETF è piuttosto concentrato. I primi dieci titoli, infatti, pesano per il 30% circa del totale. Quasi il 28%, inoltre, è impiegato in aziende del settore tecnologico.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>iShares Core MSCI Emerging Markets IMI</strong></p>



<p>Il fondo investe nell&#8217;indice MSCI Emerging Markets Investable Market (IMI) che replica un paniere di titoli azionari dei mercati emergenti di tutto il mondo. Si tratta di un prodotto ad<strong><strong> accumulazione</strong></strong>, con un <strong>costo</strong> dello 0,18% l&#8217;anno. In aggiunta il patrimonio sottostante è di <strong><strong><strong>15.644</strong></strong></strong> <strong>mln</strong> di euro. La modalità di replica è <strong>a campionamento</strong>.</p>



<p>Il domicilio è l&#8217;Irlanda, la valuta di riferimento il <strong>dollaro</strong> mentre il fondo è disponibile dal 30 maggio 2014. I titoli che compongono il portafoglio sono 3.142, mentre il peso dei primi dieci è del 19,47%.</p>



<p>Ecco, inoltre, i Paesi più rappresentati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Cina: 23,79%</li>



<li>India: 15,76%</li>



<li>Taiwan: 15,54%</li>



<li>Corea del Sud: 12,65%.</li>
</ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLDsdTvqjkArBHOVud6BBUpXc5tD-LIvyg"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png" alt="" class="wp-image-28336" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png 350w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST-300x214.png 300w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></figure>
</div>


<p>A livello settoriale spicca la <strong>finanza </strong>(peso: 19,60%), seguito da <strong>informatica</strong> (peso: 19,23%) e da<strong> beni voluttuari</strong> (peso: 12,92%).</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Lyxor Core STOXX Europe 600</strong></p>



<p>Il fondo investe nell&#8221;indice STOXX® Europe 600, che replica le<strong> 600 più grandi società europee</strong>. Si tratta di un prodotto ad <strong>accumulazione</strong> che <strong>costa</strong> solo lo 0,07% l&#8217;anno e conta su un patrimonio di <strong><strong>5.850</strong> mln</strong>.</p>



<p>La modalità di replica è <strong><strong>totale</strong></strong>. La valuta di riferimento è <strong>l&#8217;euro</strong>. Inoltre il fondo è disponibile dal 3 aprile 2013, mentre il domicilio è il Lussemburgo.</p>



<p>Le prime 10 partecipazioni, sui 600 titoli totali, pesano per il 21,60%. Ecco, in breve, i Paesi più importanti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Regno Unito: 21,61%</li>



<li>Francia: 16,98%</li>



<li>Svizzera: 15,50%</li>



<li>Germania: 12,38%.</li>
</ul>



<p>Il settore più pesante è la <strong>finanza</strong> con il 14,43%%. Seguono la <strong>salute</strong> con il 14,40% e <strong>industria</strong> con il 13,39%.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>iShares Nikkei 225&nbsp;</strong></p>



<p>L&#8217;ETF clona l&#8217;indice Nikkei 225®, che investe nei<strong> 225 titoli azionari</strong> più attivamente negoziati nella prima sezione della borsa valori di Tokyo.</p>



<p>Il fondo <strong>costa</strong> lo 0,48% l&#8217;anno, <strong>accumula</strong> i proventi ed è a replica <strong><strong>totale</strong></strong>. Il patrimonio è di<strong> <strong>253 </strong>mln di euro,</strong> mentre la valuta di riferimento è lo <strong>Yen</strong>. L&#8217;ETF è domiciliato in Irlanda ed è disponibile dal 25 gennaio 2010.</p>



<p>Il peso dei primi dieci titoli, sui 222 totali è del 38,34%. I settori più importanti sono <strong>beni voluttuari </strong>(20,72%), <strong>informatica</strong> (19,94%),<strong> industria </strong>(18,31%) e <strong>salute</strong> (12,37%).</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Vanguard Global Aggregate Bond</strong></p>



<p>L&#8217;indice sottostante, Bloomberg Global Aggregate Float Adjusted and Scaled (EUR Hedged), replica <strong>obbligazioni da emittenti di tutto il mondo</strong>. L&#8217;indice è composto da titoli obbligazionari societari e titoli di stato. Tutte le scadenze sono incluse. Rating: Investment Grade. Copertura valutaria in Euro (EUR).</p>



<p>Il fondo conta su <strong><strong>575&nbsp;</strong>mln di euro</strong> di patrimonio, <strong>costa</strong> lo 0,10% l&#8217;anno, è a campionamento e <strong>accumulazione</strong>. La valuta di riferimento è <strong>l&#8217;euro</strong> e c&#8217;è la copertura dal rischio di cambio. Il domicilio fiscale è l&#8217;Irlanda. Infine il fondo è disponibile dal 18 giugno 2019.</p>



<p>I titoli che compongono il portafoglio sono 10.466, mentre il peso dei primi 10 è del 2,59%. Questi, per concludere, i Paesi più rappresentati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stati Uniti: 25,57%</li>



<li>Giappone: 7,44%</li>



<li>Francia: 4,72%</li>



<li>Germania: 3,55%.</li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Xtrackers Global Inflation-Linked Bond</strong></p>



<p>L&#8217;indice sottostante, Bloomberg World Government Inflation-Linked Bond (EUR Hedged), replica le obbligazioni governative legate all&#8217;inflazione dei paesi sviluppati emessi in valuta domestica. Tutte le scadenze sono incluse. Rating: Investment Grade. Copertura valutaria in Euro (EUR).</p>



<p>Il fondo <strong>costa</strong> lo 0,25% l&#8217;anno, è ad <strong>accumulazione</strong> e conta su un patrimonio di <strong>568 mln</strong> di euro. La modalità di replica è <strong>campionamento</strong>, mentre la valuta di riferimento è <strong>l&#8217;euro</strong>. Il domicilio fiscale è il Lussemburgo, mentre il prodotto è disponibile dal 8 giugno 2007.</p>



<p>Il portafoglio è composto da 155 bond diversi dei quali i primi dieci rappresentano il 15,43%. Un peso rilevante va agli Stati Uniti (43,12%), seguiti da Regno Unito (23,35%), Francia (7,49%) e dall&#8217;Italia (4,94%).</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nostri consigli: perché questi ETF sono da tenere per sempre?</h2>



<p>Gli ETF menzionati sono particolarmente adatti per un investimento a lungo termine e possono essere considerati fondamentali per costruire un <strong>portafoglio d&#8217;investimento</strong> solido. Questa scelta si basa su diversi motivi cruciali:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Gli ETF sono <strong>vincolati a indici stabili nel tempo</strong>, rendendoli resistenti alle fluttuazioni di mercato e alle tendenze del momento, garantendo una base solida per un investimento a lungo termine.</li>



<li>Un portafoglio che include questi ETF <strong>è orientato verso azioni</strong>, offrendo un potenziale di redditività a lungo termine, soprattutto considerando la storia di crescita sostenuta del mercato azionario nel corso degli anni.</li>



<li>La gestione a basso costo degli ETF <strong>favorisce l&#8217;accumulo di capitali</strong>, grazie al potere della capitalizzazione composta, consentendo agli investitori di massimizzare i loro profitti nel lungo periodo.</li>



<li>La capacità degli ETF di accumulare profitti nel tempo contribuisce a <strong>un&#8217;accelerazione della crescita complessiva del portafoglio,</strong> mentre la loro efficienza fiscale rende il processo di accumulazione di ricchezza ancora più vantaggioso per gli investitori.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;altra opzione: ETF con alti dividendi</h2>



<p>Gli <strong>ETF ad alto dividendo</strong> sono noti per generare rendimenti consistenti: offrono agli investitori una grandeopportunità di reddito. Questi fondi comprendono un paniere diversificato di titoli che elargiscono generose cedole, garantendo un flusso di reddito regolare. Contrariamente all&#8217;investimento diretto in singole azioni ad alto rendimento, gli ETF consentono di accedere a una serie di titoli in un&#8217;unica soluzione. </p>



<p>Tra i migliori <strong>ETF per dividendi</strong> troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Global X SuperDividend</strong>, che replica l&#8217;indice Solactive Global; </li>



<li><strong>iShares Asia/Pacific Dividend</strong>, che offre esposizione ai mercati sviluppati dell&#8217;Asia/Pacifico;</li>



<li><strong>Vanguard FTSE All-World High Dividend</strong>, che presenta una gamma diversificata di aziende con un track record di pagamenti di dividendi stabili nel tempo. </li>
</ul>



<p>Questi prodotti <strong>si distinguono per rendimenti allettanti</strong>: rappresentano un tipo di fondo che può far comodo in portafoglio. L&#8217;acquisto di ETF ad alto dividendo rappresenta un&#8217;alternativa più semplice rispetto alla costruzione di un portafoglio di dividendi basato su azioni singole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Dal 2010 siamo qui per aiutare le persone ad investire&nbsp;<em>diversaMente</em>&nbsp;partendo da ciò che&nbsp;<strong>sappiamo di non sapere</strong>, e usando un linguaggio semplice, pacato e coinvolgente. Ecco due risorse di approfondimento che ti consigliamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stai sbagliando approccio con gli investimenti? Scopri come&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">raddrizzare il tiro</a></strong>;</li>



<li>Leggi le analisi e le ricerche esclusive del nostro&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Ufficio Studi ogni 7 giorni.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari</p>
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		<item>
		<title>iBonds: cosa sono e come funzionano gli ETF a scadenza</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/ibonds-etf-a-scadenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli iBonds sono la novità del momento. Ma cosa sono gli ETF obbligazionari a scadenza, come funzionano, quali rischi comportano e, soprattutto, sono davvero la soluzione per chi vuole investire in obbligazioni beneficiando della diversificazione e superando i limiti dei prodotti tradizionali? I mercati finanziari stanno vivendo una trasformazione notevole, con tassi di interesse stabili, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='iBonds: cosa sono e come funzionano gli ETF a scadenza' data-link='https://www.segretibancari.com/ibonds-etf-a-scadenza/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibond-ETF-scadenza.png" alt="ibond etf scadenza" class="wp-image-27773" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibond-ETF-scadenza.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibond-ETF-scadenza-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>Gli iBonds sono la novità del momento. Ma cosa sono gli ETF obbligazionari a scadenza, come funzionano, quali rischi comportano e, soprattutto, sono davvero la soluzione per chi vuole investire in obbligazioni beneficiando della diversificazione e superando i limiti dei prodotti tradizionali?</strong></p>



<p>I mercati finanziari stanno vivendo <strong>una trasformazione notevole</strong>, con tassi di interesse stabili, dopo il rialzo del 2022 che ha apportato significative perdite all&#8217;investitore in bond. I risparmiatori stanno cercando pertanto nuove strategie per adeguarsi a questa nuova realtà finanziaria, e una delle innovazioni più interessanti sono gli <strong>Exchange Traded Fund (ETF) obbligazionari a scadenza</strong>. </p>



<p>Questi strumenti offrono un approccio unico all&#8217;investimento nel reddito fisso, consentendo agli investitori di <strong>bilanciare rendimenti stabili con una chiara data di scadenza</strong>. In questo articolo, esploreremo il cambiamento di paradigma nei mercati finanziari, l&#8217;introduzione degli ETF obbligazionari a scadenza e le opportunità che essi offrono agli investitori.</p>



<p style="font-size:20px">Investire in modo concreto, senza false certezze.  <a href="http://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come ti possiamo aiutare</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo trend sui mercati</h2>



<p>Il 2022 ha segnato un punto di svolta nei mercati finanziari, con l&#8217;inizio di una fase caratterizzata da <strong>tassi di interesse più elevati e movimenti più bruschi</strong> nelle diverse asset class. Questa trasformazione ha spinto gli investitori a <em>ripensare le proprie strategie</em> e a cercare nuove opportunità per ottimizzare i rendimenti e gestire il rischio nei propri portafogli.&nbsp;</p>



<p>In Europa, <strong>gli ETF hanno giocato un ruolo chiave</strong> in questo processo, con una raccolta netta di 106,5 miliardi di dollari nel corso del 2023, di cui più della metà è stata investita nel mercato obbligazionario. Questo nuovo contesto richiede <strong>una riallocazione strategica</strong>, e gli investitori hanno risposto ribilanciando i propri portafogli, con un occhio di riguardo alle obbligazioni.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/Servizi-Segreti-Bancari.png" alt="Servizi-Segreti Bancari" class="wp-image-22137" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/Servizi-Segreti-Bancari.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/Servizi-Segreti-Bancari-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Gli ETF obbligazionari a scadenza:  cosa sono e come funzionano</h2>



<p>BlackRock, in risposta a questa crescente domanda di obbligazioni, è stata la prima ad introdurre gli ETF obbligazionari a scadenza, noti come iBonds. Questi strumenti, già presenti negli Stati Uniti dal 2010, sono ora disponibili anche in Europa. <strong>Gli iBonds offrono agli investitori un modo innovativo di investire nel reddito fisso, combinando le caratteristiche delle obbligazioni con la flessibilità tipica degli ETF.</strong></p>



<p>Essi sono costituiti da un portafoglio diversificato di obbligazioni con la stessa data di scadenza. A differenza degli ETF obbligazionari tradizionali, che possono detenere obbligazioni per un periodo limitato per mantenere un’esposizione a una scadenza specifica, gli iBonds <strong>mantengono le obbligazioni sottostanti fino alla loro scadenza naturale.</strong></p>



<p>Questi ETF offrono un pagamento regolare di cedole durante il periodo di detenzione e un pagamento finale all’anno di scadenza dichiarato. <em>La scadenza definita fornisce chiarezza sulle aspettative di rendimento e sull’orizzonte di investimento</em>, mentre la <strong><a href="https://www.segretibancari.com/diversificazione-portafoglio-investimenti/">diversificazione</a></strong> delle obbligazioni consente agli investitori di ottenere un’esposizione più ampia senza dover acquistare singoli titoli.</p>



<p>Con lo scenario attuale, che vede tassi per lo più stabili con modesti ritocchi verso il basso gli ETF obbligazionari a scadenza offrono un’opportunità per gli investitori di costruire portafogli con un basso profilo di rischio, mirando a scadenza per beneficiare dei rendimenti attuali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché gli ETF a scadenza stanno guadagnando popolarità?</h2>



<p>Negli ultimi due anni, gli ETF obbligazionari a scadenza sono diventati uno dei prodotti più richiesti, con un crescente numero di lanci da parte di gestori globali come Invesco, Amundi e BlackRock. Le motivazioni principali dietro il loro successo includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>rendimenti prevedibili</strong> <strong>a priori</strong>: essi offrono una maggiore chiarezza sui rendimenti attesi grazie alla presenza di una scadenza fissa. Sulla scheda prodotto, disponibile sul sito degli emittenti, è infatti ben visibile il rendimento medio a scadenza del portafoglio sottostante;</li>



<li><strong>bassi costi di gestione</strong>: rispetto ai fondi a scadenza tradizionali, gli ETF tendono a offrire costi più bassi, migliorando i rendimenti a lungo termine;</li>



<li><strong>maggiore controllo sull&#8217;orizzonte temporale</strong>: la scadenza predefinita consente agli investitori di pianificare meglio il proprio portafoglio in base agli obiettivi di rendimento senza dover correre i rischi associati all&#8217;investimento in poche obbligazioni singole;</li>



<li><strong>diversificazione</strong>: gli iBonds offrono un&#8217;ampia esposizione a diversi settori e categorie di obbligazioni, riducendo il rischio specifico di singoli titoli;</li>



<li><strong>flusso di cassa regolare</strong>: grazie alle cedole pagate durante la vita del fondo, gli investitori possono beneficiare di entrate periodiche;</li>



<li><strong>minore rischio rispetto agli strumenti senza scadenza</strong>: la scadenza fissa permette agli investitori di evitare la volatilità delle obbligazioni nel lungo termine, soprattutto nelle fasi rialziste dei tassi o quando il mercato prezza un rischio emittente maggiore, aumentando i tassi richiesti per investire in titoli privati (il così detto <em>credit spread</em>).</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Differenze tra ETF obbligazionari tradizionali e a scadenza</h3>



<p>Di seguito una tabella che confronta le principali differenze tra ETF obbligazionari tradizionali e ETF obbligazionari a scadenza:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="641" height="145" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ETF-obbligazionari-a-scadenza-vs-tradizionali.png" alt="ETF obbligazionari a scadenza vs tradizionali" class="wp-image-28580" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ETF-obbligazionari-a-scadenza-vs-tradizionali.png 641w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ETF-obbligazionari-a-scadenza-vs-tradizionali-480x109.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 641px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Dove investono gli ETF obbligazionari a scadenza?</h2>



<p>Gli ETF obbligazionari a scadenza offrono accesso a un portafoglio di obbligazioni, con la possibilità di investire in centinaia di titoli. Alcuni di essi, ad esempio, possono arrivare a oltre 400 bond diversi. Esistono poi prodotti specializzati in diverse tipologie di obbligazioni, come i <strong>corporate bond</strong> e i <strong>titoli di Stato</strong>. Recentemente, Amundi e iShares hanno lanciato strumenti con focus specifico sui governativi italiani, che risultano più concentrati, includendo solo 7-11 titoli al momento del lancio.</p>



<p>Le esposizioni valutarie di questi ETF possono variare, con fondi prevalentemente denominati in <strong>euro</strong> o <strong>dollari americani</strong>. Inoltre, alcuni ETF a scadenza sono strutturati per <strong>accumulare i proventi</strong>, mentre altri offrono una <strong>distribuzione periodica delle cedole</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I migliori ETF obbligazionari a scadenza quotati su Borsa Italiana</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="902" height="97" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibonds.png" alt="ibonds" class="wp-image-28582" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibonds.png 902w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibonds-480x52.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 902px, 100vw" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">I nostri consigli</h2>



<p>Gli ETF obbligazionari a scadenza, come gli iBonds e gli Xtrackers, rappresentano un’opportunità interessante per chi cerca rendimenti stabili e certezza sulle scadenze. Tuttavia, è importante essere consapevoli di alcune criticità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>liquidità</strong>: mano a mano che ci si avvicina alla scadenza, questi strumenti tendono a diventare meno liquidi, rendendo più difficile la vendita in tempi rapidi;</li>



<li><strong>mancato beneficio dall&#8217;effetto leva dei tassi</strong>: gli ETF a scadenza <em>non consentono di beneficiare di eventuali ribassi dei tassi di interesse</em>, poiché il loro portafoglio è costituito da obbligazioni la cui durata si accorcia con il passare del tempo. In un contesto di ribasso dei tassi, gli ETF obbligazionari tradizionali offrono maggiori vantaggi in termini di capital gain.</li>
</ul>



<p>Per queste ragioni, i prodotti a scadenza sono più <strong>adatti a investitori fai da te</strong> che preferiscono un approccio semplice e prevedibile al reddito fisso. Tuttavia, per chi si affida a un consulente finanziario o a strategie di gestione più attive, potrebbero essere strumenti meno indicati, vista l&#8217;assenza di flessibilità e il rischio di liquidità ridotta verso la fine della durata dell&#8217;investimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Dal 2010 siamo qui per aiutare le persone ad investire&nbsp;<em>diversaMente</em>&nbsp;partendo da ciò che sappiamo di non sapere, e usando un linguaggio semplice, pacato e coinvolgente. Ecco due risorse di approfondimento che ti consigliamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stai sbagliando approccio con gli investimenti? Scopri come&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">raddrizzare il tiro</a></strong>;</li>



<li>Leggi le analisi e le ricerche esclusive del nostro&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Ufficio Studi ogni 7 giorni.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari</p>
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		<title>Come scegliere i migliori fondi comuni di investimento evitando di inseguire le loro performance passate</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/scegliere-fondi-di-investimento-migliori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi comuni di investimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si scelgono i fondi comuni di investimento migliori? Ecco i parametri da considerare e le variabili irrilevanti per un investimento remunerativo. Se sei interessato a investire in fondi comuni, conosci l&#8217;importanza di diversificare il tuo portafoglio. Di seguito, ecco alcuni consigli per scegliere il fondo di investimento più adatto a te. Ma per non [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/08/come-scegliere-i-fondi-comuni-migliori.png" alt="come scegliere i fondi comuni migliori" class="wp-image-28561" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/08/come-scegliere-i-fondi-comuni-migliori.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/08/come-scegliere-i-fondi-comuni-migliori-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>Come si scelgono i fondi comuni di investimento migliori? Ecco i parametri da considerare e le variabili irrilevanti per un investimento remunerativo.</strong></p>



<p>Se sei interessato a investire in <strong>fondi comuni</strong>, conosci l&#8217;importanza di <strong><a href="https://www.segretibancari.com/diversificazione-portafoglio-investimenti/">diversificare il tuo portafoglio</a></strong>. Di seguito, ecco alcuni consigli per scegliere il fondo di investimento più adatto a te. Ma per non dare nulla per scontato partiamo dalle basi e capiamo meglio cosa siano questi strumenti e come funzionino nella pratica. Ti invito a <strong>leggere con attenzione tutto l&#8217;articolo</strong>, perché troverai delle cose interessanti che probabilmente non conosci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono i fondi comuni?</h2>



<p>I <strong>fondi comuni di investimento</strong> rappresentano importanti strumenti del risparmio gestito, classificati in base al rapporto rischio-rendimento. Essi sono composti da <strong>quote di uguale valore</strong>, garantendo pari diritti ai risparmiatori. Il valore delle quote varia in base alle performance dei titoli acquistati.&nbsp;</p>



<p>Esistono <strong>fondi aperti e chiusi</strong>: i primi consentono agli investitori di accedere liberamente alla sottoscrizione e al rimborso delle quote, mentre i fondi chiusi limitano l&#8217;accesso durante il periodo di offerta. Il portafoglio dei fondi aperti è focalizzato su attività quotate, mentre i fondi chiusi investono in asset meno liquidi e di lungo periodo, come gli immobili. </p>



<p>I <strong>fondi a distribuzione</strong> pagano cedole ai partecipanti, permettendo la scelta tra incassare la cedola o reinvestire i proventi, mentre i <strong>fondi ad accumulazione</strong> reinvestono automaticamente i profitti nel fondo fino alla cessione delle quote.</p>



<p class="has-medium-font-size">Segreti Bancari dice NO ai fondi. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri perché!!</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere il fondo o l&#8217;asset sottostante?</h2>



<p><strong>La scelta del fondo di investimento migliore è sempre secondaria rispetto alla necessità di individuare in primo luogo lil sottostante in cui si vuole investire.</strong> In altri termini l&#8217;investitore saggio non dovrebbe nemmeno porsi il problema della selezione del prodotto migliore senza aver prima di tutto capito il tipo di portafoglio che vuole creare.</p>



<p>Solo dopo che si è deciso, ad esempio, che in base alle proprie esigenze è ottimale, in un certo momento, investire il 20% del proprio portafoglio in azioni americane &#8211; per fare un esempio concreto &#8211; si passerà alla selezione del prodotto migliore che darà &#8220;compimento&#8221; a quella strategia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cose da considerare prima di passare alla selezione dei prodotti migliori</h2>



<h3 class="wp-block-heading">I fondi raramente superano gli indici di mercato</h3>



<p>Quando acquisti quote di un fondo comune di investimento, il tuo obiettivo è <strong>superare il mercato</strong>. Altrimenti, potresti affidarti a indici o ETF (Exchange-Traded Fund) ben diversificati per ottenere un rendimento allineato a quello di determinati mercati.Purtroppo, nella maggior parte dei casi, <strong>i fondi comuni di investimento non riescono a battere gli indici di riferimento</strong> di mercato. Nonostante ci siano società di gestione esperte e preparate, pronte ad anticipare le tendenze finanziarie.</p>



<p>Ciò che conta sono <strong>i tassi di rendimento</strong> degli investimenti. In molti casi, i rendimenti dei fondi sono inferiori alle medie di mercato, anche prima di considerare le commissioni di gestione significative che questi strumenti incorporano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Diversificare su mercati solidi</h3>



<p>La <strong>diversificazione</strong> è un concetto basilare ma spesso mal interpretato, a causa delle informazioni contrastanti che arrivano a chi non è esperto del settore finanziario. Diversificare significa avere un <strong>portafoglio composto da titoli diversi</strong> per provenienza geografica, profilo di rischio e settore di appartenenza.&nbsp;</p>



<p>Dovresti cercare di includere nel tuo portafoglio azioni, obbligazioni, valute, beni preziosi e materie prime, scelti tra settori differenti. Non ha senso diversificare <strong>in diverse materie prime energetiche o in azioni dello stesso settore</strong> (come il settore bancario o tecnologico), né in obbligazioni di paesi che hanno un andamento simile.</p>



<p>La diversificazione deve essere autentica e proteggerti da crolli settoriali. Inoltre, <strong>deve essere solida</strong>, in modo da non includere titoli di scarsa qualità solo per il gusto di diversificare.</p>



<p>I <strong>fondi comuni</strong> possono aiutarti in questo senso, ma solo se sai cosa e perché scegliere. Prima di selezionare un fondo, verifica attentamente la sua composizione e le regole stabilite dalla società di gestione per modificare il portafoglio nel corso del tempo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLDsdTvqjkArBHOVud6BBUpXc5tD-LIvyg"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png" alt="" class="wp-image-28336" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png 350w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST-300x214.png 300w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">Attenzione alla sicurezza</h3>



<p>Le banche, nonostante il caos che hanno causato negli ultimi anni, sono istituzioni che spesso <strong>ispirano fiducia e considerazione</strong> per molti investitori. Tuttavia, non è sempre così. I fondi comuni di investimento proposti da queste istituzioni non sono sempre sicuri e spesso presentano rischi maggiori di quelli che puoi permetterti.</p>



<p>Quando investi in fondi comuni, non limitarti ad analizzare solo <strong>l&#8217;indice sintetico di rischio</strong>, ma esamina il più possibile la composizione attuale e potenziale del portafoglio. Questo è un aspetti che dovresti tenere presente per evitare di investire in strumenti che non corrispondono alle tue possibilità e aspettative di investimento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I rendimenti passati non garantiscono i rendimenti futuri</h3>



<p>Se fosse così semplice, tutti saremmo milionari. Basta guardare una <strong>lista dei rendimenti passati</strong> per orientare le nostre scelte future, investendo solo nei fondi che hanno riportato rendimenti a due cifre.</p>



<p>Ma nel mondo finanziario le cose non funzionano così. Il fatto che un fondo abbia ottenuto rendimenti elevati negli ultimi mesi non significa affatto che otterrà lo stesso rendimento in futuro. Quando fai le tue scelte di investimento, <strong>evita di basarti esclusivamente sui rendimenti passati</strong> del fondo proposto.</p>



<p>Questi dati <strong>non possono essere di alcun aiuto</strong> nel selezionare uno strumento di investimento che possa realmente migliorare la composizione del tuo portafoglio. Piuttosto, concentra la tua analisi sugli strumenti effettivamente presenti.</p>



<p>Il grafico che segue è molto eloquente ed è tratto da un articolo interessante pubblicato sul blog di <strong><a href="https://awealthofcommonsense.com/2024/08/chasing-star-fund-manager-performance/" rel="nofollow">Ben Carlson</a></strong>:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="670" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/08/ARKK_QQQ_SPY_chart-1-1024x670.png" alt="" class="wp-image-28565" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/08/ARKK_QQQ_SPY_chart-1-980x641.png 980w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/08/ARKK_QQQ_SPY_chart-1-480x314.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Il fondo ARK Innovation, fino al 2020, ha letteralmente &#8220;stracciato&#8221; la concorrenza e gli indici. Ma guardiamo cosa è accaduto dopo negli anni successivi:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="716" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/08/ARKK_QQQ_SPY_chart-1024x716.png" alt="" class="wp-image-28566" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/08/ARKK_QQQ_SPY_chart-980x686.png 980w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/08/ARKK_QQQ_SPY_chart-480x336.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Ci sono diversi motivi per cui un fondo tende a perdere quota dopo un periodo positivo. Senza voler entrare nei dettagli tre sono le ragioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la <strong>scarsa propensione del gestore a correre rischi</strong> discostandosi dalla media di settore per non perdere masse nel caso in cui il confronto fosse sfavorevole, mano mano che cresce il patrimonio gestito;</li>



<li>i <strong>limiti operativi</strong> cui il gestore stesso incorre al crescere delle dimensioni del fondo;</li>



<li>il fenomeno della <strong>regressione verso la media</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">I parametri da usare per scegliere i fondi comuni di investimento migliori</h2>



<p>Come avrai capito noi di Segreti Bancari non siamo per nulla estimatori dei fondi comuni di investimento. Crediamo, infatti, che nel l<em>ungo periodo le loro performance siano inferiori rispetto a quelle ottenute, in media, dai mercati sottostanti.</em> Se, tuttavia, vuoi scegliere il prodotto migliore per una certa asset class scelta in precedenza, ecco tre parametri da considerare:</p>



<h3 class="wp-block-heading">Battere il benchmark</h3>



<p>Il fondo prescelto dovrà aver dimostrato, preferibilmente su <strong>orizzonti temporali lunghi e in diverse condizioni di mercato</strong>, di aver prodotto, al netto dei costi, rendimenti superiori rispetto al benchmark. In linea generale sappi che c&#8217;è una relazione inversa tra costo annuo di gestione di un fondo e il suo rendimento per cui se parti analizzando i fondi meno costosi non sbagli.</p>



<p>Le differenti condizioni di mercato, invece, servono per evitare di affidarci ad un gestore che è molto bravo con mercati in salita mentre è penalizzato quando le cose vanno mele o viceversa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il beta</h3>



<p>L&#8217;indice beta misura, attraverso un coefficiente che vede in &#8220;uno&#8221; la neutralità la maggiore o minore redditività di un prodotto rispetto al mercato sottostante. In particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>beta = 1</strong>: il fondo replica il mercato</li>



<li><strong>beta > 1</strong> il fondo ha reso di più del mercato amplificandone le variazioni</li>



<li><strong>beta &lt; 1</strong>: il fondo è difensivo ossia attutisce le fluttuazioni del mercato sottostante.</li>
</ul>



<p>Non è di intuitivo, ma <em>i fondi ad alto beta sono rischiosi</em>. Essi, infatti, rendono molto bene quando il mercato sale. Tuttavia quando le quotazioni scenderanno se il gestore non ne abbatte il valore il beta agisce al contrario, amplificando i movimenti ribassisti. Per fare un esempio un beta di 1,2 vuol dire che il fondo oscillerà, a seconda della direzione, del 20% in più o in meno rispetto al sottostante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;alpha</h3>



<p>L&#8217;indice alpha, che non ha una scala di riferimento, misura la capacità del gestore di <strong>produrre</strong> (alpha positivo) o <strong>distruggere</strong> (alpha negativo) valore attraverso la <strong>selezione dei titoli migliori</strong>. In breve un alto alpha accompagnato da un basso beta significa che il gestore ha prodotto risultati grazie alla capacità di individuare i titoli migliori contenendo la volatilità del mercato.</p>



<p>Un beta alto e un alpha basso, al contrario, dimostrano che il gestore ha creato una leva che ha <em>amplificato i rialzi.</em> Tuttavia una correzione colpirà il suo portafoglio che, in assenza di una buona capacità di selezione dei titoli, scenderà più del mercato. </p>



<p>In breve:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>fondi che battono il benchmark con un alto beta sono adatti nelle fasi di mercato rialziste ma saranno penalizzato durante i crolli;</strong></li>



<li><strong>fondi che hanno battuto il benchmark con un alto alpha e un beta minore di uno sono indicati in tutte le stagioni, perché la capacità di selezione dei titoli del gestore è tale da creare valore senza imbarcare volatilità.</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



<p>Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Investire senza prevedere? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come investire in modo sano</a></strong></li>



<li>all’interno del nostro Ufficio Studi con analisi e approfondimenti settimanali premium. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Scopri di più.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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